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Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 

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Il ruolo della "salute pubblica"

26 Novembre [10:00 GMT] - Dalla "epidemia" dell'obesità a quella dell'anoressia: il delirio della "salute pubblica" - Sta diventando più limpido dell'acqua cristallina: questa gente che vuole "curare e prevenire" è malata di mente. Ora si vuole applicare l'indice di massa corporea alle modelle. "...E allora, proprio il mondo della moda può diventare la giusta vetrina dove iniziare ad attivare un sistema di allarme sui disturbi alimentari e sull’anoressia in particolare. Ne è convinta il ministro Giovanna Melandri... ha lanciato la proposta di un codice di autoregolamentazione, («senza arrivare alla necessità di promulgare una legge»)". E se l'industria della moda non si piegasse a novanta gradi subito e senza condizioni? Allora la legge si che arriverebbe!

Ma si pensi per un attimo a questa farsa di libertà. Allora, siamo in un Paese libero, perbacco... A noi però non piace che le tue modelle siano troppo magre, quindi o tu le ingrassi volontariamente (e preservi la libertà che però non puoi usare), oppure io ti ci schiaffo su una bella legge e tu le fai ingrassare lo stesso come voglio io -- in nome della salute pubblica, bene supremo della società, che può scavalcare ogni libertà, diritto e garanzia costituzionale in ogni momento e circostanza. Spuntano subito i "baciaculo" che sono "d'accordo" con la proposta nonché le inutili opposizioni di figura che, come sempre, mancano il bersaglio in pieno e cercano di puntare il dito a qualcos'altro altro. "...Antonio Marras, che [ha invitato] a fare un giusto distinguo tra magro e malato e tra ideale e reale. «Le veline sono un modello più forte delle top model»". Osservazione giustissima, Maras - e no problem, regoliamo anche le veline, grazie mille per averci dato la scusa! Oggi i cittadini e le industrie possono tranquillamente parafrasare una famosa frase religiosa quando si rivolgono questi preti pagani: "Di' solo una parola e l'anima mia sarà dannata".

Quello che non si capisce (o si evita accuratamente di affrontare) è il problema di fondo: il ruolo della salute pubblica nella società è andato fuori controllo ed è diventato una minaccia alla società stessa e alle attività umane. Bisogna drasticamente ridimensionare, limitare e regolare il ruolo e l'autorità della "salute pubblica", forzandola a tornare ad occuparsi dell'igiene e delle malattie contagiose, prima che si arrivi alla dittatura di fatto e al disastro socio-economico.

Altrimenti tagliamola corta: perché la "salute pubblica" non viene direttamente appuntata a direttrice suprema di ogni attività umana, regolando in suo nome diete, taglie, abitudini e opinioni politiche mentre istituisce censure, codici deontologici, tassazione "sanitaria", comportamenti pubblici, informazione al pubblico, colori della carta igienica e via dicendo? Ci stiamo arrivando, ci stiamo arrivando con il direttissimo - basta continuare ad essere passivi e menefreghisti e ne vedremo delle belle!

L'angolo di Miguel Garcia

26 Novembre [10:00 GMT] - L'angolo di Miguel Angel Garcia - Siamo lieti di presentare ai nostri lettori un nuovo collaboratore, Miguel Angel Garcia, sociologo e scrittore. Miguel ha un sito antiproibizionista in spagnolo a cui siamo già collegati dalla nostra sezione link, ma ora i nostri lettori potranno apprezzare Miguel in italiano, con testi scritti o tradotti da Garcia stesso. Iniziamo con il primo breve scritto, "Sono un morto statistico".

E' L'ORA DI FARE UN IMPORTANTE DISTINZIONE

Suggeriamo ai nostri lettori che è arrivata l'ora di usare un nuovo termine quando si parla di proibizione. Molti antifumo, insultando l'intelligenza di tutti, affermano di essere "antiproibizionisti" mentre caldeggiano i divieti di fumo. Come è possibile? Si tratta di un gioco politico di percezione oggi comunissimo a tutti i prestidigitatori salutisti: per "antiproibizionista" loro intendono la contrarietà alla de-legalizzazione di qualcosa, o il loro favore alla legalizzazione di qualcos'altro che è ora illegale, come la marijuana (che amano così tanto da dirci che fa bene alla salute!). No alla proibizione quindi, ma ben vengano i divieti! Ma che senso ha che un prodotto sia legale quando il suo uso è sempre più vietato dappertutto? Nessuno. Nel caso del tabacco, poi, questi "antiproibizionisti" hanno la specifica funzione di predisporre la società ad accettare la de-legalizzazione dopo che divieti universali sono stati imposti ed accettati.

Siccome il termine "antiproibizionista" è stato irrimediabilmente corrotto da questa astuta distorsione volta a dipingere con mentalità liberale chi in realtà vuole i divieti e il controllo del comportamento, per distinguersi da tale ipocrita marmaglia chi è contro i divieti dovrebbe definirsi antidivietista e definire i propri avversari "antiproibizionisti" come divietisti. Ciò sia per non essere confuso con loro, sia per mantenere integrità intellettuale. D'altra parte non è la prima volta che questo succede: negli USA, per esempio, i sinistroidi "democrat" si appropriarono del termine "liberal" per indicare statalismo e associarlo con il concetto di libertà individuale (una contraddizione tanto stridente quanto quella degli "antiproibizionisti"  accaniti sostenitori del divieto di fumo!). E fu così che, per evitare la confusione e l'inganno di percezione, i veri "liberal" americani si ridefinirono o conservatori o libertari.

