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Se bevi un bicchiere di vino al giorno, ti fai chiamare
alcolista?
Allora, se fumi un pacchetto di sigarette al giorno, perché
ti fai chiamare tabagista?
Truffa
e umiliazione buone basi per la "salute pubblica"
"... e liberaci
dagli antifumo, così sia."
Prepariamoci all'annuale "barrage" di
propaganda il prossimo 31 Maggio, Giornata Mondiale dell'antifumo
sponsorizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
La situazione in generale è grave: licenziamenti, attacchi personali, umiliazioni e avvilimenti -
tutto parte della strategia "sanitaria" di delinquenti
con
sempre più potere che si mascherano dietro il dito di
frodi statistiche.
Se una volta fumare era solo un piacere, ora
esso è assurto alla forma di un quasi-dovere morale, un fiero segno per distinguersi
da perdenti e da babbei. Il tempo in cui, anche
in Italia, si arriverà alla violenza fisica ed alla sprezzante
segregazione (ormai di chiaro stampo razzista) che sta
prendendo piede in altri Paesi non è lontano. Per difendersi
la lotta deve diventare
politica.
Lamentarsi
non serve a nulla e nascondersi rende solo i tuoi nemici più
forti. Bisogna educare ed organizzarsi per creare la necessaria
pressione per prima arginare e far desistere
e poi punire questi artisti della truffa e dell'istigazione.
In altre parti del mondo la gente comincia a reagire
contro la mafia salutista; facciamolo anche noi. Servono
convegni, assemblee, dimostrazioni. Serve contribuire denaro.
Bisogna - una volta tanto lo diciamo noi - lanciare l'allarme
e mobilitarsi. Altrimenti ci meriteremo ciò che sta arrivando
sicuramente. Purtroppo ormai non è questione di dialogo o di coesistenza civile: è
questione di forza.
Prefazione
all'aggiornamento - Il titolo, in sostanza, è l'essenza di certi articoli
che riportano le parole di autorevoli personaggi antifumo. Pian piano, nel
mondo, si fa strada il concetto che i pericoli del fumo passivo sono una
truffa. Già autorevoli voci dei media americani - in questo caso il famoso
giornalista Stossel della potente rete televisiva ABC - mettono in
evidenza di essersi sbagliati a riportare al pubblico che il fumo passivo
è pericoloso e presentano le loro scuse ai fumatori. Anche certi antifumo, come
il Dr. Michael Siegel, stanno reagendo ai loro errori. Sempre più con le
spalle al muro, come reagiscono i professionisti antifumo?
La conclusione che si
può facilmente trarre da quanto sotto è che
le autorità sanitarie, sempre più apertamente, ci dicono in sostanze che
truffa, odio ed emarginazione/umiliazione sono mezzi terapeutici necessari
per la lotta al fumo. Siccome
truffa e istigazione all'odio è roba a delinquere, ne segue
che, oggigiorno, abbiamo autorità sanitarie che contano sulla delinquenza
per ottenere i loro scopi."Si, ci avete
scoperti, vi stiamo truffando col fumo passivo e vi stiamo istigando a odiarvi l'un
l'altro - ma è per il vostro bene, perché il fumo uccide". A
dispetto della spregevolezza di tali argomenti, essi sarebbero ancora
razionalmente validi se non fosse per il fatto che dei milioni di morti
di cui parlano non se ne può provare uno.
Come cittadini abbiamo
una semplice scelta: o continuiamo a fare i conigli, obbediamo e permettiamo questa gente di mettere le mani nelle nostre vite e nei nostri
portafogli
oppure
bisogna cominciare
darsi da fare. Come? Con disobbedienza civile di leggi truffaldine, azioni legali e
attiva lotta contro gli antifumo - porta a porta. Ci si può
difendere boicottando i media e i
locali no smoking e con mille altre strategie affidate all'improvvisazione.
Soprattutto però bisogna rispondere a tono. Ti dicono che
sei malato perché fumi? Di loro che sono malati nel cervello; si può
smettere di fumare ma non si può smettere di essere deficienti. Ti fanno
la battutina sul fumo? Fanne subito un'altra sul loro fiato puzzolente,
molto comune a chi non fuma (davvero!). "Puzzi" e si lamentano con te e col capoufficio?
