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Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 

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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 

Scienza rottame

15 Giugno [19:40 GMT] - Non mandate in fumo la scienza con stupidaggini sulle rughe - Ennesimo pezzo di disinformazione contro il fumo circolato questa volta dalla rivista Torax in Inghilterra e prontamente riportato in Italia dall'organo di disinformazione antifumo il Corriere della Sera. Brevemente si tratta di questo: se avete le rughe >E< fumate avete 5 volte più probabilità di avere problemi respiratori; (ma attenzione: si implica che se avete le rughe e non fumate tutto è a posto). Leggiamo attentamente l'ultimo paragrafo dell'articolo del Corriere per vedere l'inghippo. "L’ottanta per cento delle persone prese in esame dalla ricerca (complessivamente 124) non avevano o avevano poche rughe, mentre le altre 25 ne avevano anche di molto profonde e 21 di queste mostravano i segni di una broncopneumopatia (su un totale di 68 casi di malattia). Secondo lo pneumologo Bipen Patel, che ha coordinato la ricerca, esiste una suscettibilità genetica alle broncopneumopatie e le persone predisposte a questa condizione vanno più facilmente incontro a un invecchiamento cutaneo precoce. Il fumo non fa che esasperare la situazione."

A parte che 124 persone sono nulla per uno studio di carattere epidemiologico e ipotizzando (perché ovviamente non è dimostrata) che la suscettibilità genetica alle broncopneumopatie (Bpco) sia reale (ergo l'invecchiamento cutaneo precoce) quanto la esaspera il fumo - e SE - è assolutamente impossibile da stabilire. Occhio alla sequenza che segue: abbiamo un'ipotesi ("si sa che la maggior parte dei casi di Bpco è provocata dal fumo". Informazione fasulla: per via della multifattorialità non si sa, si presume) alla quale si aggiunge un'altra ipotesi ("si sa anche che il fumo causa un invecchiamento precoce della pelle"; di nuovo informazione fasulla: non si sa, si immagina) sulla quale si eleva ancora un'altra ipotesi (l'aggravamento da fumo) per arrivare finalmente a spaventare il lettore (a cui, si capisce, non si dice che si tratta solo di un castello di ipotesi) e dirgli di smettere di fumare. Più forzato di così! Arriva poi la coronazione finale: "Ecco perché le rughe a quarant’anni diventano, per i fumatori, una spia di rischio." Rischio, rischio! Se le rughe sono davvero una spia di rischio, esso esiste anche per i non fumatori. E dunque - viste l'esiguità dello studio e le ampie cofattorialità coinvolte - il tutto si riduce al solito pezzo di spazzatura parascientifica a scopo di propaganda contro le sigarette. Il "perché" enunciato non è supportato da alcuna base scientificamente tangibile. Buone fumate a tutti.

Le elucubrazioni di Dante

15 Giugno [13:05 GMT] - "Mi da fastidio" - La sindrome del "fastidio" di cui soffre la nostra società viziata è alla base dell'intolleranza di oggi e oggetto delle riflessioni di Dante, che prende spunto da uno dei nostri commenti e ci riporta l'ennesimo fastidio, quello contro i telefonini e l'idea geniale di un imprenditore statunitense: perché non costringere i "telefonatori" a parlare mentre chiusi in cilindri di plexiglas così non danno fastidio a nessuno?

Scienza rottame

15 Giugno [13:00 GMT] - Bere alcol riduce il rischio di infarti, ma solo per gli uomini! - Un comunicato ANSA del 27 Maggio scorso riporta: "Bere alcol ogni giorno riduce il rischio di infarti e malattie cardiache, anche se l'effetto benefico vale solo per gli uomini. Sono i risultati di uno studio danese effettuato su un campione di oltre 50.000 persone. L'analisi ha dimostrato che gli uomini che bevono, poco, ogni giorno hanno una incidenza di disturbi cardiaci minore fino al 41% rispetto a chi beve solo una volta alla settimana, mentre tra le donne non c'e' differenza." In realtà l'analisi non ha dimostrato un bel niente, perché i cosiddetti "disturbi" cardiaci hanno svariate centinaia di cofattori che non sono controllabili, ovvero fissabili in modo che si possa effettuare una valida comparazione tra diversi gruppi. Per tale ragione la liberalità gratuita di tale affermazione, indipendentemente dai risultati dello studio, dal punto di vista scientifico può essere cacciata nel cestino assieme allo studio stesso. Questo vuol dire che bere fa male? O bene? Siamo alle solite: visto che il vero/falso sullo stile del codice binario non esiste in comportamenti e salute, tutto fatto in moderazione fa bene e in eccesso fa male. Oltre a ciò non si può andare. Quantificare il non quantificabile è, infatti, la ricerca del fesso e il profitto del furbo.

Droga

15 Giugno [13:00 GMT] - L'unanimità della sinestra - Tutti ormai avvertiamo sempre minori differenze tra destra e sinistra, che sono sempre più amalgamate nella grigia polpa della bancarotta intellettuale e ideologica. Queste due forze ormai hanno in comune assai più di quanto le rende diverse – e questo è il vero dramma sociale e politico: siamo sotto un regime di “sinestra”. Questo comunicato della ADUC, che riporta una dichiarazione di Donatella Poretti, deputata Rosa nel Pugno, mette in luce proprio questo quando descrive la natura trasversale del proibizionismo.

Salvo vaghe sfumature che sono più estetiche che di sostanza, la Destra e la Sinistra sembrano essere d’accordo sul Principio di Precauzione, sulla proibizione, sui divieti, sugli obblighi, sulle tasse selvagge e punitive, sulla scienza rottame, sulla sorveglianza del cittadino – su tutto quello che, insomma, è lesivo della libertà personale, dell’autodeterminazione e soprattutto della ragione e che avalla isterismo e paranoie. In ogni caso la libertà è il pericolo da limitare o il nemico da battere. I disaccordi concernono solo come implementare quanto sopra - ma sull’implementazione in se stessa c'è l’unanimità della follia. Su tali basi, come si può sperare di uscire dal tunnel? In tale realtà anche le “stanze del buco” – parte di una soluzione intelligente per una situazione reale – rischiano di degenerare in un monopolio di Big Pharma, che naturalmente sarebbe l’unica ad essere autorizzata a produrre e fornire l’eroina. E’ forse per questo che certe "importanti" voci inevitabilmente legate ai farmaceutici si levano a favore delle “shooting room”? Vogliamo sperare di no, perché altrimenti si farebbe la cosa giusta per le ragioni sbagliate.

