La sporca dozzina: 12 motivi per i quali il divieto di fumare è ignobile
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Quelli che come noi protestano contro il divieto di fumare non lo fanno necessariamente perché vogliono fumare e certamente non perché abbiano una qualche connessione con l'industria del tabacco. (Le compagnie del tabacco infatti hanno fatto ben poco per contrastare i divieti in quanto gli stessi divieti hanno avuto scarsi effetti sui loro profitti). Noi crediamo che i divieti sollevino molti problemi importanti, ma che che questi problemi vengano nascosti da una sproporzionata enfasi sulla “salute” e da una sproporzionata deferenza all'autorità sanitaria e ai gruppi di pressione.
I principali motivi contro il divieto di fumare sono in breve:
1- Il divieto di fumare viola i diritti di proprietà. L'aria di un locale pubblico non “appartiene” ai fumatori né ai non fumatori e certamente non ai politici, ma al gestore e è il gestore che dovrebbe decidere quale atteggiamento tenere riguardo al fumo ne suo locale.
2 - Il divieto di fumare stabilisce un grave precedente poiché confonde il confine tra pubblico e privato e estende il potere del governo alla sfera privata. Un “luogo pubblico” dovrebbe essere definito come un luogo dove a) non si può fare a meno di entrare e b) finanziato pubblicamente, cioè tramite le tasse. Gli uffici pubblici, le biblioteche e i tribunali sono “luoghi pubblici”, i bar, i circoli e i ristoranti non lo sono e né i politici né i dottori hanno il diritto di decidere ciò che i cittadini adulti consenzienti fanno al loro interno. Se concediamo loro questo diritto esso sarà inevitabilmente esteso ad altri comportamenti a ad altri luoghi: per esempio alle macchine (come stanno cercando di fare) e poi alle case (come è già successo in alcune parti degli USA).
3 – Il divieto di fumare elimina la libertà di scelta, non solo la libertà di chi fuma di scegliere dove godersi un'abitudine legale, ma la libertà di ognuno di cercare da se' i propri compromessi e le proprie soluzioni. Una legge come questa tratta come bambini i cittadini adulti e incoraggia una società meno civile, non più civile.
4 - Il divieto di fumare è antidemocratico. Lungi dall'essere un risultato di una richiesta popolare esso è stato imposto da elites politiche senza alcun rispetto per ciò che la gente vuole veramente. Nel Regno Unito, per esempio, l'Ufficio Statistico Nazionale del precedente governo laburista ha rilevato che il 68% della popolazione era contro un divieto totale e il partito nel suo manifesto elettorale promise di vietare il fumo solo nei locali che servono cibo, invece venne imposto un divieto totale, dimostrando così un disprezzo egualmente “totale” per la volontà degli elettori.
Le uniche opinioni ascoltate dai legislatori sono state quelle delle autorità sanitarie e dei gruppi di pressione come l'ASH. Si dovrebbe aggiungere che questi gruppi che spesso si presentano come fondazioni no-profit sono in realtà finanziate da a) gli stessi governi che vengono spinti a passare leggi anti-fumatori o b) dalle compagnie farmaceutiche con l'obiettivo occulto di promuovere i loro prodotti a base di nicotina.
5 - Il divieto di fumare è socialmente segregante e incoraggia l'intolleranza. Il governo stigmatizza spudoratamente un gruppo particolare che deve cambiare il suo stile di vita o essere escluso da una società “corretta” (una recente campagna inglese usava lo slogan “Se fumi puzzi e fai schifo”).
Nel promuovere il divieto di fumare, specialmente con la giustificazione che i fumatori danneggiano la salute altrui, le autorità hanno anche incoraggiato o sanzionato l'odio e la discriminazione, innescato alterchi tra amici, vicini e membri della stessa famiglia e causato un vero danno sociale inseguendo un illusorio obiettivo riguardante la cosiddetta “salute pubblica”.
Il divieto di fumare danneggia ulteriormente il tessuto sociale incoraggiando una parte della società a credere che il governo possa o debba intervenire per impedire ad un'altra parte della società (che sfortunatamente viene additata in un particolare momento come “pericolosa per sé e gli altri”) di fare ciò che i primi personalmente non approvano.
6 - Il divieto di fumare è ipocrita poiché il governo che lo impone permette che il tabacco sia legale e lo tassa ricavandone enormi somme di denaro. Il governo inglese ricava circa 10 miliardi di sterline all'anno dalle tasse sul tabacco.
7 – Nonostante i reiterati sforzi dei gruppi anti-fumatori di provare il contrario, il divieto di fumare danneggia gli affari, causando perdita di entrate, perdita di posti di lavoro e chiusure di locali ovunque venga imposto. Dall'entrata in vigore del divieto di fumare, 10.000 pub nel Regno Unito hanno chiuso e anche se questa può non essere l'unica causa, solo i più ottusi anti-fumatori negano ancora che sia stata una delle cause principali.
