La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
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La libertà muore dove il proibizionismo nasce

 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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Questi manifesti nazisti della campagna tedesca (1937-1944) antifumo, antialcol e per il controllo dell'alimentazione si spiegano da se.
E' meglio vedere oltre la cortina fumogena.
Il dovere di ognuno di noi è chiaro.

Abbiamo appena semplificato la procedura e i mezzi per la sottoscrizione a FORCES e la donazione di denaro. CLICCA SU QUESTO BANNER. Mai come ora sono necessari fondi per combattere una legge ingiusta e basata sulla falsa rappresentazione dell’evidenza epidemiologica. CLICCA SU QUESTO BANNER. Il proibizionismo sull’alcol ed il controllo dei cibi sono i prossimi. CLICCA SU QUESTO BANNER. Aiutaci a sconfiggere il proibizionismo, ma soprattutto l’abuso della scienza rottame epidemiologica che si applica a tutto con mille paure ed è alla base di leggi, tasse e regolamenti che costano miliardi a tutta la comunità italiana e mondiale. CLICCA SU QUESTO BANNER. Certi cosiddetti “luminari” NON CI STANNO DICENDO IL VERO e SI RIFIUTANO DI DISCUTERNE. CLICCA SU QUESTO BANNER. Non si tratta di fumo ma di libertà, verità, sopravvivenza economica, onestà e convivenza civile. Aiutaci a combattere. CLICCA SU QUESTO BANNER.
GUERRA AL SIMILVERO

14 Gennaio - Il fumo fa male sempre e comunque? Raddrizziamo informazione contorta e superstizioni: le strutture sanitarie ci stanno dicendo il similvero (parte I) - Ormai si è arrivati al punto che se una tonnellata di una sostanza X fa male, allora una molecola fa male - alla meno peggio "fa male di meno", ma pur sempre fa male. Analogamente, una sigaretta fa male 1/20mo di 20 sigarette - ma fa sempre male! Questo è irrazionale, isterico e soprattutto falso; è una mentalità assolutamente contraria alla realtà scientifica, che invece stipula una verità inconfutabile: è la dose che fa il veleno. Se così non fosse, tutto ucciderebbe. "X fa male (sempre e comunque)" è quindi un'affermazione ideologica e non scientifica.

Ma lo Stato parla di "scienza", e ancora una volta  non dice il vero per indurre i cittadini a pensare nei termini di intolleranza ed abolizionismo che sentiamo oggi. Durante la trasmissione Domenica In di domenica scorsa, il nostro presidente ha risposto all'affermazione che "il fumo fa male" nell'unico modo reale: "Quanto? Il troppo stroppia - sempre" - e ciò vale per qualsiasi cosa. L'affermazione che il fumo (o qualsiasi altra abitudine o sostanza) "fa male" non ha quindi senso se non si specifica quanto. Ma ecco il paradosso dei salutisti, che rivela la loro ignoranza e arroganza a dispetto delle loro pretese certezze: siccome sono incapaci di dirci quanto fa male, ecco che "non hanno dubbi" che tutto fa male eccetto lo zero. Tolleranza zero = intelligenza zero = arroganza infinita.

In realtà, fumare moderatamente potrebbe far bene. Come? Diminuendo l'uso di ospedali, medici e medicine. Quanto fumare può far bene? Meno di  dieci sigarette al giorno.

Differentemente dal Ministro della Salute e dai suoi accoliti, noi non affermiamo nulla a meno che non possiamo sostenerlo con una chiara base statistica o scientifica che mettiamo a disposizione e all'esame del pubblico che riteniamo capace di leggere, apprendere, giudicare e decidere anche senza essere medico e anche senza pontificazione, patrocinio e "tutela" da oligarchie classiste di santoni sedicenti esperti. Visto che la base scientifica (favorevole o contraria) sul fumo varia dal vago al nullo, ecco delle statistiche da fonti importanti come il Department of Health, Education and Welfare degli Stati Uniti (che metteremo a disposizione nel prossimo aggiornamento) e l'Australian Bureau of Statistics. Quest'ultimo è un enorme studio della popolazione australiana e ci presenta i seguenti dati:

Presenza di una o più malattie a lunga decorrenza in persone oltre i 44 anni di età