14 Giugno [13:40 GMT] - Veronesi: no alla proibizione dell'eroina (ma si alla proibizione del fumo) - Proprio ieri si parlava dell'incoerenza ossimoronica di coloro che vogliono il divieto di fumo ma dicono di essere antiproibizionisti. Non ci riferivamo particolarmente a Veronesi, anche se lui era certo tra i primi della lista. Mentre ci rammentiamo di un articolo che il nostro presidente scrisse quasi cinque anni fa, citiamo le dichiarazioni di Veronesi riportate ieri: "La proibizione non è un deterrente, al contrario fa aumentare nei giovani il desiderio della trasgressione". Perché allora Veronesi è così a supporto del divieto di fumo e del lavaggio di cervello antifumo dei giovani? E - per favore - non si arguisca che il divieto di fumo non è proibizione! Certo, il tabacco non è (ancora) una sostanza illegale, ma proibire progressivamente il suo uso (prima nei cinema, poi sul lavoro, poi nei locali pubblici; in futuro probabilmente in auto, a casa propria con non fumatori presenti, poi nelle strade, parchi e spiagge e addirittura licenziamenti come succede già in America) è l'equivalente della proibizione e solo ipocriti che credono pure che la gente sia tutta idiota possono pensare di farla franca con questo inganno.

"Il proibizionismo è all'origine del mercato nero che alimenta la malavita internazionale e in Italia è la principale fonte di sostentamento per la mafia". Come si può non essere d'accordo? Ma allora come mai che nelle filippiche antifumo dell'ex-ministro la tassazione "punitiva" del tabacco è prominente? Indipendentemente dal fatto che qualcosa sia illegale o meno, ciò che è tassato in modo criminale come lo sono le sigarette inevitabilmente istiga e giustifica il contrabbando. Vorremmo sentire Veronesi applicare ciò che predica e raccomandare un abbassamento delle tasse sulle sigarette per ridurre delinquenza e contrabbando. Ne saremmo certo compiaciuti; ma saremmo anche infinitamente sorpresi dal vedere finalmente un atto di coerenza di chi è antiproibizionista solo dove e quando comoda.

13 Giugno [16:25 GMT] - Le stanze del buco: ecco che vengono fuori l'odio e la paura - Finalmente un approccio razionale sull'argomento droga: Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà Sociale, propone le "shooting room" (stanze del buco). Naturalmente tale approccio logico (che ridurrebbe drasticamente la delinquenza e restituirebbe dignità a chi fa uso di stupefacenti anziché forzarlo a frequentare le università del crimine) causa la reazione isterica di chi non vuole affrontare il problema ma solo lamentarsene; di chi crede che 1.000 anni di galera siano il deterrente "giusto", magari anche la fustigazione, l'olio di ricino e - perché no - la pena di morte, tanto è gente "che si uccide da se"! Si ignorano i drammatici fallimenti dell'America da cui si copia male solo ciò che fa comodo; si ignorano anche gli incoraggianti successi di chi ha avuto il coraggio di provare a andare nella direzione contraria. Giovanardi la esprime tutta, l'abietta paura e il cieco isterismo: "Ferrero provoca così danni irreparabili dal punto di vista culturale, indicando ai giovani la droga, leggera o pesante che sia, non come un pericolo mortale, ma come qualcosa con la quale sia possibile convivere". Ma la droga è spesso un pericolo mortale perché è tagliata e causa l'OD; e la droga è tagliata perché gente come Giovanardi la mantiene illegale, così chi la vende la taglia per massimizzare i già enormi profitti.

Legalizza, educa, togli i profitti e taglia i tagli. Il proibizionismo non limita la diffusione degli stupefacenti ma causa la grande maggioranza della delinquenza e delle morti. I suoi patetici risultati sono già affidabilmente dimostrati; perché non provare ora la proposta Ferrero? Perché gli antidroga - come gli antifumo - hanno terrore di verificare coi fatti che potrebbero avere torto; meglio continuare con la truffa e la retorica - e assolutamente prevenire la verifica. E poi, cari Giovanardi & compari, la droga >E'< nella cultura e con la droga ci conviviamo tutti i giorni - nelle strade, nelle discoteche, nelle scuole. Coprirsi gli occhi col prosciutto e accecarsi con sdegno e odio solo definisce chi, in realtà, vuole che chi fa droga sia condannato a morte. Tale è il disprezzo per chi non si comporta come l'ignoranza, i pregiudizi e la prepotenza altrui dettano.

Però abbiamo una domanda per Ferrero: nelle stanze del buco si potrà fumare tabacco o solo marijuana? Forse ci si potrà sparare eroina  solo a condizione che non si fumi nella camera? Già che ci siamo, perché non trasformare le stanze del buco in centri di cessazione da fumo? Sembrano domande stupide, ma sono del tutto coerenti con l'idiozia schizofrenica del giorno d'oggi - come quella di levarti la sigaretta e darti lo spinello e la siringa. Non ci stupirebbe, infatti, che qualche ossimoronico antifumo che dice di essere antiproibizionista non trasformi le nostre sarcastiche domande in proposte politiche.

Le elucubrazioni di Dante

12 Giugno [10:15 GMT] - Io, speriamo che non mi incarto! - Il prolifico collaboratore Dante, a cui abbiamo ora dedicato una sezione del sito, riflette questa volta sulla tecnica salutista della colpevolizzazione per controllare il comportamento: gli obesi sono disgustosi da guardare, i bevitori sono da disprezzare perché pericoli pubblici, i fumatori... beh, per dirla con Dante: "... che merda fa di quel che si trangugia" (Inferno, XXIII). L'ossessione con la salute, importata dagli Stati Uniti, costa cifre immense alle società da essa vittimizzate - non solo per il costo dellevarie campagne, ma anche per quello delle conseguenze fisiche. Ossessionati e martellati dalle propagande sull'esercizio fisico, i poveri baby boomer obbediscono: "78 milioni di americani, classe dal 1946 al 1964, ricorrono immancabilmente alle sale operatorie ed agli studi ortopedici, per protesi di anca e ginocchio, per riparare lesioni, cartilagini e legamenti, per curare tendiniti, artriti, borsiti e fratture varie. Gli infortuni sportivi sono diventati il secondo motivo di richiesta di visite mediche dopo i raffreddori e le influenze." Che peccato che questa roba non possa essere "attribuita" al fumo passivo!

