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Il ruolo della "salute pubblica"
26
Novembre
[10:00 GMT]
-
Dalla "epidemia" dell'obesità a quella dell'anoressia: il delirio
della "salute pubblica"
- Sta diventando più limpido dell'acqua cristallina: questa gente che
vuole "curare e prevenire" è malata di mente. Ora si vuole applicare
l'indice di massa corporea alle modelle. "...E allora, proprio il
mondo della moda può diventare la giusta vetrina dove iniziare ad
attivare un sistema di allarme sui disturbi alimentari e
sull’anoressia in particolare. Ne è convinta il ministro Giovanna
Melandri... ha lanciato la proposta di un codice di
autoregolamentazione, («senza arrivare alla necessità di promulgare
una legge»)". E se l'industria della moda non si piegasse a
novanta gradi subito e senza condizioni? Allora la legge si che
arriverebbe!
Ma si pensi per un attimo a questa farsa di libertà. Allora, siamo
in un Paese libero, perbacco... A noi però non piace che le tue
modelle siano troppo magre, quindi o tu le ingrassi volontariamente (e
preservi la libertà che però non puoi usare), oppure io ti ci
schiaffo su una bella legge e tu le fai ingrassare lo stesso come
voglio io -- in nome della salute pubblica, bene supremo della
società, che può scavalcare ogni libertà, diritto e garanzia
costituzionale in ogni momento e circostanza. Spuntano subito i "baciaculo"
che sono "d'accordo" con la proposta nonché le inutili opposizioni di
figura che, come sempre, mancano il bersaglio in pieno e cercano di
puntare il dito a qualcos'altro altro. "...Antonio Marras, che [ha
invitato] a fare un giusto distinguo tra magro e malato e tra ideale e
reale. «Le veline sono un modello più forte delle top model»".
Osservazione giustissima, Maras - e no problem, regoliamo
anche le veline, grazie mille per averci dato la scusa! Oggi i
cittadini e le industrie possono tranquillamente parafrasare una
famosa frase religiosa quando si rivolgono questi preti pagani:
"Di' solo una parola e l'anima mia sarà dannata".
Quello che non si capisce (o si evita accuratamente di affrontare)
è il problema di fondo: il ruolo della salute pubblica nella
società è andato fuori controllo ed è diventato una minaccia alla
società stessa e alle attività umane. Bisogna drasticamente
ridimensionare, limitare e regolare il ruolo e l'autorità della
"salute pubblica", forzandola a tornare ad occuparsi dell'igiene e
delle malattie contagiose, prima che si arrivi alla dittatura
di fatto e al disastro socio-economico.
Altrimenti tagliamola corta: perché la "salute pubblica" non viene
direttamente appuntata a direttrice suprema di ogni attività umana,
regolando in suo nome diete, taglie, abitudini e opinioni politiche
mentre istituisce censure, codici deontologici, tassazione
"sanitaria", comportamenti pubblici, informazione al pubblico, colori
della carta igienica e via dicendo? Ci stiamo arrivando, ci stiamo
arrivando con il direttissimo - basta continuare ad essere passivi
e menefreghisti e ne vedremo delle belle!
L'angolo di Miguel Garcia
26
Novembre
[10:00 GMT]
-
L'angolo di
Miguel Angel Garcia - Siamo lieti di presentare ai nostri lettori un nuovo collaboratore,
Miguel Angel Garcia, sociologo e scrittore. Miguel ha un sito
antiproibizionista in spagnolo a cui siamo già collegati dalla nostra
sezione link, ma ora i nostri lettori potranno apprezzare Miguel in
italiano, con testi scritti o tradotti da Garcia stesso. Iniziamo con
il primo breve scritto, "Sono un morto statistico".
|
E'
L'ORA DI FARE UN IMPORTANTE DISTINZIONE
Suggeriamo ai nostri lettori che è arrivata
l'ora di usare un nuovo termine quando si parla di proibizione.
Molti antifumo, insultando l'intelligenza di tutti, affermano di
essere "antiproibizionisti" mentre caldeggiano i divieti di
fumo. Come è possibile? Si tratta di un gioco politico di
percezione oggi comunissimo a tutti i prestidigitatori
salutisti: per "antiproibizionista" loro intendono la
contrarietà alla de-legalizzazione di qualcosa, o il loro favore
alla legalizzazione di qualcos'altro che è ora illegale, come la
marijuana (che amano così tanto da dirci che fa bene alla
salute!). No alla proibizione quindi, ma ben vengano i
divieti! Ma che senso ha che un prodotto sia legale quando
il suo uso è sempre più vietato dappertutto? Nessuno. Nel caso
del tabacco, poi, questi "antiproibizionisti" hanno la
specifica funzione di predisporre la società ad accettare la
de-legalizzazione dopo che divieti universali sono stati imposti
ed accettati.
Siccome il termine "antiproibizionista" è
stato irrimediabilmente corrotto da questa astuta distorsione
volta a dipingere con mentalità liberale chi in realtà vuole i
divieti e il controllo del comportamento, per distinguersi da
tale ipocrita marmaglia chi è contro i divieti dovrebbe
definirsi antidivietista e definire i propri avversari
"antiproibizionisti" come divietisti. Ciò sia per non
essere confuso con loro, sia per mantenere integrità
intellettuale. D'altra parte non è la prima volta che questo
succede: negli USA, per esempio, i sinistroidi "democrat" si
appropriarono del termine "liberal" per indicare statalismo e
associarlo con il concetto di libertà individuale (una
contraddizione tanto stridente quanto quella degli
"antiproibizionisti" accaniti sostenitori del divieto di
fumo!). E fu così che, per evitare la confusione e l'inganno di
percezione, i veri "liberal" americani si ridefinirono o
conservatori o libertari.
