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SFOCAMENTI
11
Dicembre -
Comunicato stampa FIPE: un esempio pratico su come mancare
clamorosamente il bersaglio! (pdf) - Sebbene
ormai vecchio di un mese, pubblichiamo questo comunicato stampa della
Federazione Italiana Pubblici Esercizi per dimostrare ancora una
volta perché la lotta contro il proibizionismo non ha dato finora
risultati tangibili non solo in Italia ma anche in altri Paesi.
Forse perché la maggioranza della gente vuole il divieto? Certamente no. In realtà, la
stragrande maggioranza delle gente se ne frega in un modo o
nell'altro; sono gli antifumo che, con le loro campagne, fanno
credere persino ai politici di rappresentare la maggioranza.
Infatti, perché su temi così importanti come l'introduzione della
costituzione europea (60 milioni di cittadini) o al divieto di
implementare la scelta di fumare in pubblico (almeno 14 milioni di
cittadini) non ci sono referendum? Risposta facile: perché così chiunque può
affermare di agire in nome della maggioranza e fare i propri comodi.
Ma torniamo al punto. Siccome la
maggioranza se ne frega, la lotta è tra due minoranze, una delle
quali appoggiata da "professionisti della salute" solitamente
o al
soldo di qualche casa farmaceutica oppure sanguisughe di denaro
pubblico - comunque con abbondanti risorse - e l'altra disinformata.
A farne le spese sono tutti, compresa la FIPE che dovrebbe
rappresentare i piccoli esercizi, spina dorsale
della nazione. Ora, che il fumo passivo
sia
una falsa rappresentazione dell'evidenza ormai lo sanno anche i sassi. Come si difende la
FIPE? Forse portando il ministero della "salute" in tribunale e
salvando una buona parte dei rappresentati dal disastro economico?
Ostia!! Certamente no! Chi ha oggigiorno il coraggio di
sfidare le "autorità" mediche che affermano di salvare i "milioni di morti"
che non ci sono?
E no, perdiana, questo non si fa. Meglio la bancarotta!
Da squisiti perdenti bisogna fare
invece le "lamenteline" attorno ai corollari, e non prendere di
petto il problema di base: troppo difficile. Si dice invece che
non c'è tempo per apporre i cartelli, e che non si ancora sa
esattamente quale sia l'importo dell'estorsione perpetrata dallo
Stato contro chi esercita il suo diritto umano di fumare in
pubblico. Chissà, magari ci esce un ritarduccio per un altro mesetto o due
- meglio che niente,
tira a campà. E poi,
piangiamo un po' anche sul fatto che: "in
tutta Italia ci sarebbero solo dieci, quindicimila locali già idonei
a rispettare la legge, ma per tutti gli altri le difficoltà maggiori
consistono nell’esito positivo e nei tempi di rilascio da parte
delle autorità competenti ad eseguire lavori nei locali dei centri
storici soggetti nella totalità dei casi a vincoli architettonici. E
anche questo è un dettaglio non da poco." -
invece di scalzare
una legge
basata su un falso epidemiologico?
Chissà
che il grande "padrone" non capisca e si muova a compassione... Non
è chiaro se il sig. Sommariva, direttore generale
dell'organizzazione, non capisce o fa solo finta. Allora, proviamoci
di nuovo:
A) La legge è fatta apposta per rendere difficile e
costosissimo l'adeguamento del locale in modo che il gestore
"scelga" di vietare il fumo. Bisogna infatti proiettare l'impressione che la
stragrande maggioranza degli esercizi sia d'accordo col divieto per fare fessi i
cittadini ed ottenere la profezia che si avvera da sé ("Il fumatore
deve sentire la pressione sociale che lo induce a smettere" - Sirchia). Questa è una
vecchia strategia antifumo che noi di FORCES - veri studiosi di
questa aberrazione - conosciamo a menadito.
B)
Delle difficoltà economiche dei gestori causate dalla legge antifumo
il ministero della "salute" e i vari "professionisti
antifumo" se ne stra-sbattono, e le conoscono forse meglio
della FIPE stessa. Questa gente aderisce al programma
internazionale antifumo dell'OMS, che è ufficialmente finanziato a
miliardate direttamente dalle multinazionali farmaceutiche. L'idea è
che rendendo impossibile fumare in pubblico si diminuisca il numero
dei fumatori, e quindi il numero delle malattie "correlate" al fumo,
di cui non si può dimostrare scientificamente la causalità
nemmeno per una. L'idea è di vendere miliardi di Euro in
"terapie" sostitutive e/o di cessazione, caro sig. Sommariva - e
tali interessi oscurano di gran lunga quelli delle famiglie che
lei cerca di rappresentare!
Chiaro? Che fare per cambiare la
situazione?