12 Giugno [10:15 GMT] - Nel lettone da bimbi, più sani da adulti - Dal sito AILATI il ns. Dott. Elio Gagliano commenta su una delle ultima sparate di scienza rottame salutista de La Repubblica: “Una delle massime autorità in materia di psicologia infantile, Margot Sunderland, direttrice del Center for Child Mental Health di Londra, consiglia ai genitori di respingere l'opinione dominante e permettere ai bambini di dormire nel ‘lettone’, con papà e mamma, sino all'età di cinque anni”. Rebus sic stantibus, o per cinque lunghissimi anni non si farà sesso, oppure  si continuerà  ad avere normali rapporti sessuali, accanto al pargolo. Perché no? Lo dicono gli "esperti"...

Big Pharma

10 Giugno [11:20 GMT] - Vai "salute pubblica" col Prozac ai bambini, Big Pharma ha bisogno di mercato! - Avevamo già sentito la grancassa di preparazione in diversi programmi radiofonici e TV. Gli "esperti" sono stati attivati da tempo per massaggiare il mercato. Era tutto pronto: mancava solo che i burattini della "salute pubblica" ai massimi vertici dessero semaforo verde agli interessi dell'industria al momento opportuno, come del resto sembrano fare sempre. E ora che hanno obbedito, Big Pharma può tranquillamente bersagliare i bambini con potenti antidepressivi - moderatamente dapprima (solo dopo che la psicoterapia è fallita... eh, bisogna pur fare vedere che si è "stringenti" per evitare troppe reazioni) e poi, un po' per volta e senza pubblicità, ecco che il Prozac diventerà quasi come l'aspirina, come del resto è già successo in America. "Ma no, qui non succederà", dirà subito qualche pirla. "Silenzio, pirla" rispondiamo noi, "ricordati quando l'hai detto per il divieto di fumo" - anche se sappiamo benissimo che i pirla non imparano mai. Va da se che a nulla sono serviti gli accorati appelli di organizzazioni come Giù le Mani dai Bambini, di cui riportiamo l'ultimo comunicato stampa.

Margherita De Bac del Corrierone - nota antifumo viscerale - non sembra avere alcun problema a riportare la notizia acriticamente - come se drogare i bambini fosse una cosa di routine, un qualcosa di buono che si fa tutti i giorni, di nuovo proprio come negli Stati Uniti, dove milioni e milioni di bambini sono vittime di Prozac e di Ritalin (già dall'età dell'asilo) come condimento del lavaggio di cervello salutista antifumo. Perché la De Bac, che si preoccupa così tanto della "salute publlica" - e di dire cazzate sui pericoli del fumo ad ogni opportunità menzionando mega-mortalità di cui non se ne può provare una - non riporta i rischi per la deformazione della personalità denunciati in Inghilterra, quelli del pericolo di arresto di crescita denunciati negli Stati Uniti, o non menziona gli studi sulle deviazioni emozionali verso il suicidio derivanti dall'uso del farmaco? Qui "educare" la gente sui pericoli non vale? E poi, su quali basi si afferma che "i vantaggi sono stati ritenuti superiori ai rischi" per un farmaco che è assolutamente non essenziale? Come al solito a noi poveri plebei non è concessa la grazia di una spiegazione: gli "esperti" delle "autorità" sanitarie hanno deciso; il popolino idiota deve solo prenderne atto. La sostanza è questa: se Big Tabacco prende di mira i bambini si grida allo scandalo; se invece lo fa Big Pharma con la complicità delle autorità sanitarie allora va benissimo - giusto, Margherita?...

Noi di FORCES che sosteniamo il diritto di scelta e uso di tabacco da parte di adulti consapevoli siamo subito accusati di essere pedine delle multinazionali del tabacco (senza prendere una lira - magari la prendessimo!) perché denunciamo le truffe sul fumo. E allora, di gente come la De Bac (e tanti altri) e di media come il Corriere della Sera, cosa bisognerebbe dire?...

Il Tabacchino - Tommaso Rea

10 Giugno [08:40 GMT] - Attenti, il fumatore è tornato tra noi - "Botta e risposta" di Tommaso Rea,  il Tabacchino di FORCES, a commento dell'articolo su "Il Mattino" di Antonio Pascale dal suggestivo titolo: "Attenti, il fumatore è tornato tra noi". L'articolo ammonisce  sul ritorno di questo "assassino" non dimostrato della salute pubblica che si aggira nella società distribuendo miliardi di euro a chi lo disprezza. Un articolo di tono faceto, ma con un messaggio implicitamente offensivo che va così: "siccome siamo un popolo di pagliacci che non sanno rispettare leggi serie e civili come quella antifumo, ecco che anche chi deve farle rispettare fuma lui stesso quindi, piano piano, tornerà tutto come prima".

Come Redazione abbiamo un messaggio per il Pascale e per tutti quelli che la pensano come lui: non si rispettano le leggi che sono basate sulla truffa per portare discriminazione, odio e divisioni sociali. Chissà, forse saremo anche un popolo poco serio, ma in questo caso lo siamo per una ragione totalmente diversa: se fossimo seri e civilmente avanzati non solo la legge antifumo si dovrebbe profondamente cambiare, ma la sua definizione di "a tutela del non fumatore" dovrebbe essere subito abolita perché non c'è assolutamente nulla da tutelare se non la truffa di Stato sul fumo passivo. E, per coronare il tutto con la giustizia, bisognerebbe poi far scattare le manette ai polsi di quei delinquenti che, falsamente rappresentando l'evidenza scientifica (che scientifica non è), fanno apparire innocenti e rispettabili cittadini che gonfiano le casse dello Stato come assassini anziché dir loro grazie dei soldi e far loro "tanto di cappello", per usare la frase di apertura del Pascale. Quello che purtroppo succede da queste parti è che i disonesti - inclusi quelli travestiti in camice bianco - hanno la possibilità di arrivare alle alte vette del potere e dei media piuttosto che a San Vittore come dimostrabilmente si meritano. E invece di questo,  tutto quello che succede è che i fumatori si limitano a fumar loro in faccia. Questo si che è circense.

7 Giugno [16:20 GMT] - Menzogne: la nuova medicina antifumo - Diventano sempre più numerose le persone e i gruppi che denunciano le truffe antifumo - almeno in America, dove arruffianarsi all'autorità anche quando è marcia non è ancora parte della cultura. Il noto giornalista Paul Jacob ha appena pubblicato un breve articolo che traduciamo integralmente per i nostri lettori.

