|
|
|
|
|
Aggiornamento dedicato ai lettori
- Siamo lieti di dedicare questo aggiornamento a iniziative,
osservazioni e commenti dei nostri lettori. L'enorme
incremento di visite al
nostro sito in combinazione con la grande quantità di nuovi dati
scientifici-statistici volti a smascherare la
grande truffa sul fumo
(ma non solo sul fumo...) stanno
aumentando la consapevolezza del pubblico sulla gravità sociale del problema
della scienza rottame e della falsa rappresentazione dell'evidenza da parte
delle autorità sanitarie e delle istituzioni. FORCES Italiana sta diventando
sempre più il punto d'incontro degli spiriti liberi ed anti-statalisti di ogni
estrazione. Non possiamo che esserne felici -
anche se il simbolo ultimo della vittoria dovrà essere l'abrogazione o la
radicale modifica della corrente legge antifumo, e l'eliminazione
delle costosissime campagne salutiste in generale. |
|
QUOD ERAT
DEMONSTRANDUM
21 Febbraio -
Sirchia, indagata per corruzione la segretaria
- E' notizia già vecchia, ma vale ancora la pena riportarla. La segretaria di Sirchia è indagata per corruzione e per connessioni con multinazionali
farmaceutiche. Ma che sorpresa. La connessione tra le campagne antifumo e
gli interessi farmaceutici, che dappertutto usano la "salute pubblica" come se
fosse proprietà privata a cui far dire ciò che si vuole, sono stati
accuratamente
documentati da anni dal nostro gruppo internazionale. La Johnson & Johnson, la Pfizer, la
Glaxo - che invadono i nostri teleschermi con porcherie e sostengono
finanziariamente gli
antifumo per promuovere proibizioni e isterismo sono note a tutti.
Eppure, per qualche ragione la gente non fa ancora nulla - e forse è questa la cosa più
grave: che la corruzione sia accettata come parte normale
della politica di tutti i giorni, basta che sia preceduta da
"studi" che giustifichino soprusi per la "tutela" di questo e
quello. Quando poi magari si
parla dei fumatori da togliere di mezzo, più si truffa e
meglio è - tanto, il fumo
"dà fastidio".
Che importa dunque che
la segretaria di Sirchia sia una pedina farmaceutica? Dopotutto
lui ha vietato il fumo, grand'uomo, anche se sulla base di
affermazioni non vere e
falsa rappresentazione dell'evidenza. A un uomo così - anche se fosse coinvolto in un caso Lewinski
made in Italy - si potrebbe forse negare un
compenso per la gloriosa guerra contro il fumo?
LA POSTA DI FORCES
21
Febbraio 2005 -
Mi avete cambiato
la vita - Il signor Spirito ci scrive ringraziandoci per avergli
"cambiato la vita", e chiede perché non organizziamo azioni di disobbedienza
civile. La Redazione coglie l'occasione per rispondere che tali azioni sono già state organizzate, e per affermare che l'arma migliore
contro questa legge basata sul falso è l'educazione. All'informato
lettore la Redazione spiega le scatole cinesi con cui
l'intelligente frode antifumo è costruita.
ANTONIO NICOLETTA
21
Febbraio -
Voglio
raccontare una storiella che ho sentito in Sicilia... - Torna il cav.
Nicoletta con un monito a cui tutti dovrebbero fare attenzione: "Ci stiamo
avviando verso un periodo buio di divieti e limitazioni che,
cominciando con alibi e pretesti sulla volontà di tutelare la nostra
salute, alla fine potrebbero risultare in test diretti a valutare il
nostro spirito di adattamento e di sottomissione."
EVENTI QUA E LA
21 Febbraio 2005 -
Tavola rotonda
"Autorità e Libertà" - L'Università degli Studi di Macerata e
la casa editrice Liberilibri hanno
organizzato per il 4 marzo p.v. una tavola rotonda su "Autorità e Libertà", per
la presentazione di due volumi di Bruno Leoni e Angelo Panebianco. Per ogni
ulteriore informazione, scrivere a:
all'attenzione della Dott.ssa Serena Sileoni.