Per quanto ci riguarda, quindi, il termine
"antiproibizionista" è ora eliminato dal nostro vocabolario.
Quando parleremo di lotta alla mentalità del divieto, del
controllo e della proibizione useremo il termine "ANTIDIVIETISTA"; per definire i nemici della libertà
useremo il termine "DIVIETISTA" o "OBBLIGHISTA".
Vi invitiamo a farlo anche voi... chi vuole essere confuso con
gente come Veronesi o Garattini?! |
La lotta per i diritti
23
Novembre
[20:10 GMT]
-
OGGETTO: decurtazione del salario ai lavoratori fumatori - In
riferimento alla nuova bravata di decurtare il salario ai lavoratori
fumatori
proposta da Paolo Citterio, presidente del Gruppo intersettoriale
direttori del personale (Gidp),
il Comitato Direttivo di FORCES Italiana ha spedito via raccomandata
la lettera riprodotta all'interno alle organizzazioni sindacali CGIL,
CISL, UIL, CISAL, CUB, USI, e UGL per sapere la loro posizione
ufficiale su questa deplorevole proposta. Dato che il pronunciarsi a
favore dei diritti dei fumatori sembra essere stato rimosso dalla
dialettica di ogni organizzazione o partito politico, è assai
probabile che saremo ignorati. I fumatori, lo sappiamo, non hanno
alcun diritto se non quello di smettere di fumare con i prodotti
farmaceutici; però, visto che si tratta anche di lavoratori,
sarà interessante vedere se solo i lavoratori che non fumano hanno
diritto alla tutela sindacale nella nuova Apartheid sanitaria.
Le probabilità poi diminuiscono ancora perché indirizziamo le
organizzazioni a verificare
la
truffa epidemiologica sul fumo passivo e l'ulteriore
falsa rappresentazione di detta evidenza da parte, finora, di
diversi ministri che si sono avvicendati sul trono della "salute
pubblica" - una ragione di più per voltarsi dall'altra parte e
permettere alle autorità sanitarie e ai loro vassalli di continuare a
truffare il pubblico italiano e a permettere la
"discriminazione terapeutica" del 50% della forza lavoratrice
nazionale.
Link
23
Novembre
[20:10 GMT]
-
Il
sito fatto coi piedi.da.ru - Segnaliamo ai nostri lettori
questo sito che è "umoristico, brillante e originale, in continua
espansione di contenuti e con un numero di visita in costante
crescita." Il coniglietto che fornica mentre fuma è già
simpaticissimo; ma così è il resto dei contenuti. Per un momento di
sorriso, pausa e sollievo nel vostro giorno da salutisti per legge,
visitatelo! Il collegamento a questo sito è conservato permanentemente
nella nostra sezione link.
Germania:
Maledetti ciccioni
parassiti sociali
22
Novembre
[17:40 GMT]
-
Scegli la tua persecuzione -
Fino a oggi la Germania è stata abbastanza benigna nei confronti dei fumatori
(ma ciò potrà cambiare presto) ed un bastione del fumo pubblico. Ma bisogna
essere realisti: oggi ogni Paese ha bisogno della sua persecuzione salutista e
la Germania non può essere eccezione, specialmente ora che è il suo turno alla
presidenza europea. E poi qual'è quel Paese "avanzato" che può permettersi di
ignorare epidemie create sui computer portatili? Ecco quindi che, solo quattro
giorni dopo la conferenza di Istanbul dove si sono riunite le gang della "salute
pubblica" internazionale, la Germania annuncia che "rendere gli europei più
snelli sarà la priorità della presidenza tedesca alla UE, che si focalizzerà
sull'obesità delle classi meno abbienti". Naturalmente - e come da copione -
viene subito fuori la sfera di cristallo con le fraudolente proiezioni
statistiche per il necessario effetto emozionale: "Le previsioni
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sono che un adulto su cinque in Europa
e Asia centrale sarà obeso entro il 2010. Il governo di Berlino dice che il
problema sarà prominente nella sua agenda sanitaria quando salirà alla
presidenza UE in Gennaio".
E' facile immaginarsi una conversazione in quel di Istanbul tra la cricca OMS e
i salutocrati tedeschi:
Salutocrate: "Ci serve più tempo per perseguitare i fumatori. C'è
ancora troppa gente che si ricorda del Fuhrer". Cricca OMS:
"Allora, sarete presidenti della UE a Gennaio. Che volete fare, far vedere che
non perseguitate nessuno così gli altri Paesi ci fanno la figura dei porci?
Occhio che chiamiamo gli smokebastards del Fondo Monetario Internazionale...
loro si che vi mettono a posto!
I
nostri partner farmaceutici stanno incazzandosi molto con voi Crauti della
malora". Salutocrate: "Vi dico che ci chiameranno nazisti"!!
Cricca OMS: "OK, allora dovete scegliere un'altra persecuzione. Va
bene la frode sull'obesità? E' una facile: i ciccioni non si possono nascondere
e si individuano a colpo d'occhio". Salutocrate: "Questa si che è
un'idea!! Potremmo distrarre i fumatori insegnando loro a odiare i lardosi
-- questo dovrebbe essere facilissimo. Poi, mentre sono occupati nella lotta
contro i ciccioni, noi avremo il tempo di creare le infrastrutture per
fottere loro". Cricca OMS: "Affare fatto, ragazzi. Se Big
Pharma è contenta, noi siamo contentissimi". Ovviamente Big Pharma è
contenta, almeno a giudicare dal comunicato Reuters a cui siamo collegati.
Pensavate che i fumatori se la passassero male? Questo è niente: sacchi di lardo
antifumo, arrivano i tedeschi! Cominciate a fumare per tempo così
dimagrirete!