Per quanto ci riguarda, quindi, il termine "antiproibizionista" è ora eliminato dal nostro vocabolario. Quando parleremo di lotta alla mentalità del divieto, del controllo e della proibizione useremo il termine "ANTIDIVIETISTA"; per definire i nemici della libertà useremo il termine "DIVIETISTA" o "OBBLIGHISTA". Vi invitiamo a farlo anche voi... chi vuole essere confuso con gente come Veronesi o Garattini?!

La lotta per i diritti

23 Novembre [20:10 GMT] - OGGETTO: decurtazione del salario ai lavoratori fumatori - In riferimento alla nuova bravata di decurtare il salario ai lavoratori fumatori proposta da Paolo Citterio, presidente del Gruppo intersettoriale direttori del personale (Gidp), il Comitato Direttivo di FORCES Italiana ha spedito via raccomandata la lettera riprodotta all'interno alle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, CISAL, CUB, USI, e UGL per sapere la loro posizione ufficiale su questa deplorevole proposta. Dato che il pronunciarsi a favore dei diritti dei fumatori sembra essere stato rimosso dalla dialettica di ogni organizzazione o partito politico, è assai probabile che saremo ignorati. I fumatori, lo sappiamo, non hanno alcun diritto se non quello di smettere di fumare con i prodotti farmaceutici; però, visto che si tratta anche di lavoratori, sarà interessante vedere se solo i lavoratori che non fumano hanno diritto alla tutela sindacale nella nuova Apartheid sanitaria.

Le probabilità poi diminuiscono ancora perché indirizziamo le organizzazioni a verificare la truffa epidemiologica sul fumo passivo e l'ulteriore falsa rappresentazione di detta evidenza da parte, finora, di diversi ministri che si sono avvicendati sul trono della "salute pubblica" - una ragione di più per voltarsi dall'altra parte e permettere alle autorità sanitarie e ai loro vassalli di continuare a truffare il pubblico italiano e a permettere la "discriminazione terapeutica" del 50% della forza lavoratrice nazionale.

Link

23 Novembre [20:10 GMT] - Il sito fatto coi piedi.da.ru - Segnaliamo ai nostri lettori questo sito che è "umoristico, brillante e originale, in continua espansione di contenuti e con un numero di visita in costante crescita." Il coniglietto che fornica mentre fuma è già simpaticissimo; ma così è il resto dei contenuti. Per un momento di sorriso, pausa e sollievo nel vostro giorno da salutisti per legge, visitatelo! Il collegamento a questo sito è conservato permanentemente nella nostra sezione link.

Germania: Maledetti ciccioni parassiti sociali

22 Novembre [17:40 GMT] - Scegli la tua persecuzione - Fino a oggi la Germania è stata abbastanza benigna nei confronti dei fumatori (ma ciò potrà cambiare presto) ed un bastione del fumo pubblico. Ma bisogna essere realisti: oggi ogni Paese ha bisogno della sua persecuzione salutista e la Germania non può essere eccezione, specialmente ora che è il suo turno alla presidenza europea. E poi qual'è quel Paese "avanzato" che può permettersi di ignorare epidemie create sui computer portatili? Ecco quindi che, solo quattro giorni dopo la conferenza di Istanbul dove si sono riunite le gang della "salute pubblica" internazionale, la Germania annuncia che "rendere gli europei più snelli sarà la priorità della presidenza tedesca alla UE, che si focalizzerà sull'obesità delle classi meno abbienti". Naturalmente - e come da copione - viene subito fuori la sfera di cristallo con le fraudolente proiezioni statistiche per il necessario effetto emozionale: "Le previsioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sono che un adulto su cinque in Europa e Asia centrale sarà obeso entro il 2010. Il governo di Berlino dice che il problema sarà prominente nella sua agenda sanitaria quando salirà alla presidenza UE in Gennaio".

E' facile immaginarsi una conversazione in quel di Istanbul tra la cricca OMS e i salutocrati tedeschi:

Salutocrate: "Ci serve più tempo per perseguitare i fumatori. C'è ancora troppa gente che si ricorda del Fuhrer". Cricca OMS: "Allora, sarete presidenti della UE a Gennaio. Che volete fare, far vedere che non perseguitate nessuno così gli altri Paesi ci fanno la figura dei porci? Occhio che chiamiamo gli smokebastards del Fondo Monetario Internazionale... loro si che vi mettono a posto! I nostri partner farmaceutici stanno incazzandosi molto con voi Crauti della malora". Salutocrate: "Vi dico che ci chiameranno nazisti"!! Cricca OMS: "OK, allora dovete scegliere un'altra persecuzione. Va bene la frode sull'obesità? E' una facile: i ciccioni non si possono nascondere e si individuano a colpo d'occhio". Salutocrate: "Questa si che è un'idea!! Potremmo distrarre i fumatori insegnando loro a odiare i lardosi -- questo dovrebbe essere facilissimo. Poi, mentre sono occupati nella lotta contro i ciccioni, noi avremo il tempo di creare le infrastrutture per fottere loro". Cricca OMS: "Affare fatto, ragazzi. Se Big Pharma è contenta, noi siamo contentissimi". Ovviamente Big Pharma è contenta, almeno a giudicare dal comunicato Reuters a cui siamo collegati. Pensavate che i fumatori se la passassero male? Questo è niente: sacchi di lardo antifumo, arrivano i tedeschi! Cominciate a fumare per tempo così dimagrirete!

