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The Evidence

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Aggiornamento 18 Marzo 2005
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E QUESTA LA CHIAMANO "SCIENZA" - I questionari della truffa epidemiologica

E' FALSO che gli studi sono manipolati: ecco le prove

NON E' STATA UCCISA DAL FUMO PASSIVO

Caso Monica Crema: fumatori innocenti
Assolti i dirigenti della Banca Paribas

18 Marzo - Perché abbiamo usato caratteri enormi nel titolo? Beh, perché così avrebbe dovuto essere riportata la notizia da tutti i media per compensare il modo sensazionalista con cui l'opposto fu riportato OVUNQUE un paio d'anni fa - e con tanto delle solite immagini di sigaretta schiacciata come quella a fianco per darti il messaggio subliminale che la sigaretta non è più accettabile. Il caso era ancora da decidere, i testimoni ancora da sentire. Ma ci ricordiamo i titoli: UCCISA DAL FUMO PASSIVO. Erano scritti a caratteri cubitali, ovunque - manco fosse scoppiata la terza guerra mondiale. Un vergognoso linciaggio pubblico dei fumatori, una sentenza pubblica ancora prima che il processo si svolgesse nella sua completezza. Per influenzare la gente e i giudici; per intimidire gli oppositori; per assicurarsi che il caso si risolvesse nel modo desiderato dalla "salute pubblica" italiana e internazionale, alleata dei colossi farmaceutici. Media, vergognatevi di voi stessi.

E' vero, la notizia dell'assoluzione è stata riportata, ma "sottotono", perché essa dimostra ancora una volta ciò che non si deve dire, sentire, sapere: i pericoli del fumo passivo sono una truffa, e ciò significa che le autorità, i ministeri, le istituzioni e si, i media stessi ci stanno mentendo, e sono complici della più estesa frode di massa di cui il mondo sia mai stato vittima.

E' chiaro: questo non convincerà certo gli antifumo professionisti e dilettanti, che accuseranno la Corte di qualche sorta di corruzione perché non ha ceduto alla pressione politica e all'intimidazione mediatica affermando che IL FATTO NON SUSSISTE. Ma è vero: il fatto non sussiste perché i pericoli del fumo passivo non sussistono. Lo vediamo dagli studi e dal resto dell'evidenza in un modo schiacciante, indiscutibile, conclusivo - a dispetto di ciò che ci viene detto dal Ministero della "salute", dalle varie leghe tumori ed assortite associazioni pneumologiche, che si rifiutano di rispondere alla domanda base: FATECI VEDERE LE PROVE. Non rispondono perché le prove non esistono - lo sanno loro tanto quanto lo sappiamo noi. Mentre per il fumo attivo, data la coerenza delle associazioni statistiche, può esistere il ragionevole dubbio che esso sia una causa di cancro, per il fumo passivo il dubbio non esiste: non c'è collegamento con alcuna malattia. Ma questa truffa epidemiologica ha lo scopo ben preciso di giustificare odio e legittimare intolleranza per far sentire ai fumatori "la pressione sociale che li induce a smettere", come dice Sirchia. Perché "il fumo uccide", perché deve essere un credo assoluto.

Media, dove sono i dibattiti, gli interventi e le interviste?

La rabbia e l'odio contro questa decisione, che sbugiarda mesi e anni di meticoloso e costoso lavaggio di cervello per radicare una superstizione di massa non è difficile da immaginare. Perché gli antifumo se ne stanno zitti, adesso? Perché non ci sono frenetiche interviste e dibattiti di esperti alla radio e alla TV, come è successo pochi giorni fa per la sentenza dell'ETI? Anche questa è una sentenza fondamentale. Anche qui c'è di mezzo un morto. Anche qui ci sono di mezzo dei danni. Ma forse è perché qui non si può fare i ruffiani degli antifumo. Per capire il perché ancora meglio, basta dare un'occhiata ad un recente articolo di Roberto Satolli sull'Espresso: "Peggio la sigaretta del gas", a cui rispose disgustato il lettore Perotti con la sua lettera "Un ragionevole dubbio" (edizione 21 Febbraio scorso); basta leggere la lettera di odio e di calunnia di una vittima della propaganda che abbiamo persino denunciato all'autorità giudiziaria. Non ci sono dibattiti perché la verità è stata dimostrata, e bisogna fare di tutto per minimizzare il danno a un'agenda di falsa informazione di massa e di truffa istituzionalizzata, volta a creare una cultura distorta basata su falsi miti e leggende metropolitane continuamente prodotte da un'industria a delinquere che esiste e si arricchisce producendo paure e truffe epidemiologiche.

Ripetiamo ciò che dicemmo oltre un anno fa: ci auguriamo che l'informazione scientifica messa a disposizione da FORCES [1] [2] [3] [4] abbia contribuito, questa volta, a fare giustizia una volta per tutte - almeno su questo caso. Nel frattempo, fuma pure perché - lo ripeteremo sempre - SE FUMI NON AMMAZZI NESSUNO.