Clicca qui per scaricare il programma dell'evento.
21 Febbraio -
Nuove
segnalazioni -
Molte le segnalazioni di ristoranti e bar amici dei fumatori questa settimana.
Abbiamo aggiunto una sezione per la lista degli esercizi che offrono decorosi
spazi riscaldati all'aperto, dove la truffa del fumo passivo non può far male a
nessuno... e reso la lista più leggibile. Sempre grazie per la vostra collaborazione. Scrivete a:
fumapure@forcesitaly.org
OSSERVAZIONI DEI LETTORI
21 Febbraio -
Perché si proibisce la pubblicità alle sigarette ma non quella ai farmaci?
-
Diverse persone ci hanno scritto recentemente osservando che,
mentre la pubblicità alle sigarette è rigorosamente vietata, quella dei farmaci
è lascivamente permessa. Un lettore (che prendiamo a rappresentanza delle altre
lettere) ci scrive questo: "Il proibizionismo è
cominciato molti anni fa con la proibizione della pubblicità della sigaretta.
Perché non cerchiamo di far proibire la pubblicità dei prodotti farmaceutici in
tutti i mas-media? Sono prodotti pericolosi e vanno presi solo dietro consiglio del medico, non per via
della pubblicità. Facciamo qualcosa almeno noi fumatori per tutelare la vera
salute pubblica!" Dal nostro punto di vista libertario non possiamo che
essere in disaccordo sul divieto di pubblicità di ogni prodotto - sigarette
incluse. Però dal punto di vista della coerenza non possiamo che essere
d'accordo con questa posizione, perché ciò che vale per i santi vale anche per i beati
- e sì, si possono equiparare i farmaci con le sigarette, eccome! Infatti,
esiste notevole evidenza che i primi uccidano più delle seconde. Ma, come si
può vedere da recenti eventi anche nostrani, santi e beati non sono
trattati allo stesso modo: sembra proprio che la "salute pubblica" permetta la
pubblicità solo a chi paga meglio - sopra o sotto il banco. |
|
INIZIATIVE DEI LETTORI
21 Febbraio 2005 -
Lettera a Berlusconi - Il Dott. Giancarlo Etna di
Pesaro si fa promotore di una lettera al Presidente del Consiglio, richiamandolo
alle sue promesse di cambiare l'Italia rispettando soprattutto le libertà
personali in modo "intransigente" - come Berlusconi affermò nel discorso per la fiducia del
18 Aprile 2001. Per dimostrare la fermezza delle sue intenzioni, il Cavaliere ha permesso ad uno dei suoi ministri di proporre ed
implementare una
legge, quella antifumo, che insulta i fondamentali diritti dei cittadini di
espletare le proprie scelte e la propria personalità in pubblico mentre
viola alla base la libertà d'impresa di cui Berlusconi si è fatto roboante
paladino. E non si parli, per favore, di "diritto alla salute", perché c'entra
come i cavoli a merenda, visto che
i
pericoli del fumo passivo non esistono, e ciò è
facilmente dimostrabile in qualunque sede. Una legge del genere, basata
su un falso ideologico e scientifico, deve essere abrogata o comunque fortemente
modificata perché indegna di un Paese libero e civile, sia esso governato dalla
"Casa delle Libertà" o da qualunque altro partito. Quali
"libertà",
signor Presidente del Consiglio?... Forse quelle di gabbare il popolo,
promuovere interessi privati in sedi pubbliche, istigare
all'odio e poi farla franca col tutto in nome della salute?...
La lettera del Dott. Etna si conclude con il messaggio che tutti dovremmo
dare alla "Casa delle libertà": "Onorevole Berlusconi, l’essermi fidato delle
sue enunciazioni di principio e l’aver fondato su di esse la mia scelta mi fa
sentire oggi danneggiato e beffato proprio da lei a meno che anche lei non si
senta altrettanto danneggiato e beffato dal suo ministro. Se così fosse,
sicuramente troverà il modo per porre rimedio a questo misfatto legislativo. In
caso contrario, mi vedrò costretto mio malgrado a rivedere le mie scelte nella
prossima cabina elettorale."
