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NIGERIA
17
Giugno - Nasce FORCES Nigeria: uno esempio di
coraggio – Siamo lieti di annunciare la nascita di una nuova
sezione della nostra organizzazione internazionale. Questa sezione è
particolarmente coraggiosa, considerato il contesto in cui opera.
Acclamato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, il governo nigeriano due anni fa'
varò una legge che prevede
cinque anni di carcere per
chi è “sorpreso a fumare in pubblico”
. La sentenza è
automatica, e
non prevede nemmeno un processo perché, trattandosi di "salute",
scavalca le normali procedure giudiziarie; ne segue che la "salute pubblica" ha un potere esecutivo
superiore a quello della stessa polizia - un'aspirazione
"sanitaria" che chiaramente non è limitata alla Nigeria,
ma che costì è già stata messa in pratica. Questo dovrebbe farci
riflettere sulla vera natura dell’antifumo e
del salutismo in generale – e dell’essenziale importanza di
combattere con ogni mezzo questa nuova permutazione totalitaria che ha trovato una nuova
mimetica nel camice bianco.
La legge nigeriana è contraria ai
Diritti dell’Uomo proclamati dalle Nazioni Unite, che però si
voltano dall’altra parte perché l’OMS è un'agenzia dell'ONU. Chiaramente, quando si tratta di fumo, anche i diritti umani
possono essere ignorati.
A questa
vergogna si sta opponendo un vasto gruppo di persone,
capeggiate da un coraggioso giovane fumatore, l'ingegnere
petrolifero Tony Osuagwu e dai suoi sostenitori, che useranno l’arma dell'educazione
sulle truffe sul fumo per creare
consapevolezza pubblica tramite corsi educativi, in combinazione con
la creazione di tattiche di resistenza politica e di strategie per
recare il massimo danno possibile all’oppressore. La
dichiarazione dello
statuto di FORCES Nigeria non lascia dubbi:
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"...Dichiariamo qui che
nessuna quantità di propaganda dell'OMS, le leggi dei suoi
alleati, o persino l'intimidazione e le minacce potranno
sottometterci in questa lotta per una società libera ed
egalitaria." |
Siamo ancora
convinti che si tratti di una lotta "sacrosanta" della "salute
pubblica" solo per togliere un "vizio?" Il vero volto
dell’antifumo si rivela più apertamente nei Paesi del Terzo
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Anthony
Osuagwu |
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mondo
dove non ha certo bisogno di indossare troppe maschere
“terapeutiche” per nascondere la sua bestiale natura. Il sig. Osuagwu e i suoi sostenitori non corrono solo il rischio di prendere
una multa e ascoltare un po’ di falso paternalismo. Con la loro resistenza politica allo
Stato, rischiano
anni di
carcere, e di separazione da famiglie e amici.
Ma con la loro forza d'animo ci pongono davanti a scomode domande.
Se accendere la sigaretta in pubblico è una cosa così triviale,
perché miliardi di dollari sono spesi ogni anno nel mondo per
promuovere divieti? Spegnere la sigaretta non è forse un atto
di incondizionata sottomissione a un potere
che si
basa su un falso epidemiologico ed è precursore di altri soprusi?
Quanto vili bisogna essere per negare questa realtà lapalissiana?
A FORCES Nigeria
va tutta la nostra ammirazione e supporto, e ci auguriamo che essa
diventi un esempio
per chi vive in Paesi (finora) più fortunati mentre,
colpevolizzato e codardo, si nasconde nei sottoscala per esercitare
un suo diritto umano, e mentre ritiene più importante dedicare le sue ore
libere a partite di calcio e gite in campagna piuttosto che a difendere la
propria libertà e quella dei propri figli. Come?... “Un divieto
di tipo nigeriano non verrà mai in Italia?...” Ma non si diceva
la
stessa cosa solo quattro anni fa', quando si fumava
tranquillamente in ogni bar ridendo di quei
“pazzi isterici” americani? Adesso diciamolo pure dei nigeriani.
