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FORCES
Campania || FORCES International
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JOE
JACKSON CONTRO IL PROIBIZIONISMO
17 Febbraio -
Siamo lieti di presentare
un nuovo membro del
Comitato d'Onore di FORCES International: il
musicista di fama internazionale Joe Jackson, autore e interprete di
numerosi successi mondiali come
Stepping out (usa Real Player),
Is she really going out with him
(usa Media Player),
e
Look Sharp (usa Media Player).
Oltraggiato dall'avvento del salutismo a New York, Jackson scrisse diversi
articoli contro il sindaco Bloomberg ed altri esponenti della "salute
pubblica". Si mise poi in contatto con il
gruppo
attivista C.L.A.S.H. di New
York, affiliato di FORCES, e poi con FORCES stessa. Ora Joe vive a
Londra, dove sostiene anche il gruppo di resistenza inglese FOREST. Ma il più bel regalo che
Jackson potesse fare a tutte le vittime del salutismo nel
mondo è stato quello di scrivere e produrre una canzone che è
destinata a diventare un inno per la libertà e contro l'oppressione, e
che da Lunedì scorso è in distribuzione nei negozi di musica.
Gli introiti delle vendite saranno devoluti a FORCES, C.L.A.S.H.
e FOREST. Ora, acquistando "In 20-0-3" (Twenty-O-Three) in
negozio o
direttamente in linea dal sito di Jackson aiuterete FORCES
nella sua lotta per
diffondere la verità nonostante la
"salute pubblica". Speriamo che Jackson possa essere il pioniere di una nuova rivolta contro
chi vuole alterare i nostri valori e
controllare la nostra vita. Forse, cantando "In 20-0-3", molti troveranno il coraggio di dire
"basta" e di disobbedire
ad arroganti ed oppressori -- perché la libertà non può scendere
a compromessi.
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Per ascoltare
"In 20-0-3"
ti serve Real Player.
Se non lo
hai, scaricalo qui gratis |
-
Clicca
qui o sulle immagini per ascoltare
"In 20-0-3" (bassa qualità sonora, caricamento veloce).
-
Clicca qui
per accedere alla pagina del sito di Jackson che conferma la
donazione degli
incassi a FORCES, CLASH e FOREST.
-
Clicca qui per scaricare "In 20-0-3" in formato MP3 alta
fedeltà per soli 99 centesimi di dollaro, ed altre
bellissime canzoni.
-
Clicca qui per un
profilo di Jackson in italiano.
-
Clicca qui
per accedere al sito web ufficiale di Joe Jackson
"In 20 - 0 - 3":
SOTTO, ALCUNI DEI VERSI |
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| In 20-0-3, a man
joined the army but soon he got shipped out to fight in Iraq. |
Nel 2003 un uomo si
arruolò nell'esercito, ma presto fu mandato a combattere in Iraq. |
| He was caught in a
cross-fire, and lost his right arm, but they didn't ban bullets on
missile attacks. |
Si trovò in un
fuoco incrociato, perse il braccio destro, ma non vietarono i
proiettili durante gli attacchi missilistici. |
| He's on his way home
now, and who wants to tell him he can't have a smoke with his beer? |
Ora sta tornando a
casa, e chi ha il coraggio di dirgli che non può fumare una sigaretta con
con la sua birra? |
| ...So do what you want,
or do what they tell you, it's the land of the free but don't take
it too far. |
...Allora fa ciò che
vuoi, o fa ciò che ti dicono; questa è una nazione libera -- ma non
azzardarti troppo ad essere libero. |
| You can do what you
want, you can march off to war, but in 20-0-3 you can't smoke in a
bar. |
Tu puoi fare ciò
che vuoi, tu puoi marciare per la guerra, ma nel 20-0-3 tu non
fumi
in un bar. |
Comincia il tour antisalutista del gruppo
canadese The Intended
17 Febbraio -
Anche nel mondo della musica e dello
spettacolo ci si comincia a ribellare alla truffa e all'oppressione.
