La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
La libertà muore dove il proibizionismo nasce
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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Aggiornamento 14 Marzo 2005
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E QUESTA LA CHIAMANO "SCIENZA" - I questionari della truffa epidemiologica


E' FALSO che gli studi sono manipolati: ecco le prove

AGGIORNAMENTO SPECIALE

"...Finché non sapremo esattamente cosa causa il cancro e come certi fattori sono in grado di modificare gli effetti di altri, resterà il bisogno di osservare con immaginazione ciò che succede nelle varie e diverse categorie di persone…"
(
Doll R, Peto R, The causes of cancer, JNCI 66:1192-1312, 1981. p. 1281)
Bisogna mettersi nella testa una volta per tutte una nozione chiara e semplice: non è dimostrato che il fumo provoca il cancro. Le associazioni sono solo statistiche. Non possiamo permettere che l’opinione di approfittatori diventi un credo culturale scavalcando la scienza. Questa è la ragione per cui si rifiuta ogni discussione in merito: perché la causalità è ancora opinabile - ma non la sete di potere.

Le ripercussioni legali di tale "credo" le abbiamo viste la settimana scorsa. Ma la realtà scientifica resta. Chi vuole imporre questo credo e farlo passare da scienza però non ha nemmeno il coraggio di accettare un dibattito scientifico. Il perché è ovvio: dimostrerebbe di aver ingannato l’opinione pubblica. Meglio evitare ogni imbarazzante confronto e dichiarare che il credo è indiscutibile, parlando d’autorità e d'arroganza dai pulpiti mediatici con la complicità di media tanto ignoranti quanto accondiscendenti. Se c’è qualcosa di dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio, quindi, è che abbiamo un serio problema di attendibilità istituzionale, che condurrà a situazioni disastrose per l'economia e la società.

ECCO COME MEDIA E ATTIVISTI VI HANNO INGANNATO LA SETTIMANA SCORSA

Dedichiamo questo aggiornamento allo smascheramento di due informazioni false che sono state ampiamente circolate la settimana scorsa usando l’onda portante della sentenza contro l’ETI. Stiamo effettuando ricerche per smascherare il resto dell'informazione fasulla che avete sentito, e speriamo di presentarvi l'evidenza già dal prossimo aggiornamento. Vi chiediamo di avere pazienza; purtroppo, una grande ingiustizia universale è che per mentire basta muovere la bocca, ma per dimostrare le menzogne bisogna lavorare sodo.

La prima falsità concerne il fumo passivo e il cancro al seno, e si tratta della solita truffa-scienza rottame che dimostreremo, come sempre, in modo conclusivo. La seconda riguarda il trattamento delle sigarette con ammoniaca per aumentare l’assumibilità della nicotina e l’assuefazione. Entrambe sono un riciclaggio di informazioni di vecchia data, e che sono già state smascherate come frodi negli USA e abbandonate da tempo persino dagli antifumo americani.

Per l'ammoniaca ci è stato portato l'esempio di "aggiungere sale nell'acqua minerale per aumentare la sete". A parte che, come vedremo, l'informazione è totalmente falsa, allora sarà presto il turno della Coca Cola ed altri produttori di bibite (che da sempre hanno aggiunto zucchero) di essere perseguiti? Se la mentalità bacata rappresentata dalla sentenza contro l'ETI sarà sostenuta in Cassazione, ci si può scommettere.

Ad ogni modo, educhiamo i nostri lettori sull’uso che si fa dell’ammoniaca nelle sigarette, e sulle dinamiche polmonari. Ciò dovrebbe aiutare tutti a capire l’ignoranza e il comportamento irresponsabile di coloro che affermano che bisogna partire dal “principio” che “il fumo provoca il cancro” e vogliono che il pubblico li creda. Queste stesse persone vogliono conferire alla produzione di sigarette lo stato legale di  attività pericolosa. A questi individui (che dovrebbero vergognarsi di chiamarsi "esperti") è stato conferito il potere di pilotare l’opinione pubblica e le corti mentre si fanno belli in televisione. Quanto sotto dovrebbe rinforzare la nozione della severità del corrente problema istituzionale.


