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Aggiornamento speciale 26 Maggio 2005
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E QUESTA LA CHIAMANO "SCIENZA" - I questionari della truffa epidemiologica
E' FALSO che gli studi sono manipolati: ecco le prove
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VERGOGNOSO (E ASSOLUTO) SILENZIO DEI MEDIA. COMPLICI DELLA TRUFFA DEL SECOLO?

SMENTITA LA CORTE D'APPELLO DI ROMA SUI RISARCIMENTI AI FUMATORI PER "ATTIVITA' PERICOLOSA"

I COMMENTI DELL'AVVOCATO

Ci colleghiamo con lo Studio Legale Fiorin per i commenti dell'Avv. Massimiliano Fiorin sulla sentenza del Tribunale di Roma che, posteriormente alla stessa, è in radicale disaccordo con quella "storica" concernente i cosiddetti "danni da fumo" che riportammo nelle edizioni del 10 Marzo e del 14 Marzo. L'avv. Fiorin è uno dei consulenti legali della nostra organizzazione.

C'è un giudice a Berlino: smentita la Corte d'Appello di Roma sui risarcimenti ai fumatori per "attività pericolosa"

SCARICA QUI LA COPIA INTEGRALE PDF DELLA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA - SEZIONE XIII CIVILE

26 Maggio - Vi ricordate il grande can can del Marzo scorso sulla sentenza della Corte d'Appello di Roma concernente la responsabilità dell'ETI nel caso di una morte di cancro polmonare? Era dappertutto: radio, televisione, Internet, giornali... "Sentenza storica", fu definita, e varco di una nuova era dove la truffa epidemiologica, la falsa rappresentazione dell'evidenza e l'indimostrabile scientifico rendono miliardi, aggiungemmo noi.

Ciò che importava, come al solito, era ribadire il concetto che "il fumo uccide" e che ora, finalmente, "qualcuno pagherà"; continuare a convincere la gente che è esente da scelta e responsabilità personale, e che una superstizione di cui non si è MAI potuto provare UNA morte è diventata una verità assoluta che trascende la necessità di dimostrazione - ergo pure la giurisprudenza cambia i suoi venti, e la vendetta contro chi produce sigarette è infine possibile. I soliti santoni-clown medici delle solite istituzioni antifumo che rifiutano ogni dialogo scientifico perché temono che la frode emerga erano dappertutto, mentre l'opposizione o era intervistata per coprire il ruolo di strani lunatici e far fare la figura di persone serie ai truffatori o - più efficientemente - non era invitata del tutto.

Nemmeno un mese dopo, questa sentenza della XIII sezione civile del Tribunale di Roma smentiva la decisione della Corte d'Appello; ma in questo caso NESSUN MEDIA riportò questa importante pietra miliare. Tale è stata la serrata mediatica che non l'avremmo notata nemmeno noi se non fosse stato per l'occhio attento di uno dei consulenti legali di FORCES, che ha subito commentato sul significato della sentenza.  La sentenza non solo esenta l'ETI da responsabilità in un caso virtualmente identico a quello tanto strombazzato il mese precedente, ma addirittura critica severamente la sostanza della pericolosissima decisione della Corte d'Appello con frasi come:

"...La produzione e la vendita di sigarette non può considerarsi attività pericolosa, nel senso indicato dall'art. 2050 c.c. …la produzione e la vendita di sigarette: a) non ha natura intrinsecamente pericolosa, in quanto il pericolo può derivare unicamente dall'uso smodato che di tali prodotti venga fatto; b) non adopera mezzi pericolosi, in quanto i macchinari impiegati per il confezionamento e lo smercio non presentano alcuna particolarità o potenzialità dannosa."

Sulla mancanza di "avvertimenti" sanitari sui pacchetti di sigarette prima del 1991:

"...Per quanto attiene al grado di probabilità, in base al quale stabilire astrattamente se l'effettuazione della condotta omessa avrebbe evitato il danno, occorre avere riguardo non già alla mera "probabilità statistica", ma al differente concetto di "probabilità logica", la quale deve essere prossima alla certezza; ... la "probabilità logica", a sua volta, va accertata collazionando le probabilità statistiche di successo della condotta omessa con tutte le circostanze del caso concreto, quali risultanti dal materiale probatorio raccolto (seguono citazioni) Al criterio delle "serie ed apprezzabili possibilità di successo", pertanto, è venuto a sostituirsi quello della "alta o elevata credibilità razionale" del giudizio controfattuale..."

