La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106

ANCORA NESSUNA RISPOSTA DALLA LEGA ITALIANA CONTRO I TUMORI O DAL MINISTERO DELLA “SALUTE” AL NOSTRO INVITO DEL 29 OTTOBRE 2004 AD UN DIBATTITO SCIENTIFICO PUBBLICO CIRCA L'EVIDENZA EPIDEMIOLOGICA SUL FUMO PASSIVO ALLA BASE DELLA LEGGE ANTIFUMO. COSA C'E' DA NASCONDERE? CLICCARE SU QUESTO TESTO PER LEGGERE L’INVITO.

 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
Aggiornamento 18 Novembre 2004
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LA TRUFFA EPIDEMIOLOGICA SUL FUMO

18 Novembre
-
Cortina fumogena - Non c'è dubbio che oggi si fa a gara a chi la dice più grossa, a chi fa più rumore, e a chi riesce a suscitare le emozioni più forti scavalcando d'un salto logica, ragione e scienza. Questa tattica, nata per il fumo, è oggi usata per mille altri argomenti - dall'ambientalismo alla sicurezza e per quant'altro entri nell'illimitato campo delle SS (Salute e Sicurezza) nazionalsalutiste. Ciò che è più preoccupante è che queste isteriche esagerazioni non vengono solo da gruppi attivisti (da cui ci si aspetta comunque un'esagerazione dei loro temi) ma anche e specialmente da autorità statali come i ministeri della salute i quali, con i denari di tutti cittadini (e dunque anche di quelli che sono bersaglio delle loro politiche) si sentono in dovere e in diritto di diventare attivisti loro stessi - ed il loro zelo sembra essere in proporzione diretta alla mancanza di fondamenta scientifiche in loro possesso.

Lo scostamento dal modello istituzionale ideale secondo cui le istituzioni devono mantenere la neutralità verso i vari gruppi di cittadini ed intervenire solo in caso di chiaro, presente e dimostrabile pericolo è arrivato al punto che tale modello è completamente obliterato. Per quanto riguarda l'ambiente ed in particolare la salute pubblica, oggi si tratta di una gara tra gruppi fanatici su chi arriva alla poltrona del potere ministeriale, dalla quale si dispensa senza misura  fanatismo con il totalitarismo più assoluto possibile in seno a una democrazia. E in tali gare, purtroppo, i più facinorosi vincono sempre. A tal fine, truffa ed esagerazione sono diventate mezzi leciti per raggiungere i proclamati fini di salute pubblica e morale, nonché la "tolleranza zero", contro la quale zero tolleranza da parte delle vittime deve essere l'unica risposta.

Questo articolo dell'Independent britannico del 16 Novembre scorso mette bene in evidenza questo grave problema istituzionale. Dapprima, l'articolista Tim Luckhurst cede alla condanna dell'industria del tabacco per avere messo il proprio prodotto in buona luce nel passato, come del resto hanno fatto altre industrie per mille altri prodotti. Qui già c'è da chiedersi cosa ci si aspetta - forse che un'industria dica: "non comprate il mio prodotto" perché, dopo 100 anni che è sul mercato, la scienza rottame dice che "fa male" - e senza nemmeno procurare uno straccio di prova biologica? Il risultato di questa mentalità del menga si vede nella pubblicità della Philip Morris, che ci dice di fumare le sue sigarette, ma di non fumarle perché ci fanno male"! Sarebbe interessante chiedere a coloro che sostengono tale assurdità se sono disposti a sostenere con i lauti proventi delle loro cliniche e delle multinazionali farmaceutiche che li sostengono i posti di lavoro e le attività perse, nonché la caduta degli stock azionari a causa  dall'adozione di tale idiozia - almeno vedremmo un po' di coerenza!

Dopo aver doverosamente baciato la bibbia salutista Tim Luckhurst ci dice il resto e parla delle assurde esagerazioni e della falsa rappresentazione dell'evidenza contro fumo attivo e passivo da parte delle cricche della "salute pubblica". Per esempio, ci porta il caso (tanto classico quanto taciuto da chi afferma di avere a cuore la "verità" sul fumo) che, anche se fosse vero che il cancro polmonare nei fumatori fosse causato unicamente dal fumo (invece esistono oltre 40 concause), ciò significa che il fumatore avrebbe oltre il 99% delle possibilità di evitare il cancro polmonare per il fumo attivo, ed il non-fumatore esposto al fumo passivo (anche se fosse dimostrato che esso causa danno - e non lo è) passa dal 99,99990% al 99,99987%, perdendo "ben" lo 0,00003! (clicca qui per la dimostrazione aritmetica). Poi Luckhurst denuncia il gioco delle tre tavolette dei "morti da tabagismo" e ci spiega come non sia possibile stabilire alcuna statistica per via della causalità mista, e ci dimostra con semplici fatti come i numeri generati dagli stessi antifumo siano in enorme contraddizione gli uni con gli altri - dunque pienamente inventati - e come le autorità mediche si abbassino a sostenere questa truffa percettiva e statistica con grande ardore. Quindi ci dice anche come il fumo moderato (fino a dieci sigarette al giorno) sia di beneficio alla salute in molti modi, usando come base scienza della stessa qualità di quella usata dagli antifumo - ma di questa scienza essi non ci parlano.