MALEDETTI CICCIONI PARASSITI SOCIALI

18 Marzo - Allarme! Il cibo provoca il 30% dei tumori! - Ragazzi, qui è inutile preoccuparsi del fumo: il cibo da solo provoca il 30% dei tumori - parola di Veronesi. Questo breve articolo del Corrierone può essere l'ispirazione per un sacco di interessanti osservazioni.

Innanzitutto notare che l'articolo è nella sezione "Scienze e Tecnologie" anche se parla di cancro; fosse stato sul fumo, sarebbe stato senz'altro nella sezione "Salute". Secondo, notare che le parole "imputare" o "attribuire" non significano "causare". Questo è importante perché esse significano solo l'opinione di chi parla, e non il fatto che chi parla abbia prova; e sulla causalità del cancro di prove scientifiche non ce ne sono.

Terzo, è interessante come lo smog (che è stato equiparato al fumo passivo) sia ora un minuscolo fattore di cancro. Cari non fumatori, preoccupatevi dunque delle vostre forchette e lasciate in pace i fumatori.

Quarto, la frase "a suo dire" è - una frase che non si vede MAI negli articoli che parlano di fumo. Che il fumo (attivo e passivo) provochi il cancro deve essere un assoluto così assoluto che più assoluto non si può.

Infine e se si guarda la storia statistica, si può osservare che già dal 1977 pionieri epidemiologici come Wynder e Gori avevano scoperto una forte correlazione statistica tra alimentazione e cancro. Nello studio "Contribution of the environment to cancer incidence: an epidemiological exercise" - onestamente presentato come un esercizio di statistica epidemiologica e non come inferenza di causalità (si parla di tempi un po' più etici), già si vedeva che la correlazione tra cancro e dieta era di gran lunga più forte di quella tra cancro e fumo attivo (vedere grafico a pagina 7 dello studio) - tra il 50% e il 500% di più del tabacco. Questo fu il primo studio del genere, seguito da altri che, in generale, arrivarono alle stesse conclusioni. Quindi, semmai, il Veronesi è un ottimista per quanto riguarda la relazione tra dieta e cancro - anche se, bisogna ricordarlo, si tratta di ipotesi convalidate solamente da correlazioni statistiche e non da causalità dimostrabilmente stabilita. Interessante che dalle ipotesi siano stati però esclusi gli OGM valendosi di una teoria sui parassiti che è assolutamente speculativa e non comprovata.

Sarebbe interessante condurre uno studio sulla relazione statistica tra lussuosi simposi per oncologi e pneumologi e le "imputazioni" di cancro che gli stessi fanno ai prodotti di chi offre detti simposi:  la relazione sarebbe inversa, c'è da scommetterci. Invece di buttare via milioni pubblici in campagne anti-tutto, bisognerebbe spenderli per capire intimamente la natura del cancro, così almeno la si smetterebbe con "attribuzioni", fantascienza e magia statistica.


RITALIN E FARMACEUTICI

18 Marzo - A Roma Domenica 20 Marzo - La posizione di FORCES contro l'uso del Ritalin è sempre stata  chiara fin dalla nascita dell'organizzazione in Italia. Per verifica, andare nel motore di ricerca e digitare Ritalin. Anche nell'aggiornamento del 9 Marzo scorso abbiamo ribadito la nostra posizione contro la reintroduzione di questa "pillola dell'obbedienza" circolata per interessi farmaceutici e indirettamente pure sostenuta dai ministeri della "salute" con le solite statistiche rottame. Siamo quindi lieti di sostenere il Coordinamento di Associazioni L'Argento Vivo Addosso, che ha indetto una manifestazione che si terrà a Roma questa domenica contro l'uso di una medicina per l'ennesima malattia che non esiste - l'ADHD -  messa a disposizione di insegnanti e genitori inetti in tutto il mondo. "Diviene sempre più frequente la richiesta dell’intervento medico e farmacologico per contenere i portatori di 'disturbo', considerati più da sedare che da scolarizzare", afferma l'Associazione. I nefandi effetti sociali della disintegrazione della scuola pubblica e la sua trasformazione in uno strumento volto più al condizionamento del comportamento che all'istruzione dell'individuo sono già ben visibili negli Stati Uniti, dove il ricorso al Ritalin, tra l'altro, eccede cinque milioni di prescrizioni all'anno; perché ripeterla in Italia?

18 Marzo - Comitato "No al Ritalin" - Il 16 Marzo scorso presso la sala Di Liegro di Palazzo Valentini, il consigliere provinciale con delega alle Politiche per l'Handicap, Tiziana Biolghini ha presentato il comitato etico "No Ritalin", che si oppone alla reintroduzione sul mercato farmacologico italiano del Ritalin, il cosiddetto farmaco della tranquillità, che grazie ad un decreto ministeriale è passato dalla tabella degli stupefacenti a quella degli psicofarmaci e verrà utilizzato anche per cure pediatriche.


NUOVA SOTTOSEZIONE

18 Marzo - Si comunica ai lettori che gli smantellamenti dell'informazione rottame sul fumo circolati da media, ministeri e attivisti sono ora disponibili nella sottosezione "Scienza, Miti e Menzogne" locata nella pagina indice di The Evidence.


