La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
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A tutela e informazione delle vittime dello Stato Terapeutico
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 

Vietato fumare
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Aggiornamenti 10-23 Gennaio 2006
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Ecco TUTTI gli studi scientifici sul fumo passivo in originale e scaricabili: NESSUNO dice che c'è pericolo. Perché lo Stato continua a dire il falso?

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INSERTO SPECIALE

Un’eroina della libertà

23 Gennaio 2006 - Chi segue FORCES sa che il Canada è uno dei Paesi più “avanzati” nella soppressione della libertà di fumare, ed è stato l’iniziatore delle scritte truffaldine sui pacchetti di sigarette dapprima, e delle foto “porno” dopo. In questo Paese (preso a campione per la politica antifumo europea), da anni, è stata affinata una vera e propria tecnica nazista di odio specifico contro il fumatore, che viene definito come una quasi-razza inferiore da ghettizzare e contro cui specificamente i delinquenti della “salute pubblica” istigano la gente. In Italia fortunatamente “siamo indietro” ma, continuando di questo passo, rischiamo di non esserlo per molto. Il piano antifumo internazionale, infatti, include l’istigazione di un odio quasi razziale contro il fumatore (primo di una lunga serie di esseri “inferiori” perché non fanno quello che dice la “salute pubblica”). Gli eufemismi per questo odio sono “cambio culturale” e “denormalizzazione”. “Bisogna creare una cultura antifumo”, dice Sirchia. “Bisogna creare una cultura antiebraica”, diceva Adolfo.

Esageriamo? Giudicate voi. Riportiamo questo caso che illustra molto bene a che punto sono arrivate le cose in Canada. L’organizzazione per i diritti civili canadese Citizens for Civil Liberties (che denuncia anche l'uso di dati fraudolenti da parte del ministro della "salute" canadese Watson per insultare i fumatori - sembra che l'uso di informazione falsa sia diventato una conditio-sine-qua-non per essere ministri della "salute", ne sappiamo qualcosa noi in Italia con Sirchia) riporta questo caso esemplare. Traduciamo per i nostri lettori il comunicato stampa. Il comunicato si spiega da se – e invitiamo i lettori a riflettere se vogliono nel loro Paese i risultati di questa “scuola sirchiana” e, soprattutto, a pensare a cosa sono disposti a fare per fermarla. 

19 Gennaio, London, Ontario - Il 19 Gennaio 2006 è stato un giorno importante per Diana Reid, un’infermiera pensionata di Guelph che è la proprietaria di un bar di quartiere.

Dopo una continua battaglia per la protezione dei diritti suoi e dei suoi clienti di fumare nel suo locale, Diana Reid sarà incarcerata per non avere esibito il cartello “Vietato Fumare”, per avere i posacenere nel suo locale e per permettere ai suoi clienti di fumare in esso. La Reid ha tutelato i suoi clienti fumatori con idee innovative, al punto che nessuno di loro ha ancora ricevuto una multa.  “Nessuno vuole andare in galera; ma a me la galera non fa paura", dice la sessantunenne Reid, che ha tre figli e sei nipoti. Per tenersi occupata, la Reid rilevò il bar dopo essere andata in pensione, ma poco tempo dopo la città di Guelph varò il divieto di fumare nei luoghi pubblici, incluso quindi il suo locale. La Reid si unì ad altri che opponevano il divieto ma, a causa dello stesso, diversi locali chiusero i battenti ed altri si arresero.

”Ora lotto da sola”, dice la convinta nonna. ”Sono abituata a lottare per i miei diritti, e non ho certo paura di lottare adesso. Potrei fare la pensionata e starmene a casa, ma sentirmi dire alla mia età ciò che ‘è bene’ per me mi rende furiosa.” Dopo che il divieto totale iniziò nel 2000, la Reid oppose con successo molte multe e vinse usando varie tecnicalità. Quando [restò senza soldi] e non poté più pagare le consulenze legali, un amico quasi avvocato le offrì aiuto; ma un’altra salva di 12 multe le fu lanciata contro, per un totale di $5.000; queste multe sono ora in appello a corti superiori. Carichi penali aggiuntivi contro la donna furono emessi, e la Reid, oggi, è stata giudicata colpevole e rischia di essere incarcerata. L’appello della Reid sarà immediato, e sarà basato sulla Carta dei Diritti canadese, andando quindi fino alla Corte Suprema.

Siccome a Guelph la legge vieta di fumare sul lavoro, la donna licenziò parte degli impiegati e ridusse le ore di apertura, ma finì poi per lavorare 12 ore al giorno sette giorni alla settimana senza alcuna vacanza, come sta continuando a fare ora.
 
Il suo bar fu vandalizzato e sue le vetrine furono distrutte; ma ciò che assillava Diana di più erano le continue telefonate di odio e di intimidazione contro di lei.

Dall’inizio del divieto la Reid ha assistito alla “chiusura di tutte le sale bingo [della città], alla chiusura di tutti i piccoli negozi, e persino i bar e i ristoranti sono in grande difficoltà; diversi, infatti, hanno già chiuso. E’ vero che alcuni bar hanno messo dei gazebo fuori, ma ora sono obbligati a rimuoverne il tetto [*]. Anche due cinema hanno chiuso, e persino matrimoni e famiglie sono state distrutte. Ho vissuto in questa città per 22 anni, ed è triste vedere cosa l’antifumo stia facendo alla gente. Essendo stata un’infermiera, so benissimo che non c’è modo di identificare una causa specifica di cancro, visto che esso è causato da tante cose diverse. Il divieto di fumo è solo un’altra forma di controllo sociale”, dice la Reid, che conclude affermando:“Combatterò la proibizione di fumare finché vivrò”.

