La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106

ANCORA NESSUNA RISPOSTA DALLA LEGA ITALIANA CONTRO I TUMORI O DAL MINISTERO DELLA “SALUTE” AL NOSTRO INVITO DEL 29 OTTOBRE 2004 AD UN DIBATTITO SCIENTIFICO PUBBLICO CIRCA L'EVIDENZA EPIDEMIOLOGICA SUL FUMO PASSIVO ALLA BASE DELLA LEGGE ANTIFUMO. COSA C'E' DA NASCONDERE? CLICCARE SU QUESTO TESTO PER LEGGERE L’INVITO.

 
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L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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Aggiornamento 11 Dicembre 2004
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11 Dicembre - Si è aperta di nuovo la caccia al pollo - Torna il tabacchino di FORCES con questo articolo dell'ultimo momento sull'ennesima farsa alle spese dei tabaccai e dei fumatori. Tra il serio e il faceto, Rea ha creato questo cartello per quei (pochi?) tabaccai che abbiano il coraggio di ribellarsi alla presa per i fondelli dello Stato, dei salutisti e persino delle loro associazioni di categoria. "Giusto 15 giorni a Natale, e la caccia al pollo è stata riaperta. Più che pollo, tacchino. Infatti essere considerati fumatori polli o fumatori tacchini, la differenza è poca. L’importante è essere pronti a imbandire le tavole dei nostri governanti a fine d'anno. Non ci sono bastati tutti gli aumenti e i sotterfugi fiscali per prelevare sempre più carne tra polli e tacchini tutto l’anno. Anche durante il periodo delle FESTE NATALIZIE dovevamo essere presi di mira. Ma le associazioni animaliste dove sono?... ". E' anche interessante notare il cambio di slogan della FIT in poche ore: da "enorme aumento della fiscalità sui tabacchi" a "difendiamo il diritto dei giocatori". Certo: il fumatore non si difende mai - parola del politically correct!

Poco da aggiungere alle parole di Tommaso, tranne questo: nella Sua infinita provvidenza, Dio creò polli e conigli per essere mangiati. Quando i fumatori italiani smetteranno di comportarsi come un incrocio tra le due specie e cominceranno a farsi rispettare con le cattive, allora non saranno più polligli, e i predatori diventeranno vegetariani.


SFOCAMENTI

11 Dicembre - Comunicato stampa FIPE: un esempio pratico su come mancare clamorosamente il bersaglio! (pdf) - Sebbene ormai vecchio di un mese, pubblichiamo questo comunicato stampa della Federazione Italiana Pubblici Esercizi per dimostrare ancora una volta perché la lotta contro il proibizionismo non ha dato finora risultati tangibili non solo in Italia ma anche in altri Paesi. Forse perché la maggioranza della gente vuole il divieto? Certamente no. In realtà, la stragrande maggioranza delle gente se ne frega in un modo o nell'altro; sono gli antifumo che, con le loro campagne, fanno credere persino ai politici di rappresentare la maggioranza. Infatti, perché su temi così importanti come l'introduzione della costituzione europea (60 milioni di cittadini) o al divieto di implementare la scelta di fumare in pubblico (almeno 14 milioni di cittadini) non ci sono referendum? Risposta facile: perché così chiunque può affermare di agire in nome della maggioranza e fare i propri comodi.

Ma torniamo al punto. Siccome la maggioranza se ne frega, la lotta è tra due minoranze, una delle quali appoggiata da "professionisti della salute" solitamente o al soldo di qualche casa farmaceutica oppure sanguisughe di denaro pubblico - comunque con abbondanti risorse - e l'altra disinformata. A farne le spese sono tutti, compresa la FIPE che dovrebbe rappresentare i piccoli esercizi, spina dorsale della nazione. Ora, che il fumo passivo sia una falsa rappresentazione dell'evidenza ormai lo sanno anche i sassi. Come si difende la FIPE? Forse portando il ministero della "salute" in tribunale e salvando una buona parte dei rappresentati dal disastro economico? Ostia!! Certamente no! Chi ha oggigiorno il coraggio di sfidare le "autorità" mediche che affermano di salvare i "milioni di morti" che non ci sono?  E no, perdiana, questo non si fa. Meglio la bancarotta!

