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Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 

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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 

Povera Italia

16 Ottobre [14:55 GMT] - La guerra delle sgualdrine mediatiche - Oggi vanno molto di moda spettacoli come "Le Iene", che capitalizzano sulle miserie umane e sul sempre decrescente minimo comune denominatore intellettuale. Come tutti sappiamo, questi patetici show utilizzano telecamere nascoste, trappole e falsità per indurre le vittime a "confessare" o comunque a rivelare i presunti "torti" e poi si sbatte il tutto sullo schermo. In breve, ogni mezzo (non importa quanto sporco e immorale) va bene per fare squallido spettacolo da parte di gente che, essa stessa, è la rappresentazione di una società che ha perso ogni speranza di risanamento intellettuale e morale. Dove è finita la funzione educativa dei mezzi di informazione? Nella toeletta assieme alla nostra libertà e alla nostra intelligenza, e questo spiega anche il fenomeno dell'idolatria della salute.

Osserviamo il più recente di questi patetici spettacoli da un punto di vista sano. Allora, con la scusa del trucco sono stati prelevati campioni del sudore di 50 parlamentari di cui un terzo è risultato positivo a droghe come la cocaina. In altre parole ci si è procurata evidenza in modo del tutto immorale per dimostrare cosa?... Che i parlamentari sono ipocriti o drogati --  quindi "immorali"?... Con quale autorità morale può il ricettatore denunciare il ladro? Ma andiamo avanti. La parte divertente - per così dire - è che, visto che questa volta si è andato a toccare il potere (e non i poveri diavoli di cui normalmente si pasciono le iene di ogni stampo) il segmento della trasmissione concernente i parlamentari viene censurato mentre a Porta a Porta si ossequia, come al solito, il potere e si mettono Le Iene sotto processo e in absentia (proprio come fu fatto al nostro presidente Turci dopo che apparve a denunciare la frode istituzionale del fumo passivo a Domenica In il 9 Gennaio 2005). Bruno Vespa in questo caso afferma che una campionatura di 50 parlamentari su 630 non è rappresentativa e non si può dire quindi che un bel pezzo del parlamento italiano sia drogato. 50 persone sono circa un tredicesimo di 630, o l'otto percento.

Ma se un campione dell'otto percento non è rappresentativo, come si fa a dire che esiste "prova scientifica" che il fumo (attivo e passivo) provochi malattie quando la campionatura di questi studi, nel migliore dei casi, rappresenta una frazione di millesimo della popolazione? In nessun caso nella storia della truffa sul fumo si mai potuto esaminare un campione pari a un tredicesimo della popolazione. Però "il fumo provoca il cancro, non c'è dubbio" è la frase standard di un gran numero di più o meno famosi truffatori - e i media ufficiali ce la spacciano sempre. Nel caso di test chimici (e non  indovinelli epidemiologici) fatti su un tale enorme campione invece esso diventa "non rappresentativo", a detta degli stessi media che ti spacciano il fumo come la piaga del 21° secolo. Come mai? La risposta è, ancora una volta, nel Manuale del Leccaculo, teoria e storia di un'arte sottile, di Richard Stengel. Editore Fazi.

Triste riassunto: prove ottenute in modo non etico e immorale sono usate per "sputtanare" le vittime che a loro volta si comportano in modo non etico. La tecnologia usata per stabilire chimicamente l'uso di droghe su enorme campione non è rappresentativa, mentre una frazione di millesimo della popolazione presa come campionatura e interrogata tramite questionari da baraccone come sono quelli epidemiologici multifattore costituisce prova scientifica da "non c'è dubbio" ed è strombazzata da delinquenti che servono gli interessi di Big Pharma proclamando di tutelare la salute del pubblico. Al fumatore che si becca un cancro al polmone viene appiccicato uno stigma morale sulla base di attribuzioni non scientificamente dimostrabilicolpa sua che si è ammalato, vergogna!) e lo si chiama pure tossicomane. Invece i tossici che ci governano e che sono -- per definizione e perché eletti -- figure pubbliche prima di essere dei privati sono protetti dal Garante della privacy. Chissà quanti di loro hanno votato sia a favore della fraudolenta legge antifumo e sia per il pugno di ferro contro la droga. Da ultimo assistiamo alla guerra tra sgualdrine mediatiche che cercano di inferire giudizi morali una sull'altra.

