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NON E' STATA UCCISA DAL FUMO PASSIVO
Caso Monica Crema: fumatori
innocenti
Assolti i
dirigenti della Banca Paribas
18 Marzo
- Perché abbiamo usato caratteri enormi nel titolo? Beh, perché così
avrebbe dovuto essere riportata la notizia da tutti i media per compensare il
modo sensazionalista con cui l'opposto fu riportato
OVUNQUE un paio d'anni fa
- e con tanto delle solite immagini di sigaretta schiacciata come quella a
fianco per darti il messaggio subliminale che la sigaretta non è più
accettabile. Il caso era ancora da decidere, i testimoni ancora da sentire. Ma ci
ricordiamo i titoli: UCCISA DAL FUMO PASSIVO. Erano scritti a caratteri
cubitali, ovunque - manco fosse scoppiata la terza guerra mondiale. Un
vergognoso linciaggio pubblico dei fumatori, una sentenza pubblica ancora prima
che il processo si svolgesse nella sua completezza. Per influenzare la gente e i
giudici; per intimidire gli oppositori; per assicurarsi che il caso si
risolvesse nel modo desiderato dalla "salute pubblica" italiana e
internazionale, alleata dei colossi farmaceutici. Media, vergognatevi di voi
stessi.
E' vero, la notizia dell'assoluzione è
stata riportata, ma "sottotono", perché essa dimostra ancora una volta ciò che non si
deve dire, sentire, sapere:
i pericoli del fumo passivo sono una truffa,
e ciò significa che le autorità, i
ministeri, le istituzioni e si, i media stessi ci stanno mentendo, e sono
complici della più estesa frode di massa di cui il mondo sia mai stato vittima.
E' chiaro: questo non convincerà certo gli antifumo
professionisti e dilettanti, che accuseranno la Corte
di qualche sorta di corruzione perché non ha ceduto alla pressione politica e all'intimidazione mediatica affermando che
IL
FATTO NON SUSSISTE. Ma è vero: il fatto non sussiste perché i pericoli del fumo
passivo non sussistono. Lo vediamo
dagli studi e dal resto dell'evidenza in un
modo schiacciante, indiscutibile, conclusivo - a dispetto di ciò che ci viene
detto dal Ministero della "salute", dalle varie leghe tumori ed assortite
associazioni pneumologiche, che si rifiutano di rispondere alla domanda base:
FATECI VEDERE LE PROVE. Non rispondono perché le prove non esistono - lo sanno loro tanto quanto lo sappiamo noi.
Mentre per il fumo attivo, data la coerenza delle associazioni statistiche,
può esistere il ragionevole dubbio che esso sia una causa di
cancro, per il fumo passivo il dubbio non esiste: non c'è
collegamento con alcuna malattia. Ma questa truffa epidemiologica ha lo scopo ben
preciso di giustificare odio e legittimare intolleranza per far sentire ai fumatori
"la pressione
sociale che li induce a smettere", come dice Sirchia. Perché "il fumo uccide", perché deve essere un
credo assoluto.
Media,
dove sono i dibattiti, gli interventi e le interviste?
La rabbia e l'odio contro questa decisione, che sbugiarda mesi e anni di
meticoloso e costoso lavaggio di cervello per radicare una superstizione di
massa non è difficile da
immaginare. Perché gli antifumo se ne stanno zitti, adesso? Perché non ci sono
frenetiche interviste e
dibattiti di esperti alla radio e alla TV, come è successo pochi giorni fa per la
sentenza dell'ETI? Anche questa è una sentenza fondamentale. Anche qui c'è
di mezzo un morto. Anche qui ci sono di mezzo dei danni.
Ma forse è perché qui non si può fare i ruffiani degli antifumo.
