La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
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La libertà muore dove il proibizionismo nasce

 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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Aggiornamento 18 Gennaio 2005
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Questi manifesti nazisti della campagna tedesca (1937-1944) antifumo, antialcol e per il controllo dell'alimentazione si spiegano da se.
E' meglio vedere oltre la cortina fumogena.
Il dovere di ognuno di noi è chiaro.

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LA POSTA DI FORCES

18 Gennaio - Visti gli eventi degli ultimi giorni, la Redazione ed il nostro presidente sono stati subissati di posta elettronica e cartacea. Pubblichiamo di seguito le lettere e le risposte più significative, e ringraziamo tutti della partecipazione.

A giudicare dalla vasta preponderanza di lettere favorevoli alla nostra posizione, non è vero che i fumatori si sono rassegnati al loro fato di cittadini di serie B, a dispetto della propaganda prima e del silenzio poi. E' più probabile che le "autorità sanitarie" stiano mettendo pressione sui media per far "dimenticare" il proibizionismo e farlo accettare come vita di tutti i giorni, secondo le prescrizioni politiche dell'OMS. Non bisogna mollare: la legge antifumo è basata sulla falsa rappresentazione dell'evidenza statistica, e non bisogna accettare che tale falso diventi normalità.

Gli "strani" forum - Stefano partecipa al forum moderato del Corriere della Sera,  cerca di manifestare dissenso e pubblicare documentazione che dimostra la truffa del fumo passivo, come l'abstract del grande studio OMS del '98 ma - guarda un po' - il moderatore lo ignora e lui non viene pubblicato. Bisogna far credere che il fumo passivo fa male e che sono tutti d'accordo sul divieto; ogni documentazione che dimostra l'informazione falsa deve essere soppressa con la complicità dei mass-media. Chiaro?...

Complimenti - Lettore si complimenta con Gian Turci per la "sua sobrietà, pacatezza e squisita educazione durante i suoi interventi nel dibattito tenutosi a 'Domenica In' ", e commenta sulle statistiche spazzatura che guidano ministeri e politiche.

Su voi fumatori - Vista Domenica In, l'antifumo Eugenio è interessato solo al suo "fastidio" (come tutti gli antifumo) e manca in pieno il bersaglio cercando di differenziare le varie forme di proibizionismo sulla base, appunto, del "fastidio", implicando che altri proibizionismi come l'antialcol sono veri ma quello sul fumo no. L'opzione di fattibili sezioni fumo/non fumo in locali statali, sul lavoro e altrove è convenientemente ignorata, si capisce. Turci risponde che il tiranno sarà giusto con tutti - aspetta e vedrai.

Per la prima volta... - Lettrice descrive la serrata mediatica per soffocare la verità che il fumo passivo non fa male. Ascoltatori intervengono a Radio 24 e chiedono: "Perché evitate il confronto con chi afferma che il fumo non fa poi così male?" Beh, se il truffatore è lo Stato bisogna tutti dargli una mano; si tratta di responsabilità civile! Anche, breve tematica su sciopero bianco e perdita di produttività.

Un fumatore disperato - Luigi propone il boicottaggio.

Campagna referendum - Lettore ci invia copia della lettera inviata a Marino Pessina, presidente della nuova associazione IO FUMO - a cui diamo un caldo benvenuto nell'arena della lotta al proibizionismo - circa il referendum abrogativo di cui si parla in questi giorni. Gian Turci esprime la sua opinione sul referendum.

Scioperi e boicottaggio - Kiki considera scioperi e boicottaggi. Sono fattibili? Si, ma solo sotto certe condizioni. Il boicottaggio può avere successo solo se un gran numero di fumatori italiani ricorda un semplice slogan: Vietato fumare = Vietato entrare.

Che dice, faccio abbastanza schifo?... - Davide Giacalone, fumatori di sigari di élite e direttore della rivista “Smoking”, scrive a Gian Turci in risposta al suo editoriale I ragionamenti del menga, chiedendo se fa abbastanza schifo quando lui fuma sigarette. Ovviamente ognuno si comporta secondo l'opinione che ha di se stesso.

United States d'Italia - Scrive brevemente F. Calvo: "Che accade in Italia?!? Questa legge - è permanente? Sembra a me che il pubblico ha abdicato." Risponde brevemente la redazione: "Siamo d'accordo. Questo succederà  sempre -  finché tutti continueranno ad aspettare che  'qualcuno ci faccia qualcosa'."