"Il problema è che il livello di esagerazione che ha convertito l'ostilità al tabacco da una causa della salute in una crociata neo-religiosa non risponde al vero quando sottoposto ad analisi, ed ha creato un'assai falsa impressione delle reali possibilità per un fumatore di morire di cancro polmonare." ... "Il punto qui è non se il fumo uccide, ma se sia legittimo dire menzogne al servizio di una buona causa".

Quanto poi una causa sia "buona" quando basata su una distorsione della statistica, Luckhurst non ce lo spiega. Ma il suo interessante articolo ci dice senz'altro volumi sulla corruzione e sulla mancanza di fatti scientifici di quei medici ed "autorità" che affermano che "il fumo uccide". Infatti, basta guardare un po' oltre la cortina fumogena emozionale e della scienza rottame per chiamare subito il bluff di questi crociati che in mano hanno un pugno di mosche ma un potere smisurato.

L'articolo di Luckhurst (no, non è pagato dall'industria del tabacco) è uno dei numerosi articoli a denuncia della truffa epidemiologica sul fumo delle "autorità  sanitarie" che circolano in questi giorni in Inghilterra - un Paese dove, evidentemente, i mass-media sanno di poter ancora esistere senza arruffianarsi alla "salute pubblica" antifumo e ai santoni medici più di quel tanto.


IL TABACCHINO - Tommaso Rea

18 Novembre - Illustrissimo sig. ministro, ma come la mettiamo all'interno delle tabaccherie? - Il ritardo dell'applicazione della legge nazionalsalutista antifumo è commentato dal Tabacchino di FORCES, che sfiderà anche gli sbirri antifumo con un provocatorio cartello apposto ai muri della sua tabaccheria.

Considerazioni - Lo slittamento dell'implementazione della legge alla seconda settimana di Gennaio è, esso stesso, un'ammissione dell'ingente danno economico che la legge causerà a chi ne è vittima. Il danno economico non è una proiezione fanta-statistica come lo sono i mali e i "morti" del fumo, ma un dato di fatto molto ben documentato in ogni Paese dove il divieto è stato applicato (e talvolta revocato per via dei grandi danni causati). Forti aggravanti dell'inevitabile danno economico sono anche: a) il divieto inizia durante l'inverno e non durante l'estate; b) l'economia in generale è in  brutte condizioni, e già molti gestori si trovano in una situazione precaria in condizioni di libera scelta di mercato. La perdita di incassi derivante dal divieto rappresenterà il colpo di grazia per numerosi esercizi come lo ha rappresentato in America, Canada, Irlanda, Australia ed in decine di altri Paesi.

Ciò che è più insolente da parte di Sirchia e di ciò che egli rappresenta è il totale menefreghismo dei principi di libertà e della salute economica degli italiani, perché parte dal principio che alla "salute pubblica" tutto deve essere sottomesso incondizionatamente. Ciò che però è inaccettabile è che la legge antifumo è basata su una falsa rappresentazione dell'evidenza statistica  portata avanti dal Ministero della "salute" e da altre istituzioni complici in questa avventura - un atteggiamento che non abbiamo mai esitato a chiamare criminale. Basare una legge repressiva della libertà personale e dell'economia collettiva su un imbroglio che è tanto lampante quanto è grave significa aprire la via a molte altre leggi che si baseranno su simili truffe. Ciò vuol dire, in ultima analisi, accettare la falsa rappresentazione come istituzione sociale e politica per raggiungere scopi sociali. E arrendersi a tale concetto è semplicemente rivoltante per ogni persona onesta, indipendentemente dalla sua posizione sul fumo.

Per ciò è necessario che i fumatori e i non fumatori italiani si rifiutino di mettere piede per quanto possibile nei locali dove è vietato fumare per causare la necessaria pressione sociale e far mandare ai politici i segnali necessari per abrogare una legge ingiusta e, soprattutto, basata sul falso.