Per capire il perché ancora meglio, basta dare un'occhiata ad un recente articolo di Roberto
Satolli sull'Espresso: "Peggio
la sigaretta del gas", a cui rispose disgustato il lettore Perotti con la sua lettera
"Un ragionevole
dubbio" (edizione
21
Febbraio scorso); basta leggere la
lettera di odio e
di calunnia di una vittima della propaganda che abbiamo persino
denunciato all'autorità giudiziaria. Non ci sono dibattiti perché la verità è stata dimostrata, e bisogna
fare di tutto per minimizzare il danno a un'agenda di falsa informazione di
massa e di truffa istituzionalizzata, volta a creare una cultura distorta basata
su falsi miti e leggende metropolitane continuamente prodotte da un'industria
a delinquere che esiste e si arricchisce producendo paure e truffe epidemiologiche.
Ripetiamo ciò che
dicemmo oltre un anno fa: ci auguriamo che l'informazione scientifica messa
a disposizione da FORCES
[1]
[2]
[3]
[4] abbia contribuito, questa volta, a fare giustizia una volta per
tutte - almeno su questo caso. Nel frattempo, fuma pure
perché - lo ripeteremo sempre - SE FUMI NON AMMAZZI NESSUNO. |
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MALEDETTI CICCIONI PARASSITI SOCIALI
18 Marzo
-
Allarme! Il cibo provoca il 30% dei tumori! -
Ragazzi, qui è inutile preoccuparsi del fumo: il cibo da solo provoca il 30% dei
tumori - parola di Veronesi. Questo breve articolo del Corrierone può
essere l'ispirazione per un sacco di interessanti osservazioni.
Innanzitutto notare che l'articolo è nella sezione "Scienze e
Tecnologie" anche se parla di cancro; fosse stato sul fumo, sarebbe stato
senz'altro nella sezione "Salute". Secondo, notare che le parole "imputare" o
"attribuire" non significano "causare". Questo è importante perché
esse
significano solo l'opinione di chi parla, e non il fatto che chi parla
abbia prova; e sulla causalità del cancro di prove scientifiche non ce ne sono.
Terzo, è interessante come lo smog (che è stato equiparato al
fumo passivo) sia ora un minuscolo fattore di cancro. Cari non fumatori, preoccupatevi dunque delle vostre forchette e
lasciate in pace i fumatori.
Quarto, la frase "a suo dire" è - una frase che non si vede
MAI negli articoli che parlano di fumo. Che il fumo (attivo e passivo)
provochi il cancro deve essere un assoluto così assoluto che più assoluto non
si può.
Infine e se si guarda la storia statistica, si può osservare
che già dal 1977 pionieri epidemiologici come Wynder e
Gori avevano scoperto una forte correlazione statistica tra alimentazione e
cancro. Nello studio "Contribution
of the environment to cancer incidence: an epidemiological exercise" -
onestamente presentato come un esercizio di statistica epidemiologica e non come
inferenza di causalità (si parla di tempi un po' più etici), già si vedeva che
la correlazione tra cancro e dieta era di gran lunga più forte di quella tra
cancro e fumo attivo (vedere grafico a pagina 7 dello studio) - tra il
50% e il 500% di più del tabacco. Questo fu il primo studio del genere, seguito
da altri che, in generale, arrivarono alle stesse conclusioni. Quindi, semmai,
il Veronesi è un ottimista per quanto riguarda la relazione tra dieta e cancro -
anche se, bisogna ricordarlo, si tratta di ipotesi convalidate solamente da
correlazioni statistiche e non da causalità dimostrabilmente stabilita.
Interessante che dalle ipotesi siano stati però esclusi gli OGM valendosi di una
teoria sui parassiti che è assolutamente speculativa e non comprovata.
Sarebbe interessante condurre uno studio sulla relazione
statistica tra lussuosi simposi per oncologi e pneumologi e le "imputazioni" di cancro che
gli stessi fanno ai prodotti di chi offre detti simposi: la relazione
sarebbe inversa, c'è da scommetterci. Invece di buttare via milioni pubblici in
campagne anti-tutto, bisognerebbe spenderli per capire intimamente la natura del
cancro, così almeno la si smetterebbe con "attribuzioni", fantascienza e magia statistica.
