LA TRUFFA EPIDEMIOLOGICA SUL
FUMO
18 Novembre -
Cortina fumogena
- Non c'è dubbio che oggi si fa a gara a
chi la dice più grossa, a chi fa più rumore, e a chi riesce a
suscitare le emozioni più forti scavalcando d'un salto logica,
ragione e scienza. Questa tattica, nata per il fumo, è oggi usata
per mille altri argomenti - dall'ambientalismo alla sicurezza e per quant'altro entri nell'illimitato campo delle SS (Salute e
Sicurezza) nazionalsalutiste. Ciò che è più preoccupante è che queste
isteriche esagerazioni non vengono solo da gruppi attivisti (da
cui ci si aspetta comunque un'esagerazione dei loro temi) ma anche e specialmente da autorità statali
come i ministeri della salute i quali, con i denari di tutti
cittadini (e dunque anche di quelli che sono bersaglio delle
loro politiche) si sentono in dovere e in diritto di diventare
attivisti loro stessi - ed il loro zelo sembra essere in proporzione diretta alla
mancanza di fondamenta scientifiche in loro possesso.
Lo scostamento dal modello istituzionale
ideale secondo cui le istituzioni devono mantenere la
neutralità verso i vari gruppi di cittadini ed intervenire
solo in caso di chiaro, presente e dimostrabile pericolo è arrivato
al punto che tale modello è completamente obliterato. Per quanto
riguarda l'ambiente ed in particolare la salute pubblica, oggi si
tratta di una gara tra gruppi fanatici su chi arriva alla poltrona
del potere ministeriale, dalla quale si dispensa senza misura fanatismo con il totalitarismo più assoluto possibile in
seno a una democrazia. E in tali gare, purtroppo, i più facinorosi
vincono sempre. A tal fine, truffa ed esagerazione sono diventate
mezzi leciti per raggiungere i proclamati fini di
salute pubblica e morale, nonché la "tolleranza zero", contro la
quale zero tolleranza da parte delle vittime deve essere
l'unica risposta.
Questo articolo dell'Independent
britannico del 16 Novembre scorso mette bene in evidenza questo
grave problema istituzionale. Dapprima, l'articolista
Tim Luckhurst cede alla condanna
dell'industria del tabacco per avere messo il proprio prodotto in
buona luce nel passato, come del resto hanno fatto altre industrie per
mille altri
prodotti. Qui già c'è da chiedersi cosa ci si aspetta - forse
che un'industria dica: "non comprate il mio prodotto" perché, dopo
100 anni che è sul mercato, la scienza rottame dice che "fa male"
- e senza nemmeno procurare uno straccio di prova biologica? Il
risultato di questa mentalità del menga si vede nella pubblicità
della Philip Morris, che ci dice di fumare le sue sigarette, ma
di non
fumarle perché ci fanno male"!
Sarebbe interessante chiedere a coloro che sostengono
tale assurdità se sono disposti a sostenere con i lauti proventi
delle loro cliniche e delle multinazionali farmaceutiche che li
sostengono i posti di lavoro e le attività perse, nonché la caduta degli
stock azionari a causa dall'adozione di tale idiozia -
almeno vedremmo un po' di coerenza!
