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AGGIORNAMENTO SPECIALE |
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"...Finché
non sapremo esattamente cosa causa il cancro e come certi fattori sono
in grado di modificare gli effetti di altri, resterà il bisogno di osservare con
immaginazione ciò che succede nelle varie e diverse categorie di
persone…"
(Doll R, Peto R, The causes of cancer, JNCI
66:1192-1312, 1981. p. 1281)
Bisogna mettersi nella testa una volta per tutte una
nozione chiara e semplice: non è dimostrato che il fumo provoca il cancro. Le associazioni sono solo statistiche.
Non possiamo permettere che l’opinione di approfittatori
diventi un credo culturale scavalcando la scienza. Questa è la ragione per
cui si rifiuta ogni discussione in merito: perché la causalità è ancora
opinabile - ma non la sete di potere. |
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Le
ripercussioni legali di tale "credo" le abbiamo viste la settimana scorsa. Ma la realtà scientifica
resta. Chi vuole imporre questo credo e farlo passare da scienza però
non ha nemmeno il coraggio di accettare un dibattito
scientifico. Il perché è ovvio:
dimostrerebbe di aver ingannato l’opinione pubblica. Meglio evitare
ogni imbarazzante confronto e dichiarare che il credo è indiscutibile, parlando d’autorità e
d'arroganza dai pulpiti mediatici con la complicità di media tanto
ignoranti quanto accondiscendenti. Se c’è qualcosa di dimostrato oltre
ogni ragionevole dubbio, quindi, è che abbiamo un serio problema di
attendibilità istituzionale, che condurrà a situazioni
disastrose per l'economia e la società.
ECCO COME MEDIA E ATTIVISTI VI HANNO INGANNATO LA SETTIMANA SCORSA
Dedichiamo questo aggiornamento allo smascheramento di due informazioni false
che sono state ampiamente circolate la settimana scorsa usando l’onda portante
della sentenza contro l’ETI. Stiamo effettuando ricerche per smascherare il
resto dell'informazione fasulla che avete sentito, e speriamo di presentarvi
l'evidenza già dal prossimo aggiornamento. Vi chiediamo di avere pazienza;
purtroppo, una grande ingiustizia universale è che per mentire basta muovere la
bocca, ma per dimostrare le menzogne bisogna lavorare sodo.
La
prima falsità concerne il fumo passivo e il cancro al seno,
e si tratta della solita truffa-scienza rottame che dimostreremo, come sempre,
in modo conclusivo. La seconda riguarda il trattamento
delle sigarette con ammoniaca per aumentare l’assumibilità della nicotina e
l’assuefazione. Entrambe sono un riciclaggio di informazioni di vecchia data, e
che sono
già state smascherate come frodi negli USA e abbandonate da tempo persino dagli
antifumo
americani.
Per l'ammoniaca ci è stato portato l'esempio
di "aggiungere sale nell'acqua minerale per aumentare la sete". A parte che,
come vedremo, l'informazione è totalmente falsa, allora sarà presto il turno
della Coca Cola ed altri produttori di bibite (che da sempre hanno aggiunto
zucchero) di essere perseguiti? Se la mentalità bacata rappresentata dalla
sentenza contro l'ETI sarà sostenuta in Cassazione, ci si può scommettere.