Non fumatori: 91,8% Fumatori: 89,0%

Nessuna malattia riportata

Fumatori: 24,9% Ex-fumatori: 15,9%
Non fumatori: 17,9%

Malattie cardiovascolari (oltre i 45 anni di età)

Fumatori: 6,0% Ex-fumatori: 11,4%
Non fumatori: 6,7%

Ipertensione (oltre i 45 anni di età)

Fumatori: 18,3% Ex-fumatori: 27,0%
Non fumatori: 29,0%

Sovrappeso (oltre i 45 anni di età)

Fumatori: 38,9% Ex-fumatori: 49,5%
Non fumatori: 44,1%

Come si può notare, gli ex-fumatori sono i più malati di tutti, seguiti dai non fumatori (smettere di fumare è veramente una buona idea, oppure è una buona idea di Big Pharma?...). I fumatori sono quelli in condizioni migliori. Bisogna notare che queste non sono ipotesi statistiche stile fumo passivo, ma dati reali. Sebbene del 1990, lo studio parla chiaro - e chi ha voglia e tempo si può scaricare e leggere la copia originale. Cliccare invece qui per vedere lo studio convertito per il browser. Un'ultima nota su questo studio, che dovrebbe farci pensare molto: sebbene la sua esistenza sia riconosciuta dal Bureau (clicca qui), quando si va a cercare lo studio per scaricarlo, esso è stato rimosso dalla lista della documentazione (clicca qui). Qualcuno, ovviamente ha fatto pressione sul Servizio Statistico Australiano per rimuovere dalla circolazione uno studio scomodo. Bisogna far credere che il fumo uccide - sempre e comunque.

PROPAGANDA

14 Gennaio -
Asinus asinum fricat - Continua la propaganda per far credere che il fumo uccide sempre e comunque da parte degli accessori del salutismo. La tattica è sofisticata e al tempo stesso elementare: proiettare l'impressione che l'evidenza scientifica che dimostra le menzogne della propaganda antifumo non sia credibile perché di parte, e così facendo evitare ancora una volta ogni discussione scientifica pubblica che smaschererebbe truffe e esagerazioni.

Oggi La Repubblica riporta che l'industria del tabacco assoldava scienziati per screditare le ricerche sull'effetto cancerogeno del fumo sul gene p53. Lo riporta la rivista scientifica The Lancet. Raccomandiamo di leggere l'articolo per avere una dimensione dell'ipocrisia di questa campagna antifumo. Mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce "vili" coloro che prendono soldi dall'industria del tabacco, l'OMS stessa è a letto con i colossi farmaceutici, mentre le riviste scientifiche prendono soldi alla grande dall'industria tramite sponsorizzazione - Lancet incluso.

Continuiamo a divertirci: il capo dell'OMS, Dr. Jong Wook Lee, è stato coinvolto in uno dei più grossi scandali di copertura nella recente storia di quest’organizzazione: quello del programma di vaccinazione ed immunizzazione globale. Lee fu messo alla guida del programma nel 1994. Nel 1995 un documentario della BBC dal titolo “Il laboratorio umano” rivelò che i vaccini distribuiti dall’OMS nelle Filippine erano combinati con la gonadotropina, un composto che inibisce la gravidanza o causa aborti spontanei se è presente anche il vaccino antitetanico – il tutto, naturalmente, senza che le autorità mediche filippine sapessero nulla. Lee fu strumentale nell'insabbiamento di questo ennesimo scandalo. Clicca qui per leggere i dettagli.   Sembra proprio vero il detto che chi non si sporca le mani non scala la montagna. Però quando si dicono palle sul fumo, magicamente le mani tornano ad essere pulite!

Lo sapevate, tra l'altro, che le riviste scientifiche si rifiutano di pubblicare gli studi che hanno ricevuto fondi da Big Tobacco, ma non quelli che li hanno ricevuti da Big Pharma? Perché si soffoca l'informazione scientifica? Non sarebbe sufficiente pubblicare chi ha pagato? Che si teme, che venga fuori la truffa? Sembra proprio di si. D'altra parte, il monopolio dell'informazione è vitale in ogni tirannia.

