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Il
divietismo fa cilecca
30
Gennaio
[20:30 GMT]
-
Oohhh... il divietismo non funzionaaa! Come mai, cos'è
successo?...
-- [_________] Mettete nello spazio vuoto l'insulto che volete.
Possibili scelte: ebeti, ritardati, nazisti, truffatori, coglioni,
narcisisti, prepotenti, idioti, paternalisti-di-m... l'italiano è
ricco di insulti, alcuni dei quali veramente "barocchi". E' proprio il
caso di usarli tutti contro questi arroganti dagli orgasmi precoci.
Alla faccia di Sirchia, di Veronesi e
di tutti i venditori di fumo sugli effetti delle sigarette sulla
salute, l'informazione questa volta è incontenibile: gli italiani
non rinunciano alle loro buone abitudini, tra le più belle quelle
di fumare e di mangiare, essenziali per il godimento della vita.
"Ma come mai?...", dicono i/gli [_________]. "Lo stiamo
gridando, ve lo facciamo vedere, abbiamo attivato i vomitatori alla
radio e i leccaculo alla televisione; abbiamo soffocato ogni
opposizione, facciamo
campagne
di odio dappertutto, lo scriviamo pure sui pacchetti che "il fumo
uccide"... ma perché gli italiani non hanno smesso tutti di fumare
ringraziandoci pure per le bastonate che gli diamo?" . La risposta
dei fumatori è semplice e si esprime in due frasi di tre parole
ciascuna; ma, in puro stile antifumo, forse è meglio gridarle:
NON VI CREDIAMO,
NON VI VOGLIAMO
E poi non c'è nemmeno bisogno di
gridare o di "credere", basta
guardare la scienza -- e la scienza non dice quello che
dite voi. Chissà che il messaggio non sia stato recepito
questa volta (scherziamo, naturalmente...). Bisogna anche capire che
la nicotina è un noto
attivatore cerebrale e comprendere quindi che chi non ne fa uso
potrebbe talvolta essere "intellettualmente svantaggiato"... per dirla
in modo politicamente corretto. Sarebbe quindi ingiusto misurare la
sua performance intellettuale (si fa per dire) con il nostro
metro.
Bisogna proprio leggere il pezzo del
Corrierone per piangere... no, forse è il caso di ridere, fa meglio
alla salute vera,
lo dice persino la scienza rottame. Guardate i commenti di Sirchia:
"La nostra legge non è perfettibile", egli afferma in diretta
concorrenza con Dio: "ce l'hanno copiata tutti". Peccato che
Dio non menta mai e lui invece si. Nessuno ha voluto copiare
una legge
già scritta da Adolph Hitler. Infatti, non esiste una copia della
legge italiana: esistono i divieti di fumo imposti dall'Europa ai
Paesi membri usando l'informazione falsa sugli effetti del fumo
sulla salute fornita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per
aprire il marketing ai
suoi partner farmaceutici. L'Irlanda ha il divieto più fanatico di
tutta l'Europa e ha cominciato prima - e forse i deficienti antifumo
irlandesi diranno che è l'Italia che ha copiato da loro. Mal comune
mezzo gaudio, visto che l'Irlanda,
la
Scozia ed ogni altro Paese che ha adottato il divieto totale ha
avuto un aumento dei fumatori e delle sigarette fumate e un
grosso danno economico in tutte le attività ricreative. Il
proibito attira, cari [_________]: ce lo dicevano già i nostri
bisnonni mentre si fumavano la pipa. Ad ogni modo la legge irlandese è
un tale fallimento che diventerà senz'altro un punto elettorale alle
prossime votazioni politiche.
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Fumatori: 12,5 miliardi di
contributo allo Stato (oltre a pagare i contributi sanitari)
- "Nel 2006 le vendite di sigarette sono aumentate di
oltre un milione di chili e all'erario sono andati 12,5
miliardi di euro." Così, seccamente e a labbra strette,
l'ANSA riporta in poche righe il più grosso fallimento di
ingegneria sociale nella storia italiana. I fumatori, con
l'acquisto di più sigarette, hanno dato un netto voto di
sfiducia ai truffatori antifumo e stanno tornando ad uno dei
piaceri della vita. Purtroppo questa sarà una scusa per
l'uso di ancor più violenza morale, legale e per
repressione/persecuzione. Nel frattempo, chi è sbattuto
fuori a fumare tiene in piedi il bilancio dello Stato che ne
spende parte per perseguitarlo. Quando si decideranno i
fumatori a scendere in strada contro questa
legge-truffa o a incrociare le braccia sul lavoro?