Che pena. Che schifo. Fumiamoci su una bella sigaretta alla faccia della "tutela della salute"... che non c'è.

Editoriale - Come ti truffo oggi in Italia con uno studio sul fumo passivo

11 Ottobre [18:30 GMT] - E' un fatto assodato che i divieti di fumo sono la causa di enormi danni economici e sociali. E' anche assodato che essi sono implementati per facilitare il marketing dei prodotti farmaceutici di cessazione e soddisfare così le esigenze delle lobby farmaceutiche che sono così potenti presso i ministeri della "salute" da dettare, letteralmente, la loro politica. Per arginare psicologicamente il tutto si parla della "salute pubblica" e della "tutela della salute del non fumatore". Ma nonostante tutta la grancassa propagandistica e i miliardi spesi in questa truffa sociale, il malcontento continua a crescere in tutto il mondo, mentre il numero dei fumatori, fortunatamente, continua ad aumentare. Che fare? Bisogna far vedere che il fumo passivo è talmente letale che, anche dopo brevissimi periodi di divieto, la "salute pubblica" ne trae subito beneficio. In tal modo, in una singola passata, si fanno fessi i fumatori e si aizzano contro di loro i non fumatori per creare la "cultura antifumo" auspicata da Sirchia e dalla cricca farmaceutica dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

SIMILI FRODI ANTIFUMO CHE IMPIEGANO METODOLOGIA ROTTAME PER FAR VEDERE CHE IL FUMO PASSIVO FA MALE

Lo studio di Helena (USA)
Lo studio di Pueblo (USA)
Lo studio di Saskatoon (Canada - collegamento non disponibile ma coperto dai collegamenti sopra)
Lo studio rottame dell'Istituto Tumori di Milano sul fumo passivo smascherato
L'Istituto Tumori afferma che il fumo passivo inquina più del diesel? Ecco la magia
 
PERCHE' TUTTI GLI STUDI SUL FUMO PASSIVO SONO SCIENZA ROTTAME?

... E QUESTA LA CHIAMANO "SCIENZA"
La farsa del fumo passivo

Ecco dunque che appaiono "studi" per confermare il predicato politico. Come, esattamente? Facendo vedere una diminuzione dei ricoveri in ospedale - ma non per i cancri, visto che nessuno è ancora così rincoglionito da credere che il numero dei ricoveri per cancro diminuisca in pochi mesi. Una cosa che si presta molto di più per effetto immediato sono le malattie cardiovascolari. Ecco quindi che, dappertutto, gli antifumo producono "studi" che fanno vedere una drastica diminuzione di questi ricoveri. Studi del genere sono stati prodotti negli USA e Canada e sono stati definiti una truffa statistica da ogni specialista che abbia ancora un grammo d'integrità.

In Italia, naturalmente, non si poteva "restare indietro" nemmeno nel campo delle false rappresentazioni e perdere il vantaggio che il nostro Paese, purtroppo, ha sempre avuto nel campo della truffa e dell'inganno. Ecco quindi che arriva l'enorme panzanata dello "studio" nostrano sui residenti del Piemonte in cui, dopo solo cinque mesi dall'inizio del divieto, ci sarebbe stato l'11% di diminuzione dei ricoveri d'infarto!! Naturalmente va da se che è falso che il fumo passivo causi infarti in primo luogo - e non c'è bisogno di essere degli "esperti" per capirlo: infatti se fosse vero, tutti (o quasi) i fumatori attivi (che di fumo se ne ciucciano ben di più che il fumatore "passivo") morirebbero assai prima da infarto che da ogni altra malattia! Ma questa masnada di truffatori professionisti della cosiddetta "salute pubblica" crede che la gente sia tutta stupida.