Abbiamo sempre bisogno di scuse per non far nulla
mentre andiamo a fumare
in strada e sotto la pioggia - proprio come prostitute -
usando la scusa della "civica educazione".
PROSTITUZIONE MEDICA
17
Giugno -
La più potente organizzazione
medica americana si schiera con i farmaceutici sulla pillola del
giorno dopo e sul divieto di fumare nei film: che c'è di
nuovo...?
- Che le grandi associazioni mediche siano ormai solo
delle marionette di Big Pharma è assodato. La più grande
associazione medica americana, la American Medical Association, si è
schierata a fianco di Big Pharma contro recente decisione della Food
and Drug Administration, che impone la ricetta per
l'acquisto della "pillola del giorno dopo". La AMA ora
raccomanda ai medici la produzione in massa di ricette non datate da dare ai clienti.
Vendere pillole come caramelle va benissimo; vendere sigarette
invece no. Sul punto fumo l'AMA afferma, manco a dirlo, che fumare
nei film dovrebbe essere soppresso. "Le parolacce e le bestemmie
non uccidono nessuno. Ma fumare nei film, che incoraggia i
giovani a fumare, potrebbe anche ucciderli". La campagna per la
censura è
finanziata ampiamente dalla Johnson &
Johnson, e la figura principale è l'ingegnere meccanico sedicente
cardiologo
Stanton Glantz. La campagna intende ottenere che, se il
film ritrae fumatori, sia necessario vietarlo ai minori.
L'industria cinematografica si oppone accanitamente.
Truffe epidemiologiche a parte e anche
ammettendo che il fumo faccia male come si dice, tale richiesta non
è fatta per l'alcol, che non solo può uccidere
chi lo consuma, ma anche altri. Un terzo di tutti i crimini violenti
e due terzi di tutta la violenza in generale sono perpetrati da chi beve, dice
la propaganda antialcol stessa. Ma finora Big Pharma, che
già finanzia
ampiamente l'antialcol, non ha ancora dato
disposizioni alle marionette della "salute pubblica" internazionale di sostenere il
proibizionismo cinematografico dell'alcol, quindi nulla accade.
Violenza e guida irresponsabile sono ampiamente ritratti dai film e
senz'altro suscettibili di imitazione da parte dei giovani, sempre ritenuti
idioti dai paternalisti della
"salute pubblica". Ma vietare di ritrarre violenza e
guida pericolosa non fa vendere pillole, quindi l'argomento non
desta interesse.
Una riflessione viene alla mente: se rimuovessimo dai film tutto ciò
che potenzialmente può "far male" e può essere imitato
dagli spettatori, che resterebbe sullo schermo?
AGGIORNAMENTO
FORCES
CAMPANIA

17
Giugno -
Nuovo smacco alle libertà del governo liberale:
La contestata legge sul web voluta dal ministro Urbani
- Interessante articolo di Paolo Carotenuto sull'ennesimo
assalto alla libertà del web, mascherato da "legge sulla privacy" e da
"protezione del diritto d'autore". La nuova legge rivela ancora una volta,
se ce ne fosse bisogno, l'ossessivo sforzo dello Stato per controllare
tutto e tutti, usando repressione e regolamenti lesivi di ogni principio
liberale o morale - principi di cui, se lo "stato etico" italiano ha
scarseggiato in passato, ora non ha più del tutto, sulla scia della demenziale
sbornia di statalismo che affligge l'intero Occidente.
LA POSTA
DI FORCES
Riportiamo
la lettera di risposta del lettore Rolando su
Fumatori: CHI ha interesse a perseguitarli?
"Sig.