Nel frattempo i fumatori italiani possono continuare a fare
ciò che fanno i fumatori all'estero: continuare a fumare
alla faccia del divieto. Prima o poi, come successe per
l'alcol, ai proibizionisti si spezzerà la schiena - e poi ci
sarà la resta dei conti: la storia si ripete sempre, per il
bene e per il male. |
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Partono i puntamenti di dita: la colpa
è dei prezzi troppo bassi delle sigarette, dice Zuncaro mentre parla
di "armi spuntate" e vuole un aumento a 5 Euro. Ancora una volta
l'Irlanda insegna:
al prezzo di oltre sette Euro al pacchetto la gente preferisce
le sigarette alle truffe sanitarie sul fumo e
il
numero dei fumatori aumenta assieme al
contrabbando
e al fallimento a catena di pub e ristoranti grazie alla frode
sanitaria. La gente sta a casa a ubriacarsi invece di andare al pub (e
dunque l'alcolismo è fuori controllo); con i soldi che risparmia
sull'alcol si compra le sigarette. Il cambio del "pattern" di spesa è
stato tale da avere un
effetto negativo sull'inflazione. "E' colpa dei mancati
controlli" dice Sirchia - dopo che la propaganda ci diceva che gli
italiani obbediscono alla legge (dato il basso numero di multe)! Delle
due l'una, Girolamo: obbediscono o non obbediscono, gli
italiani?... Tra le mille cose che il povero Sirchia non capisce c'è
questa: la sua legge può avere l'obbedienza dei fumatori (dopo
tutto lo Stato ha l'uso legale della violenza), ma non ha
certo il loro rispetto. Non si possono rispettare la frode,
l'oppressione, il paternalismo e la prepotenza che sono alla base di
questa legge. E quando una legge non è rispettata con l'anima
prima che con le azioni, è destinata al meritato fallimento.
Per carità, non bisogna fare l'errore
degli antifumo e cantare vittoria: quei delinquenti non impareranno
certo da chi ha già fallito e quindi aumenteranno i prezzi delle
sigarette (i contrabbandieri ne prendano nota), aumenteranno la
propaganda fraudolenta sui media, nonché le campagne di odio (il
tutto, come sempre, rinominato "educazione"). Continueranno senza
tregua -- finché i fumatori non impareranno a dire BASTA. E in questo
senso lo Zuncaro ha totalmente ragione: i fumatori sono "pazienti" --
troppo pazienti, infatti -- ed è l'ora di tracciare una linea
invalicabile sul pavimento, oltrepassare la quale significa
conseguenze severe, molto severe.
Ma in tutto il piagnisteo che è musica
per le nostre orecchie (raccomandiamo celebrazione con sigaro!) una
cosa vera è stata detta in fin dei conti - e proprio, ironicamente,
dal Sirchia: "La salute pubblica non interessa, al di là delle
parole". Ci ha azzeccato in pieno, sarà stato un caso: la salute è
nostra, NON DELLO STATO. Sirchia e i suoi simili invece
sembrano pensare che "salute pubblica" significhi che la nostra salute
è pubblica. Che voto prendeva in italiano, questa
gente? E' forse per quello che
non sanno nemmeno interpretare la scienza rottame sul fumo? Il
ruolo della "salute pubblica" è quello di controllare le malattie
contagiose, amministrare bene le mutue per cui si pagano sonori
contributi e mantenere le cucine e i cessi pubblici puliti.
Non è quello di stabilire condotte e scelte di vita personali,
imprenditoriali o di massa. E ancora meno quello di promuovere
l'uso di farmaci con il denaro pubblico, come si fa con i prodotti di
cessazione da fumo: mettetevelo bene nella zucca, Girolamo &
soci!
Disinformazione antifumo
26 Gennaio
[16:00 GMT]
- Ecco come
Veronesi ed il Ministero della "salute" deviano la verità sul fumo
passivo per gli italiani - Siamo riconoscenti a un lettore
che ci ha segnalato l'ennesima
raffica di disinformazione tendenziosa fornita da Veronesi sul fumo
passivo a un lettore e al pubblico del Corriere della Sera.
Veronesi apre subito con un'affermazione falsa: "i danni
provocati dal fumo passivo sono stati accertati scientificamente".
Non è affatto vero: i danni del fumo passivo non sono stati nemmeno
accertati epidemiologicamente, e l'epidemiologia è statistica e
non è scienza.
Come tutta la disinformazione antifumo, anche questa risposta è basata
su una struttura di ipotesi e di mezze verità presentate
"autorevolmente" per sorvolare enormi deficienze e giustificare la
formazione di una cultura basata sui falsi salutisti. Vale la pena,
questa volta, di "vivisezionare" anche il resto delle affermazioni.