Lo studio del Piemonte è così grossolanamente disonesto da aver attratto anche l'attenzione dell'antifumo americano Dr. Michael Siegel che, da anni ormai, si batte per arginare l'enorme corruzione (che è ormai diventata delinquenza professionale bella e buona) dei suoi ex-colleghi e per questa ragione  è stato accuratamente isolato. Dal suo Blog, Siegel ci spiega come questo ennesimo raggiro è stato implementato e ci spiega anche come i dati (sempre rottame, si capisce) fanno in realtà vedere che invece c'è stato un aumento degli infarti del 2%, (da 3.581 a 3.655), ma si è adottata la pratica truffaldina di stratificare i dati per età per dissimularli e far vedere invece che il fumo passivo è una minaccia alla salute pubblica.

In considerazione di questo studio e di mille altre informazioni false sul fumo spacciate continuamente dalle autorità e dalla stampa c'è da chiedersi come mai (e con quali agganci al potere, incluso quello giudiziario) gli antifumo siano ancora tutti a piede libero. Abbiamo tradotto l'articolo di Siegel dall'inglese per i nostri lettori. A Siegel la parola.

Studio sul Piemonte ultimo di una serie di studi-spazzatura sugli effetti dei divieti di fumo nei ricoveri per infarto

Per ulteriori articoli di Michael Siegel tradotti in italiano, clicca qui.


Le lobby farmaceutiche antifumo prevalgono in Francia

CARTELLI DEL GENERE DOVREBBERO ESSERE ANCHE IN ITALIA INVECE DEL "VIETATO FUMARE"

"Gli intolleranti e gli antifumo non sono benvenuti",
dice questo cartello di un tabaccaio francese. I tabaccai locali saranno mobilitati e non baceranno i fondelli dei truffatori sanitari - differentemente da quanto è successo (e succede)) nella servile Italia. D'altra parte, nemmeno i tabaccai francesi (che saranno economicamente devastati, assieme ai ristoratori, dal divieto) non riusciranno a fare molto finché non si organizzeranno per sventare la truffa epidemiologica sul fumo promossa dalle autorità sanitarie internazionali sia nelle strade che nei tribunali.

9 Ottobre [16:45 GMT] - Anche la Francia si conforma alla truffa antifumo imposta dalla UE - C'è ancora chi lotta contro gli antifumo e si sorprende che un Paese europeo dopo l'altro capitoli alla più grande truffa internazionale di tutti i tempi. Da parte loro, gli antifumo e la loro grancassa mediatica trasmettono l'impressione che il divieto sia una conseguenza della "presa di coscienza" e del "consenso" che il fumo (attivo e passivo) uccide. Come il solito, anche questo è falso.

In realtà esiste una direttiva UE che impone a tutti i Paesi membri di adottare un divieto di fumo. In altre parole tutti i Paesi europei saranno forzati (anche se il livello di severità è lasciato, per ora, alla discrezione dei singoli governi) di adottare la frode del fumo passivo e anche a riconoscere la non dimostrata mortalità del fumo. Bisogna capire una volta per tutte che esiste un trattato internazionale chiamato Framework Convention on Tobacco Control che è stato firmato praticamente da tutti i membri delle Nazioni Unite (grazie anche alla "persuasione" del Fondo Monetario Internazionale: se vuoi il prossimo prestito, adotta l'antifumo o niente). Tale trattato è già in forza.

Bisogna poi capire che l'antifumo in particolare ed il salutismo in generale hanno ripreso la filosofia del vecchio comunismo internazionale, secondo cui esso non poteva funzionare appieno se non quando tutto il mondo fosse diventato comunista. Se il fumo è proibito in tutto il mondo, ragionano gli antifumo, ogni sconveniente comparazione sarà eliminata, i devastanti danni economici causati dai divieti saranno diffusi e attribuiti a qualcos'altro (e poi l'economia si aggiusterà, pensano loro); si proietterà l'impressione di un consenso universale ed ogni opposizione si scoraggerà e sparirà. Esiste già una European Strategy for Tobacco Control che è meticolosamente implementata, incluse le fraudolente frasi fatte a cliché. Bisogna capire che l'Organizzazione Mondiale della Sanità è partner ufficiale con l'industria farmaceutica dal 1999 in questa impresa di frode e di repressione nonché di ingegneria culturale e sociale. I divieti di fumo non sono - e non sono mai stati - una faccenda locale, ma un problema globale che deve essere sconfitto a livello globale.