Contributi dei lettori

22 Novembre [17:40 GMT] - Essay: Tanto fumo, niente arrosto - Raccomandiamo la lettura di questo saggio del lettore Bassi. Il saggio è un'analisi approfondita e scorrevole delle dinamiche sociali, teocratiche, emozionali e ideologiche dietro il salutismo in generale e la persecuzione-truffa sul fumo in particolare - dai suoi perversi principii alla sua assurda logica di comodo. La servitù politica allo strapotere delle multinazionali del farmaco e le altre dinamiche politico-economiche alla base di questa corruzione sono esaminate con un angolo che non ha partigianeria politica.

Si tratta di un quadro completo della situazione che ha già portato all'alienazione sociale dei fumatori e che porterà anche a quella dei grassi, dei bevitori e di quant'altre categorie di cittadini hanno la disgrazia di cadere nel mirino degli interessi del tandem multinazionali farmaceutiche-salute pubblica. A tutti gli effetti, infatti, i ministeri della "salute" e Big Pharma sono i veri detentori del potere politico esecutivo - così esecutivo da essere obbedito capillarmente e creduto indipendentemente dalla fede politica dell'obbediente. Come per lo Stato Terapeutico tutti i cittadini sono dei pazienti in attesa di essere malati, per il salutismo su cui esso si basa la "terapia" è l'alienazione sociale delle vittime. C'è solo un problema con questa "terapia": alla fine saremo tutti alienati.

Spagna

22 Novembre [17:40 GMT] - Governo nazionalsalutista contro Madrid su divieto fumo: VIVA MADRID!! - (Nota: riproduciamo il comunicato sotto nel caso non sia leggibile sul sito originale per i caratteri troppo piccoli).

Il governo socialista del premier Jose Luis Rodriguez Zapatero è deciso a fare rispettare il divieto di fumo nei locali pubblici anche a Madrid, diventata una roccaforte dei fumatori accaniti. L’esecutivo ha chiesto alla magistratura di sospendere la legislazione della città che di fatto contraddice i regolamenti nazionali sul fumo, entrate in vigore il primo gennaio. Il capo dell’amministrazione provinciale di Madrid, la conservatrice Esperanza Aguirre, ha fatto approvare una disposizione che autorizza, tra l’altro, i grandi ristoranti a ignorare le nuove norme che impongono una separazione fisica tra le aree destinate ai fumatori e quelle ai non fumatori. Quella di Madrid non è l’unica amministrazione locale che ha varato emendamenti alla legge nazionale, ma le sue disposizioni sono “particolarmente forti e sfacciate”, ha spiegato il ministro della Sanità, signora Elena Salgado. Ma la Aguirre non sembra essersi impressionata più di tanto è ha minacciato a sua volta iniziative legali ritenendo incostituzionale il divieto imposto dal governo centrale.

Ecco come si fa per combattere i nazionalsalutisti, altro che baciargli i fondelli! Nell'articolo sopra si parla di sfacciataggine delle disposizioni. Sfacciati sono i salutocrati antifumo, che varano leggi basandosi su una truffa epidemiologica e ben sapendo che danno falsa rappresentazione dell'evidenza e truffando così il popolo! A questa gente bisogna rispondere esattamente come ha fatto Madrid ed altre città spagnole. Solo il proprietario del locale, infatti, può avere l'autorità di stabilire se si fuma o no nella sua proprietà, visto che il fumo passivo non fa male a nessuno. Gli allergici al profumo della libertà possono facilmente recarsi in posti dove non si fuma i quali, per ragioni di mercato, sono comunque disponibili e probabilmente in numero maggiore di quelli smoking (se è vero che i non fumatori sono la maggioranza). Non è necessario che abbiano a disposizione l'intera nazione perché - se ci fosse bisogno di ricordarlo - non la possiedono e in un Paese libero ci deve essere posto per tutti.

Vedremo adesso se in Spagna si farà come dicono i prepotenti antifumo o, una volta tanto, i sostenitori della libertà personale e della proprietà privata riusciranno a piegare le gambe dei fascisti in camice bianco. Evviva Madrid! Qualche manifestazione nelle strade con lancio di uova marce alla Salgado (chiamata "signora" -- ma non così la signora Aguirre che oppone il divieto) ci starebbe benissimo, perché lancerebbe un messaggio chiaro e forte sulla volontà di milioni di persone che scelgono di farsi rispettare. Magari avessimo "le palle" di fare così anche dalle nostre parti, anziché baciare il bastone e andare a fumare fuori! Bah, ogni popolo vive come si merita.

Meglio la bancarotta!

20 Novembre [19:40 GMT] - Trenitalia e Alitalia sull'orlo del fallimento? Ecco un bel cerotto - Le due grandi compagnie italiane sono sull'orlo della bancarotta e in brutte condizioni davvero. Che fare? C'è chi parla di partnership, chi di totale privatizzazione, chi di altre soluzioni ancora. Certo, qualcosa deve essere fatto per una gestione migliore.

