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ANNO
I DELL'ERA SALUTISTA
FACCIAMO IN MODO CHE SIA L'ULTIMO.
Questi manifesti nazisti della campagna
tedesca (1937-1944) antifumo, antialcol e per il controllo dell'alimentazione si spiegano da se.
E' meglio vedere oltre la cortina
fumogena.
Il dovere di ognuno di noi è chiaro.
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GUERRA AL SIMILVERO
14 Gennaio
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Il fumo fa male sempre e comunque?
Raddrizziamo informazione contorta e superstizioni: le
strutture sanitarie ci stanno dicendo il similvero (parte I) - Ormai
si è arrivati al punto che se una tonnellata di una sostanza X fa male, allora
una molecola fa male - alla meno peggio "fa male di meno", ma pur sempre fa
male. Analogamente, una sigaretta fa male 1/20mo di 20 sigarette - ma fa sempre
male! Questo è irrazionale, isterico
e soprattutto falso; è una mentalità assolutamente contraria
alla realtà scientifica, che invece stipula una verità inconfutabile: è la
dose che fa il veleno. Se così non fosse, tutto ucciderebbe. "X fa male
(sempre e comunque)" è quindi un'affermazione ideologica e non scientifica.
Ma lo Stato parla di "scienza", e ancora una volta non
dice il vero per indurre i cittadini a pensare nei termini di intolleranza ed
abolizionismo che sentiamo oggi. Durante la trasmissione Domenica In di
domenica scorsa, il nostro presidente ha risposto all'affermazione che "il fumo
fa male" nell'unico modo reale: "Quanto? Il troppo stroppia -
sempre" - e ciò vale per qualsiasi cosa. L'affermazione
che il fumo (o qualsiasi altra abitudine o sostanza) "fa male" non ha
quindi senso se
non si specifica quanto. Ma ecco il paradosso dei salutisti, che rivela
la loro ignoranza e arroganza a dispetto delle loro pretese certezze: siccome
sono incapaci di dirci quanto fa male, ecco che "non hanno dubbi" che
tutto fa male eccetto lo zero. Tolleranza zero = intelligenza zero =
arroganza infinita.
In
realtà, fumare moderatamente potrebbe far bene. Come? Diminuendo l'uso di
ospedali, medici e medicine.
Quanto fumare può far bene? Meno di dieci sigarette al giorno.
Differentemente dal Ministro della Salute e dai suoi accoliti,
noi non affermiamo nulla a meno che non possiamo sostenerlo con una chiara base
statistica o scientifica che mettiamo a disposizione e all'esame del pubblico
che riteniamo capace di leggere, apprendere, giudicare e decidere anche senza
essere medico e anche senza
pontificazione, patrocinio e "tutela" da oligarchie classiste di santoni
sedicenti esperti. Visto che la base scientifica (favorevole o contraria) sul
fumo varia dal vago al nullo, ecco delle statistiche da fonti importanti come il
Department of Health, Education and Welfare degli Stati Uniti (che metteremo a
disposizione nel prossimo aggiornamento) e l'Australian Bureau of
Statistics. Quest'ultimo è un enorme studio della popolazione australiana e ci presenta i seguenti dati:
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Presenza di una o più malattie a lunga decorrenza in
persone oltre i 44 anni di età |
| Non fumatori: 91,8% |
Fumatori: 89,0% |
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Nessuna malattia riportata |
| Fumatori: 24,9% |
Ex-fumatori: 15,9% |
| Non fumatori: 17,9% |
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Malattie cardiovascolari (oltre i 45 anni di
età) |
| Fumatori: 6,0% |
Ex-fumatori: 11,4% |
| Non fumatori: 6,7% |
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Ipertensione (oltre i 45 anni di età) |
| Fumatori: 18,3% |
Ex-fumatori: 27,0% |
| Non fumatori: 29,0% |
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Sovrappeso (oltre i 45 anni di età) |
| Fumatori: 38,9% |
Ex-fumatori: 49,5% |
| Non fumatori: 44,1% |
Come si può notare, gli ex-fumatori sono i più malati di tutti,
seguiti dai non fumatori (smettere di fumare è veramente una buona idea, oppure
è una buona idea di Big Pharma?...). I fumatori sono quelli in condizioni
migliori. Bisogna notare che queste non sono ipotesi statistiche stile fumo
passivo, ma dati reali. Sebbene del 1990, lo studio
parla chiaro - e chi ha voglia e tempo si può
scaricare e
leggere la copia originale.
