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EDITORIALE
LODE AI
CODACONS
12
Maggio - Tra le esultanze di chi odia i fumatori apprendiamo che si è
avuta
“una sentenza a suo modo storica”,
ci dice La Repubblica, dal tribunale di Roma sul fumo passivo, con
compensazione record per l’Italia di quasi quattrocentomila euro. Come al
solito si canta vittoria e si definisce "storica" una sentenza già dalla prima istanza – anche se il fato tipico di
questi casi è quello di essere capovolti in appello, come succede in America e
come è successo qui con il
caso di
Monica Crema. Bah, ciò che conta è seminare il terrore e convincere tutti
che il fumo passivo uccide – per amore o per forza.
Prima di procedere a lodare i
Codacons come si meritano, è doveroso chiarire come ci viene
propinata la solita informazione falsa e perché la sentenza è sbagliata.
Sappiamo poi già che, in caso di capovolgimento, la notizia diventerà un
trafiletto in 15ma pagina perché verrà di nuovo dimostrato che i pericoli del
fumo passivo non ci sono e quindi sarà necessario nasconderla. Bisogna creare
la cultura antifumo: proteggere il falso in nome della salute è il mandato
primo dei media “responsabili”.
Innanzitutto, il cancro
polmonare ha una “incubazione” di venti o trenta anni nei fumatori di
sigarette nei rari casi in cui lo contraggono (incidenza media uno su
mille); alcuni anni di un’esposizione all’infinitamente più leggero fumo
passivo, che peraltro non può assolutamente essere misurata, sono comunque
pochissimi per questa malattia. Ciò sarebbe vero anche se il fumo passivo
avesse una concentrazione di tossici tale da incrementare davvero il rischio
di cancro, che non è il caso
come testimoniano gli stessi studi
epidemiologici. Secondo, La Repubblica non riporta il vero quando afferma
che “il tipo di tumore contratto dalla paziente - carcinoma epidermoidale -
è direttamente riconducibile all'esposizione a fumo passivo”. Il
carcinoma epidermoidale può svilupparsi nei fumatori e nei non fumatori, sia
che gli ultimi dicano (ricordate: nessuno può verificare se e
quanto) di essere stati esposti a “tanto” fumo passivo o a “poco” - e poi
anche questo cancro ha la solita quarantina di concause. La grave irresponsabilità da parte di "autorità"
sanitarie e di media di dare informazione falsa e tendenziosa
(come questa
vergognosa serie di menzogne del TGCOM, inclusa l'assurdità dei 10.000 morti da
fumo passivo in Italia) a scopo socio-politico
non può mai essere evidenziata troppo. Infatti, non
esiste una malattia che sia unica del fumo attivo o passivo. La causalità
non è quindi stabilita, e si riduce all’opinione di “santoni” che non
ha nulla a che vedere con dimostrazione di scienza, ma solo con… opinioni. Un
tribunale potrebbe decidere a che opinione credere, ma è sempre un
falso parlare di causalità accertata per qualsiasi tipo di cancro.
In casi come questi,
dunque, il tribunale è sempre e solo un implementatore delle
“opinioni” e delle fedi epidemiologiche di santoni che spergiurano
implicando che le loro opinioni sono dati scientifici – e mai uno
strumento di verità e di conferma di realtà scientifiche, a meno che il
verdetto non sia un’assoluzione. Purtroppo, in Italia non esiste l’equivalente della sentenza Daubert, adottata negli Stati Uniti a livello
federale e da molti degli stati, di
cui raccomandiamo la lettura ai nostri
lettori, avendo tradotto la sostanza essenziale dall’inglese. Creata nel
1993, la Daubert non riconosce come prova l’opinione di “esperti” che non
possano portare dati a sostegno, dati – attenzione! – che devono
specificare il margine di errore di ogni cosa misurata.