- Organizzare scioperi ad
oltranza della categoria.
- Denunciare il "ministero
della salute" sulla base della
scienza
rottame che usa per giustificare il divieto.
In tribunale, il successo contro le
truffe antifumo è praticamente garantito. Una volta che la faccenda truffa è stata messa
a posto, la legge deve capitolare. Una volta che la legge è capitolata,
sarà il gestore a scegliere se vietare il fumo o no, e sarà
il cliente a scegliere se entrare nel locale o no - come
dovrebbe accadere in una società libera.
Qualsiasi altro approccio al problema
è solo una perdita di tempo e di denaro.
11
Dicembre -
FIT: la buffonata continua
- Dopo il grande rumore fatto dalla Federazione Italiana Tabaccai
contro l'aumento del prezzo delle sigarette e il furto fiscale sul
lotto (vedi La Repubblica: "Serrata
tabaccai, saltano le giocate al lotto") ecco che il solito accordo di corridoio tra la FIT
e le gang fisco-sanitarie sodomizza di nuovo la categoria e i suoi
clienti e lo sciopero è cancellato. L'aumento delle sigarette,
già in atto, è passato liscio e senza opposizione (ci si aspettava
forse altro?...), mentre è stato dato un contentino ai tabaccai con
solo il 3% di ulteriore ritenuta da parte dell'esercizio - dopo che (naturalmente) una parte considerevolmente maggiore è stata
"soffiata" con un
precedente
aumento. I tabaccai - come il
resto delle vittime del salutismo - non sanno; e se sanno,
preferiscono non capire. Ecco perché esiste FORCES a buttar loro in
faccia la realtà in chiari termini. La cricca
della "salute pubblica" internazionale, il cui cervello centrale è
l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha per obiettivo non
ufficiale (ma nemmeno tanto nascosto) rendere il tabacco illegale
in una decina d'anni. Ogni Paese aderente al programma
(Italia inclusa) deve fare la sua parte per preparare il terreno:
cambiare o aggirare costituzioni più o meno di soppiatto, stabilire
divieti, demonizzazioni, tassazioni, condizionare la cultura... insomma, i
burattini dei
ministeri della "salute" devono darsi da fare. In Italia
c'è una situazione un po' peculiare: i tabaccai - 58.000 rivendite
di tabacchi, per la precisione - con tanto di famiglie che vivono
sulle rivendite. Che fare? Certo, non si può permettere che questa
gente ostacoli il piano salvare i "morti" da
tabagismo che non si possono provare. Allora bisogna - magari con la complicità dei
rappresentanti della categoria - procedere alla loro graduale estinzione, visto che tra pochi anni
venderebbero un prodotto illegale. Come implementare? Più o meno
così:
- Continuare con le truffe statistiche sul fumo,
le campagne antifumo, i divieti e il lavaggio di cervello nelle scuole per diminuire la richiesta di
sigarette, inducendo più tabaccai possibile a terminare/cambiare
attività.
- Distruggere l'industria delle colture del
tabacco con incentivi ai tabaccocoltori per cambiare la coltura in una
meno redditizia - incentivi che vengono dalle tasche dei cittadini
- in modo
da rendere il prodotto meno disponibile. Compensare le perdite dei
tabacco-coltori con i soldi dei cittadini.
- Paradossalmente, liberalizzare la vendita delle
sigarette tramite supermercati, ecc. in modo da indebolire ulteriormente
la categoria. Una volta che la categoria è
in ginocchio essa non rappresenta più una minaccia politica ai
piani antifumo.
- Una volta reso il tabacco illegale, per
supermercati ed altre attività diversificate si tratterà solo di
brontolare e di rimuovere dall'inventario uno su
forse 10.000 articoli che tengono a magazzino. Ma anche i
brontolii dureranno poco quando "casi esemplari" saranno dati. A
quel punto, il tabacco sarà consegnato nelle mani della malavita,
contro la quale gli antifumo si assicureranno l'impiego eterno.
Il gioco è fatto - ma oggi non ci si crede. Proprio
come al tempo delle politiche naziste da cui (ricordiamolo sempre)
l'antifumo
proviene, i Chamberlain del 21° secolo continuano a rifiutarsi di credere alle
sfrenate ambizioni dei loro nemici, e continuano ad essere
concilianti mentre si espande l'invasione.
Per vincere, basterebbe costringere i malfattori a
dimostrare scientificamente che il tabacco causa una morte in
una sola persona davanti ai giudici;
lo stesso per il fumo passivo. Poi intraprendere azioni quando è
ancora possibile avere un effetto. Ogni tabaccheria dovrebbe
trasformarsi in un centro di contro-informazione su come i
ministeri della "salute" e le altre gang antifumo stanno
disinformando i cittadini sugli effetti del tabacco
sulla salute.