Il gruppo canadese "The Intended", in collaborazione con FORCES
Canada, inizierà presto un tour musicale del Paese per guadagnare
sostegno economico contro la "salute pubblica", e per
stimolare la rivolta degli esercizi commerciali, vittima
di enormi perdite di clientela e spesso di bancarotte. Ma lo scopo del
tour non sarà solo di
fare spettacolo, canto e protesta passiva; esso sarà volto a una vera e
propria campagna educativa sulle truffe sul fumo al
pubblico e ai gestori, e per liberarli da colpe che non hanno mai
avuto. L'intero bombardamento salutista all'estero e in Italia
intende creare nei bersagli quel profondo senso di colpa che
annichilisce la reazione fa pendere
l'ago della bilancia dei valori sociali verso la "salute pubblica" --
anche quando ciò va a scapito delle libertà
personali, che sono ridefinite a seconda delle occasioni. Ma il
salutismo non è -- contrariamente a quanto
crede -- al di sopra delle leggi morali o penali che vuole
riscrivere. L'acquisizione di mezzi economici per la diffusione del
vero e l'organizzazione della resistenza è un mezzo indispensabile per
liberarci dal salutismo. Grazie quindi a
coloro che, dal mondo dello spettacolo, aiutano la lotta per il
ritorno ai veri valori.
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| EDITORIALE
 16
Febbraio - Sono
irresponsabili pubblici che attentano alla verità della salute -
Avevamo promesso ai nostri lettori che avremmo
replicato a quanto affermato da Umberto Veronesi sul settimanale "Oggi"
a proposito del fumo nei film e in TV e sulla disinformazione sulla nocività
del fumo. L'arduo compito è caduto sul nostro presidente Gian Turci
che, dopo aver consultato l'informazione scientifica e statistica disponibile,
ha scritto questo articolo, che sarà senz'altro ignorato sia dalla
"salute pubblica", sia dai mezzi di informazione di massa che sono al suo
servizio.
EVIDENZA
SCIENTIFICA - Le polveri fini un pericolo per la salute accertato
scientificamente? No, una truffa -- ancora un'altra truffa.
16
Febbraio -Polveri
fini nell’aria e mortalità: prospettive tossicologiche
–
Avendo fallito di dimostrare la pericolosità del fumo passivo con
l’epidemiologia (massimo incremento di rischio da fumo passivo 30%,
minimo incremento necessario per dimostrare l’esistenza di
un rischio 200%), le gang antifumo e ambientaliste cercano di spaventarci
e di confonderci con le polveri fini, usando come “prova” i limiti (arbitrari)
stabiliti per il divieto di circolazione delle auto nelle città,
e dandoci da intendere che l’impatto negativo sulla salute delle polveri
fini è un dato di fatto accettato e cassato dal mondo scientifico
vero. Ciò è interamente falso. Il dibattito è
invece accesissimo, e non esiste la benché minima certezza
sulla dannosità delle polveri fini.
L’anno
scorso la stessa Environmental Protection Agency, tanto cara agli ambientalisti
(e agli antifumo per aver promosso la truffa
del fumo passivo per cui fu condannata
per frode da una corte federale americana) tagliò le sue stime
sui danni alla salute di ben il 50 percento. Il recente studio a
cui siamo collegati, pubblicato da Regulatory Toxicology and Pharmacology
38 (2003) 326–335, ignorato dagli ambientalisti e da chi si preoccupa
di dirci che il fumo "invecchia la pelle", è uno tra una vasta moltitudine
di documentazione scientifica che indica che l’impatto delle polveri fini
potrebbe essere gonfiato a dismisura. Dice l’abstract: “I regolamenti
americani che stabiliscono gli standard delle polveri respirabili (PM)
… sono ampiamente basati sulla credenza che le presenti concentrazioni
causino morti e malattie, e che ridurre tali concentrazioni salverebbe
delle vite. Siccome le stime di mortalità che ci vengono da importanti
studi di osservazioni epidemiologiche sono estremamente tenui, e derivanti
da studi incapaci di tenere sotto controllo i fattori confondenti,
nonché incoerenti nelle locazioni, informazione tossicologica e
clinica è necessaria per giudicare la possibilità e il grado
nel quale la causalità sia reale. I dati tossicologici sulle forme
tipiche di PM derivanti dall’inquinamento suggeriscono fortemente che le
presenti concentrazioni ambientali sono troppo piccole per causare significative
malattie o morti. [In questo studio] rivediamo i risultati di inalazione
di studi [comparandoli] con l’uso concentrato di polveri ambientali [PM],
polveri da motori diesel nonché solfati e sali nitrati, e non
c’è evidenza che moderate concentrazioni siano letali. L’aspettativa
che vite siano salvate con la riduzione dei PM2.5
negli USA non è supportata dal peso dell’evidenza scientifica
- sebbene regolare i PM potrebbe essere giustificabile".