Subito
lamentati della loro stomachevole lavanda e di al capo che "ti da
fastidio". Attaccati a regolamenti su qualsiasi cosa... insomma,
la loro missione è di farti la vita difficile; la tua deve essere la stessa
- battuta per battuta, insulto per insulto. Non preoccuparti di "tenere i
buoni rapporti coi colleghi" quando loro ti cacciano fuori a fumare: è
ovvio che a loro non interessa tenerli con te, e se tu obbedisci in
silenzio provi di essere più debole. Più ti percepiscono come debole, più
ti abuseranno: dopotutto l'Uomo è un animale da preda e le zanne furono
sviluppate ben prima del cervello.
La "salute
pubblica" vuole la soppressione del fumo a livello personale,
istigando i non fumatori contro i fumatori? E va bene, facciamola
pure personale: se oggi l'unico modo di comunicare è l'insulto e la
mortificazione facciamo vedere ai miserabili della "salute pubblica" che
si raccoglie ciò che si semina e che, alla fine, saranno loro quelli
che dovranno ascoltare per ultimi. Buona lettura e ottime
fumate.
EBBENE SI, VI
STIAMO TRUFFANDO:
e allora, cosa ci fate?...
20 Maggio -
Iniziamo
con questo articolo pubblicato da "Il Trentino" il 15
scorso e segnalatoci dal collaboratore Marinelli. L'articolo è
significativo perché dimostra l'assoluta sfrontatezza della feccia
salutista che si sente ormai potente abbastanza da non avere problema ad
ammettere l'uso della frode e dell'umiliazione
per strappare la dignità ai cittadini che non si piegano
alla sua politica terrorista. Raccomandiamo una lettura attenta
per avere piena consapevolezza della gravità del problema antifumo. Come
già detto, ormai non si tratta più né di salute né di fastidio, ma
di una vera e propria lotta contro la malavita istituzionale. Esageriamo?
Giudicate voi. Corsivo, sottolineature e collegamenti sono nostri.
Titolo dell'articolo - Dagli USA: l'esperienza -
"Lo strumento più efficace? Rappresentare il fumatore come una persona
perdente" - Tabacco e Giappone, Feldman docet: un visiting professor a
Giurisprudenza fra diritto, salute e società -
Il professor
Eric Feldman, esperto di Diritto giapponese, di politiche di lotta al
tabacco di Diritto comparato relativo alla salute pubblica e di Dritto e
società in queste settimane a Trento ha portato il suo contributo di
esperto di Giappone e di politiche anti-tabacco.
D. - Come si colloca la
legge Sirchia nel panorama delle politiche anti-tabacco?
R.
- "Dovunque nel mondo, le istituzioni stanno vietando il fumo nei locali
pubblici. Il fenomeno è comune, ma diverse sono le giustificazioni. Ad
esempio, la città di Philadelphia, che discute adesso se proibire il fumo
nei locali pubblici, lo fa nel nome della salute di chi lavora nei bar e
nei caffè. Nella municipalità di Tokio, invece, una recente legge vieta di
fumare per strada, avendo di mira il problema delle
cicche per terra. Ma non sempre le
giustificazioni addotte formalmente sono reali. Ad esempio, la legge
Sirchia è giustificata formalmente dall'obiettivo di tutelare la
salute dei non fumatori, ma il
vero motivo
(e il maggiore effetto reale)
sembra quello di indurre molti italiani a smettere di fumare riducendo
i costi sociali."
D. - Quali sono gli
orientamenti prevalenti nella lotta al fumo?
R. - "Un primo approccio è far intervenire l'autorità regolatrice
centrale per vietare, ad esempio, la pubblicità del tabacco, per stabilire
la composizione delle sigarette e il limite di nicotina, i luoghi dove non
si può fumare e la politica di tassazione del tabacco. Un'altro approccio
deriva, invece,
dall'esercizio individuale dei diritti. Si parla di
effetto regolatore della responsabilità civile: il fumatore fa causa al
produttore di sigarette. In questo modo si disincentiva il produttore dal
vendere sigarette che possono
nuocere. L'approccio della responsabilità civile è tipico degli Stati
uniti, in Europa prevale l'approccio centralizzato alla
regolamentazione."
D. - Qual'è il più
efficace?