Cliccare invece qui
per vedere lo studio convertito per il browser. Un'ultima nota su questo studio,
che dovrebbe farci pensare molto:
sebbene la sua esistenza sia riconosciuta dal Bureau (clicca
qui), quando si va a cercare lo studio per scaricarlo, esso è stato rimosso
dalla lista della documentazione (clicca
qui). Qualcuno, ovviamente ha fatto pressione sul Servizio Statistico
Australiano per rimuovere dalla circolazione uno studio scomodo. Bisogna far credere che il fumo uccide
- sempre e comunque. |
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PROPAGANDA
14 Gennaio -
Asinus asinum fricat
- Continua la propaganda per far credere che il fumo uccide
sempre e comunque da parte degli accessori del salutismo. La tattica è
sofisticata e al tempo stesso elementare: proiettare l'impressione che
l'evidenza scientifica che dimostra le menzogne della propaganda antifumo non
sia credibile perché di parte, e così facendo evitare ancora una volta ogni
discussione scientifica pubblica che smaschererebbe truffe e esagerazioni.
Oggi La Repubblica
riporta che l'industria del tabacco assoldava scienziati per screditare le
ricerche sull'effetto cancerogeno del fumo sul gene p53. Lo riporta la rivista
scientifica The Lancet. Raccomandiamo di leggere l'articolo
per avere una dimensione dell'ipocrisia di questa campagna antifumo. Mentre l'Organizzazione Mondiale
della Sanità
definisce "vili" coloro che prendono soldi dall'industria del tabacco,
l'OMS stessa è a letto con i colossi farmaceutici, mentre le riviste
scientifiche prendono soldi alla grande dall'industria tramite sponsorizzazione
- Lancet incluso.
Continuiamo a divertirci: il capo dell'OMS, Dr.
Jong Wook Lee, è stato
coinvolto in uno dei più grossi scandali di copertura nella recente storia di
quest’organizzazione: quello del programma di vaccinazione ed immunizzazione
globale. Lee fu messo alla guida del programma nel 1994. Nel 1995 un
documentario della BBC dal titolo “Il laboratorio umano” rivelò che i
vaccini distribuiti dall’OMS nelle Filippine erano combinati con la
gonadotropina, un composto che inibisce la gravidanza o causa aborti spontanei
se è presente anche il vaccino antitetanico – il tutto, naturalmente, senza che
le autorità mediche filippine sapessero nulla.
Lee fu
strumentale nell'insabbiamento di questo ennesimo scandalo.
Clicca qui per leggere i dettagli.
Sembra
proprio vero il detto che chi non si sporca le mani non scala la montagna. Però
quando si dicono palle sul fumo, magicamente le mani tornano ad essere pulite!
Lo sapevate, tra l'altro, che le riviste
scientifiche si rifiutano di pubblicare gli studi che hanno ricevuto fondi da
Big Tobacco, ma non quelli che li hanno ricevuti da Big Pharma?
Perché si soffoca l'informazione scientifica? Non sarebbe sufficiente pubblicare
chi ha pagato? Che si teme, che venga fuori la truffa? Sembra proprio di
si. D'altra parte, il monopolio dell'informazione è vitale in ogni tirannia.
L'autore del polverone di cui parla La Repubblica
è, questa volta, la pedina farmaceutica
Stanton Glantz, su cui a suo tempo avevamo fatto persino un servizio speciale. Questo
individuo,
attraverso la scuola di medicina dell'università della California, è pagato
dalla Robert Wood Johnson Foundation, braccio filantropico della Johnson &
Johnson, per spacciare informazione distorta e intolleranza contro fumo
e fumatori. Clicca qui
per leggere la documentazione sull'ultimo "grant" da 9,8 milioni di
dollari da parte della RWJF sul sito dell'organizzazione stessa. Come mai
La Repubblica non riporta questo importante dettaglio? Non hanno diritto gli
italiani all'informazione completa - o bisogna dir loro solo di smettere di
fumare e di intossicarsi con porcherie farmaceutiche? Si noti anche che La
Repubblica fa intendere che il coinvolgimento del tabacco nella mutazione del
gene p53 sia una cosa scontata, mentre la discussione è accesissima al di
la delle insinuazioni sugli scienziati che si dice siano pagati dall'industria.
