Articoli di

Carlo Stagnaro






Elenco Articoli di Carlo Stagnaro


Ciao Gian | Carlo Stagnaro
Articolo Pubblicato: 11/03/2009
Ieri sera, se n'è andato Gian Turci. In silenzio, senza avvertire nessuno, senza stare male. Si è semplicemente spento. E' una grande perdita, per tutti. Ma lo è soprattutto per me. Non voglio fare retorica vuota: non voglio dire che Gian avrebbe salvato il mondo. Non l'avrebbe fatto. Non ci sarebbe riuscito. Gian apparteneva a quella rara e ammirevole categoria di persone che sono disposti a reggere contro tutto. Persone che si spezzano, piuttosto che piegarsi. Persono che possono essere sconfitte, ma non sottomesse.





Tabacco: ora basta con la regolamentazione. | Carlo Stagnaro
Articolo Pubblicato: 20/06/2011
Quando i costi della regolamentazione sul tabacco superano i benefici? In che misura una ulteriore regolamentazione può ridurre i consumi? È questo il tema del nuovo Briefing Paper dell’Istituto Bruno Leoni, “La regolamentazione del tabacco in Europa. Ora basta”, di Pietro Monsurrò.





Obama sarà la sfida simbolo all'America bacchettona | Carlo Stagnaro
Articolo Pubblicato: 10/01/2009
Può l’uomo più potente del mondo fumarsi una sigaretta in santa pace? Se mai fosse chiamato a decidere se scagliare una bomba atomica sul nemico, potrà pensarci su brandendo un sigaro?





La prima causa di morte prevenibile al mondo | Carlo Stagnaro
Articolo Pubblicato: 19/07/2003
I salutisti non perdono occasione per criticare i "peccatori" (siano essi fumatori, ciccioni, bevitori, o altro). Ne abbiamo avuto la massima dimostrazione lo scorso 31 maggio, giornata mondiale contro il fumo, quando camici bianchi e politici "impegnati" ci hanno costretto ad assistere alla loro ipocrita sfilata, sotto lo slogan: "la prima causa di morte prevenibile al mondo". In questo articolo, pubblicato sulla rivista genovese Il Dialogo, Carlo Stagnaro offre una prospettiva diversa: vi è un'altra causa di morte, molto più drammatica e molto più prevenibile. Ma i salutisti non ne parlano, perché in realtà a loro non piace la vita in primo luogo, e non apprezzano la bella vita come corollario: "Il problema è che la sigaretta, definita da Oscar Wilde 'la forma perfetta del piacere perfetto', non è affatto il nemico pubblico numero uno. V'è un killer assai peggiore di sigari e pipe, più subdolo e strisciante, più letale, che s'aggira quotidianamente nelle corsie ospedaliere. E' una legge che, con la maestosità di tutti i parti del Parlamento, ha spostato la linea che divide quel ch'è lecito da ciò che non si fa. Diritto alla vita? Basta un voto a maggioranza per passare un tratto di "bianchetto" sulla parola infanticidio e scrivervi, con perversa voluttà, aborto. Sì, perché le interruzioni di gravidanza sono, ogni anno, 150.000 in Italia, 40 milioni nell'intero pianeta. Non si tratta delle morti "statistiche" di vecchi signori malati di cancro; sono piccole, flebili voci che improvvisamente si spengono."




Anti-vita | Carlo Stagnaro
Articolo Pubblicato: 07/06/2003
In questo articolo in lingua inglese pubblicato da Lewrockwell.com, Carlo Stagnaro offre un interessante punto di vista sull’agenda salutista e sull’ipocrisia e mendacia di molti dei suoi sostenitori, la maggior parte dei quali, mentre è in favore del controllo dell’alcol, fumo e cibo, hanno in comune il fatto di essere anti-vita.




L'invasione delle particelle fini | Carlo Stagnaro
Articolo Pubblicato: 01/05/2003
Le PM rappresentano uno degli spauracchi più recenti e minacciosi. Su di esse è basata l'intera offensiva sulle "domeniche a piedi", e anche il fumo di sigaretta è stato accusato di ammorbare l'aria per loro mezzo. Recentemente, però, lo studioso americano Joel Schwartz ha approntato uno studio sui loro reali effetti, mostrando che politiche di limitazione delle emissioni avrebbero costi estremamente elevati a fronte di benefici inesistenti o dubbi. Lo studio, intitolato "Particulate Air Pollution. Weighing The Risks", può fare arrabbiare molti fascisti bianchi. Scrive Carlo Stagnaro: "appare opinabile promuovere politiche di riduzione delle particelle fini, che avrebbero un elevato costo in cambio d'un beneficio quanto meno difficile da stimare. Inoltre, il trend è già nella direzione di una limitazione delle PM (e di quasi tutti gli altri agenti inquinanti). La tecnologia, infatti, tende a essere sempre più pulita ed efficiente, perché il mercato - cioè: i consumatori - esige proprio pulizia ed efficienza. In questo senso, non bisogna sottovalutare il fatto che i rischi attribuiti alle particelle fini, sia di breve sia di lungo termine, possono spesso essere il frutto d'una confusione o dell'oggettiva difficoltà nella misura d'incrementi di rischio lievi."