Contributi dei lettori
22
Novembre
[17:40 GMT]
-
Essay: Tanto fumo, niente arrosto - Raccomandiamo la
lettura di questo saggio del lettore Bassi. Il saggio è un'analisi
approfondita e scorrevole delle dinamiche sociali, teocratiche,
emozionali e ideologiche dietro il salutismo in generale e la
persecuzione-truffa sul fumo in particolare - dai suoi perversi
principii alla sua assurda logica di comodo. La servitù politica allo
strapotere delle multinazionali del farmaco e le altre dinamiche
politico-economiche alla base di questa corruzione sono esaminate con
un angolo che non ha partigianeria politica.
Si tratta di un quadro completo della situazione che ha già portato
all'alienazione sociale dei fumatori e che porterà anche a quella dei
grassi, dei bevitori e di quant'altre categorie di cittadini hanno la
disgrazia di cadere nel mirino degli interessi del tandem
multinazionali farmaceutiche-salute pubblica. A tutti gli effetti,
infatti, i ministeri della "salute" e Big Pharma sono i veri
detentori del potere politico esecutivo - così esecutivo da essere
obbedito capillarmente e creduto indipendentemente dalla fede politica
dell'obbediente. Come per lo Stato Terapeutico tutti i cittadini sono
dei pazienti in attesa di essere malati, per il salutismo su cui esso
si basa la "terapia" è l'alienazione sociale delle vittime. C'è solo
un problema con questa "terapia": alla fine saremo tutti alienati.
Spagna
22
Novembre
[17:40 GMT]
-
Governo nazionalsalutista contro Madrid su divieto fumo:
VIVA MADRID!!
- (Nota: riproduciamo il comunicato sotto nel caso non sia
leggibile sul sito originale per i caratteri troppo piccoli).
Il governo socialista del premier Jose Luis Rodriguez Zapatero è
deciso a fare rispettare il divieto di fumo nei locali pubblici anche
a Madrid, diventata una roccaforte dei fumatori accaniti. L’esecutivo
ha chiesto alla magistratura di sospendere la legislazione della città
che di fatto contraddice i regolamenti nazionali sul fumo, entrate in
vigore il primo gennaio. Il capo dell’amministrazione provinciale di
Madrid, la conservatrice Esperanza Aguirre, ha fatto approvare una
disposizione che autorizza, tra l’altro, i grandi ristoranti a
ignorare le nuove norme che impongono una separazione fisica tra le
aree destinate ai fumatori e quelle ai non fumatori. Quella di Madrid
non è l’unica amministrazione locale che ha varato emendamenti alla
legge nazionale, ma le sue disposizioni sono “particolarmente forti e
sfacciate”, ha spiegato il ministro della Sanità, signora Elena
Salgado. Ma la Aguirre non sembra essersi impressionata più di tanto è
ha minacciato a sua volta iniziative legali ritenendo incostituzionale
il divieto imposto dal governo centrale.
Ecco come si fa per combattere i nazionalsalutisti, altro
che baciargli i fondelli! Nell'articolo sopra si parla di
sfacciataggine delle disposizioni. Sfacciati sono i salutocrati
antifumo, che varano leggi basandosi su una
truffa epidemiologica e ben sapendo che danno
falsa rappresentazione dell'evidenza e truffando così il
popolo! A questa gente bisogna rispondere esattamente come ha
fatto Madrid ed altre città spagnole. Solo il proprietario del locale,
infatti, può avere l'autorità di stabilire se si fuma o no nella sua
proprietà, visto che il fumo passivo non fa male a nessuno. Gli
allergici al profumo della libertà possono facilmente recarsi in posti
dove non si fuma i quali, per ragioni di mercato, sono comunque
disponibili e probabilmente in numero maggiore di quelli smoking (se
è vero che i non fumatori sono la maggioranza). Non è necessario
che abbiano a disposizione l'intera nazione perché - se ci fosse
bisogno di ricordarlo - non la possiedono e in un Paese libero
ci deve essere posto per tutti.
Vedremo adesso se in Spagna si farà come dicono i prepotenti
antifumo o, una volta tanto, i sostenitori della libertà personale e
della proprietà privata riusciranno a piegare le gambe dei fascisti in
camice bianco. Evviva Madrid! Qualche manifestazione nelle
strade con lancio di uova marce alla Salgado (chiamata "signora" -- ma
non così la signora Aguirre che oppone il divieto) ci starebbe
benissimo, perché lancerebbe un messaggio chiaro e forte sulla
volontà di milioni di persone che scelgono di farsi rispettare.
Magari avessimo "le palle" di fare così anche dalle nostre parti,
anziché baciare il bastone e andare a fumare fuori! Bah, ogni popolo
vive come si merita.
Meglio la bancarotta!
20
Novembre
[19:40 GMT]
-
Trenitalia
e
Alitalia
sull'orlo del fallimento? Ecco un bel cerotto - Le due grandi
compagnie italiane sono sull'orlo della bancarotta e in brutte
condizioni davvero. Che fare? C'è chi parla di partnership, chi di
totale privatizzazione, chi di altre soluzioni ancora. Certo, qualcosa
deve essere fatto per una gestione migliore.
E' disponibile, se non proprio non una cura, senz'altro un bel
cerottone per far ponte sulla disperata situazione: ripristinare le
sezioni fumatori. Non ci vuole un genio (o forse si?...) per
capire che il fumatore che ha l'opportunità oggi sceglie l'auto invece
del treno per andare al lavoro e l'auto invece dell'aereo per andare
in vacanza (o per motivi di lavoro). Chi vuole stare delle ore senza
fumare? Ecco chi dice che il fumatore è un "dipendente" perché non ha
ancora capito (o non gli conviene capire) che è la proibizione che
da assai più fastidio che la privazione del fumo.
