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"TERAPIE"
ANTIFUMO
25
Marzo -
La FDA mette in guardia contro gli antidepressivi
- Mentre i nostri
"esperti" antifumo (anche di chiara fama) continuano a raccomandare
lo Zyban (pillola antifumo) ed altri prodotti di cessazione per meglio servire gli interessi
farmaceutici, la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha
appena messo in circolazione un comunicato dove raccomanda
estrema prudenza per l'uso di antidepressivi, alcuni dei quali
"possono aumentare il rischio di pensieri e azioni suicide",
specialmente nei bambini.
Per quale perversa ragione si
prescrivano antidepressivi come il Prozac ai bambini talvolta anche
di pochi anni di età meriterebbe
tutto un discorso a sé. Qui basti dire che, per le autorità
"sanitarie", è più importante "proteggere" i bambini dalla vista di
chi fuma e dai distributori automatici di sigarette che dai medici
che prescrivono loro metamfetamine come il Ritalin e psicofarmaci
come il Prozac, entrambi ora approvati per l'uso minorile
anche in Italia. Ci sembra chiaro che Big Pharma è assai più
vicina al Ministero della "salute" che Big Tobacco di questi tempi
-- e che il concetto di "rischio" sia diventato tanto malleabile
quanto quello della libertà e tanto adattabile quanto le lobby che
lavorano coi ministeri. Tra gli
antidepressivi della lista notiamo il Wellbutrin (buproprione)
-- un nome praticamente sconosciuto dal grande pubblico in Italia, e
spesso anche in America. Ma forse ci sarebbe più familiare se lo si
chiamasse Zyban, o pillola antifumo. La molecola dei
due farmaci è infatti la stessa, ma stranamente si menziona solo la
marca meno conosciuta. Le ragioni sono squisitamente politiche: se
si dice, infatti, che si tratta dello Zyban, la gente potrebbe non
correre in farmacia, e la grande, potenziale clientela di Big Pharma, i fumatori, rischierebbe di andare in fumo.
Mentre in altri Paesi la notizia sulla
FDA e gli antidepressivi è dappertutto, in Italia è stata coperta
da un silenzio di tomba.
Quando vedremo lo zelante Sirchia (che ha così a cuore la "salute"
degli italiani da non perdere mai un'occasione per disinformarci sul
fumo) partecipare a qualche trasmissione televisiva e metterci in
guardia con
parole come: "Gli antidepressivi,
inclusa la pillola antifumo, comportano seri rischi, e dovrebbero essere evitati?"
E
dov'è lo zelo dei mass media? Dove sono gli appelli del
ministero ai media, a complemento di quelli per la soppressione dei
fumatori in TV? Domande retoriche, naturalmente, perché ormai lo
sappiamo tutti chi è veramente al timone della "salute
pubblica" in Italia e, purtroppo, anche nel mondo.
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25
Marzo -
USA: l'industria del tabacco non pagherà più le
campagne antifumo
- La pubblicazione "Tobacco Reporter"
(vedere data Marzo 17) annuncia
che i produttori di sigarette americani non pagheranno più le
campagne contro il fumo. Secondo il Master Settlement
Agreement del 1998, le multinazionali del tabacco dovevano pagare
per la demonizzazione contro se stesse e i loro clienti, a patto che le loro vendite
non scendessero sotto il 99 percento dopo il Marzo del 2003. Ma
la politica basata sulla supertassazione dei fumatori
ha causato un
calo di vendite.Però prima che
gli
antifumo si rallegrino e che le forze della libertà
si intristiscano, la buona notizia è che il fumo non è diminuito
affatto. Infatti le vendite dei produttori minori, che non hanno
sottoscritto l'accordo MSA, sono andate alle stelle per via dei
prezzi più bassi, così come alle stelle è andato il contrabbando
dall'estero e dalle riserve indiane. Per via del calo delle vendite
delle grosse ditte quindi, esse non pagheranno più
l'American Legacy Foundation (l'ente che raccoglie il denaro per il "risarcimento"
dei danni del fumo
causati dalla scienza rottame, e che gestisce le campagne
antifumo). Cheryl Heaton, capo della
ALF, afferma che l'associazione spende ora 100 milioni di dollari
all'anno per le campagne e, se le multinazionali rifiutano di pagare
(la fondazione ha già incassato un miliardo e mezzo di
dollari),
la ALF dovrà chiudere i battenti. Una notizia del genere merita senz'altro
di essere celebrata con l'apertura
di una scatola di sigari cubani! Come sempre, quando i parassiti
spariscono il corpo gode. Gli esponenti della ALF ora
cercano di trattare con la logica del pizzo mafioso tipico della
mentalità antifumo. L'oscena proposta è questa: se Big Tobacco
continuerà a finanziare la loro fraudolenta campagna, il tono della
stessa sarà "attenuato" -- come se non si sapesse che l'unico modo
per attenuare gli antifumo è quello di schiacciarli come formiche.