Ciò
vale anche per le micropolveri PM10, naturalmente, che sono
più grosse delle PM2.5. Leggendo lo studio (pagina 5),
si vede che i soliti topi in cui fu prima indotta bronchite e che furono
poi esposti a concentrazioni anche di 500-700 microgrammi/m3
(dalle 10 alle 15 volte i limiti di "sicurezza") non dimostrarono che erratiche
reazioni, e il più delle volte nessuna o minima infiammazione
respiratoria quando esposti per tre giorni ininterrotti. E un topo
pesa 3.000 volte meno di una persona. Quindi, anche se i dati dell'Istituto
Tumori corrispondessero alla realtà (cosa che è fortemente
in dubbio, dov'è lo studio?), ancora non si potrebbe dire se il
fumo passivo "fa male". Quindi non fatevi raggirare dalla propaganda
sulle polveri fini presentate come causa di morte e malattie accertata
dalla scienza: quella è una truffa, ancora un'altra truffa.
HUMOUR
(MA NON TROPPO)
16 Febbraio - Il
mondo di Sirchia
- Benvenuti nel mondo di Sirchia ma, più in generale, nella realtà
dello Stato Terapeutico. Se ti piace questo futuro, ti aspetta un lavoro
meraviglioso: non far nulla per cambiarlo. Divertiti a leggere questo
colloquio tra un cliente ed una catena di ristoranti in un futuro troppo
vicino per essere divertente.
16 Febbraio - I
danni del non-fumo - In questo filmato flash (attendere per il
caricamento) vediamo l'iperbole dell'isterismo antifumo: da un fatto triviale
alla fina del mondo. Almeno gli autori di questo "cartoon" fanno ridere,
mentre i santoni salutisti che quotidianamente sparano scienza rottame
fanno solo pena.
16 Febbraio - Packaging
caserecci: l'importante è lottare contro i fascisti bianchi
- “Cara
Redazione , spero vi piaccia questo packaging casereccio , di cui sono
io stesso stupito dell'inaspettato successo riscontrato sulla strada. Addirittura
un tabaccaio ha commentato che secondo lui l'idea potrebbe vendere bene
come ‘copri-pacchetto’... Nel caso vi piaccia mettete pure le immagini
nella sezione "humour"… Saluti Antiproibizionisti -- Marco” –
Fatto! Clicca
qui per vedere in una sola pagina i tre “packaging caserecci”. |
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SCIENZA
ROTTAME & ISTITUTO TUMORI: SMETTETELA DI FARE I VENDITORI DI FUMO PASSIVO
16
Febbraio - Istituto
Tumori: Dov'è
la sostanza?... -
Dopo la batosta
politica ricevuta durante il processo d'appello del caso Paribas, dove
si è rivelato che la morte da "fumo passivo" dell'impiegata
Monica Crema era l'ennesimo gancio della propaganda salutista, ecco che
l'Istituto Tumori cerca di compensare con nuova scienza rottame e disinformazione -- evidentemente gli unici
mezzi che ha a disposizione (non considerando la sua montagna di quattrini).
Con la complicità del Corriere della Sera, la settimana scorsa abbiamo
visto circolati articoli che "dimostravano" come le polveri fini in un ristorante
dove si fuma siano decine di volte più alte che i livelli di allarme
nelle città (clicca qui
e qui).
E' chiaro che la sconfitta politica della Paribas brucia troppo all'establishment
antifumo, e quindi si procede ad alzare il volume del tamburo propagandistico
e ad incrementare la tattica del terrore e dell'istigazione dell'odio.
Ma dov'è
lo studio? E' stato pubblicato? Dove? Quando? Dove
sono i dati da analizzare? Dov'è
la metodologia usata? Queste tra le domande che media seri e
non complici di un'agenda corrotta dovrebbero chiedere in primo luogo,
e invece non ci dicono nemmeno dove trovarlo, né esso sembra esistere
sul sito dell'Istituto. Invece, ci vengono riportati dati e grafici per
spaventare la gente e creare consenso a una
legge basata su una truffa -- che emerge quasi ogni giorno ma che gente
senza scrupoli continua a coprire con produzione su scala industriale di
scienza rottame per confonderci le idee.
Ci viene detto, in sostanza,
di credere all'Istituto Tumori ciecamente, presentando al pubblico
i dati come se fossero un dato di fatto verificato e scientifico,
basandosi esclusivamente sulla "credibilità" dell'istituto in
virtù del fatto che "è l'Istituto Tumori" e quindi, cittadino,
un'autorità del genere non si discute. Chi osa
dubitare e chiedere prova? Come ci si permette di mettere in discussione?