Finalmente una ventata di integrità e di buon senso. Giustamente, il Tribunale richiede una sostanzialità dell'evidenza che si avvicina a quella della decisione Daubert statunitense di cui parlammo recentemente nell'aggiornamento del 12 Maggio scorso nell'editoriale concernente la recente sentenza sulla truffa del fumo passivo - un'altra "sentenza storica" che sarà probabilmente capovolta, ma che è "storica" solo perché avalla l'odio contro il fumo istigato dai truffatori salutisti.

Continua la sentenza:

"...Le conclusioni sin qui esposte, a parere di questo Tribunale, non meritano di essere riviste, neppur dopo la diversa opinione adottata recentemente da Corte appello Roma 1015/2005, inedita ... Che l'Azienda Monopoli, fino al 1990, sia venuta meno ad una regola di comune prudenza deve escludersi."

"È notorio ed incontestabile che il fumo nuoccia in caso di uso ripetuto o smodato. È l'abuti, non l'uti, che nuoce alla salute: non potrebbe seriamente contestarsi che ha ben poche possibilità di ammalarsi di tumore al polmone chi fumi una sigaretta al mese. Ebbene, le attività o le sostanze che, se ripetute o frequentemente assunte possono nuocere alla salute, sono purtroppo infinite … L'evidente reductio ad absurdum prova la fallacia della premessa, e cioè che il produttore di una sostanza che non sia perniciosa ex se, ma soltanto per l'uso smodato che di essa si faccia, non ha l'obbligo di informare l'acquirente..."

Con frasi del genere in una sentenza di tribunale e su un argomento così di attualità, come è concepibile che nessun media ne abbia parlato? Due sono le possibilità, ed entrambe collegate alla macchina antifumo: a) quei media che ne erano a conoscenza hanno taciuto perché questa informazione inghippa la propaganda-disinformazione salutista; b) la mafia antifumo ha soffocato l'informazione prima che essa arrivasse ai media.

Qualunque sia la ragione, una verità è limpida: si tratta di silenzio di regime, indegno di una nazione dove democrazia, libertà e diritto di informazione/espressione sono evidentemente diventati una farsa.

Resta il mistero del perché nemmeno l'ETI (e la casa madre BAT) non abbiano minimamente pubblicizzato questa importante vittoria nel nostro Paese. L'unica spiegazione logica è che queste entità abbiano accettato appieno il ruolo di "punching ball" sociale contro cui si possano accanire con impunità odiatori e truffatori. Evidentemente ogni concepibile sforzo deve essere implementato per convincere la gente a smettere di fumare trascendendo l'indisputabile fatto che è impossibile dimostrare la causalità di una morte, o dimostrare quanti "morti" "causa" il fumo. Ad ogni modo, il silenzio su questa importante sentenza dovrebbe confermare conclusivamente che istituzioni e mass media non possono essere creduti, perché nascondono la loro coda di paglia sulla Truffa del Secolo in due modi: o gridando menzogne ai quattro venti, o negando ai cittadini il diritto di sapere.

In nessun Paese del mondo i media sono più asserviti alle truffe e alla disinformazione antifumo di quanto lo sono in Italia. Persino il Canada, dove il cancro salutista ha fatto più metastasi che in qualsiasi altra nazione, si sentono spesso voci di dissenso pubblicate da media di rilievo - voci che spesso denunciano la falsa base scientifica antifumo. Non qui: anche quei pochissimi media che sono più simpatizzanti dei fumatori riportano le opinioni degli antisalutisti e degli antifumo su un piano di parità - ma ciò è un evento molto raro, e si fa sempre in modo che l'antifumo appaia come l'opinione prevalente (se non riesci ad imporre la truffa con la scienza, prova con la "democrazia"). Tutti gli altri obbediscono ciecamente all'omertà di matrice mafiosa secondo cui se proprio non si vuol dir male del fumo, che si taccia e si permetta alla corruzione istituzionale di procedere indisturbata in nome di una "salute pubblica" che non si può dimostrare, intanto che si lecca opportunamente il deretano delle varie leghe-contro-qualcosa e dei farma-istituti che continuano a dirci il falso. Che schifo. Benvenuti nel regime salutista.