Sentimenti reciprocati: il senso della vita? - Disgustata dal successo della disobbedienza civile alla Stazione Termini a Roma, Rossella scrive una lettera di disprezzo a Gian Turci, in pieno formato nazionalsalutista. Turci risponde a tono, in pieno formato antisalutista.

Gerolamo, il Grande Fratello - Laura manda questi commenti, che non necessitano di risposta: "Italiani, credevate che il 'Grande fratello' fosse soltanto una trasmissione televisiva? ERRORE! Abbiamo Gerolamo Sirchia. Da quando si è insediato al governo è mosso da un sacro fuoco: stabilire per legge quello che ci fa male; che è poi quello che fratello Gerolamo ha smesso di fare. Attendiamo la prossima mossa. Dio non voglia che il Nostro, considerata l'età, prima o poi smetta anche di fare l'amore... E' inquietante apprendere che un autorevole esponente della Casa delle "Libertà?" abbia deciso di fare proprio il motto del più becero statalismo di sinistra: "Mi preoccuperò di te dalla culla alla tomba".


IL TABACCHINO Tommaso Rea

18 Gennaio - Nicotina: dottor Sirchia, ritiri immediatamente dalle sale cinematografiche questo film - "A differenza di altre sigle a difesa del “FUMATORE che stanno nascendo come funghi esibendosi come tanti paggi a servizio della corte, io ho preferito visionare di  persona questa pellicola e ne ho il piacere di farne buona pubblicità sul nostro sito."


VIETATO FUMARE VIETATO ENTRARE:
Elenco dei locali che rispettano il diritto


18 Gennaio -
Nuove segnalazioni per la città di Torino - Continuano ad arrivare le segnalazioni dei lettori per i ristoranti che rispettano il diritto. Continuate a segnalarci ristoranti, bar, pub ed altri locali che sono amici dei fumatori, cari lettori - e grazie. Il piatto piange!... Scrivete a:

fumapure@forcesitaly.org

ANALISI E COMMENTI

18 Gennaio - Commento  alla “ ricerca” di  Stanton Glantz, pubblicata sull’ edizione on-line della rivista The Lancet - Abbiamo tutti sentito in questi giorni dell'ennesima "scoperta" di quanto l'industria del tabacco sia cattiva assumendo scienziati per difendersi. Senza ripetere i commenti già fatti, pubblichiamo invece una breve ed accessibile analisi dello "studio", che in realtà è l'ennesimo pezzo di propaganda. La parte più insidiosa dello studio però non è l'assoldamento degli scienziati da Big Tobacco, ma sofisticata disinformazione sul gene p53 e tabacco, perché essa conduce intenzionalmente a false conclusioni. Il commento dimostra in modo intuitivo che non solo la relazione causale tra cancro e p53 non è stabilita dalla scienza vera, ma anche e soprattutto tra cancro e tabacco, come invece lo studio di Glantz lascia intendere. Uno dei componenti della combustione del tabacco è il benzopirene, che è statisticamente collegato al cancro - diciamo statisticamente perché la relazione causale tra esso e il cancro non è stabilita in modo biologico. Ipotizziamo che lo sia, allora il benzopirene provoca il cancro, e siccome è nel fumo attivo e passivo il tabacco provoca il cancro. Ma non è così. Vediamo il perché nell'analisi.

Tra l'altro, il benzopirene è comune e certamente non solo nel tabacco, e bisogna fumare 222.000 sigarette in una stanza ermetica di 100 metri cubi per raggiungere il limite industriale di sicurezza di esposizione stabilito dall'Occupational Safety and Health Administration (OSHA) degli Stati Uniti, il Paese più restrittivo del mondo sugli inquinanti. Clicca qui per scaricare lo studio, vedere pagg. 91, 92 e 93. Ricordati: se fumi non ammazzi nessuno. E' tutta una balla.


CONTRIBUTI DEI LETTORI

18 Gennaio - Sono un fumatore - Questo pezzo è stato spedito al nostro presidente come posta, e non era inteso come un articolo per pubblicazione; ma questo lettore ha capito il vero messaggio di FORCES. E' ancora tra i pochi; speriamo che ciò cambi presto.

"Sono un fumatore - Sono, secondo il Ministro Sirchia, la persona meno indicata per trattare l’argomento “fumo”. E questo semplicemente perché sono un fumatore. E’ vero che il ministro Sirchia è un medico, ma, salva la Sua opinione quale medico, non vedo come possa trattare del problema oltre il limite delle sue personali convinzioni come medico. L’argomento è ben più vasto rispetto alle considerazioni tecniche tutte discutibili del ministro..." (continua all'interno)

Escludere le vittime dal dialogo è sempre stata l'arma dei tiranni: in Russia e in Germania lo si fece con gli ebrei, in Sudafrica e in America con i negri. Dappertutto lo si fece con le donne e i gay. Finché, ovunque, non ci fu la rivolta e l'uso della forza. Allora furono tutti inclusi.