In breve, invece di essere conigli e trattare gli antifumo
con rispetto e sottomissione, bisogna trattarli per quello che
veramente sono. |
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SCIENZA ROTTAME
11
Dicembre -
"Scienza" basata sulla fede
- La scienza non è mai stata così pervertita e scalzata dalle sue
basi come negli ultimi quindici anni. Attivisti di tutti i colori
hanno cambiato definizioni e metodologie (che, per la natura stessa
della scienza, devono essere esatte, restrittive e sempre
verificabili) in lasche e flessibili vaghezze capaci di
accomodare ogni "interpretazione" e diventare quindi strumenti per
l'avanzamento di specifiche agende politiche. La degenerazione della
scuola, passata da una rigida metodologia di formazione del pensiero
analitico ad un'arena di vaga cultura generale inquinata da agende
"sociali" e culminante con ristrettissime specializzazioni,
ha certamente aiutato la diffusione dell'ignoranza di massa pur
dando l'illusione della diffusione della conoscenza.
Essere ignoranti significa anche essere
creduloni, ed affidare decisioni chiave personali e sociali ad
"esperti" che sono facilmente strumentalizzabili e comunque - anche
se onesti - hanno una visione talmente ristretta al loro campo da
essere totalmente ciechi alla situazione generale.
Il mito che il fumo passivo fa male non è certo
l'unica dottrina falsa che è costantemente spacciata al pubblico.
Richard Lindzen, un professore
di metereologia del Department of Earth, Atmospheric, and Planetary
Sciences del
Massachusetts Institute of Technology (MIT), ha presentato il
discorso sul riscaldamento globale (vedi collegamento)
al National Press Club di Washington. Questo discorso
è una lettura quasi obbligatoria per coloro che vogliano capire come il piombo
è trasformato in oro dalla scienza rottame, e
come questa "scienza" è diventata oggetto di una
perversa fede che però si autodefinisce scienza.
Traduciamo per i nostri lettori che non sanno l'inglese un
passo di questo poderoso discorso dal titolo: "Allarmismo climatico:
l'abuso della scienza".
" 'Credete nel riscaldamento globale?' Sto
ponendo una domanda religiosa. Ecco la seconda parte, anch'essa [di
carattere religioso]: 'Siete scettici o credenti?' In sostanza, se
vi si dice che quanto affermato è sostenuto da 'tutti gli
scienziati' [vi si dice anche che] voi non avete più bisogno
di capire l'argomento: dovete semplicemente trattarlo come una fede
religiosa. Una volta diventati credenti nel riscaldamento globale,
non ci si sente più in dovere di difendere tale credenza
[razionalmente], se non affermando che ciò che si dice è supportato
da tutti gli esperti - eccetto qualche manipolo di eretici
corrotti".
Ora, semplicemente rimpiazzate "riscaldamento
globale" con "antifumo" e vedrete che nulla cambia. Perché,
infatti,
la Lega
Tumori ignora il nostro invito a un dibattito scientifico pubblico
sul fumo passivo? Perché
Sirchia
rifiuta di spiegare le basi scientifiche del divieto di fumo nei
locali pubblici, avendo ignorato per anni la richiesta ufficiale
di cittadini che pagano il suo stipendio, e verso i quali egli ha dei
doveri ben specifici?
Ci sono due ragioni:
- La prima è che in qualsiasi dibattito
con pari e sufficienti possibilità di parola questi santoni che si spacciano da
"professionisti della salute" sarebbero letteralmente fatti
a pezzi dal punto di vista scientifico, e quindi si
smaschererebbe
la falsa rappresentazione dell'evidenza con il
conseguente collasso della loro agenda politica.
- La seconda ragione è ancora più irritante, e
si riallaccia al punto di Lindzen: i sacerdoti della scienza rottame non possono
"abbassarsi" a dialogare con gli "eretici". Ciò non solo
perché l'uso di posizioni autoritarie è sempre stato
estremamente conveniente per coprire menzogne - il che ci
riporta al primo punto - ma anche e soprattutto perché
intrattenendo le forze della ragione si rischierebbe di
perdere dei fedeli seguaci. E' assai più astuto
quindi continuare ad
aumentare i budget pubblici e istituzionali per produrre più "studi" e
più propaganda rafforzando la "fede" a scapito della
verità a cui il popolo ha diritto - per il bene del popolo,
naturalmente!
Si passa quindi dalla fede alla politica alla legge. Ormai il modo -
l'unico modo - per scalzare questa falsa religione e disabilitare i
suoi seguaci è di perseguirla legalmente - perché nei tribunali,
almeno, è possibile esporre i fatti senza
interruzioni, censure e cortine fumogene. Ma bisogna agire in tempo
utile
perché si tratta di una gara col tempo, e
ciò che auspica Sirchia potrebbe succedere - cioè che si radichi la "cultura antifumo"
prima che
la
falsa rappresentazione dell'evidenza epidemiologica sia smascherata e punita.
