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MALATTIE SCOPERTE DA BIG PHARMA
Dr. Elio F. Gagliano Medico Chirurgo
11 Marzo 2012
Il titolo è volutamente a doppio senso: può far pensare che Big Pharma, grazie a studi gestiti in proprio, abbia rivelato alcune malattie sconosciute, oppure, che le abbia inventate ("Inventare" è uno dei sinonimi di "Scoprire" - Zanichelli - Sinonimi e Contrari - terza edizione).
Forse qualcuno si chiede come mai queste notizie vengano fuori adesso. Invero questi fattacci sono noti da tempo, solo che il circolo massmediatico sta quieto, non fa il cancan che immancabilmente fa quando la sigaretta, un modo o l'altro, è protagonista. Comunque, la Reuters Health, leader dell'informazione nel settore farmaceutico e medico, scrive: "Un motivo per cui questi casi (di corruzione - ndr) vengono adesso alla luce è dovuto al rigore con cui gli Stati Uniti, dal 2009, hanno imposto la propria legge sulla corruzione al di fuori degli USA. L'inizio ufficiale è stato quando il Vice Procuratore Generale, Lanny Breuer, in una conferenza farmaceutica ha detto:"Siamo fortemente decisi a sradicare la corruzione estera nel vostro settore".
Otto delle aziende farmaceutiche più grandi del mondo - Pfizer Inc, Novartis AG, Merck & Co Inc, Sanofi, AstraZeneca, GlaxoSmithKline Plc, Johnson & Johnson e Eli Lilly & Co - sono state accusate di corruzione in numerosi mercati esteri, quali Argentina, Brasile, Canada, Cina, Germania, Italia, Polonia, Russia e Arabia Saudita.
Per citare qualche esempio specifico:
L'aprile scorso, la Johnson & Johnson s'è accordata con le autorità USA e Inglesi per pagare $78 milioni dopo avere confessato che nel 2007 aveva pagato medici in Polonia, Romania e Grecia per usare medicine and apparecchiature chirurgiche della J&J.
La più grande compagnia farmaceutica del mondo, Pfizer, verso la fine del 2011 ha raggiunto un accordo con il Department of Justice e con la Securities and Exchange Commission degli USA di finalizzare l'accordo entro la prima parte del corrente anno per pagare le malefatte del passato. Detta Pfizer, nel 2009, ha pagato una penalità di $2,3 miliardi per lanci pubblicitari illegali.
Quest'ultima produce e spaccia Champix (droga per smettere di fumare) malgrado i micidiali effetti collaterali, accoppiati agli scarsi risultati ottenuti. Sul Champix, alcuni mesi or sono, ho scritto un articolo.
Scusate il lungo prologo e passo a quanto annunciato nel titolo di questo articolo.
Di questi vi espongo solamente due entità: La menopausa e l'Iperattività del bambino.
Negli anni sessanta le compagnie farmaceutiche hanno ingegnosamente etichettato la donna in menopausa come persona ammalata
bisognosa di trattamento terapeutico.Mi perdonino i lettori che mi hanno precedentemente letto sull'argomento nel 2007. Considerato che 'repetita juvant', lo riprendo ampliandone un po' il concetto.
La menopausa è il passaggio nella vita della donna in cui cessano le mestruazioni a seguito dell'atrofia delle ovaie. E' un fenomeno fisiologico che avviene nella donna matura. Essa non di rado si accompagna ad alcuni disturbi psicosomatici la cui gravità è perlopiù legata allo spirito di adattamento della donna nel senso che alcune (il 5-15%) li considerano una tragedia, altre li accettano/subiscono con pacata rassegnazione. Non è mia intenzione entrarne nel merito, tranne per dire che buona parte di essi sono comuni anche per gli uomini (dolori muscolo-scheletrici, pelle secca, capelli radi, disturbi del sonno, irritabilità e così via).
