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L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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Non si può tutelare la salute dei cittadini da un pericolo che non esiste. La legge che vieta il fumo in pubblico è basata su una truffa statistico-scientifica facilmente dimostrabile a chiunque. Una legge basata su una truffa è illegale e deve essere annullata, e i suoi fautori puniti.
Aggiornamento 25 Marzo 2004
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"TERAPIE" ANTIFUMO

Non farti gabbare da Big Pharma e dai suoi amici della "salute pubblica".  Clicca qui per documentazione sulla pillola antifumo, la pillola che ti fa smettere di fumare - in un modo o nell'altro!

25 Marzo - La FDA mette in guardia contro gli antidepressivi - Mentre i nostri "esperti" antifumo (anche di chiara fama) continuano a raccomandare lo Zyban (pillola antifumo) ed altri prodotti di cessazione per meglio servire gli interessi farmaceutici, la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha appena messo in circolazione un comunicato dove raccomanda estrema prudenza per l'uso di antidepressivi, alcuni dei quali "possono aumentare il rischio di pensieri e azioni suicide", specialmente nei bambini.

Per quale perversa ragione si prescrivano antidepressivi come il Prozac ai bambini talvolta anche di pochi anni di età meriterebbe tutto un discorso a sé. Qui basti dire che, per le autorità "sanitarie", è più importante "proteggere" i bambini dalla vista di chi fuma e dai distributori automatici di sigarette che dai medici che prescrivono loro metamfetamine come il Ritalin e psicofarmaci come il Prozac, entrambi ora approvati per l'uso minorile anche in Italia. Ci sembra chiaro che Big Pharma è assai più vicina al Ministero della "salute" che Big Tobacco di questi tempi -- e che il concetto di "rischio" sia diventato tanto malleabile quanto quello della libertà e tanto adattabile quanto le lobby che lavorano coi ministeri.

Tra gli antidepressivi della lista notiamo il Wellbutrin (buproprione) -- un nome praticamente sconosciuto dal grande pubblico in Italia, e spesso anche in America. Ma forse ci sarebbe più familiare se lo si chiamasse Zyban, o pillola antifumo. La molecola dei due farmaci è infatti la stessa, ma stranamente si menziona solo la marca meno conosciuta. Le ragioni sono squisitamente politiche: se si dice, infatti, che si tratta dello Zyban, la gente potrebbe non correre in farmacia, e la grande, potenziale clientela di Big Pharma, i fumatori, rischierebbe di andare in fumo.

Mentre in altri Paesi la notizia sulla FDA e gli antidepressivi è dappertutto, in Italia è stata coperta da un silenzio di tomba. Quando vedremo lo zelante Sirchia (che ha così a cuore la "salute" degli italiani da non perdere mai un'occasione per disinformarci sul fumo) partecipare a qualche trasmissione televisiva e metterci in guardia con parole come: "Gli antidepressivi, inclusa la pillola antifumo, comportano seri rischi, e dovrebbero essere evitati?" E dov'è lo zelo dei mass media? Dove sono gli appelli del ministero ai media, a complemento di quelli per la soppressione dei fumatori in TV? Domande retoriche, naturalmente, perché ormai lo sappiamo tutti chi è veramente al timone della "salute pubblica" in Italia e, purtroppo, anche nel mondo.


25 Marzo - USA: l'industria del tabacco non pagherà più le campagne antifumo - La pubblicazione "Tobacco Reporter" (vedere data Marzo 17) annuncia che i produttori di sigarette americani non pagheranno più le campagne contro il fumo. Secondo il Master Settlement Agreement del 1998, le multinazionali del tabacco dovevano pagare per la demonizzazione contro se stesse e i loro clienti, a patto che le loro vendite non scendessero sotto il 99 percento dopo il Marzo del 2003. Ma la politica basata sulla supertassazione dei fumatori ha causato un calo di vendite.

