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VERGOGNOSO (E ASSOLUTO)
SILENZIO DEI MEDIA. COMPLICI DELLA TRUFFA DEL SECOLO?
SMENTITA LA CORTE D'APPELLO DI ROMA SUI
RISARCIMENTI AI FUMATORI PER "ATTIVITA' PERICOLOSA"
26 Maggio - Vi ricordate
il
grande can can del Marzo scorso sulla sentenza della Corte d'Appello di
Roma concernente la responsabilità dell'ETI nel caso di una morte di cancro
polmonare? Era dappertutto: radio, televisione, Internet, giornali...
"Sentenza storica", fu definita, e varco di una nuova era dove
la truffa epidemiologica, la
falsa rappresentazione dell'evidenza e
l'indimostrabile
scientifico
rendono miliardi, aggiungemmo noi.
Ciò che importava,
come al solito, era ribadire il concetto che "il fumo uccide" e che ora,
finalmente, "qualcuno pagherà"; continuare a convincere la gente che
è esente da scelta e responsabilità personale, e che una
superstizione di cui non si è MAI potuto provare UNA morte è diventata una verità assoluta
che trascende la necessità di dimostrazione - ergo pure la giurisprudenza
cambia i suoi venti, e la vendetta contro chi produce sigarette è infine
possibile. I soliti santoni-clown medici delle solite istituzioni antifumo che
rifiutano ogni dialogo scientifico perché temono che la frode emerga
erano dappertutto, mentre l'opposizione o era intervistata per coprire il
ruolo di strani lunatici e far fare la figura di persone serie ai truffatori o -
più efficientemente - non era invitata del tutto.
Nemmeno un mese dopo,
questa sentenza della XIII sezione civile del Tribunale di Roma smentiva la decisione della Corte
d'Appello;
ma in questo caso NESSUN MEDIA riportò questa importante pietra miliare. Tale è
stata la serrata mediatica che non l'avremmo notata nemmeno noi se non fosse
stato per l'occhio attento di uno dei
consulenti legali
di FORCES, che ha subito
commentato sul
significato della sentenza. La sentenza non solo esenta l'ETI da
responsabilità in un caso virtualmente identico a quello tanto
strombazzato il mese precedente, ma addirittura critica severamente la
sostanza della pericolosissima decisione della Corte d'Appello con
frasi come:
"...La produzione e la vendita di sigarette non può
considerarsi attività pericolosa, nel senso indicato dall'art. 2050 c.c.
…la produzione e la vendita di sigarette: a) non ha natura intrinsecamente
pericolosa, in quanto il pericolo può derivare unicamente dall'uso smodato che
di tali prodotti venga fatto; b) non adopera mezzi pericolosi, in quanto i
macchinari impiegati per il confezionamento e lo smercio non presentano alcuna
particolarità o potenzialità dannosa."
Sulla mancanza di "avvertimenti" sanitari sui pacchetti di sigarette prima del
1991:
"...Per quanto attiene al grado di probabilità, in base al quale stabilire
astrattamente se l'effettuazione della condotta omessa avrebbe evitato il
danno, occorre avere riguardo non già alla mera "probabilità statistica",
ma al differente concetto di "probabilità logica", la quale deve essere
prossima alla certezza; ... la "probabilità logica", a sua volta, va
accertata collazionando le probabilità statistiche di successo della condotta
omessa con tutte le circostanze del caso concreto, quali risultanti dal
materiale probatorio raccolto (seguono citazioni) Al criterio delle "serie ed
apprezzabili possibilità di successo", pertanto, è venuto a sostituirsi quello
della "alta o elevata credibilità razionale" del giudizio controfattuale..."
Finalmente una ventata di integrità e di buon senso.
Giustamente, il Tribunale richiede una sostanzialità
dell'evidenza che si avvicina a quella della
decisione
Daubert statunitense di cui parlammo recentemente nell'aggiornamento del
12
Maggio scorso nell'editoriale concernente la recente sentenza sulla
truffa del fumo
passivo - un'altra "sentenza storica" che sarà probabilmente capovolta, ma
che è "storica" solo perché avalla l'odio contro il fumo istigato dai
truffatori salutisti.