Assodato che i pericoli del fumo passivo sono una truffa, resta il
punto del "fastidio" dei non-smokers. La soluzione è semplicissima:
vagoni in testa o in coda nei treni e voli smoking/no smoking per gli
aerei. L'incrementato uso di questi mezzi da cittadini di seconda
classe come i fumatori potrà essere sgradito per ragioni di odio
culturale, ma i loro Euro valgono come quelli di tutti gli altri. Ma
non sia mai detto che ci si abbassi a darla vinta a quei porci
che fumano... è di gran lunga meglio andare in fallimento,
perché ormai fare dispetto ai fumatori è diventata una questione di
salute pubblica.
Il progresso dei gamberi
20
Novembre
[19:40 GMT]
-
Una legge per scatenare il putiferio
- Rullando i muti tamburi della vendetta anticapitalista ad opera del
cittadino-vittima (delle industrie) nonché dello Stato nemico dei
bruti industriali (che impiegano milioni di persone), questo articolo
de La Repubblica sembra più ispirato al Das Kapital che a una
considerazione sociale. La vendetta delle "unità consumatrici" è
vicina, compagni del collettivo! L'epidemiologia e la scienza rottame
saranno le armi per il ritorno del maltolto al proletariato!
Stiamo parlando della legge sulla class action, qui dipinta come la
Spada della Grande Giustizia. Si parla di "eroi" come Ralph Nader e di
coloro che hanno cavalcato le truffe epidemiologiche antifumo per
estrarre miliardi dall'industria. Quello che non si dice è che, grazie
a questi "eroi", il consumatore americano paga oggi, in ore di
lavoro-sudore, numerose volte di più di quanto pagava prima
dell'opera di questi "eroi" per lo stesso bene; quindi, in
nome delle SS (sicurezza e salute) dei consumatori (stupidi e incapaci
di scegliere da soli), gli americani sono diventati enormemente più
poveri negli ultimi 20 anni. Ovviamente un sistema che trasforma una
società in un'arena per avvocati è il sospirato modello sociale del
futuro - assieme alla dittatura ambientalista-sanitaria ed a uno Stato
di polizia e sorveglianza.
D'altro canto, se arriva la legge sulla class action all'americana
sarà buona notizia anche per le vittime delle SS: cause per danni
economici ben tangibili potrebbero essere varate contro istituzioni
sanitarie, case farmaceutiche che pagano gli antifumo - e contro tutti
coloro che cavalcano truffe epidemiologiche per imporre divieti e
controllare il comportamento. Tabaccai, fumatori ed altri esercenti
potrebbero pure chiedere miliardi di risarcimento al ministero
della salute
per le sue mistificazioni sul fumo passivo e relativa legge per la
tutela contro
pericoli che non esistono. In un modo o nell'altro, sarà solo
questione di avere a disposizione avvocati furbi e aggressivi, meglio
se dotati di disonestà (oggidì dote saliente del "progresso
sociale") e privi di senso morale. Solo l'immaginazione
sarà dunque il limite, mentre tutti - individualmente e in gruppi - ci
faremo (allegramente e con tanto odio) causa l'un l'altro portando le
industrie alla rovina e la società alla paralisi... proprio come sta
succedendo in America, oggi Paese modello di comunisti e di fascisti.
Un'ultima, breve considerazione sulla nostra Italietta: mentre qui si
inneggia alla class action portando a modello l'America, in America
la legislazione sul "Tort Reform" (una drastica limitazione dei
poteri del class action ormai
voluta sia da destra che da sinistra),
sta facendo rapidi
passi da
gigante
per limitare il disastro economico alla nazione causato da "eroi"
come quelli menzionati da La Repubblica. E' proprio vero: in Italia
siamo sempre "indietro"!
Disinformazione
19 Novembre
[19:15 GMT]
-
Si continua con la
disinformazione degli effetti della
marijuana sulla salute a spese del tabacco - Negli elogi degli
"antiproibizionisti" alla
Turco per il raddoppio del possesso legale di marijuana, continuiamo a
sentire la stessa informazione FASULLA sugli effetti della stessa e del
tabacco sulla salute. L'ultima è quella dell'associazione consumatori ADUC, sostenitrice della legalizzazione
-- ma purtroppo cavalcante
il cavallo di battaglia delle truffe epidemiologiche antifumo mentre
si sgancia politicamente dal tabacco per mantenere "credibilità". Leggiamo:
"Si
continua a combattere militarmente una sostanza praticamente
innocua, regalando così miliardi di euro alle organizzazioni
criminali che le vendono illegalmente. Ma la cosa ancora più
sorprendente è che spesso, chi la combatte, soprattutto in
Parlamento, si presenta alle telecamere fumando sigarette,
questo si un comportamento nocivo per la salute. Un esempio è
Gianfranco Fini. A lui e a tutti coloro che, come lui, fumano e
criticano aspramente il provvedimento del ministro Turco, chiediamo di
riflettere su questo: di tabagismo muoiono in Italia circa 80.000
persone l'anno, 4 milioni in tutto il mondo; di cannabis, i morti
sono 0 (zero)."
BASTA CON LE INFORMAZIONI FASULLE!
E' una vergogna che si continui a distorcere l'evidenza per agende politiche. Se la marijuana è una sostanza
innocua allora lo è anche il tabacco; se il tabacco uccide, allora
uccide anche la marijuana.