In breve, non c'è alcuna prova.
Le "autorevoli reazioni" dell'OMS
citate da La Repubblica, quindi,
provengono da un'organizzazione squisitamente pubblica
che è partner ufficiale
con un'industria che trae tutti i vantaggi economici immaginabili dalla
crociata nazionalsalutista contro tabacco, alcol e cibo. La credibilità
di un ente pubblico che si mette in letto con un'industria privata è
ZERO - e si noti: la colpa non è
delle multinazionali (che agiscono nel loro interesse come tutti), ma dell'ente
pubblico che si presta all'implementazione di interessi privati.
La faccia marcia di questa gente della "salute pubblica" e dei suoi
sostenitori non sembra avere limiti, né precedenti nella storia umana - almeno
su questa scala. Ipotizzando che sia vero ciò che affermano Stanton Glantz e l'OMS,
al massimo si tratta quindi di una polemica tra venduti. Asinus asinum fricat. L'asino rimbecca l'asino.
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14 Gennaio -
Chi beneficia dalle campagne antifumo?
Si indovini un po'... -
In questi giorni "caldi" volano le accuse (indirette, perché non si ha
le palle di farle direttamente) a FORCES di essere al soldo o comunque
collegata all'industria del tabacco. Questa è la formula standard delle gang
antifumo a qualunque livello per cercare di screditare chi si oppone e tentare
di tappare la bocca a chi dice il vero. Ma con noi non funziona. Intanto, vediamo
ancora una volta chi è dietro le
campagna antifumo - cioè chi paga ciarlatani e attivisti per dire menzogne e
seminare odio. Bingo: l'industria farmaceutica.
Contrariamente ai nemici di FORCES noi possiamo fare i nomi
di chi paga:
Glaxo-SmithKline, per esempio, che investe anche cinque milioni di euro nel
marketing di prodotti di dubbia efficacia in Italia: oppure la Johnson & Johnson
(copertura: Robert
Wood Johnson Foundation); come abbiamo già citato sopra, l'Organizzazione Mondiale della Sanità è addirittura
partner ufficiale con
le multinazionali farmaceutiche.
Riflettiamo di nuovo su questo punto, che è tanto fondamentale quanto
intuitivo: è credibile che l'OMS
possa restare obiettiva sul fumo ed altri stili di vita quando è a letto con
tali industrie? Se A è uguale a B e B è uguale a C, allora C è uguale ad A,
vale a dire: come è possibile che un ministero della salute possa non
essere influenzato dalle agende delle multinazionali, quando si riferisce sempre
all'OMS che ha una simile associazione? Un'ultima domanda
innocente: è forse questa la ragione per cui il ministro Sirchia vuole
distribuire "gratis" (leggi: pagati da tutti gli italiani, anche i non
fumatori) i prodotti farmaceutici di cessazione del fumo? Forse è il caso di
spolverare una vecchia domanda: ma si crede che sulla fronte abbiamo proprio scritto "Sali e
Tabacchi" (con tutto il rispetto ai tabaccai)?
Sembra proprio che carogne sono solo
quelli che sono venduti all'industria del tabacco perché loro mentono. Quelli
che sono invece
venduti all'industria farmaceutica non mentono mai, vogliono solo la nostra
salute - specialmente quando si parla
di fumo oggi, alcol domani e cibo dopodomani - e più altolocate sono meglio è. Chiamiamola pure onestà a
senso unico, tanto oggi l'ipocrisia va di moda:
la sostanza non cambia. Ma ci hanno accecato così tanto con le campagne di
odio e di paura da essere diventati anche scemi e sordi?...