R. - "Ci sono tanti studi sull'impatto delle diverse politiche. Ciò
che forse ha reso più effettive le politiche sul tabacco è stata
la capacità di
modificare l'immagine sociale del fumatore. Negli Stati
Uniti il fumatore non è più un modello. Si è passati dall'immagine
di una persona vincente, sexy e positiva a quella di una
persona perdente, ai margini.
Riuscire a trasformare l'immagine del fumatore probabilmente rappresenta
lo strumento più efficace per ridurre il consumo di tabacco".
Riportiamo di seguito i commenti dello stesso Marinelli.
"Terrificante! Incredibile! Stupefacente! Questo tizio ti dice in faccia e
a muso duro che la legge 'Rischia' è basata su una truffa, almeno per come
è spacciata al pubblico, visto che quel 'formalmente' significa solo che
hanno mentito alla gente e che si vogliono in realtà abbattere i costi
sociali. Perché non abbattere direttamente chi fuma, oppure i vecchi e i
malati gravi, visto che non producono e 'costano' alla società nazionalsalutista. Perché, già che ci siamo, non facciamo un bel revival
degli einsatzgruppen di Himmler, stavolta con i fumatori invece che con
gli ebrei? E poi dove sono questi costi sociali? Fuori cifre e dati
verificabili. Mi pare che siano i non fumatori a costare di più alla
salute pubblica e a non pagare allo Stato ipocrita che lo-vieta-e-lo-vende esosissime gabelle sul tabacco, o no? Ma il vero trionfo della retorica da
barbone degli ignobili pezzidim... antifumo sta nel dire apertamente
che si è scientemente usata contro chi fuma quella che non può essere
definita altrimenti se non come calunnia.
E' detto chiaro e tondo,
senza pudore: 'cerchiamo volontariamente di convincere la gente che chi
fuma, pur se persona degnissima, colta, e così via è una persona
perdente, ai margini. Ingegneria sociale allo stato puro, senza alcuna
maschera.
Il problema vero è che ai margini ci sono loro, sia della legalità, sia
della moralità: questi piccoli Himmler dei nostri coglioni sono talmente sicuri che
nessuno oserà obiettare alla
loro verità che possono dire impunemente e
pubblicamente queste atroci scempiaggini."
Bravo
Marinelli! Noi abbiamo poco da aggiungere, se non questo: delle nostre
obiezioni chiaramente questi mascalzoni se ne fregano, ma della nostra
forza no: è tempo di cominciare a usarla.
I RISULTATI DELLA "LOTTA AL FUMO"
20
Maggio - Stato di Washington: vendite di sigarette più alte che mai dopo supertassa
"terapeutica" e superdivieto di fumo- Abbiamo visto sopra
che l'uso di truffa scientifica, divieti, umiliazioni e tasse sono
diventati mezzi leciti per la "lotta al fumo". Vediamo i risultati: un anno
fa'
lo stato americano di Washington alzò le tasse "terapeutiche" sulle
sigarette al punto da essere il terzo più alto nell'Unione. Nel contempo i
gangster dell'American Cancer Society, finanziati dagli enormi budget
farmaceutici della Johnson & Johnson, riuscirono a far passare un
divieto di fumo nei locali pubblici di vero stampo fascista, con poco
da invidiare alla nostra legge Rischia. La differenza tra Washington e
l'Italia è che i media locali tendono a baciare un po' meno le chiappe dei
farabutti sanitari e quindi, ogni tanto, la verità spunta. Le vendite
legali delle sigarette non sono mai state così alte e lo stato che fa la lotta al fumo ha incassato
438.2 milioni di dollari in tasse su sigarette, 35 milioni in più del
previsto. Questo, naturalmente, non tiene conto delle vendite "illegali" -
provenienti dalle numerose riserve indiane costì, oppure da
altri stati. I fumatori hanno dato la loro risposta alle cricche antifumo
e all'efficacia dei loro mezzi perversi. Purtroppo però chi ci guadagna è sempre lo Stato.
20 Maggio -
Psicologia: i danni dell'umiliazione - In un comunicato stampa del
19 scorso l’associazione consumatori ADUC riporta quanto segue: “Subire
una umiliazione in pubblico ha lo stesso effetto di un pugno nello
stomaco. A questa conclusione è giunto uno studio congiunto delle
Università di California (USA) e di Sydney (Australia). La ricerca è stata
effettuata sottoponendo a risonanza magnetica il cervello di persone che
avevano subito una mortificazione pubblica: i risultati sono gli stessi
che si riscontrano per un dolore fisico intenso.” (leggi
il resto all’interno).
