La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
A tutela e informazione delle vittime dello Stato Terapeutico
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 

Vietato fumare
Vietato entrare:

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L'AFFIDABILE ELENCO DEI RISTORANTI YES SMOKING

Aggiornamento 15 Aprile 2006
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AILATI || FORCES International



Dimostrate scientificamente un morto da sigarette e taceremo per sempre.
Altrimenti smettetela di truffarci.

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Siamo diventati... AILATI

Nota per i lettori - E' possibile che nei prossimi giorni il sito di FORCES Italiana non sia visibile regolarmente. Ciò potrebbe essere a causa di un cambio di Registrar sull'Internet. Ci scusiamo anticipatamente con i lettori per il possibile disservizio.

15 Aprile - Forces Italiana è lieta di annunciare il suo consolidamento con l'Associazione Culturale AILATI, che assumerà gradualmente la funzione di Unione Consumatori per il Diritto di consumare universalmente beni legali. L'integrazione sarà completata entro poche settimane. AILATI è l'evoluzione naturale di FORCES Italiana ed  applicherà la filosofia "forcesca" anche ad altri temi che sono il bersaglio dello Stato Terapeutico basato sulla dottrina SS - Salute e Sicurezza. Sempre di più - e particolarmente in Italia - la libertà e la scelta personale vengono associate con percezioni di malattia, rischio e  abuso, in una spirale che conduce alla conclusione che ci vuole il tutelante "pugno di ferro" dello Stato perché "la gente" sta diventando sempre più "stupida" ed incapace di sapere ciò che è bene per se stessa. Questi pericolosissimi concetti, che hanno inevitabilmente portato a regimi ufficialmente o di fatto totalitari, si fanno sempre più strada tra una popolazione truffata, disinformata e isterizzata, che diventa sempre più intollerante di tutto e di tutti. Negli anni recenti gli indicatori di questo cancro sociale sono sempre stati i divieti di fumo, avanguardia della mentalità del tutto vietato e del tutto regolato. La nuova associazione AILATI, che farà presto la sua apparizione sull'Internet e nella vita pubblica, è nata per applicare la filosofia essenzialmente moderata di FORCES a nuovi campi e realtà. "Moderazione", si badi bene, non significa debolezza, calma o pacifismo; vuol dire piuttosto usare forti dosi di energia e di forza a tutti i livelli per respingere la crescente spinta degli estremi.

Continuate a visitarci: il sito di FORCES Italiana continuerà ad essere pubblicato come lo specialista del fumo di AILATI, di cui sta diventando una sezione. Né ci si preoccupi di un rallentamento dell'attività di FORCES in Italia. Infatti, l'integrazione di FORCES Italiana con AILATI porterà la lotta contro il teppismo antifumo a livelli più alti, accoppiando gli argomenti intellettuali e l'esposizione delle frodi statistico-mediatiche ad azioni di offensiva pratica contro la legge liberticida e le truffe che si celano dietro di essa. La proprietà e responsabilità del sito di FORCES Italiana è ora passata alla Ailati Publishing Company LLC americana. L'associazione FORCES Italiana ONLUS ha tecnicamente smesso di esistere e la membership di FORCES è stata trasferita all'Associazione Culturale AILATI; non sarà quindi più possibile donare o rinnovare la quota associativa attraverso FORCES ma solo tramite AILATI.


ELEZIONI E FUTURO

Pubblichiamo in anteprima questo articolo della Redazione della nascente associazione AILATI.

15 Aprile - Ha vinto la sinistra o ha perso la destra? - Non ci siamo schierati in queste elezioni politiche per rimarcare la estraneità di FORCES e di questa associazione agli schieramenti politici. Chiamiamola anzi equidistanza.

