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E QUESTA LA CHIAMANO "SCIENZA" - I questionari della truffa epidemiologica
E' FALSO che gli studi sono manipolati: ecco le prove

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AGGIORNAMENTO SPECIALE

LE VITTORIE DELLE MULTINAZIONALI DEL TABACCO

USA, grande disfatta della "salute pubblica": la Corte Suprema respinge estorsione antifumo da 280 miliardi di dollari

18 Ottobre - Come di consueto, silenzio stampa dei mass media in Italia su una delle più grandi vittorie storiche delle multinazionali del tabacco negli Stati Uniti, che riportiamo in questo aggiornamento dedicato. Se la decisione fosse stata l’inverso, l’avremmo vista a caratteri cubitali su tutti i giornali e riviste nonché strombazzata dai telegiornali, visto che tutti sono ormai dedicati a ossequiare la truffa antifumo.

Riassunto di prospettiva

Sotto l’amministrazione Clinton, una causa federale fu iniziata contro le multinazionali del tabacco nel 1998 – non solo per le solite, indimostrabili malattie “causate” dal fumo, ma anche e soprattutto per “attività criminali e illegali”. Specificamente: per avere nascosto al pubblico i “pericoli” del fumo e la sua (mai scientificamente dimostrata) causalità di cancro, nonché per aver diretto la pubblicità del loro prodotto (legale) ai giovani, causando così ipotetiche spese mega-galattiche per la “salute pubblica”. La causa da 280 miliardi di dollari fu iniziata a livello federale con l’uso del Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act (RICO), una legge contro le associazioni a delinquere.

Naturalmente, la causa era in realtà un grande acchiappa-acchiappa statale di denaro che poi si sarebbe inevitabilmente trasformato in tasse sulle sigarette pagate dalla nuova razza di esseri "abusa e getta", ovvero i fumatori. L’amministrazione Bush, dopo un periodo di stasi, riprese la causa contro le multinazionali. Una combinazione di necessità di nuovi introiti (che però non dovevano essere chiamati “tasse”) e di connessioni dei Bush (non solo con Big Oil, ma anche con Big Pharma - sempre aspirante ad espandere il mercato della nicotina) erano i veri  motori politici dell’azione.

A questo punto, usando il diritto di intervento, si inserirono nella causa una miriade di “non profit” antifumo, come l’associazione del polmone (American Lung Association), la American Cancer Society, e così via, che volevano arricchirsi con decine di miliardi di dollari di entrata, da essere ufficialmente impiegati per terrorismo antifumo, ingegneria culturale, promozione di divieti e segregazioni, e diffusione di frodi epidemiologiche.

La causa ha raggiunto recentemente la Corte Suprema. Ieri, la Corte ha respinto l'estorsione su basi squisitamente legali che possono essere lette in questo collegamento. Il mercato azionario ha subito reagito positivamente, ed il valore delle azioni Altria (Philip Morris) è cresciuto di ben 6,1% mentre quello della Reynolds del 6,4. Inoltre, libera da cause pendenti, ora la Altria potrà separare la Kraft dalla Philip Morris che continuerà a baciare i fondelli degli antifumo, mettendo in salvo la Kraft che non sarà più responsabile in solido per ulteriori cause sul fumo o in caso di futuro proibizionismo del tabacco - una possibilità assai meno remota di quanto si possa oggi credere se le gang antifumo non saranno in qualche modo fermate con la dovuta forza. 

Commenti e riflessioni

Cosa significa questo per i fumatori americani (e conseguentemente quelli di tutto il mondo, compresi i nostrani)? Oltre al fatto che non ci saranno immediati aumenti delle già costosissime sigarette - e a quello che gli antifumo non diventeranno ancora più potenti - non molto. I divieti continueranno a moltiplicarsi, e la produzione di scienza rottame epidemiologica – principalmente finanziata con fondi di Big Pharma o pubblici – non rallenterà nemmeno. Il trend, infatti, non sarà fermato finché non si userà il sistema legale per portare in tribunale per truffa le autorità sanitarie direttamente – cosa che ditte come la Philip Morris, già in ginocchio perché di fatto nazionalizzate negli USA, non si sognano nemmeno di fare. Tale azione, poi, dovrebbe essere combinata con una reazione politica da parte dei fumatori - ed è per questa ragione che li si continua a bombardare con truffe e colpevolizzazioni. L’unica (finora fievole) speranza è che la crescita dei movimenti popolari (i cosiddetti “grass root” come FORCES, che vuole la distruzione delle truffe sanitarie su fumo, obesità, alcol ecc. ed il risanamento delle strutture che le sostengono) diventi assai più veloce e potente. In tal modo cause legali possono essere varate indipendentemente da Big Tabacco, e mirate dove conta. Solo con numerose e ripetute sentenze di tribunale in varie nazioni le masse potranno finalmente credere che si tratta di una truffa sanitaria, e la notizia di tali sentenze non potrebbe nemmeno più essere soppressa dai mass-media ruffiani dei salutisti e dei loro amici farmaceutici.

Tornando a noi, le cose più significative di questa vittoria sono due. La prima è rassicurante: differentemente da altri Paesi, la Corte Suprema americana non è ancora la marionetta di un sistema politico pervaso dal cancro salutista. Ciò indica che il sistema giuridico americano è ancora prevalentemente sano e che, nel futuro, chi continua a truffare il popolo con falsa informazione dai troni della "salute pubblica" potrà ancora essere portato in tribunale, anche se si trattasse dello Stato stesso.