FATTI E DOCUMENTAZIONE
| MARIJUANA
INNOCUA?... |
|
La
lista sotto è solo una breve rassegna non completa degli studi
sulla marijuana degli ultimi otto anni. Sebbene la validità
scientifica di questi studi sia tanto opinabile o relativa quanto
quella degli studi sul tabacco, nondimeno la loro presenza
dimostra che la "innocuità" della marijuana è una falsa
rappresentazione dell'evidenza pari almeno a quella sul fumo
passivo. Non si avanza sulla strada della liberalizzazione con
le menzogne, ma con la maturità civile e intellettuale e
con l'umiltà della consapevolezza della nostra ignoranza
- sia sul fumo di tabacco che su quello della marijuana. |
Rassegna epidemiologica dell'uso della marijuana e dei rischi di
cancro
Alcohol, Volume 35, Issue 3, Pages 265-275
M. Hashibe, K. Straif, D. Tashkin, H. Morgenstern, S. Greenland,
Z. Zhang |
Fumo di marijuana e cancro della testa e del collo
J Clin Pharmacol. 2002 Nov;42(11 Suppl):103S-107S |
Uso di marijuana e incrementato rischio di carcinoma squamoso
della testa e del collo
Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 1999 Dec;8(12):1071-8 |
Alterazioni istopatologiche e molecolari nell'epitelio bronchiale
dei fumatori abituali di marijuana, cocaina e/o tabacco
J Natl Cancer Inst. 1998 Aug 19;90(16):1198-205 |
Conseguenze respiratorie e immunologiche del fumo di marijuana
J Clin Pharmacol.
2002 Nov;42(11 Suppl):71S-81S |
Il fumo di marijuana come causa di danno polmonare
Monaldi Arch Chest Dis. 2005 Jun;63(2):93-100. |
Effetti della marijuana sul tratto respiratorio
Clin Rev Allergy Immunol. 1997 Fall;15(3):243-69 |
Conseguenze cardiovascolari dell'uso della marijuana
J Clin Pharmacol. 2002 Nov;42(11 Suppl):64S-70S. |
Innescamento dell'infarto miocardico con la marijuana
Circulation. 2001 Jun 12;103(23):2805-9 |
Cannabis e cancro
Rev
Epidemiol Sante Publique. 2000 Oct;48(5):473-83 |
|
-
La marijuana è un'erba quasi identica al tabacco quando
brucia. Durante la combustione, prodotti chimici sono generati. Tali
prodotti chimici sono praticamente identici a quelli del
tabacco. Questa è una realtà chimicamente indisputabile. Che
poi le quantità di tossici generati in entrambe le sostanze sia o
necessaria o sufficiente (o entrambe le condizioni) alla creazione
del cancro o altre malattie nel singolo individuo è completamente
indimostrabile scientificamente - e per scienza qui non si
intende l'epidemiologia rottame ma la scienza sperimentale. Solo ciò
è sufficiente a ridicolizzare l'affermazione che la marijuana è
"innocua" (oppure che "il fumo uccide").
- Lo Smoking and Health Program del US National Cancer Institute
aveva rilevato fin dal 1975 che topi a cui fu applicato il catrame prodotto dalla combustione
della marijuana svilupparono cancri nell'identica
percentuale di quelli a cui fu applicato il catrame del tabacco.
Che poi le quantità di catrame applicate ai topi per entrambe le
sostanze siano state proporzionalmente un'esagerazione non
rappresentativa delle quantità a cui sono realmente
esposti gli esseri umani in proporzione alla loro massa è un altro
discorso, ma ciò non cambia i risultati relativi degli
esperimenti.
- Studi epidemiologici ripetuti durante gli anni hanno inferito che l'elevazione di rischio di cancro polmonare del fumatore di
marijuana potrebbe essere simile a quella del fumatore di tabacco. Che poi
questi studi siano irrimediabilmente inquinati dai fattori
confondenti da una parte e dal fatto che moltissimi fumatori di
marijuana sono anche fumatori di tabacco dall'altra non significa
in alcun modo che la marijuana sia più innocua (o più nociva)
del tabacco.
- La prolungata
ritenzione del fumo di marijuana nei polmoni per ottenere il
massimo effetto stordente incrementa il contatto delle sostanze
tossiche col polmone, rendendo lo spinello potenzialmente più nocivo
della "bionda", per il fumo della quale non si pratica mai l'apnea.
In altre parole, un minor numero di spinelli (che sono anche non
filtrati e di qualità e peso non costante) è capace di fare un danno
più grande di un maggior numero di sigarette.
- La quantificazione dei "morti da fumo" è un esercizio teorico
disonesto perché non esistono le basi scientifiche per
stabilirlo. Prova ne siano le cifre fantastiche inventate dai
truffatori antifumo anche in questo Paese:
53.000 di qua,
90.000 di
la,
80.000 di su,
100.000 di giù. Questo da solo dimostra che questi
delinquenti si inventano le cifre per spaventare la gente.
- Non ci risulta che un esercizio sul tentativo di quantificare i
morti da marijuana sia mai stato fatto - e ciò per delle ragioni
ben solide e basilari. A) Essendo la marijuana una sostanza illegale,
non è possibile misurarne il consumo come invece si può fare con
le sigarette, B) Di nuovo, i fumatori di marijuana sono spesso anche
fumatori di tabacco. L'assoluta impossibilità di stabilire le
proporzioni delle due sostanze fumate renderebbe vano ogni
tentativo di quantificazione dei "morti", che sarebbe comunque
impossibile in primo luogo come è impossibile quello delle
sigarette.
- L'assenza di statistiche - per quanto rottame - sulla mortalità
della marijuana non rappresenta alcuna base per affermare né che
la sostanza sia innocua, né che "i morti sono 0 (zero)!" L'ADUC
e i sostenitori della legalizzazione della marijuana
rappresentano l'assenza di informazione come assenza
di mortalità - e ciò è intellettualmente e politicamente
disonesto.