' Se siete come me vi aspettate che il governo vi mentisca. In realtà le menzogne sono qualcosa che ci si aspetta pure - dalle truffe di posta elettronica che ti vendono ogni cosa sotto il sole a lettere dalla Nigeria che ti dicono di aver bisogno di te per riscuotere qualche milione di dollari da qualche conto bancario fasullo. Però non ci si aspetta che rispettabili autorità come la American Cancer Society ci sparino delle menzogne. Da autorità del genere ci si aspetta una ragionevole dose di onestà, persino di verità.

Gente, però qui ormai si sta parlando di cose vecchie come la storia. Evidentemente oggigiorno per gli scienziati medici e per gli attivisti sanitari mentire appena muovono le labbra è semplicemente OK. Il Dr. Michael Siegel, professore di medicina e ricercatore, ha identificato ben 68 gruppi antifumo [in America] che sollecitano gli attivisti a esagerare la situazione medica sul tabacco. Questi gruppi vogliono che gli attivisti aumentino l'appello emozionale delle loro istigazioni affermando che il fumo passivo può causare un quasi istantaneo indurimento delle arterie, nonché malattie cardiache.

Siegel pubblica sul suo blog la documentazione che sollecita tali affermazioni senza senso. Nel suo blog è possibile seguire le complesse manovre usate dagli antifumo per combattere ciò che definiscono "la peste nera del 20° secolo". Sono certo che qualcuno di loro pensa che esagerazioni del genere siano, dopotutto, bugie di poco conto; però non si può contrarre una malattia cardiaca in 30 minuti. Impossibile. Anche se questo ci viene detto dalla American Cancer Society e dalla Campaign for Tobacco-Free Kids [*]

Non credo proprio che si tratti di bugie di poco conto. Credo invece che siano proprio menzogne del genere la vera "peste nera" dei nostri tempi. Questa è la rivista "Common Sense"; io sono Paul Jacob. '


[*] Grossa gang statunitense per la prevenzione del fumo tra i minori, finanziata con enormi fondi pubblici e farmaceutici.

Neanche una parola da aggiungere. Jacob ha scoperto la truffa che FORCES sta denunciando da dieci anni. Meglio tardi che mai. Buone fumate a tutti.

Le conseguenze del proibizionismo e delle tasse punitive

7 Giugno [11:30 GMT] - Sigarette piene di arsenico nelle strade di Londra - Non dimentichiamoci che un pacchetto di sigarette, inclusi i guadagni del produttore, del tabaccaio e le spese di trasporto costa assai meno in un Euro. Tutto il resto che si paga sono tasse rapaci. Oggi le tasse rapaci sono chiamate "punitive" o "terapeutiche", ammantando di morale e nobiltà quello che in realtà è un furto protetto dalla legge. Ora ricordiamoci che, al tempo del proibizionismo americano, un gran numero di persone morì di morti terribili (e spesso accecata) perché l'alcol del mercato nero era veleno; tanto, l'industria che lo produceva era illegale in primo luogo. Ora mettiamo le due cose assieme e spostiamoci in Inghilterra che, oltre ad avere recentemente abbracciato la truffa del fumo passivo imposta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'Europa, ha da anni perseguito una politica di tassazione delle sigarette che - una volta tanto - è ancora più rapace di quella italiana. Risultato: pesanti vendite di sigarette di marca contraffatta, prodotte principalmente in Cina, che sono piene di arsenico e che costituiscono una buona parte delle sigarette di contrabbando vendute nelle strade di Londra. Ci sono tre modi per risolvere il problema. Quello del fanatico antifumo, cioè dire ai fumatori "ben vi sta, smettete". Quello dell'idiota, cioè spendere decine di milioni di sterline in più per incrementare la repressione del contrabbando mentre se ne perdono altrettanti in mancate entrate fiscali. Infine c'è la reazione assennata, che  è quella di abbassare le tasse e di smetterla con campagne antifumo e persecuzioni dei fumatori. Quale credete che sceglieranno? Ricordatevi che si sta parlando di governi che hanno adottato la truffa antifumo.

Michael Siegel

7 Giugno [11:30 GMT] - Suggerimento che alle malattie cardiovascolari servono più di  trenta minuti per svilupparsi scatena attacchi contro ricercatore sul controllo del tabacco: parte 1- cacciato fuori dal movimento -  - L'attivista dissidente antifumo Michael Siegel, di cui traduciamo alcuni dei blog che sono molto letti in tutto il mondo è stato espulso dal movimento antifumo. Non siamo affatto sorpresi. Bisogna dire che Siegel crede che il fumo passivo fa male - nonostante che l'evidenza epidemiologica dimostri il contrario - e vede i divieti che lui stesso ha promosso per anni come il grande rimedio. In sostanza, Siegel è un proibizionista nel senso grammaticale della parola, cioè crede che proibire il fumo sia utile, giusto e morale. Purtroppo per lui, Siegel crede anche che le libertà individuali siano sacrosante e che il proibizionismo antifumo deve esistere sulla base di onesta scienza non rottame. Il buon uomo non capisce che ciò è un ossimoro, perché l'antifumo è, per definizione, basato su scienza rottame, disonesta rappresentazione della stessa e disprezzo per la libertà individuale. Soprattutto la filosofia antifumo è basata sul dogma assoluto e incontrovertibile: il fumo fa male sempre e comunque - e ogni mezzo per eliminarlo è lecito. Visto che la scienza vera non può provare il dogma, truffare il popolo diventa l'unico modo possibile per avanzare l'agenda politica. A bordo del ricco carrozzone che paga bene per mentire però devono salirci tutti: dagli oncologi ai ministri agli scienziati - e tutti devono dire la stessa cosa; ogni variazione deve essere approvata dagli epicentri politici della disinformazione antifumo - come, per esempio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità o il locale farma-centro ministeriale. Sgarrare significa essere tagliati fuori - non solo dal movimento, ma anche dai ricchi simposi e profitti solitamente pagati dallo Stato o dall'industria farmaceutica ai venduti di turno.

Almeno a giudicare dal suo rammarico, Siegel non sembra essersi ancora reso conto dell'onore che ha ricevuto dagli antifumo. Il più delle volte essere cacciati fuori da organizzazioni di delinquenti significa essere persone oneste - o almeno avere l'opportunità di diventarlo. Purtroppo però oggi "onesto" e "fesso" sono diventati sinonimi - una verità che, nel mondo antifumo, è assoluta quanto il suo dogma.