| Si può forse
discutere sull'entità di questi danni, non certo sulla loro
esistenza. |
Non sarebbe una
cattiva idea, prima di parlare di esistenza, dimostrare che questi
danni sono causati dal fumo passivo invece di mettere il
postulato come prova! |
| L'evidenza è che
quando una persona respira il fumo di tabacco consumato da altri,
respira il fumo prodotto dalla combustione della sigaretta più
quello che è stato prima inalato e successivamente espirato dai
fumatori. |
L'evidenza è che le
quantità assolutamente minuscole di tossici contenute nel fumo
passivo di sigaretta non sono né necessarie né sufficienti
a causare alcuna delle malattie attribuite al fumo passivo. Si
parla, infatti, di poche molecole. La tabella
a cui siamo collegati, addirittura disponibile sui alcuni dei
nostri volantini, da un'idea chiara delle quantità in gioco e
della pretestuosità delle affermazioni di Veronesi. |
| Altra evidenza è
che il fumo è il principale inquinante dell'aria che respiriamo
negli ambienti chiusi: in una stanza piena di fumo, le sostanze
cancerogene – nitrosamine, condensato, catrame – sono meno
concentrate che in una sigaretta ma presenti a lungo, e quindi
complessivamente analoghe se non addirittura inspirate in maggiore
quantità. |
Se le sostanze
"cancerogene" fossero "complessivamente
analoghe se non addirittura inspirate in maggiore quantità"
e se il fumo causasse il cancro
polmonare, allora si riscontrerebbe un'incidenza di cancro nei
"fumatori passivi" pari o più grande di quella riscontrata nei
fumatori attivi -- il che è lampante che non è vero. Vale poi
sempre la pena di ripetere che anche per i fumatori attivi e in
nessun caso si può stabilire mai che la loro
malattia è stata causata dal fumo, né si può stabilire la
proporzione di apporto del fumo a tale malattia. |
| Negli ultimi anni
la ricerca scientifica ha posto in evidenza soprattutto le
conseguenze che la prolungata esposizione al fumo passivo provoca
in particolari gruppi di popolazione, come i malati e bambini. II
fumo passivo determina nei bambini un aumento delle malattie
respiratorie e un raddoppio dei ricoveri ospedalieri per problemi
polmonari. |
Sarebbe interessante
vedere a quale "ricerca scientifica" l' "Illustre" si riferisce -
ricerca cioè che non sia basata su
questionari epidemiologici da baraccone come quelli usati
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per le esposizioni al
fumo passivo (che sono, bisogna dirlo, i migliori di tutti...
immaginarsi il resto). Se questa è la "scienza" a cui Veronesi fa
riferimento sarà meglio non rivolgersi a questo signore nemmeno
per una pustoletta. |
| Molti studi
mostrano inoltre un aumento della frequenza e della severità degli
attacchi asmatici e un ritardato sviluppo polmonare. |
Di nuovo, tali studi
sono basati su questionari con domande come: "Fuma quando c'è
il bambino presente? E quante?", con l'ipotesi che il bambino
sia un palo che non si muove e stia li a inalare tutto. Inoltre è
noto a tutti che (particolarmente negli USA) esiste un'esplosione
di asma (infantile e non) e di problemi di ritardato sviluppo
polmonare,
particolarmente in California, dove il fumo passivo è stato
totalmente eliminato da 11 anni e una grande quantità di bambini
non è mai stata esposta ad esso. |
| Per questo la nuova
monografia sulle sostanze cancerogene, messa a punto dall'International
Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione, la principale
istituzione europea che si occupa di studi epidemiologici, colloca
il fumo passivo nel Gruppo 1 della classifica, vale a dire tra le
molecole che hanno dimostrato di avere una inconfutabile relazione
causa-effetto tra l'esposizione ai suoi componenti e la comparsa
di tumori nell'essere umano. |
La monografia a cui si
riferisce Veronesi
è quasi senz'altro questa (clicca qui), un pezzo di spazzatura
para-statistica su cui
commentammo a suo tempo. In tale monografia furono
scelti solo gli studi che in qualche modo
avvaloravano l'ipotesi che il fumo passivo fosse causa di
cancro.
La grande massa di essi (che esibiva che il rischio è così piccolo
da non poter essere misurato) fu ignorata per far
tornare i risultati politici e non scientifici della IARC.
Quali risultati politici? Il fatto che la monografia doveva
servire come documento legale di riserva alla OMS nel caso che
l'appello legale in terza istanza dell'industria del tabacco al
rapporto sul fumo passivo della EPA americana del 1992
(praticamente identico alla monografia di cui sembra parlare
Veronesi), fosse presentato alla Corte Superiore americana
dopo essere stato dichiarato fraudolento nella metodologia
da una corte Federale. L'appello non ebbe luogo perché
l'industria a quel tempo aveva già firmato l'accordo MSA con gli
stati federali che la preveniva dal ricorso. Inoltre, se un
miliardo di molecole stimolano il cancro, possono solo 10 molecole
stimolare il cancro, signor Veronesi, visto tra l'altro che è
impossibile misurare l'esposizione? |
| D'altra parte,
secondo uno studio del 1998 finanziato dall'industria del tabacco
e pubblicata sulla rivista British Medical Journal, il
collegamento tra fumo passivo, malattie coronariche e cancro al
polmone potrebbe essere meno importante di quanto sostenuto dalla
maggior parte dei ricercatori. La pericolosità del fumo passivo
nella dimensione quantitativa rimane quindi un tema al centro del
dibattito della comunità scientifica. |
Veronesi senz'altro si
riferisce allo
studio di Enstrom e Kabat - e se questo è il caso da falsa
informazione al pubblico per screditare la verità che il fumo
passivo non rappresenta un pericolo per il
"fumatore passivo".