Indipendentemente da ogni altra considerazione, stigmatizzare il
fumatore di tabacco come un assassino e rappresentare quello di
marijuana come un'innocente vittima di una legislazione cattiva è
socialmente irresponsabile. Il fumatore di tabacco non
è pericoloso agli altri (ed è per quello che è stata inventata
la truffa del fumo passivo), può lavorare, guidare l'auto ed avere una
vita sociale normale mentre consuma la sostanza. Sotto l'effetto della
marijuana, invece, si è vittime dello stordimento e dello stupore al
punto che non si può operare alcun macchinario come se si fosse
inebriati dall'alcol. Chi è "fatto" con questa "innocua" sostanza ha
il viso cereo, le mani fredde, la bocca "legata" tipica degli
ubriachi, nonché simile scoordinamento motorio. Ma, nella nostra
società invertita, questo comportamento >NON E'<
bersaglio delle "autorità" sanitarie, che addirittura ci vogliono far
credere che l'erba sia "terapeutica" e, implicitamente, ne
incoraggiano l'uso. Il messaggio ai giovani è chiaro: non fumate
Marlboro, fatevi dei cannoni che vi possono anche far bene!
Persone come Fini ed altri personaggi politici fanno benissimo a
farsi vedere a fumare in pubblico, in nome della libera scelta di
usare una sostanza LEGALE. Le mezze censure politicamente corrette
come i rimproveri dell'ADUC a Fini sulla base di
>informazione falsa e indimostrabile< rappresentano solo
una gretta e abietta mentalità di divietisti che dicono di
essere antiproibizionisti. Smettetela di prendere il
pubblico per le chiappe con ipocrisia dozzinale e fantascienza che
dimostra solo la pochezza di chi salta sui carrozzoni politici
cavalcando truffe scientifiche in nome della salute. Di nuovo,
vergogna.
Detto quanto sopra, la legalizzazione della marijuana e di altre
droghe ci sembra l'unico modo razionale per mettere fine alla
criminalizzazione di scelte di vita basilarmente innocue a terzi, ed anche alla
malavita che è ricca e potente grazie alla criminalizzazione.
|
Ma tale
consapevolezza non può essere raggiunta con l'informazione falsa e
con la criminalizzazione morale o legale di un'altra categoria di
cittadini, come quella dei fumatori. Qui non si tratta di
scambiare agnelli sacrificali sull'altare della "salute
pubblica", ma di crescere come società libera, tollerante e
civile a dispetto dei tempi - un'impresa difficile ma senza
dubbio più stabile e saggia. |
E' proprio l'ORA DI PIANTARLA... DI INGANNARE IL
PUBBLICO!
19 Novembre
[19:15 GMT]
-
Un'immaginaria intervista a FORCES - Un lettore ci ha indicato
un'immaginaria intervista di un certo Attila (il cui "profilo
completo" sembra essere
una pagina bianca) di "contro
la destra" a FORCES seguita, naturalmente, da una codetta di
odiatori antifumo e di poveracci che hanno smesso di fumare e che sono
"così felici". Riproduciamo l'intervista in una nostra pagina interna
perché non è facile da trovare sul sito. Ovviamente FORCES non è mai
stata chiamata in causa, in modo che non potesse difendersi. Fare i
processi all'opposizione in absentia è la tattica preferita dai
vigliacchi che compongono la massa antifumo. Notare anche che, facendo
il copia-incolla di alcuni nostri paragrafi dal sito (e, si capisce,
fuori contesto) si parla prima dello spauracchio del cancro al polmone
e poi, quando si menziona che il fumo passivo è una truffa
[1]
[2]
l'intelligente e scientifica risposta è: "Mah...!"

Non c'è "mah" che tenga: il fumo
passivo è una truffa epidemiologica confermata e cassata (nonché
verificabile), per non parlare di una
falsa rappresentazione dell'evidenza dal ministero della "salute".
Ora, Stato e società possono anche scegliere di adottare la truffa
come scusa per odio e segregazione sociale (non è certo la prima
volta che succede) e scegliere quindi di essere disonesti -- eufemismo per
"delinquenti". Ma la realtà non cambia. Ecco perché i processi
a FORCES si fanno sempre in absentia: per non far vedere
quanto truffatori e il loro seguito di cacchette sociali siano
arrivati in alto.
I consigli
di Veronesi
19 Novembre
[19:15 GMT]
-
Dal forum del Corriere della Sera - Lettrice: "Dottò, fumo, prendo la pillola, il sangue
non è buono, non faccio esercizio, lavoro come una negra a tutte le
ore e la mia dieta fa veramente schifo. Cosa
devo fare?" Dottore: "Smetta di fumare che va tutto a posto.
Il fumo è il suo vero problema"! Si,
sembra una barzelletta scarsa, ma purtroppo non lo è. Si tratta, in sostanza,
della risposta che l'illustre oncologo Veronesi da a una lettrice del Corriere della Sera.
Non ci scateneremo nelle solite affermazioni che il fumo passivo è una
truffa e che Veronesi (o nessun altro) non può dimostrare scientificamente una morte da
fumo. Tanto ormai lo si sa a memoria e Veronesi lo sa meglio di tutti.
Abbiamo invece una domanda per i nostri lettori: da un dottore che vi
fa una diagnosi così vi fareste curare un callo? E allora perché
credergli quando bestemmia contro il fumo di tabacco (quello della
marijuana invece è OK
)?
Dai, Veronesi, sparane ancora qualcuna di cacchiate del genere,
perché
è dai tempi della polenta cancerogena e dello smog benefico ci
mancavi, e abbiamo bisogno di divertirci un po'!