A tutti gli effetti (specialmente per il fumo, ma non limitato ad esso) l'OMS rappresenta gli interessi di mercato di Big Pharma - una cosa che, per quanto ci risulta, l'OMS stessa non ha mai smentito ufficialmente. L'intento dell'industria farmaceutica è di trasformare il miliardo e mezzo di fumatori nel mondo in clienti dei suoi prodotti di cessazione, specialmente quelli a base di nicotina. Il compito dell'OMS è di imporre a tutti i firmatari del trattato di cui sopra l'adozione di politiche e la creazione di un ambiente sociale e di una cultura ostile al fumo e favorevole al mercato dei suoi partner ufficiali e di fornire ai ministeri della "salute" locali e ai farma-attivisti antifumo gli argomenti standard e le statistiche false per giustificare le leggi repressive. Guarda un po' che la Francia (tra diversi altri Paesi) passerà i cerottoni alla nicotina ai fumatori a spese del sistema sanitario, forzando quindi anche i non fumatori a pagare per la "cura" di una "malattia" di cui non si può dimostrare una sola morte: fumare.

Il vero primo passo per la vera cura per questo cancro sociale è la creazione di un mezzo volto alla educazione capillare della gente sulla frode perpetrata dalle "autorità" sanitarie locali e internazionali. E' necessario un mezzo che permetta anche alla resistenza mondiale al neo-fascismo sanitario di comunicare e di organizzarsi, visto che i mass-media sostengono la truffa di Stato. Soltanto la creazione di una forza sociale ed internazionale di opposizione (che può esistere solo quando si è sviluppata la coscienza che ci stanno truffando) che agisca internazionalmente e che coordini i fumatori socialmente, culturalmente e legalmente potrà mettere un fermo a questa perversione sociale.

Per tutte queste ragioni abbiamo istituito una RACCOLTA FONDI volta alla creazione di un mezzo multimediale internazionale che raggiungerà la gente in tutti i modi che gli antifumo non saranno in grado di controllare: il FORCES Multimedia Project. Multilinguale, multifunzionale, esso si avvarrà delle tecnologie più nuove e sofisticate per raggiungere tutti e per educarli sulla più grande truffa della storia. Invitiamo tutti i nostri lettori a fare una donazione a questo mezzo, che sarà anche in lingua italiana.

Dona anche tu quello che puoi. Se pensi che l'istruzione sia costosa, guarda quanto costa l'ignoranza!

Musica e attualità  

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6 Ottobre [15:30 GMT] - Siamo lieti di annunciare che il cantautore anglo-irlandese Eamonn Mallon ci ha dato l'assenso di usare la sua formidabile canzone contro il fascismo salutista, "Jackboot" (nome inglese del famoso stivale nazista rappresentato a destra in un poster dell'epoca) come canzone ufficiale di FORCES ovunque nel mondo. Questa bellissima e sentita canzone riflette il nostro pensiero come nulla sentito prima. E' un semplice e potente riconoscimento dei pericoli rappresentati dal movimento nichilista salutista che cerca di "cambiare" la nostra cultura e la forte affinità di tale movimento con obiettivi di controllo totalitario. Nella canzone è evidenziato il sottile ma ovvio attacco al retaggio di coloro che combatterono nella seconda guerra mondiale per sconfiggere il totalitarismo, che oggi ha la connivenza di autorità corrotte sotto forma di epidemie e di pericoli inesistenti. Ripulito dall'elemento razzista/religioso, il salutismo porta le stesse distorsioni del giusto e dello sbagliato del suo predecessore nazista, ed ha anche lo stesso obiettivo -- oggi più grande che mai perché organizzato globalmente: il controllo del comportamento e il pilotaggio delle scelte personali nostre e dei nostri figli.

Eamonn ci offre gratuitamente questa canzone, completa di parole (riprodotte e tradotte sotto). Invitiamo tutti a visitare il suo sito, dove è possibile scoprire di più su di lui ed ordinare il suo album "Gunslinger", che include anche "Jackboot" ed altre bellissime canzoni dal contenuto sociale.