"...Il problema non è che la gente non sa abbastanza; è che sa troppe cose sbagliate" -  Josh Billings [Henry Wheeler Shaw], 1818-1885
INFORMAZIONE FALSA:
QUALE "CONNESSIONE DIRETTA"?
Ecco come il Corriere della Sera (e moltissimi altri media) hanno riportato la notizia dell'ennesimo studio-farsa sul fumo passivo. Non esiste alcuna connessione (diretta o no) tra cancro al seno e fumo passivo, a detta della stessa OMS - ma l'ignoranza dei mass-media combinata all'odio indotto contro il fumo da professionisti dell'inganno epidemiologico privati e statali non può portare ad altri risultati. Si noti anche lo sforzo per conferire credibilità all'Agenzia, mentre essa fu duramente condannata per truffa epidemiologica dalla corte federale statunitense nel 1998 proprio a causa del fumo passivo. Continuate pure a fumare, perché non fate male a nessuno!

LA TRUFFA DEL FUMO PASSIVO

14 Marzo - Ecco la vera informazione su fumo passivo e cancro al seno: pericolo zero - California Air Resources Board (CARB): il fumo passivo incrementa il rischio di cancro al seno del 90%, il tutto strombazzato alla grande dai media italiani. Questo sentiamo - ma non il resto della storia, perché bisogna creare l’iperbolica e assurda ideologia che il fumo passivo uccide tanto quanto e anche più che il fumo attivo. Non si capisce come, perché basta rendersi conto che nessuno può essere esposto al fumo passivo più che i fumatori stessi. Il rischio dei fumatori quindi non potrebbe essere altro che la somma del rischio del fumo attivo e di quello passivo. L’affermazione del CARB e delle incompetenti autorità italiane a proposito di cancro al seno e fumo passivo è palesemente falsa. Ecco perché.

Sentiamo che sono stati esaminati “oltre mille studi”. Perché, si chiederà qualcuno, FORCES ha solo elencato 113 studi? Abbiamo forse nascosto qualcosa? No, abbiamo solo elencato TUTTI gli studi concernenti cancro al polmone e malattie cardiovascolari perché finora sono i più ampiamente usati dalla propaganda antifumo. Bisogna anche dire che altre centinaia di “studi” fasulli sugli effetti fumo passivo hanno esaminato tutto il concepibile, fallendo sempre e miserabilmente: dal cercare di correlarlo alla carie dei bambini, alle malattie respiratorie, allo sviluppo di calvizie e così via. Gli studi che esaminano il cancro al seno sono una quindicina in tutto, ma grazie alla prestidigitazione della propaganda uno ne ricava l’impressione che ci siano “oltre mille studi” su fumo passivo e cancro al seno. Attenti quindi a non farsi truffare come al solito.

Tutti gli studi sul fumo passivo, indipendentemente dai loro risultati, sono sempre e solo spazzatura perché basati esclusivamente su interviste che richiamano vaghe memorie di esposizione al fumo passivo durante un’intera vita.  In proposito, vedere di nuovo il questionario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha dato peraltro esito negativo sul fumo passivo. Inoltre non bisogna mai dimenticarsi le regole d’oro dell’epidemiologia per tutelarsi dalla propaganda. Vale sempre la pena di ricordarle per autodifesa:

  • A causa delle inevitabili incertezze strutturali degli studi epidemiologici, una elevazione di rischio comincia ad essere considerata valida solo quando uno studio epidemiologico trovasse un rischio assai più che raddoppiato, vale a dire un'elevazione del 200-300%. Nella fattispecie, per distinguere il fumo passivo come causa di cancro al seno, una elevazione del 90% - anche se fosse basata su epidemiologia seria - non soddisfa questa condizione.
  • Tutti gli studi sul fumo passivo non sono in grado di offrire le garanzie che sono richieste agli studi epidemiologici.
  • Nessuno degli studi sul fumo passivo soddisfa i criteri causali di Hill, vale a dire i criteri base dell’epidemiologia.

L’informazione fasulla non finisce qui. La stessa AIRC (Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro cha fa parte dell’OMS) ci dice quanto segue su fumo e cancro al seno e altri cancri nel suo Monograph 83 Tobacco Smoke ... Lyon. 2002 (per l’originale inglese sul sito dell’AIRC clicca qui).

“L’evidenza collettiva sul rischio di cancro al seno associato con esposizione involontaria di non fumatori al fumo passivo è incoerente La mancanza di un’associazione tra fumo attivo e cancro al seno ha una forte preponderanza contro la possibilità che il fumo passivo incrementi il rischio per questo cancro, perché non esistono dati disponibili per stabilire che differenti meccanismi di azione cancerogena operino a differenti livelli di dose di fumo attivo o passivo.”