Quel che mi importa dire è che la menopausa è un evento FISIOLOGICO che Big Pharma ha trasformato in malattia da curare con la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS). La campagna fu apparentemente suggerita dalla pubblicazione del best-seller "Feminine Forever" (Femmina per sempre), del ginecologo Robert A. Wilson il quale considera la menopausa "un degrado vivente" che dovrebbe esser considerata non come una fase naturale della vita ma come una malattia degenerativa che spesso distrugge la vita e la salute della donna. "Piuttosto che divenire flaccide, balorde, non più seducenti e asessuate, attraverso l'orrore di una vita in decadimento", scrive Wilson, "le donne dovrebbero essere curate con ormoni". In men che non si dica il libro divenne un best-seller. Compendi furono pubblicati in tutte le riviste femminili. Riviste e quotidiani aprirono rubriche speciali su fatti concernenti la menopausa. Celebrità della moda e dello spettacolo furono ingaggiate per catturare l'attenzione del pubblico e per legittimare la terapia della menopausa con la TOS, per eliminarne i sintomi e per rimanere vitali e sexy nell'età media. Wilson si arricchì, creò una Fondazione e reclutò le case farmaceutiche produttrici i ormoni. Quest'ultime cominciarono la loro campagna di marketing non solo con la pubblicità diretta dei loro prodotti, ma pubblicando articoli scritti da 'scienziati' fantasmi, creando 'Centri di Informazione', sponsorizzando corsi di 'Educaz
ione Continua' per medici', pagando medici come portavoce della TOS in rubriche radio-televisive e in interviste a riviste e quotidiani, senza menzionare la società farmaceutica da cui venivano pagati, dando così l'impressione di opinioni professionali indipendenti. Ebbene, dopo più di 50 anni di TOS, dopo che Big Pharma ha incassato svariati miliardi, ci si è accorti che nella popolazione femminile trattata è aumentata l'incidenza di carcinoma mammario, di infarto miocardico, di ictus, di embolia polmonare, di trombosi venosa profonda, di colecistiti e pancreatiti, di anormalità della visione e demenza.
Carla J. Rothenberg, della Harvard Law School, nel trattato The Rise and Fall of Estrogen Therapy: The History of HRT (L'Ascesa e la Caduta della Terapia Estrogenica: Storia della TOS) "esamina come l'industria farmaceutica ha creato il concetto di menopause come malaria in tutee le donne di mezzo età". Le 65 pagine del lavoro si concludono così: <Il pubblico dovrebbe fare lo sforzo di informarsi sulla medicina che usano facendo delle ricerche indipendenti sul farmaco - medici e organizzazioni sanitarie possono essere influenzati dalle compagnie farmaceutiche e, pertanto, le loro informazioni non dovrebbero necessariamente essere ritenute valide>.
2. Disturbo da deficit di attenzione e iperattività
Chi non ha mai detto, gridato, a un bambino: "Stai attento!"?
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Chi non ha mai detto, gridato, a un bambino: "Stai fermo!"?
Chi ha mai pensato che un bambino distratto o attivo avesse bisogno di attenzioni mediche?
Da che mondo è mondo i bambini hanno sempre avuto bisogno di essere stimolati quando troppo svogliati, di essere frenati quando troppo attivi.
Questo pensavamo non sapendo che sbagliavamo. Adesso non ci sono più scuse: mamma Big Pharma, da anni, ci insegna che i bambini distratti e vispi hanno bisogno di "Ritalin" e simili psicofarmaci. E per far questo usa la stessa politica usata per la TOS: articoli scritti da psichiatri, 'informatori scientifici' per i medici, rubriche radio-televisive.
I genitori troppo indaffarati per poter seguire i loro pargoli non hanno più problemi: una pilloletta e via!…
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Di molte persone famose che hanno lasciato la loro impronta alle generazioni future (Leonardo Da Vinci, George Washington, Thomas Edison, Albert Einstein e tanti altri) si sa che da bambini fossero dislessici. Oggi (alcuni) avrebbero detto che erano afflitti da deficit di attenzione e iperattività. Per fortuna dell'umanità ai loro tempi non c'era mamma Big Pharma!
Per concludere vorrei ricordare la madre di tante malattie, la sigaretta. Big Pharma ci ha insegnato che il fumo passivo (di sigaretta) è alla base, o è un importante cofattore, di tante malattie. Per fortuna, Lei ci dà una mano con la sua nicotina, indipendentemente dagli insuccessi e dagli effetti collaterali…
N.B. Sebbene la maggior parte delle notizie di ambito medico io le attinga da articoli pubblicati in siti di medicina (per accedere ai quali bisogna essere registrati come medico, fornendo dati su laurea, università, etc.), i 'non addetti ai lavori', con un po' di pazienza, possono trovare le relative informazioni nel web non specialistico.


