Cos'Ŕ la scienza rottame?


Gian Turci
Articolo Pubblicato: 01/01/2000

Il termine "scienza rottame" viene dallĺinglese "Junk Science". Questo termine Ŕ stato coniato da Steven Milloy, un analista americano famoso per la sua dedizione alla demolizione di studi inutili, fasulli e tendenziosi.

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Per scienza rottame s’intende quindi quel tipo di pseudo-scienza prodotta per scopi di lucro e applicazioni politiche, piuttosto che per genuina ricerca volta a risolvere o a scoprire.

Sfortunatamente questa "scienza" è altamente redditizia, e noti nomi della medicina, statistica, sociologia ed altri campi non hanno potuto resistere al richiamo del denaro pubblico o privato, nonché all’appello di carriere professionali o politiche spesso fulminanti in cambio dell’ottenimento dei "giusti" risultati nella loro ricerca.

Scienza rottame è anche quella "scienza" che, anziché salpare alla scoperta di qualcosa, crea a ritroso le basi scientifiche per giustificare qualcosa di politicamente predeterminato, come tassazioni, proibizioni e diversioni politiche.

L’applicazione più éclatant della scienza rottame sono le attribuzioni di malattie al fumo, sia esso attivo o passivo. Esse, infatti, sono tutte basate su studi epidemiologici di malattie a base multifattoriale.

L’epidemiologia è uno strumento formidabile quando esiste una sola causa e un solo effetto, ma essa diventa enormemente imprecisa e quindi prevalentemente inutile quando molte cause producono lo stesso effetto, come nel caso delle malattie cardiovascolari i cui noti fattori concomitanti sono oltre trecento a tutt’oggi, ma dove si fa apparire il fumo (cibo, alcol, ecc.) come causa determinante di tali malattie. E' vero che esistono metodi per "filtrare" i fattori confondenti, ma essi sono tanto aleatori quanto i pregiudizi e le tendenze di coloro che conducono lo studio. Siccome è impensabile che noti specialisti non siano al corrente di questa basilare realtà, ciò tende a favorire la teoria della disonestà più che quella dell'incompetenza professionale quando si leggono, per esempio, gli avvertimenti sui pacchetti di sigarette.

La scienza rottame però non copre solo il fumo, ma i temi più svariati, e causa una montagna di isterismi locali: onde elettromagnetiche, riscaldamento planetario, pericoli su cibi, abitudini, alcol, sesso, lavoro, automobili, telefonini, scarpe, animali domestici, integratori alimentari, cavoli di Bruxelles, e centinaia di altri esempi. Tutto è fonte di pericolo, rischio, paura, sospetto – e tutto giustifica più sorveglianza, controllo di Stato, regolamenti, interferenza burocratica e tassazione.

Alla fine di ogni studio "junk science" si legge, sempre e senza eccezione: "...Più fondi sono richiesti per approfondire la ricerca in corso", mentre all'inizio dello studio è sempre scritta una premessa che i vari Ministeri della "salute" e altri allarmisti si dimenticano sempre di dirci: "Queste associazioni statistiche potrebbero non riflettere le reali cause ed effetti biologici" (*).

Un’industria con un giro d’affari di centinaia di milioni di dollari all'anno è stata sviluppata per spaventare i popoli ed implicare vaghe promesse di una non meglio precisata vita "migliore" in cambio dell’immediata resa di fondi, stili di vita e libertà personali in nome di sicurezza e salute.

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(*) Testo integrale della premessa:

"Avvertimento statistico: i rischi attribuibili potrebbero essere non giustificabili scientificamente. [I rischi] sono estrapolati da associazioni statistiche molto incerte. Queste associazioni potrebbero non riflettere le reali cause ed effetti biologici. Nel migliore dei casi, un'associazione statistica è una rappresentazione di quanto è stato osservato nella particolare popolazione che è stata studiata, e non è applicabile ad altre popolazioni che non sono state studiate".







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