Nessuna dell’evidenza sul fumo passivo specifica o può specificare il margine
di errore. Perché? Perché quando si raccolgono dati con
questionari
epidemiologici ed altra metodologia spazzatura come quella sul fumo
passivo non è possibile stabilire quale sia l’errore. La sentenza
Daubert della Corte Suprema degli Stati Uniti rappresenta un concetto
giuridico importantissimo in uno stato moderno, perché previene le cricche
epidemiologiche salutiste/ambientaliste dall’usare trust di opinioni e
“consensi”, gabbando/influenzando in tal modo tribunali e cittadini facendole
passare per scienza. Non è un caso che le cause contro il fumo sono spesso
introdotte in quegli stati che non hanno ancora adottato questo importante
concetto a tutela delle vittime del salutismo e contro le illimitate ambizioni
economico-politiche di gente come i Codacons.
Ma
perché lodiamo i Codacons? Certamente non perché si approfittano delle false
rappresentazioni dell’evidenza epidemiologica e spremono denaro usando gente
morta in incidenti stradali! Più ironicamente, perché hanno scelto come
prima vittima lo Stato facendo uso della truffa percettiva e della falsa
rappresentazione dell’evidenza sul fumo passivo promossa dallo Stato stesso
– un’ironia storica e culturale tutta italiana. La farina del diavolo va in
crusca; ma il diavolo non sono i Codacons, che al massimo si possono definire
come spiccioli approfittatori a caccia di altrui disgrazie per il loro
tornaconto. Il demonio vero è lo Stato che, essendo il più grande datore di
lavoro della nazione, è riuscito a farsi uno sfolgorante autogol storico e
potrebbe dover sganciare parecchi milioni di euro. Si potrebbe chiudere
l’analogia dicendo che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Bisogna riconoscere che gli antifumo sono bravissimi a creare i circoli
chiusi. In questo caso, l’unica difesa logica dello Stato sarebbe usare la
scienza vera per dimostrare il vero, cioè che non esiste pericolo dimostrato
dall’esposizione al fumo passivo. Ciò sarebbe facilmente provabile in
qualsiasi tribunale se si avesse il coraggio di adottare l’appropriata linea
di difesa con avvocati epidemiologicamente addestrati. Ma in tal caso lo Stato
dimostrerebbe di essere un truffatore quando afferma che “il fumo passivo
nuoce alle persone che vi circondano”. Scacco matto? Bravi Codacons, lo Stato
se lo è proprio meritato. Il tutto quindi si riduce a una decisione: o
dimostrare la truffa in tribunale e la non violazione della legge 626 – e a
tal proposito FORCES mette a disposizione del Ministero dell’Istruzione dati
completi, studi ed esperti che possono indiscutibilmente dimostrare
l’imbroglio una volta per tutte; oppure restare cervelloticamente coerente con
la truffa che ha diffuso (e con gli interessi che ha promosso) finora e pagare
fior di milioni. Sfortunatamente, il Ministero dell’Istruzione è il primo a promuovere
l’antifumo nelle scuole, incluse le menzogne sul fumo passivo. Se un bugiardo
mente, dice il vero?
La
seconda scelta è quindi più probabile. Perché? Perché chi è lo Stato se non i
cittadini (o meglio, le tasche dei cittadini)? Si parlerà di aumenti
del prezzo delle sigarette per compensare risarcimenti, danni e spese
processuali che non hanno ragione di esistere, ma tanto lo sappiamo tutti che
gli aumenti poi se li pappa sempre l’Erario generale. Quanto sopra significa
che tutti i cittadini italiani (quindi anche gli antifumo) dovranno
pagare miliardi per i prossimi dieci, venti, trenta anni grazie all’operato di
santoni medici senza etica e di parassiti sociali senza scrupoli travestiti da
“unioni consumatori”. Questo perché non si avrà mai il coraggio di
ammettere che le “autorità sanitarie” pubbliche e private hanno truffato
un’intera generazione con questa storia del fumo, indipendentemente da quanto
abbiano falsamente reso imponente e visibile
la montagna di evidenza
rottame disponibile. E questa è veramente la brutta notizia.