Diana Reid sta cercando aiuto per sostenere la sua lotta continua. Chi possa offrire consigli su aspetti legali specifici alla costituzione in Canada “tenendo in mente che ora non ho un soldo, e che quindi di pagare avvocati non posso nemmeno parlarne”, è invitato a mettersi in contatto con la Reid. Dimostrate il vostro supporto in ogni modo possibile scrivendo a Diana a: fight4choice@hotmail.com.

Questi sono i veri costi sociali dell’antifumo, e questa è la devastazione che esso causa. Questo è ciò che i giornali non riportano perché servi della Truffa del Secolo e delle "autorità" criminali che la portano avanti. A questa donna e a tutti coloro che sono seriamente impegnati nella lotta contro il teppismo antifumo va il nostro supporto e ammirazione, ovunque essi siano. Come abbiamo ripetuto durante gli anni, il Canada  è l’esempio più lampante dei risultati che gli antifumo vogliono conseguire nel mondo e di come vogliono ridurre la società: a una dittatura sanitaria che sputa in faccia alla scienza e alla libertà individuale e di impresa. Solo prendendo l’esempio da Diana Reid potremo ripristinare ciò che è giusto, libero e vero. Lamentarsi, protestare e nascondersi non serve a niente – perché la delinquenza si combatte con i fatti, non con le chiacchiere.


[*] Una delle tattiche base degli antifumo è di rendere la vita insostenibile al fumatore, paralizzandolo socialmente quando esercita il suo diritto e rimuovendo ogni possibilità di comfort, in modo si pieghi a smettere. Tale tattica è chiaramente visibile anche in Italia, dove treni, aeroporti, stazioni, uffici ecc. potrebbero facilmente essere dotati di sezioni fumatori. Ma bisogna associare il fumo all’emarginazione  e al malessere (proprio come si fa con i cani per insegnar loro a non fare la pipì in casa) in modo da “salvarli”  da quelle malattie di cui non si può dimostrare, nemmeno in un caso, che la causa sia il fumo.


ALBERTO MINGARDI

11 Gennaio - La candela di Sirchia - Questo articolo di Mingardi pubblicato sul quotidiano  Libero oggi concede all'effetto suggestivo della legge antifumo, che ha fatto smettere di fumare ben lo 0,2% dei fumatori italiani. "La legge Sirchia serve per 'educare il popolo'... Il divieto di fumare in un locale aperto al pubblico è strumentale alla diminuzione globale dei 'viziosi'. Ma è questo il mestiere dello Stato?... Gli entusiasti della legge Sirchia… dicono: altro che storie, si sta meglio così. Ma è normale che in un Paese le leggi si facciano per questo, cioè per bersi più comodamente una birra in compagnia?" Certo che lo è, aggiungiamo noi: basta accettare la prepotenza come veicolo sociale, rifiutare la scienza come mezzo intellettuale, e far di frode cultura. D'altro canto, la normalità è determinata dall'azione (o mancanza d'azione) della maggioranza, sia essa vera o presunta. Siamo fieri di appartenere alla minoranza - vera o presunta.

COMUNICATI ADUC

11 Gennaio - Sigarette più care del 50% all'anno? Perché no?... - Concedendo acriticamente ai dati di un editoriale della versione italiana di The Lancet (guarda caso pubblicato attorno all'anniversario del proibizionismo), che ci parlano della situazione drammatica su "fumo-e-cancro-al-polmone" senza, naturalmente, essere in grado di dimostrarne scientificamente nemmeno uno, questo comunicato ADUC ci informa di un nuovo pilastro "terapeutico": aumentare (tramite tasse) il prezzo delle sigarette del 50% all'anno. L'idiota proposta non deve essere presa alla leggera commettendo lo stesso errore fatto 10 anni fa quando si cominciò a parlare di divieti di fumo con un: "non succederà mai". Visto?... Non bisogna dimenticare che l'intento dei delinquenti antifumo è quello di forzare tutti a smettere mentre si arricchiscono personalmente e diversificano in altre truffe e "epidemie". E allo Stato che li ha abbracciati rubare a man salve finché è possibile non fa mai schifo quando può dire anche che è per il nostro bene.

E il contrabbando? La coraggiosa ADUC parla di un argomento tabù: "Ci chiediamo come si faccia ad ignorare che esiste un molto fiorente mercato clandestino dei prodotti da tabacco, gestito dalle malavite organizzate in tutto il mondo, con ramificazioni e presenze che tutte le polizie del mondo non riescono mai a debellare; mercato clandestino che, più sono le politiche restrittive nel mercato legale in materia, più trova nuova linfa e si rigenera con effetti moltiplicatori."

LA POSTA DI FORCES

11 Gennaio - Interessante lettera di lettore-sostenitore che critica la nostra aggressività. "Cara FORCES, sono un vostro sostenitore e fumatore. Dopo aver letto il Vs. ultimo aggiornamento del 10, ho questo da dire: potevate risparmiarvi l’articolo sulla frode, come pure le inutili invettive contro gli 'stronzetti antifumo...' Ciò che non condivido è il tono, lo stile... Cari amici, anche se quello che scrivete è vero, rischiate di non essere creduti o meglio, di essere fraintesi proprio per il tono da pre-rivoluzione francese. Ricordatevi una cosa: siete in Italia, e gli italiani sono pronti a saltare sulle barricate solo a patto che si facciano con i mobili degli altri... - Distintamente, G".