Non vogliamo invece essere altrettanto “estranei” alle valutazioni di ordine politico che sottendono a questa “sconfitta”elettorale, per mettere in guardia chiunque si troverà a governare, dal ripetere e perseverare negli errori che hanno già determinato una sconfitta, e con la seguente considerazione: alla fine la maggioranza dei cittadini, che sono tutti anche consumatori ed utenti, vota; gli “zoccoli duri” sono piuttosto stabili, chi fa la differenza sono coloro che vengono, a torto, definiti indecisi.

Non si tratta di indecisi naturalmente, piuttosto di delusi, di coloro che - ci permettiamo di valutare - dopo aver seguito la politica ed i suoi provvedimenti, traggono delle conclusioni nei riguardi di uno schieramento, sono loro i “marginalmente decisivi” alla vittoria o alla sconfitta, mai come questa volta “all’ultima scheda”.

Stiano all’erta perciò i nuovi vincitori, perché se le tasse interessano tutti i cittadini, gli  argomenti che mobilitano i cosiddetti “marginali” sono probabilmente quelli che hanno comportato la sconfitta dei loro oppositori, forse più che la propria vittoria.

Noi vogliamo ricordare alcuni di questi argomenti - e non certo in ordine di importanza - demandando agli addetti ai lavori la quantificazione numerica, delle persone-elettori sensibili ai temi sotto elencati, che possono aver determinato la partita.

Interventi legislativi di modifica del codice della strada:

  • Cinture di sicurezza obbligatorie. Tutti sanno che possono rivelarsi salvavita, occorreva la coercizione?

  • Giubbini ad alta visibilità. Sorbole, è una questione di civiltà indossarli per non essere investiti!

  • Triangolo regolamentare. Gli altri, quelli vecchi, non si vedevano bene…

  • Telefonini perseguitati. Ci si distrae meno a digitare un sms o a pistolare col cd-player?

  • Confisca del motorino per infrazioni risibili, mortificante per chiunque abbia mai inforcato un motorino. "Maledetti criminali!" sembrano dirci, non si guida con una mano sola… e non si va in due (e perché?) sui motorini!

  • Raddoppio delle multe unite alla decurtazione di punti patente. Il capitolo principale sono i limiti di velocità, che garantiscono il 99% delle multe - facilissime, basta piazzare un autovelox nei punti giusti… con buona pace della vera sicurezza stradale, fatta di presenza delle pattuglie e di adeguata manutenzione della rete.

Legge sul fumo nei locali pubblici (ipocrita e fraudolento definire così i ristoranti e gli uffici privati). Ma non si ascolterà troppo la voce degli estremisti “anti” per adagiarsi sul convincimento che questa sia una buona legge e pure liberale? Non sarà che accanto agli estremisti ci sono anche le persone “normali”che avrebbero forse preferito scegliere se recarsi o meno, una sera con amici, in un locale tutto fumatori? Sono tutti persuasi che il fumo passivo faccia male o c’è qualcuno che si chiede anche quanto faccia male e se si debba per questo umiliare i fumatori cacciandoli da tutti i locali in cui si socializza?

Siamo tutti allineati alla salute pubblica o ci saranno anche qui i soliti “marginali”, come quelli che, ad esempio, compravano polli quando l’OMS gridava alla pandemia planetaria ed il nostro ministero acquistava trenta milioni di dosi di inutile Tamiflu?

La legge 40 sulla “fecondazione assistita”, eclatante legge etica, che ha avuto il risultato di bloccare la ricerca italiana, costringere le donne a pesanti limitazioni di scelta nell’impianto di embrioni (massimo tre fecondati e tutti e tre impiantati senza diagnosi preimpianto) e ridurre alcuni italiani sterili ad umilianti richieste al proprio “idraulico” per ovviare al divieto di fecondazione eterologa… Non sarà che migliaia di questi italiani - quelli che sono riparati all’estero ad esempio - sono imbufaliti con questo modo irrispettoso di fare le leggi?

La legge sulle pensioni integrative, che ha garantito ai sindacati la gestione del nostro denaro, scalzando dirigisticamente le assicurazioni private a cui invece molti cittadini darebbero fiducia, preferendole alla “triplice” sindacale; non sarà che qualcuno, anche qui, è rimasto deluso dall’approvazione di tale provvedimento non certo liberale?