Scaricare la lettera dentro in formato .doc,
riempire gli spazi bianchi e spedirla a:
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Attenzione On. Berlusconi
Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370 - 00187 ROMA
... Perché bisogna far sapere ai nostri politici che aggiungere la beffa di una
legge all'insulto di una truffa è semplicemente inaccettabile -
indipendentemente da come la si pensi sul fumo.
CONTRIBUTI DEI LETTORI
21 Febbraio
- Un
ragionevole dubbio - Come l'incrementato contributo in questi ultimi
tempi testimonia, sembra che molti dei lettori di FORCES comincino a recepire il
suo messaggio sociale di base: che è inutile aspettare che "qualcuno faccia
qualcosa", ma che quel "qualcosa" deve essere portato avanti principalmente dalle vittime
del regime salutista.
Riportiamo con piacere questa lettera del lettore Perotti a L'Espresso, al riguardo di un vergognoso articolo propagandistico
di Roberto Satolli sul fumo passivo. Il titolo dice tutto: "Peggio
la sigaretta del gas". L'articolo è carico di odio e di informazione
fasulla. L'odio concerne il caso di Monica Crema, che non morì d'asma ma da
allergia alimentare - ma al Satolli (come a tutti i fanatici antifumo) preme
disperatamente che la Crema sia morta di fumo passivo per avere un precedente
legale con cui terrorizzare tutti e sottometterli al salutismo. Tale è l'odio del Satolli per la perizia legale che stabilì
l'estraneità del fumo passivo alla morte, che arriva persino a fare insinuazioni sui
tribunali che non emettono verdetti favorevoli al suo fanatismo. Poi si va
avanti con un'altra bufala, quella delle polveri fini, arrivando ad affermare che
esse costituiscono l'80-90% del fumo di tabacco (informazione totalmente
falsa, e presto lo dimostreremo scientificamente, visto che c'è un trucco di
misurazione). Poi si conclude con l'assurdo che l'inquinamento della sigaretta
è 20 volte superiore alla soglia d'allarme per l'inquinamento delle città! Anche
ciò è
falso e basato su trucchi metodologici di misurazione che abbiamo già
smascherato con le analisi dello
studio
rottame dell'Istituto Tumori di Milano e di
quello
concernente i motori diesel/ fumo passivo (!) dello stesso Istituto -
smascheramento che al Satolli e alle gang antifumo conviene, s'intende,
ignorare del tutto.
Il Sig. Perotti scrive una lettera al settimanale (che ci manda per
conoscenza e pubblicazione) dove, da persona informata perché legge FORCES,
smonta l'articolo con considerazioni valide dal punto di vista scientifico. Non
ci aspettiamo che l'Espresso pubblichi la sua lettera, perché bisogna convincere
il pubblico che il fumo passivo faccia male e che la legge Sirchia è basata su
scienza; ciò che conta però è che i
lettori continuino a scrivere ai giornali che diffondono tale frode (talvolta
anche in buona fede), perché ciò manda un chiaro segnale alle redazioni:
cominciamo ad essere informati: occhio a quel che scrivi. Il sig. Perotti
parla di "dubbio" nella sua lettera, e ciò va benissimo - anche se di dubbi
sulla frode del fumo noi non ne abbiamo alcuno, documenti alla mano.
|
|
SU RICHIESTA DEI
LETTORI
21 Febbraio -
Su richiesta dei lettori, siamo lieti di regalare i poster in
formato A4 dei manifesti antifumo nazisti che spesso rappresentiamo nel nostro
sito. Essi sono permanentemente situati nella sezione
materiali
promozionali. La filosofia antifumo ha radici ideologiche e morali
nel III Reich, creatore anche della scienza rottame si cui si fonda
l'epidemiologia sul fumo, ed i falsi ideologici su cui si basano propagande
e divieti. I
manifesti nazisti rappresentano uno scomodo rammento di dove si arriva
quando si adottano
dolo e isterismo come metodi di governo. Diamo un'occhiata ancora una volta a questi manifesti, in formato PDF e pronti per la
stampa; vi sfidiamo a trovare una qualsiasi differenza con le campagne di oggi.