Caro G., può darsi che lei abbia ragione. Finora però, indipendentemente dai budget disponibili, i modini educati-gentili-pseudointellettuali-rispettosi-moderati di altri hanno sempre e solo portato a questa disastrosa situazione liberticida e disonesta, che è un dato di fatto e non un’opinione o un'ipotesi. Lei, per esempio, a fare il peripatetico fuori al freddo (dopo aver pagato tasse del 1.700% sulle sigarette) ci va, giusto? Siamo del parere che finché si continuerà a mostrare rispetto a manifesti truffatori in virtù delle loro posizioni di potere non si trasmetterà mai un messaggio coerente - se non quello di confermare che bisogna ossequiare il potere corrotto.

Se agli italiani piace fare le barricate con i mobili altrui, allora non devono piangere quando lo Stato pignora le loro pentole. Vorremmo tutti stare in casa senza pagare l'affitto, ma non è così che funziona il mondo. In tono poi con la nostra sgradevole volgarità da rivoluzione francese (che però almeno ha decapitato i tiranni), sulla base di ciò che lei afferma, allora l'unica cosa che dovrebbe essere messa in luce in questo sito è che gli italiani continuino pure a praticare il sesso orale che hanno sempre amministrato ai potentati - ma che la smettano almeno di lamentarsi che il seme è amaro. Non si può accettare di essere truffati per il fumo ma non per l’ambiente, per esempio: o si accetta la corruzione in toto o la si rifiuta in toto; un po' incinta non ci è mai stata nessuna. Noi abbiamo scelto la seconda strada - quella di mancare di rispetto a truffatori che stanno bene in galera, non sui podi della salute pubblica. D'altro canto, la segretaria che faceva sesso orale al capo per passare di grado non fu mai promossa perché al capo il sesso orale piaceva da matti. Un modo veramente volgare per dire che ognuno ha esattamente quello che merita, non crede?... Saluti - La Redazione


Ma che dite, ragazzi, siete impazziti?!... Non state facendo un buon lavoro di squadra: bisogna dire che 500.000 italiani hanno smesso di fumare grazie al proibizionismo, non che hanno cambiato fornitore!! Altrimenti dove vanno a finire i miliardi pubblici e privati investiti nella truffa antifumo?... Su, avanti, ripetete con noi: la legge Sirchia è un successo, la legge Sirchia è un successo, la legge Sirchia è un successo... ecco, ora si che ci siamo!

LA PROPAGANDA DI OGGI

10 Gennaio sera - Relativamente modesta la grancassa di oggi, primo anniversario del proibizionismo: una sola notizia ciclostilata principalmente dai soliti quotidiani antifumo La Repubblica e Corrierone, che riportano la solita opera di manipolazione  statistica e di false implicazioni. Vale però la pena di darci un’occhiata.

Titolo d’attrazione: 500.000 fumatori in meno – In anticipazione di questa ciancia, come non sia possibile sapere quanti fumatori esistono l’abbiamo già spiegato in questo stesso aggiornamento in anticipazione che fosse detta (clicca qui per saltare alla spiegazione). Naturalmente, poi, si fa tutto in famiglia: il Centro di prevenzione e controllo delle malattie (causate dalle sigarette? Dov’è la scienza a supporto?) presenta il tutto al Ministero della “Salute”: il cieco che guida l’orbo... Ma vediamo più in dettaglio come gli Italiani sono stati truffati oggi. Usiamo come riferimento il pezzo de La Repubblica.

“…Una ricerca da cui risulta anche che il 7% di tutti coloro che hanno deciso di smetterla con le sigarette l'ha fatto sotto la spinta dei divieti previsti dalle nuove norme.” (7% dell'ipotetico mezzo milione è 35.000; ma dire che la legge antifumo ha "fatto smettere" - ammesso e non concesso - lo 0,2% dei fumatori non avrebbe fatto l'effetto-truffa desiderato... )

> Metodologia ricerca: non spiegata al pubblico.
>
Database ricerca: non disponibile al pubblico.

In sostanza: se gli "esperti" ti dicono così vuol dire che è vero. "Credeteci, coglioni: ve lo diciamo noi e basta". Che in una società liberal-democratica come quella che diciamo di essere le autorità debbano rendere conto ai cittadini di come operano è un concetto del tutto sorpassato – particolarmente quando può ostacolare i piani della “salute pubblica”.

Andiamo avanti. “Infine, secondo il ministero dell'Economia - che registra i dati relativi alla vendita di sigarette nel periodo tra gennaio e novembre del 2005 si è osservata una riduzione complessiva degli acquisti del 5,7%, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente”. Ciò che non è detto è ciò che conta: nessuna menzione del grande aumento di vendita di cartine e tabacco sfuso (che non sono sigarette) e del contrabbando – e anche questo punto è già stato anticipato in questo aggiornamento.

Come si fa a far vedere che il proibizionismo fa bene? Nello stesso modo usato dai maghi statistici per far dire agli “studi” quello che vogliono loro. Più specificamente: “…E anche dei ricoveri per infarto al miocardio: meno 7%, nei primi due mesi del 2005”. Il magico numero 7 spunta di nuovo! Notare come sia stato fatto uno “zoom in” su un periodo  di soli due mesi. In un periodo così breve,

le variazioni sono grandi. Esagerando per chiarire il concetto, se si fosse fatto lo “zoom in” ad una settimana anziché a un bimestre, le variazioni sarebbero state non del 7, ma magari anche del 30% rispetto alla settimana precedente o seguente (avviene il contrario, naturalmente, se si fa uno “zoom out” perché i dati fanno media).