Da squisiti perdenti bisogna fare invece le "lamenteline" attorno ai corollari, e non prendere di petto il problema di base: troppo difficile. Si dice invece che non c'è tempo per apporre i cartelli, e che non si ancora sa esattamente quale sia l'importo dell'estorsione perpetrata dallo Stato contro chi esercita il suo diritto umano di fumare in pubblico. Chissà, magari ci esce un ritarduccio per un altro mesetto o due - meglio che niente, tira a campà.  E poi, piangiamo un po' anche sul fatto che: "in tutta Italia ci sarebbero solo dieci, quindicimila locali già idonei a rispettare la legge, ma per tutti gli altri le difficoltà maggiori consistono nell’esito positivo e nei tempi di rilascio da parte delle autorità competenti ad eseguire lavori nei locali dei centri storici soggetti nella totalità dei casi a vincoli architettonici. E anche questo è un dettaglio non da poco." - invece di scalzare una legge basata su un falso epidemiologico?

Chissà che il grande "padrone" non capisca e si muova a compassione... Non è chiaro se il sig. Sommariva, direttore generale dell'organizzazione, non capisce o fa solo finta. Allora, proviamoci di nuovo:

A) La legge è fatta apposta per rendere difficile e costosissimo l'adeguamento del locale in modo che il gestore "scelga" di vietare il fumo. Bisogna infatti proiettare l'impressione che la stragrande maggioranza degli esercizi sia d'accordo col divieto per fare fessi i cittadini ed ottenere la profezia che si avvera da sé ("Il fumatore deve sentire la pressione sociale che lo induce a smettere" - Sirchia). Questa è una vecchia strategia antifumo che noi di FORCES - veri studiosi di questa aberrazione - conosciamo a menadito.

B) Delle difficoltà economiche dei gestori causate dalla legge antifumo il ministero della "salute" e i vari "professionisti antifumo" se ne stra-sbattono, e le conoscono forse meglio della FIPE stessa. Questa gente aderisce al programma internazionale antifumo dell'OMS, che è ufficialmente finanziato a miliardate direttamente dalle multinazionali farmaceutiche. L'idea è che rendendo impossibile fumare in pubblico si diminuisca il numero dei fumatori, e quindi il numero delle malattie "correlate" al fumo, di cui non si può dimostrare scientificamente la causalità nemmeno per una. L'idea è di vendere miliardi di Euro in "terapie" sostitutive e/o di cessazione, caro sig. Sommariva - e tali interessi oscurano di gran lunga quelli delle famiglie che lei cerca di rappresentare!

Chiaro? Che fare per cambiare la situazione?

  • Organizzare scioperi ad oltranza della categoria.
  • Denunciare il "ministero della salute" sulla base della scienza rottame che usa per giustificare il divieto.

In tribunale, il successo contro le truffe antifumo è praticamente garantito. Una volta che la faccenda truffa è stata messa a posto, la legge deve capitolare. Una volta che la legge è capitolata, sarà il gestore a scegliere se vietare il fumo o no, e sarà il cliente a scegliere se entrare nel locale o no - come dovrebbe accadere in una società libera.

Qualsiasi altro approccio al problema è solo una perdita di tempo e di denaro.

11 Dicembre - FIT: la buffonata continua - Dopo il grande rumore fatto dalla Federazione Italiana Tabaccai contro l'aumento del prezzo delle sigarette e il furto fiscale sul lotto (vedi La Repubblica: "Serrata tabaccai, saltano le giocate al lotto") ecco che il solito accordo di corridoio tra la FIT e le gang fisco-sanitarie sodomizza di nuovo la categoria e i suoi clienti e lo sciopero è cancellato. L'aumento delle sigarette, già in atto, è passato liscio e senza opposizione (ci si aspettava forse altro?...), mentre è stato dato un contentino ai tabaccai con solo il 3% di ulteriore ritenuta da parte dell'esercizio - dopo che (naturalmente) una parte considerevolmente maggiore è stata "soffiata" con un precedente aumento.