Droghe


6 Giugno [11:40 GMT] - Spinello libero e ricette, la festa di Bologna: medici e sindacalisti tra i relatori. Si sarà applicata la legge "vietato fumare"? Il Corrierone non ce lo dice - Se l'evento di Bologna riportato dal Corriere della Sera fosse stato sponsorizzato dalla Philip Morris - o solo se si fosse parlato di una gara a chi arrotolava la sigaretta più velocemente avremmo visto i Veronesi, i Sirchia e i Garattini di questo mondo insorgere con disdegno. "Vergogna", avrebbero detto, "promuovere il fumo - e con un chirurgo vascolare come animatore, per giunta! Bisogna subito radiarlo dall'albo dei medici!". Invece niente - silenzio su tutto il fronte, compreso il comune di Bologna. Perché? Perché l'evento e la gara concernevano invece arrotolarsi spinelli di marijuana - una sostanza dopotutto illegale e per il cui possesso sono previste dure pene, oggigiorno. Certo che non siamo d'accordo con le dure pene; certo che non siamo d'accordo con la demonizzazione della marijuana, ma questo non è il punto.

Il punto è che si usano due metri e due misure: la marijuana è OK, si chiude un occhio -- anche tutti e due come in questo caso, trattandosi di possesso di materiale illegale esibito pure in pubblico. I truffatori antifumo che sparano menzogne sulla mortalità del fumo di tabacco diventano però silenti quando si parla di fumo di marijuana. Eh si, ma il fumo di marijuana è "terapeutico"... Peccato però che in realtà sia tanto nocivo (o non nocivo) quanto quello di tabacco - ma forse, siccome se lo fumano anche gli antifumo allora va benissimo. Se ci si mette al volante "fatti" di marijuana si ammazza la gente proprio come quando si è ubriachi; ma mentre il tabacco al volante si fa pressione per vietarlo chissà, forse per lo "spinello terapeutico" si farà un'eccezione? Capacità terapeutiche? Non ne esiste una che non possa essere sostituita in pieno da una pillola che però non ti "fa". Ma è proprio questo il punto, giusto? La marijuana diventa il tabacco del 21° secolo perché piace ai salutisti ammanigliati nello Stato. Avanti, ragazzi, fumate marijuana e non tabacco - questo è il messaggio della manifestazione da una parte - e del silenzio-assenso delle autorità politiche e sanitarie dall'altra. Vergognatevi ipocriti.

6 Giugno [11:40 GMT] - Lobotomia chimica per i cocainomani - Evviva! Arriva il vaccino anticocaina! Come funziona? Impedendo al cervello di essere gratificato. Che affarone per Big Pharma (300.000 potenziali clienti in Italia) e che colpo gobbo per la salute pubblica, che ha subito dato il suo consenso perché sempre pronta a paralizzare ogni scelta personale. Immaginiamoci un giorno (purtroppo molto vicino se non ci si muove) pieno di vaccini anti-comportamento a scopo "preventivo": uno per la nicotina, uno per la cocaina, poi per l'obesità, l'alcol, magari anche la caffeina. Per non parlare poi di vaccini anti-eroina, anti-oppio, anti-morfina, anti-aggressività... dopotutto, basterà intervenire sul cervello di persone sane (ah, ci dimenticavamo: la "salute pubblica" ha "stabilito" che i comportamenti sono allo stesso livello dei virus) per impedir loro di godere delle cose che altri hanno stabilito che fanno male - semplice, no?

Il perché si cerchino sempre più compensazioni in sostanze chimiche diventa irrilevante o secondario perché "è così e basta, non si può mica andare a spaccare il capello con cazzate: vieta, obbliga e facciamola finita". Quello che conta è che i nostri bersagli si comportino come vogliamo noi - anche quando non fanno male a nessuno. In inglese, la medicina si chiama "drug", proprio come la droga. La ragione è perché l'unica differenza è che una è approvata dal potere e l'altra no. In tale distorsione ne segue che il problema non è la droga in se stessa, ma chi ne ha il controllo. Ne segue anche che un popolo di drogati va benissimo - l'importante è che abbiano il consenso del ministero della "salute". Quindi OK alle metamfetamine a iosa a bambini e adulti (Ritalin) ma via al vaccino anti-cocaina. Benissimo con antidepressivi a go-go, ma morte alle sigarette. OK con il fumo di marijuana (che non provoca il cancro ), ma avanti con le campagne antialcol! La macchina schiacciasassi del controllo centralizzato "terapeutico" ha scalato la marcia - e noi stiamo fermi come pali.

Traffico e furti

6 Giugno [11:40 GMT] - Derubati per legge - La Redazione della nuovissima associazione AILATI ci manda questo interessante articolo sui furti legali di motorini. Questi sono i tempi del "fine giustifica i mezzi" - l'eterno motto dell'immorale. Allora, molto tempo fa qualcuno stabilì che per il nostro bene dobbiamo indossare il casco in moto. Ottima idea mettere il casco, salva teste e vite. Pessima idea renderlo obbligatorio. "Ah, ma se LUI si rompe la testa IO pago perché contribuisco alla mutua", dice il pirla di turno dimenticando che alcuni anni fa fu lui che si fece mettere a posto le ossa con la mutua dopo essersi piantato contro un albero sciando come un idiota. "Ah, ma senza l'obbligo il costo delle assicurazioni andrebbe alle stelle", ribatte l'altro, dimenticandosi che basterebbe una semplice clausola contrattuale che esenta la copertura se non ci si mette il casco o la cintura. Finalmente arriva quello che perlomeno è sincero e dice: "E' così e basta: noi siamo miti nelle nostre stesse menti e quindi la nostra saggezza è superiore. Essa stabilisce unilateralmente ciò che è bene per te e se non lo fai ti puniamo duramente. Non ce ne frega un accidente che sia la tua testa, il tuo denaro, la tua vita, le tue emozioni e la tua libertà. Noi disponiamo di tutto ciò perché abbiamo la polizia che ha pistole e uso legale della violenza. Grazie ad esse, non solo ti costringiamo a fare ciò che vogliamo noi, ma anche ti derubiamo della tua proprietà per farti ancora più paura. E tu prova a farci qualcosa, se ci riesci... vai pure dal giudice a perdere tempo, coglione, tanto abbiamo coperto tutte le basi. Aspetta, oggi ti rubiamo il motorino e domani, se non obbedirai alle nostre bizze del momento, ti ruberemo anche la casa oltre che metterti in galera!".