Ottenute le cifre desiderate, i maghi statistici passano poi il menù dei segmenti “zoomati” alle cricche politico-sanitarie che scelgono il segmento più favorevole a ciò che vogliono farci  credere e che citano solo quello. In questo caso poi hanno preso due piccioni con una fava. Il primo è che si citano i ricoveri per infarto al miocardio con la seguente catena di implicazioni: fumo (attivo e passivo) causa infarto al miocardio (indimostrabile) >> il fumo diminuisce (non dimostrato) a causa della proibizione (anche non dimostrato) >> quindi i ricoveri diminuiscono (solo nel periodo esaminato) perché c’è meno fumo. Il che “prova” che il fumo causa gli infarti! Sia chiaro:  non esiste prova scientifica che il fumo causi gli infarti [*] . Il secondo piccione è la sovrapposizione dei dati sui ricoveri dei primi due mesi del 2005 con i primi due mesi di proibizionismo, artificio tramite cui questi mascalzoni inducono nei lettori il concetto che il proibizionismo diminuisce gli infarti perché causati senz'altro dal fumo, aggirando il fatto che non esiste prova scientifica in primo luogo.

Si noti anche che qualsiasi medico degno di professare vi confermerà che due mesi (anzi, 50 giorni) sono assolutamente insufficienti sia per incrementare sia per alleviare l’incidenza dell’infarto. Una puttanata del genere fu usata qualche anno fa dagli antifumo in America, dove si disse che, nella città di Helena (Montana), a sei mesi dal divieto i ricoveri per attacchi cardiaci diminuirono di ben il 50% - ma in quel caso gli antifumo furono “scannati vivi” da una buona fetta della stampa americana per la grossolanità della loro menzogna al punto che il Consiglio Comunale della città, all'apice dell'imbarazzo, rimosse il divieto, e i mascalzoni "sanitari" non ci provarono più. Ma in Italia, lo sappiamo bene che la stampa lecca il paniere della “salute pubblica”, quindi stronzate come questa vengono impunemente riportate come fossero verità dai maggiori media.

Dulcis in fundo, si cita Tirelli-il-Bugiardo, che si distingue dalla folla antifumo sparando tre falsi in una sola fiatata senza avere le basi neppure per uno! Il proibizionismo è “universalmente accettato” (leggi qui, Umbertino!), “nessun impatto negativo all’attività commerciale degli esercenti” (E tu come lo sai?... Dove sono i dati?... ma tu non hai bisogno dei dati, basta leggere le cazzate che dici) e l’immancabile “quel noto cancerogeno che è il fumo passivo” – con chiaro disprezzo per ogni verità scientifica e statistica esistente. Che dire, altro che se Umberto Tirelli la piantasse di dire menzogne ci guadagnerebbe in rispetto?

[*] Le malattie cardiache hanno più di trecento co-fattori, rendendo quindi impossibile determinare quale fattore o combinazione di fattori abbia determinato la malattia, né quantificare l'apporto del fattore/i alla malattia stessa né, quindi, determinare il numero delle vittime del fattore/i. Tutte le malattie attribuite al fumo sono - senza eccezione - di carattere multifattoriale.

10 GENNAIO 2006: PRIMO ANNIVERSARIO DI UNA LEGGE A DELINQUERE

Perché a delinquere? Perché è basata sulla truffa statistica e sulla falsa rappresentazione dell’evidenza da parte dello Stato.

Una legge rispettata? E come lo sappiamo? - Si dice che la legge antifumo sia molto rispettata – almeno basandosi sul numero delle multe. Che le multe siano poche sarà senz’altro vero, ma attenzione alle illusioni.
Specialmente dopo la sentenza del TAR, che giustamente ha sgravato i gestori dall’onere di diventare agenti del KGB "sanitario", quanti gestori di locali chiudono un occhio mentre tengono l'altro sul registro di cassa?
Si, è vero, tanti stronzetti antifumo che ora si sentono forti perché hanno uno Stato corrotto finalmente dalla loro si sentono molto vigilantes ma, quando i puzzoni se ne vanno, tanti locali fanno fumare.
E noi come lo sappiamo? Beh, grazie alla nostra
lista locali – dove i gestori sono contattati direttamente prima di aggiungere il loro locale alla lista – FORCES è in una posizione di sapere quel che dice meglio dei Carabinieri o dello stesso Ministero della “Salute” (anche se per quest'ultimo non si tratta mai di un grande sforzo)!
Naturalmente ci guardiamo bene dal pubblicare i nomi dei locali che, non potendo permettersi una sezione “smoking”, fanno comunque fumare illegalmente.
Detto ciò, il numero dei fumatori che “conigliescamente” vanno fuori a fumare è grande: purtroppo, non tutti sanno dove trovare FORCES!
Comunque sia, il rispetto di questa legge (che di rispetto non ne merita affatto) non è così grande come ci si vuole far credere; ma quale è quella propaganda di regime che ammette che non ha avuto successo al 100% con il supporto della stragrande maggioranza?...