18 Gennaio - Rispettiamo la verità - Pubblichiamo una risposta a un recente articolo di Guzzanti, dal titolo "Finalmente mi rispettate". Guzzanti, come spesso accade agli ex-fumatori, è diventato totalmente intollerante dei fumatori, probabilmente - come abbiamo spesso notato nella nostra esperienza - perché invidioso che altri godano un piacere che lui si è negato o per paura o per ignoranza. Gli esempi  di Guzzanti e di Sirchia sono ottime ragioni per non smettere di fumare.

La risposta è di Daniel De Filippis, che vive negli Stati Uniti, e che risponde ad una comune disinformazione circolata dalla propaganda, a conferma che l'ignoranza degli antifumo che è solo superata dalla loro arroganza. Partendo da un non vero si trae una conclusione ridicola. Guzzanti afferma che "il proibizionismo nei locali pubblici e privati ha fatto crollare imperiosamente il numero dei malati di cancro" - il che è semplicemente >falso<, perché i malati di cancro non sono diminuiti affatto - anzi, semmai proprio il contrario. Inoltre, il cancro è una malattia che ha una gestazione di almeno un decennio se non più, e i divieti non hanno più di due anni di età, tranne che in California - dove infatti i malati di cancro non sono diminuiti. Il resto ce lo dice Daniel. Come si riconosce un antifumo? Non appena comincia a muovere le labbra - ecco come - perché l'informazione falsa è il modus operandi di questa gente; quindi non vanno creduti mai.


18 Gennaio - Grazie al fumo è arrivato il KGB  - Riportiamo questo bello e sarcastico articolo di Ercolina Milanesi pubblicato da Il Pungolo. Ercolina è una dei nostri; ma facciamo attenzione al paragrafo dove si parla di alcol e immaginiamo che si parli di tabacco quattro o cinque anni or sono. "...Ma questo non succederà, parola d’onore, poiché avremo leggi cretine, ma un governo che mai rinuncerà ad un vantaggioso profit. Indi l’alcool è salvo." Speriamo solo che Ercolina stia sempre "sarcasticheggiando"!

L'Italia è anche il più grande produttore europeo di tabacco, ma ciò non l'ha salvata dal proibizionismo e dalla persecuzione dei fumatori; è bastato lavare il cervello della gente con propaganda per un po' di anni e vediamo i risultati. Andiamo avanti. Si parla del fumo e ci si chiede: "Non si deve fumare, il fumo fa male ed allora perché non si chiudono i monopoli del tabacco?" ...Calma, ragazzi! Arriverà anche quello, è solo questione di tempo. I tedeschi presero il mondo alla sprovvista perché tutti si ostinavano a credere che Hitler "non osasse così tanto" - finché non invase l'Europa. I Chamberlain odierni si ostinano a non credere alla dichiarata agenda salutista internazionale: controllo assoluto degli stili di vita e imposizione di "terapie" farmaceutiche; smantellamento delle industrie bersaglio e ristrutturazione della società e dell'economia per soddisfare le agende ideologico-farmaceutiche tramite ingegneria sociale. Già gli USA hanno fortemente ridotto le piantagioni di tabacco con sovvenzioni statali, e nonostante che la resa delle nuove colture sia una frazione di quella del tabacco - la cui industria è talmente prona da avallare tutte i falsi epidemiologici della "salute pubblica". Il tutto a preludio della messa fuori legge del tabacco entro pochissimi anni.

Si è già a buon punto col controllo dell'alimentazione, e le campagne antialcol sono già partite con finanziamenti da miliardi di Big Pharma. Come muli dal cranio duro e a dispetto dell'evidenza che salta in faccia, si continua nello stesso, perenne errore: "qui non succederà". D'altro canto, è una delle scuse migliori per non far nulla, no?...


L'ANGOLO DI GIAN TURCI

15 Gennaio - Quanto facciamo paura - Abbiamo membri che pagano la membership, ma siamo poveri e siamo pochi ad ammazzarci di lavoro in questa nostra organizzazione di FORCES Italiana. Non abbiamo ambizioni di potere e lavoriamo pure gratis. Però siamo fortissimi – al punto di preoccupare seriamente i nostri avversari - perché abbiamo una grande potenza che ci spalleggia. No, non si chiama Philip Morris: si chiama verità. E poi siamo onesti, liberi e indipendenti.