ANCHE DA EX-MINISTRO, SIRCHIA CONTINUA A DIRE IL FALSO AGLI ITALIANI

Schock ministeriale?
L'ex-ministro della salute Sirchia sembra soffrire di trauma post-ministeriale: non è ancora guarito dalla sua compulsione di dire menzogne sul fumo.

26 Maggio - Sirchia, in estate ci aspettiamo una ripresa dei consumi - Con la bella stagione uscire dal ristorante o dal luogo di lavoro per accendersi una sigaretta non sarà poi così fastidioso. ''Tanto che in estate ci aspettiamo una ripresa dei consumi''. Lo dice l'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, commentando i recenti dati sul calo delle vendite dei pacchetti. Sirchia inoltre sottolinea : ''non era questo l'obiettivo della legge, ma piuttosto la protezione della salute dei non fumatori dal fumo passivo”. “ In ogni caso – conclude - nell'anno ci aspettiamo un calo del 3-4% delle vendite''. (dal sito www.tabaccai.it)

Caro ex-ministro, la protezione dei non fumatori non può esistere perché non esistono pericoli da fumo passivo, quindi lei sta dicendo menzogne. Siamo infatti ancora in "attesa" che lei ci dica dove sono gli studi che dimostrano che il fumo passivo fa male - ricorda le menzogne che lei disse a l'Antipatico il 20 Gennaio scorso, e che ci indussero a pubblicare tutti gli studi mai condotti sul fumo passivo? Ovviamente lei non rispose (né risponde) perché noi la smascherammo, signor ex-ministro - lei assieme a tutti quegli "autorevoli" bugiardi che mentono agli italiani senza ritegno né vergogna. Invece quindi di promuovere mentalità da preservativo, si pensi per una volta a comportarsi da "veri uomini", come lei è solito dire (che fumano e bevono, signor ex-ministro), e si affronti faccia a faccia chi dimostra che lei mente. Perché gente come Sirchia, evidentemente, è solo capace a fare danni - sociali ed economici - e poi nascondersi dietro il dito del paternalismo. Purtroppo per lei, caro signore, molti di noi sono diventati adulti, ed i papà/nonni istituzionali li stanno giustamente mandando a quel paese.

INCENSATORI E PROFUMATORI ASSASSINI, ECCO IL VOSTRO TURNO

26 Maggio - Detroit: 10,6 milioni di dollari per compensazione di danni da profumo passivo - Quando iniziammo la rubrica sul salutismo antiprofumo di cui sopra persino alcuni dei nostri lettori ci derisero e ci accusarono di "esagerare per effetto" e di perdere quindi credibilità con cose del genere. Dimostrarono così di non aver ancora compreso che il cancro del salutismo e dell'isterismo mentecatto che esso istiga è universale. Ecco la conferma che avevamo ragione.

Erin Weber, una DJ di Detroit, fa causa alla stazione radiofonica perché la sua "salute" è stata danneggiata da una collaboratrice che, in un mini-incidente sul lavoro, aveva versato smalto da unghie sulla scrivania. Dichiarando di soffrire dell'ennesima, indimostrabile "malattia" contemporanea (la Multiple Chemical Sensitivity, MCS, la cui esistenza è estremamente controversa), la Weber ottiene da un tribunale una compensazione di oltre dieci milioni e mezzo di dollari! Anche se la MCS fosse vera, qui continua ad avanzare il principio invertito che persone con malfunzionamenti organici abbiano il diritto di dettare a interi sistemi sociali un comportamento che si deve piegare ai loro difetti - allo stesso modo che se c'è un deficiente in una classe di studenti, oggi è "giusto" abbassare lo standard educativo di tutti in modo che i pochi deficienti si sentano normali!

La Weber afferma che, anche prima del "disastroso" incidente, l'ambiente lavorativo era un "incubo" perché l'aria era invasa da "tossici chimici da profumo", che le causavano "bruciature chimiche nelle vie respiratorie e nei seni nasali", e il suo medico (quale sarà la percentuale del compenso che si becca il dottò?) la ammonì che "ulteriore esposizione al profumo potrebbe condurla alla morte". Ecco i risultati di credere a truffe come quella del fumo passivo: la creazione di una mentalità disonesta che usa isterismo sulla salute per predare su vittime.

La buona notizia è che la Weber sta benissimo e che non vede l'ora di depositare il bottino in banca; quella cattiva è che ciò che riportiamo diventerà l'ennesima ispirazione dei Codacons.


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