10 Gennaio - Un anno fa oggi entrava in vigore la legge antifumo in Italia, che è considerata la più dura del mondo e che proibisce al libero cittadino di fare pubblico uso di una sostanza legale. Questa legge ha rappresentato il discutibile apice della carriera di Girolamo Sirchia, un uomo dalle ugualmente discutibili basi etiche (e ancora sotto investigazione per mazzette ed altre forme di corruzione anche se, guarda caso, non se ne sa più nulla...) che si prestò a rappresentare falsamente agli italiani l’evidenza statistica (non scientifica, perché non ce n’è) affermando che il fumo passivo fa male a terzi. Sirchia e la sua cricca di sostenitori non si fermarono neppure di fronte alla schiacciante evidenza che non esiste studio che dica o dimostri che il fumo passivo fa male (e che comunque tutti gli studi sono spazzatura scientifica), e ciò fu  applaudito da media incompetenti o asserviti come segno di grande progresso civile. Sirchia continuava a ripetere come un disco rotto che "gli studi [che dicono che il fumo passivo fa male] ci sono, eccome", ma non ne ha mai procurato uno poiché non esistono. Sembra proprio che l'ex-ministro - come tanti suoi colleghi - pensi di avere il diritto/dovere di pigliare la gente per i fondelli e farla franca in virtù della sua posizione politica e/o sociale: sbagliato, Girolamo!

La legge antifumo Italiana è l’incarnazione suprema di una frode che è diventata uno dei “fiori all’occhiello” del governo Berlusconi. Quando una nazione si vanta di una truffa perpetrata contro il proprio popolo, ciò parla a volumi delle sue pietose condizioni politiche e morali. Riteniamo sia dovere di tutti noi, che fumiamo o no, di risanare il giusto e il vero perché il cancro della truffa, come tutti i cancri, fa rapide metastasi dal punto d'origine. Che gli antifumo non si facciano illusioni: a una legge come questa non sarà mai permesso di diventare un fait accompli sociale – non importa quanti pirla smettano di fumare e quanti conigli accettino di andare a fumare fuori – perché frode e prepotenza possono si essere imposte con la forza della legge, ma non si può mai permettere loro di diventare né cultura, né istituzione.


TANTO FUMO, NIENTE ARROSTO:
GLI ANTIFUMO STANNO FALLENDO LA GRANA

10 Gennaio - Nessun risarcimento per i "danni" da sigaretta - Il 2006 si apre con una buona notizia che, una volta tanto, rende onore al buon senso e alla giustizia – anche se su basi che riteniamo discutibili. Tempi duri per i le gang antifumo: il tribunale civile di Brescia decide che non si può far causa ai produttori di sigarette perché il prodotto è legale, di per se non pericoloso, e il fumatore è conscio dei presunti rischi.

Va da se che sono ben pochi i media che hanno dato rilievo alla decisione storica del tribunale, peraltro l’ultima di un’ormai lunga serie che stabilisce che i produttori di sigarette non sono responsabili. Se però la decisione della Corte di Brescia fosse stata l’opposto l’avremmo sentito anche dai notiziari meteorologici – specialmente in occasione del primo anniversario della legge antifumo.

Le discutibili basi accennate sopra si riferiscono alla giustificazione data dalla Corte per la decisione come riportata da Il Giornale: “…che le sigarette facciano male è un dato acquisito da tempo nella conoscenza comune, sancito da ricerche scientifiche”. Ciò non ha senso prima di tutto perché tutto fa male – ma proprio tutto – è solo questione di dose; quindi, se le sigarette fanno male, così lo fanno le verdure e l’acqua del rubinetto. Non è solo un’opinione nostra, ma uno dei fondamentali principi della tossicologia: è la dose che fa il veleno.

Secondo, la giustificazione apportata indica ignoranza non solo della Corte di Brescia, ma della cultura in generale da essa riflessa. L’epidemiologia – l’unica responsabile degli innumerevoli binomi fumo-cancro e fumo-"tua fantasia" – è semplice statistica basata su questionari non verificabili e su immaginazione – ovvero, si attribuisce una causa ad un effetto a induzione proprio perché non esiste prova scientifica; l'effetto potrebbe essere dovuto a centinaia di altre cause o all’infinito numero di interazioni tra esse. Per questa ragione la statistica – e quindi l’epidemiologia – non è scienza; e infatti per definizione l’epidemiologia non può stabilire causalità. Non si può quindi affermare che esiste prova scientifica che il fumo sia causa di alcunché - se non di falsa informazione, a quanto pare - e chi dice che “non c’è dubbio che il fumo provochi X” o è un ignorante o - peggio ancora - è un disonesto che ha pure l’arroganza di rappresentare le proprie opinioni come fossero fatti scientifici. Il disastro è che questa disonestà costituisce ora la spina dorsale delle istituzioni sanitarie. Non c’è da stupirsi dunque che i santoni antifumo rifiutino sempre e categoricamente di discutere scientificamente in pubblico le loro affermazioni: sanno benissimo che non sono dimostrabili - ma il loro opportunismo politico è ben più forte dell'amor del vero.

Applausi comunque alla Corte di Brescia per avere debasato una delle più grosse motivazioni degli antifumo: quella di rubare denaro a chi l’ha guadagnato onestamente e legalmente in nome di morti e malattie che non si possono nemmeno cominciare a dimostrare con la scienza vera. La frase di chiusura de Il Giornale riassume splendidamente la saga antifumo: “Tanto fumo, niente arrosto”.