Il provvedimento salva farmacie, quello che ha negato la possibilità alla grande distribuzione di poter esporre sui propri scaffali i prodotti farmaceutici cosiddetti da banco, da vendere a prezzi convenienti e con l’ausilio di un farmacista.

La legge sulle droghe, che ha rivelato la volontà di una “stretta” riguardo un tema molto sensibile e controverso, equiparando le droghe leggere a quelle pesanti e di fatto rendendo più remunerativo lo spaccio di stupefacenti - ed ancor più preferibile, per la malavita, lo spaccio di droghe pesanti.

La legge sui dati internet, con filtri di controllo sulla rete che censurano la libertà di opinione, e con sanzioni anche  penali per i ragazzi che scaricano la musica. Non si scontra con uno strumentale obiettivo di sicurezza ed uno strapagato diritto d’autore? Contro questa legge tutta una comunità virtuale protesta vigorosamente – e resta assolutamente inascoltata.

Vorremmo lanciare un  monito al prossimo legislatore, pur nel nostro piccolo e con l’intento di tutelare i cittadini!

I prossimi appuntamenti di libertà di coscienza saranno il testamento biologico e l’eutanasia.

I prossimi appuntamenti di libertà di scelta saranno la salute alimentare e gli stili di vita.

AILATI seguirà con attenzione gli sviluppi politici di questi nuovi argomenti, impegnandosi a denunciare con vigore ogni tradimento della libertà  e dell’autodeterminazione dei cittadini (e quando necessario intervenire con pari vigore) sia che questo avvenga per scelte ideologiche, sia di “salute pubblica”.

Invitiamo in proposito tutti voi a prendere presto visione della nostra (speriamo anche Vostra) “filosofia” nelle apposite sezioni del sito di AILATI, che ancora per pochi giorni sarà inaccessibile perché in costruzione. Sottolineiamo solo che ciò che è mancato allo spirito di queste, come di altre leggi, è il rispetto delle opinioni e delle libere scelte ed aspettative di alcune "minoranze dissenzienti" dalle maggioranze parlamentari, che spacciano  leggi irrispettose dei cittadini per obbligarli e lavar loro il cervello, piuttosto che convincerli con dati dimostrabili, persuasi che il “pugno di ferro” paghi elettoralmente.

Di quelle opinioni e quelle scelte una società libera, come tutti vorremmo, ed aperta ai cambiamenti spontanei, dovrebbe fare tesoro riconoscendone il rispetto.

Parlamentari, rispettate le libertà di tutti, ma proprio tutti, ed ancora di più rispettate le minoranze; usate la ragione più dell’opportunismo politico. Sarà il linguaggio della verità a ricompensarvi.

La redazione di AILATI


ILLUSIONISMO, TRUFFA E PRESTIDIGITAZIONE

15 Aprile - Le statistiche (epidemiologiche o no) sono l'illusionismo del 21° secolo in tutti i campi: per far tornare i risultati basta cambiare i parametri oppure le ipotesi. Così creiamo i 90.000 "morti da fumo" in Italia e i 5.000.000 nel mondo; così si creano (credeteci o no) persino i numeri sugli incidenti stradali. Così si creano anche i redditi degli italiani - basta cambiare i parametri e/o l'unità di misura e il gioco è fatto, perché il mondo dei numeri & statistiche virtuali si presta enormemente alle truffe e alle mezze realtà. L'ennesimo esempio di ciò concerne la faccenda dell'incrementato reddito degli italiani circolata da Forza Italia prima delle elezioni.

EDITORIALE

15 Aprile - I risultati della mentalità del "mi da fastidio" - L'articolo a fianco della nascente redazione di AILATI ci sembra particolarmente appropriato alla luce di elezioni che hanno dimostrato un Paese diviso e intollerante, perché ognuno è arroccato sulle proprie posizioni ed è aperto solo alla polemica ma non al dialogo. Similarmente ad altre nazioni ma in maniera più acuta, abbiamo una nazione degenerata nel nichilismo del "mi da fastidio", delle fedi assolute, del lanciar parole senza mai ascoltare.