COERENZA ANTIFUMO
25
Marzo -
... Ma
se i polmoni dei fumatori fanno schifo, perché li volete?
-- In Australia si batte la grancassa
antifumo più che in America, e fumare è
proibito ovunque. A capo della propaganda, manco a dirlo, sono le gang
"sanitarie", prima fra tutte la Thoracic Society of Australia che,
come da copione, fa vedere quanto fanno schifo i polmoni dei
fumatori comparando il rosa polmone di un non fumatore di 20 anni che è vissuto in campagna
con quello nero di qualche ottantenne che è vissuto in
centro città e ha fumato 80 sigarette al giorno per 60 anni. In mancanza
di polmoni neri, si possono sempre usare quelli di qualche maiale
iniettati di cancerogeni (ma senza dire che si tratta di maiali, si
capisce) --
tanto ciò che conta è rendere l'idea, e le false rappresentazioni
alla base dell'antifumo sono sempre benvenute, purché il messaggio "passi".
Giustamente i fumatori australiani
così gabbati non donano più i polmoni, certi che sono inutili e
malconci; ed ecco allora che le stesse gang
affermano che "bisogna incoraggiare i fumatori a donare i
polmoni, anche se hanno fumato un pacchetto al giorno per 20 anni.
Non c'è ragione di preoccuparsi. Molti hanno ricevuto i
polmoni di fumatori, senza alcuna differenza nell'esito",
dice la dottoressa antifumo Morton. Come si spiega l'arcano?
Facile: retorica e truffe si mettono da parte quando c'è bisogno. Come i negri d'America d'altri tempi, i
fumatori sono cittadini di seconda classe, buoni per lo sfruttamento
e per il disprezzo; però sono indispensabili per l'economia,
e sono ottimi come carne da cannone -- un arrangiamento che funzionò
per oltre due secoli finché i negri cominciarono a farsi rispettare con la
forza. Speriamo che non ci voglia altrettanto tempo per restituire la
dignità ai
fumatori! Si potrebbe cominciare col non
donare il polmoni, il cuore ed ogni altro organo che secondo la propaganda
viene danneggiato dal fumo - tanto non sono buoni, no?... E non preoccupatevi di "farci
brutta figura": tanto la "figura" è fatta di default;
basta essere fumatori! Comunque si manderebbe un
chiaro messaggio a questi individui: ciò che non è buono per la
chiesa non è buono per il campanile.
SCIENZA ROTTAME (e futuro Orwelliano)
25
Marzo -
Donne, la capacità smettere di fumare
dipende dai geni -- Sulla frequenza di Radio Scienza
Rottame abbiamo captato questa settimana un'interessante notizia,
riportata dall'ANSA in Italia e dalla
BBC in Inghilterra. "Hai
cercato di smettere di fumare e nonostante la buona volontà e i
cerotti alla nicotina il tentativo è fallito? Se sei una donna la
colpa potrebbe essere dei geni. E' quanto afferma un gruppo di
ricercatori britannici che hanno rivelato che la costruzione
genetica delle donne sembra influenzare la capacità o meno di non
ricominciare a fumare", dice uno "studio" dell'Università di Oxford.