L'autore del polverone di cui parla La Repubblica è, questa volta, la pedina farmaceutica Stanton Glantz, su cui a suo tempo avevamo fatto persino un servizio speciale. Questo individuo, attraverso la scuola di medicina dell'università della California, è pagato dalla Robert Wood Johnson Foundation, braccio filantropico della Johnson & Johnson, per spacciare informazione distorta e intolleranza contro fumo e fumatori. Clicca qui per leggere la  documentazione sull'ultimo "grant" da 9,8 milioni di dollari da parte della RWJF sul sito dell'organizzazione stessa. Come mai La Repubblica non riporta questo importante dettaglio? Non hanno diritto gli italiani all'informazione completa - o bisogna dir loro solo di smettere di fumare e di intossicarsi con porcherie farmaceutiche? Si noti anche che La Repubblica fa intendere che il coinvolgimento del tabacco nella mutazione del gene p53 sia una cosa scontata, mentre la discussione è accesissima al di la delle insinuazioni sugli scienziati che si dice siano pagati dall'industria. In breve, non c'è alcuna prova.

Le "autorevoli reazioni" dell'OMS citate da La Repubblica, quindi, provengono da un'organizzazione squisitamente pubblica che è partner ufficiale con un'industria che trae tutti i vantaggi economici immaginabili dalla crociata nazionalsalutista contro tabacco, alcol e cibo. La credibilità di un ente pubblico che si mette in letto con un'industria privata è ZERO - e si noti: la colpa non è delle multinazionali (che agiscono nel loro interesse come tutti), ma dell'ente pubblico che si presta all'implementazione di interessi privati.

La faccia marcia di questa gente della "salute pubblica" e dei suoi sostenitori non sembra avere limiti, né precedenti nella storia umana - almeno su questa scala. Ipotizzando che sia vero ciò che affermano Stanton Glantz e l'OMS, al massimo si tratta quindi di una polemica tra venduti. Asinus asinum fricat. L'asino rimbecca l'asino.


14 Gennaio - Chi beneficia dalle campagne antifumo? Si indovini un po'... - In questi giorni "caldi" volano le accuse (indirette, perché non si ha le palle di farle direttamente) a FORCES di essere al soldo o comunque collegata all'industria del tabacco. Questa è la formula standard delle gang antifumo a qualunque livello per cercare di screditare chi si oppone e tentare di tappare la bocca a chi dice il vero. Ma con noi non funziona. Intanto, vediamo ancora una volta chi è dietro le campagna antifumo - cioè chi paga ciarlatani e attivisti per dire menzogne e seminare odio. Bingo: l'industria farmaceutica.

Contrariamente ai nemici di FORCES noi possiamo fare i nomi di chi paga: Glaxo-SmithKline, per esempio, che investe anche cinque milioni di euro nel marketing di prodotti di dubbia efficacia in Italia: oppure la Johnson & Johnson (copertura: Robert Wood Johnson Foundation); come abbiamo già citato sopra,  l'Organizzazione Mondiale della Sanità è addirittura partner ufficiale con le multinazionali farmaceutiche.

Riflettiamo di nuovo su questo punto, che è tanto fondamentale quanto intuitivo: è credibile che l'OMS possa restare obiettiva sul fumo ed altri stili di vita quando è a letto con tali industrie? Se A è uguale a B e B è uguale a C, allora C è uguale ad A, vale a dire: come è  possibile che un ministero della salute possa non essere influenzato dalle agende delle multinazionali, quando si riferisce sempre all'OMS che ha una simile associazione? Un'ultima domanda innocente: è forse questa la ragione per cui il ministro Sirchia vuole distribuire "gratis" (leggi: pagati da tutti gli italiani, anche i non fumatori) i prodotti farmaceutici di cessazione del fumo? Forse è il caso di spolverare una vecchia domanda: ma si crede che sulla fronte abbiamo proprio scritto "Sali e Tabacchi" (con tutto il rispetto ai tabaccai)?

Sembra proprio che carogne sono solo quelli che sono venduti all'industria del tabacco perché loro mentono. Quelli che sono invece venduti all'industria farmaceutica non mentono mai, vogliono solo la nostra salute - specialmente quando si parla di fumo oggi, alcol domani e cibo dopodomani - e più altolocate sono meglio è. Chiamiamola pure onestà a senso unico, tanto oggi l'ipocrisia va di moda: la sostanza non cambia. Ma ci hanno accecato così tanto con le campagne di odio e di paura da essere diventati anche scemi e sordi?...