Ad ogni modo, educhiamo i nostri lettori sull’uso che
si fa dell’ammoniaca nelle sigarette, e sulle dinamiche polmonari. Ciò dovrebbe
aiutare tutti a capire l’ignoranza e il comportamento irresponsabile di coloro che affermano che bisogna
partire dal “principio” che “il fumo provoca il cancro” e vogliono che il
pubblico li creda. Queste stesse persone vogliono conferire alla
produzione di sigarette lo stato legale di attività pericolosa. A questi
individui (che dovrebbero vergognarsi di chiamarsi "esperti") è stato conferito il
potere di pilotare l’opinione
pubblica e le corti mentre si fanno belli in televisione. Quanto sotto dovrebbe
rinforzare la nozione della severità del corrente problema istituzionale. |
"...Il problema non è che la
gente non sa abbastanza; è che sa troppe cose sbagliate"
- Josh Billings [Henry
Wheeler Shaw], 1818-1885 |
INFORMAZIONE FALSA:
QUALE "CONNESSIONE
DIRETTA"? |
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| Ecco come il Corriere della Sera (e
moltissimi altri media) hanno riportato la notizia dell'ennesimo
studio-farsa sul fumo passivo. Non esiste alcuna connessione
(diretta o no) tra cancro al seno e fumo passivo, a detta della
stessa OMS - ma l'ignoranza dei mass-media combinata all'odio indotto contro il fumo
da professionisti dell'inganno epidemiologico privati e statali non può portare ad
altri risultati. Si noti anche lo sforzo per conferire credibilità
all'Agenzia,
mentre essa fu duramente condannata per truffa epidemiologica dalla
corte federale statunitense nel 1998 proprio a causa del fumo
passivo. Continuate pure a fumare, perché non fate male a
nessuno! |
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LA TRUFFA |
DEL FUMO
PASSIVO |
14 Marzo -
Ecco la vera informazione su fumo passivo e cancro al seno:
pericolo zero -
California Air Resources Board (CARB): il fumo passivo incrementa il rischio
di cancro al seno del 90%, il tutto strombazzato alla grande dai media italiani. Questo sentiamo
- ma non il resto della storia, perché
bisogna creare l’iperbolica e assurda ideologia che il fumo passivo uccide
tanto quanto e anche più che il fumo attivo. Non si capisce come, perché basta
rendersi conto che nessuno può essere esposto al fumo passivo più che i
fumatori stessi. Il rischio dei fumatori quindi non potrebbe essere altro che
la somma del rischio del fumo attivo e di quello passivo. L’affermazione
del CARB e delle incompetenti autorità italiane a proposito di cancro al seno
e fumo passivo è palesemente falsa. Ecco perché.
Sentiamo che sono stati
esaminati “oltre mille studi”. Perché, si chiederà qualcuno, FORCES ha solo
elencato
113 studi? Abbiamo forse nascosto qualcosa? No, abbiamo
solo elencato TUTTI gli studi concernenti cancro al polmone e malattie
cardiovascolari perché finora sono i più ampiamente usati dalla propaganda
antifumo. Bisogna anche dire che altre centinaia di “studi” fasulli sugli
effetti fumo passivo hanno esaminato tutto il concepibile, fallendo sempre e
miserabilmente: dal cercare di correlarlo alla carie dei bambini, alle
malattie respiratorie, allo sviluppo
di calvizie e così via. Gli studi che esaminano il cancro al seno sono una quindicina in
tutto, ma grazie alla prestidigitazione della propaganda uno ne ricava
l’impressione che ci siano “oltre mille studi” su fumo passivo e cancro al
seno. Attenti quindi a non farsi truffare come al solito.
Tutti
gli studi sul fumo passivo, indipendentemente dai loro risultati, sono sempre
e solo spazzatura perché basati esclusivamente
su interviste che richiamano vaghe memorie di esposizione al fumo passivo
durante un’intera vita. In proposito, vedere di nuovo il questionario
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha dato peraltro esito
negativo sul fumo passivo. Inoltre non bisogna mai dimenticarsi le regole
d’oro dell’epidemiologia per tutelarsi dalla propaganda. Vale sempre la
pena di ricordarle per autodifesa:
- A
causa delle inevitabili incertezze strutturali degli studi epidemiologici,
una elevazione di rischio comincia ad essere considerata valida solo quando uno
studio epidemiologico trovasse un rischio assai più che raddoppiato, vale a
dire un'elevazione del
200-300%. Nella fattispecie, per distinguere il fumo passivo come
causa di cancro al seno, una elevazione del 90% - anche se fosse basata su
epidemiologia seria - non soddisfa questa condizione.