 

“In generale, i risultati degli studi sui cancri dei bambini ed esposizione al fumo dei genitori sono incoerenti e probabilmente affetti da tendenziosità (bias). Esiste il suggerimento di una modesta associazione tra l’esposizione al fumo [attivo] materno durante la gravidanza e cancro dei bambini, se si considera il cancro in generale; però ciò è in contrasto con i risultati nulli concernenti specifiche locazioni di cancro. Studi sul fumo passivo del genitore maschio suggeriscono l’esistenza di un minuto incremento di rischio per il linfoma, sebbene tendenziosità e confondenti non possano essere esclusi.”

 

“I dati sono in conflitto e rarefatti per associazioni tra fumo passivo e cancri nasofaringei, della cavità nasale, seni paranasali, cervice, tratti gastrointestinali e tutte le locazioni del cancro messe insieme. E’ improbabile che qualsiasi effetto che possa essere prodotto nei fumatori passivi non sia prodotto in scala più grande nei fumatori attivi, e che tipi di effetti che non sono osservati in fumatori attivi siano osservati invece nei fumatori passivi.”

Quindi, le "superiori autorità” sanitarie dell’IAIRC e OMS confermano che l’informazione data dal California Air Resources Board e dai pappagalli delle “autorità” italiane è falsa.

Né ciò che è pubblicato dal CARB costituisce evidenza nuova. Si tenga anche presente che il CARB non ha MAI condotto alcun studio sul fumo passivo. Ciò di cui il CARB parla è una meta-analisi, vale a dire un’analisi di studi pre-esistenti. Ma la meta-analisi richiede che gli studi siano omogenei e individualmente validi, e la quindicina di studi esaminati dalla CARB certo non lo sono. Quindi la meta-analisi è illecita (clicca qui e vai al punto 12). Questo “studio” è solo l’ennesimo mezzo truffaldino per creare la falsa impressione che il fumo passivo sia nocivo.

Ancora una volta quindi ci troviamo di fronte all’ennesima carta da gioco fasulla, volta a creare la convinzione che “il fumo uccide” e a far circolare il tutto da media tanto sediziosi quanto ruffiani e incompetenti. Inoltre c’è da notare che la balla di una relazione tra cancro al seno e fumo passivo è stata abbandonata dagli antifumo americani già da tempo perché caduta nel ridicolo. Come mai? La ragione è semplice: come si notava sopra, nessuno è esposto al fumo passivo più dei fumatori stessi. Il rischio dei fumatori, quindi dovrebbe essere la somma del rischio del fumo attivo e di quello passivo. Nel caso del cancro al seno, il CARB e gli altri spaccia-balle italiani ci vogliono gabellare e far credere che il rischio di cancro al seno sia notevolmente elevato nelle non-fumatrici esposte al fumo passivo - ma non lo è nelle fumatrici stesse! E si tratta sempre e comunque di scienza spazzatura – l’unica disponibile agli antifumo per portare avanti la loro falsa crociata. Il fatto che tale spazzatura sia circolata da autorità statali, istituzioni mediche o pseudo-mediche non eleva tale spazzatura al livello di scienza: piuttosto abbassa le autorità al livello della spazzatura. Forse è per questo che ci chiedono di fare un atto di fede.

E’ mai possibile che in Italia, un Paese di persone considerate intelligenti, si possano riciclare persino le feci informatiche degli antifumo USA in un’incredibile danza di arrogante ignoranza? E' mai possibile che sia sufficiente autodefinirsi esperti o attivisti per essere citati e trattati con rispetto da quegli stessi media che fanno di tutto per tacitare chi ha le prove indiscutibili delle frodi? Perché i media stanno dalla parte degli imbroglioni quando hanno l'opportunità di smascherarli semplicemente leggendo il nostro sito? Hanno veramente una tale paura del potere e dell'arroganza di questa canaglia, o sono semplicemente venduti ai poteri politici e farmaceutici? Le implicazioni morali delle risposte a queste domande le lasciamo ai lettori.


LA TRUFFA DEL FUMO ATTIVO

14 Marzo - Come detto sopra, la seconda parte di questo aggiornamento è dedicata all’ammoniaca nelle sigarette. Il primo in Italia a circolare pubblicamente la disinformazione sull’ammoniaca è stato l’avvocato Zeno Zencovich (vogliamo sperare per ignoranza e non per malafede), il cui nome è legato al caso ETI, e poi essa è stata amplificata dalla macchina disinformatica antifumo. Questo articolo rende comprensibile a tutti  l’uso che si fa dell’ammoniaca nella produzione delle sigarette, ed è inteso a tranquillizzare i lettori con la semplice verità dimostrando di nuovo come sia  importante non credere a quello che ci viene detto sul fumo. Piuttosto c’è da essere oltraggiati perché si permette a incompetenti e disonesti di avere una roboante voce nei media. Esiste un’indiscutibile relazione diretta tra ignoranza e isterismo: ecco perché il Ministero della “salute” - tra altri e con grande faccia tosta - parla di “informazione sul fumo”, ma in realtà non fornisce alla gente alcuna informazione vera come quella sotto. L’ignoranza del popolo è sempre stato l’ambiente preferito da tiranni e sciacalli perché rende il pilotaggio dell’opinione pubblica una questione di semplici emozioni e non di scienza e ragione. Un’importante difesa contro di essi è l’educazione scientifica che è, infatti, tra le nostre funzioni primarie. Buona lettura.