FORCES Italiana
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LE CONSEGUENZE DELLA
SCIENZA ROTTAME
12
Maggio -
Rivoluzione della fisica - Questo articolo di Franco Battaglia
pubblicato da Il Giornale il 10 Maggio scorso ci parla della più recente
vittima della scienza rottame - il Vaticano - e dei costi dell'ignoranza e
della superstizione salutista: un milione di euro al chilometro. Come per il fumo passivo, non
esiste alcuna prova scientifica sulla nocività delle onde elettromagnetiche.
Fiumi di inchiostro, appelli di scienziati, dimostrazioni scientifiche di ogni
tipo non sono servite per fermare gli effetti della truffa istituzionalizzata
che causa isterismo di massa. Di nuovo, questo Paese ha bisogno disperato di
qualcosa come la
Daubert Opinion americana descritta nel nostro editoriale. Timidamente e
in confusione, forze in tutto il mondo stanno cercando di organizzarsi per
combattere la delinquenza organizzata dei salutisti, degli avvocati
d'assalto, delle "unioni consumatori" che scavalcano ogni buonsenso, bisogno
di prova scientifica ed etica appellandosi direttamente alle
emozioni delle masse disinformate.
Ma anche chi denuncia le truffe scientifico-epidemiologiche
non ha ancora capito che bisogna unirsi invece di combattere ognuno
la sua solitaria battaglia. Purtroppo, chi denuncia la truffa
elettromagnetica magari "crede" a quella del fumo passivo perché gli "da fastidio"
il fumo; chi denuncia la frode sul fumo ignora le truffe degli
ambientalisti (e magari "crede" veramente che le automobili causino il
riscaldamento globale perché a lui piacciono le città deserte), e così via. Ciò che si perde di vista è che tutte
queste truffe sono basate sulla
stessa matrice di disonestà e di mancanza di rispetto per la scienza.
Finché non si svilupperà una coscienza generalizzata contro la truffa scientifica e si
esigeranno procedure di verifica, gli isterici, i ciarlatani e le
"unioni consumatori" distruggeranno l'economia e la faranno franca.
E si continuerà nel parossismo di applicare leggi tanto ignoranti quanto
schifose che considerano le onde elettromagnetiche
"lancio di oggetti pericolosi", dimostrando il completo abbandono della
giustizia e l'abuso di potere ai fini dettati dalla paranoia e dall'odio.
LOTTA ALLO STATO
TERAPEUTICO
12
Maggio -
Troppi
divieti in nome della salute - Raccomandiamo ai
lettori questa risposta di Paolo Granzotto a un medico, pubblicata da Il
Giornale il 9 Maggio scorso. La posizione di Granzotto coincide con molte
delle posizioni di FORCES. C'è da augurarsi che Storace segua i suggerimenti e
che riporti nelle mani dei pazienti e, casomai, dei medici di famiglia la
gestione degli stili di vita. Ci auguriamo anche che risani la sanità
ricordandosi che, in una nazione libera, chi sostiene lo Stato con tasse da
capogiro non va ghettizzato.
CONTRABBANDIERI, NON
RUBATE! IL
GOVERNO ODIA LA CONCORRENZA!
12
Maggio -
Denunciati 12 benefattori dei fumatori
- Questo dovrebbe essere il titolo di questo articolo de La Repubblica, che
riporta il ritorno del contrabbando a Torino. Quando - come detto altrove in
questo aggiornamento - un pacchetto di sigarette costa 1 euro tutto compreso e
lo si vende a 3-4 euro per via delle tasse, come ci si può aspettare che le
leggi di mercato (ovvero il contrabbando) non entrino in azione? In America,
prima dei folli aumenti delle tasse "a fini terapeutici",
il contrabbando di sigarette era una cosa ignota. Perché? Perché un
pacchetto di sigarette costava 70 centesimi di dollaro inclusi i
guadagni di tutti, ecco perché! Bisogna capire che al produttore un pacchetto
di sigarette costa pochi centesimi, e già esso ci fa un profitto smisurato. Ma
anche contando tutti i costi e i profitti della catena di distribuzione, le
sigarette restano sempre un piacere a buon mercato; sono le tasse da ladri
applicate ad esse che le rendono costose. Come combattere il contrabbando
senza diminuire il flusso di denaro da cui lo Stato è diventato letteralmente
tossicodipendente? Abbassare le tasse e permettere l'espansione di mercato,
che più che compenserà per la minore entrata con il volume. E i "morti" da tabagismo?