I tabaccai - come il resto delle vittime del salutismo - non sanno; e se sanno, preferiscono non capire. Ecco perché esiste FORCES a buttar loro in faccia la realtà in chiari termini. La cricca della "salute pubblica" internazionale, il cui cervello centrale è l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha per obiettivo non ufficiale (ma nemmeno tanto nascosto) rendere il tabacco illegale in una decina d'anni. Ogni Paese aderente al programma (Italia inclusa) deve fare la sua parte per preparare il terreno: cambiare o aggirare costituzioni più o meno di soppiatto, stabilire divieti, demonizzazioni, tassazioni, condizionare la cultura... insomma, i burattini dei ministeri della "salute" devono darsi da fare. In Italia c'è una situazione un po' peculiare: i tabaccai - 58.000 rivendite di tabacchi, per la precisione - con tanto di famiglie che vivono sulle rivendite. Che fare? Certo, non si può permettere che questa gente ostacoli il piano salvare i "morti" da tabagismo che non si possono provare. Allora bisogna - magari con la complicità dei rappresentanti della categoria - procedere alla loro graduale estinzione, visto che tra pochi anni venderebbero un prodotto illegale. Come implementare? Più o meno così:

  • Continuare con le truffe statistiche sul fumo, le campagne antifumo, i divieti e il lavaggio di cervello nelle scuole per diminuire la richiesta di sigarette, inducendo più tabaccai possibile a terminare/cambiare attività.
     
  • Distruggere l'industria delle colture del tabacco con incentivi ai tabaccocoltori per cambiare la coltura in una meno redditizia -  incentivi che vengono dalle tasche dei cittadini - in modo da rendere il prodotto meno disponibile. Compensare le perdite dei tabacco-coltori con i soldi dei cittadini.
     
  • Paradossalmente, liberalizzare la vendita delle sigarette tramite supermercati, ecc. in modo da indebolire ulteriormente la categoria. Una volta che la categoria è in ginocchio essa non rappresenta più una minaccia politica ai piani antifumo.
     
  • Una volta reso il tabacco illegale, per supermercati ed altre attività diversificate si tratterà solo di brontolare e di rimuovere dall'inventario uno su forse 10.000 articoli che tengono a magazzino. Ma anche i brontolii dureranno poco quando "casi esemplari" saranno dati. A quel punto, il tabacco sarà consegnato nelle mani della malavita, contro la quale gli antifumo si assicureranno l'impiego eterno.

Il gioco è fatto - ma oggi non ci si crede. Proprio come al tempo delle politiche naziste da cui (ricordiamolo sempre) l'antifumo proviene, i Chamberlain del 21° secolo continuano a rifiutarsi di credere alle sfrenate ambizioni dei loro nemici, e continuano ad essere concilianti mentre si espande l'invasione.

Per vincere, basterebbe costringere i malfattori a dimostrare scientificamente che il tabacco causa una morte in una sola persona davanti ai giudici; lo stesso per il fumo passivo. Poi intraprendere azioni quando è ancora possibile avere un effetto. Ogni tabaccheria dovrebbe trasformarsi in un centro di contro-informazione su come i ministeri della "salute" e le altre gang antifumo stanno disinformando i cittadini sugli effetti del tabacco sulla salute. In breve, invece di essere conigli e  trattare gli antifumo con rispetto e sottomissione, bisogna trattarli per quello che veramente sono.

SCIENZA ROTTAME

11 Dicembre - "Scienza" basata sulla fede - La scienza non è mai stata così pervertita e scalzata dalle sue basi come negli ultimi quindici anni. Attivisti di tutti i colori hanno cambiato definizioni e metodologie (che, per la natura stessa della scienza, devono essere esatte, restrittive e sempre verificabili) in lasche e flessibili vaghezze capaci di accomodare ogni "interpretazione" e diventare quindi strumenti per l'avanzamento di specifiche agende politiche. La degenerazione della scuola, passata da una rigida metodologia di formazione del pensiero analitico ad un'arena di vaga cultura generale inquinata da agende "sociali" e culminante con ristrettissime specializzazioni, ha certamente aiutato la diffusione dell'ignoranza di massa pur dando l'illusione della diffusione della conoscenza.

Essere ignoranti significa anche essere creduloni, ed affidare decisioni chiave personali e sociali ad "esperti" che sono facilmente strumentalizzabili e comunque - anche se onesti - hanno una visione talmente ristretta al loro campo da essere totalmente ciechi alla situazione generale.