Nonostante il controllo totale dell'informazione su quanto concerne le "politiche della salute" e nonostante che ci sia fatto credere il contrario, un forte movimento internazionale sta venendo alla luce -- un movimento che emergerà anche qui a dispetto del nostro tradizionale servilismo alle mode e alle culture d'importazione. Un movimento contro il concetto che noi siamo solo dei corpi e dei numeri diretti da un'autorità senza volto che stabilisce ciò che è "bene" per noi con la prepotenza, l'istigazione e l'inganno. Noi siamo le anime che cantano e che lottano. Noi siamo le anime che distruggeranno il salutismo un'altra volta -- e questa volta per sempre.

JACKBOOT

Sento che gli stivali stanno venendo di nuovo giù dalla strada,
Sento che gli stivali stanno venendo di nuovo giù dalla strada,
Per portarmi via la libertà, perché sanno cosa è bene per me,
E calpestano il nome di chi li ha combattuti.
I hear the jackboot is coming down that road again,
I hear the jackboot is coming down that road again,
To take away my liberty, ‘cause they know what’s good for me,
And tread on the names of those that fought the jackboot.
Sento che gli stivali stanno venendo di nuovo giù dalla strada,
Lingue di velluto, ben vestiti, bene educati -- e tanti tanti amici,
Con la missione di omogeneizzare e di sterilizzare ogni dissenso
E di sputare sul nome di chi li ha combattuti.
I hear the jackboot coming down that road again,
Smooth talking, suited , with lots of friends,
On a mission to homogenize and sterilise all dissent,
And spit on the names of those that fought the jackboot.
Si, c’è un piano per farci diventare tutti uguali,
Stesso cibo, stessa taglia. Sento solo sdegno.
Bevi pure, ma vai a fumare fuori nella pioggia, fuori nel freddo,
Dove stanno gli eroi che hanno lottato contro gli stivali.
Well, there’s a plan to make us all the same,
Same food , same size. I just feel distain.
Have a drink, but have a smoke out in the rain, out in the cold,
Where are the bold, that fought the jackboot.
Gli opachi, grigi e sinistri omuncoli hanno capito
Che possono far vero il loro sogno ossessivo:
Controllare ogni tua mossa finché non gridi
E sputare sul nome di chi li ha combattuti.
The little dull, grey, dreary men have seen,
They can make it real their obsessive dream,
Control your every move until you scream,
And spit on the names of those that fought the jackboot.
Se c’è una qualche giustizia in questa terra, capisci:
Non dobbiamo mai più vedere questi stivali.
…If there’s any justice in this land, do you understand,
We won’t see no more of this jackboot.
Quelle stesse anime che hanno dato tutto per vincere
Sono trattate come il nemico interiore, strappando loro anche la dignità
Di alzare la voce [perché] significa commettere peccato.
E questi sono chi ha combattuto contro gli stivali.
The very souls that gave all they had to win,
Are being treated like the enemy within, strip them of their dignity,
To raise their voice you make it a sin,
And these are the ones that fought the jackboot.
Voglio essere li il giorno che cadrete,
Voglio vedere la vostra faccia il giorno che perderete.
Chi rispetta la legge scoprirà che è difficile fare quel che può
Contro questi stivali senza violarla.
I wanna be there on the day you fall,
I wanna see your face when you lose the ball,
A law-abiding man will find it hard just doing what he can,
Without breaking the law, against this jackboot,

Non voglio più vedere i vostri stivali.

I don’t want to see no more of your jackboot.

Heil SS! Salute e la Sicurezza "non si discutono" - Javol!

3 Ottobre [14:10 GMT] - Avanti con una nuova generazione di alcolizzati: una nuova vittoria del nichilismo salutista - Nuovo giro di divieti (e di tasse e di controlli) per il nostro bene. Lo Stato ci ama sempre di più, non dimentichiamoci di baciargli i fondelli anche oggi come buona azione quotidiana, visto che a tutti gli effetti ha rimpiazzato Dio. Abbiamo già riportato ieri i commenti della ADUC, che mettevano in luce come, nei Paesi del Nord Europa (e anche nel continente americano) i divieti di vendita di alcol ai minori hanno creato, attraverso gli anni, un enorme problema di alcolismo, al cui confronto l'alcolismo italiano sparisce. L'enorme alcolismo dei Paesi nordeuropei (e la sua crescita in correlazione ai divieti) è un fatto accertato e indiscutibile. Però, a differenza del fumo, per il ministero della "salute" e per gli altri "esperti" questa macroscopica correlazione NON indica causalità!