| Cogliamo l'occasione per
mettere in rilievo che FORCES Italiana procederà legalmente contro
chiunque affermi che l'organizzazione o i suoi membri ricevono denaro
dall'industria del tabacco. Ci teniamo anche a ribadire che non pensiamo
che essere finanziati da tale industria sia immorale o comunque sbagliato
- specialmente quando gli antifumo sono spesso pagati dalle multinazionali
del farmaco. Semplicemente, ciò non è successo. |
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| ABBIAMO VIOLATO LA LEGGE |
| Clicca sulle immagini per vederle più
grandi in una nuova finestra |
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| Gian Turci |
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| Giordano Bruno Guerri e Filippo Facci |
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| Oscar Giannino |
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| Guido Tamburini |
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| La moglie presenta a Gianfranco Funari
la vera motivazione del can can antifumo: un prodotto dalle
multinazionali farmaceutiche che "aiuta" a smettere di fumare |
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| Marco Taradash |
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| Pier Luigi Diaco viola la legge sotto
lo sguardo divertito dei baristi |
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DISOBBEDIENZA CIVILE: UN
SUCCESSO CHE CONTINUERA' NEL TEMPO
14 Gennaio -
L'episodio di disobbedienza civile organizzato da FORCES Italiana e da
L'Indipendente Lunedì 10 Gennaio è stato un successo. Molte le personalità
intervenute ed abbondante la copertura dei media. Se Sirchia e i suoi alleati
sperano che tutto finirà in nulla e che i fumatori si abitueranno ad essere
cacciati fuori a fumare per la strada come prostitute, si sbaglia di grosso.
Questo è solo l'inizio, perché una legge basata
su una falsa rappresentazione della realtà è non solo immorale, ma anche assai pericolosa per la società che l'adotta.
L’appuntamento è stato al binario 10 della
Stazione Termini. Giordano Bruno Guerri, direttore del quotidiano «L’Indipendente»,
ha invitato alla protesta contro il proibizionismo sul fumo. Puntuali arrivano a
spalleggiarlo molti amici. Nel frattempo, arrivano anche gli amici e i membri di
FORCES - alcuni dei quali da città lontane. C’è anche Pasquale Squitieri, che a
dire la verità ha smesso di fumare qualche tempo fa, ma che riprende «per
solidarietà».
Vista la folla e l'afflusso delle telecamere,
qualcuno, valigia alla mano, si ferma e chiede: «Si gira un film?». In effetti i
protagonisti di questa manifestazione, molti dei quali giornalisti, sui binari
sono bizzarri. Oscar Giannino sembra uscito da una storia di Harry Potter con la
sua ottocentesca giacca gessata e la sciarpa di velluto. Anche Filippo Facci in
tabarro e scarpe da ginnastica lucide non passa inosservato.
Gianfranco Funari, con cappello e bastone,
arringa afono e ansimante il pubblico curioso. «Io avevo smesso, dice, ma poi
quando sono stato male di cuore, mentre mi facevano la coronaroterapia, è stato
il chirurgo a rimettermi una Marlboro in bocca». Dice Funari: «Gli ex fumatori
sono dei malati di mente convinti di poter essere eterni».
Arriva anche Pierluigi Diaco e il gruppo si
trasferisce verso il binario 23, in un bar dove si deve consumare la
trasgressione per ricevere una multa. Funari e Diaco al bancone sorseggiano un
caffè e fumano una sigaretta dietro l’altra. Gli agenti di polizia, due, si
affacciano alle vetrate, li guardano e passano oltre. Niente da fare, la multa
per questa volta non arriva.
Ma a risollevare le sorti della protesta pensa
Giordano Bruno Guerri, che riesce a beccarsi la multa insieme dopo che Gabriele
Magno, uno degli
avvocati di FORCES, riesce a raggiungere il posto di polizia ferroviaria e
ad avvertirli del "crimine" che sta per essere commesso.
Le telecamere si spostano alla tabaccheria della
stazione, dove Giordano Bruno Guerri e Gian Turci, dietro la vetrina del
negozio, si accendono una sigaretta di fronte a telecamere ronzanti e flash
accecanti. "Per la libertà", dice Guerri a Turci. "Per la verità", risponde
Turci - e il "crimine" è consumato con orgoglio.
Usciti dalla tabaccheria, Turci dice alla stampa:
"Non ho mai goduto una sigaretta tanto quanto quella che ho appena fumato in
violazione di una legge basata su falsa rappresentazione dell'evidenza. Sirchia
non dice la verità agli italiani, e dovrebbe vergognarsi".