Cogliamo l'occasione per mettere in rilievo che FORCES Italiana procederà legalmente contro chiunque affermi che l'organizzazione o i suoi membri ricevono denaro dall'industria del tabacco. Ci teniamo anche a ribadire che non pensiamo che essere finanziati da tale industria sia immorale o comunque sbagliato - specialmente quando gli antifumo sono spesso pagati dalle multinazionali del farmaco. Semplicemente, ciò non è successo.

ABBIAMO VIOLATO LA LEGGE
Clicca sulle immagini per vederle più grandi in una nuova finestra
Gian Turci
Giordano Bruno Guerri e Filippo Facci
Oscar Giannino
Guido Tamburini
La moglie presenta a Gianfranco Funari la vera motivazione del can can antifumo: un prodotto dalle multinazionali farmaceutiche che "aiuta" a smettere di fumare
Marco Taradash
Pier Luigi Diaco viola la legge sotto lo sguardo divertito dei baristi

DISOBBEDIENZA CIVILE: UN SUCCESSO CHE CONTINUERA' NEL TEMPO

14 Gennaio - L'episodio di disobbedienza civile organizzato da FORCES Italiana e da L'Indipendente Lunedì 10 Gennaio è stato un successo. Molte le personalità intervenute ed abbondante la copertura dei media. Se Sirchia e i suoi alleati sperano che tutto finirà in nulla e che i fumatori si abitueranno ad essere cacciati fuori a fumare per la strada come prostitute, si sbaglia di grosso.

Questo è solo l'inizio, perché una legge basata su una falsa rappresentazione della realtà è non solo immorale, ma anche assai pericolosa per la società che l'adotta.

L’appuntamento è stato al binario 10 della Stazione Termini. Giordano Bruno Guerri, direttore del quotidiano «L’Indipendente», ha invitato alla protesta contro il proibizionismo sul fumo. Puntuali arrivano a spalleggiarlo molti amici. Nel frattempo, arrivano anche gli amici e i membri di FORCES - alcuni dei quali da città lontane. C’è anche Pasquale Squitieri, che a dire la verità ha smesso di fumare qualche tempo fa, ma che riprende «per solidarietà».

Vista la folla e l'afflusso delle telecamere, qualcuno, valigia alla mano, si ferma e chiede: «Si gira un film?». In effetti i protagonisti di questa manifestazione, molti dei quali giornalisti, sui binari sono bizzarri. Oscar Giannino sembra uscito da una storia di Harry Potter con la sua ottocentesca giacca gessata e la sciarpa di velluto. Anche Filippo Facci in tabarro e scarpe da ginnastica lucide non passa inosservato.

Gianfranco Funari, con cappello e bastone, arringa afono e ansimante il pubblico curioso. «Io avevo smesso, dice, ma poi quando sono stato male di cuore, mentre mi facevano la coronaroterapia, è stato il chirurgo a rimettermi una Marlboro in bocca». Dice Funari: «Gli ex fumatori sono dei malati di mente convinti di poter essere eterni».

Arriva anche Pierluigi Diaco e il gruppo si trasferisce verso il binario 23, in un bar dove si deve consumare la trasgressione per ricevere una multa. Funari e Diaco al bancone sorseggiano un caffè e fumano una sigaretta dietro l’altra. Gli agenti di polizia, due, si affacciano alle vetrate, li guardano e passano oltre. Niente da fare, la multa per questa volta non arriva.

Ma a risollevare le sorti della protesta pensa Giordano Bruno Guerri, che riesce a beccarsi la multa insieme dopo che Gabriele Magno, uno degli avvocati di FORCES, riesce a raggiungere il posto di polizia ferroviaria e ad avvertirli del "crimine" che sta per essere commesso.

Le telecamere si spostano alla tabaccheria della stazione, dove Giordano Bruno Guerri e Gian Turci, dietro la vetrina del negozio, si accendono una sigaretta di fronte a telecamere ronzanti e flash accecanti. "Per la libertà", dice Guerri a Turci. "Per la verità", risponde Turci - e il "crimine" è consumato con orgoglio.

Usciti dalla tabaccheria, Turci dice alla stampa: "Non ho mai goduto una sigaretta tanto quanto quella che ho appena fumato in violazione di una legge basata su falsa rappresentazione dell'evidenza. Sirchia non dice la verità agli italiani, e dovrebbe vergognarsi".