Realtà e menzogne: la vera funzione dell'ammoniaca nella produzione delle sigarette

Disponibilità della nicotina - Esistono sostanze acide (acidi - per esempio, l’aceto) e il loro opposto, le sostanze basiche (basi - per esempio, la calce); entrambe sono irritanti. Se mescolate assieme, queste sostanze formano composti noti come sali, che sono assai meno irritanti. Per esempio, il sale da cucina è il composto dell’acido cloridrico e dell’idrossido di sodio (soda caustica). In se stessa, la nicotina è basica e irritante per la bocca e per la gola dei fumatori; invece la nicotina combinata ad una sostanza acida è meno irritante, ed è meno irritante quanto più in presenza di una sostanza acida.

L’ammoniaca è una base. Il fumo di un sigaro di solito contiene molta ammoniaca, quindi è basico, e la sua nicotina diventa irritante per la bocca e per la gola; per questa ragione il fumo del sigaro è difficile da inalare e tende a “soffocare”. Il fumo della sigaretta invece contiene assai meno ammoniaca, è più acido, e quindi il fumo e nicotina della sigaretta sono più facili da inalare. Questo punto da solo è sufficiente a dimostrare la falsità dell’affermazione che i produttori di sigarette aggiungano ammoniaca per facilitare l’assunzione di nicotina e quindi la “dipendenza” perché, anche nell’ipotesi che questa fosse la loro intenzione, con l’ammoniaca renderebbero difficile l’assuefazione ed agirebbero contro i loro presunti interessi!

La nicotina basica e senza acidi (come quella dei sigari) attraversa le membrane cellulari più rapidamente della nicotina acidificata, e quindi l’assunzione orale della nicotina basica è più alta per i fumatori di sigari o pipe. Si noti che comunque l’acidità o basicità della nicotina diventa irrilevante nel mondo reale del polmone. Infatti, anche se i fumatori riuscissero a inalare l’irritante fumo basico dei sigari, la nicotina che raggiunge i polmoni sarebbe istantaneamente acidificata al livello del liquido che ricopre la superficie polmonare. Perché?

Perché i polmoni sono simili a spugne e quindi provvisti di un’enorme superficie, che in media è di ben 100 metri quadrati! Tale superficie è coperta da un muco liquido proveniente dal sangue che circola nei polmoni. Questo muco è leggermente acido e, considerando l’intero polmone, ha un peso totale di circa 500 grammi.

Attenzione a quanto segue: il peso di questo muco è circa 5 milioni di volte superiore al decimo di  milligrammo di nicotina che in media raggiunge i polmoni con ogni boccata. Per via di questa enorme differenza di massa, la nicotina che raggiunge i polmoni viene immediatamente  parificata all’acidità naturale del muco

che ricopre i polmoni stessi. In altre parole, dopo che si è tirata una boccata, il fatto che la nicotina inalata sia anche fortemente basica o acida è assolutamente irrilevante, perché essa attraversa comunque i polmoni alla velocità stabilita unicamente dalle condizioni di acidità naturale del muco polmonare.

Da quanto sopra si capisce che esiste un’altra ragione per cui i produttori non tratterebbero il tabacco con ammoniaca o altre basi anche se avessero l’intenzione di rendere il fumatore “dipendente”: tale azione scoraggerebbe l’inalazione del fumo, quindi la disponibilità di nicotina ai polmoni mentre renderebbe il fumo sgradevole. Il fumo rappresenta un piacere: chi comprerebbe un piacere sgradevole?... ma logica e realtà scientifica non sono mai stati la roccaforte degli antifumo, che esistono solo in continue contraddizioni in termini oltre che, apparentemente, in gretta ignoranza.

Ammoniaca e nicotina nel tabacco - Ora che si è stabilita la realtà, che uso si fa dell’ammoniaca nella preparazione delle sigarette?