Ecco, questo potrà essereè un discorso da delinquenti e da totalitari, ma almeno è la verità: quando lo Stato decide di rubare si crea la scusa, si fa le leggi e poi obbliga le rispettabili forze dell'Ordine a trasformarsi in ladri e in Gestapo. Siccome oggi la libertà è percepita come una minaccia alla salute e all'ordine pubblico il discorso potrebbe anche essere coerente - se almeno chi non sa più manco il significato di libertà la smettesse di bestemmiare la parola e la memoria di chi per essa ha dato il sangue. Ciò detto, non c'è da stupirsi che cittadini esasperati reagiscano come è successo a Milano.

Le buone notizie

5 Giugno [00:00 GMT] - Finito l' "effetto Sirchia": "Gli italiani tornano a fumare" (perché, avevano forse smesso?... ) - "Gli italiani tornano a fumare": così  "Mia economia" riporta i dati elaborati dal Ref. Le vendite di sigarette nei primi quattro mesi del 2006 sono aumentate del 2,1%. Naturalmente questa notizia è stata trovata per caso, perché i mass media non hanno divulgato l'informazione. Bisogna bene leccare il paniere degli antifumo e far vedere che la repressione e le truffe antifumo funzionano, no? ... Dove sono finiti gli articoli trionfali sulla riduzione del fumo? E dove sono finiti i 500.000 italiani che "avevano smesso di fumare"? Ve lo diciamo noi: non sono mai esistiti, ed erano una truffa statistica come tutto quello che dicono gli antifumo. Naturalmente anche questa statistica va presa con un grano di sale perché esamina un periodo troppo breve: però, visto che celebrare vittoria su dati non significativi è diventato (mal)costume, questa volta celebrano i fumatori fumando in faccia a Sirchia (e a compagnia bestemmiante il vero) ben 600.000 chili di tabacco in più. L'Italia finalmente si unisce agli altri Paesi vittime del divieto di fumo come l'Irlanda, lo stato di Washington ed altri, che hanno registrato un buon aumento delle vendite di sigarette dall'inizio dei divieti - forse la tacita risposta dei fumatori alla credibilità di chi li perseguita.

5 Giugno [00:00 GMT] - Finito l' "effetto patente a punti" (ma resta l'effetto furto) - La fede nella repressione, sanzioni e paura è tanto fuorviata quanto mal riposta. Anche l'effetto (ma perché si parla sempre di "effetti"?) patente a punti è finito; gli italiani, eterni assorbenti (non igienici) dei soprusi hanno assorbito anche questa. Resta naturalmente l'effetto furto, ovvero l'industria dell'estorsione delle multe e della sorveglianza, preposta a portare via denaro in nome della sicurezza. Il numero degli incidenti sarebbe calato solo dello 0,4%. Mettersi in machina è un rischio. Mamma mia! Ci vuole rischio zero, sicurezza garantita! Sanzioni, sanzioni, sanzioni!! Il fatto è che la mobilità individuale comporta dei rischi, come tutto. Chi si mette al volante lo sa. Se vuole rischiare di meno, prenda l'autobus o il treno; ma non voglia la botte piena e la moglie ubriaca. Naturalmente si è sordi a questo argomento perché si vuole l'una e l'altra. Quindi divieti di tutto (fumo, radio, satellitare, DVD, cellulare - e nel futuro magari anche parlare e avere bambini in auto) saranno tutti mezzi che i mentecatti del rischio zero imporranno con metodi da Gestapo. Gli automobilisti si dovranno trasformare in androidi automatizzati da cui ci si aspetta sempre più che diventino null'altro che un pezzo meccanico integrato con l'auto che guidano. Non per noi, grazie. Preferiamo il rischio.

5 Giugno [00:00 GMT] - I fumatori sono meno soggetti al cancro della prostata: studio - Fumare e prendere vitamina E pone a minor rischio di cancro alla prostata. Un altro degli effetti terapeutici del fumo? Può darsi, ma non bisogna contarci troppo: si tratta di un altro studio epidemiologico (questa volta condotto da Richard B. Hayes, del National Cancer Institute di Bethesda, nel Maryland) - quindi di affidamento molto scarso, proprio dello stesso tipo di quelli che provano "scientificamente" che invece il fumo il cancro lo provoca. In ogni caso anche questo studio è stato ignorato dai mass media perché fa vedere un possibile beneficio del fumo e quindi l'informazione va soppressa.

Gli effetti del proibizionismo

4 Giugno [15:45 GMT] - Le leggi proibizioniste non dissuadono i giovani dal fumare, dice studio svizzero - I divieti di vendita delle sigarette ai minori non servono a nulla. Questa la conclusione di uno studio svizzero. "Le leggi che criminalizzano la vendita di tabacco ai minori possono essere una buona mossa per le relazioni pubbliche dei politici, ma hanno effetto scarso o nullo sull'uso del tabacco da parte dei minori. ... Il Prof. Jean-François Etter dell'Istituto di Medicina Sociale e Preventiva dell'Università di Ginevra ha esaminato tutti gli studi pubblicati in materia. La maggioranza degli studi è stata condotta negli Stati Uniti dove, dal 1992, la legge richiede che tutti gli stati proibiscano la vendita del tabacco ai minori di 18 anni. 'L'esame ha dimostrato che le leggi che proibiscono la vendita di tabacco ai minori sono dappertutto, ma che c'è ben poca evidenza che abbiano alcun impatto sull'incidenza del fumo tra i giovani' afferma Etter".

Non ci preoccupiamo nemmeno di sapere quanto è costata questa ennesima scoperta dell'ovvio, sebbene i commenti siano nondimeno interessanti. Continua Etter: "Criminalizzare giovani fumatori in questo modo 'per il loro bene' non è etico, specialmente perché non c'è evidenza che leggi proibizioniste diminuiscano la prevalenza del fumo tra i minori." Il Prof. Arnold H. Levinson, direttore del Tobacco Program Evaluation Group alla Università del  Colorado ribatte il punto: "Sono d'accordo col Prof. Etter che il corrente approccio è un fallimento totale ampiamente dovuto alla mancanza di volontà politica di implementare leggi pratiche e strategie bilanciate. Sono anche d'accordo che le leggi da sole non risolveranno il problema dei giovani che fumano".