Beh, intanto che si cominci a provarne scientificamente uno.
Perché poi nessuno ci dice quanto costa ai cittadini reprimere
costantemente il contrabbando? Ultimo suggerimento per chi non vuole
sentire: l'abrogazione delle campagne antifumo di Stato permetterebbe il
risparmio di un gran numero di milioni di Euro. |
SCHIZOFRENIA DI STATO
12
Maggio -
Allora, se il tabacco è così importante per l'economia, che la si smetta di
rompere le palle e segregare i fumatori -
In questo comunicato del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali
leggiamo che il ministro Alemanno ha firmato un importante accordo con la Philip
Morris, per il quale l'Italia avrà un toccasana economico grazie all'incremento
del 15% dell'acquisto di tabacco italiano da parte della multinazionale. Ciò
risulterà in un business migliore per
decine di
migliaia di imprese e centinaia di migliaia di famiglie, e con coltivazione
di decine di migliaia di ettari di terreno. Un
comunicato
stampa circolato all'estero
riporta queste parole del ministro: "Vogliamo assicurare la
sopravvivenza dell'industria del tabacco e il suo sviluppo sostenibile...
Ora vogliamo aumentare la cooperazione con le grandi multinazionali".
Grande notizia dunque per l'economia. Ma per i fumatori? E'
solo grazie a loro che questi accordi sono possibili - e per riconoscenza
essi sono trattati a pesci in faccia da Stato ed anche da certe multinazionali
come la stessa Philip Morris, che sostiene divieti, segregazioni e campagne
antifumo in tutto il mondo baciando il deretano ai ministeri della "salute" e
confermando le truffe epidemiologiche circolate a gran voce dai salutisti. Ma
come è possibile assicurare la sopravvivenza e lo sviluppo di un'industria che
si vuole distruggere raccomandando di non comprare il prodotto, vietandone il
consumo in pubblico, scrivendo sul prodotto che esso "uccide", insegnando questa
balla persino nelle scuole, e demonizzando chi lo consuma?
La vera e propria
schizofrenia di questa multinazionale e dello Stato stesso è lapalissiana, e
certo non siamo i primi a denunciarla - anzi, questo è l'unico punto in
cui siamo d'accordo con certi antifumo, anche se per ragioni diametralmente
opposte. Delle due l'una: se il tabacco causa l'ecatombe (inesistente) di cui si
parla, allora che lo si renda illegale - altro che sviluppi! Altrimenti
che la si smetta di dire ciance al cittadino fumatore, che gli si
permetta di consumare il prodotto legale in luoghi pubblici e in pace,
che si taglino paternalismo, paranoia,
truffa del fumo
passivo e le campagne antifumo - e che multinazionali e Stato dicano almeno
un grande GRAZIE ufficiale a chi fuma rispettandone la dignità
civica e morale intanto che gli alleggeriscono il portafoglio con prezzi da
ladri. Un pacchetto di sigarette, incluso profitto del produttore, distribuzione
e guadagno del rivenditore costa circa un euro.