UN ANNO FA – COSA È SUCCESSO DOPO
(E DIETRO LE QUINTE)

10 Gennaio - Un anno fa si svolgeva a Roma una manifestazione di disobbedienza civile alla legge antifumo organizzata da FORCES Italiana e dall’allora direttore de L’Indipendente Giordano Bruno Guerri, membro del Comitato d’Onore di FORCES International. I dettagli dell’evento si possono leggere cliccando qui. Molte furono le personalità che intervennero, attratte sia dalla causa che dall’influenza di Guerri – un uomo di coerenza e di coraggio che ancora oggi ringraziamo con grande ammirazione. Il giorno prima il nostro presidente appariva a Domenica In, uno degli spettacoli televisivi più visti in Italia. In essa e confrontando un rappresentante del Ministero della “Salute”, Turci aveva messo in seria questione la retorica antifumo del Ministero, “inchiodando” razionalmente il suo avversario con semplici affermazioni come “Tutto fa male, è solo questione di dose” e con domande come: “...Quali prove scientifiche che il fumo passivo fa male?”, "...Dove sono questi studi"? – affermazioni e domande a cui nessun antifumo può rispondere con logica e verità. Prima dello spettacolo in diretta (quindi impossibile da tagliare) il presentatore Giletti, molto preoccupato, chiamò Turci nel camerino artistico, chiedendogli se la truffa del fumo passivo c'era davvero-davvero, viste le enormi pressioni politiche già subite dalle “alte sfere” (non è difficile immaginare quali erano). Il comportamento di Giletti fu più che comprensibile: non è difficile concepire le implicazioni e le possibili conseguenze di denunciare una truffa del genere perpetrata nientemeno che dallo Stato.

I PROTAGONISTI
Giordano Bruno Guerri

Massimo Giletti

Gian Turci
Bruno Vespa
Girolamo Sirchia
 
I GRANDI ASSENTI
Verità
Scienza
Giustizia

Turci rispose al suo interlocutore che la truffa c'era davvero, come c'erano tutti gli elementi necessari e sufficienti per dimostrarla in modo inoppugnabile alla televisione o, meglio ancora, in tribunale. Egli aggiunse che, piuttosto che scansare la denuncia di questo falso in trasmissione parlando di "diritti", "mode" o altre irrilevanze sarebbe stato disposto a fingere di essersi fatto male, o a trovare un'altra scusa plausibile per non apparire in trasmissione. Giletti rifiutò, dimostrando un coraggio poco comune per una persona nella sua posizione oggigiorno. Un compromesso fu trovato: il nostro presidente non avrebbe menzionato la falsa rappresentazione direttamente, ma avrebbe comunque contraddetto il rappresentante del Ministero in senso scientifico, dando l'opportunità agli ascoltatori almeno di sapere che esiste “un’altra verità”. Una serie di segnali, parole chiave e contatto fisico fu rapidamente stabilito dai due cosicché Turci sapesse quando “andava troppo in la”. Il "codice muto" del presentatore (e la sua apprensione) sono alquanto chiari se si rivede attentamente il programma, che non possiamo riprodurre in linea perché copyright della RAI.

C’è da notare che, sebbene Turci avesse già partecipato a numerose trasmissioni radio-televisive, mai prima d’ora gli era stata offerta la possibilità di un vero faccia-a-faccia con gli antifumo su una base scientifica in una trasmissione così popolare – e ciò dimostra sia l’"errore" sia il coraggio di Giletti, che presentò enfaticamente Turci come “un uomo che fa paura” ai suoi oppositori. A giudicare da ciò che finora abbiamo riportato e da ciò che è successo dopo, sembra che abbia avuto ragione in pieno. La verità fa sempre paura ai corrotti – anche quando sono al timone delle sfere più alte del potere; essa conferisce anche alla più insignificante persona una grande potenza - una realtà, questa, che tanti pavidi cittadini dovrebbero rivisitare.

Il giorno seguente alla trasmissione (il 10 Gennaio), Sirchia non esitò ad attaccare pubblicamente Giletti e la RAI per avere dato voce a chi aveva denunciato la falsità dell'antifumo ed espresso una realtà scientifica – anche se queste, naturalmente, non furono le sue parole. Sirchia e il suo entourage si guardarono anche bene dal menzionare il nome di Turci o FORCES nelle loro dichiarazioni. Tra i vari epiteti contro RAI e Giletti c'era anche “irresponsabile”. Il presentatore - come ben sanno tutti i suoi colleghi - avrebbe dovuto sapere chi scrive gli assegni del suo stipendio! Che è 'sta baggianata di informare la gente che ci potrebbe essere un imbroglio sulla salute? E per di più dopo che si sono investiti un sacco di Euro-milioni pubblici nell' impresa truffaldina più vasta della storia italiana! Ma siamo impazziti?... Tutt'al più cose del genere possono venire dall'industria del tabacco che però, naturalmente, si guarda bene dal dire una parola e non è comunque chiamata in causa!

Qualche giorno dopo Giletti fu invitato ("trascinato" sarebbe più appropriato) davanti alle telecamere a Porta a Porta, e sottomesso ad un vero e proprio processo morale da parte di Sirchia, che non presentò o citò alcuna prova scientifica (per forza, non ce ne sono!), ma definì Turci, tra altri epiteti, un “querulo” (senza mai menzionarne il nome, che fu detto da Giletti). Va da se che Turci era in absentia; gli ordini di Vespa, chiaramente, erano tassativi – e la lingua di Vespa diventò d’argento, perché lui sa bene da dove viene lo stipendio! A seguito degli epiteti di Sirchia, Turci denunciò il Ministro della "Salute" all’Autorità Giudiziaria querelandolo per calunnia.

Dopo ciò cominciarono le purghe politiche, di cui qui sotto elenchiamo solo alcune.