Abbiamo anche detto che il divieto è diventato il toccasana universale degli imbecilli e lo riconfermiamo di nuovo oggi. La filosofia di base del mentecatto è che vietando tutto, nulla di male succederà -- perché ciò che è "bene" non sarà mai vietato... anche se (sempre per il nostro bene), pure il bene va regolato!

Riporta il Corrierone (senza, naturalmente, criticare il provvedimento): "L'età per poter acquistare alcolici si alza dunque da 16 a 18 anni. Inoltre se l'attuale legge proibisce la sola somministrazione, cioè la «vendita al banco», di superalcolici tra le 22 e le 6 negli autogrill, la manovra prevede il divieto totale sia di somministrazione (vendita da banco) che di vendita senza limiti di orari. «La necessità di tutelare la salute e la sicurezza dei giovani non si discute, ma costringere gli esercenti a compiere controlli anagrafici ad ogni consumazione o acquisto di alcolici rappresenta un problema» dice il presidente della Fiepet-Confesercenti, Ermes Anigoni. «Tutto ciò che ha come obiettivo la salvaguardia dei minori lo vediamo con favore. Quindi ben venga il divieto di vendita di alcolici ai giovani che hanno meno di 18 anni» sostiene il Silb, il sindacato che rappresenta il 95% di discoteche.

Raccomandiamo a questi signori e agli altri leccafondelli dello Stato Terapeutico l'acquisto di un libro fantastico, scritto apposta in onore del loro essere e della loro politica: il Manuale del Leccaculo, teoria e storia di un'arte sottile, di Richard Stengel. Editore Fazi, di cui riproduciamo la copertina a destra. Nel frattempo chi fa le spese di questa ennesima idiozia sono i giovani da una parte e gli esercenti dall'altra - non i loro "rappresentanti" e i politici. Quindi, chi se ne frega?... I giovani certo non smetteranno di bere e faranno come i loro coetanei dei Paesi "più avanti": chi ha 18 anni e un giorno compra mezza birreria e si va a ubriacare coi suoi amici minorenni sulle spiagge (mentre risparmia pure sulla discoteca o va in discoteca già "fatto") - anzi, in Italia sarà ancora più facile per via del clima caldo. Alla faccia del "vietato bere".

La salute (antifumo) innanzi tutto, ci dicono i malati di mente

Irak: ciò che conta è smettere di fumare - parola degli antifumo americani

2 Ottobre [12:10 GMT] - Campagna antifumo in Iraq!! - Riportiamo pari pari questo breve articolo di Maurizio Blondet del 29 Settembre, che prende spunto da un articolo dell'Herald Tribune di quattro giorni prima.

L'articolo si spiega da se, e abbiamo solo da aggiungere una cosa: se non credete ancora che l'antifumo e il salutismo sono marci alla radice questo dovrebbe convincervi.

Si apprende [*] che l'occupante americano ha finanziato nell'Iraq occupato una campagna anti-fumo.

Pubblicità televisiva e pacchetti con le note scritte «Il fumo uccide», «Fumare in gravidanza nuoce al bambino»: nel Paese che gli americani hanno coperto di uranio impoverito, che fa nascere feti mostruosi, e ammalare di cancri plurimi famiglie intere.

E dove la truppaglia americana ammazza a casaccio ai posti di blocco, violenta ragazzine in casa, incarcera e tortura in massa, arbitrariamente; dove migliaia di esseri umani vengono trucidati da indecifrabili attentati e milizie private, da una violenza che l'occupante avrebbe il dovere di sedare, e che non vuole controllare affatto.

La notizia non vuole far ridere; al contrario, segnala il parodistico, il grottesco - ossia il satanico - che reca con sé la civiltà occidentale terminale.