A parte le conclusioni dell’associazione sull’inutilità di usare
la mortificazione in pubblico per ottenere migliori risultati dagli studenti, questo
ennesimo studio dell’ovvio mette in risalto il vasto abuso di questa forma
di violenza contro i fumatori, al punto da diventare un'istituzionalizzata
forma di politica. I fumatori, quando forzati a fumare fuori, sono messi
pubblicamente alla gogna. Questo perché uno stato terapeutico che
rappresenta solo i prepotenti e i delinquenti ha deciso che “è giusto”
prendere a pugni nello stomaco i cittadini che fanno quello che ad esso
non piace. Qualcuno potrebbe arguire che, se non vuoi prendere pugni
nello stomaco, sei sempre libero di scegliere di non fumare.
Giustissimo! In tal caso al suddetto genio bisogna rispondere che, se non
vuole prendere pugni sul muso, è sempre libero di
scegliere di farsi i cavoli suoi e di tenere la bocca chiusa. Siccome
la nostra degenerazione sociale è arrivata alla legge della jungla
ampiamente grazie al salutismo, bisogna cominciare a comportarsi da
predatori piuttosto che da preda – ovvero, farsi rispettare piuttosto che
farsi umiliare.
Prima di tutto
ricordiamoci: come si fanno gli studi
epidemiologici il più delle volte? Risposta: con questionari. Questa è già una triste
farsa passata per scienza (tutti gli studi sul fumo passivo e la
stragrande maggioranza di quelli sul fumo attivo sono fatti così). Ma
aspetta un attimo:perché giustificare risultati che tanto sono
stabiliti in partenza con interviste fisiche quando si può usare il
telefono?Dopotutto, i bei soldoni che sono fregati al pubblico
stanno meglio nelle tasche dei ricercatori!
Un articolo della Harvard
Public Health ci spiega tutto: la gente mente (specialmente quando la risposta onesta è politicamente scorretta)
e al telefono la gente può mentire più facilmente. Questa è un'importante ammissione, ma
occhio al resto: le balle telefoniche qui sono usate per dire che il numero degli obesi in America è sottostimato.
La soluzione al problema della scienza-truffa viene da una nuova truffa,
perché quando non si sa fare altro bisogna fare ciò che si sa! Anziché
fare verifiche fisiche della popolazione campione (differentemente dal
fumatore, l'obeso non può far finta di non esserlo) i delinquenti epidemiologi semplicemente attribuiscono un bel 50% in più a tutti
gli studi rottame esistenti!!
Su quale base? Assolutamente
su nessuna,
si capisce - tanto, chi li mette in galera? Anzi, una mossa
così rappresenta un grande servizio per il "bene" pubblico, tale da
essere ricompensato con promozioni e cattedre universitarie. Avanti
ragazzi, qui si parla di salute pubblica, mica c'è da scherzare: bisogna far
vedere che c'è un'epidemia - e basta! E fu così che il 50% aggiunto
ad hoc riportò il numero degli
obesi quasi esattamente a come era prima della scoperta della prima
truffa. Ora si che possiamo tornare al lavoro e a dire che c'è
un'epidemia di obesità dilagante, con grande beneficio alla salute degli
stock farmaceutici. Sigarette docent.
PRESA DI
COSCIENZA O ODORE DI ARIA CATTIVA?
20
Maggio - Mea
Culpa: il supergiornalista americano John Stossel si scusa col pubblico
per avere diffuso scienza rottame, inclusa quella sul fumo passivo- Per anni il giornalista-presentatore John Stossel ha condotto il
super-programma 20/20 (che significa "vista lunga") trasmesso dalla
mega-rete americana ABC. Stossel ha spesso allarmato il pubblico con scienza rottame. Ora ha cambiato idea. "Sono rimasto impigliato negli
allarmismi", dice. "Noi crediamo ciò che vogliamo credere e
media incompetenti sono spesso ignoranti sulla scienza e sull'economia e
riportano informazioni da gente che vuole far notizia senza nemmeno
verificarle". Ne sa qualcosa chi fuma!