Per i dettagli sullo studio in questione cliccare qui. Qui è
sufficiente dire che l'enorme studio fu invece finanziato
dall'American Cancer Society, e che i fondi furono tagliati
all'ultimo momento per prevenirne la pubblicazione quando
divenne chiaro che i "pericoli" del fumo passivo sono - e saranno
sempre - incommensurabili tanto sono piccoli e teorici. Per
arrivare alla pubblicazione i ricercatori furono forzati ad
accettare $40.000 da un ente che riceveva soldi dal tabacco - e
solo il BMJ, tra tutte le riviste scientifiche, ebbe il coraggio
di pubblicarlo perché andava contro alla truffa sanitaria e per
questo esso fu crocifisso dagli antifumo. * |
*
Un commento significativo nell'immenso forum del BMJ seguente la
pubblicazione dello studio e fatto da uno "scienziato" antifumo dice
ingenuamente tutto: "Enstrom e Kabat hanno rovinato tutto il
castello che abbiamo costruito in anni". Per la tanto incredibile
quanto immorale storia sulla soppressione di questo studio e sulle
sporche manovre politiche della "salute pubblica" antifumo
visitare il sito di James Enstrom.
Veronesi conclude: "Un documento
recente utile per chiarirsi le idee è il rapporto pubblicato dal
Ministero della Salute:
http://www.ministerosalute.it/ccm/documenti/rassegna_effetti_fumo_passivo.pdf."
La referenza standard alla "autorità" implica chiaramente che "se lo
dice lei deve essere serio e vero e quindi credibile". Siccome
invece qui non si parla né di fede né di credi, andiamo a vedere il
documento per chiarirci davvero le idee -- e ci rendiamo
immediatamente conto di
una serie enorme di falsi e di tendenziosità che sarebbe troppo
lungo elencare qui perché richiederebbero un trattato. Tra esse le più
notevoli sono:
-
Informazione tendenziosa sulla
nocività dei composti chimici del fumo passivo - presenti in
qualsiasi sostanza organica che brucia - in quanto non si
specifica che le quantità sono infinitesimali e che l'esposizione
ad esse è incommensurabile.
-
Si dice (pagina 2 del documento) che
"sono stati condotti oltre 50 studi per verificare e stimare quanto
fosse grande l'associazione tra fumo passivo e rischio di cancro al
polmone nei non fumatori". Vago e tendenzioso, perché gli
studi primari condotti sono oltre 70 (per la precisione 75 e
sono tutti visibili e scaricabili qui) e perché non viene detto
che la
stragrande maggioranza di tali studi non sono stati in grado di
dimostrare l'esistenza del rischio da esposizione e che taluni
(incluso quello dell'OMS) hanno addirittura esibito un beneficio
da esposizione. Addirittura il documento del Ministero (a pagina
3) sembra selezionare un pezzo di questo studio - e solo quello che
riporta una modestissima elevazione di rischio.
Questo invece è lo studio che fa vedere chiaramente che il fumo
passivo non fa male, ed è uno dei più grandi studi del mondo.
Clicca qui per tutte le informazioni del caso.
-
Si ritraggono studi epidemiologici, i
quali per definizione non possono dimostrare causalità, quasi
come fossero scienza sperimentale per portare il lettore alle
conclusioni
emozionali desiderate.
-
Si ritrae un'elevazione di rischio del
20-30% come fosse un rischio reale ed assoluto, invece si tratta di un
eccesso di rischio che è relativo, i cui dati sono stati raccolti con
questionari retrospettivi con una metodologia, lo ripetiamo,
letteralmente da baraccone. Non viene detto che
la prassi epidemiologica per malattie multifattoriali richiede un
eccesso di rischio di almeno il 200% per cominciare a sospettare
che ciò che si è misurato sia plausibilmente colpa di una cosa
piuttosto che un'altra. In realtà negli studi
epidemiologici sul fumo passivo non si sa
nemmeno cosa si è misurato!