8 - Il divieto di fumare è reso obsoleto dalla tecnologia attuale poiché con un decente impianto moderno di filtraggio dell'aria non è difficile rendere il fumo virtualmente impercettibile e certamente innocuo. I moderni sistemi di filtraggio sono facilmente reperibili e affidabili e vengono usati sia nei laboratori che trattano materiali chimici tossici che nelle corsie per malati infettivi negli ospedali: dire che non sono abbastanza efficaci per un bar è dire un'assurdità.
9 - Il divieto di fumare non fa smettere di fumare. Prima di tutto, anche se approvassimo la decisione di vietare di fumare nei bar allo scopo di far smettere alla gente di fumare, vediamo tutti che non funziona veramente. Alcuni paesi (ad esempio l'UK) hanno visto un debole calo dei fumatori, ma questa era una tendenza già in atto da molto tempo, in altri paesi (Italia e Irlanda ad esempio) i fumatori sono aumentati da quando è stato introdotto il divieto di fumare. I fanatici anti-fumatori si rifiutano di ammettere che hanno già ridotto i fumatori a un nucleo di “irriducibili” che non smetterà e che le loro tattiche da bulli incominceranno ad avere l'effetto contrario. Anche se il tabacco fosse reso illegale milioni di persone continuerebbero a usarlo (...nessuno usa più l'eroina da quando è stata resa illegale nel 1925, vero?).
10 –La pretesa da parte delle autorità che il divieto di fumare sia fatto rispettare dagli operatori del settore turistico alberghiero, proprietari e personale di bar, ristoranti, pizzerie, impiegati di uffici etc. attribuisce a privati cittadini un compito che è invece evidentemente e giustamente della polizia. Questo stabilisce un altro pericoloso precedente, specialmente quando anche i membri del pubblico vengono incoraggiati a riferire eventuali violazioni del divieto. Questi sono metodi da Gestapo o da Stasi che mantenevano il controllo facendo sì che i cittadini stessi si controllassero e spiassero l'un l'altro.
11 - Il divieto di fumare non fa sparire i fumatori, li sposta soltanto dove possono fumare: la strada e la casa. Nel primo caso è molto difficile che i fumatori non si rendano più visibili o creino un certo disturbo, rumore o sporcizia e nel secondo, a sentire gli anti-fumatori, quando non avvelenano i membri della loro stessa famiglia, danno perlomeno un cattivo esempio.
12 – Infine ed è la cosa più importante, i governi asseriscono di trascurare tutte le precedenti considerazioni per far fronte a una mortale minaccia alla salute: il “fumo passivo”. Ma non esiste nessuna prova scientifica che sia mai morto qualcuno a causa di questa minaccia fantasma. Dopo 40 anni di studi tutto ciò che gli anti-fumatori possono portare come prova sono proiezioni fatte al computer basate su statistiche dubbie accuratamente selezionate da una piccola minoranza di studi altrettanto dubbi. Le loro “stime” e le loro “condizioni di rischio relativo” possono suonare spaventose, ma non significano niente in realtà e non sono per niente convincenti.
Ecco perché vediamo, per esempio, manifesti che ci dicono che il fumo di tabacco contiene vari componenti chimici dai nomi allarmanti, senza dire anche che essi sono presenti solo a livelli infinitesimali e innocui
Se accettiamo che un tale debolissimo genere di prove giustifichi il divieto di fumare dovremmo accettare il fatto che stiamo definendo un livello di rischio minimo accettabile così basso che giustificherebbe anche la proibizione di quasi tutto quello che facciamo abitualmente e da tempo immemorabile: cucinare (...produce agenti carcinogeni), accendere candele, incenso, fare fuochi, usare profumi etc. Migliaia di prodotti, dai detersivi per la casa ai cosmetici, contengono livelli di agenti chimici tossici superiori a quelli presenti nel tabacco, e sono comunque innocui. E' inoltre sia paternalistico che illogico voler proibire ad un adulto di scegliere se accettare il “rischio” di lavorare in un locale dove si fuma quando lo stesso adulto è libero di lavorare in una miniera, nei pozzi petroliferi, di fare il pompiere etc. etc.
In sostanza il problema qui esaminato va ben oltre il fatto di “fumare o non fumare”. E' infatti ovvio per chiunque non viva totalmente recluso dal mondo , che è in atto una preoccupante tendenza verso una legislazione sempre più intrusiva, giustificata da una “scienza spazzatura” sempre più disonesta e fuorviante, basata sullo sfruttamento della paura: tipico di questa tendenza è l'affermazione recente che il continuo declino dei casi di infarto, un fenomeno in atto già da lungo tempo, sia invece attribuibile all'onnipresente divieto di fumare o l'invenzione di una nuova minaccia, il ”fumo di terza mano”(o “fumo passivo-passivo” !?!) spacciata spudoratamente al mondo senza che vi sia la più pallida ombra di una qualsiasi prova scientifica.
Ciò che è veramente necessario non è solo la revoca dell'indiscriminato divieto di fumare e altre leggi illiberali, ma un ritorno a un sano scetticismo, ad una scienza onesta, alla giustizia e al buon senso.
(Tradotto dall'inglese con qualche leggera modifica, aggiunta e /o taglio da Unlucky Luke)
Per chi volesse leggere l'originale:
http://tctactics.org/index.php/Smoking_Bans
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