SEGNALAZIONI DEI LETTORI

18 Marzo - Non tutti sono malati di isterismo. Su Il Foglio dell'11 Marzo scorso queste brevissime lettere al direttore erano pubblicate:

Un napoletano di cinquantacinque anni, obeso, ha chiesto il risarcimento di duecentomila euro al panificio sotto casa che per cinquant’anni gli ha fornito un chilo e mezzo di pizza bianca al giorno senza avvertirlo che poteva ingrassare - Gianni Boncompagni

Alla fine, paga di più morire di fumo nemico che di fuoco amico - Maurizio Crippa

 QUOD ERAT DEMONSTRANDUM

18 Marzo - Caso Sirchia, spunta una pentita: "fu pagato e non per le consulenze"  - Si fa più fitta la jungla di corruzione attorno al Ministro della "salute". Classico dei classici, arrivano i "pentiti" che, sentendo il fiato caldo sul collo, si ritrovano improvvisamente invasi da onestà e da voglia di cantare. Senza bisogno di ripetere ciò che si può leggere nell'articolo, è sufficiente tornare al punto base: non esiste un meccanismo di verifica e prevenzione di conflitti d'interesse quando si parla di potentati farmaceutici e istituzioni sanitarie. La mania di mettere medici ai ministeri della salute è recente, ma non è una coincidenza: basti osservare la sterzata salutista-farmaceutica a livello mondiale da quando i medici, negli ultimi dieci anni o giù di li, si sono impossessati delle posizioni di potere della salute pubblica mondiale.  I medici che arrivano in tali posizioni non sono certo sconosciuti "dottorini della mutua", come si diceva una volta; sono invece personaggi ben conosciuti che inevitabilmente hanno avuto estesi contatti di alto livello con il mondo delle multinazionali farmaceutiche.

Sia chiaro che non c'è nulla di male in tali contatti - tranne l'evidente conflitto di interesse! E la cosa più ipocrita è proprio che questi ministri medici (sempre e solo antifumo, naturalmente) sono quelli che poi fanno la morale su ipotetiche connessioni/conflitti di interesse tra l'industria del tabacco e coloro che oppongono le loro scellerate politiche proibizioniste e la loro scienza rottame! Da che pulpito viene la predica: come dicevano i latini, asinus asinum fricat.

Il ministero della "salute" (sarebbe saggio tornare al termine "sanità", tra l'altro) è una posizione squisitamente politico-amministrativa - non medica né scientifica - e quindi non richiede affatto un medico (che, per carriera, non è specializzato né in amministrazione dello Stato né in politica) ma un politico con la necessaria competenza di gestione degli affari di governo e delle pubbliche relazioni con i cittadini che li hanno eletti. O si vuol far finta di essere così ingenui da credere che il politico sia corruttibile e il medico no?...


L'ANGOLO DEL MEDICO - Elio Gagliano

18 Marzo - Fumarne 30 o fumarne 8 è la stessa cosa? - Il dott. Gagliano raddrizza una delle mille distorsioni della propaganda, che proietta un'impressione assolutamente non scientifica a scopo farma-politico: che non esista soglia di sicurezza per il fumo, e che fumare una sigaretta al giorno o 40 sia comunque "pericoloso". La realtà è che per il fumo - come per qualsiasi sostanza, abitudine o comportamento - il pericolo aumenta con la dose, ma sotto una certa dose non solo il pericolo diventa non misurabile, ma può anche trasformarsi in un considerabile beneficio. Se così non fosse non avremmo medicine, per esempio - la maggioranza delle quali è basata su veleni, talvolta anche potenti. Fare tutto in moderazione significa godere di tutto ciò che si fa, traendone benefici senza pagarne i costi. Un vero affare.
 


18 Marzo - Come avrete notato, quest'anno abbiamo deciso di affidare unicamente ai lettori la scelta di quale sia lo studio campione della scienza rottame 2004. La partecipazione dei lettori è stata buona, con tre dei sei concorrenti decisamente in testa ed assolutamente determinati a diventare il buffone statistico del 2004! La competizione è strettissima, e si è creata una situazione più unica che rara. Ecco i voti finora pervenutici:

Studio concorrente Voti
1 - Il fumo di cucina uccide un milione e mezzo di persone. 37
2 - Il fumo delle padelle al teflon uccide i canarini. 37
3 - Le donne violentate hanno quattro volte più possibilità di diventare fumatrici. 18
4 - Tagli e graffi guariscono più lentamente se si è esposti al fumo passivo. 13
5 - Il fumo passivo causa la carie dei bambini. 22
6 - Cavare i denti fa perdere la memoria. 37

Come si vede, gli "studi" 1, 2 e 6 sono testa a testa, e molto avanti rispetto agli altri concorrenti. Votate! Scegliete il vincitore! A questo punto, anche un solo voto può fare la differenza! Annunceremo il vincitore nell'edizione pasquale. Mandate il vostro voto a:

coppascienzarottame2004@forcesitaly.org
 


18 Marzo - Nuove segnalazioni - Nuove segnalazioni dei lettori per Bolzano e Bologna. Sempre grazie per la vostra collaborazione. Scrivete a:

fumapure@forcesitaly.org


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