Abbiamo visto che l’ammoniaca (NH3) è una sostanza basica. Essa esiste normalmente come un gas che reagisce prontamente con molte sostanze specialmente a temperature relativamente alte, come quella della combustione delle sigarette. Quando una sigaretta brucia, una piccola quantità di ammoniaca è naturalmente creata dalla combustione di proteine, aminoacidi ed altre sostanze presenti nel tabacco e che contengono azoto. Oltre alle ragioni già spiegate, non avrebbe senso aggiungere ammoniaca direttamente alle sigarette perché essa è un gas e sparirebbe per diffusione già durante la sosta nei magazzini e nelle tabaccherie - ed anche se ciò fosse possibile, si ricadrebbe in quanto detto prima sulla sgradevolezza che la basica ammoniaca impartirebbe alle sigarette.

Allora, dove è aggiunta questa ammoniaca? Per motivi di trasporto ed altre gestioni, una ragguardevole quantità di tabacco acquistato dai produttori di sigarette si riduce in polveri e frammenti che non si possono introdurre direttamente nelle sigarette, ma che sono troppo costosi per essere semplicemente scartati. Tali polveri e frammenti, tramite macchine che sono anche usate per la produzione della carta, sono quindi trasformati in fogli di tabacco ricostituito. I fogli sono poi tagliati in striscioline di dimensioni appropriate alla produzione delle sigarette.

Durante il processo di ricostituzione e ad alta temperatura, un po’ di ammoniaca è talvolta incorporata e si combina con una varietà di zuccheri e altri componenti. E’ importante notare che un tale uso dell’ammoniaca non è unico del tabacco, ma è comunissimo nell’industria alimentare perché contribuisce alla formazione di sostanze che migliorano il sapore e la consistenza dei cibi lavorati. Per questa stessa ragione l’ammoniaca è usata nella produzione dei fogli di tabacco ricostituito. Un altro punto importante da capire è che quando l’ammoniaca ha reagito con altre molecole presenti nei fogli di tabacco (o nei cibi) essa smette di essere ammoniaca e si tramuta in sostanze completamente differenti e generalmente innocue nonché stabili, e non ritorna ad essere ammoniaca quando la sigaretta è fumata.

Ecco, è tutto qui. Fumate pure senza timore che l'ammoniaca "vi faccia male" o vi "agganci" a un'assuefazione che peraltro non esiste - a meno che non si chiami la gioia di vivere assuefazione, e in tal caso che ben venga!

Ci auguriamo di avere smantellato anche questa falsa informazione dei "professionisti della salute" in modo completo e sufficiente, e di aver rafforzato l'ovvia realtà che sono solo dei truffatori.

Siamo sempre disponibili (e in guardia) per smascherare le future truffe antifumo che, siamo certi, saranno prodotte all'infinito finché non si spezza la schiena politica ed economica di questa industria.


LA STATISTICHE DI FORCES

14 Marzo - Continua elevatissima l'affluenza al sito di FORCES Italiana. Nel mese di Febbraio si sono registrati 550.133 hits ed oltre 47.000 pageviews, con un consumo di banda di oltre 6,7 Gb. Sebbene più basso del mese di Gennaio, dove si era arrivati alla cifra record di quasi un milione di hits, il breve Febbraio è rimasto di gran lunga più alto di ogni altro mese degli anni precedenti.

Questo è un incoraggiante segno che l'interesse di conoscere le truffe epidemiologiche e pubbliche degli antifumo sta salendo costantemente, e così pure l'intolleranza al regime propagandista e censorio dell'Anno I dell'Era Salutista. Continuate a segnalare il nostro sito a tutti quelli che conoscete; più siamo, meglio è - se vogliamo veramente arrivare alla massa critica necessaria per mettere fine alla truffa istituzionalizzata sul fumo e altri stili di vita. Ringraziamo i lettori ed anche i nuovi iscritti.


LA POSTA DI FORCES

14 Marzo - Brevissima - Cari lettori di FORCES, leggete la lettera di un certo Bal. su I Viaggi di Repubblica n. 359 del 3 marzo. I talebani si irritano dello statuto speciale che "concede" una proroga di sei mesi all'Alto Adige. Il livore di questo pidocchio è incredibile. Ieri ero in un bar di Egna e tutti fumavano, ma sono riuscito a andare al gabinetto lo stesso, nonostante la nebbia!!! Ho anche visto in faccia gli altri clienti, nonostante la cortina impenetrabile di terribile fumo passivo solidificato! Brrrr che paura!"-  Lucio

I cani sono sempre facili da aizzare - ma hanno sempre bisogno dei padroni - La Redazione.


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