Presidente, grazie per la chiara esposizione sul CHI e cosa sta
dietro all'intolleranza sul fumo. Sono pienamente d'accordo su tutto
ciò che dice e continuerò tranquillamente a fumare per altri
cinquant'anni, tranquillizzato anche dal fatto che la
pseudoscientificitià della dannosità del fumo lo Stato ha obbligato
a scriverla anche sui pacchetti di sigarette. Leggo sul pacchetto
che ho davanti a me: IL FUMO UCCIDE. Evidentemente lo Stato sa che
non è vero, altrimenti dovrei pensare che chi permette la vendita
del tabacco e lucra da esso fior di miliardi di tasse è un cinico
criminale. Cosa c'è di sbagliato nel mio ragionamento?"
Assolutamente nulla, sig. Rolando. Infatti è una delle tante
schizofrenie dello stato terapeutico - uno degli stati più malati
mai creato dall'umanità. |
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SCOZIA
17
Giugno -
"Il
'pericolo' del fumo passivo non ha significato statistico":
finalmente ci si sveglia
- Continua la battaglia per la libertà in Scozia.
Differentemente dalla prostrata industria del tabacco
americana e italiana, quella inglese continua a
combattere contro la truffa del fumo passivo. Sebbene questo
articolo di The Scotsman sia tendenzioso, nondimeno
si riporta che l'organizzazione dei fumatori britannica FOREST,
ora entrata in collaborazione con il nostro gruppo e
finalmente in sincrono con l’industria locale delle sigarette, dichiara
apertamente che il fumo passivo è una
truffa epidemiologica e non scienza dimostrata.
Questo
rappresenta un importante giro di boa nella tattica
antisalutista, ed una ribellione contro una Gestapo
sanitaria che non ha né il diritto né il dovere di raggirare
il popolo che paga le tasse per portare avanti la sua agenda Orwelliana di ingegneria sociale. La nostra organizzazione
rafforzerà la sua collaborazione con FOREST per portare la
truffa nei tribunali dove, differentemente da quelli dei
media, l’evidenza deve essere esaminata e
interrogazioni e dialoghi sono obbligatori – quindi gli
"esperti" della “salute pubblica” sono forzati a rispondere
a specifiche domande concernenti la
falsa rappresentazione dell'evidenza che usano
per consolidare il loro potere. Una volta svelato l'inganno
nei tribunali, sarà
facile portare gli antifumo sul banco degli
imputati per truffa, e liberare la società dalla loro
sgradita presenza.
Mentre accendere
un sigaro celebratorio è
senz'altro prematuro, il pensiero è certamente
allettante, e perlomeno vale una bella sigaretta.
STATI
UNITI
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La campagna di
insulti e denigrazione contro i fumatori continua in America: i fumatori
sono "sotto-umani che si scaccolano il naso". Per quanto si vuole
continuare ad essere insultati dalle carogne antifumo? |
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17
Giugno -
Fumatori: sotto-umani che si mettono le dita nel naso
- La
campagna per suscitare odio contro i fumatori continua in
Virginia. Spot televisivi ideati da giovani
rovinati dalla propaganda fanno vedere fumatori che si scaccolano il
naso, ed altri giovani che affermano: “piuttosto che fumare…”
seguito da immagini di ragazzi che leccano rifiuti
putrefatti e scarafaggi morti. Questa propaganda da
voltastomaco, in perfetto tono con la natura degli antifumo, è
pagata con i soldi estorti ai fumatori (definiti
“branchi sottoumani da risate” dagli spot) con il
vergognoso Master Settlement Agreement del 1998, che obbliga
l’industria del tabacco a pagare un pizzo di cinque miliardi
di dollari all’anno, parte dei quali vanno a finanziare campagne di
odio e di denigrazione che hanno toni veramente razzisti.
Altri
ancora più vomitevoli spot sono stati definiti “troppo forti
per essere trasmessi dalla televisione” (ciò significa che
saranno fatti vedere ai ragazzini solo negli auditori delle scuole), ma
“gli organizzatori della campagna sono deliziati dalle idee
emerse”. Possiamo immaginare che la coprofagia sia una delle
"delizie" da cui gli antifumo si sentono più
rappresentati.
Preparare i giovani alla denigrazione e allo schifo scatologico è ciò che la “salute pubblica” (più o meno
apertamente a seconda delle nazioni), sostiene e legittima
perché bisogna combattere il fumo – con ogni mezzo.