-
Tutti gli studi sul fumo passivo non sono in grado di offrire
le garanzie che sono richieste agli studi epidemiologici.
-
Nessuno degli studi sul fumo passivo soddisfa
i criteri causali di Hill, vale a dire i criteri base
dell’epidemiologia.
L’informazione fasulla non finisce qui. La stessa AIRC (Agenzia Internazionale
della Ricerca sul Cancro cha fa parte dell’OMS) ci dice quanto segue su fumo
e cancro al seno e altri cancri nel suo
Monograph 83 Tobacco Smoke ... Lyon. 2002
(per
l’originale inglese sul sito dell’AIRC clicca qui).
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“L’evidenza
collettiva sul rischio di cancro al seno associato con esposizione
involontaria di non fumatori al fumo passivo è incoerente…
La
mancanza di un’associazione tra fumo attivo e cancro al seno ha
una forte preponderanza contro la possibilità che il fumo passivo incrementi
il rischio per questo cancro, perché non esistono dati disponibili per
stabilire che differenti meccanismi di azione cancerogena operino a differenti
livelli di dose di fumo attivo o passivo.”
“In
generale, i risultati degli studi sui cancri dei bambini ed esposizione al
fumo dei genitori sono incoerenti e probabilmente affetti da tendenziosità (bias).
Esiste il suggerimento di una modesta associazione tra l’esposizione al fumo
[attivo] materno durante la gravidanza e cancro dei bambini, se si considera
il cancro in generale; però ciò è in contrasto con i risultati nulli
concernenti specifiche locazioni di cancro. Studi sul fumo passivo del
genitore maschio suggeriscono l’esistenza di un minuto incremento di rischio
per il linfoma, sebbene tendenziosità e confondenti non possano essere
esclusi.”
“I dati sono
in conflitto e rarefatti per associazioni tra fumo passivo e cancri nasofaringei, della cavità nasale, seni paranasali, cervice, tratti
gastrointestinali e tutte le locazioni del cancro messe insieme. E’
improbabile che qualsiasi effetto che possa essere prodotto nei fumatori
passivi non sia prodotto in scala più grande nei fumatori attivi, e che tipi
di effetti che non sono osservati in fumatori attivi siano osservati invece
nei
fumatori passivi.”
Quindi, le "superiori autorità” sanitarie dell’IAIRC e OMS confermano che l’informazione data dal California
Air Resources Board e dai pappagalli delle “autorità” italiane è falsa.
Né
ciò che è pubblicato dal CARB costituisce evidenza
nuova. Si tenga anche presente che il CARB non ha MAI condotto alcun studio
sul fumo passivo. Ciò di cui il CARB parla è una meta-analisi, vale a dire
un’analisi di studi pre-esistenti. Ma la meta-analisi richiede che gli studi
siano omogenei e individualmente validi, e la quindicina di studi esaminati
dalla CARB certo non lo sono. Quindi la meta-analisi è illecita (clicca
qui e vai al punto 12). Questo “studio” è solo l’ennesimo mezzo
truffaldino per creare la falsa impressione che il fumo passivo sia nocivo.
Ancora una volta quindi ci troviamo di fronte all’ennesima carta da
gioco fasulla, volta a creare la convinzione che “il fumo uccide” e a far circolare il
tutto da media tanto sediziosi quanto ruffiani e incompetenti. Inoltre c’è da
notare che la balla di una relazione tra cancro al seno e fumo passivo è stata
abbandonata dagli antifumo americani già da tempo perché caduta nel ridicolo.
Come mai? La ragione è semplice: come si notava sopra, nessuno è
esposto al fumo passivo più dei fumatori stessi. Il rischio dei fumatori,
quindi dovrebbe essere la somma del rischio del fumo attivo e di quello
passivo. Nel caso del cancro al seno, il CARB e gli altri spaccia-balle
italiani ci vogliono gabellare e far credere che il rischio di cancro
al seno sia notevolmente elevato nelle non-fumatrici esposte al fumo passivo - ma
non lo è nelle fumatrici stesse!