Si arriva alla stazione di polizia. Guerri entra per primo, ma non c'erano i moduli adatti e la sanzione gli sarà comunicata solo nei prossimi giorni. Una lunga fila di personaggi aspetta ordinatamente fuori dalla porta, fumando a catena, per essere "punita". Nel frattempo uno dei poliziotti si piazza sulla porta del posto di polizia e si accende una sigaretta dicendo a Turci, che protesta per avere la multa: "Abbiamo da lavorare, e non abbiamo nemmeno abbastanza personale per acchiappare i delinquenti!" Turci cerca di spiegargli che, dalla mezzanotte del giorno prima, anche lui è un delinquente quando fuma in pubblico. Il poliziotto ghigna sornione, inalando con piacere una boccata di ottimo fumo - e forse ancora incredulo che Sirchia faccia sul serio.

Non lo possiamo biasimare, lui ed altri come lui: perché considerare i fumatori avvelenatori e criminali sembra pazzesco. Ma se ci si pensa bene non lo è, perché significa vendite mondiali da centinaia di milioni di Euro per quelle multinazionali farmaceutiche che producono le "terapie" di cessazione che Sirchia vuole che siano distribuite "gratis" (leggi: paga lo stato e cioè i cittadini) a tutti i fumatori.

I governi sono sempre stati venditori di fumo in un modo o nell'altro, perché o ti vendono le sigarette, o profittano dalle enormi tasse su di esse. Ma avere ministeri della "salute" che promuovono farmaci come fossero venditori di aspirapolvere non può che dimostrare dove siano arrivate le lobby del farmaco.

Guerri sostiene la necessità di modificare la legge appena entrata in vigore. «Voglio essere libero di poter fumare. Il fatto è che stanno cercando di prendere possesso del corpo dei cittadini. Qualsiasi tiranno nella storia ha tentato di fare lo stesso». Qualcuno chiede: «E chi è il tiranno in questo caso?».  «Il governo naturalmente. Il mio compito è insegnargli la declinazione completa della parola libertà».


QUEST'UOMO NON CI DICE COME STANNO LE COSE: LO CONOSCETE?

12 Gennaio - Forse il ministro Sirchia confonde la sua fede salutista con la scienza quando parla di prove "scientifiche" che il il fumo passivo fa male. Ieri sera a Porta a Porta mancava una persona - ovvero il nostro presidente - di cui, guarda caso, il signor ministro non sembrava ricordare neppure il nome. Arrogandosi il diritto unico di saper leggere la semplice evidenza degli studi, il ministro ha cercato anche di zittire Catherine Spaak che leggeva dati scientifici chiari e semplici dal libro di Filippo Facci "Fumo negli occhi". Dopo ciò ha definito "una goliardata" la posizione del Ministro della Difesa Antonio Martino in difesa della libertà personale e della verità. Poi si è andati a spolverare uno studio giapponese dove si dice che il fumo passivo incrementa il rischio di tumore al polmone, e si è menzionato il solito 30% di incremento di rischio. - IL MINISTRO SIRCHIA CONTINUA A DIRE IL SIMILVERO AGLI ITALIANI.

IL 30% SIGNIFICA CHE NON SI PUO' STABILIRE CHE IL FUMO PASSIVO SIA RESPONSABILE. CI VUOLE IL 300% SECONDO L'EPIDEMIOLOGIA STESSA.

O IL MINISTRO NON E' A CONOSCENZA DI QUESTI PARAMETRI FONDAMENTALI (E ALLORA DOVREBBE RASSEGNARE SUBITO LE DIMISSIONI), OPPURE EGLI CONSCIAMENTE NON DICE IL VERO AGLI ITALIANI.

Vediamo l'estratto del più prestigioso studio del mondo condotto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Non bisogna essere specialisti, nonostante ciò che afferma Sirchia, per capire cosa dice lo studio:

"L'esposizione al fumo passivo durante l'infanzia non è associata ad un incremento di rischio di cancro polmonare. ... Nessuna chiara relazione di dose-risposta ha potuto essere dimostrata per esposizione cumulativa al fumo passivo da parte del coniuge [non fumatore] ... Nessun incremento di rischio è stato rilevato nei soggetti esposti coniugalmente o sul lavoro ... L'esposizione al fumo passivo da altre fonti non è associata al rischio di cancro polmonare. ... I nostri risultati indicano che non c'è associazione tra cancro polmonare e l'esposizione al fumo passivo durante la fanciullezza."