Però prima che gli antifumo si rallegrino e che le forze della libertà si intristiscano, la buona notizia è che il fumo non è diminuito affatto. Infatti le vendite dei produttori minori, che non hanno sottoscritto l'accordo MSA, sono andate alle stelle per via dei prezzi più bassi, così come alle stelle è andato il contrabbando dall'estero e dalle riserve indiane. Per via del calo delle vendite delle grosse ditte quindi, esse non pagheranno più l'American Legacy Foundation (l'ente che raccoglie il denaro per il "risarcimento" dei danni del fumo causati dalla scienza rottame, e che gestisce le campagne antifumo).

Cheryl Heaton, capo della ALF, afferma che l'associazione spende ora 100 milioni di dollari all'anno per le campagne e, se le multinazionali rifiutano di pagare (la fondazione ha già incassato un miliardo e mezzo di dollari), la ALF dovrà chiudere i battenti. Una notizia del genere merita senz'altro di essere celebrata con l'apertura di una scatola di sigari cubani! Come sempre, quando i parassiti spariscono il corpo gode.  Gli esponenti della ALF ora cercano di trattare con la logica del pizzo mafioso tipico della mentalità antifumo. L'oscena proposta è questa: se Big Tobacco continuerà a finanziare la loro fraudolenta campagna, il tono della stessa sarà "attenuato" -- come se non si sapesse che l'unico modo per attenuare gli antifumo è quello di schiacciarli come formiche.


COERENZA ANTIFUMO

25 Marzo - ... Ma se i polmoni dei fumatori fanno schifo, perché li volete? -- In Australia si batte la grancassa antifumo più che in America, e fumare è proibito ovunque. A capo della propaganda, manco a dirlo, sono le gang "sanitarie", prima fra tutte la Thoracic Society of Australia che, come da copione, fa vedere quanto fanno schifo i polmoni dei fumatori comparando il rosa  polmone di un non fumatore di 20 anni che è vissuto in campagna con quello nero di qualche ottantenne che è vissuto in centro città e ha fumato 80 sigarette al giorno per 60 anni. In mancanza di polmoni neri, si possono sempre usare quelli di qualche maiale iniettati di cancerogeni (ma senza dire che si tratta di maiali, si capisce) -- tanto ciò che conta è rendere l'idea, e le false rappresentazioni alla base dell'antifumo sono sempre benvenute, purché il messaggio "passi".

Giustamente i fumatori australiani così gabbati non donano più i polmoni, certi che sono inutili e malconci; ed ecco allora che le stesse gang affermano che "bisogna incoraggiare i fumatori a donare i polmoni, anche se hanno fumato un pacchetto al giorno per 20 anni. Non c'è ragione di preoccuparsi.  Molti hanno ricevuto i polmoni di fumatori, senza alcuna differenza nell'esito", dice la dottoressa antifumo Morton.

Come si spiega l'arcano? Facile: retorica e truffe si mettono da parte quando c'è bisogno. Come i negri d'America d'altri tempi, i fumatori sono cittadini di seconda classe, buoni per lo sfruttamento e per il disprezzo; però sono indispensabili per l'economia, e sono ottimi come carne da cannone -- un arrangiamento che funzionò per oltre due secoli finché i negri cominciarono a farsi rispettare con la forza. Speriamo che non ci voglia altrettanto tempo per restituire la dignità ai fumatori! Si potrebbe cominciare col  non donare il polmoni, il cuore ed ogni altro organo che secondo la propaganda viene danneggiato dal fumo - tanto non sono buoni, no?... E non preoccupatevi di "farci brutta figura": tanto la "figura" è fatta di default; basta essere fumatori! Comunque si manderebbe un chiaro messaggio a questi individui:  ciò che non è buono per la chiesa non è buono per il campanile.


SCIENZA ROTTAME (e futuro Orwelliano)

25 Marzo - Donne, la capacità smettere di fumare dipende dai geni -- Sulla frequenza di Radio Scienza Rottame abbiamo captato questa settimana un'interessante notizia, riportata dall'ANSA in Italia e dalla BBC in Inghilterra. "Hai cercato di smettere di fumare e nonostante la buona volontà e i cerotti alla nicotina il tentativo è fallito? Se sei una donna la colpa potrebbe essere dei geni. E' quanto afferma un gruppo di ricercatori britannici che hanno rivelato che la costruzione genetica delle donne sembra influenzare la capacità o meno di non ricominciare a fumare", dice uno "studio" dell'Università di Oxford.