Non è una coincidenza che questa mentalità sia simultanea ai divieti di fumo a "tutela della salute dei non fumatori" - che tutela non è perché è una legge basata sulla truffa da parte dello stesso Stato. Questa truffa, infatti, è abbracciata proprio da quelli a cui "da fastidio" il fumo perché funziona a loro vantaggio (e quindi diventa "scienza") e perché è sostenuta dai santoni della "salute pubblica" osannati dagli ipocondriaci. E quando parlano i santoni, loro contano di più del Papa - e nessuno va a verificare se quello che dicono è vero. Fino a tempi recenti individui così sarebbero finiti a San Vittore perché sono dei delinquenti. Oggi invece hanno ottime possibilità di diventare ministri; e qualcuno, infatti, lo è diventato. Che ci si può aspettare da una nazione dove circa il 7% del Parlamento è costituito da criminali che non vanno in galera perché stanno governando il Paese?

E' il dilemma dell'uovo e della gallina: è l'antifumo il prodotto della bancarotta morale e intellettuale o esso è stato una delle cause? Visto che non siamo epidemiologi non ricorriamo a questionari per  inventarci i risultati e poi attribuire ad essi cause indimostrabili. La realtà comunque esiste: abbiamo perso sia l'integrità morale, sia la disciplina della ragione; ed è per questo che le ciance che ci fanno comodo diventano "scientifiche", "vere" e "giuste" (e ci guardiamo bene dal verificarle), mentre quelle che non ci fanno comodo sono ignorate come un sordo ignora il ronzio di una mosca. E quando davanti agli occhi ci viene messa prova inconfutabile, come nel caso del fumo passivo? Allora si cerca disperatamente di scoprire "chi ha pagato" per screditare la schiacciante evidenza oggettiva. E se nemmeno quello funziona? Allora si usa la forza della legge e si chiude il dialogo. "E' così e basta": la legge prescinde dalla verità, giusto?... Accettare l'implementazione di una truffa pubblica perché a proprio vantaggio dovrebbe, in se stesso, dare a tutti noi una misura dello scadimento morale in corso e render stupido il lamentarsi poi della dilagante corruzione.

Così succede per il fumo e così succede per l'ambientalismo, il nucleare, gli OGM,  lo smog e per qualsiasi altro tema contro cui si lancino crociate in cui spesso entrambe le parti danno i numeri. La cervellotica passione per i numeri l'abbiamo di nuovo sentita nei giorni scorsi dalle labbra di Berlusconi, che sembrava proprio un epidemiologo della scienza rottame antifumo e salutista. Ma ormai si tratta quasi sempre di numeri creati con regole continuamente cambiate per far quadrare i risultati con gli intenti del momento. I conflitti di interesse di Silvio non sono diversi da quelli ben documentati di certi ministri "tecnici" antifumo, e le cifre su immigrazione e posti di lavoro hanno la stessa aderenza alla realtà che i morti da fumo di sigaretta. Ancora: cambia i parametri e fai il sempre risultato ad hoc. D'altro canto, il collettivismo garantista di Prodi non è diverso dall'indifferenziato conformismo anti-tutto e dalle "garanzie" offerte dai cleptocrati sanitari (a patto che viviamo come dicono loro, si capisce): saremo tutti sani e felici e in perfetta armonia... sotto le truffe della "salute pubblica"!