E si
tratta sempre e comunque di scienza spazzatura – l’unica disponibile agli
antifumo per portare avanti la loro falsa crociata. Il fatto che tale spazzatura sia
circolata da autorità statali, istituzioni mediche o pseudo-mediche non eleva
tale spazzatura al livello di scienza: piuttosto abbassa le autorità al
livello della spazzatura. Forse è per questo che ci chiedono di fare un atto
di fede.
E’ mai possibile che in Italia, un Paese di persone considerate intelligenti, si possano riciclare persino le feci
informatiche degli antifumo USA in un’incredibile danza di arrogante
ignoranza? E' mai possibile che sia sufficiente autodefinirsi esperti o
attivisti per essere citati e trattati con rispetto da quegli stessi media che
fanno di tutto per tacitare chi ha le prove indiscutibili delle
frodi? Perché i media stanno dalla parte degli imbroglioni quando
hanno l'opportunità di smascherarli semplicemente leggendo il nostro sito?
Hanno veramente una tale paura del potere e dell'arroganza di questa canaglia,
o sono semplicemente venduti ai poteri politici e farmaceutici? Le implicazioni morali delle risposte a queste domande le
lasciamo ai lettori.
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LA TRUFFA |
DEL FUMO
ATTIVO |
14 Marzo -
Come
detto sopra, la seconda parte di questo aggiornamento è dedicata
all’ammoniaca nelle sigarette. Il primo in Italia a circolare
pubblicamente la disinformazione sull’ammoniaca è stato l’avvocato
Zeno Zencovich (vogliamo sperare per ignoranza e non per malafede),
il cui nome è
legato al caso ETI,
e poi essa è stata amplificata dalla macchina disinformatica
antifumo. Questo articolo rende comprensibile a tutti l’uso che
si fa dell’ammoniaca nella produzione delle sigarette, ed è inteso
a tranquillizzare i lettori con la semplice verità dimostrando
di nuovo come sia importante non credere a quello che
ci viene detto sul fumo. Piuttosto c’è da essere oltraggiati
perché si permette a incompetenti e disonesti di avere una
roboante voce nei media. Esiste un’indiscutibile relazione diretta
tra ignoranza e isterismo: ecco perché il Ministero della
“salute” - tra altri e con grande faccia tosta - parla di
“informazione sul fumo”, ma in realtà non fornisce alla gente alcuna
informazione vera come quella sotto. L’ignoranza del popolo
è sempre stato l’ambiente preferito da tiranni e sciacalli perché
rende il pilotaggio dell’opinione pubblica una questione di
semplici emozioni e non di scienza e ragione. Un’importante difesa contro di essi è
l’educazione scientifica che è, infatti, tra le nostre funzioni primarie.
Buona lettura.
Realtà e
menzogne: la vera funzione dell'ammoniaca nella produzione delle
sigarette
Disponibilità
della nicotina -
Esistono
sostanze acide (acidi - per esempio, l’aceto) e il loro opposto,
le sostanze basiche (basi - per esempio, la calce); entrambe sono
irritanti. Se mescolate assieme, queste sostanze formano composti
noti come sali, che sono assai meno irritanti. Per esempio, il
sale da cucina è il composto dell’acido cloridrico e
dell’idrossido di sodio (soda caustica). In se stessa, la nicotina
è basica e irritante per la bocca e per la gola dei fumatori;
invece la nicotina combinata ad una sostanza acida è meno
irritante, ed è meno irritante quanto più in presenza di una
sostanza acida.