-
Si rappresentano le meta-analisi (vedi
note a pagina 2) come scienza affidabile mentre sono solo la
composizione della somma di errori fatti con studi di scienza rottame
in primo luogo. Si dichiara quindi un falso per esclusione
quando si afferma che:
"Una donna che non ha mai fumato ha il 24% di rischio in più, di
sviluppare il cancro al polmone, se vive con un fumatore. Né l'errore
di campionamento, né distorsioni insite nel disegno dello studio, né
fattori confondenti sono in grado di fornire una spiegazione
alternativa di questa associazione". La spiegazione invece è
facilissima ed evidente. Non solo (proprio per le ragioni addotte nel
documento) la prassi epidemiologica richiede un eccesso di rischio del
200% e non del 20, ma c'è una vera e propria frode
metodologica in atto che il ministero della "salute" passa al
popolo e trasforma in politica (la legge antifumo). La frode funziona
così:
|
Si prendono (per esempio) 100
fumatori passivi senza cancro e si
domanda loro a quante sigarette pensano di essere
stati esposti diciamo dal 1970 al 1990. Poi si prendono
altri 100 fumatori passivi col cancro e ancora si domanda
loro a quante sigarette pensano di essere stati
esposti nello stesso periodo (se sono già morti lo si chiede
ai loro eredi!). Se i fumatori passivi con cancro pensano di
essere stati esposti a più sigarette di quanto dichiarato da
quelli senza cancro allora si attribuisce il loro cancro alle
extra sigarette passive ricordate e si va in giro a dire che il
fumo passivo provoca il cancro! Idem con patate ma alla
rovescia per gli studi che fanno vedere invece un beneficio da
esposizione. Ancora idem con patate per tutte le altre malattie
attribuite al fumo passivo. |
Non ci vuole certo un oncologo, uno
"scienziato" o nemmeno un "esperto" per capire che si tratta di una
semplice frode con colossali conseguenze. Infatti, per capirlo basta
la più gretta massaia rurale! Eppure questa è:
-
La scienza "senza dubbio" di cui
parlano Veronesi, l'OMS, la IARC e il resto della compagnia cantante.
-
La frode metodologica ovviamente
accreditata dallo Stato Italiano e dall'Organizzazione Mondiale della
Sanità.
-
La base della "legge a tutela della
salute dei non fumatori".
-
La ragione per cui gli antifumo
rifiutano i dibattiti scientifici pubblici ma pontificano dell'alto e
a distanza di sicurezza come fa Veronesi, che è sempre benvenuto a
tale dibattito su queste pagine.
QUESTO E'
IL PROBLEMA ISTITUZIONALE
... e non sarà certo l'ultimo se si permette a questa frode di
continuare, proliferare ed essere adottata per altre "epidemie"
Big Pharma e
massimizzazione dei profitti: dopo il fumo e i grassi, i gatti e i
bambini
26 Gennaio
[16:00 GMT]
-
Prozac a cani e gatti, perché no?...
- Nulla e nessuno può più sfuggire al controllo del Grande
Fratello Farmaceutico. Solo lui ha il potere di trasformare ogni
caratteristica fisica o indole caratteriale e comportamentale, qualora
esse superino la linea netta del non infastidire gli altri, in
malattia da controllare e curare. Ecco, come per incanto, che
assistiamo al moltiplicarsi in maniera esponenziale delle malattie da
curare: tabagismo, cellulite, sovrappeso, calvizie, iperattività,
invecchiamento, menopausa, andropausa, tristezza, bruttezza, ansia…
mentre scriviamo l’elenco si sta già allungando. Il mercato del
farmaco per la cura delle malattie inventate è in continua espansione
e non si ferma alla specie umana, ma è pronto ad allargarsi agli
animali da compagnia. Imprigionare un gatto in un mini appartamento,
lasciarlo solo tutto il giorno per avere qualcuno che al rientro ti
accolga facendo le fusa e colmando così i tuoi vuoti affettivi è un
desiderio di chiunque soffra la solitudine. La bestiola in questione,
durante la tua assenza cercherà di comportarsi come un normale essere
vivente della sua specie, facendosi le unghie sui mobili, tracciando
il territorio con la pipì, arrampicandosi sulle tende alla ricerca di
insetti volanti. Oppure potresti scegliere la compagnia di un cane,
che senz’altro non si arrampicherà sulle tende, ma magari non sopporta
la solitudine e potrebbe abbaiare per tutto il tempo della tua
assenza. Questi comportamenti degli animali da compagnia potrebbero
causarti forti stress. Allora che fai? Sopprimi l’animale? Lo mandi ad
un corso accelerato di buone maniere? Meno male che c’è la "scienza"
che ci aiuta a riprogrammare i nostri animali da compagnia. Leggiamo
che una certa Elyse Kent cura i gatti con farmaci psicoattivi
“Perché fanno pipì in maniera compulsiva o perché diventano
improvvisamente aggressivi anche con i proprietari”. Il
normalissimo comportamento di tutti i gatti del mondo: tracciare il
territorio con la pipì, diventa una patologia grave da curare con
farmaci psicoattivi, con grande piacere delle case farmaceutiche e di
veterinari senza scrupoli ma probabilmente con percentuale.
E perché no, dopo
tutto?... Se fumatori e obesi sono "malati" da curare perché si
comportano come non piace, perché non drogare anche cani e gatti? E'
"giustissimo"! Perché mai, si potrebbe chiedere? Perché oggi abbiamo
scoperto il pensiero relativista: ciò che noi vogliamo è
l'unica cosa che è giusta e vera. Un altro che vuole l'opposto non può
che essere malato.