Il messaggio implicito è che nessuna donna "sana di mente", dopo il bombardamento delle ciance antifumo e dopo essere stata influenzata a smettere, può scegliere di ricominciare semplicemente perché le piace fumare e ha fatto una libera scelta, e nonostante che abbia buttato via soldi in farmacia per la nicotina transdermica. E no, perbacco, allora deve essere colpa dei suoi geni!

Come è stato stabilita questa storia? Beh, non è stata

UNO SGUARDO AL FUTURO - I

25 Marzo - Port Orange, Florida: 60 giorni di galera, $500 di multa se fumi all'aperto mentre ti vedono i bambini  -- Passata all'unanimità dal consiglio comunale, ecco una legge che certamente proietta nel futuro le parole che sentiamo dagli antifumo italiani. Se una mamma porta i suoi bambini al parco e, mentre giocano, si fuma una sigaretta, è passibile delle sanzioni sopra. Perché? Credeteci o no, perché bisogna proteggere i bambini dal fumo passivo, e perché i bambini non devono vedere la gente che fuma. Possiamo facilmente immaginare che, tra un paio d'anni, tale indecenza sarà proposta ed approvata anche da noi. Non ci vuole molta intelligenza per proiettare ciò che dice Sirchia,  che già dice che "certamente" si può fumare a casa propria (ma non in pubblico), ma non davanti ai bambini, a cui si dà il "cattivo esempio" -- la bontà dell'esempio unilateralmente definita dal Ministro, si capisce.


UNO SGUARDO AL FUTURO - II

25 Marzo - Così stiamo cacciando milioni di Euro pensando di far fumare nel nostro locale, eh? - Mentre in Italia si lavora freneticamente per adattarsi alla legge Sirchia per il fumo nei ristoranti, in tutto il mondo gli antifumo stanno lavorando freneticamente per espandere la truffa del fumo passivo, mettendo il luce l'ingenuità di coloro che sperano che la nuova legge sia la fine di un incubo: no, è solo l'inizio.

"'Anche se il 99 percento del fumo è rimosso con gli impianti di ventilazione, non significa che ciò che resta sia sicuro', afferma James Repace, un esperto di fumo passivo, che dice anche che la tecnologia non sarà mai in grado di rimuovere i contaminanti creati dal fumo di sigaretta". Sono stati condotti già molti studi-rottame (anche in Italia) che "dimostrano" che "non esiste modo sicuro per rimuovere il fumo passivo". Come è possibile? Semplice: siccome intenzionalmente non esiste uno standard minimo legale per l' "inquinamento", questi imbroglioni considerano pericolosa ogni lettura diversa da zero. Ma ecco la parte divertente: "Per ridurre i contaminanti a un livello sicuro (non specificato), ci vorrebbero macchine che creassero un tornado e che fossero capaci di cambiare l'aria 100.000 volte all'ora", continua Repace. Ma chi è 'sto Repace? Beh, è uno come ce ne sono tanti anche in Italia, autodefinitosi un "esperto" in fumo passivo.

James Repace

Più dettagliatamente, Repace è al soldo dell'industria farmaceutica, da cui riceve 100.000 dollari all'anno per vendere alla stampa, politici ed opinione pubblica informazione falsa e promuovere le "terapie" di cessazione farmaceutiche. E' un imbroglione, perché afferma che il fumo passivo all'aperto contiene 600 volte più nicotina di quanto la Environmental Protecion Agency abbia stabilito come livello sicuro per prevenire malattie cardiovascolari: ma la EPA non ha mai parlato di nicotina. E' un ciarlatano, perché lui stesso pochi mesi fa affermò che ci vorrebbero 34.000 ricambi d'aria all'ora (non 100.000) per rendere l'ambiente "sicuro" (da che?...). E' un istigatore di odio, perché afferma che i fumatori uccidono e avvelenano. In breve, è un antifumo. In realtà, anche il 100% di esposizione al fumo passivo in un locale chiuso e per anni non è mai stato dimostrato essere di alcun danno alla salute.