Una volta che la cultura
"anti" è radicata, sarà inevitabilmente seguita da
quella antialcol, antigrasso, anticaffé, antigioia e antilibertà -
per non parlare di quella anti-scienza vera - dato
che la scienza vera rappresenta una scomodità intollerabile per le
agende di ingegneria sociale.
Come abbiamo detto così spesso, sradicare l'antifumo è assai più che tornare ad
essere liberi di accendere una sigaretta in un bar: significa
prevenire l'istituzionalizzazione permanente della truffa
intellettuale e scientifica nella politica e nella società -
un dovere e priorità assoluta verso le generazioni future che
un giorno ci ringrazieranno non meno di quanto oggi si ringraziano
le generazioni dei nostri nonni e padri per averci
liberato dal totalitarismo che allora si vestiva di divise nere
e oggi in divise bianche - ma la cui corruzione di base era la
stessa.
NEW YORK
11
Dicembre -
Una vittoria contro gli antifumo
- I mass media, eterne casse acustiche del ministero della
"salute" e degli antifumo non lo riportano, ma a New York la
lotta senza quartiere contro gli "health Nazis" continua. Infatti,
proprio recentemente a New York si fuma di nuovo, praticamente in ogni
bar. Come mai? E' saltato il divieto? Purtroppo no - almeno, non ancora.
Ma una grossa vittoria è stata conseguita pochi giorni or
sono. Una vittoria importante, che concerne un punto
fondamentale di giustizia.
Nella filosofia antifumo è insito
costringere i gestori di bar e ristoranti a diventare spie dei
ministeri della "salute"; se non collaborano, i gestori sono puniti duramente
con salatissime multe. In Italia tali multe eccederanno i
2.000 Euro. In altre parole i gestori, volenti o
nolenti, devono diventare collaborazionisti della politica criminale contro il fumo - ed adeguarsi allo
spirito nazista da cui la mentalità e le campagne antifumo
discendono direttamente. Invece di restare intimiditi e di
piagnucolare che non c'è abbastanza disponibilità di cartelli
"vietato fumare" (vedi colonna a
fianco), l'associazione
bar e ristoranti di New York ha fatto causa allo Stato ed ha
subito vinto. Nelle persone di tre gestori di pub e
ristoranti, l'Associazione ha denunciato il Dipartimento della Salute all'autorità giudiziaria per
violazione costituzionale e, guarda un po', la Corte Suprema
di New York ha confermato che non si può trasformare il
gestore in un poliziotto. L'unica cosa che il gestore è tenuto
a fare è informare ufficialmente il fumatore
dell'esistenza della legge; sta poi al fumatore decidere se
non fumare o fumare e, in tal caso, rischiare la multa se scoperto
dalla Gestapo sanitaria. Con gran soddisfazione del
portafoglio
dei gestori e delle forze anti-naz(ionalsalut)iste, la grande
maggioranza dei fumatori ha deciso di violare la legge e
praticare la disobbedienza civile. Il costo di
implementare il divieto a New York è quindi appena
cresciuto geometricamente. I gangster antifumo hanno ora
due scelte: sprecare ancora più milioni di dollari per
assumere più agenti SS (Salute e Sicurezza), oppure voltarsi
dall'altra parte ed ingoiare il rospo. Fuma pure, cara FIPE: chissà che
un giorno non ti spuntino le palle - anche
se, bisogna ammetterlo, la crescita delle palle non è
ancora nella lista degli
effetti benefici del fumo.
LA POSTA DI FORCES
 11
Dicembre -
Confusa - Forse sarà l'avvicinarsi del divieto
totale, o forse è una presa di coscienza sulla truffa antifumo.
Qualunque sia la ragione, recentemente riceviamo molta più posta
dai lettori - e specialmente posta intelligente, con
osservazioni ben mirate. Valentina scrive al nostro presidente con
la rabbia in corpo circa la sua confusione sui messaggi incoerenti,
la schizofrenia di Stato, il profondo fastidio creato dal "vietato
fumare" e dall'incessante martellamento diretto e indiretto delle
campagne salutiste truffaldine spacciato dai media di regime.
Valentina ha solo 20 anni, ma è già così stanca dell'odio promosso da un ministero della "salute" che dovrebbe vergognarsi di se stesso da
avere pensieri suicidi. Il nostro presidente corre a rispondere, e la
invita ad usare la rabbia non contro se stessa, ma contro il regime nazionalsalutista;
almeno, Valentina ne farebbe buon uso.
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