CONTRIBUTI DEI LETTORI

18 Novembre - Ringraziamo il lettore Mischiati per questo nuovo contributo che pubblichiamo in fondo a questo aggiornamento, e cogliamo l'occasione per avvertire tutti gli impiegati del programma di persecuzione antifumo presente e futuro. Esso sarà implementato a gradi e con il sostegno dei soliti media, e si svilupperà con i seguenti passi:

1. Proibizione del fumo in ufficio, ed obbligo di andare a fumare fuori come prostitute, esposti all'umiliazione e alla berlina dei passanti. Sperare nelle sale fumatori interne all'edificio è inutile perché contrario al programma nazionalsalutista. Se istituite, esse saranno comunque sporche, senza ventilazione e temporanee -- per associare il fumo con lo sporco e la sgradevolezza, e per dare credito alla scusa della sporcizia e del "pericolo per la salute" degli inservienti o dei visitatori che occasionalmente entrano. La scusa sarà strumentale per l'abolizione totale. Ricordiamoci il credo: qualsiasi livello di esposizione al fumo passivo fa male.
2. Implementazione dell'obbligo stile Gestapo/KGB, dove gli ispettori sul lavoro saranno forzati a fare multe, e se non le fanno saranno loro stessi multati.
3. Incoraggiamento della delazione dei colleghi stile URSS.

Una volta che i fumatori hanno accettato di  andare a fumare fuori, il programma continuerà come segue:

4. Istigazione di lamentele sulla perdita di produttività dei fumatori dovuta agli "smoke break" che sono stati imposti se si vuol fumare (se invece i non fumatori se ne stanno alla scrivania a leggere il giornale ciò va benissimo, e non ci saranno lamentele) - Ergo, provvedimenti amministrativi per ridurre gli "smoke break" o renderli più difficili.
5. Lamentele sull'affollamento dei fumatori davanti alle porte: si passa attraverso "nuvole di fumo" (che "fanno male alla salute") e "perdita di estetica" per via di detto affollamento. Inoltre:
6. Lamentele sulle cicche che i fumatori lasceranno a terra, o che cadranno accidentalmente a terra anche in presenza di posacenere. Seguiranno provvedimenti amministrativi per rendere obbligatorio fumare almeno a XX metri di distanza dall'edificio -  e fuori dalla visibilità e dal traffico pedonale, che include anche i bambini per cui i fumatori sono "di cattivo esempio".
7 Quando i fumatori si allontaneranno troppo per quanto descritto in (6), allora saranno implementati provvedimenti amministrativi per vietare il fumo all'aperto nell'intera area della proprietà o nei posteggi privati (esempio: scuole).

Ricordiamoci le parole di Sirchia: "Il fumatore deve sentire la pressione sociale che lo induce a smettere" - massima espressione del nazionalsalutismo, che sostituisce il "naso sbagliato" con lo stile di vita "sbagliato". Ogni  sostenuto

Come combattere? Beh, visto che l'Italia è il Paese degli scioperi, perché non organizzare scioperi contro questa nuova forma di delinquenza? (Però non bisogna contare sui sindacati, che si affanneranno a leccare i fondelli del ministero della "salute"). Troppo pigri per fare gli scioperi? E allora fatevi trattare da negri. Meglio ancora, smettete di fumare e datela vinta a Sirchia e ciò che egli rappresenta, così poi farà lo stesso con chi è "troppo" grasso, e poi attaccherà anche i "coffee break". Dopo tutto, i conigli stanno benissimo in gabbia, no?...

18 Novembre - Produttività in fumo e busta paga virtuosa - Che fossero tempi duri per i cultori delle 'bionde', ce ne eravamo già accorti da un pezzo. Ha un bel dire Fassino che lo sconto fiscale promesso dal Berlusca consentirà a ogni famiglia italiana l'acquisto di un pacchetto di sigarette, ma, se avrà seguito l'ultima pensata crucca per far risparmiare le aziende attraverso l'alleggerimento delle tasche dei lavoratori che perseverassero nel concedersi la 'Raucherpause', sottraendo così tempo prezioso al santo dovere di rimanere inchiodati alla scrivania, magari leggendo il giornale o dedicandosi alle parole crociate, dovremo probabilmente riscrivere la Finanziaria (o vogliamo pensare che il Sirchiapone rimarrà insensibile al suggerimento di alcuni parlamentari tedeschi vogliosi di spezzare le reni a noi poveri schiavi del tabacco? In fondo, si tratterebbe di fecondare artificialmente la propensione alla virtù dei sudditi, e in questo fra' Girolamo non è secondo a nessuno.

A questo punto, noi suggeriamo altri sistemi che potrebbero incidere ampiamente sulla produttività: vogliamo mettere, per esempio, il tempo che i capi si riservano per 'lavorare' sulle segretarie? Se chi fuma non può invocare il benessere soggettivo che deriva da tale esercizio, che alla fin fine consente di produrre a prescindere dal cronometro, pur cozzando contro la morale salutista, la stessa cosa non potrebbe valere per la trombatina del boss? Fermo restando che a nessuno, dirigente o travet, si potrà mai negare la fatidica sigaretta dopo il traguardo, a questo punto assai simile a quella che si concedeva ai condannati a morte. - Giovanni Maria Mischiati

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