Stossel ha addirittura scritto un libro dal titolo
Miti, Menzogne e Semplice Stupidità, dove sfida il "tutti sanno che...",
come
l'acqua in bottiglia che è meglio di quella del rubinetto, i videogame che rendono
i bambini violenti o il fumo passivo che fa male. "No, no, no! Mi sento
particolarmente male per quest'ultimo", dice Stossel, "perché
io sono
andato alla televisione e ho annunciato che il fumo passivo uccide 50.000
persone all'anno. Ho creduto agli allarmisti." "[Alcuni studi sul fumo
passivo]... hanno trovato un aumento di cancro polmonare nei
non-fumatori, altri no. Non è affatto chiaro".
Ciò che Stossel non ha ancora capito è un fatto che
invece è
chiarissimo: il30% di elevazione di rischio, in epidemiologia,
significa che il rischio non è provato affatto, perché ci vuole oltre il
200% di elevazione. Non c'è dubbio, pezza o discussione: chiunque
dice che il fumo passivo è pericoloso o è un incompetente oppure è un
truffatore - e ciò indipendentemente dal cognome che porta,
professione o titoli di studio.
Sia come sia, il libertario e intellettualmente onesto
Stossel si è ravveduto del suo errore e sta vivendo con le conseguenze di
ciò che ha contribuito a creare. Un uomo l'ha recentemente avvicinato in
strada dicendogli "spero che muori presto". Ecco i risultati quando
si scatena l'odio con informazione falsa.
20
Maggio - Attivista
antifumo Michael Siegel continua a denunciare le truffe dei suoi
colleghi - Abbiamo tradotto per i nostri lettori alcuni recenti
blog
del Dr. Siegel, che continua a denunciare la vera agenda
degli antifumo. Siegel è un
importante indicatore della reazione alla pressione di una
salute pubblica senza etica, che usa
truffe e che ormai non si vergogna più nemmeno di promuoverle apertamente
come tali. Siegel
era parte di questa mafia di delinquenti
internazionali, finché non cominciò ad obiettare - e poi, immediatamente,
fu isolato.
Il problema di Siegel è il problema di molti che non hanno capito (o
che non vogliono accettare) che la "lotta al fumo" è basata su
truffe epidemiologiche e credono che eliminare le sigarette sia un
bene. Siegel, per dirla
all'inglese, vuole essere "un po' incinto".
Ma che diavolo significa? Significa che per eliminare il fumo (il grasso,
l'alcol, lo smog...) ci vuole una politica ed una mentalità salutista. La
mentalità salutista è sempre e solo fiorita in regimi oppressivi
perché basata su intolleranza e fanatismo. Essa
non accetta dissensi e coesistenze civili e l'unico numero che capisce (e
vuole) è zero. Per ottenere tale scopo tutto è lecito; il salutismo non sa dove fermarsi, né
lo vuole. Quando questa mentalità arriva al potere inevitabilmente
diventa una
dittatura - ma implica che terminerà la sua missione quando arriverà
allo zero: zero inquinamento, sigarette, alcol... ma siccome
lo zero non sarà mai raggiunto, la dittatura ci sarà sempre.
Siegel sostiene che si potrebbero avere i divieti senza
togliere la dignità ai fumatori - una vera contraddizione in termini: il
divieto di fumo E' rimuovere la dignità del fumatore,
proprio come quando si vietava transito dei negri a Città del Capo durante
l'Apartheid. I concetti più semplici e logici sembrano essere i più
difficili da capire.
20 Maggio -
Le
diaboliche priorità - Il collaboratore Dante ci manda, questa
settimana, le sue osservazioni sulle priorità di autorità mondiali come
OMS e UNICEF - mostri burocratici che fanno leva sulle emozioni per
estrarre 100 da cittadini ingenui e consegnare 1 presunti
beneficiari. Dove va l'altro 99? Forse un suono "da fumetti" lo spiega meglio di
tutto: "Gnam-gnam!" Enormi stipendi ai boss, strutture da Mille e Una
Notte e politica - tanta politica. Cinque milioni e mezzo di bambini
muoiono ogni anno di malnutrizione - ripetiamolo: 5,5 milioni. Le priorità di questi enti? La
lotta al
fumo, all'alcol e all'obesità - quelle si che rendon... scusate, contano! E se non ci
credete, fate attenzione alle notizie sull'OMS il prossimo 31 Maggio,
festa dei truffatori antifumo. Pensate: ogni
secondo di pubblicità antifumo alla TV potrebbe nutrire una città
piena di bambini per una settimana: ma la salute prima di tutto.