Le incoerenze di Repace sono anche riconoscibili in Italia nel numero dei "morti da fumo", per esempio, o negli studi rottame della Lega Tumori che abbiamo smascherato.


CONTRIBUTI DEI LETTORI

25 Marzo - Una donna su nove! - Una lettrice anonima ci manda questo interessante articolo su come i dati statistici sono presentati per pilotare il comportamento -- questa volta per indurre le donne a fare lo screening mammografico. "XX47" (così si firma la lettrice) ha fatto il suo lavoro di ricerca spinta da sano scetticismo, proprio come dovrebbero fare i cittadini quando diventano bersaglio della propaganda "sanitaria". Scettici anche noi, abbiamo verificato le referenze scientifiche a cui l'autrice fa riferimento, che si sono rivelate accurate. XX47 ne ha scoperte delle belle, e ne mette a parte i lettori di FORCES. Ecco, come assaggio, una citazione dal suo articolo: "...Ovviamente da noi di tutto ciò non si parla,  forse perché la macchina mastodontica dello screening mammografico è già stata avviata in parecchie regioni, con costi economici notevoli, quindi metterne in dubbio l’efficacia sarebbe come sparare sulla Croce Rossa."

Uno dei problemi di oggi è che il cittadino è bombardato con un mare di informazione, per lo più inaffidabile, e non ha né il tempo né la voglia di verificarla. Ciò è particolarmente vero per tutto ciò che concerne la salute, diventata oggi strumento ultimo di controllo politico e fonte enorme di spesa pubblica e di arricchimento dei gruppi di potere. Per una ragione molto più istintiva che razionale, si tende a credere all'informazione che "lancia l'allarme" anziché a quella che rassicura  -- e di questo ne è bene a conoscenza chi fa appello alle nostre paure per ottenere il controllo del comportamento di massa mentre che separa e punisce chi resta un'isola di pensiero autonomo.


 stabilita affatto: si tratta solo di ipotesi assolutamente non dimostrabili. Alla base c'è questo: nello "studio" si è notato che tra le donne che hanno ripreso a fumare c'era una preponderanza di un certo make-up genetico, e si è saltati subito alla conclusione che esiste una relazione tra i geni e il fumo -- e si implica che le "terapie sostitutive" non funzionano (tasso di fallimento 90%) non per via della truffa che sono, ma solo perché esistono fattori genetici che le "terapie" non sono capaci di raggiungere.

Uno degli scopi collaterali di questi "studi di mantenimento" del mercato farmaceutico della nicotina è quello di esonerare da possibili responsabilità i centri di cessazione del fumo che, avendo rimpiazzato le chiromanti che ti curavano dal malocchio con qualcosa di più moderno ma non così affidabile, salassano quattrini al pubblico (o alle mutue, a seconda dei casi), sostenuti e mantenuti dalle solite mafie farmaceutico-sanitarie.

Ancora una considerazione: sarà senz'altro vero che chi preferisce le acciughe alla cioccolata (o il fumo a qualcos'altro) abbia un make-up genetico che lo induce ad avere certe preferenze piuttosto che altre; la variazione genetica è proprio la ragione per cui siamo tutti diversi uno dall'altro, altrimenti saremmo cloni. E allora?...

E allora questo: con il radicalizzarsi di questa logica, i comportamenti e le preferenze che non piacciono allo Stato e alla sua "salute pubblica" potranno, in un prossimo futuro, essere "identificati" alla nascita e condizionati dall'infanzia con "educazione" e farmaceutici di Stato, prevalendo sui diritti dei genitori che rifiutano il condizionamento "nel migliore interesse del bambino" -- interesse unilateralmente stabilito, va da sé, dalla "salute pubblica". Che ve ne pare? Non è questo il sogno ultimo di ogni tiranno?

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