Si arriva alla stazione di polizia. Guerri entra
per primo, ma non c'erano i moduli adatti e la sanzione gli sarà comunicata solo
nei prossimi giorni. Una lunga fila di personaggi aspetta ordinatamente fuori
dalla porta, fumando a catena, per essere "punita". Nel frattempo uno dei
poliziotti si piazza sulla porta del posto di polizia e si accende una sigaretta
dicendo a Turci, che protesta per avere la multa: "Abbiamo da lavorare, e non
abbiamo nemmeno abbastanza personale per acchiappare i delinquenti!" Turci
cerca di spiegargli che, dalla mezzanotte del giorno prima, anche lui è un
delinquente quando fuma in pubblico. Il poliziotto ghigna sornione, inalando
con piacere una boccata di ottimo fumo - e forse ancora incredulo che Sirchia
faccia sul serio.
Non lo possiamo biasimare, lui ed altri come lui:
perché considerare i fumatori avvelenatori e criminali sembra pazzesco. Ma se ci
si pensa bene non lo è, perché significa vendite mondiali da centinaia di
milioni di Euro per quelle multinazionali farmaceutiche che producono le
"terapie" di cessazione che Sirchia vuole che siano distribuite
"gratis" (leggi: paga lo stato e cioè i cittadini) a tutti i fumatori.
I governi sono sempre stati venditori di fumo in
un modo o nell'altro, perché o ti vendono le sigarette, o profittano dalle
enormi tasse su di esse. Ma avere ministeri della "salute"
che promuovono farmaci come fossero venditori di aspirapolvere non può che
dimostrare dove siano arrivate le lobby del farmaco.
Guerri sostiene la necessità di modificare la
legge appena entrata in vigore. «Voglio essere libero di poter fumare. Il fatto
è che stanno cercando di prendere possesso del corpo dei cittadini. Qualsiasi
tiranno nella storia ha tentato di fare lo stesso». Qualcuno chiede: «E chi è il
tiranno in questo caso?». «Il governo naturalmente. Il mio compito è
insegnargli la declinazione completa della parola libertà». |
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QUEST'UOMO
NON CI DICE COME STANNO LE COSE: LO CONOSCETE?
12 Gennaio - Forse il ministro Sirchia
confonde la sua fede salutista con la scienza quando parla di
prove "scientifiche" che il il fumo passivo fa male. Ieri sera
a Porta a Porta mancava una persona - ovvero il nostro
presidente - di cui, guarda caso, il signor ministro non
sembrava ricordare neppure il nome. Arrogandosi il diritto
unico di saper leggere la semplice evidenza degli studi, il
ministro ha cercato anche di zittire Catherine Spaak che
leggeva dati scientifici chiari e semplici dal libro di
Filippo Facci "Fumo negli occhi". Dopo ciò ha definito "una
goliardata" la posizione del Ministro della Difesa Antonio
Martino in difesa della libertà personale e della verità. Poi
si è andati a spolverare uno studio giapponese dove si dice
che il fumo passivo incrementa il rischio di tumore al
polmone, e si è menzionato il solito 30% di incremento di
rischio. - IL MINISTRO SIRCHIA CONTINUA A DIRE IL SIMILVERO
AGLI ITALIANI.
IL 30% SIGNIFICA CHE NON SI PUO' STABILIRE CHE IL FUMO PASSIVO
SIA RESPONSABILE. CI VUOLE IL 300% SECONDO L'EPIDEMIOLOGIA
STESSA.
O IL MINISTRO NON E' A CONOSCENZA DI QUESTI
PARAMETRI FONDAMENTALI (E ALLORA DOVREBBE RASSEGNARE SUBITO LE
DIMISSIONI), OPPURE EGLI CONSCIAMENTE NON DICE IL VERO AGLI
ITALIANI.
Vediamo l'estratto del più prestigioso studio
del mondo condotto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Non bisogna essere specialisti, nonostante ciò che afferma
Sirchia, per capire cosa dice lo studio:
"L'esposizione al fumo passivo durante
l'infanzia non è associata ad un
incremento di rischio di cancro polmonare. ... Nessuna
chiara relazione di dose-risposta ha
potuto essere dimostrata per esposizione cumulativa al
fumo passivo da parte del coniuge [non fumatore] ...
Nessun incremento di rischio
è stato rilevato nei soggetti esposti
coniugalmente o sul lavoro ... L'esposizione al fumo
passivo da altre fonti non è associata
al rischio di cancro polmonare. ... I nostri risultati
indicano che non c'è associazione tra
cancro polmonare e l'esposizione al fumo passivo durante la
fanciullezza."