26 Gennaio
[16:00 GMT] -
... e quindi arrivano i bambini
- "In Italia il 6% circa dei bambini e degli adolescenti assume
antidepressivi. A prendere questi farmaci sono il 3,25% delle femmine
da 0 a 17 anni, contro il 2,4% dei maschi. Se ci si focalizza sui
teenager, dai 14 ai 17 anni, il ricorso ad antidepressivi riguarda il
6% dei ragazzi e più del 10% delle ragazze." Stiamo, in altre
parole, riproducendo la piaga creata negli Stati Uniti. Ma ciò che
spaventa di più è la mentalità bacata e pericolosa espressa a
proposito delle prescrizioni: "...Ma se è giusto
e doveroso ricorrere agli antidepressivi quando siano indicati,
ancora più giusto ... sarebbe prescrivere quelli giusti."
Quelli "giusti"? Ma da quando mai è "giusto e
doveroso" intossicare bambini di quattro anni con psicofarmaci? E
come mai questi bambini sono tutti diventati così depressi,
recentemente?... La prescrizione di uno psicofarmaco a un bambino di
tre anni non è né giusta, né morale e tanto meno doverosa se non in
casi veramente estremi e quindi rarissimi - non al 6-10% della
popolazione minorile! Questa "moralità da Big Pharma" con riferimenti
al principio del "diritto alla salute" -- inoculato ad hoc
nella società e persino nella Costituzione per gonfiare le casse delle
case farmaceutiche (dai prodotti di cessazione da fumo a quelli
dimagranti, da roba come Prozac e Ritalin ad altre "cure" per malattie
inventate) fa veramente schifo. Il suicidio minorile non
si cura con gli psicofarmaci ma con il ripristino della famiglia,
della vicinanza e della comprensione tra genitori e figli ora
distrutta in nome del "progresso sociale". Le "teste parlanti" che,
direttamente o indirettamente, beneficiano dalle case farmaceutiche
dovrebbero tacere e vergognarsi -- questo se avessero un minimo di
senso morale, ma chiaramente non è il caso. I suicidi dei bambini
quando papà e mamma fumavano una sigaretta assieme e poi c'era la
mamma vicino quando papà andava al lavoro praticamente non c'erano -
come non c'erano i cancri e le asme da fumo passivo.
L'espansione
della metastasi salutista
26 Gennaio
[16:00
GMT]
-
Pornosalutismo - Eh si, questa alta definizione rappresenta proprio un problema per i
pornografi: ora si possono vedere cellulite e smagliature, si può
scoprire che nemmeno i divi/dive porno sono conformi agli standard di
perfezione legiferati e incoraggiati dalle autorità sanitarie. E' il
mito dell'eterna giovinezza che ha invaso anche la pornografia. E' il
mito deficiente della "salute ad ogni costo" che fa capolino dietro il
"diritto alla salute" e che ha infettato le istituzioni come fosse
peste bubbonica. Si vorrebbero corpi lisci e perfetti da sedicenni, le
imperfezioni non sono più ammesse -- potrebbero essere un "cattivo
esempio" per chi le guarda, proprio come il fumatore che è fiero della
sua sigaretta e che non si va a nascondere nel sottoscala pieno di
vergogna e autocommiserazione.
Guai ad eccitarsi davanti ad un corpo non
perfetto che dimostra tutti i suoi anni, si rischierebbe di essere
accusati di gerontofilia. Un bel seno grosso, un bel sederone erano la
condizione sine qua non di un'aspirante attrice porno. I
salutisti vorrebbero invece che ci si eccitasse davanti ad un
adolescenziale corpo asciutto senza cellulite ma nemmeno troppo
anoressico. Forse le istituzioni "sanitarie" dovrebbero emettere delle
"guide"(meglio ancora delle leggi -- ferree, si capisce) che
specifichino l'indice di massa corporea ideale da esibire, corredate
di sanzioni per le libbre in eccesso o in difetto. Forse bisognerebbe
consultare Sirchia o Veronesi su come affrontare questa epidemia ad
alta definizione. La nostra modesta opinione non può essere che
radicale, come al solito: il salutismo in tutte le sue manifestazioni
è una forma distorta (che altro?...) di pedofilia intellettuale, con
un tocco speziale di sadomasochismo che detesta ogni forma di
godimento, persino quello virtuale. Il godimento del salutista - sia
pubblico che privato - sta nell'avvelenare o negare il piacere degli
altri semplicemente perché lui non può gestirlo.
Scienza
rottame
26 Gennaio
[16:00
GMT]
-
Il global warming uccide - Anche se è un po' di tempo che non
parliamo di scienza rottame ciò non significa che il flusso sia
diminuito -- tutt'altro. Questa settimana ci colleghiamo ad uno che
vale per tutti. Prima però bisogna dire che gli americani hanno il
brutto difetto di credere di essere sempre i più grossi ed i più bravi
in tutto. Questo si applica anche alla scienza rottame dove, come
spesso accade, essi primeggiano per produzione, sebbene anche gli
europei in generale non scherzino. L'Italia da canto suo è uno dei
Paesi più vecchi dell'Occidente e preferisce la qualità alla quantità
- anche per quanto concerne la scienza rottame e la conseguente corsa
degli imbecilli, vale a dire chi fa le proibizioni più dure e più
cervellotiche.