L’ammoniaca
è una base. Il fumo di un sigaro di solito contiene molta
ammoniaca, quindi è basico, e la sua nicotina diventa irritante
per la bocca e per la gola; per questa ragione il fumo del sigaro
è difficile da inalare e tende a “soffocare”. Il fumo della
sigaretta invece contiene assai meno ammoniaca, è più acido, e
quindi il fumo e nicotina della sigaretta sono più facili da
inalare. Questo punto da solo è sufficiente a dimostrare la
falsità dell’affermazione che i produttori di sigarette aggiungano
ammoniaca per facilitare l’assunzione di nicotina e quindi la
“dipendenza” perché, anche nell’ipotesi che questa fosse la loro
intenzione, con l’ammoniaca renderebbero difficile l’assuefazione
ed agirebbero contro i loro presunti interessi!
La nicotina
basica e senza acidi (come quella dei sigari) attraversa le membrane
cellulari più rapidamente della nicotina acidificata, e quindi
l’assunzione orale della nicotina basica è più alta per i fumatori
di sigari o pipe. Si noti che comunque l’acidità o basicità della
nicotina diventa irrilevante nel mondo reale del polmone.
Infatti, anche se i fumatori riuscissero a inalare l’irritante fumo
basico dei sigari, la nicotina che raggiunge i polmoni sarebbe
istantaneamente acidificata al livello del liquido che ricopre la
superficie polmonare. Perché?
Perché i polmoni
sono simili a spugne e quindi provvisti di un’enorme superficie, che
in media è di ben 100 metri quadrati! Tale superficie è
coperta da un muco liquido proveniente dal sangue che circola nei
polmoni. Questo muco è leggermente acido e, considerando l’intero polmone, ha un
peso totale di circa 500 grammi.
Attenzione a quanto segue: il peso di questo muco è circa 5
milioni di volte superiore
al decimo di milligrammo di nicotina che in media raggiunge i polmoni
con ogni boccata.
Per via di questa enorme differenza
di massa, la nicotina che raggiunge i polmoni viene
immediatamente
parificata all’acidità naturale del muco
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che ricopre i polmoni stessi. In altre parole, dopo che si è tirata una
boccata, il fatto che la nicotina inalata sia anche fortemente basica o acida è
assolutamente irrilevante, perché essa attraversa comunque i polmoni alla velocità stabilita unicamente dalle condizioni di acidità naturale del muco
polmonare.
Da
quanto sopra si capisce che esiste un’altra ragione per cui i produttori non
tratterebbero il tabacco con ammoniaca o altre basi anche se avessero
l’intenzione di rendere il fumatore “dipendente”: tale azione scoraggerebbe
l’inalazione del fumo, quindi la disponibilità di nicotina ai polmoni mentre
renderebbe il fumo sgradevole. Il fumo rappresenta un piacere: chi
comprerebbe un piacere sgradevole?... ma logica e realtà scientifica non
sono mai stati la roccaforte degli antifumo, che esistono solo in continue
contraddizioni in termini oltre che, apparentemente, in gretta ignoranza.
Ammoniaca e nicotina nel tabacco -
Ora che si è stabilita la
realtà, che uso si fa dell’ammoniaca nella preparazione delle sigarette?
Abbiamo
visto che l’ammoniaca (NH3) è una sostanza basica. Essa esiste
normalmente come un gas che reagisce prontamente con molte sostanze specialmente
a temperature relativamente alte, come quella della combustione delle sigarette.
Quando una sigaretta brucia, una piccola quantità di ammoniaca è naturalmente
creata dalla combustione di proteine, aminoacidi ed altre sostanze presenti nel
tabacco e che contengono azoto. Oltre alle ragioni già spiegate, non avrebbe
senso aggiungere ammoniaca direttamente alle sigarette perché essa è un gas e
sparirebbe per diffusione già durante la sosta nei magazzini e nelle tabaccherie
- ed anche se ciò fosse possibile, si ricadrebbe in quanto detto prima sulla
sgradevolezza che la basica ammoniaca impartirebbe alle sigarette.