SCIENZA ROTTAME
12
Maggio -
Studio
esenta il fumo passivo come rischio per il feto: però si tratta sempre di
spazzatura
- Ennesimo studio su feto, polveri fini e
fumo passivo. Con grande e visibile rammarico
per non aver potuto contribuire alla superstizione antifumo, epidemiologi
polacchi rilevano che l'esposizione al fumo passivo delle donne incinta non ha
influenza sul tasso di crescita del feto. Invece l'esposizione alle polveri
sottili si... "Lo studio fornisce nuova e convincente evidenza
epidemiologica che forte esposizione personale alle polveri fini è
associata con effetti avversi allo sviluppo del feto. I risultati indicano
il bisogno di ridurre le concentrazioni di polveri fini nell'ambiente." Si
conclude poi con la frase di rito: "Più ricerca [leggi: più grana per
noi] potrebbe stabilire i meccanismi biologici che spiegano la correlazione
osservata". Grandioso. Ma la correlazione osservata è solida? Quali
confondenti sono stati presi in considerazione? Altezza e peso della madre, il
numero dei figli partoriti, il sesso del feto, l'età di gestazione, la
stagione di nascita e - naturalmente - l'esposizione al fumo passivo che non
si può misurare, ma rilevata con il solito
questionario del menga come per tutti gli studi sul fumo passivo. Cosa è
stato "dimenticato"? Stato socioeconomico e differenze dietetiche dei
gruppi a confronto, due fattori fondamentali. Una "evidenza convincente"
davvero - che si tratta dell'ennesimo studio-spazzatura, anche se esenta il
fumo passivo. Evviva la scienza rottame! |
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MALEDETTI CICCIONI PARASSITI SOCIALI
12
Maggio -
Allarme, allarme: è (quasi) tutta colpa della televisione
- ...O meglio, della pubblicità in televisione: se non ci fossero le
pubblicità di merendine e gelati, allora si che i bambini non diventerebbero
grassi, dicono i nazionalsalutisti! "Alla base
dello studio c'e' il dato acquisito che il fenomeno obesità e' in
continua espansione e coinvolge in Italia mediamente il 4% dei bambini, ai
quali si aggiungono un 20% che sono comunque in sovrappeso, e che il rischio
aumenta di 4/6 volte tra i bambini che guardano la tv per più di 4 ore al
giorno". Se
questi "dati acquisiti" e relativi incrementi di rischio sono attendibili come
la recente truffa statistica della CDC americana c'è poco
da stare allegri. E lo sono...
E poi, anche se i dati fossero attendibili e fosse tutta
colpa della pubblicità (implicazione: bisogna controllare la libertà di
informazione e di impresa in nome della "salute"), i genitori dove
sono?...
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VIETATO FUMARE VIETATO ENTRARE:
I locali che rispettano il diritto
12
Maggio -
Nuove
segnalazioni
- La lista più affidabile
dell'internet continua a crescere con locali a Torino, Bologna, Pescara,
Pistoia, Sondrio, Imperia, Livorno, Ferrara, VIterbo e Oristano.
Fumate pure al ristorante
- proprio come quando eravamo liberi! Per
ulteriori segnalazioni, scrivete a:
fumapure@forcesitaly.org
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HUMOUR: Per rinfrancar lo spirito... tra una
truffa e l'altra

Malattie uniche
dei fumatori -
Tre amici si presentano alla visita di
leva. Entra il primo, dopo qualche minuto esce tutto contento: "Yuppy!!!
M'hanno scartato!! Ha ha, mi han detto che ho il gomito del tennista. Mai
giocato a tennis!!! Tieh!". Entra il secondo, dopo pochi minuti esce
raggiante: "Evviva! Hanno scartato anche me! Che tonti! Sentite qua: secondo
loro ho il ginocchio della lavandaia. Ma se non ho mai lavato un panno in vita
mia. Ah ah ah tieh!!". Entra il terzo. Passa mezz'ora, un'ora, due ore!!!
Finalmente esce ed e' felicissimo: "Ragazzi mi hanno scartato, mi hanno
scartato!!". "Ma come mai ci han messo tanto?". "Ma che ne so? Prima mi hanno
fatto tossire, poi mi hanno fatto le radiografie, poi le hanno consultate a
lungo... insomma in poche parole mi hanno scartato perché ho un cancro ai
polmoni. Ah ah ah ah, mai fumato in vita mia..."
La scienza si vede dalle prove empiriche
- Bacco, tabacco e venere: James
Bond ne ha sempre abusato. Perché non e' ancora cenere?
Filosofia -
Bisogna sempre cercare di vedere in tutti
i lati positivi, perché essi influenzano il giudizio sull'umanità della
persona che esaminiamo: Hitler era un antifumo. |
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