Persecuzione e discriminazione
19 Novembre
[19:15 GMT]
-
Citterio è proprio un salame: bisogna farlo a fette - Le
dichiarazioni di Paolo Citterio, presidente del Gruppo intersettoriale
direttori del personale (Gidp), sul taglio del salario ai fumatori
(sotto) hanno finalmente scatenato qualche reazione, come si può vedere
dal fitto forum di Libero. Bisogna anche considerare che si tratta
di provocazione bella e buona, perché i 60-80 minuti di cui parla sono
comunque garantiti per legge (626/94 art. 54 comma 3). Dette pause
sono obbligatorie sia per il datore di lavoro, che le deve concedere,
sia per il lavoratore. Per legge le pause sono di 15 minuti ogni 120
minuti, il medico competente può prescrivere al singolo dipendente
ulteriori pause, in caso di gravi miopie o di disturbi articolari le
pause possono essere di 10 minuti ogni ora. Detta proposta crea
comunque l'ipotesi di stipendi differenziati, non in base alla
produttività, che è molto difficile da quantificare quando non si
tratti di lavori manuali, bensì in base ad un criterio esclusivamente
razzista. Ricordiamoci che la parità salariale tra uomini e donne, in
Italia, si è raggiunta solo nel 1956 dopo le prese di posizione delle precoritrici del movimento femminista: le donne dell' U.D.I.
Che si fa del proprio tempo di riposo quindi è affare proprio e
spenderlo godendosi una bella bionda è la buona scelta di molti. Sul
forum di Libero si può vedere che, a parte qualche spostato che
dice che "i vizi si pagano", generalmente anche i non fumatori sono
d'accordo con l'assurdità di quanto afferma il Citterio e lo fanno a
fette. Perché poi -- visto che i
giornali hanno riportato che sono proprio i non fumatori a volere il "pugno di ferro"? Perché si comincia a capire proprio il
discorso che abbiamo fatto sotto il 15 scorso. Se questo passa
altre misure arriveranno - e ben più pesanti.
Sarebbe stato bello se i fumatori l'avessero capita qualche anno fa,
invece di diventare bersaglio statico dei truffatori antifumo. Ma non
è mai troppo tardi.
Odio
19
Novembre
[19:15 GMT]
-
L'odio
cresce a Belmont - Costantemente istigata dalle autorità sanitarie, la escalation
dell'odio contro i fumatori continua in America. L'ultimo estremo viene dalla
città di Belmont (California), dove il consiglio comunale ha approvato
all'unanimità una proposta di ordinanza che prevede il divieto di fumo in
casa propria in ogni tipo di edificio eccetto le case unifamiliari. Inoltre,
sarebbe vietato fumare in ogni strada, parco e piazza, nonché nella propria
proprietà privata all'aperto anche nel caso di edifici unifamiliari. Ora,
anche nell'ipotesi assurda che i pericoli del fumo passivo non siano una truffa,
che scusa c'è di arrivare a queste misure? Nessuna, ma c'è una spiegazione.
Si tratta di una posizione morale - anzi, di una posizione immorale:
vi odiamo, fumatori. Vi odiamo al punto che non vogliamo nemmeno
vedervi nelle strade. Vi odiamo così ciecamente da voler rendere la
vostra vita la più miserabile possibile anche nella vostra stessa proprietà
privata - anche quando non c'è nessun altro presente. Voi dovete sentirlo, il
nostro odio, ogni minuto al punto che se abitate in un appartamento non
potete fumare -- e no, non potete nemmeno andare a fumare fuori in strada o sul
balcone perché non
vogliamo vedervi. Vedrete che vi raddrizzeremo e smetterete di fumare,
perché non potrete farlo da nessuna parte. Non c'è posto per il fumo in una
società che odia.
Vi ricordate le parole di Sirchia: "bisogna creare una cultura antifumo,
il fumatore deve sentire la pressione sociale che lo induce a smettere?"
Ecco i risultati della filosofia dell'odio che ha per scusa la salute.
Fortunatamente, molte sono le voci in America che si levano contro questo nuovo
estremo. Ad esse aggiungiamo anche la nostra - e questa volta nessuno può
biasimarci per il tono.
Grazie, bastardi antifumo. Verrà il tempo in cui vi
ripagheremo con la stessa moneta. Verrà il tempo in cui essere stato un
antifumo sarà proprio come essere stato un figlio di vacca nazista - perché
ciò è esattamente ciò che siete, quindi meritate lo stesso trattamento.
E se pensate che questo sia il più abietto disprezzo, avete ragione. E'
anche una promessa - ed è diventato il nostro scopo politico di mantenerla e farvela
pagare. Ecco, ora possiamo vedere veramente come siano tutti caduti in basso
in nome della salute pubblica!
Aggiornamento speciale: Persecuzione e discriminazione
15
Novembre
[17:10
GMT]
-
I negri si pagano di meno (per un link alternativo,
clicca qui)
- Ecco l'ultima misura per forzare la libera volontà di chi fuma:
tagliargli lo stipendio - proprio come avevamo previsto da anni.
Lo avevamo previsto perché siamo dei veri esperti sulle tattiche
criminali del movimento antifumo. Non hanno funzionato le supertasse
sulle sigarette, gli insulti, i divieti di fumo nei locali pubblici.
Non hanno funzionato in Italia, in Irlanda, in Scozia e in tutti gli
altri Paesi: il numero dei fumatori non è diminuito - anzi, è
aumentato.