E' irresponsabile e immorale mettere in questione
una crociata sacrosanta! Beh, la mettiamo in questione noi
in nome della scienza, e con solide ragioni. Ci viene chiesto di
credere a chi, meno di due anni fa (e probabilmente usando la stessa tecnica),
produsse uno studio rottame smascherato dal nostro team scientifico, che
fu facilmente in grado di dimostrare l'incompetenza e la parzialità
di chi aveva usato metodi e tecniche tendenziose, tra le quali quella di
mettere sensori laddove leggevano quel che di desiderava, mentre si ignoravano
numerosi altri fattori concomitanti. Insomma, per produrre non uno studio
scientifico, ma uno strumento di propaganda volto ad avanzare un'agenda
politica orwelliana. Dopo la stringente
analisi scientifica dello "studio",
spacciato agli italiani come scienza vera da mass-media come Superquark
e La Macchina del Tempo, il Comitato Scientifico concluse:
"Gli
autori non sembrano essere al corrente delle dispute internazionali sulla
validità degli studi epidemiologici concernenti le polveri fini
nell’ambiente esterno. Inoltre, essi prendono per scontato che il fumo
passivo sia un sostanziale rischio per la salute, probabilmente basando
le loro conclusioni sul rapporto meta-analitico della US Environmental
Protection Agency riportato sopra. Gli autori sembrano essere anche ignari
del fatto che tale
rapporto è stato dichiarato fraudolento...
Gli autori non sembrano essere a conoscenza
della documentazione scientifica concernente il contributo del fumo passivo
alle polveri fini nell’aria di ambienti chiusi, o di zone all’ aperto.
Inoltre, le misure riportate non meritano la qualifica di "dati", vista
l’assenza di elementari precauzioni sperimentali - precauzioni che
sarebbero dovute anche nel caso di uno studio pilota. Che lo studio poi
sia stato anche pubblicato dimostra chiaramente la debolezza del sistema
di revisione e controllo editoriale prima della pubblicazione. Lo studio
quindi non solo è un fallimento come studio pilota, ma è
deplorevole anche come tentativo dilettantistico. Rimane inspiegabile
che gli autori abbiano potuto consentire di avvallare con i loro nomi uno
studio che l’Istituto dei Tumori di Milano dovrebbe ritrarre quanto prima."
Come si fa quindi a credere
all'Istituto Tumori a scatola chiusa, dopo una "performance" del genere?
Dov'è lo studio, o almeno i dati
e la metodologia, così possiamo esaminarne la
solidità? Non crediamo che sia una domanda irragionevole chiedere
a questa gente di sostanziare le loro affermazioni "scientifiche" con i
dati. Chiunque abbia una copia dello studio stesso (visto che non sembra
essere disponibile) può spedirla a FORCES Italiana, casella postale
2501, 16146 Genova, o elettronicamente a redazione@forces.org.
Non è per caso che l'Istituto
Tumori, memore della passata esperienza, ora tiri la pietra e nasconda
la mano? Considerando l'etica dei massimi rappresentanti politici della
"salute pubblica", c'è da chiedersi se questo non costituisca la
normalità. Però, visto che si fanno "affermazioni choc",
come le chiama il Corriere, esse vanno sostanziate e sottoposte all'esame
del pubblico, altrimenti si fa la figura dei pagliacci. Il Corriere
si premura di riportare le parole di Sirchia: "Le sigarette? Un vizio
stupido." Forse. Ma viste le prestazioni e la sostanza scientifica
esibita finora agli italiani, c'è da rispondere: "Sirchia? Un
venditore di fumo passivo."
Nel frattempo, lo stesso Corriere
ci informa che, solo per Milano, il costo dell'adeguamento alla legge Sirchia
sarà di 500 milioni di euro: ma tali costi sociali non sono
certo compendiati in statistiche. E la cosa più "divertente" è
che, tra due o tre anni, il fumo sarà comunque vietato anche nei
locali che si sono adeguati. E' inevitabile, perché i truffatori
"più avanzati" d'oltreoceano affermano già da tempo che "non
esiste livello di esposizione sicuro al fumo passivo", mentre qui il "diritto
alla salute" (statistica) è contemplato dalla Costituzione italiana.