RITALIN E FARMACEUTICI
18 Marzo
-
A Roma
Domenica 20 Marzo - La posizione di FORCES contro l'uso del Ritalin è
sempre stata chiara fin dalla nascita dell'organizzazione in Italia. Per
verifica, andare nel
motore di ricerca e digitare Ritalin. Anche nell'aggiornamento
del 9 Marzo scorso abbiamo ribadito la nostra posizione contro la
reintroduzione di questa "pillola dell'obbedienza" circolata per interessi
farmaceutici e indirettamente pure sostenuta dai ministeri della "salute" con le
solite statistiche rottame. Siamo quindi lieti di sostenere il Coordinamento di
Associazioni L'Argento Vivo Addosso, che ha indetto una manifestazione che si
terrà a Roma questa domenica contro l'uso di una medicina per l'ennesima
malattia che non esiste - l'ADHD - messa a disposizione di insegnanti e
genitori inetti in tutto il mondo. "Diviene sempre più frequente la richiesta
dell’intervento medico e farmacologico per contenere i portatori di 'disturbo',
considerati più da sedare che da scolarizzare", afferma l'Associazione. I
nefandi effetti sociali della disintegrazione della scuola pubblica e la sua
trasformazione in uno strumento volto più al condizionamento del comportamento
che all'istruzione dell'individuo sono già ben visibili negli Stati Uniti, dove
il ricorso al Ritalin, tra l'altro, eccede cinque milioni di prescrizioni all'anno;
perché ripeterla in Italia?
18 Marzo
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Comitato "No al Ritalin" - Il 16 Marzo scorso presso la sala Di Liegro
di Palazzo Valentini, il consigliere provinciale con delega alle Politiche per
l'Handicap, Tiziana Biolghini ha presentato il comitato etico "No Ritalin", che
si oppone alla reintroduzione sul mercato farmacologico italiano del Ritalin, il
cosiddetto farmaco della tranquillità, che grazie ad un decreto ministeriale è
passato dalla tabella degli stupefacenti a quella degli psicofarmaci e verrà
utilizzato anche per cure pediatriche.
NUOVA
SOTTOSEZIONE
18 Marzo - Si comunica ai lettori che gli
smantellamenti dell'informazione rottame sul
fumo circolati da media, ministeri e attivisti sono ora disponibili
nella sottosezione
"Scienza, Miti e Menzogne" locata nella
pagina indice di The
Evidence.
SEGNALAZIONI DEI LETTORI
18 Marzo - Non tutti sono malati di isterismo. Su Il
Foglio dell'11 Marzo scorso queste brevissime lettere al direttore
erano pubblicate:
Un napoletano di cinquantacinque anni,
obeso, ha chiesto il risarcimento di duecentomila euro al panificio
sotto casa che per cinquant’anni gli ha fornito un chilo e mezzo di
pizza bianca al giorno senza avvertirlo che poteva ingrassare -
Gianni Boncompagni
Alla fine, paga di più morire di fumo nemico
che di fuoco amico - Maurizio Crippa |
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QUOD
ERAT DEMONSTRANDUM
18 Marzo
-
Caso Sirchia, spunta una pentita: "fu pagato e non per le
consulenze"
- Si fa più fitta la jungla di
corruzione attorno al Ministro della "salute". Classico dei
classici, arrivano i "pentiti" che, sentendo il fiato caldo sul
collo, si ritrovano improvvisamente invasi da onestà e da voglia di
cantare. Senza bisogno di ripetere ciò che si può leggere
nell'articolo, è sufficiente tornare al punto base: non
esiste un meccanismo di verifica e prevenzione di conflitti
d'interesse quando si parla di potentati farmaceutici e istituzioni
sanitarie. La mania di mettere medici ai ministeri della salute è
recente, ma non è una coincidenza: basti osservare la sterzata
salutista-farmaceutica a livello mondiale da quando i medici, negli
ultimi dieci anni o giù di li, si sono impossessati delle
posizioni di potere della salute pubblica mondiale. I medici
che arrivano in tali posizioni non sono certo sconosciuti "dottorini
della mutua", come si diceva una volta; sono invece personaggi ben
conosciuti che inevitabilmente hanno avuto estesi contatti di
alto livello con il mondo delle multinazionali farmaceutiche.