Invece è lo schifo morale antifumo che deve essere distrutto –
con ogni mezzo. "Studi" pagati dagli antifumo affermano, naturalmente,
che le campagne funzionano -- e, altrettanto naturalmente, i dati
e le domande fatte non sono disponibili.
17
Giugno - Due vittore in due stati
– Le forze antifumo sono state sconfitte in due stati: North
Dakota e Washington. In ND, nonostante la strumentalizzazione dei bambini
in
un'astuta campagna, la città di Dickinson, con una
maggioranza del 61%,
ha respinto la proposta di divieto
che avrebbe calpestato i diritti di proprietà dei cittadini.
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Norman Kjono e il suo gruppo vittoriosi nello stato
di Washington. Non ci vuole un esercito per vincere:
basta solo arrivare nei tribunali per provare le
truffe epidemiologiche degli antifumo, e la
corruzione dei loro amici farmaceutici. |
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Nello stato di
Washington, contea di Pierce, l’attivista
di FORCES Norman Kjono ed il suo gruppo sono riusciti a
fara un significativo passo avanti contro le forze antifumo
farmaceutiche. La Corte d’Appello di Washington State,
infatti, ha dichiarato illegale il divieto di fumo nella
contea di Pierce. Un fattore importante della decisione è
stato lo smascheramento dei finanziamenti della
Robert Wood Johnson Foundation
,
braccio filantropico della multinazionale farmaceutica Johnson
& Johnson, elargiti direttamente ai tribunali della contea
per istituire di fatto un controllo diretto sulla gestione della
politica “sanitaria” nella zona. Imbarazzata, ha RWJF
ritirò i finanziamenti dal programma antifumo “Washington Breathe” (Washington respira, nome molto suggestivo,
se fosse vero). Il programma terminò una settimana
dopo, dando un’idea di quanto artificialmente indotto sia
il “fenomeno antifumo” – un fenomeno che ha assai più a che
fare con corruzione istituzionale e prostituzione di
figure sanitarie che con la volontà del popolo e la realtà
della scienza. Infatti anche
la stampa locale, che era rabbiosamente antifumo, è ora
schierata contro il divieto. Ma qui si parla di stampa
libera - non asservita come è invece quella italiana.
Vada se che
questa
non è la fine della storia né nel North Dakota né nello stato
di Washington dove, infatti, nella contea confinante l'assalto
delle forze antifumo è già in corso
valendosi come sempre della
truffa del fumo passivo.
17
Giugno -
Wisconsin: le vittime del divieto di fumo non fanno più
donazioni all’American Cancer Society
–
Potenti finanziamenti farmaceutici hanno comprato il divieto
di fumo nella piccola città di Oskosh, nel Wisconsin. Com’era prevedibile, i locali pubblici si sono
subito svuotati, ed i
gestori di bar e ristoranti temono ora la bancarotta.
Una
buona idea - I gestori hanno escogitato una buona dea
che raccomandiamo ai nostri lettori di adottare.
Quando i rappresentanti della locale lega tumori sono andati
ed elemosinare donazioni, sono stati cacciati fuori in malo
modo. Infatti, perché
mai sostenere gang che usano
i tuoi soldi per ledere le tue libertà e interessi invece di
spenderlo per alleviare le altrui sofferenze come dovrebbero
fare? Che si
vadano a farsi dare ancora più milioni da Big Pharma invece di
avere la faccia tosta di chiederlo alle loro vittime! Ora, nella piccola città di Oskosh, fumatori e gestori sanno
chi è il nemico, e finalmente lo stanno colpendo dove duole.
La prossima volta che suonano alla nostra porta bisogna far
loro una chiara domanda: “qual è la vostra posizione sul fumo?” Alla
prevedibile risposta, spiegare le ragioni del “vaffanculo" e
chiudere loro la porta in faccia - meglio ancora se con una
sigaretta in bocca. |
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