L'utopia del rischio zero | Carlo Stagnaro
Articolo Pubblicato: 20/12/2002
Vivere è scegliere, e operare delle scelte significa rischiare. Per il semplice fatto di essere nati, tutti noi corriamo ogni giorno il rischio di morire. Anche colui che abbia la condotta più salutista può contrarre le malattie più bizzarre. Un individuo su tre è destinato a pigliare il cancro, indipendentemente dalla sua dieta, dalle sue abitudini e dai suoi vizi. Neppure chi vivesse sotto una campana di vetro e al riparo da ogni intemperie sarebbe al sicuro dal rischio: la probabilità che un asteroide piombi sulla Terra e metta a tutto la parola fine è di circa una su un milione. Estremamente ridotta, si dirà: ma non certo peregrina (si consideri che le probabilità di azzeccare il proverbiale terno al lotto su una certa ruota sono una su settecentomila e spicci, mentre quelle di fare quaterna una su poco più di sessantun milioni).




Il principio di precauzione: uno strumento pericoloso | Carlo Stagnaro
Articolo Pubblicato: 26/09/2002
Saggio presentato dall’autore al convegno “Potere politico e globalizzazione”, tenuto dall’Associazione Italiana di Sociologia il 26-27 Settembre 2002, Workshop 2: “Globalizzazione e processi di integrazione sovranazionale” – ”Il principio di precauzione viene sempre più spesso invocato per giustificare l’intervento dello Stato a difesa dell’ambiente o della salute pubblica. Esso poggia su concetti ambigui (“sviluppo sostenibile”, “limiti allo sviluppo”, eccetera) ed è ambiguo esso stesso, in quanto la “certezza scientifica” che richiede è sempre assente. Ciò nondimeno, esso esprime un’esigenza oggettiva: quella di valutare le conseguenze di ogni azione o legislazione per mezzo di un’accurata analisi dei costi e dei benefici. A tal fine, viene qui proposta una gerarchia di criteri razionali atti a “pesare” opportunità e rischi. Per verificare la percorribilità di questa strada, sono stati esaminati tre casi studio: l’elettrosmog, l’esaurimento delle risorse energetiche e la sovrappopolazione. Si osserva che il principio di precauzione “corretto” dai criteri qui avanzati non fornisce indicazioni a favore della regolamentazione, ma anzi indica la crescita economica e la libertà scientifica come unica via per la conquista di un ambiente migliore e di un tenore di vita più elevato, anche nel Terzo Mondo”. Documento in formato pdf. Se non hai Adobe Acrobat Reader, scarica qui una copia gratuita.




Conversione: il realismo cristiano di un uomo qualunque | Carlo Stagnaro
Articolo Pubblicato: 29/03/2002
"Conversione" è un libro segnato da un impietoso realismo cristiano proprio perché racconta le ricchezze e le miserie, in una parola la vita, di un pover'uomo come tutti. Nasce da qui il suo essere scomodo: e c'è da scommettere che farà storcere il naso a più d'uno. Farà arrabbiare i fanatici del laicismo e del suo dio secolare e bastardo: lo Stato, quello che ha tolto le ostie dai tabernacoli per mettervi le flebo, che ha sostituito alla confessione le sedute psichiatriche e alla tonaca del sacerdote il camice bianco del medico. Ma scatenerà pure l'ira dei fautori di un cattolicesimo buonista, "dialogante", fariseo, dimentico dell'impossibilità di subordinare una astratta "etica cristiana" al messaggio salvifico della Croce. Lo scopo dichiarato del volume è aiutare coloro che cercano la fede. E se anche uno solo riuscisse a vedere Dio grazie alle parole, semplici e scandalose, di Messori e Mondadori, questi avrebbero pienamente vinto la propria sfida con il mondo.




South Park, Canada, ammaina bandiera per i fumatori | Carlo Stagnaro
Articolo Pubblicato: 25/01/2002
"La bandiera è un marchio internazionale del governo canadese. Essa è usata per identificare le istituzione federali ed è protetta dalla Legge sui marchi". Parola di Jan Ovens, funzionaria del ministero del Tesoro canadese. Quando Pat Hagen, responsabile per il Canada dell’associazione Forces, ha sentito queste parole, le si sono rizzati i capelli in testa. Tutti, proprio tutti, uno dopo l’altro. Ma come, si è detta, questo stato mi rapina, mi opprime, mi prende in giro e per giunta mi ruba l’identità nazionale dicendo che è "cosa sua"?





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