Legge Veronesi: la frode del fumo passivo e' arrivata anche in italia


Gian Turci
Articolo Pubblicato: 08/07/2000

Ecco, ci siamo: l'infezione antifumo Ŕ approdata anche in Italia. Noi fumatori siamo ufficialmente degli appestati senza riguardo per il prossimo, e ci meritiamo quindi di essere cacciati fuori da tutti il locali. Poco importa se paghiamo migliaia di miliardi allo Stato, perchÚ gente intellettualmente disonesta tuona che il fumo passivo provoca il cancro polmonare.

Quando ero ancora "novello" nella lotta contro il salutismo, un mio amico scienziato un giorno mi disse parole che adesso echeggiano nella mia mente: "Mentre il pover'uomo della strada può essere facilmente persuaso dei pericoli del fumo passivo, coloro al disopra di un certo livello di conoscenza scientifica, e che ancora sostengono che il fumo passivo sia nocivo non possono essere che dei disonesti". Questa forte affermazione mi prese di sorpresa. "O dei corrotti?", tentai io. Lui continuò: "Per quanto mi riguarda, i corrotti e i disonesti sono la stessa cosa."

Anni dopo, essendomi "stagionato" in questa lotta, mi rendo meglio conto delle parole del mio amico. La schiacciante evidenza che il fumo passivo non è nocivo è dappertutto. Il fumo passivo non provoca il cancro - né provoca tutte le altre malattie attribuite. E’ un fatto stabilito, provato, dimostrato. Ma il silenzio su questo punto è assordante. Persino l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in uno dei più grandi studi del mondo sul fumo passivo, ha trovato che non solo il fumo passivo non provoca il cancro, ma che addirittura ha una funzione protettiva perché stimola le difese naturali dell'organismo. Non c'è da meravigliarsi che la OMS lo abbia insabbiato. E questo è solo uno studio tra oltre cento su simile tono.  Veronesi, il "buon dottore" degli italiani, non dice il vero ed è motivato da politica anziché da scienza, ed echeggiato da una stampa malinformata che non si è mai documentata sui veri effetti del fumo, sia attivo che passivo.

La proibizione di fumare in Italia è, ancora una volta, il trionfo di disonesti che sono riusciti a raggiungere troppo potere. Che fare? In cinque anni di lotta contro il cartello salutista, ho imparato che non c’è posto per negoziati e compromessi quando si tratta con questi fanatici, siano essi in camice bianco o no. Ne segue che solo la forza della lotta politica, dell'onesta controinformazione, della disobbedienza civile e del continuo smantellamento della scienza rottame  possa avere qualche effetto contro un cartello di menzogne e di isterismo, spesso al servizio di un'industria dai fondi praticamente illimitati.

Lottare contro il salutismo non è "difendere un vizio"; significa lottare contro frodi scientifiche usate per imporre comportamenti e tassazioni a controllo dei cittadini. E' lottare per un'informazione politica e scientifica onesta e obiettiva.







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