E' disponibile, se non proprio non una cura, senz'altro un bel cerottone per far ponte sulla disperata situazione: ripristinare le sezioni fumatori. Non ci vuole un genio (o forse si?...) per capire che il fumatore che ha l'opportunità oggi sceglie l'auto invece del treno per andare al lavoro e l'auto invece dell'aereo per andare in vacanza (o per motivi di lavoro). Chi vuole stare delle ore senza fumare? Ecco chi dice che il fumatore è un "dipendente" perché non ha ancora capito (o non gli conviene capire) che è la proibizione che da assai più fastidio che la privazione del fumo. Assodato che i pericoli del fumo passivo sono una truffa, resta il punto del "fastidio" dei non-smokers. La soluzione è semplicissima: vagoni in testa o in coda nei treni e voli smoking/no smoking per gli aerei. L'incrementato uso di questi mezzi da cittadini di seconda classe come i fumatori potrà essere sgradito per ragioni di odio culturale, ma i loro Euro valgono come quelli di tutti gli altri. Ma non sia mai detto che ci si abbassi a darla vinta a quei porci che fumano... è di gran lunga meglio andare in fallimento, perché ormai fare dispetto ai fumatori è diventata una questione di salute pubblica.

Il progresso dei gamberi

20 Novembre [19:40 GMT] - Una legge per scatenare il putiferio - Rullando i muti tamburi della vendetta anticapitalista ad opera del cittadino-vittima (delle industrie) nonché dello Stato nemico dei bruti industriali (che impiegano milioni di persone), questo articolo de La Repubblica sembra più ispirato al Das Kapital che a una considerazione sociale. La vendetta delle "unità consumatrici" è vicina, compagni del collettivo! L'epidemiologia e la scienza rottame saranno le armi per il ritorno del maltolto al proletariato!

Stiamo parlando della legge sulla class action, qui dipinta come la Spada della Grande Giustizia. Si parla di "eroi" come Ralph Nader e di coloro che hanno cavalcato le truffe epidemiologiche antifumo per estrarre miliardi dall'industria. Quello che non si dice è che, grazie a questi "eroi", il consumatore americano paga oggi, in ore di lavoro-sudore, numerose volte di più di quanto pagava prima dell'opera di questi "eroi" per lo stesso bene; quindi, in nome delle SS (sicurezza e salute) dei consumatori (stupidi e incapaci di scegliere da soli), gli americani sono diventati enormemente più poveri negli ultimi 20 anni. Ovviamente un sistema che trasforma una società in un'arena per avvocati è il sospirato modello sociale del futuro - assieme alla dittatura ambientalista-sanitaria ed a uno Stato di polizia e sorveglianza.

D'altro canto, se arriva la legge sulla class action all'americana sarà buona notizia anche per le vittime delle SS: cause per danni economici ben tangibili potrebbero essere varate contro istituzioni sanitarie, case farmaceutiche che pagano gli antifumo - e contro tutti coloro che cavalcano truffe epidemiologiche per imporre divieti e controllare il comportamento. Tabaccai, fumatori ed altri esercenti potrebbero pure chiedere miliardi di risarcimento  al ministero della salute per le sue mistificazioni sul fumo passivo e relativa legge per la tutela contro pericoli che non esistono. In un modo o nell'altro, sarà solo questione di avere a disposizione avvocati furbi e aggressivi, meglio se dotati di disonestà (oggidì dote saliente del "progresso sociale") e privi di senso morale. Solo l'immaginazione sarà dunque il limite, mentre tutti - individualmente e in gruppi - ci faremo (allegramente e con tanto odio) causa l'un l'altro portando le industrie alla rovina e la società alla paralisi... proprio come sta succedendo in America, oggi Paese modello di comunisti e di fascisti.

Un'ultima, breve considerazione sulla nostra Italietta: mentre qui si inneggia alla class action portando a modello l'America, in America la legislazione sul "Tort Reform" (una drastica limitazione dei poteri del class action ormai voluta sia da destra che da sinistra), sta facendo rapidi passi da gigante per limitare il disastro economico alla nazione causato da "eroi" come quelli menzionati da La Repubblica. E' proprio vero: in Italia siamo sempre "indietro"!

Disinformazione

19 Novembre [19:15 GMT] - Si continua con la disinformazione degli effetti della marijuana sulla salute a spese del tabacco - Negli elogi degli "antiproibizionisti" alla Turco per il raddoppio del possesso legale di marijuana, continuiamo a sentire la stessa informazione FASULLA sugli effetti della stessa e del tabacco sulla salute. L'ultima è quella dell'associazione consumatori ADUC, sostenitrice della legalizzazione -- ma purtroppo cavalcante il cavallo di battaglia delle truffe epidemiologiche antifumo mentre si sgancia politicamente dal tabacco per mantenere "credibilità". Leggiamo: "Si continua a combattere militarmente una sostanza praticamente innocua, regalando così miliardi di euro alle organizzazioni criminali che le vendono illegalmente. Ma la cosa ancora più sorprendente è che spesso, chi la combatte, soprattutto in Parlamento, si presenta alle telecamere fumando sigarette, questo si un comportamento nocivo per la salute. Un esempio è Gianfranco Fini. A lui e a tutti coloro che, come lui, fumano e criticano aspramente il provvedimento del ministro Turco, chiediamo di riflettere su questo: di tabagismo muoiono in Italia circa 80.000 persone l'anno, 4 milioni in tutto il mondo; di cannabis, i morti sono 0 (zero)."

BASTA CON LE INFORMAZIONI FASULLE!

E' una vergogna che si continui a distorcere l'evidenza per agende politiche. Se la marijuana è una sostanza innocua allora lo è anche il tabacco; se il tabacco uccide, allora uccide anche la marijuana.

FATTI E DOCUMENTAZIONE

MARIJUANA INNOCUA?...

