Te la do io la pillola antifumo! Media e governo promuovono farmaci tossici per malati che non esistono


Gian Turci
Articolo Pubblicato: 20/09/2000

Lasciate che mi accenda una sigaretta per calmarmi un poco... Perché mi sono acceso una sigaretta? Perché ho letto un articolo (Venerdì 15 Settembre, pagina 5) del Secolo XIX di Genova sul fumo passivo e l’asma dei bambini. L’articolo, che parlava di uno “studio” dell’ospedale pediatrico Gaslini, riportava pari pari le solite balle che sentiamo ogni giorno sul fumo passivo.

La cosa più assurda è che lo “studio” stesso afferma che i bambini asmatici esposti al fumo passivo sono la minoranza del totale, e implica che il fumo passivo causi l’asma. Con la stessa logica da rottamazione si può dunque inferire che l’esposizione dei bambini al fumo passivo protegge dall’asma, visto che i bambini con attacchi d'asma non sono esposti sono la maggioranza!

Ma perché, è lecito chiedersi, un primario d’ospedale pediatrico avallerebbe una cosa del genere, se non fosse vera? Quale potrebbe essere il suo interesse, se non quello di “proteggere” i nostri piccini? Mentre non voglio essere querelato dal Prof. Rossi per esprimere ciò che veramente penso, due cose invece posso dire con sicurezza: a) il fumo passivo NON E’ una causa dell’asma (infatti, il fumo passivo non è la causa di nulla) [*]; b) lo spaccio di questo tipo di spazzatura statistica è sempre il sottofondo della colpevolizzazione del fumatore, e preludio all’invito (meglio, intimazione) a smettere di fumare – con i prodotti farmaceutici di cessazione, naturalmente!

Come dicono in America?… BINGO? Leggiamo un po’ le ultime righe di questo articolo dal titolo “Papà fuma? Bimbi con l’asma”: “Crediamo che questi dati, conclude Rossi […] meritano una particolare riflessione da parte dei genitori e dei medici affinché sia fatta una scrupolosa profilassi ambientale contro il fumo”... “Anche con la nuovissima pillola?", chiede l'intervistatore. "Perché no – conclude il primario di pneumologia – non avrei reticenze a utilizzarla visto che negli Stati Uniti dove da tempo è adottata non ha dato problemi”.

Non ha dato problemi??! Che balla... Beh, per forza, si parla di antifumo… d’altra parte, l’influenza delle case farmaceutiche su medici e  ospedali non è un gran segreto!… Vediamo come stanno realmente le cose.

La magica “pillola antifumo” è il Bupropione, conosciuto commercialmente come Zyban. Questo è ciò che la monografia del medicinale stesso dice:

“Il Bupropione fu originariamente approvato dalla Food and Drug Administration [USA] nel Dicembre del 1985, ma fu poi rimosso dal mercato per via delle convulsioni indotte dal farmaco. Esso fu reintrodotto nel Luglio del 1989 come antidepressivo (per esempio, Wellbutrin), e dopo fu approvato nella formulazione Retard (per esempio, Wellbutrin SR). Un'altra formulazione Retard, lo Zyban, fu approvata per la gestione della cessazione del fumo il 14 Maggio 1997. Lo Zyban ricevette addizionali indicazioni per uso in combinazione con sistemi di nicotina transdermica (NTS) per il trattamento dei sintomi da cessazione nel 1999.” ... “L'azione del Bupropione non è completamente capita”; e “Il meccanismo attraverso il quale il Bupropione aumenta la capacità di astensione dal tabacco è sconosciuto”.

Andiamo avanti con la monografia: se non prendi amfetamine, carbamazepine, cimetidine, cocaina, corticosteroidi, dextroamfetamine, medicamenti o prodotti a base di erbe per il controllo del peso o dell’appetito, medicine per depressione mentale, emozionale, o per disturbi psicotici, sonniferi, medicine per aritmia cardiaca o pressione sanguigna, emicrania, medicine antidolorifiche come la codeina o la valeriana, ecc. ecc., e ammesso che tu non beva alcol e che tu non abbia problemi alimentari come anoressia o bulimia, psicosi, diabete, malattie cardiache, battito cardiaco irregolare; se non hai sofferto infarti, non hai tumori al cervello, pressione alta, malattie renali, malattie epatiche, convulsioni, sindrome di Tourette, non presenti reazioni atipiche o allergiche ad altre medicine, cibi, coloranti o conservanti, stai allattando, sei incinta o cerci di esserlo - questa pillola che "non ha dato problemi" è per te!  Alla meno peggio rischi solo vista sfocata, difficoltà respiratoria o affanno, palpitazioni, incremento di pressione sanguigna, allucinazioni, stanchezza o debolezza, perdita d’appetito, perdita di libidine, alterazione del ciclo mestruale -- sebbene più spesso proverai solamente confusione, convulsioni, irritazione cutanea, prurito, orticaria, vomito, agitazione, ansietà, eccitamento, cambi nella percezione del sapore, costipazione, insonnia, capogiri, secchezza delle fauci, mal di testa, aumentata sudorazione, nausea, tremori, e perdita di peso. E per finire in bellezza, la monografia chiude affermando:

“Quest’informazione non descrive tutti i possibili usi, precauzioni, interazioni, o effetti avversi del farmaco.”

Ma cosa non si farebbe per smetterla col velenoso tabacco che, si noti tra l’altro, non è affatto in conflitto con la stragrande maggioranza della lunga lista di condizioni sopraesposta?

Ciononostante, un prodotto farmaceutico che in realtà ha causato così tanti problemi da essere stato ritirato dal commercio per tre anni negli USA, mentre il suo tasso statistico di successo (come del resto tutti i prodotti di cessazione) è bassissimo, viene addirittura raccomandato dal produttore in congiunzione con la nicotina transdermica – quella stessa nicotina che crea una dipendenza talmente forte nei genitori fumatori che “nemmeno le malattie dei loro figli riescono a farli smettere” (come afferma il Prof. Rossi nell'articolo del Secolo XIX) - ma che magicamente aiuta persino a farti smettere di fumare quando è venduta dalle case farmaceutiche!
 







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