Continua la sentenza:
"...Le conclusioni sin qui esposte, a parere di questo Tribunale, non meritano
di essere riviste, neppur dopo la diversa opinione adottata recentemente da
Corte appello Roma 1015/2005, inedita ... Che l'Azienda Monopoli, fino al
1990, sia venuta meno ad una regola di comune prudenza deve escludersi."
"È notorio ed incontestabile che il fumo nuoccia in
caso di uso ripetuto o smodato. È l'abuti, non l'uti, che nuoce alla salute:
non potrebbe seriamente contestarsi che ha ben poche possibilità di ammalarsi
di tumore al polmone chi fumi una sigaretta al mese. Ebbene, le attività o
le sostanze che, se ripetute o frequentemente assunte possono nuocere alla
salute, sono purtroppo infinite … L'evidente reductio ad absurdum prova la
fallacia della premessa, e cioè che il produttore di una sostanza che non sia
perniciosa ex se, ma soltanto per l'uso smodato che di essa si faccia, non ha
l'obbligo di informare l'acquirente..." Con frasi
del genere in una sentenza di tribunale e su un argomento così di attualità,
come è concepibile che nessun media ne abbia parlato? Due sono
le possibilità, ed entrambe collegate alla macchina
antifumo: a) quei media che ne erano a conoscenza hanno taciuto perché questa
informazione inghippa la propaganda-disinformazione
salutista; b) la mafia antifumo ha soffocato l'informazione prima che essa
arrivasse ai media. Qualunque sia la ragione, una
verità è limpida: si tratta di silenzio di regime, indegno di una nazione
dove democrazia, libertà e diritto di informazione/espressione sono
evidentemente diventati una farsa. Resta il mistero
del
perché nemmeno l'ETI (e la casa madre BAT) non abbiano minimamente pubblicizzato
questa importante vittoria nel nostro Paese. L'unica spiegazione logica è che
queste entità abbiano accettato appieno il ruolo di "punching ball" sociale
contro cui si possano accanire con impunità odiatori e truffatori. Evidentemente ogni concepibile sforzo deve essere
implementato per convincere la gente a smettere di fumare
trascendendo l'indisputabile fatto che è impossibile dimostrare la
causalità di una morte, o dimostrare
quanti "morti" "causa" il fumo. Ad ogni modo, il silenzio su questa importante sentenza
dovrebbe confermare conclusivamente che istituzioni e mass media non possono
essere creduti, perché nascondono la loro coda di paglia sulla Truffa
del Secolo in due modi: o gridando menzogne ai quattro venti, o negando ai
cittadini il diritto di sapere. In nessun Paese del
mondo i media sono più asserviti alle truffe e alla disinformazione antifumo
di quanto lo sono in Italia. Persino il Canada, dove il cancro salutista ha fatto più
metastasi che in qualsiasi altra nazione, si sentono spesso voci di dissenso
pubblicate da media di rilievo - voci che spesso denunciano la falsa base
scientifica antifumo. Non qui: anche quei pochissimi media che sono più
simpatizzanti dei fumatori riportano le opinioni degli
antisalutisti e degli antifumo su un piano di parità - ma ciò è un
evento molto raro, e si fa sempre in modo che l'antifumo appaia come
l'opinione prevalente (se non riesci ad imporre la truffa con la
scienza, prova con la "democrazia"). Tutti gli altri obbediscono ciecamente all'omertà di
matrice mafiosa secondo cui se proprio
non si vuol dir male del fumo, che si taccia e si permetta
alla corruzione istituzionale di procedere indisturbata in nome di una "salute
pubblica" che non si può dimostrare, intanto che si lecca opportunamente il
deretano delle varie leghe-contro-qualcosa e dei farma-istituti
che continuano a dirci il falso. Che schifo. Benvenuti nel regime
salutista.
ANCHE DA EX-MINISTRO, SIRCHIA CONTINUA A
DIRE IL FALSO AGLI ITALIANI
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Schock ministeriale?