La seconda cosa è invece infuriante. La leggenda che l’industria del tabacco abbia nascosto informazione che “dimostrava” la conoscenza di una causalità di cancro dal suo prodotto è sempre stata una menzogna politica ed una cortina fumogena. L’enorme documentazione sequestrata all’industria e pure pubblicata sull’Internet lo dimostra chiaramente, perché tali documenti sono stati passati a un settaccio finissimo (si potrebbe addirittura dire “molecolare”) per anni da autorità pubbliche e gang antifumo private proprio nella speranza di trovare qualcosa che “incastrasse” l’industria. Ma nullaproprio nulla – di irregolare è mai emerso, con grande disappunto generale. Tale disappunto è ancora  un’altra indicazione dell’inversione dei poli morali, perché un risultato negativo avrebbe dovuto invece essere motivo di sollievo e di soddisfazione per avere un'industria onesta.

La parte infuriante di questa causa fallita è che organizzazioni che usano la loro (non più meritata) autorità scientifica e morale per truffare il popolo sul fumo (gruppi anticancro, ecc.) sono quelle che sono intervenute nel Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act! In altre parole, delinquenti e  prestidigitatori  professionisti della scienza rottame (che fanno miliardi di dollari senza pagare le tasse) hanno la faccia marcia di usare il RICO contro l’industria del tabacco mentre loro stessi non hanno mai subito un settaccio come quello che ha subito l’industria – sebbene abbiano difficoltà a contenere ad un livello gestibile gli scandali che emergono continuamente dalle loro corrotte organizzazioni.

Roba da pazzi, certo – ma sicuramente cosa non unica. I “sanitari” antifumo nostrani non sono certo diversi. Assurta a leggenda nella sua stessa mente, questa gente crede di essere in qualche modo un rango "superiore" che ha il diritto di spacciare menzogne a iosa senza nemmeno doverle dibattere o rendere conto al pubblico. In breve, "è così e basta" - e si aspetta che il pubblico sia stupido abbastanza da crederci (e, purtroppo, con ragione - ecco perché i "professionisti antifumo" continuano ad essere "in business"!). Tra una pontificazione e l'altra, l'ex-ministro Sirchia mentì agli italiani dicendo che esistono studi che dimostrano che il fumo passivo fa male, ma non si sentì mai in dovere di specificare quali -- neanche dopo che TUTTI gli studi mai condotti sul fumo passivo furono resi disponibili on line e in originale da FORCES. La ragione è chiara e unica: gli studi di cui egli parla non esistono. Sebbene questo “pontificatore” sia da tempo sotto investigazione per mazzette e corruzione,  non sembra tornare comodo a nessuno collegare la discutibile credibilità di questo individuo con quello che egli dice su fumo e obesità - anzi, si continua a riportare le sue strampalate e indimostrabili opinioni come se fossero verità scientifiche! L'ex-ministro Veronesi, da canto suo, non ci risulta essere sotto investigazione, però continua a dire il falso sul fumo – come in questo forum del Corriere della Sera, dove egli apre con un’affermazione totalmente falsa ("il fumo non protegge da nessuna malattia") e poi continua con affermazioni assurde se non ridicole -- come quella che la nicotina è tanto assuefacente quanto l’eroina.

Ma quando parlano i santoni, perbacco, solo "pazzi" come FORCES osano essere critici; e quando poi i "pazzi" continuano a dimostrare che i santoni danno una falsa rappresentazione dell'evidenza, allora i media si guardano bene dal riportare la verità. La salute innanzitutto: che si dica il falso, poi, non importa - che della truffa si faccia cultura!  Ad ogni modo, un’analisi di quest'ultima disinformazione di Veronesi è in preparazione per i nostri lettori, e sarà pubblicata presto completa di dimostrazioni scientifiche "on line" del contrario, come per nostra tradizione.

Chiudiamo con alcune fondamentali domande. Perché un’industria che si è dimostrata eccezionalmente in regola (sebbene anche eccezionalmente “scoglionata”) come quella del tabacco deve continuare ad essere odiata ed accusata di frode mentre truffatori professionisti (in camice bianco o no) non solo continuano a passarla liscia, ma addirittura dettano politiche? Perché si continua ad ignorare la schiacciante evidenza delle truffe degli antifumo? E perché noi permettiamo loro di modellare i nostri stili di vita e abitudini? Ha una “salute pubblica” piagata dalla frode veramente rimpiazzato le funzioni dello Stato come custode di diritti e persino quelle della Chiesa come custode morale? C’è veramente da pensarci su, perché le conseguenze sociali di queste deviazioni stanno diventando veramente disastrose - e ignorarle non serve a niente.


DULCIS IN FUNDO, UN PO' DI UMORISMO

18 Ottobre - In spirito con i nostri commenti sopra circa l'inversione morale della correttezza politica (salutista o no), proponiamo ai nostri lettori questo video sulla pirateria audiovisiva inviatoci da un lettore. Il video è tanto realista quanto è gustoso. Speriamo che ne traiate tanto divertimento quanto ne abbiamo tratto noi.

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