Quindi, a meno che non si stronchi l'industria della truffa, le conclusioni
sono lampanti per tutti. |
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CARTELLO
FARMACEUTICO, ovvero: GLI AMICI DELLA "SALUTE PUBBLICA" -
Ancora troppi hanno difficoltà a vedere il nesso tra le multinazionali
farmaceutiche e la nuova incarnazione della "salute pubblica"; e sebbene
i nemici di Big Pharma siano molti, essi tacciono quando si mette in evidenza
che spessissimo i salutisti sono sul loro libro paga, perché le
loro crociate sono "sacrosante". Se gli alleati quindi sono marci,
beh, bisogna guardare dall'altra parte, e lamentarsi di Big Pharma in altra
sede, accettando che la vacca della salute pubblica sia "un po' incinta".
Ma non è così che funziona nella vita e nella politica: una
volta che la porta è aperta, è facile da spalancare.
16
Febbraio -
GlaxoSmithKline
nasconde dati sulla nocività di antidepressivi per bambini
- In Inghilterra è emerso per una fuga di notizie che la GSK era
a conoscenza dal 1998 che il Seroxat, un antidepressivo prescritto a ben
500.000 adulti e 10.000 bambini ogni anno, non aveva alcun effetto sulla
depressione. La multinazionale per anni si è rifiutata di presentare
rapporti sull'efficacia del farmaco e sui suoi effetti negativi. La GSK
è la produttrice della "pillola
antifumo" Zyban, che continua a stecchire la gente, e a cui i due ultimi
ministri della "salute" non hanno prestato alcuna attenzione ufficiale
perché ovviamente ciò sarebbe di danno alla loro "crociata
sacrosanta", quindi i fumatori possono pure crepare nel tentativo di redimersi
da colpe che non hanno; tanto quando crepano si dà la colpa al fumo,
quindi gli interessi di Big Pharma sono comunque ben protetti. Richard Brook, capo
di MIND, un'organizzazione inglese per la sanità mentale, ha questo
da dire: "Permettere che un farmaco sia dato a bambini quando esistono
noti effetti collaterali e non si sa nemmeno se funziona indica bancarotta
morale ed etica". Benvenuto nella "salute pubblica", Mr. Brook, della
quale Big Pharma è partner ufficiale!
16
Febbraio -
Avanti
con gli antidepressivi. Ministeri della "salute", preparatevi ancora una
volta a guardare dall'altra parte
- La strage dello
Zyban non ha certo scoraggiato Big Pharma, immune da ogni conseguenza
grazie al silenzio-assenso di molti ministeri della "salute", che non hanno
iniziato serie azioni legali contro le multinazionali. Un nuovo antidepressivo,
la nortriptilina, è infatti ora testato nella città inglese
di Birmingham come prodotto di cessazione da fumo. L'antidepressivo triciclico
già causa capogiri, costipazione, aumento di peso e abbassamento
della pressione sanguigna. Ancora una volta un portavoce dell'organizzazione
inglese MIND (vedi sopra) commenta: "Sembra molto strano che si usino
antidepressivi su persone che non sono malate, ed è certamente
una cosa che noi non lasciamo passare". Ma come può essere un'organizzazione
di psichiatri del genere così ingenua e incompetente?! I fumatori
>sono< malati, e hanno un >"bisogno"<
assoluto di "terapie" farmaceutiche! Ce lo dicono Sirchia, Veronesi,
l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Ce lo dicono centinaia di
burattini farmaceutici antifumo di varie confessioni... L'hanno persino
imposta sulle sigarette, la pubblicità a Big Pharma: "Il tuo
medico o farmacista possono aiutarti a smettere di fumare" (no grazie).
Ma come devono dirlo al pubblico che hanno venduto il negozio, devono far
vedere gli assegni?!... Ma chi vi paga,
a voi di MIND, per essere così immorali da ostacolare le
agende delle multinazionali farmaceutiche e delle loro pedine nei ministeri
della "salute"? E' proprio il caso di chiederglielo: FUMA?...
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| LA
POSTA DI FORCES
16
Febbraio - Pensieri
e libertà
- Claudio capita per caso sul nostro sito e ci scrive affermando di non
essere un persecutore e di rispettare la libertà, però lamentandosi
del fumo passivo e del mal di gola che a suo dire gli causa il fumo. La
redazione risponde a questo intelligente lettore.
16
Febbraio - Scetticismo
- Il lettore e supporter Pietro scrive nostro al presidente Gian Turci
con scetticismo sul fatto che le multinazionali farmaceutiche tirino le
fila della "salute pubblica" e tende a credere che il salutismo sia un'aberrazione
spontanea slegata da Big Pharma. Turci risponde. |
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