Ecco quindi che l'Italia ti sfodera 'sta volpe sotto
l'ascella con uno studio da Cagliari condotto da notevoli calibri
universitari che ti sparano un "nesso causale" statistico tra
riscaldamento globale e numero di suicidii. I maschi preferiscono
uccidersi nel periodo tra Maggio e Agosto e un po' meno tra Novembre e
Dicembre, mentre tra le femmine il nesso è più debole e di segno
contrario. Va da se che il tutto è legato al riscaldamento globale.
Suggeriamo quindi all'industria farmaceutica di incrementare la
pubblicità di antidepressivi tutto l'anno per coprire maschi e
femmine.
Le "autorità" accademiche hanno parlato, abbiamo lo
studio epidemiologico, abbiamo gli attivisti ambientalisti che danno
la colpa agli scappamenti e gli interessi di Big Pharma in sottofondo.
Si potrebbe tagliarla corta e addirittura affermare che la scienza
dimostra ("senza dubbio", per dirla come Veronesi) che gli scappamenti
causano i suicidii. Che aspettiamo a fare come abbiamo fatto per il
fumo passivo? Ah, un'ultima cosa: almeno la morte per suicidio è
decisamente monofattoriale.
Maledetti
ciccioni parassiti sociali
21
Gennaio
[15:12 GMT]
-
La grande balla di lardo - Claudio Cerasa, giornalista de Il
Foglio, ci presenta questo articolo, pubblicato da Il Foglio ieri 20
Gennaio. In esso sono rappresentate in modo ricercato, non
sensazionalista e non deferente alla "autorità" sanitaria, i miti e le
frodi statistiche sull'obesità. Lo Stato italiano si sta apprestando a
sprecare sei milioni di Euro nell'ennesima crociata sanitaria basata
su frodi, "esperti" e miti. Ciò non stupisce certo noi di FORCES,
abituati a vedere miliardi pubblici buttati via in tutto il mondo ogni
anno in crociate antifumo basate su truffe ancora più gravi di quella
sul grasso - sebbene il potenziale commerciale e politico (e le
negative ripercussioni sociali) di questa crociata siano ancora più
grandi di quelli antifumo perché mangiamo tutti.
Il messaggio intimo (e la fondamentale
domanda) che Cerasa e Il Foglio ci
trasmettono sono uguali a quelle che il nostro presidente Turci ha
posto agli italiani alcuni giorni fa da "L'Antipatico" condotto da
Belpietro. E' una questione morale: accettiamo che lo Stato
abbia il diritto/dovere di micro-gestire la vita dei cittadini e la
proprietà della loro vita (e quindi salute)? Se si, allora
ogni "dibattito" su questo e ogni altro argomento è muto: tutto quello
che si chiede é di smetterla con l'ipocrisia della "libertà
da..." (grasso, fumo, alcol...) o della "scienza che
dice che..." e di dirla com'è: "E' così e basta
perché abbiamo in mano il potere esecutivo"; almeno ci
sarebbe un po' di onestà e di chiarezza. Se invece la risposta alla
questione morale è negativa, allora bisogna stabilire chiari e
stretti limiti al potere della "salute pubblica" e delle
multinazionali farmaceutiche dietro di essa, nonché istituire chiari e
rigorosi parametri scientifici da cui procedere prima di impiegare
denaro pubblico in politiche e retoriche. La scienza rottame sul
grasso è la stessa identica di quella sul fumo: questionari in cui
si chiede quanto si è alti e quanto di pesa (ma non lo si misura),
dove si chiede (ma non si può verificare) che tipo di dieta ti
propinavano mamma e papà 30 anni fa, eccetera eccetera. In altre
parole -- e ancora come nel caso del fumo -- vale l'autocertificazione.
Avete mai visto scienza vera basata sull'autocertificazione?
In realtà la faccenda del grasso è
approcciata con lo stesso identico programma politico di quella del
fumo: la scienza non conta nulla (se non quella rottame fatta
ad hoc per sostenere il programma politico); propaganda e
informazione sensazionalista e falsa sono gli strumenti di tale
politica -- e le decisioni ai vertici dell'OMS internazionale sono già
state fatte indipendentemente da ciò che è dimostrabile.
|
Ciò che ci si
ostina a non voler capire (perché l'incomprensione fa comodo
a questo o a quello) è che le autorità sanitarie sono
diventate autorità politiche inamovibili perché non sono
mai state elette (e >mai< i loro
programmi sono argomenti di elezione anche se le conseguenze
sulla vita dei cittadini sono spesso più gravi e dirette dei
credo politici). Fa quindi comodo ignorare che il "dibattito"
pubblico sulle decisioni delle "autorità" sanitarie è
solo una messa in scena come lo è stato quello sul fumo. Si
arriva quindi, ancora una volta, a contare le carte in tavola:
da una parte c'è il tandem farmaceutico-sanitario con il potere
dello Stato in mano (incluse tasse, mass-media e carabinieri);
dall'altra c'è quello dei cittadini-bersaglio (in questo caso i
presunti obesi) che non possono scalzare le "autorità"
politico-sanitarie perché non soggette a elezioni, e a cui
si dice che sono pazienti prima di essere cittadini elettori.