Il
messaggio implicito è che nessuna donna "sana di mente", dopo il bombardamento
delle ciance antifumo e dopo essere stata influenzata a smettere,
può scegliere di ricominciare semplicemente perché le piace
fumare e ha fatto una libera scelta,
e nonostante che abbia buttato via soldi in farmacia per la nicotina transdermica.
E no, perbacco, allora deve essere colpa dei suoi geni! Come
è stato stabilita questa storia? Beh, non è stata |
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UNO
SGUARDO AL FUTURO - I 25
Marzo -
Port
Orange, Florida: 60 giorni di galera, $500 di multa se fumi
all'aperto
mentre ti vedono i bambini
-- Passata all'unanimità dal consiglio
comunale, ecco una
legge che certamente proietta nel futuro le parole
che sentiamo dagli antifumo italiani. Se una mamma porta i suoi
bambini al parco e, mentre giocano, si fuma una sigaretta, è
passibile delle sanzioni sopra. Perché? Credeteci o no, perché
bisogna proteggere i bambini dal fumo passivo, e perché i
bambini non devono vedere la gente che fuma. Possiamo facilmente
immaginare che, tra un paio d'anni, tale indecenza sarà proposta
ed approvata anche da noi. Non ci vuole molta intelligenza per
proiettare ciò che dice Sirchia, che già dice che "certamente" si può
fumare a casa propria (ma non in pubblico), ma non davanti ai bambini, a cui si
dà il "cattivo esempio" -- la bontà dell'esempio unilateralmente definita
dal Ministro, si capisce.
UNO
SGUARDO AL FUTURO - II
25
Marzo -
Così stiamo cacciando milioni di Euro pensando di far fumare nel nostro
locale, eh?
- Mentre in Italia si lavora freneticamente
per adattarsi alla legge Sirchia per il fumo nei ristoranti, in tutto il
mondo gli antifumo stanno lavorando freneticamente per espandere
la truffa
del fumo passivo, mettendo il luce l'ingenuità di coloro che sperano che
la nuova legge sia la fine di un incubo: no, è solo l'inizio.
"'Anche se il 99 percento del fumo è rimosso
con gli impianti di ventilazione, non significa che ciò che resta sia sicuro',
afferma James Repace, un esperto di fumo passivo, che dice anche che la
tecnologia non sarà mai in grado di rimuovere i contaminanti creati dal
fumo di sigaretta". Sono stati condotti già molti studi-rottame (anche in
Italia) che "dimostrano" che "non esiste modo sicuro per rimuovere il fumo
passivo". Come è possibile? Semplice: siccome intenzionalmente non esiste uno standard
minimo legale per l' "inquinamento", questi imbroglioni considerano pericolosa ogni lettura
diversa da zero. Ma ecco la parte divertente: "Per ridurre i
contaminanti a un livello sicuro (non specificato), ci vorrebbero macchine
che creassero un tornado e che fossero capaci di cambiare l'aria 100.000
volte all'ora", continua Repace. Ma chi è 'sto Repace? Beh, è uno
come ce ne sono tanti anche in Italia, autodefinitosi un "esperto" in fumo
passivo.
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James Repace |
Più dettagliatamente, Repace è al soldo
dell'industria farmaceutica, da cui
riceve
100.000 dollari all'anno per vendere alla stampa, politici ed opinione pubblica informazione falsa e
promuovere le "terapie" di cessazione farmaceutiche. E' un imbroglione,
perché afferma che il fumo passivo all'aperto contiene 600 volte più
nicotina di quanto la Environmental Protecion Agency abbia stabilito come livello sicuro per prevenire
malattie cardiovascolari:
ma la EPA non ha
mai parlato di nicotina. E' un ciarlatano, perché lui stesso pochi
mesi fa affermò che ci vorrebbero
34.000 ricambi d'aria all'ora (non
100.000) per rendere l'ambiente "sicuro" (da che?... ). E' un istigatore di odio, perché afferma che i fumatori uccidono
e avvelenano. In breve, è un antifumo. In realtà, anche il 100% di esposizione al fumo passivo in un
locale chiuso e per anni
non è mai stato dimostrato essere di alcun danno alla salute.