Dopo aver doverosamente baciato la bibbia salutista
Tim Luckhurst ci dice il resto e
parla delle assurde esagerazioni e della falsa rappresentazione
dell'evidenza contro fumo
attivo
e passivo
da parte delle cricche della "salute pubblica". Per esempio, ci
porta il caso (tanto classico quanto taciuto da chi afferma di avere
a cuore la "verità" sul fumo) che, anche se fosse vero che il cancro
polmonare nei fumatori fosse causato unicamente dal fumo (invece
esistono
oltre 40 concause), ciò significa che il fumatore avrebbe oltre il
99% delle possibilità di evitare il cancro polmonare per il
fumo attivo, ed il non-fumatore esposto al fumo passivo (anche
se fosse dimostrato che esso causa danno - e non lo è) passa dal
99,99990% al 99,99987%, perdendo "ben" lo 0,00003! (clicca
qui per la dimostrazione aritmetica). Poi
Luckhurst denuncia
il gioco
delle tre tavolette dei "morti da tabagismo" e ci spiega come
non sia possibile stabilire alcuna statistica per via della
causalità mista, e ci dimostra con semplici fatti come i numeri
generati dagli stessi antifumo siano in enorme contraddizione gli
uni con gli altri - dunque pienamente inventati - e come le
autorità mediche si abbassino a sostenere questa truffa percettiva e
statistica con grande ardore. Quindi ci dice anche come il fumo
moderato (fino a
dieci sigarette al giorno) sia
di beneficio alla salute in molti modi, usando come base scienza
della stessa qualità di quella usata dagli antifumo - ma di
questa scienza essi non ci parlano.
"Il problema è che il livello di
esagerazione che ha convertito l'ostilità al tabacco da una causa
della salute in una crociata neo-religiosa non risponde al vero
quando sottoposto ad analisi, ed ha creato un'assai falsa
impressione delle reali possibilità per un fumatore di morire di
cancro polmonare." ... "Il punto qui è non se il fumo uccide, ma se
sia legittimo dire menzogne al servizio di una buona causa".
Quanto poi una causa sia "buona" quando
basata su una
distorsione della
statistica,
Luckhurst non ce lo spiega. Ma il suo
interessante articolo ci dice senz'altro volumi sulla corruzione e
sulla mancanza di fatti scientifici di quei medici ed "autorità" che
affermano che "il fumo uccide". Infatti, basta guardare un po' oltre
la cortina fumogena emozionale e della scienza rottame per chiamare
subito il bluff di questi crociati che in mano hanno un pugno
di mosche ma un potere smisurato.
L'articolo di
Luckhurst (no, non è pagato
dall'industria del tabacco) è uno dei numerosi articoli a denuncia
della truffa epidemiologica sul fumo delle "autorità
sanitarie" che circolano in questi giorni in Inghilterra - un Paese
dove, evidentemente, i mass-media sanno di poter ancora esistere
senza arruffianarsi alla "salute pubblica" antifumo e
ai santoni medici più di quel tanto.
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IL
TABACCHINO - Tommaso Rea
18 Novembre -
Illustrissimo sig. ministro, ma come la mettiamo all'interno
delle tabaccherie? - Il ritardo dell'applicazione
della legge nazionalsalutista antifumo è commentato dal
Tabacchino di FORCES, che sfiderà anche gli sbirri antifumo
con un provocatorio cartello apposto ai muri della sua
tabaccheria.
Considerazioni - Lo slittamento dell'implementazione della legge alla
seconda settimana di Gennaio è, esso stesso, un'ammissione
dell'ingente danno economico che la legge causerà a chi ne è
vittima. Il danno economico non è una proiezione fanta-statistica come
lo sono i mali e i "morti" del fumo, ma un dato
di fatto molto ben documentato in ogni Paese dove il divieto
è stato applicato (e talvolta revocato per via dei grandi
danni causati). Forti aggravanti dell'inevitabile danno economico
sono anche: a) il divieto inizia durante l'inverno e non
durante l'estate; b) l'economia in generale è
in brutte condizioni, e già molti gestori si trovano in una
situazione precaria in condizioni di libera
scelta di mercato. La perdita di incassi derivante dal divieto
rappresenterà il colpo di grazia per numerosi esercizi come
lo ha rappresentato in America, Canada, Irlanda, Australia ed
in decine di altri Paesi.