Allora bisogna far capire a questi
sporchi negri chi è la razza maestra, chi è che veramente
comanda! Ma, siccome siamo generosi e non proprio razzisti, se
non fumi sarai pagato come un bianco. L'ultima menzogna di questo tipo
di "salute pubblica" è la leggenda che il fumatore produca meno perché
fa le pause-sigaretta. Naturalmente si tratta di un "calcolo" come
quello del fumo passivo, basato cioè sul
nulla. A meno che non si tratti di una catena di montaggio
(dove ogni movimento è obbligato e automatico), la produttività del
lavoratore non si può certo misurare nel numero delle ore o dei minuti
in cui sta seduto su una sedia, per esempio - ma in quanto
efficiente è quando è seduto su quella sedia. Che fumi o
no, una persona che fa dieci pause al giorno ma lavora efficientemente
può produrre di più di una che ne fa solo tre ma lavora meno
efficientemente.
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Fino a quando si permetterà a dei
truffatori sanitari di giustificare segregazione e
umiliazione? |
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Ammesso e non concesso poi che la
faccenda della perdita di produttività sia vera (e abbiamo visto che è
discutibile), il problema è causato dalla legge antifumo che è
basata sulla
falsa rappresentazione dell'evidenza circa gli effetti del fumo
passivo sulla salute e quindi su una base di frode pubblica. E'
anche causato dalla pianificata e incessante istigazione
all'intolleranza delle autorità sanitarie disoneste e dei media che
collaborano coi ciarlatani salutisti. Se si vuole eliminare il
problema bisogna eliminare la legge antifumo nella sua corrente forma
e sostituirla, semmai, con una che regoli la coesistenza tra
fumatori e non-fumatori anziché impedirla. Commovente la
generosità di spirito di Paolo Citterio (leggi articolo) che, essendo
lui stesso un fumatore, afferma che tagliare lo stipendio ai fumatori
"è un passo dovuto nel bene dell'intera azienda". Ovviamente lo
stipendio di Citterio non sarà tagliato... ma è facile tagliare lo
stipendio agli altri. Il bello però viene adesso: "...comunque non
sarà una scelta imposta ma sarà discussa con i sindacati per valutare
l'attuazione della proposta nel pieno rispetto dei diritti dei
lavoratori fumatori che non possono prevaricare quelli dei
dipendenti non tabagisti." L'implicazione chiara ma non detta
è che il fatto che i diritti dei lavoratori che non fumano
non possono prevaricare quelli dei fumatori non conta
nulla. La parità di diritti, infatti, non è mai stato il
caso dei negri finché non si fecero rispettare con la
forza.
Ora vedremo se i sindacati hanno
davvero in mente gli interessi di chi devono rappresentare (tutti
i lavoratori) oppure se, anche loro, rappresentano solo
gli interessi della metà dei lavoratori non fumatori, nel qual
caso non si vede per quale ragione il fumatore debba sostenere un
sindacato. Notare come, in questo caso, i fumatori non siano più
una "minoranza", perché questa volta torna comodo alla sporca politica
antifumo. Se questa misura sarà adottata, è facile fare ulteriori
previsioni: chi è grasso si muove più lentamente, quindi via una fetta
di stipendio. Chi ha bevuto un po' troppo la sera prima dovrà anche
essere decurtato, perché tutti sappiamo gli effetti del giorno dopo.
Poi, visti i "costi sanitari", bisognerà assicurarsi che la gente
si comporti "bene" anche a casa propria e quindi licenziare i
fumatori, bevitori eccetera a meno che non vivano come vuole il
capoufficio spalleggiato dalle "autorità" sanitarie. E siccome non
bisogna fare i "furbi", ecco che si renderà obbligatorio forzare i
dipendenti a orinare nella provetta per assicurarsi che dicano la
verità sul loro stile di vita. Anche questo succede già in America in
nome della "salute", quindi è solo questione di tempo.
Come abbiamo sempre detto, questo
non finirà mai, finché non lo si farà finire con la forza
- con la forza della protesta fisica, delle azioni legali, della
resistenza attiva e passiva a oltranza e con ogni altro mezzo
necessario e sufficiente per tutelarsi dagli attacchi incessanti
dei salutisti e delle loro truffe. Mezzi di lotta efficaci
diventeranno tenere d'occhio il collega non fumatore per telefonate a
e da casa (costa all'azienda in produttività); intervenire per
estinguere le chiacchiere tra non fumatori in nome dell'efficienza
aziendale;
contare i minuti quando il collega no-smoking va al gabinetto (non
più di 5-8 minuti una volta al giorno e due minuti massimo per la
pipì) e riportare il tempo in eccesso alla direzione dopo averlo
totalizzato per almeno sei mesi così diventa un numerone che fa
impressione - quindi via un pezzo di stipendio. Invocare un maggiore e
strettissimo controllo delle "assenze-malattia" del collega,
perché quelle si che sono ore perse... e poi chi non fuma non si
ammala, quindi è senz'altro un'assenza di comodo a spese
dell'azienda. Ad ogni modo, la fantasia e l'immaginazione
diventeranno strumenti preziosi per fare la spia ed
incrementare la produttività aziendale mentre si rende pan per
focaccia ai porci no-smoking. La produttività aumenterà senz'altro
grazie alla disciplina del terrore e della circospezione
di lavoratori che si sorvegliano l'un l'altro, anche se
l'Unione Sovietica ha già dimostrato come nemmeno quello funzioni. E
mentre si farà la guerra dei poveri, nessuno si ribellerà ai
delinquenti che l'hanno causata in primo luogo con l'uso della frode.
Bisogna ritornare a basi di
logica, verità, buon senso e convivenza civile - ma per
ottenere ciò bisogna prima farsi rispettare, altrimenti qualche
nuovo "studio"-truffa ci dirà che le ore "perse" diventeranno due,
tre... e ci ritroveremo tutti ad essere dei sanissimi robot.
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