La verità che abbiamo non è verità rivelata; quella ci metterebbe al livello dei fanatici di ogni tempo, inclusi gli antifumo. Si tratta di quella scientifica – si, proprio quella che si cerca disperatamente di soffocare, specialmente in questi ultimi giorni.

Prendiamo l’ultima sparata del Lancet, la rivista scientifica che “svela” che esperti sono stati pagati dall’industria del tabacco per contestare gli effetti cancerogeni del tabacco e la sua possibile alterazione del gene anticancro p53. Si rivela che questi scienziati sono stati pagati: mamma mia, invece quelli antifumo lavorano gratis?! Inoltre sono stati pagati per dire l’ovvio: non si sa se il tabacco stimola il gene p53. Non solo, non si conosce nemmeno il pieno coinvolgimento di questo gene con il cancro: si sospetta. Ma la chiara implicazione qui è che questi scienziati sono stati pagati per mentire. Un inciso: che ci fa una “prestigiosa” rivista (che dovrebbe pubblicare solo scienza) con un articolo che semmai appartiene al giornalismo investigativo?

Il punto su cui mi voglio soffermare però è questo: negli Stati Uniti la notizia è passata praticamente inosservata dai grandi media; in Inghilterra gli hanno data una “sniffata” ed è già notizia di ieri. Ma in Italia, ecco che la vediamo sui telegiornali e sui quotidiani dappertutto. Le ragioni per questo sono chiare. Primo, con il divieto bisogna dirottare i fumatori nelle farmacie se no Big Pharma si arrabbia e poi “son guai seri” per gli antifumo a tutti i livelli: con tutti i soldi che Big Pharma  ha investito, almeno le vendite devono salire; e visto che di lucci son piene le acque, quello sta già succedendo e tutto va bene.

Secondo e molto importante: Pierino è andato in televisione. Si, Pierino sono io, che sono riuscito a dire che l’evidenza “scientifica” sul fumo – particolarmente quello passivo – non esiste. E poi ho detto anche che quello attivo è solo questione di dose. Allarme, il querulo Gian Turci ha fatto adirare il Sirchia! Due giorni dopo a “Porta a Porta” il mio nome è diventato impronunciabile, se ci si è fatto caso. Eppure è corto e semplice: Gian Turci (ulteriormente accorciato a Giantù dai numerosi sostenitori). Ringrazio Giletti che lo ha pronunciato.

La fede coranica e le cabale truffonumerologiche antifumo sono state scalfite. Presto, bisogna correre ai ripari! “Come osa questo querulo dalla fluida favella inficiare l’inghippo?” Si sarà chiesto qualche altolocato santone. L’articolo del Lancet, scritto da un ben pagato venduto all’industria farmaceutica è venuto proprio a fagiolo per addensare la cortina fumogena sul vero, che è sempre il solito: non si può dimostrare scientificamente UNA relazione causale di cancro per UNA sola persona su questo pianeta per quanto riguarda il fumo; allora bisogna confondere le acque e far vedere che qualsiasi opposizione al credo assoluto non è credibile.

Bisogna far credere che il fumo uccide – sempre e comunque – oltre la scienza, i fatti, la logica e il vero. Deve diventare una fede, un odio, una cultura. Maledetti siano coloro che esigono dibattiti scientifici che mettano a nudo la scienza vera: tali dibattiti sono possibili solo tra i santoni selezionati dalla stessa setta in modo che si diano ragione tra di loro, mentre ci si aspetta che noi ignoranti cittadini non certo all’altezza di capire tali elevati concetti pendiamo dalle labbra pontificatrici che ci dicono di credere che 2 più 2 fa 3, riconoscenti per salvarci la vita. Credere, obbedire e combattere, si diceva una volta. Ora si dice paga, obbedisci e taci fumatore lebbroso - anche quando ti truffo.

Infatti, la truffa deve continuare - costi quel che costi – senza essere smascherata. La gente deve riversarsi in farmacia, altro che storie, è così e basta! Se no, come ho detto, Big Pharma si arrabbia - questa volta di brutto – e poi sono guai. Per anni l’Italia è stata “indietro” nelle vendite di farmaci da cessazione del fumo; è tempo che si allinei coi Paesi “avanzati” e che recuperi pure!

Ma noi fessi non lo siamo e ripetiamo: di morti e malattie, loro scientificamente non ne possono provarne una. E i pericoli del fumo passivo SONO UNA TRUFFA. Fuma pure.


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