La lista sotto è solo una breve rassegna non completa degli studi sulla marijuana degli ultimi otto anni. Sebbene la validità scientifica di questi studi sia tanto opinabile o relativa quanto quella degli studi sul tabacco, nondimeno la loro presenza dimostra che la "innocuità" della marijuana è una falsa rappresentazione dell'evidenza pari almeno a quella sul fumo passivo. Non si avanza sulla strada della liberalizzazione con le menzogne, ma con la maturità civile e intellettuale e con l'umiltà della consapevolezza della nostra ignoranza - sia sul fumo di tabacco che su quello della marijuana.

Rassegna epidemiologica dell'uso della marijuana e dei rischi di cancro
Alcohol, Volume 35, Issue 3, Pages 265-275
M. Hashibe, K. Straif, D. Tashkin, H. Morgenstern, S. Greenland, Z. Zhang
Fumo di marijuana e cancro della testa e del collo
J Clin Pharmacol. 2002 Nov;42(11 Suppl):103S-107S
Uso di marijuana e incrementato rischio di carcinoma squamoso della testa e del collo
Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 1999 Dec;8(12):1071-8
Alterazioni istopatologiche e molecolari nell'epitelio bronchiale dei fumatori abituali di marijuana, cocaina e/o tabacco
J Natl Cancer Inst. 1998 Aug 19;90(16):1198-205
Conseguenze respiratorie e immunologiche del fumo di marijuana
J Clin Pharmacol. 2002 Nov;42(11 Suppl):71S-81S
Il fumo di marijuana come causa di danno polmonare
Monaldi Arch Chest Dis. 2005 Jun;63(2):93-100.
Effetti della marijuana sul tratto respiratorio
Clin Rev Allergy Immunol. 1997 Fall;15(3):243-69
Conseguenze cardiovascolari dell'uso della marijuana
J Clin Pharmacol. 2002 Nov;42(11 Suppl):64S-70S.
Innescamento dell'infarto miocardico con la marijuana
Circulation. 2001 Jun 12;103(23):2805-9
Cannabis e cancro
Rev Epidemiol Sante Publique. 2000 Oct;48(5):473-83
  1. La marijuana è un'erba quasi identica al tabacco quando brucia. Durante la combustione, prodotti chimici sono generati. Tali prodotti chimici sono praticamente identici a quelli del tabacco. Questa è una realtà chimicamente indisputabile. Che poi le quantità di tossici generati in entrambe le sostanze sia o necessaria o sufficiente (o entrambe le condizioni) alla creazione del cancro o altre malattie nel singolo individuo è completamente indimostrabile scientificamente - e per scienza qui non si intende l'epidemiologia rottame ma la scienza sperimentale. Solo ciò  è sufficiente a ridicolizzare l'affermazione che la marijuana è "innocua" (oppure che "il fumo uccide").
  2. Lo Smoking and Health Program del US National Cancer Institute aveva rilevato fin dal 1975 che topi a cui fu applicato il catrame prodotto dalla combustione della marijuana svilupparono cancri nell'identica percentuale di quelli a cui fu applicato il catrame del tabacco. Che poi le quantità di catrame applicate ai topi per entrambe le sostanze siano state proporzionalmente un'esagerazione non rappresentativa delle quantità a cui sono realmente esposti gli esseri umani in proporzione alla loro massa è un altro discorso, ma ciò non cambia i risultati relativi degli esperimenti.
  3. Studi epidemiologici ripetuti durante gli anni hanno inferito che l'elevazione di rischio di cancro polmonare del fumatore di marijuana potrebbe essere simile a quella del fumatore di tabacco. Che poi questi studi siano irrimediabilmente inquinati dai fattori confondenti da una parte e dal fatto che moltissimi fumatori di marijuana sono anche fumatori di tabacco dall'altra non significa in alcun modo che la marijuana sia più innocua (o più nociva) del tabacco.
  4. La prolungata ritenzione del fumo di marijuana nei polmoni per ottenere il massimo effetto stordente incrementa il contatto delle sostanze tossiche col polmone, rendendo lo spinello potenzialmente più nocivo della "bionda", per il fumo della quale non si pratica mai l'apnea. In altre parole, un minor numero di spinelli (che sono anche non filtrati e di qualità e peso non costante) è capace di fare un danno più grande di un maggior numero di sigarette.
  5. La quantificazione dei "morti da fumo" è un esercizio teorico disonesto perché non esistono le basi scientifiche per stabilirlo. Prova ne siano le cifre fantastiche inventate dai truffatori antifumo anche in questo Paese: 53.000 di qua, 90.000 di la, 80.000 di su, 100.000 di giù. Questo da solo dimostra che questi delinquenti si inventano le cifre per spaventare la gente.
  6. Non ci risulta che un esercizio sul tentativo di quantificare i morti da marijuana sia mai stato fatto - e ciò per delle ragioni ben solide e basilari. A) Essendo la marijuana una sostanza illegale, non è possibile misurarne il consumo come invece si può fare con le sigarette, B) Di nuovo, i fumatori di marijuana sono spesso anche fumatori di tabacco. L'assoluta impossibilità di stabilire le proporzioni delle due sostanze fumate renderebbe vano ogni tentativo di quantificazione dei "morti", che sarebbe comunque impossibile in primo luogo come è impossibile quello delle sigarette.
  7. L'assenza di statistiche - per quanto rottame - sulla mortalità della marijuana non rappresenta alcuna base per affermare né che la sostanza sia innocua, né che "i morti sono 0 (zero)!" L'ADUC e i sostenitori della legalizzazione della marijuana rappresentano l'assenza di informazione come assenza di mortalità - e ciò è intellettualmente e politicamente disonesto.