SATIRA
20 Maggio - La
satira è sempre usata per dire la verità. In questo video francese vediamo
una satira delle politiche "sanitarie" antifumo. Ma è una satira che è
solo un'anticipazione di ciò che succederà davvero se continuiamo a
permettere alla "salute pubblica" nazionale e
internazionale di fare quello che fa. Ridiamo pure mentre vediamo questo video,
ma pensiamo anche a prendere
iniziative per prevenire questa anticipazione della realtà. Premere sul
pulsante in basso a sinistra per iniziare.
Attendere per alcuni secondi per permettere il caricamento.
Nota: se il video non funziona
scarica qui Windows Media Player 10
E' auto-installante e ci vogliono pochi secondi. Ne vale la pena!
LA PROVOCAZIONE
20 Maggio -
Libera dalla sigaretta, prigioniera della superstizione -
Segnaliamo questo breve scambio di corrispondenza sul Corrierone tra
fumatrice e Veronesi. Ai lettori la scelta: la scrivente sta
prendendo per i fondelli Veronesi oppure si tratta del bisogno masochista
di chi vuole disperatamente attenzione in forma di bastonate prima di essere sodomizzato? In ogni caso sarebbe
opportuno fare all'oncologo tre domandine brevi-brevi e
semplici-semplici: 1) E' meglio essere prigionieri della sigaretta o
della superstizione? 2) Se la sigaretta "è la più importante causa di
cancro" perché 2 malati di cancro su 3 sono non fumatori? 3) Infine, per
l'altro terzo, potrebbe l'Illustre oncologo dimostrare scientificamente
una morte causata dal fumo, già che parla di schiavitù? Altrimenti - ci scusi,
professò, ma la smetta di prendere i lettori per il c... Magari cominci
a inalare smog, visto che dice che
fa
meno male della polenta. Visto che l'illustrissimo si guarderà bene
dal darci una risposta scientifica (o altrimenti), fino a allora vale la
nostra massima: più in alto sono, più hanno la licenza di dire cazzate.
20
Maggio - Tribunale di Seattle sventa tentativo di estorsione di soli dieci milioni
di dollari- Vittoria facile questa volta per la RJ Reynolds a Seattle contro un
tentativo di estorsione relativamente modesto, solo 10 milioni di dollari.
Il tentativo è stato implementato dal marito di una donna morta di cancro
polmonare 11 anni dopo aver smesso di fumare le Winston e le Winston Light
100. "La donna era al corrente dei rischi del fumo", ha detto la
giuria. La corte non ha commentato né sull'impossibilità di dimostrare
scientificamente una morte da fumo né sull'assurdità di ipotizzare una
causalità dopo 11 anni che si è smesso da fumare. Non bisogna
assolutamente sfidare la superstizione nell'interesse della salute
pubblica: il fumo è mortale in ogni forma e travestimento. Sentiremo
questo slogan dall'OMS in questi giorni. Visto che sigarette = Satana,
fate attenzione a non guardare troppo l'immagine di illustrazione, perché
poi se vi viene un cancro cercherete di farci causa dopo esservi iscritti
ai Codacons. Attenti anche ai colpi di tosse. Non a caso ci abbiamo messo
sotto un avvertimento "sanitario".
Tenete anche a mente che, anche se solo avete
fumato qualche sigaretta 30 anni fa, se vi viene un cancro o un'altra
delle oltre 100
malattie "da tabagismo", qualunque accidente sarà attribuito al
fumo dai truffatori statistico-sanitari: bisogna pur far vedere che il
fumo uccide. Una volta tanto la notizia di questa vittoria è riportata
nella sezione appropriata anziché nella sezione salute: "Money".
VIETA!
PERSEGUITA! DAI L'ESEMPIO!
Due
anni e tre mesi per aver passato uno spinello ad un minorenne
- Il tribunale di Chiavari (Genova) ha condannato un ragazzo di 19 anni a
due anni e tre mesi di galera perché, fumandosi uno spinello, aveva
passato il joint ad un suo amico di 14 anni. Il giudice ha aumentato la
condanna sette volte in più di quanto il pubblico ministero aveva
richiesto - tanto la legge lo consente, quindi evviva i magistrati che
l'hanno applicata e che hanno voluto "dare l'esempio", forse il "monito"
che il potere ti odia e ti punirà.