Ciò che è più insolente da parte di Sirchia e di ciò che
egli rappresenta è il totale menefreghismo dei principi di
libertà e della salute economica degli italiani, perché parte dal
principio che alla "salute pubblica" tutto deve essere
sottomesso incondizionatamente. Ciò che però è inaccettabile è
che la legge antifumo è basata su una
falsa rappresentazione dell'evidenza statistica portata avanti dal
Ministero della "salute" e
da altre istituzioni complici in questa avventura - un
atteggiamento che non
abbiamo mai esitato a chiamare criminale. Basare una legge
repressiva della libertà personale e dell'economia collettiva
su un imbroglio che è tanto lampante quanto è grave significa aprire
la via a molte altre leggi che si baseranno su simili
truffe. Ciò vuol dire, in ultima analisi, accettare la falsa
rappresentazione come istituzione sociale e politica per
raggiungere scopi sociali. E
arrendersi a tale concetto è semplicemente rivoltante per ogni persona onesta, indipendentemente dalla sua posizione sul fumo.
Per ciò è necessario che i fumatori e i non fumatori
italiani si rifiutino di mettere piede per quanto possibile
nei locali dove è vietato fumare per causare la
necessaria pressione
sociale e far mandare ai politici i segnali necessari per abrogare una legge ingiusta e, soprattutto,
basata sul
falso.
CONTRIBUTI DEI LETTORI
18 Novembre - Ringraziamo il lettore Mischiati per questo nuovo
contributo che pubblichiamo in fondo a questo
aggiornamento, e cogliamo l'occasione per
avvertire tutti gli impiegati del programma di
persecuzione antifumo
presente e futuro. Esso sarà implementato a gradi e con il sostegno dei soliti
media, e si svilupperà con i seguenti passi:
| 1. |
Proibizione del fumo in ufficio, ed obbligo di andare a
fumare fuori come prostitute, esposti all'umiliazione e
alla berlina dei passanti. Sperare nelle sale fumatori interne
all'edificio è inutile perché contrario al programma
nazionalsalutista. Se istituite, esse saranno comunque
sporche, senza ventilazione e temporanee -- per associare il
fumo con lo sporco e la sgradevolezza, e per dare credito alla
scusa della sporcizia e del "pericolo per la salute" degli
inservienti o dei visitatori che occasionalmente entrano. La
scusa sarà strumentale per l'abolizione totale.
Ricordiamoci il credo: qualsiasi
livello di esposizione al fumo passivo fa male. |
| 2. |
Implementazione dell'obbligo stile Gestapo/KGB, dove gli
ispettori sul lavoro saranno forzati a fare multe, e se non le
fanno saranno loro stessi multati. |
| 3. |
Incoraggiamento della delazione dei colleghi stile URSS. |
Una volta che i fumatori hanno accettato di andare a
fumare fuori, il programma
continuerà come segue:
| 4. |
Istigazione di lamentele sulla perdita di
produttività dei fumatori dovuta agli "smoke break" che
sono stati imposti se si vuol fumare (se invece i non fumatori
se ne stanno alla scrivania a leggere il giornale ciò va benissimo,
e non ci saranno lamentele) - Ergo, provvedimenti amministrativi per
ridurre gli "smoke break" o renderli più difficili. |
| 5. |
Lamentele sull'affollamento dei fumatori
davanti alle porte: si passa attraverso "nuvole di fumo" (che "fanno male alla salute") e "perdita di estetica"
per via di detto affollamento. Inoltre: |
| 6. |
Lamentele sulle cicche che i fumatori lasceranno a terra, o
che cadranno accidentalmente a terra anche in presenza di
posacenere. Seguiranno provvedimenti amministrativi per
rendere obbligatorio fumare almeno a XX metri di
distanza dall'edificio - e fuori dalla visibilità e
dal traffico pedonale, che include anche i bambini per cui i
fumatori sono "di cattivo esempio". |
| 7 |
Quando i fumatori si allontaneranno troppo
per quanto descritto in (6), allora saranno
implementati provvedimenti amministrativi per vietare il
fumo all'aperto nell'intera area della proprietà o nei
posteggi privati (esempio: scuole). |
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