Indipendentemente da ogni altra considerazione, stigmatizzare il fumatore di tabacco come un assassino e rappresentare quello di marijuana come un'innocente vittima di una legislazione cattiva è socialmente irresponsabile. Il fumatore di tabacco non è pericoloso agli altri (ed è per quello che  è stata inventata la truffa del fumo passivo), può lavorare, guidare l'auto ed avere una vita sociale normale mentre consuma la sostanza. Sotto l'effetto della marijuana, invece, si è vittime dello stordimento e dello stupore al punto che non si può operare alcun macchinario come se si fosse inebriati dall'alcol. Chi è "fatto" con questa "innocua" sostanza ha il viso cereo, le mani fredde, la bocca "legata" tipica degli ubriachi, nonché simile scoordinamento motorio. Ma, nella nostra società invertita, questo comportamento >NON E'< bersaglio delle "autorità" sanitarie, che addirittura ci vogliono far credere che l'erba sia "terapeutica" e, implicitamente, ne incoraggiano l'uso. Il messaggio ai giovani è chiaro: non fumate Marlboro, fatevi dei cannoni che vi possono anche far bene!

Persone come Fini ed altri personaggi politici fanno benissimo a farsi vedere a fumare in pubblico, in nome della libera scelta di usare una sostanza LEGALE. Le mezze censure politicamente corrette come i rimproveri dell'ADUC a Fini sulla base di >informazione falsa e indimostrabile< rappresentano solo una gretta e abietta mentalità di divietisti che dicono di essere antiproibizionisti. Smettetela di prendere il pubblico per le chiappe con ipocrisia dozzinale e fantascienza che dimostra solo la pochezza di chi salta sui carrozzoni politici cavalcando truffe scientifiche in nome della salute. Di nuovo, vergogna.

Detto quanto sopra, la legalizzazione della marijuana e di altre droghe ci sembra l'unico modo razionale per mettere fine alla criminalizzazione di scelte di vita basilarmente innocue a terzi, ed anche alla malavita che è ricca e potente grazie alla criminalizzazione.

Ma tale consapevolezza non può essere raggiunta con l'informazione falsa e con la criminalizzazione morale o legale di un'altra categoria di cittadini, come quella dei fumatori. Qui non si tratta di scambiare agnelli sacrificali sull'altare della "salute pubblica", ma di crescere come società libera, tollerante e civile a dispetto dei tempi - un'impresa difficile ma senza dubbio più stabile e saggia.

E' proprio l'ORA DI PIANTARLA... DI INGANNARE IL PUBBLICO!

19 Novembre [19:15 GMT] - Un'immaginaria intervista a FORCES - Un lettore ci ha indicato un'immaginaria intervista di un certo Attila (il cui "profilo completo" sembra essere una pagina bianca) di "contro la destra" a FORCES seguita, naturalmente, da una codetta di odiatori antifumo e di poveracci che hanno smesso di fumare e che sono "così felici". Riproduciamo l'intervista in una nostra pagina interna perché non è facile da trovare sul sito. Ovviamente FORCES non è mai stata chiamata in causa, in modo che non potesse difendersi. Fare i processi all'opposizione in absentia è la tattica preferita dai vigliacchi che compongono la massa antifumo. Notare anche che, facendo il copia-incolla di alcuni nostri paragrafi dal sito (e, si capisce, fuori contesto) si parla prima dello spauracchio del cancro al polmone e poi, quando si menziona che il fumo passivo è una truffa [1] [2] l'intelligente e scientifica risposta è: "Mah...!"
Non c'è "mah" che tenga: il fumo passivo è una truffa epidemiologica confermata e cassata (nonché verificabile), per non parlare di una falsa rappresentazione dell'evidenza dal ministero della "salute". Ora, Stato e società possono anche scegliere di adottare la truffa come scusa per odio e segregazione sociale (non è certo la prima volta che succede) e scegliere quindi di essere disonesti -- eufemismo per "delinquenti". Ma la realtà non cambia. Ecco perché i processi a FORCES si fanno sempre in absentia: per non far vedere quanto truffatori e il loro seguito di cacchette sociali siano arrivati in alto.

I consigli di Veronesi

19 Novembre [19:15 GMT] - Dal forum del Corriere della Sera -  Lettrice: "Dottò, fumo, prendo la pillola, il sangue non è buono, non faccio esercizio, lavoro come una negra a tutte le ore e la mia dieta fa veramente schifo. Cosa devo fare?" Dottore: "Smetta di fumare che va tutto a posto. Il fumo è il suo vero problema"! Si, sembra una barzelletta scarsa, ma purtroppo non lo è. Si tratta, in sostanza, della risposta che l'illustre oncologo Veronesi da a una lettrice del Corriere della Sera. Non ci scateneremo nelle solite affermazioni che il fumo passivo è una truffa e che Veronesi (o nessun altro) non può dimostrare scientificamente una morte da fumo. Tanto ormai lo si sa a memoria e Veronesi lo sa meglio di tutti. Abbiamo invece una domanda per i nostri lettori: da un dottore che vi fa una diagnosi così vi fareste curare un callo? E allora perché credergli quando bestemmia contro il fumo di tabacco (quello della marijuana invece è OK )?

Dai, Veronesi, sparane ancora qualcuna di cacchiate del genere, perché è dai tempi della polenta cancerogena e dello smog benefico ci mancavi, e abbiamo bisogno di divertirci un po'!