Come aspettarci che gli antifumo scendano dal loro trono paternalista, a meno che non vengano rimossi con la forza? E' come aspettarsi che la Terra smetta di ruotare sul suo asse! Le parole di Levinson poi aprono il pericolo di un ulteriore incremento del lavaggio di cervello antifumo nelle scuole, già fabbriche di asini un po' dappertutto perché - tra altri fattori - troppo tempo è dedicato alla disinformazione salutista e troppo poco all'istruzione vera. Abbiamo infine messo la parola "problema" in grassetto perché sappiamo che le parole usate per presentare un argomento stabiliscono la percezione di chi le ascolta. Perché "problema"? Ah, giusto: perché "il fumo provoca il cancro". Benone, allora le priorità logiche dovrebbero essere quelle di stabilire scientificamente la verità dell'affermazione - cosa che non è scientificamente dimostrata nemmeno per un caso, ma che si prende assolutamente per scontata. Una volta che la causalità sarà dimostrata, allora sarà sensato parlare di prevenzione - perché prevenire il non dimostrato è la valorosa impresa dell'idiota e la classica descrizione di caccia alle streghe che, dopotutto, è la specialità del salutismo.

Scienza rottame ambientalista

4 Giugno [15:45 GMT] - Pedagogia senza frontiere: catastrofisti a budget UE - Altri 47 milioni di Euro sono appena stati buttati nella toeletta. No, questa volta non si tratta di quella antifumo, ma di quella ambientalista. Ecco a voi la "Campagna di sensibilizzazione dei cittadini al fine di ridurre la loro produzione di gas serra", principalmente metano e CO2, "responsabili" dell’aumento della temperatura terrestre. Come per il fumo passivo (ma anche attivo) a un'ipotesi assolutamente non dimostrata e non dimostrabile (che è avanzata da approfittatori che fanno leva sulla paranoia per fare quattrini) si risponde con budget da milioni, pedagogia idiota, auto-castrazione economica e disoccupazione garantita. Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa per esistere su questo pianeta, paradiso caduto per colpa dell'Uomo! Flagelliamoci e puniamoci - e occhio ai vostri rutti e a mangiare carne, ragazzi - tutto fa metano! La fusione senza cervello tra il bisogno della religione (che è decaduta) e quello della conoscenza (che è sostituita da scienza rottame di comodo quasi in ogni campo) hanno portato ad una fanatica e ossimoronica teologia secolare che potrebbe essere oggetto di risate se non fosse per la triste realtà che sta distruggendo l'economia e la libertà - e la seconda è ancora più importante della prima perché ingrediente essenziale del benessere.

Locali Apartheid

3 Giugno [12:10 GMT] - Liste locali aggiornate per i neo-negri fumatori per le città di Bologna, Trento, Ferrara, Roma, La Spezia, Milano, Firenze, Modena. Tutti i locali sono provvisti di camere stagne stile sommergibile a norma della legge Truffa di Stato Fumo Passivo.

Profumatori assassini

2 Giugno [13:55 GMT] - Ottawa: vietato profumarsi (e fumare) - Come abbiamo sempre detto, l'antifumo è la punta dell'iceberg di una mentalità terminalmente malata di intolleranza. Già dal 2003 stiamo ammonendo che tra i prossimi bersagli ci saranno i profumi - o meglio, il profumo passivo. Il nostro presidente lo disse ripetutamente persino in televisione. [*] Ovviamente non ci si crede e si dice che lo diciamo perché "ci piace fumare"; non solo, non crederci fa comodo perché così non si sfidano le autorità di cui si ha una paura folle e si permette loro ogni abuso che ritengono appropriato "per il nostro bene". Ma che esagerati che siamo! I lager e i tatuaggi non ci sono (ancora), quindi va tutto benissimo.

Ecco però che dopo il bando totale del fumo passivo la paranoia in Canada si estende ai profumi, proprio come avevamo previsto. La capitale canadese Ottawa questa settimana sta dibattendo se applicare il divieto totale di profumarsi. Anche in questo caso - come per tutti gli ipocriti proibizionisti contemporanei - nessuno nemmeno si sogna di proibire di profumarsi, per carità... la libertà personale è sacrosanta, profumarsi è un diritto! ...Però se vuoi entrare nell'autobus, nella metropolitana, nei centri sociali, negli stadi e così via, devi scegliere di non metterti la colonia o il dopobarba! Differentemente dalla sigaretta che si può spegnere, il profumo poi ti resta attaccato; quindi se all'ipocondriaco che ti è vicino non piace la tua faccia gli basta andare a fare la spia al pizzardone di turno, dire che è allergico e che "gli da fastidio" e il vigile, dopo averti dato una sniffatina, ti farà una bella multa. In sostanza, ancora una volta vivi nella paura della delazione, proprio come sotto Stalin (e come già vivi per il fumo) - ma di nuovo, che esagerazione! D'altra parte, tu "cosa ci puoi fare"?...

Naturalmente tutto è in nome della "salute" - per proteggere gli allergici, questa volta. Infatti, la si potrebbe chiamare "Legge a tutela dei non profumatori". La cervellotica inversione logica è chiara: invece che l'allergico si prenda cura del suo problema (con antistaminici, per esempio) perché non vietare il potenziale allergene di turno e piegare l'intero mondo alla deficienza di pochi? Siccome ci sono migliaia di allergie, sembra solo "giusto" e "logico" che ci siano migliaia di divieti! Il problema è che in un mondo sterilizzato si diventa sensibili a tutto - e invece di più esposizione per rafforzare si fa più "prevenzione" per indebolire; il ciclo andrà quindi avanti in eterno con infinite proibizioni perché si diventerà sempre più deboli. Va da se che gli ospedali, templi della salute e del proibizionismo, saranno i primi ad applicare il divieto a Ottawa per dare l'esempio di quanto mentecatta sia diventata la "salute pubblica".


[*] Il 9 Gennaio 2005 il nostro presidente Gian Turci denunciò la truffa del fumo passivo a Domenica In. Nella trasmissione risultò chiara la falsificazione della realtà statistica e la politica proibizionista intrapresa dal Governo. Ciò causò imbarazzo al rappresentante del ministero della "salute" e un attacco di Sirchia alla RAI (clicca qui per tutti i dettagli). Per questa ragione Turci fu di fatto "purgato" da ogni trasmissione radio-televisiva (similarmente a Beppe Grillo) da parte di tutti i mass-media, che cooperano con la truffa di Stato sul fumo.