"Mi da fastidio". Questo è ciò che conta oggi. Ciò che "mi da fastidio" deve essere proibito - dappertutto - perché "io" lo odio. E nessuno di questi "infastiditi" si ferma, nemmeno per un attimo, a considerare quanto lui e quelli come lui danno veramente fastidio agli altri con quello che dicono - o magari con la loro stessa presenza. Ogni discussione e appello a una coesistenza pacifica dove tutti abbiano la dignità di esistere come sono e di agire in coerenza col loro essere (il fine ultimo di uno stato libero oltre che democratico è proprio quello) diventa un monologo che esaurisce chi lo fa e infastidisce chi non lo vuol sentire. Una vomitevole pedagogia sembra essere un denominatore comune; e il buro-pedagogo insegna sempre e non impara mai - nemmeno quando è più ignorante delle sue vittime che, comunque, non hanno mai chiesto i suoi insegnamenti.

Ecco perché prima o poi chi fa i monologhi per i sordi finisce spesso per farsi sentire con la violenza e per essere poi accusato di irragionevolezza. Chi poi afferma che usare la forza mette sempre "dalla parte del torto" non comprende che spesso la forza è l'arma disperata di chi è sistematicamente ignorato perché altri hanno deciso che lui "ha torto in partenza". Per prevenire ciò, tutti dobbiamo imparare ad ascoltare e a concedere agli altri.  Bisogna lavorare per costruire una società in cui ci sia dignità e posto per tutti. Non bisogna farsi posto opprimendo minoranze vere o presunte e aspettandosi poi che le minoranze obbediscano in virtù di una "democrazia" che è sempre più il totalitarismo di chi detiene il potere. Detenere il potere poi non significa avere la licenza di imporre ad altri come vivere e pilotarne scelte e comportamento, ma solo di amministrare le risorse comuni nel rispetto delle libertà e della dignità di tutti. Questa è la differenza tra il pedagogismo esaltato tipico delle istituzioni odierne e il rilassato ambiente creato dalla sicurezza che ognuno ha delle proprie libertà e del proprio potere.

E' tempo di farci lo stomaco forte e di guardarci veramente allo specchio, perché l'alternativa potrebbe essere meno piacevole ancora.

FORCES Italiana - La Redazione

EVENTI QUA E LA

Non mancate l'appuntamento di Cagli! - Che siate appassionati di pipa o no, questo appuntamento non si può mancare. Si tratta della 6a Festa della Pipa il 28-29-30 Aprile prossimo, completa del 4° Trofeo di Fumo Lento "Città di Cagli", sponsorizzato dall'Assessorato alla Cultura e dall'Assessorato allo Sviluppo Economico della provincia di Pesaro Urbino in collaborazione con il CAP Madrid, il Cercle de la pipe di Barcelona, il Cuore di radica (Roma), il Pipa club Italia, il Pipa club Fermo, il Ritrovo Toscano della pipa e l'Azienda Agricola Pojer & Sandri. Ricco di eventi e di divertimenti, in questi tempi bui e proibizionisti questo incontro promette di ridarci la gioia di vivere, almeno per qualche ora. Non mancate - e arrivederci a Cagli! Clicca qui per scaricare la locandina.

PROIBIZIONISMO

15 Aprile - Dove l'intelligenza funziona (un po') di più - I gangster dell'OMS e i loro alleati eurocrati hanno imposto che per il 2008 ci deve essere una legge antifumo in ogni Paese della UE. Lungi dell'essere un consenso popolare, si tratta di una direttiva a cui i Paesi membri debbono assoggettarsi, che piaccia loro o meno. Viva la libertà individuale e l'indipendenza delle nazioni.

Dette le parole di rito, però, c'è da dire che (almeno per ora) i Paesi sudditi della UE hanno ancora la libertà di stabilire il grado di oppressione del fumatore con più o meno forza e intelligenza. La Spagna - differentemente dall'Italia - non si comporta come un cane randagio che lecca la mano di ogni potenziale padrone zelantemente copiando il peggio da tutti nel modo più ottuso possibile vantandosi poi si essere il primo della classe degli idioti. In Spagna almeno si rispetta che il proprietario di un locale possa scegliere tra accettare i clienti fumatori o non - un diritto inalienabile della proprietà privata. Da noi invece la proprietà privata sembra rappresentare il "nemico da battere". Sempre fermo restando che i pericoli del fumo passivo sono una truffa spinta da delinquenti che bisogna mandare in galera, sull'unica base sociale che abbia un po' di valore - quella del civismo e del rispetto pari e reciproco -  la Spagna, ancora una volta, si rivela essere un Paese più civile e libero di noi (specialmente in considerazione dei tempi che corrono) - anche perché in Spagna ci si ribella al divieto di fumo invece di uscire fuori a fumare come degli scoglionati.