In realtà questi cittadini hanno un potere più grande di quello
dello Stato (infatti, essi sono lo Stato) ma, non
potendosi liberare dai loro oppressori con mezzi democratici e
politicamente convenzionali, devono trovare altri modi per
esprimere la loro forza e dire:
ora basta! A questo punto però si applica la
solita domanda: cosa sono pronti a fare (oltre che
a lamentarsi) i bersagli per fermare la canaglia
farmaco-sanitaria? Come spesso dice il nostro
presidente: "la libertà costa: di gratuito c'è solo la
tirannia". Se la risposta è "nulla" allora che ci si prepari
ad avere i fagioli contati nel piatto, il bicchiere di vino su
ricetta medica e la fumata fuori a dieci metri dall'edificio
(finché anche quello non diventerà un'offesa alla "pubblica
morale") -- ma si abbia almeno la decenza di mangiare in
silenzio. |
Disinformazione antifumo
20 Gennaio
[12:11 GMT]
-
ANSA: come ti massaggio la notizia
- Il messaggio è ben costruito: mentre si dice che Bangor (Maine) è
una piccola cittadina americana (30.000
abitanti), la notizia è ritratta e presentata come se "negli
USA ora è vietato fumare in auto". Naturalmente in questa forma la
notizia è falsa. Ciò che è vero, purtroppo, e che si moltiplicano i
casi ISOLATI di sfratti, licenziamenti ed altre persecuzioni dei
fumatori. Il messaggio subliminale dell'ANSA è chiaro e astuto: "...cosa
aspettiamo a vietare il fumo in auto anche noi?... Lo fanno gli
americani... e poi guardate, è lecito ed accettabile
perseguitare i fumatori, è una questione di salute... e la
salute prima di tutto (prima ancora della libertà e della
morale)".
In realtà bisognerebbe dire: "La
salute è assai meno importante della libertà, soprattutto quando si
inneggia alla salute tramite la frode." E' sulla frode del
fumo passivo, infatti, che i divieti di fumo sono basati -- e l'ANSA,
naturalmente, non commenta sul fatto che il fumo passivo non fa
nulla ai bambini (o agli adulti) perché ha scelto di andare col il
flusso della truffa antifumo e riportare le parole dei delinquenti che
la promuovono. Parlando di antifumo, il dissidente antifumo Michael
Siegel - che ha avuto una seria crisi di coscienza rendendosi conto di
appartenere ad un movimento a delinquere internazionale -
commenta duramente questa misura e questo abuso dei diritti. Di
nuovo: fumare una sigaretta attorno ai bambini (o due, o tre, o dieci)
in auto o a casa non fa assolutamente male perché
non
esiste scienza che lo dimostri. Chi dice il contrario è quindi
sempre e comunque un disonesto e un truffatore; e chi diffonde tale
truffa è, semplicemente, complice di un reato.
La posta di FORCES

19 Gennaio
[15:30 GMT]
-
Ancora un altro divieto: comprendere la dinamica -
Un lettore ci scrive a proposito dell'ennesimo divieto, questa volta
sulla distribuzione di alcol. La Redazione risponde.
Quod erat
demonstrandum
19
Gennaio
[15:30 GMT]
-
Girolamo, arrivederci al 5 Giugno!
- Ormai non è una novità per nessuno, ma ci da comunque grande piacere
riportare che Sirchia, padre della fetida legge antifumo basata sulla
frode del fumo passivo, è stato rinviato a giudizio per corruzione.
Buona cosa che sia processato per corruzione (anche perché è un eroe
degli antifumo), ma i processi per le frodi sul fumo passivo, la
falsa rappresentazione dell'evidenza, le risultanti
discriminazioni basate su tale frode eccetera li stiamo ancora
aspettando. Ad ogni modo, speriamo in un esito positivo del
processo e sarebbe ideale, in tal caso, che l'ex-ministro della
"salute" fosse accomodato in una cella "no smoking": un po' di
riconoscenza per chi ci ha portato la legge-truffa bisogna pure
averla! Realisticamente, purtroppo, c'è da aspettarci invece che,
anche se fosse condannato, ce lo ritroveremmo sempre sui teleschermi
(e a piede libero) a predicarci le frodi statistiche e la scienza
rottame sul fumo e sull'obesità che "uccidono". Non dimentichiamoci,
infatti, che viviamo in tempi di inversione morale: sono gli innocenti
che vanno dentro; i colpevoli predicano e fanno la moral
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