  • Nemmeno un mese dopo Giordano Bruni Guerri non era più direttore de L’Indipendente. Il giornale non menzionò mai più la realtà che non esistono prove scientifiche contro il fumo, né mai più difese il diritto di fumare. Nello stesso giorno in cui Guerri fu rimosso, il divieto assoluto di fumare fu implementato in redazione.

  • La querela di Turci, debitamente preparata e presentata con tutti i crismi legali al Commissariato di Polizia di Genova-Sturla, sembra essersi insabbiata nel grande Sahara amministrativo e, a tutt’oggi, nessuna notifica è arrivata al Turci dalla Magistratura – fosse anche una notifica di archiviazione!

  • Fu senz’altro una coincidenza, ma nemmeno quindici giorni dopo la querela  l’Agenzia delle Entrate si presentò con un’investigazione su FORCES Italiana ONLUS, Turci e sulle attività di entrambi. L’investigazione fu condotta, bisogna dirlo, in modo esemplare – inclusa la perquisizione della residenza del Turci. E’ doveroso anche dire che gli investigatori trattarono Turci con rispetto, vista anche la sua totale disponibilità di collaborare con l’investigazione.
    Nulla di seriamente irregolare fu trovato, ma a seguito dell’investigazione FORCES fu cancellata dall’albo delle ONLUS perché “non di utilità sociale”, e multe furono emesse per uso improprio dell’associazione: FORCES, infatti, sperava di racimolare donazioni offrendo l’uso del suo Bazar elettronico a terzi e gratuitamente, e cercando di farsi pagare per qualche banner pubblicitario sul suo sito!
    E' impossibile dire se l’ispezione dell’AE sia stata una conseguenza di recenti avvenimenti politici o no. In caso affermativo però saremmo in fin dei conti d’accordo con la squalifica. Se, infatti, lo Stato rappresenta la società che governa, allora esporre le basi fasulle della politica di uno dei suoi Ministeri non è certamente di utilità sociale perché va contro agli intenti dello Stato e quindi della società. Ne segue, logicamente, che essere di utilità sociale significa assecondare le politiche sociali di Stato pure quando esse sono evidentemente basate sulla falsa rappresentazione dei fatti dallo Stato stesso. In cambio di ciò, forse si può continuare ad essere una ONLUS e a non pagare le tasse: chi si comporta bene deve essere premiato.

  • FORCES e Turci, apparentemente, sono stati letteralmente cancellati dall’agenda di ogni trasmissione radiofonica e televisiva ed anche i giornali, a quanto pare, si sono dimenticati di questi nomi. Ciò è anche ovvio dal fatto che qualsiasi opposizione ai truffatori antifumo non è stata più menzionata da nessuno, né lo sono state le associazioni di fumatori. Bisogna far vedere che sono tutti d'accordo che vietare il diritto di fumare in pubblico è "giusto". Il messaggio è chiaro: i truffatori antifumo controllano le leve del potere e dell’informazione. Nulla e nessuno può esprimere opinione contraria al loro operato - tanto peggio denunciare le loro frodi sulla scienza e sull’informazione. Chi permettesse ciò, d'ora in avanti la pagherebbe cara. Bisogna invece dire che le politiche antifumo hanno un gran successo e che si smette di fumare a bizzeffe; che non fumare è più salutare che fumare anche moderatamente, e che fumatori e non fumatori sono tutti felici grazie a questa civilissima legge-truffa. E' questione di salute pubblica: la salute è felicità!

A dispetto di questo stalinismo il nostro sito continua – sebbene un po’ a rilento – a pubblicare verità e opposizione trasmettendo dagli Stati Uniti dove è protetto dal Primo Emendamento; le visite al sito, in quest’ultimo anno, sono salite moltissimo nonostante le pubblicazioni più rarefatte. Ciò non può che farci piacere, perché dimostra una cosa: la verità si può soffocare, ma non si può uccidere – ed è questo forse l'unico punto dove il profeta Orwell può essersi sbagliato nella sua distopìa: non tutti finiscono per amare il Grande Fratello.


ALTRE NOTIZIE


L'IDIOZIA FRUTTO DELLA PROPAGANDA

10 Gennaio - I have a dream... - Pubblichiamo i commenti della lettrice Sponga ad una lettera scritta al Corriere della Sera (30 Dicembre 2005, pagina 20), dove un certo Dott. Giuseppe Remuzzi porta avanti uno dei classici discorsi antifumo: il "costo del fumatore" alla società.

La risposta della Sponga fa quasi celia degli argomenti dello scrivente, ma soprattutto della mentalità che egli rappresenta: l'annullamento assoluto della responsabilità personale e lo spostamento della stessa su terzi. Il punto base (che non si menziona mai o per idiozia o per convenienza) è che siamo tutti terzi di qualcun altro, e quindi il collettivo diventa l'unico vero responsabile con l'unico vero potere. Inoltre il Remuzzi per cosa crede che siano le cause-truffa in America, se non per il compenso dei cosiddetti "danni"?

Abbiamo solo un’aggiunta ai commenti di Sponga: i "danni" agli automobilisti "causati" dalla Fiat (almeno, secondo questa mentalità idiota) sono perlomeno mono-fattoriali ed esclusivamente attribuibili all'automobile (perché si potrebbe almeno arguire che se non ci fosse l'automobile non ci sarebbero i morti da incidenti stradali); i danni "causati" dalla Philis Morris invece no, perché non sono dimostrabili nemmeno per un solo caso (se non ci fossero le sigarette ci sarebbero comunque cancri e cardiopatie e assenteismi come ci sono sempre stati). E' proprio qui che giace l'invisibile linea di demarcazione tra l'idiozia concettuale dell'antifumo qualsiasi e l'intelligente delinquenza dei prestidigitatori della "salute pubblica" con le loro creative interpretazioni di statistiche che sono comunque scienza rottame.