Le incoerenze di Repace sono anche riconoscibili in
Italia nel numero dei "morti da fumo", per esempio, o
negli
studi rottame della Lega Tumori che abbiamo smascherato.
CONTRIBUTI DEI LETTORI
25
Marzo -
Una
donna su nove!
- Una lettrice anonima ci manda questo
interessante articolo su come i dati statistici sono presentati
per pilotare il comportamento -- questa volta per indurre le donne
a fare lo screening mammografico. "XX47" (così si firma la
lettrice) ha fatto il suo lavoro di ricerca spinta da sano
scetticismo, proprio come dovrebbero fare i cittadini quando
diventano bersaglio della propaganda "sanitaria". Scettici anche
noi, abbiamo verificato le referenze scientifiche a cui l'autrice
fa riferimento, che si sono rivelate accurate. XX47 ne ha scoperte
delle belle, e ne mette a parte i lettori di FORCES. Ecco, come
assaggio, una citazione dal suo articolo: "...Ovviamente
da noi di tutto ciò non si parla, forse perché la macchina
mastodontica dello screening mammografico è già stata avviata in
parecchie regioni, con costi economici notevoli, quindi metterne
in dubbio l’efficacia sarebbe come sparare sulla Croce Rossa."
Uno dei
problemi di oggi è che il cittadino è bombardato con un
mare di informazione, per lo più inaffidabile, e non ha né il
tempo né la voglia di verificarla. Ciò è particolarmente vero per
tutto ciò che concerne la salute, diventata oggi strumento ultimo
di controllo politico e fonte enorme di spesa pubblica e di
arricchimento dei gruppi di potere. Per una ragione molto più
istintiva che razionale, si tende a credere all'informazione che
"lancia l'allarme" anziché a quella che rassicura -- e di
questo ne è bene a conoscenza chi
fa appello alle nostre paure per ottenere il controllo
del comportamento di massa mentre che separa e punisce chi resta un'isola di pensiero autonomo.
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stabilita affatto: si tratta solo
di ipotesi assolutamente non dimostrabili. Alla base c'è questo:
nello "studio" si è notato che tra le donne che hanno ripreso a
fumare c'era una preponderanza di un certo make-up genetico, e si è saltati
subito alla conclusione che esiste una relazione tra i geni e il fumo -- e
si implica che le "terapie sostitutive" non funzionano (tasso di
fallimento 90%) non per via della truffa che sono, ma solo perché esistono fattori genetici che le
"terapie" non sono capaci di raggiungere. Uno
degli scopi collaterali di
questi "studi di mantenimento" del mercato farmaceutico della
nicotina è quello di esonerare da possibili responsabilità i centri di
cessazione del fumo che, avendo rimpiazzato le chiromanti che ti
curavano dal malocchio con qualcosa di più moderno ma non così
affidabile, salassano quattrini al pubblico (o alle mutue,
a seconda dei casi), sostenuti e mantenuti dalle solite mafie farmaceutico-sanitarie.
Ancora una considerazione:
sarà senz'altro vero che chi preferisce le acciughe
alla cioccolata (o il fumo a qualcos'altro) abbia un make-up
genetico che lo induce ad avere certe preferenze piuttosto che
altre; la variazione genetica è proprio la ragione per cui siamo
tutti diversi uno dall'altro, altrimenti saremmo cloni.
E allora?...
E allora questo: con il
radicalizzarsi di
questa logica, i comportamenti e le preferenze che non piacciono
allo Stato e alla sua "salute pubblica" potranno, in un prossimo
futuro, essere "identificati" alla nascita e condizionati
dall'infanzia con "educazione" e farmaceutici di Stato,
prevalendo sui diritti dei genitori che rifiutano il condizionamento "nel migliore interesse del bambino" --
interesse unilateralmente stabilito, va da sé, dalla "salute
pubblica". Che ve ne pare? Non è
questo il sogno ultimo di ogni tiranno? |