Proibizionismo

2 Giugno [13:55 GMT] - Mio Dio, vietare di fumare non è proibizionismo, è salute! - Come tutti sanno, ai tempi del Proibizionismo degli alcolici in America chi voleva bere andava negli "speakeasy" clandestini dopo aver pronunciato la parola d'ordine. Oggi ciò sa di sorpassato e qualcuno addirittura sorride alla sciocchezza di quei tempi. Lo sciocco che sorride però non si rende conto che quei tempi sono tornati, questa volta con il fumo. A Seattle ora esiste una legge ancora più "civile" di quella italiana: non si può fumare - punto - in nessun locale. Ecco quindi che si ritorna agli speakeasy. Leggiamo questo articolo, che sembra tirato fuori da un libro di storia:

"In silenzio e con la faccia da giocatrice di poker, la bar tender osserva la situazione. Sono circa le 11 di sera di un giorno feriale. Un uomo dalla testa rasata sta parlando di heavy metal; due giovani donne stanno guardando un giornalino sexy. Una dozzina di persone stanno bevendo al bar. Nessuno di loro ha l'aspetto di chi potrebbe chiamare il dipartimento della salute. La bar tender allora tira fuori una pila di posacenere di plastica e, con noncuranza, li piazza sui tavolini davanti ai clienti, che immediatamente tirano fuori i pacchetti di sigarette. La bar tender dice: 'non dovresti fumare', in parte perché è appena diventata un'infermiera e pensa che veramente non si dovrebbe fumare, in parte perché il bar 'ufficialmente' è antifumo. Quindi chiude le tende di velluto rosso delle finestre. Non c'è fanfara, non c'è entusiasmo; solo un segnale silenzioso nella notte, seguito da un senso di soddisfazione, quella di sentirsi al sicuro dagli antifumo."

Lo squallore del proibizionismo è ancora con noi - assieme con la debolezza di carattere e la mancanza di autostima che erano tipiche della Grande Depressione. La storia si ripete, ma ci sarà questa volta un Al Capone che metterà in ginocchio i delinquenti proibizionisti che dicono di non esserlo? Non lo sappiamo, ma sappiamo questo: il proibizionismo contro l'alcol finì, in pratica, quando una maitresse fece rotolare una bigotta proibizionista giù dalle scale di un bordello, segnalando che la società americana aveva finalmente ritrovato se stessa. Quello contro il fumo dovrà finire allo stesso modo - cacciando gli antifumo a calci dai locali. Allora, finalmente, avremo ritrovato noi stessi.

Il Tabacchino - Tommaso Rea

1 Giugno [13:40 GMT] - Un vulcano poco fumante - Siamo felici di riavere con noi il Tabacchino di FORCES, Tommaso Rea, che ci presenta questo divertente articolo, documentato con tanto di foto, sulla stupidità passata per obbedienza a leggi "civili". Praticamente nella bocca del vulcano più pericoloso del mondo - e all'aperto - ecco i cartelli "vietato fumare"! Se gli italiani si vogliono distinguere per essere i più grandi coglioni planetari - come definiti dal loro stesso ex-presidente del Consiglio - ci stanno riuscendo a pieni colori.


Michael Siegel

1 Giugno [12:27 GMT] - Perché fermarsi ai bambini? Fumare vicino a chiunque è violenza fisica e dovrebbe essere punito per legge - L'attivista dissidente antifumo Siegel, di cui abbiamo cominciato a tradurre i seguitissimi blog ora porta alle logiche conclusioni non solo la truffa del fumo passivo, ma anche la mentalità criminale antifumo che, in ultima analisi, vuole punire il fumatore in quanto tale - privandolo della sua dignità e dei diritti umani e naturali come la patria potestà, il diritto di associazione, e così via - se esercita la sua scelta di fumare. Il disprezzo e il risentimento contro questo modo di pensare basato su equivoco, inganno e prepotenza non può mai essere espresso abbastanza ferocemente e comincia a preoccupare anche quei pochi antifumo che hanno conservato il rispetto di qualche principio, come nel caso di Michael Siegel. Le negazione del diritto di associazione se si fuma è già negato in Italia che, almeno a livello di legge, ha abbracciato senza vergogna questa spregevole filosofia. Secondo le legge Sirchia, infatti, ai fumatori è vietato fumare persino se hanno club privati tutti per loro e senza non fumatori. E per questa nauseabonda legge l'ex-ministro è stato addirittura premiato. Se abbiamo bisogno di una misura di quanto siamo diventati marci come società, non possiamo pensare a un esempio migliore.

La posta di FORCES

1 Giugno [11:10 GMT] - Passata la giornata antifumo (che, a livello di stampa mondiale, è stata riportata assai meno che negli anni passati), pubblichiamo questa lettera del lettore Diego, che crediamo rappresenti il modo migliore per rispondere, con equilibrio e filosofia, alla propaganda e alla falsità dei media ruffiani dei nazionalsalutisti.

" Carissima FORCES,

sono in debito perché è molto tempo che non mi faccio sentire, ma non potevo mancare nella “giornata contro il fumo”. Aderisco in pieno a questa giornata di lotta perché credo sia necessario combattere il fumo della disinformazione, il fumo “chimico” delle multinazionali farmaceutiche, il fumo del conformismo. Forse non sono molto in linea con gli ideatori della festa, ma essendo fondamentalmente favorevole alla libertà individuale nel rispetto delle libertà altrui, quindi essendo contrario a criteri proibizionisti, non posso che essere favorevole al criterio di eliminare il fumo che alimenta le menti proibizioniste sponsorizzate da industrie fortemente interessate.
E quindi l’ho festeggiata fumando, non più del mio solito, bensì con più gusto.
Aggiungo che è stata per me una giornata molto produttiva sotto il profilo lavorativo e che le persone che per lavoro ho incontrato hanno condiviso con me le mie “rosse” con buon entusiasmo ben contente del fatto di incontrami in un ambiente di lavoro diverso dal loro dove, anche se praticamente tutti fumano, il solo modo per fumare è andare in balcone o in giardino!
Ho avuto notizia che a FCO si va ad aprire una sala fumatori presso il terminal “A”, dopo quella già aperta nel terminal “B”.
Vi informo che nell’aeroporto di Verona è disponibile una nuova saletta fumatori nell’area VIP. (mi chiedo perché aperta soltanto ai VIP).
Il TG1 trasmette in questo momento il messaggio che le vittime del fumo sono 80.000 all’anno. Non dice da dove il dato è ripreso né chi lo ha prodotto. In compenso comunica che Sirchia ha ricevuto un premio, non so da chi attribuito, per la sua lotta contro il fumo. Non comunica nulla in merito ai suoi processi in corso per corruzione. Una bella ulteriore prova di informazione utile e trasparente nello stile del Junior C. Mimun!
"


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