Sia chiaro che non c'è nulla di male
in tali contatti - tranne l'evidente conflitto di interesse! E
la cosa più ipocrita è proprio che questi ministri medici (sempre e
solo antifumo, naturalmente) sono quelli che poi fanno la morale
su ipotetiche connessioni/conflitti di interesse tra l'industria del
tabacco e coloro che oppongono le loro scellerate politiche
proibizioniste e la loro scienza rottame! Da che pulpito viene la
predica: come dicevano i latini, asinus asinum fricat.
Il ministero della "salute" (sarebbe
saggio tornare al termine "sanità", tra l'altro) è una posizione
squisitamente politico-amministrativa - non medica né scientifica - e quindi non richiede affatto un medico (che, per
carriera, non è specializzato né in amministrazione dello Stato né in politica)
ma un politico con la necessaria competenza di gestione degli affari
di governo e delle pubbliche relazioni con i cittadini che li
hanno eletti. O si vuol far finta di essere così ingenui da credere
che il politico sia corruttibile e il medico no?...

L'ANGOLO DEL MEDICO - Elio Gagliano
18 Marzo
-
Fumarne 30 o fumarne 8 è la stessa cosa? - Il dott. Gagliano
raddrizza una delle mille distorsioni della propaganda, che proietta
un'impressione assolutamente non scientifica a scopo farma-politico:
che non esista soglia di sicurezza per il fumo, e che fumare una
sigaretta al giorno o 40 sia comunque "pericoloso". La realtà è che
per il fumo - come per qualsiasi sostanza, abitudine o comportamento
- il pericolo aumenta con la dose, ma sotto una certa dose non solo
il pericolo diventa non misurabile, ma può anche trasformarsi in un
considerabile beneficio. Se così non fosse non avremmo medicine, per
esempio - la maggioranza delle quali è basata su veleni, talvolta
anche potenti. Fare tutto in moderazione significa godere di tutto ciò che
si fa, traendone benefici senza pagarne i costi. Un vero affare.

18 Marzo - Come avrete notato, quest'anno abbiamo deciso di affidare
unicamente ai lettori
la scelta di quale sia lo studio campione della scienza rottame
2004. La partecipazione dei lettori è stata buona, con tre dei sei
concorrenti decisamente in testa ed assolutamente
determinati a diventare il buffone statistico del 2004! La
competizione è
strettissima, e si è creata una situazione più unica che rara. Ecco i voti finora pervenutici:
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Studio concorrente |
Voti |
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1
- Il fumo di cucina uccide un milione e mezzo di persone. |
37 |
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2
- Il fumo delle padelle al teflon uccide i canarini. |
37 |
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3
- Le donne violentate hanno quattro volte più possibilità di diventare
fumatrici. |
18 |
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4
- Tagli e graffi guariscono più lentamente se si è esposti al fumo passivo. |
13 |
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5
- Il fumo passivo causa la carie dei bambini. |
22 |
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6
- Cavare i denti fa perdere la memoria. |
37 |
Come si vede, gli "studi" 1, 2 e 6 sono testa a testa, e molto
avanti rispetto agli altri concorrenti. Votate!
Scegliete il vincitore! A questo punto, anche un solo voto può
fare la differenza! Annunceremo il vincitore nell'edizione pasquale. Mandate il vostro voto a:
coppascienzarottame2004@forcesitaly.org
18 Marzo -
Nuove
segnalazioni -
Nuove segnalazioni dei lettori per Bolzano e Bologna. Sempre grazie per la vostra collaborazione. Scrivete a:
fumapure@forcesitaly.org
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