Heil.
La fede nella punizione severa,
nell'uso di sanzioni sproporzionate al "reato" da parte di castrati
intellettuali che non sanno come altrimenti affrontare un problema (ma lo
spinello è davvero un problema?) è chiara. Quindi va benissimo rovinare
l'esistenza di giovani che si sono appena affacciati alla vita per avere
fatto fare una tiratina a qualche amichetto, anche se minorenne. Il serio
pericolo è che quando qualche idiota in autorità adotta la linea "dura",
c'è subito una gara tra autorità idiote per superarlo e far vedere che
sono più "serie": ecco perché c'è la
corsa tra le nazioni per vedere chi ha il divieto di fumo più duro, per
esempio.
Date queste linee di pensiero, allora
la sentenza di Chiavari è decisamente troppo leggera. Per "raddrizzare il
groppone" di questo diciannovenne e di tutti i "mascalzoni" come lui
(essendo, purtroppo, pena di morte e fustigazione illegali)
bisognerebbe condannarlo a 99 anni di carcere duro e alla confisca
permanente di ogni bene personale - allora si che "gli altri" si
spaventerebbero e la smetterebbero di passare la droga, altro che balle e
diritti! Picchia! Punisci! Sanzioni!
Ciò che abbiamo detto non è
un'esagerazione del vero: è la pena reale in vigore in molti stati degli
USA per possesso di marijuana e di altri stupefacenti. Forse è per questo
che il problema droghe non è mai stato così grande da quelle parti,
e che i drogati hanno imparato (specialmente a Miami) a difendersi con i
mitragliatori. Data l'artificiale inflazione della posta in gioco, non siamo certi che abbiano torto
del tutto. Speriamo che, un giorno, non si debba fare così anche per le
sigarette!
Scimmie e
strumenti
- Gli strumenti di misurazione oggi sono immensamente sensibili per via dei
continui miglioramenti tecnologici. Alcuni arrivano addirittura vicini a misurare
singole molecole. Chiaramente gli strumenti si sono evoluti molto più
rapidamente chi li adopera e, sfortunatamente, quelli che schiacciano i
bottoni sono ancora scimmie che confondono molecole con banane. Teniamo a
mente, per esempio, che in meno di una goccia d'acqua ci sono
6.02 × 1023
mol -1 . Ciò significa, in parole semplici, svariate
centinaia di migliaia di miliadi di miliardi (non è un errore di scrittura)
di molecole
(Numero
di avogadro). E' quindi concepibile (e molto probabile) che ognuno
di noi contenga alcune molecole -- e tossici, mamma mia! -- che
erano nel corpo di qualche faraone egiziano o di Giulio Cesare. La potenza
e la precisione di questi strumenti è esattamente quello che antifumo ed
altri allarmisti truffatori usano per sviare il pubblico nella percezione
del pericolo. Con strumenti del genere, infatti, è sempre possibile
trovare qualche molecola di cancerogeno in qualsiasi cosa si esplori - infatti, è
inevitabile.
Il povero Avogadro (1776-1856) certamente non
anticipò che il suo famoso numero sarebbe stato usato per produrre scienza
rottame.
Per un pugno di molecule – Coloro
che hanno
ascoltato il dibattito tra l’Avv.
Kjono (FORCES a Seattle) e Stanton
Glantz il
3 Aprile
scorso potrebbero aver notato che l'azzeccagarbugli antifumo ha
affermato che ci sono 6.000 “tossici” nel fumo passivo, mentre
finora la propaganda disinformatica parlava di poco più di 4.000. La
ragione è per quanto spiegato sopra: la strumentazione è stata
perfezionata ed ora è possibile “lanciare l’allarme” Per Qualche
Molecola in Più (clicca
qui per creare l’appropriata atmosfera con la musica di Ennio
Morricone
mentre vi divertite a leggere la falsa informazione sul fumo passivo
spacciata dal ministero della “salute”). Ma l’aver scoperto
qualche molecola in più significa forse che dobbiamo smettere di
fumare o guardarci dal fumare vicino agli “altri” perché li
“uccidiamo”? Certamente no! Vuol dire solo che dobbiamo
smetterla di essere scimmie credulone. E con questa
strabiliante presa di coscienza chiudiamo l’aggiornamento e ce ne
accendiamo una proprio sotto un cartello Vietato Fumare.
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