Nessun Oriente è stato mai pari a questo Occidente in ipocrisia omicida. L'orda di Gengis Khan e Tamerlano massacrò a milioni, ma senza pretendere di preoccuparsi della salute delle sue vittime. L'America ha speso per la «ricostruzione» dell'Iraq 22 miliardi di dollari: senza riuscire a garantire nemmeno l'elettricità. I soldi sono finiti nelle tasche dei profittatori amici del regime statunitense, Halliburton in prima fila.

I guerrieri della civiltà superiore hanno lasciato saccheggiare il Museo Nazionale di Baghdad nel 2003, partecipando al saccheggio: «Cose che capitano», commentò Rumsfeld. Mancano tuttora 14 mila opere d'arte. In compenso, soldi venivano dati a «consulenti» americani per esperimenti demenziali e falliti: come fornire l'Iraq, che affondava nel sangue, di una Borsa-valori moderna, tipo Wall Street, ovviamente mai aperta.

-- Maurizio Blondet
________

[*] Frank Rich, «Stuff happens again in Baghdad», Herald Tribune, 24 Settembre 2006.
 

Istituto Bruno Leoni

 

2 Ottobre [12:09 GMT] - Comunicato stampa - Per l'Istituto Bruno Leoni la tassa sui Suv è "ideologica e priva di senso" - Commenta Carlo Stagnaro, direttore del dipartimento Ecologia di mercato: "i Suv, come le altre auto, devono rispettare degli standard ambientali, e nel giro di pochi anni tutti i fuoristrada da città, come l'intero parco circolante, saranno in linea con le specifiche Euro4. Analogamente, per quel che riguarda l'ingombro i Suv non sono generalmente più grossi, tranne che in altezza, rispetto a veicoli di pari cilindrata. Per quale ragione, dunque, si sceglie di sottoporli a tassazione discriminatoria?".

 

"Il fatto - conclude Stagnaro - è che i Suv rappresentano non solo il diritto alla mobilità, ma anche la pretesa di muoversi su mezzi comodi e sicuri. Tutto ciò non va giù alle frange più retrive e ideologizzate della maggioranza. La crociata antiprogresso, annunciata all'inizio della legislatura dal ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, si avvia così a vincere la prima battaglia. Non sorprenderebbe che il prossimo passo fosse un ulteriore attacco alla libertà di movimento, uno dei cardini su cui si fonda la stessa Unione europea". (Clicca qui per visitare il sito dell'Istituto Bruno Leoni).

 

Siamo alle solite: che contano diritti e scienza quando comparati al salutismo e al suo fratello di disgrazia - l'ambientalismo? Nulla. L'abuso della tassazione per "pilotare", "forzare" e "costringere" le "scelte" (si, c'è ancora chi ha la faccia tosta di chiamarle tali) del pubblico è diventata un mezzo accettabile, legittimo - se non addirittura morale da parte di chi la moralità, appunto, ce l'ha invertita.

 

Vieta, vieta, VIETA! / Porci bevitori siete i prossimi

 

2 Ottobre [12:00 GMT] - Arriva il divieto di vendita degli alcolici ai minori - Prevedibilmente (in considerazione della mentalità che va di moda), ecco la proibizione di vendita degli alcolici ai minori. "Perbacco, bisogna farlo, no?", diranno i soliti servi culturali. "Lo fanno tutti gli altri... è giusto che lo facciamo anche noi!" Il divieto è diventato il toccasana universale degli imbecilli - e vede sempre e comunque l'entusiastica promozione/partecipazione dei ministeri della "salute", che non possono mai smentire il loro mandato proibizionista in un modo o nell'altro in ogni campo. L'equazione è chiarissima - nella mente dei mentecatti: divieto = rimedio = salute. A pensarci bene, è tempo di rinominare il ministero della "salute". Una volta (quando eseguiva la sua corretta funzione sociale) esso si chiamava ministero della sanità pubblica. Poi fu rinominato ministero della "salute" - un agghiacciante cambio di funzione che è passato inosservato a quasi tutti gli italiani finché non si sono trovati a fumare fuori e a ingozzare paternalismo infinito su cosa mangiano, bevono e così via. In coerenza con la sua corrente funzione, il ministero dovrebbe essere ora rinominato "Ministero dei Divieti" oppure "Ministero del Paternalismo e della Programmazione del Comportamento".