Persecuzione e discriminazione

19 Novembre [19:15 GMT] - Citterio è proprio un salame: bisogna farlo a fette - Le dichiarazioni di Paolo Citterio, presidente del Gruppo intersettoriale direttori del personale (Gidp), sul taglio del salario ai fumatori (sotto) hanno finalmente scatenato qualche reazione, come si può vedere dal fitto forum di Libero. Bisogna anche considerare che si tratta di provocazione bella e buona, perché i 60-80 minuti di cui parla sono comunque garantiti per legge (626/94 art. 54 comma 3). Dette pause sono obbligatorie sia per il datore di lavoro, che le deve concedere, sia per il lavoratore. Per legge le pause sono di 15 minuti ogni 120 minuti, il medico competente può prescrivere al singolo dipendente ulteriori pause, in caso di gravi miopie o di disturbi articolari le pause possono essere di 10 minuti ogni ora. Detta proposta crea comunque l'ipotesi di stipendi differenziati, non in base alla produttività, che è molto difficile da quantificare quando non si tratti di lavori manuali, bensì in base ad un criterio esclusivamente razzista. Ricordiamoci che la parità salariale tra uomini e donne, in Italia, si è raggiunta solo nel 1956 dopo le prese di posizione delle precoritrici del movimento femminista: le donne dell' U.D.I.

Che si fa del proprio tempo di riposo quindi è affare proprio e spenderlo godendosi una bella bionda è la buona scelta di molti. Sul forum di Libero si può vedere che, a parte qualche spostato che dice che "i vizi si pagano", generalmente anche i non fumatori sono d'accordo con l'assurdità di quanto afferma il Citterio e lo fanno a fette. Perché poi -- visto che i giornali hanno riportato che sono proprio i non fumatori a volere il "pugno di ferro"? Perché si comincia a capire proprio il discorso che abbiamo fatto sotto il 15 scorso. Se questo passa altre misure arriveranno - e ben più pesanti. Sarebbe stato bello se i fumatori l'avessero capita qualche anno fa, invece di diventare bersaglio statico dei truffatori antifumo. Ma non è mai troppo tardi.

Odio

19 Novembre [19:15 GMT] - L'odio cresce a Belmont - Costantemente istigata dalle autorità sanitarie, la escalation dell'odio contro i fumatori continua in America. L'ultimo estremo viene dalla città di Belmont (California), dove il consiglio comunale ha approvato all'unanimità una proposta di ordinanza che prevede il divieto di fumo in casa propria in ogni tipo di edificio eccetto le case unifamiliari. Inoltre, sarebbe vietato fumare in ogni strada, parco e piazza, nonché nella propria proprietà privata all'aperto anche nel caso di edifici unifamiliari. Ora, anche nell'ipotesi assurda che i pericoli del fumo passivo non siano una truffa, che scusa c'è di arrivare a queste misure? Nessuna, ma c'è una spiegazione. Si tratta di una posizione morale - anzi, di una posizione immorale: vi odiamo, fumatori. Vi odiamo al punto che non vogliamo nemmeno vedervi nelle strade. Vi odiamo così ciecamente da voler rendere la vostra vita la più miserabile possibile anche nella vostra stessa proprietà privata - anche quando non c'è nessun altro presente. Voi dovete sentirlo, il nostro odio, ogni minuto al punto che se abitate in un appartamento non potete fumare -- e no, non potete nemmeno andare a fumare fuori in strada o sul balcone perché non vogliamo vedervi. Vedrete che vi raddrizzeremo e smetterete di fumare, perché non potrete farlo da nessuna parte. Non c'è posto per il fumo in una società che odia.

Vi ricordate le parole di Sirchia: "bisogna creare una cultura antifumo,  il fumatore deve sentire la pressione sociale che lo induce a smettere?" Ecco i risultati della filosofia dell'odio che ha per scusa la salute. Fortunatamente, molte sono le voci in America che si levano contro questo nuovo estremo. Ad esse aggiungiamo anche la nostra - e questa volta nessuno può biasimarci per il tono.

Grazie, bastardi antifumo. Verrà il tempo in cui vi ripagheremo con la stessa moneta. Verrà il tempo in cui essere stato un antifumo sarà proprio come essere stato un figlio di vacca nazista - perché ciò è esattamente ciò che siete, quindi meritate lo stesso trattamento. E se pensate che questo sia il più abietto disprezzo, avete ragione. E' anche una promessa - ed è diventato il nostro scopo politico di mantenerla e farvela pagare. Ecco, ora possiamo vedere veramente come siano tutti caduti in basso in nome della salute pubblica!

Aggiornamento speciale: Persecuzione e discriminazione

15 Novembre [17:10 GMT] - I negri si pagano di meno (per un link alternativo, clicca qui) - Ecco l'ultima misura per forzare la libera volontà di chi fuma: tagliargli lo stipendio - proprio come avevamo previsto da anni. Lo avevamo previsto perché siamo dei veri esperti sulle tattiche criminali del movimento antifumo. Non hanno funzionato le supertasse sulle sigarette, gli insulti, i divieti di fumo nei locali pubblici. Non hanno funzionato in Italia, in Irlanda, in Scozia e in tutti gli altri Paesi: il numero dei fumatori non è diminuito - anzi, è aumentato.