Dobbiamo aver ben chiaro cosa stiamo combattendo, per capire quanto la
sua distruzione sia necessaria - costi quel che costi.
Lo stivale della delinquenza - Uno stivale nazista caccia fuori dalla porta del Reich sigarette, sigari e
pipe. Si noti anche la finezza del messaggio: si butta fuori l'oggetto
invece di usa l'oggetto, perché la propaganda è volta alla modifica del
comportamento del buon nazista. Seguono le disposizioni antifumo del ministero della "salute"
del regime, indistinguibili da quelle emesse oggi dal ministero
della "salute".
Tu non fumi lei... lei fuma te! - Una sigaretta-mostro divora il fumatore, e un buon
nazista non fuma. Seguono le disposizioni antifumo del ministero della "salute" - incluse le direttive date alla stampa, che vietano di
rappresentare il fumo come segno di distinzione. Anche sulla
pubblicità e sugli spettacoli, la posizione del Reich era indistinguibile
da quella del nostro Ministero.
Tabak-Kapital - La
demonizzazione dei fumatori e dell'industria del tabacco è splendidamente
illustrata da questo manifesto, rappresentante un demone (l'industria del
tabacco) che soffia fumo di sigarette, pipe e sigari sui morenti fiori della
vita e, tra altre "vittime" sociali, muoiono la salute pubblica (Volksgesundheit),
la forza del lavoro (ArbeitsKraft) e il patrimonio pubblico (Volksvermogen).
Si pensi ora al linciaggio delle multinazionali del tabacco e agli "studi" sui falsi "costi sociali" del fumo e
dell'assenteismo per malattie (per cui comunque non si può dimostrare
che il fumo sia la causa): ancora, differenza zero.
Due milioni di Volkswagen in fumo - Quante volte la propaganda del
nostro regime ci
dice che comprare sigarette è denaro sprecato? Ciò è inteso ad imporre la
convinzione subliminale che fumare è inutile, oltre che dannoso, e che il tuo
denaro potrebbe essere speso altrimenti. Anche il III Reich la pensava così;
infatti, il denaro tedesco fu speso come tutti sappiamo. I nazisti
credevano nella delazione (vedi moduli di delazione preformati della Codacons), nella proprietà statale
del corpo dell'individuo (vedi standardizzazione di parametri sanitari
mutualistici e rifiuto in diversi Paesi delle cure mediche al fumatore), nella superiorità assoluta delle scelte di
vita collettive su quelle individuali anche nei minimi dettagli (vedi
campagne contemporanee volte all'emarginazione di fumatori, bevitori e
ciccioni), e
nella repressione del piacere e delle gioia (vedi paternali di Sirchia
e simili),
ottusamente vista come uno spreco di risorse. Abbiamo veramente seppellito il
nazismo? Forse è meglio rivedere questa convinzione - e seppellirlo davvero.
Contro l'alcol e la nicotina, e per i cibi "sani" - Il programma internazionale dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità è di eliminare il fumo, annichilire ed eliminare l'alcol,
e di stabilire uno strettissimo controllo sull'alimentazione. Questi erano anche
i programmi nazisti per la purezza ariana, che non poteva essere "corrotta"
dai "vizi" della vita. Virtù nella salute significava virtù morale - ergo chi
non manteneva il proprio corpo in perfette condizioni era immorale e
disprezzabile, e meritava le cure di Stato solo se si comportava come lo Stato
stabiliva. Non è forse quello che sentiamo oggi? |
|
|
|