PANETTONOLOGIA

10 Gennaio - Dimmi, papà dietologo, cosa devo mangiare a Natale per essere felice? - Sembra proprio che, tra le mille branche della scienza rottame e relativi "...ologi" che ti dicono come vivere ci siano anche i panettonologi. Essi sono particolarmente attivi durante le festività, visto che la gioia di vivere e di festeggiare rappresenta un serio pericolo per la salute. La lettrice Erica ha scritto prima di Natale: "Già da due settimane non c'è telegiornale che si rispetti che non abbia il suo servizio con protagonista un dietologo che spiega cosa sia una fetta di panettone." Ma non solo: le varie "associazioni consumatori" ci dicono come cuocere arrosti e tacchini, quanto vino e che marca bere, come smaltire il peso... prendendo così due piccioni con una fava: dare una giustificazione alla loro spesso inutile esistenza (che però rende grana) e confermare la dilagante credenza che siamo tutti degli imbecilli regrediti a intelligenza fetale, quindi dobbiamo farci da mamma l'uno l'altro sulla base della grande saggezza dei padri istituzionali sanitari... ma non vi ci ha mai mandato nessuno a...?!


FILIPPO FACCI

10 Gennaio - Quando eravamo orfani: La preghiera natalizia di Filippo (e di tutti noi) - "...Perché sei il mio Stato-madre, io ti voglio bene, e tu vuoi bene a me. ci hai dato le cinture di sicurezza, gli airbag, la revisione, le marmitte catalitiche, le domeniche a piedi, la patente a punti, gli autovelox, le telecamere... basta pollo, basta canne, basta sigarette, basta fumo passivo, basta caffè... Regalo di Natale..."


LINKS

10 Gennaio - Potente Lobby dei Fumatori (PLDF) - Siamo lieti di segnalare ai nostri lettori un'aggiunta alla nostra pagina dei link. Si tratta del sito Potente Lobby dei Fumatori. E' un portale nato per gioco, per iniziativa di alcuni frequentatori (e fumatori) del newsgroup: it-alt.hobby.fumare. Notizie interessanti, ed anche la possibilità a tutti di partecipare!


LA PAROLA AI LETTORI

10 Gennaio - Plunk e riplunk! Sta per compiere un anno la legge fascista anti-fumatori - Pubblichiamo questa lettera del lettore socio Marinelli mandata a Il Trentino. Marinelli richiama anche il punto della diminuzione del numero dei fumatori. C'è stato? Non credeteci troppo (come non si dovrebbe credere a nulla delle campagne salutiste). Infatti, quali sono i parametri certi che si possono usare per stabilire quanti fumatori esistono? Risposta: nessuno.

  • Non esiste un censimento che conti i fumatori. Ed anche se esistesse, chi ci garantirebbe che dicano il vero, specialmente con la demonizzazione che c'è oggigiorno?
  • L'unico modo di ipotizzare il numero dei fumatori è di basarsi sui pacchetti di sigarette venduti.
  • Ulteriormente, bisogna ipotizzare che ogni fumatore fumi in media un pacchetto al giorno (20 sigarette). Ciò ci porta al numero di circa 14 milioni. Vediamo gli effetti di una variazione di ipotesi:
  • >>Se in realtà ogni fumatore fumasse in media 24 sigarette al giorno, i fumatori sarebbero "solo" 11,6 milioni.
  • >> Se pero la media fumata fosse di 16 al giorno, allora i fumatori sarebbero 17 milioni e mezzo.
  • Anche se il numero dei pacchetti venduti fosse veramente diminuito, ciò non significa che il numero dei fumatori sia diminuito perché:
  • La quantità di tabacco in barattoli venduto (e tubi/cartine) è salita moltissimo.
  • Anche nell'ipotesi falsa che la vendita di tabacco in barattoli non sia aumentata, ancora ciò non significa che il numero dei fumatori sia calato. Se ogni fumatore fuma una sigaretta di meno al giorno, come abbiamo visto sopra, ciò comporterebbe già un calo del 5%. Al massimo si potrebbe dire che i fumatori fumano un po' meno, non che i fumatori smettono di fumare per effetto della disinformazione o del proibizionismo. Ma gli effetti di una sigaretta al giorno in più o in meno sulla salute sono comunque irrisori - se alcuno.
  • Il contrabbando (attivo specialmente nel Sud, ma non solo) è senz'altro un significativo fattore non quantificabile.

Se si mette assieme quanto sopra si deduce quanto sia impossibile stabilire veramente ciò che afferma la propaganda dei media ruffiani degli antifumo, ovvero che la proibizione di fumare ha causato un calo dell'abitudine. L'unico modo per stabilire se c'è stata una vera diminuzione del fumo (mettendo da parte il contrabbando per un momento) sarebbe di avere i dati ufficiali sulle vendite di tabacco in peso dall'ETI per il 2005 e di compararli con quelli del 2004.

Ma questo i telegiornali ancora non ce l'hanno detto - e se le cose stanno come sospettiamo, non ce lo diranno mai -- perché bisogna far vedere che fascismo proibizionista e ciance sui mali del fumo funzionano per "guarirci da un vizio" per cui non si può provare nemmeno un morto (ma non l'avevamo già detto da qualche parte?...). D'altro canto, che altro ci si può aspettare da un sistema corrotto?


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