Il mito che il fumo passivo fa male non è certo l'unica dottrina falsa che è costantemente spacciata al pubblico. Richard Lindzen, un professore di metereologia del Department of Earth, Atmospheric, and Planetary Sciences del Massachusetts Institute of Technology (MIT), ha presentato il  discorso sul riscaldamento globale (vedi collegamento) al National Press Club di Washington. Questo discorso è una lettura quasi obbligatoria per coloro che vogliano capire come il piombo è trasformato in oro dalla scienza rottame, e come questa "scienza" è diventata oggetto di una perversa fede che però si autodefinisce scienza. Traduciamo per i nostri lettori che non sanno l'inglese un passo di questo poderoso discorso dal titolo: "Allarmismo climatico: l'abuso della scienza".

" 'Credete nel riscaldamento globale?' Sto ponendo una domanda religiosa. Ecco la seconda parte, anch'essa [di carattere religioso]: 'Siete scettici o credenti?' In sostanza, se vi si dice che quanto affermato è sostenuto da 'tutti gli scienziati' [vi si dice anche che] voi non avete più  bisogno di capire l'argomento: dovete semplicemente trattarlo come una fede religiosa. Una volta diventati credenti nel riscaldamento globale, non ci si sente più in dovere di difendere tale credenza [razionalmente], se non affermando che ciò che si dice è supportato da tutti gli esperti - eccetto qualche manipolo di eretici corrotti".

Ora, semplicemente rimpiazzate "riscaldamento globale" con "antifumo" e vedrete che nulla cambia. Perché, infatti, la Lega Tumori ignora il nostro invito a un dibattito scientifico pubblico sul fumo passivo? Perché Sirchia rifiuta di spiegare le basi scientifiche del divieto di fumo nei locali pubblici, avendo ignorato per anni la richiesta ufficiale di cittadini che pagano il suo stipendio, e verso i quali egli ha dei doveri ben specifici?

Ci sono due ragioni:

  • La prima è che in qualsiasi dibattito con pari e sufficienti possibilità di parola questi  santoni che si spacciano da  "professionisti della salute" sarebbero letteralmente fatti a pezzi dal punto di vista scientifico, e quindi si smaschererebbe la falsa rappresentazione dell'evidenza con il conseguente collasso della loro agenda politica.
  • La seconda ragione è ancora più irritante, e si riallaccia al punto di Lindzen: i sacerdoti della scienza rottame non possono "abbassarsi" a dialogare con gli "eretici". Ciò non solo perché l'uso di posizioni autoritarie è sempre stato estremamente conveniente per coprire menzogne - il che ci riporta al primo punto -  ma anche e soprattutto perché intrattenendo le forze della ragione si rischierebbe di perdere dei fedeli seguaci. E' assai più astuto quindi continuare ad aumentare i budget pubblici e istituzionali  per produrre più "studi" e più propaganda rafforzando la "fede" a scapito della verità a cui il popolo ha diritto - per il bene del popolo, naturalmente!

Si passa quindi dalla fede alla politica alla legge. Ormai il modo - l'unico modo - per scalzare questa falsa religione e disabilitare i suoi seguaci è di perseguirla legalmente - perché nei tribunali, almeno, è possibile esporre i fatti senza interruzioni, censure e cortine fumogene. Ma bisogna agire in tempo utile perché si tratta di una gara col tempo, e ciò che auspica Sirchia potrebbe succedere -  cioè che si radichi la "cultura antifumo" prima che la falsa rappresentazione dell'evidenza epidemiologica sia smascherata e punita.

Una volta che la cultura "anti" è radicata, sarà inevitabilmente seguita da quella antialcol, antigrasso, anticaffé, antigioia e antilibertà - per non parlare di quella anti-scienza vera - dato che la scienza vera rappresenta una scomodità intollerabile per le agende di ingegneria sociale.

Come abbiamo detto così spesso, sradicare l'antifumo è assai più che tornare ad essere liberi di accendere una sigaretta in un bar: significa prevenire l'istituzionalizzazione permanente della truffa intellettuale e scientifica nella politica e nella società - un dovere e priorità assoluta verso le generazioni future che un giorno ci ringrazieranno non meno di quanto oggi si ringraziano le generazioni dei nostri nonni e padri per averci liberato dal totalitarismo che allora si vestiva di divise nere e oggi in divise bianche - ma la cui corruzione di base era la stessa.