Allora bisogna far capire a questi sporchi negri chi è la razza maestra, chi è che veramente comanda! Ma, siccome siamo generosi e non proprio razzisti, se non fumi sarai pagato come un bianco. L'ultima menzogna di questo tipo di "salute pubblica" è la leggenda che il fumatore produca meno perché fa le pause-sigaretta. Naturalmente si tratta di un "calcolo" come quello del fumo passivo, basato cioè sul nulla. A meno che non si tratti di una catena di montaggio (dove ogni movimento è obbligato e automatico), la produttività del lavoratore non si può certo misurare nel numero delle ore o dei minuti in cui sta seduto su una sedia, per esempio - ma in quanto efficiente è quando è seduto su quella sedia. Che fumi o no, una persona che fa dieci pause al giorno ma lavora efficientemente può produrre di più di una che ne fa solo tre ma lavora meno efficientemente.

Fino a quando si permetterà a dei truffatori sanitari di giustificare segregazione e umiliazione?

Ammesso e non concesso poi che la faccenda della perdita di produttività sia vera (e abbiamo visto che è discutibile), il problema è causato dalla legge antifumo che è basata sulla falsa rappresentazione dell'evidenza circa gli effetti del fumo passivo sulla salute e quindi su una base di frode pubblica. E' anche causato dalla pianificata e incessante istigazione all'intolleranza delle autorità sanitarie disoneste e dei media che collaborano coi ciarlatani salutisti. Se si vuole eliminare il problema bisogna eliminare la legge antifumo nella sua corrente forma e sostituirla, semmai, con una che regoli la coesistenza tra fumatori e non-fumatori anziché impedirla. Commovente la generosità di spirito di Paolo Citterio (leggi articolo) che, essendo lui stesso un fumatore, afferma che tagliare lo stipendio ai fumatori "è un passo dovuto nel bene dell'intera azienda". Ovviamente lo stipendio di Citterio non sarà tagliato... ma è facile tagliare lo stipendio agli altri. Il bello però viene adesso: "...comunque non sarà una scelta imposta ma sarà discussa con i sindacati per valutare l'attuazione della proposta nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori fumatori che non possono prevaricare quelli dei dipendenti non tabagisti." L'implicazione chiara ma non detta è che il fatto che i diritti dei lavoratori che non fumano non possono prevaricare quelli dei fumatori non conta nulla. La parità di diritti, infatti, non è mai stato il caso dei negri finché non si fecero rispettare con la forza.

Ora vedremo se i sindacati hanno davvero in mente gli interessi di chi devono rappresentare (tutti i lavoratori) oppure se, anche loro, rappresentano solo gli interessi della metà dei lavoratori non fumatori, nel qual caso non si vede per quale ragione il fumatore debba sostenere un sindacato. Notare come, in questo caso, i fumatori non siano più una "minoranza", perché questa volta torna comodo alla sporca politica antifumo. Se questa misura sarà adottata, è facile fare ulteriori previsioni: chi è grasso si muove più lentamente, quindi via una fetta di stipendio. Chi ha bevuto un po' troppo la sera prima dovrà anche essere decurtato, perché tutti sappiamo gli effetti del giorno dopo. Poi, visti i "costi sanitari", bisognerà assicurarsi che la gente si comporti "bene" anche a casa propria e quindi licenziare i fumatori, bevitori eccetera a meno che non vivano come vuole il capoufficio spalleggiato dalle "autorità" sanitarie. E siccome non bisogna fare i "furbi", ecco che si renderà obbligatorio forzare i dipendenti a orinare nella provetta per assicurarsi che dicano la verità sul loro stile di vita. Anche questo succede già in America in nome della "salute", quindi è solo questione di tempo.

Come abbiamo sempre detto, questo non finirà mai, finché non lo si farà finire con la forza - con la forza della protesta fisica, delle azioni legali, della resistenza attiva e passiva a oltranza e con ogni altro mezzo necessario e sufficiente per tutelarsi dagli attacchi incessanti dei salutisti e delle loro truffe. Mezzi di lotta efficaci diventeranno tenere d'occhio il collega non fumatore per telefonate a e da casa (costa all'azienda in produttività); intervenire per estinguere le chiacchiere tra non fumatori in nome dell'efficienza aziendale; contare i minuti quando il collega no-smoking va al gabinetto (non più di 5-8 minuti una volta al giorno e due minuti massimo per la pipì) e riportare il tempo in eccesso alla direzione dopo averlo totalizzato per almeno sei mesi così diventa un numerone che fa impressione - quindi via un pezzo di stipendio. Invocare un maggiore e strettissimo controllo delle "assenze-malattia" del collega, perché quelle si che sono ore perse... e poi chi non fuma non si ammala, quindi è senz'altro un'assenza di comodo a spese dell'azienda. Ad ogni modo, la fantasia e l'immaginazione diventeranno strumenti preziosi per fare la spia ed incrementare la produttività aziendale mentre si rende pan per focaccia ai porci no-smoking. La produttività aumenterà senz'altro grazie alla disciplina del terrore e della circospezione di lavoratori che si sorvegliano l'un l'altro, anche se l'Unione Sovietica ha già dimostrato come nemmeno quello funzioni. E mentre si farà la guerra dei poveri, nessuno si ribellerà ai delinquenti che l'hanno causata in primo luogo con l'uso della frode.

Bisogna ritornare a basi di logica, verità, buon senso e convivenza civile - ma per ottenere ciò bisogna prima farsi rispettare, altrimenti qualche nuovo "studio"-truffa ci dirà che le ore "perse" diventeranno due, tre... e ci ritroveremo tutti ad essere dei sanissimi robot.


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