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Più mazzette farmaceutiche alla “salute pubblica”



25 Maggio 2008


L’istituzione che ci recita la filosofia che il fumo (attivo e passivo) “fa male sempre e comunque” è stata acchiappata (un’altra volta) a prendere la grana da Big Pharma.

L’Aulin è un anti-infiammatorio e un analgesico ben conosciuto in Italia. Molti dei suoi clienti hanno avuto bisogno di un fegato nuovo dopo aver preso la “medicina” per un po’ di tempo. Ciò è diverso dai mali “delle” sigarette, che hanno centinaia di co-fattori e che si manifestano 40 o 50 anni dopo che si è cominciato a fumare e che poi sono “attribuiti” al fumo secondo l’autoritaria “opinione” di santoni, ma mai su fondamenti scientifici.

Come mai in Italia l’Aulin è disponibile senza prescrizione e, come tutte le medicine, non porta la scritta lugubre “L’Aulin Uccide”? La ragione per cui molte nazioni non l’hanno mai approvato o lo hanno tolto dalla circolazione è proprio questa. La domanda è retorica, perché la risposta l'abbiamo tutti: Big Pharma paga.

Ma Big Pharma non paga solo i corrotti della “salute pubblica”: paga anche i mass-media a colpi di miliardi di pubblicità perché dicano o tacciano ciò che Big Pharma vuole. Mentre altre nazioni toglievano l’Aulin dalla circolazione e i carabinieri avevano già iniziato l’investigazione, guardiamo come i servi farmaceutici di RAI Uno, per esempio, rassicuravano la popolazione con la solita parata di camici bianchi che, con l’arroganza pedagogica dell’ignorante (o quella del corrotto?), pontificavano sulla “sicurezza” dell’Aulin con la stessa scostante alterigia usata per pontificare sui mali del fumo, di cui devono ancora provare scientificamente una morte. Questo video è di un anno fa.

Rassicurati nella loro sciocca fede nelle istituzioni “sanitarie”, troppi italiani hanno continuato a consumare l’Aulin come fosse sigarette. Naturalmente la scusa usata per riconfermare la fede sarà che si tratta di un “episodio isolato” e che l’integrità della “sanità” c’è – peccato che di questi “episodi isolati” ne capitino tre o quattro all’anno solo in Italia e a decine se non a centinaia nel mondo.

Il fatto è che non si vuole guardare in faccia la realtà nonostante che la realtà ci sputi in faccia: le istituzioni in particolare e l’establishment sanitario in generale sono marci, sia quando ci dicono che “fumare fa male” che quando ci dicono che l’Aulin non fa male. Sono delle prostitute, sia quando ci dicono che il normale inquinamento “uccide” che quando ci dicono che le radiazioni elettromagnetiche non fanno nulla – perché la realtà è che non lo sanno e, invece di ammetterlo, aprono la bocca a pagamento per servire i propri interessi e/o gli interessi altrui a beneficio di chi  pende dalle loro labbra e smette di fumare, di bere, di mangiare – e continua ad avvelenarsi coi prodotti di chi tali bocchepaga, mentre hanno paura di prodotti usati da tempo immemore.

A tali puttane non bisogna credere e bisogna prestar loro attenzione solo nel modo in cui l’hanno fatto i carabinieri. Questo episodio che non è certo il primo e – a meno che la “salute pubblica” non sia esautorata e riportata alla sua naturale funzione di controllo delle malattie infettive e pulizia di cessi e cucine – certamente non sarà l’ultimo. E per quanto concerne Big Pharma le sue mazzette finiranno quando ad esse si farà ciò che si è fatto a Big Tabacco, ma in una scala molto maggiore. Dopotutto Big Tabacco non ha mai detto che il suo prodotto “fa bene”.

E la prossima volta che Rai Uno o qualsiasi altro mass-media vi parla ancora dei mali del fumo, seguito da qualche spot farmaceutico, spegnete la televisione e accendetevi una sigaretta. Considerata la realtà dei fatti, in entrambi i casi non c’è nulla di più salutare.





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