Studio: "Multicenter Case–Control Study of Exposure to Environmental Tobacco Smoke and Lung Cancer in Europe", Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblicato dal Journal of the National Cancer Institute, Vol. 90, No. 19, October 7, 1998

CLICCA QUI PER SCARICARE COPIA ORIGINALE DELLO STUDIO

Adesso vediamone un altro: il più grande studio del mondo per volume di popolazione, che ha esaminato 118,000 persone per oltre 40 anni in California.

"I risultati non sostengono una relazione causale tra fumo passivo e mortalità relativa al tabacco, sebbene non escludano un piccolo effetto. L'associazione tra esposizione al fumo passivo e malattie alle coronarie e cancro polmonare può essere considerevolmente più debole di quanto si crede generalmente"."

Il che significa, chiaramente, che anche questo enorme studio non indica alcuna causalità.

Studio: Environmental tobacco smoke and tobacco related mortality in a prospective study of Californians, 1960-98, British Medical Journal  VOLUME 326 17 MAY 2003

CLICCA QUI PER SCARICARE COPIA ORIGINALE DELLO STUDIO

Ora vediamo TUTTI GLI STUDI: cari lettori e giornalisti, cliccate qui per la lista completa di tutti gli studi condotti nel mondo, e giudicate voi stessi le affermazioni del ministro e del resto degli antifumo. Tutti questi studi dicono chiaramente solo una cosa:

non c'è relazione causale tra fumo passivo e malattie.

E' STATA D'ACCORDO ANCHE LA CORTE FEDERALE AMERICANA - Visto che in America, differentemente dall'Italia, le autorità sanitarie possono essere portate in tribunale anche se sono ai vertici dello Stato, la Corte federale americana condannò nel 1998 la Environmental Protection Agency per truffa e falsa rappresentazione dell'evidenza sul fumo passivo, condannandola a rimuoverlo dalla lista dei cancerogeni.

CLICCA QUI PER ULTERIORI INFORMAZIONI SULLA SENTENZA DELLA CORTE FEDERALE

PERCHE' IL NOSTRO PRESIDENTE NON E' STATO INVITATO A PORTA A PORTA A DISCUTERE CON IL MINISTRO, CHE E' AL SERVIZIO DEGLI ITALIANI E CHE DEVE DIRE IL VERO?...

Il Sig. Giletti ha avuto la forza di dare una possibilità alla realtà statistica di emergere, e a questo uomo coraggioso va tutta la nostra ammirazione. Per questa ragione la RAI ed il Sig. Giletti sono stati attaccati dal ministro. Sig. Vespa, il cittadino  Turci è a sua disposizione per una discussione pubblica con il Ministro sull'evidenza scientifica (ed anche per ricordargli il suo nome e la verità). Il sig. Turci può essere raggiunto al suo cellulare: 339 463 40 51. Restiamo in attesa.

Ammesso e non concesso che alla maggioranza degli italiani possa dar fastidio il fumo, una legge che accomodi entrambi i lati con pari comfort e rispetto è accettabile a tutti. Ma una legge che discrimina contro una parte della popolazione su basi FALSE E TENDENZIOSE  non sta in piedi e diventa un sopruso. Una legge del genere deve essere abrogata o riscritta se questa nazione, al di la di tutti i suoi difetti, vuole avere il coraggio di definirsi civile. Altrimenti, almeno ammettiamolo con onestà: ci siamo fatti sopraffare dall'odio ed usiamo un falso per imporre la nostra prepotenza. E visto che lo Stato è armato e il cittadino no, bisogna soccombere alla violenza di questa legge. Ecco, almeno in questo modo sapremmo esattamente con chi abbiamo a che fare, senza dover far finta di essere una nazione libera.


FORCES TI OFFRE L'AVVOCATO

HAI PRESO UNA MULTA PERCHE' ESERCITAVI IL TUO DIRITTO DEI FUMARE? PASSALA A NOI!

12 Gennaio - I primi cinque lettori che si prenoteranno tramite l'invio di una mail con il proprio recapito otterranno una consulenza legale personalizzata a spese di FORCES. La multa sarà impugnata innanzi all'autorità competente.
A noi da' fastidio il divieto!


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