Studio: "Multicenter Case–Control Study of Exposure to
Environmental Tobacco Smoke and Lung Cancer in Europe",
Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblicato dal
Journal of the National Cancer
Institute, Vol. 90, No. 19, October 7, 1998
CLICCA QUI
PER SCARICARE COPIA ORIGINALE DELLO STUDIO
Adesso vediamone un altro: il più grande
studio del mondo per volume di popolazione, che ha esaminato
118,000 persone per oltre 40 anni in California.
"I risultati
non sostengono una relazione causale
tra fumo passivo e mortalità relativa al tabacco, sebbene non
escludano un piccolo effetto. L'associazione tra esposizione
al fumo passivo e malattie alle coronarie e cancro polmonare
può essere considerevolmente più debole di quanto si crede
generalmente"."
Il che significa, chiaramente, che
anche questo enorme studio non indica alcuna causalità.
Studio:
Environmental tobacco smoke and tobacco related mortality in a
prospective study of Californians, 1960-98,
British
Medical Journal VOLUME 326 17 MAY 2003
CLICCA QUI PER
SCARICARE COPIA ORIGINALE DELLO STUDIO
Ora vediamo TUTTI GLI STUDI: cari lettori
e giornalisti,
cliccate qui per la lista completa di tutti gli studi
condotti nel mondo, e giudicate
voi stessi le affermazioni del ministro e del resto
degli antifumo. Tutti questi studi dicono chiaramente solo una
cosa:
non c'è
relazione causale tra fumo passivo e malattie.
E' STATA D'ACCORDO
ANCHE LA CORTE FEDERALE AMERICANA - Visto che in
America, differentemente dall'Italia, le autorità sanitarie
possono essere portate in tribunale anche se sono ai vertici
dello Stato, la Corte federale americana condannò nel 1998 la
Environmental Protection Agency per truffa e falsa
rappresentazione dell'evidenza sul fumo passivo, condannandola
a rimuoverlo dalla lista dei cancerogeni.
CLICCA QUI PER ULTERIORI INFORMAZIONI SULLA SENTENZA DELLA
CORTE FEDERALE
PERCHE' IL NOSTRO PRESIDENTE NON E' STATO
INVITATO A PORTA A PORTA A DISCUTERE CON IL MINISTRO,
CHE E' AL SERVIZIO DEGLI ITALIANI E CHE DEVE DIRE IL VERO?...
Il Sig. Giletti ha avuto la forza di dare
una possibilità alla realtà statistica di emergere, e a questo
uomo coraggioso va tutta la nostra ammirazione. Per questa
ragione la RAI ed il Sig. Giletti sono stati attaccati dal
ministro. Sig. Vespa, il cittadino Turci è a sua
disposizione per una discussione pubblica con il Ministro
sull'evidenza scientifica (ed anche per ricordargli il suo
nome e la verità). Il sig. Turci può essere raggiunto al suo
cellulare: 339 463 40 51. Restiamo in attesa.
Ammesso e non concesso che alla maggioranza
degli italiani possa dar fastidio il fumo, una legge che
accomodi entrambi i lati con pari comfort e rispetto è
accettabile a tutti. Ma una legge che discrimina contro
una parte della popolazione su basi FALSE E TENDENZIOSE non sta in piedi e diventa un sopruso. Una legge del genere deve
essere abrogata o riscritta se questa nazione, al di la di
tutti i suoi difetti, vuole avere il coraggio di definirsi
civile. Altrimenti, almeno ammettiamolo con onestà: ci
siamo fatti sopraffare dall'odio ed usiamo un falso per
imporre la nostra prepotenza. E visto che lo Stato è
armato e il cittadino no, bisogna soccombere alla violenza
di questa legge. Ecco, almeno in questo modo sapremmo
esattamente con chi abbiamo a che fare, senza dover far
finta di essere una nazione libera. |
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FORCES
TI OFFRE
L'AVVOCATO
HAI PRESO UNA MULTA PERCHE'
ESERCITAVI IL TUO DIRITTO DEI FUMARE? PASSALA A NOI!
12 Gennaio -
I primi cinque lettori che si
prenoteranno
tramite l'invio di una mail
con il proprio recapito otterranno una consulenza legale
personalizzata a spese di FORCES. La multa sarà impugnata
innanzi all'autorità competente.
A noi da' fastidio il
divieto! |
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