Allora,
dove è aggiunta questa ammoniaca? Per motivi di trasporto ed altre gestioni, una
ragguardevole quantità di tabacco acquistato dai produttori di sigarette si
riduce in polveri e frammenti che non si possono introdurre direttamente nelle
sigarette, ma che sono troppo costosi per essere semplicemente scartati. Tali polveri e
frammenti, tramite macchine che sono anche usate per la produzione della carta,
sono quindi trasformati in fogli di tabacco ricostituito. I fogli sono poi
tagliati in striscioline di dimensioni appropriate alla produzione delle
sigarette.
Durante
il processo di ricostituzione e ad alta temperatura, un po’ di ammoniaca è
talvolta incorporata e si combina con una varietà di zuccheri e altri
componenti. E’ importante notare che un tale uso dell’ammoniaca non è unico
del tabacco, ma è comunissimo nell’industria alimentare perché contribuisce
alla formazione di sostanze che migliorano il sapore e la consistenza dei cibi
lavorati. Per questa stessa ragione l’ammoniaca è usata nella produzione dei
fogli di tabacco ricostituito. Un altro punto importante da capire è che quando
l’ammoniaca ha reagito con altre molecole presenti nei fogli di tabacco (o nei
cibi) essa smette di essere ammoniaca e si tramuta in sostanze completamente
differenti e generalmente innocue nonché stabili, e non ritorna ad essere
ammoniaca quando la sigaretta è fumata.
Ecco,
è tutto qui. Fumate pure senza timore che l'ammoniaca "vi faccia male" o vi
"agganci" a un'assuefazione che peraltro non esiste - a meno che non si chiami
la gioia di vivere assuefazione, e in tal caso che ben venga!
Ci auguriamo di avere smantellato anche questa falsa
informazione dei "professionisti della salute" in modo completo e sufficiente, e
di aver rafforzato l'ovvia realtà che sono solo dei truffatori.
Siamo sempre disponibili (e in guardia) per smascherare le
future truffe antifumo che, siamo certi, saranno prodotte all'infinito finché
non si spezza la schiena politica ed economica di questa industria. |
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LA STATISTICHE DI FORCES
14 Marzo -
Continua
elevatissima l'affluenza al sito di FORCES Italiana. Nel mese di Febbraio si
sono registrati 550.133 hits ed oltre 47.000 pageviews, con un consumo di banda
di oltre 6,7 Gb. Sebbene più basso del mese di Gennaio, dove si era arrivati alla
cifra record di quasi un milione di hits, il breve Febbraio è rimasto di gran
lunga più alto di ogni altro mese degli anni precedenti.
Questo
è un incoraggiante segno che l'interesse di conoscere le truffe epidemiologiche e pubbliche
degli antifumo sta salendo costantemente, e così pure l'intolleranza al regime
propagandista e censorio dell'Anno I dell'Era Salutista. Continuate a segnalare
il nostro sito a tutti quelli che conoscete; più siamo, meglio è - se vogliamo
veramente arrivare alla massa critica necessaria per mettere fine alla truffa
istituzionalizzata sul fumo e altri stili di vita. Ringraziamo i lettori ed anche i nuovi iscritti. |
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LA POSTA DI FORCES
14 Marzo -
Brevissima -
Cari lettori di FORCES, leggete la lettera di un certo Bal. su I Viaggi di
Repubblica n. 359 del 3 marzo. I talebani si irritano dello statuto speciale che
"concede" una proroga di sei mesi all'Alto Adige. Il livore di questo pidocchio
è incredibile. Ieri ero in un bar di Egna e tutti fumavano, ma sono riuscito a
andare al gabinetto lo stesso, nonostante la nebbia!!! Ho anche visto in faccia
gli altri clienti, nonostante la cortina impenetrabile di terribile fumo passivo
solidificato! Brrrr che paura!"- Lucio
I cani sono sempre facili da aizzare - ma hanno sempre bisogno
dei padroni - La Redazione. |
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