 

Questo comunicato ADUC spiega e dimostra un fatto storico: dovunque l'alcol è vietato ai minori esiste un'altissima percentuale di minori alcolizzati, che resteranno tali anche da adulti. Non che l'osservazione dell'ADUC serva a qualcosa, perché tanto gli idioti riescono a sentire solo se stessi -- e sfortunatamente essi riescono sempre ad essere al potere, da destra o da sinistra.

Le elucubrazioni di Dante

1 Ottobre [15:30 GMT] - "Poco" inchiostro nel latte si può anche bere! - Questo articolo del collaboratore Dante sull'inchiostro nei Tetra Pak dovrebbe farci riflettere su due separate ma tant'è strettamente connesse distorsioni odierne. Eliminate le soglie di pericolo dalle politiche "sanitarie" nonché dalla cultura e adottato l'infame Principio di Precauzione a corredo, ci troviamo alla totale mercé di truffatori epidemiologici echeggiati da stampa isterica. Siccome un atomo o due di veleno c'è in ogni sostanza, basta scegliere il bersaglio e "lanciare l'allarme" per far scattare l'isterismo. Un bell'esempio l'abbiamo visto con la puzzonata del WWF pochi giorni fa. La "salute pubblica" esiste oggi nella zona d'ombra tra il vero e il falso. Nella fattispecie, qualche atomo di "veleno" c'è in ogni sostanza; ma siccome la quantità è insufficiente a causare danno, il veleno non è un veleno. Ma proprio viene in aiuto il PP, creato ad hoc per sostenere le frodi: "tu prova che due atomi di 'veleno' non fanno male". Ciò rende impossibile dimostrare il negativo (ergo confermando emozionalmente il falso postulato), capovolge l'onere della prova e distorce totalmente il significato della parola "veleno", la cui corretta definizione può essere: qualsiasi sostanza in eccesso della tolleranza, che non è mai zero. Vista l'ignoranza dilagante e la paura di quattro gatti che gridano "salute" nel megafono dei media, i tribunali vietano tutto "just in case": meglio proibito che vero -- perché qui il gioco è scansare le responsabilità fregandosene della conseguenze.

La seconda distorsione concerne l'uso selettivo del Metodo Scientifico, MS. Dante ci parla di Garattini che invoca l'MS sui farmaci e persino sull'inchiostro, ma lui e il resto della masnada antifumo (medica e non), guarda un po' se lo "dimenticano" quando si tratta di tabacco -- l'evidenza sulla nocività del quale è basata esclusivamente su epidemiologia, che per definizione non ha relazione con l'MS. Quale si adotta, allora, scienza o epidemiologia? La risposta alla nostra retorica domanda la possiamo dare noi stessi: si tiene le mani nei due barili e si usa l'una o l'altra a seconda della convenienza politica e... finanziaria... L'epidemiologia diventa scienza (o smette di esserlo) a seconda di ciò che rende meglio. Tanto i babbei del popolo vedono solo la "autorità" e non la frode. Evviva l'etica che non c'è più.

Cultura

1 Ottobre [15:30 GMT] - Evviva le Barbie che fumano - I ragazzini vanno pazzi per le bambole che fumano e bevono. Moda e passione per la trasgressione? Certo. Ma entrambe sono sempre ispirate al proibito e a ciò che manca. La risposta dei giovani a queste bambole ci indica le tendenze che avranno da grandi, e ci dice cosa da a loro "fastidio": il pressante lavaggio di cervello sui comportamenti e sulla "salute". Speriamo che mantengano quella tendenza anche da grandi! La disinfestazione del salutismo non potrà arrivare un giorno troppo presto. Interessante è che i personaggi che fumano e bevono sono descritti da "La Repubblica" come "supercafoni", associando la scelta di liberi, innocui comportamenti senza bacchettoneria a maleducazione. A hippy pentiti del genere si può solo rispondere così: meglio supercafoni che supermascalzoni - come sono, per esempio, quelli che dicono che il fumo passivo "fa male" a dispetto dell'inequivocabile evidenza del contrario.


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