NEW YORK

11 Dicembre - Una vittoria contro gli antifumo - I mass media, eterne casse acustiche del ministero della "salute" e degli antifumo non lo riportano, ma a New York la lotta senza quartiere contro gli "health Nazis" continua. Infatti, proprio recentemente a New York si fuma di nuovo, praticamente in ogni bar. Come mai? E' saltato il divieto? Purtroppo no - almeno, non ancora. Ma una grossa vittoria è stata conseguita pochi giorni or sono. Una vittoria importante, che concerne un punto fondamentale di giustizia.

Nella filosofia antifumo è insito costringere i gestori di bar e ristoranti a diventare spie dei ministeri della "salute"; se non collaborano, i gestori sono puniti duramente con salatissime multe. In Italia tali multe eccederanno i 2.000 Euro. In altre parole i gestori, volenti o nolenti, devono diventare collaborazionisti della politica criminale contro il fumo - ed adeguarsi allo spirito nazista da cui la mentalità e le campagne antifumo discendono direttamente.

Invece di restare intimiditi e di piagnucolare che non c'è abbastanza disponibilità di cartelli "vietato fumare" (vedi colonna a fianco), l'associazione bar e ristoranti di New York ha fatto causa allo Stato ed ha subito vinto. Nelle persone di tre gestori di pub e ristoranti, l'Associazione ha denunciato il Dipartimento della Salute all'autorità giudiziaria per violazione costituzionale e, guarda un po', la Corte Suprema di New York ha confermato che non si può trasformare il gestore in un poliziotto. L'unica cosa che il gestore è tenuto a fare è informare ufficialmente  il fumatore dell'esistenza della legge; sta poi al fumatore decidere se non fumare o fumare e, in tal caso, rischiare la multa se scoperto dalla Gestapo sanitaria.

Con gran soddisfazione del portafoglio dei gestori e delle forze anti-naz(ionalsalut)iste, la grande maggioranza dei fumatori ha deciso di violare la legge e praticare la disobbedienza civile. Il costo di implementare il divieto a New York è quindi appena cresciuto geometricamente. I gangster antifumo hanno ora due scelte: sprecare ancora più milioni di dollari per assumere più agenti SS (Salute e Sicurezza), oppure voltarsi dall'altra parte ed ingoiare il rospo. Fuma pure, cara FIPE: chissà che un giorno non ti spuntino le palle - anche se, bisogna ammetterlo, la crescita delle palle non è ancora nella lista degli effetti benefici del fumo.
 



LA POSTA DI FORCES

11 Dicembre - Confusa - Forse sarà l'avvicinarsi del divieto totale, o forse è una presa di coscienza sulla truffa antifumo. Qualunque sia la ragione, recentemente riceviamo molta più posta dai lettori - e specialmente posta intelligente, con osservazioni ben mirate. Valentina scrive al nostro presidente con la rabbia in corpo circa la sua confusione sui messaggi incoerenti, la schizofrenia di Stato, il profondo fastidio creato dal "vietato fumare" e dall'incessante martellamento diretto e indiretto delle campagne salutiste truffaldine spacciato dai media di regime.

Valentina ha solo 20 anni, ma è già così stanca dell'odio promosso da un ministero della "salute" che dovrebbe vergognarsi di se stesso  da avere pensieri suicidi. Il nostro presidente corre a rispondere, e la invita ad usare la rabbia non contro se stessa, ma contro il regime nazionalsalutista; almeno, Valentina ne farebbe buon uso.


Ma certamente non si può sperare che simili iniziative emergano dalla FIT, i cui capoccia certamente non soffriranno le conseguenze della collaborazione coi nazionalsalutisti. Ci vuole sangue nuovo - e presto - oppure bisogna creare una nuova organizzazione di categoria.

Le leggi economiche sono tanto ferree quanto quelle di Newton: un'attività può prosperare solo se vende un prodotto. E' ridicolo, assurdo e illogico pensare di poter sopravvivere mentre viene impedita e ostacolata la vendita del prodotto. In certi casi si arriva anche al grottesco: tabaccai antifumo che raccomandano ai loro clienti di non fumare ciò che vendono, mentre sperano di non andare in fallimento! Fino a poco tempo fa, un'incoerenza mentale del genere veniva curata negli ospedali psichiatrici; oggi è diventata il fiore all'occhiello del salutismo.

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