Che i berlusconiani non si offendano: gli stessi trucchi sono usati da tutti - a destra e a sinistra - nell'orgia di disonestà che vede il coinvolgimento di tutti gi schieramenti politici. L'importante è capire il concetto alla base di tutto: la realtà non conta più nulla, i numeri sono creati e usati esclusivamente per produrre emozioni e indurre azioni e comportamenti favorevoli all'agenda del truffatore che li usa. C'è però una difesa che funziona: non bisogna più credere a nulla e nessuno se non quando è dimostrato con il Metodo Scientifico e quando la documentazione e la metodologia è resa disponibile al pubblico per verifica e dibattito. Infatti, se non si ha nulla da nascondere, perché non far vedere le prove? Altrimenti si fa proprio come Sirchia, che disse che "gli studi che fan vedere che il fumo passivo fa male ci sono, eccome" - ma nessuno li ha mai visti per una semplice ragione: non ci sono - e Sirchia ha mentito agli italiani assieme ai manipoli di imbroglioni che dicono che "il fumo uccide". Fuori i metodi sperimentali che lo dimostrano!!

Il reddito medio degli italiani è passato da 24,670 dollari del 2001 a 27,119 dollari del 2005 - Il reddito medio degli Italiani è pari a 27.119 dollari, mentre nel 2001 era di  24.670 dollari. Pagina 154 del libro "La vera storia italiana" spedito da Forza Italia agli  elettori.

Facendo due conti, perciò, risulta che il reddito medio degli Italiani è cresciuto di  circa 2.500 (2.449) dollari. Ci si chiede:  perché danno le cifre in dollari? Già è difficoltoso capire le cifre in euro, figuriamoci con la moneta di uno stato estero...

Comunque, per capire meglio queste cifre, si può andare sul sito internet www.uic.it, che è il sito dell'Ufficio Italiano dei Cambi, per tradurre  le cifre in euro.

Dunque, il 22 maggio 2001 (il giorno dopo le ultime elezioni politiche), per fare un  dollaro ci voleva un euro e 15 centesimi, quindi 24.670 dollari (reddito 2001) moltiplicato per 1,15 fa: 28.370,50 euro. Poi, il 31 marzo 2006 (pochi giorni fa, quindi), per fare un dollaro bastavano solo 83 centesimi di  euro, quindi 27.119 dollari (reddito 2006),  moltiplicato per 0,83 fa: 22.508,77 euro.

In altre parole, si spacciano le cifre in dollari per far credere che il reddito  medio sia aumentato. Invece, di fatto è diminuito di 5.861,73 euro. C'è da chiedersi per quanti di questi euro guadagnati in meno bisogna ringraziare i regolamenti SS (Salute e Sicurezza) europei e nazionali che alzano sempre di più i costi di produzione e il divieto di fumo, che abbassa sempre più le entrate dei gestori.

Questo trucco non è assolutamente diverso dalla truffa dei "500.000 italiani che hanno smesso di fumare" grazie a una legge essa stessa basata sulla truffa. Questo trucco statistico è già stato smascherato nel nostro aggiornamento precedente.


Il sito www.forcesitaly.org è proprietà e pubblicazione di AILATI Publishing Company, LLC (una Corporation dello stato del Nevada, Stati Uniti), che è la sola responsabile dei suoi contenuti e della sua gestione, ed è soggetta alle limitazioni e alle libertà sancite dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America.


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