L'ex-ministro della salute Sirchia sembra soffrire di trauma
post-ministeriale: non è ancora guarito dalla sua compulsione di dire
menzogne sul fumo. |
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26 Maggio - Sirchia, in estate ci
aspettiamo una ripresa dei consumi - Con la bella stagione uscire dal
ristorante o dal luogo di lavoro per accendersi una sigaretta non sarà poi
così fastidioso. ''Tanto che in estate ci aspettiamo una ripresa dei consumi''.
Lo dice l'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, commentando i recenti
dati sul calo delle vendite dei pacchetti. Sirchia inoltre sottolinea : ''non
era questo l'obiettivo della legge, ma piuttosto la protezione della salute
dei non fumatori dal fumo passivo”. “ In ogni caso – conclude - nell'anno ci
aspettiamo un calo del 3-4% delle vendite''. (dal sito www.tabaccai.it)
Caro
ex-ministro, la protezione dei non fumatori non può esistere perché
non
esistono pericoli da fumo passivo, quindi lei sta dicendo menzogne. Siamo
infatti ancora in "attesa" che lei ci dica dove sono gli studi che
dimostrano che il fumo passivo fa male - ricorda le menzogne che lei
disse a
l'Antipatico il
20 Gennaio scorso, e che ci indussero a
pubblicare
tutti gli studi mai condotti sul fumo passivo? Ovviamente lei non rispose
(né risponde) perché noi la smascherammo, signor ex-ministro - lei assieme a tutti quegli "autorevoli"
bugiardi che mentono agli italiani senza ritegno né vergogna. Invece quindi di
promuovere mentalità da preservativo, si pensi per una volta a comportarsi
da "veri uomini", come lei è solito dire (che fumano e bevono, signor ex-ministro), e si
affronti faccia a faccia chi dimostra che lei mente. Perché gente come Sirchia, evidentemente, è solo capace a fare danni - sociali ed economici - e poi
nascondersi dietro il dito del paternalismo. Purtroppo per
lei, caro signore, molti di noi sono diventati adulti, ed i papà/nonni istituzionali li
stanno giustamente mandando a quel paese.
INCENSATORI E
PROFUMATORI ASSASSINI, ECCO IL VOSTRO TURNO 26 Maggio
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Detroit: 10,6 milioni di
dollari per compensazione di danni da profumo passivo
- Quando iniziammo la rubrica sul salutismo
antiprofumo di cui sopra persino alcuni dei nostri lettori ci derisero e ci
accusarono di "esagerare per effetto" e di perdere quindi credibilità con cose
del genere. Dimostrarono così di non aver ancora compreso che il cancro del
salutismo e dell'isterismo mentecatto che esso istiga è universale. Ecco la
conferma che avevamo ragione. Erin Weber,
una DJ di Detroit, fa causa alla stazione radiofonica perché la sua "salute" è
stata danneggiata da una collaboratrice che, in un mini-incidente sul lavoro,
aveva versato smalto da unghie sulla scrivania. Dichiarando di soffrire
dell'ennesima, indimostrabile "malattia" contemporanea (la Multiple Chemical
Sensitivity, MCS, la cui esistenza è estremamente controversa), la Weber
ottiene da un tribunale una compensazione di oltre dieci milioni e mezzo di
dollari! Anche se la MCS fosse vera, qui continua ad avanzare il principio
invertito che persone con malfunzionamenti organici abbiano il diritto di
dettare a interi sistemi sociali un comportamento che si deve piegare ai loro
difetti - allo stesso modo che se c'è un deficiente in una classe di studenti,
oggi è "giusto" abbassare lo standard educativo di tutti in modo che i pochi
deficienti si sentano normali! La Weber
afferma che, anche prima del "disastroso" incidente, l'ambiente lavorativo era
un "incubo" perché l'aria era invasa da "tossici chimici da profumo", che le
causavano "bruciature chimiche nelle vie respiratorie e nei seni nasali", e il
suo medico (quale sarà la percentuale del compenso che si becca il dottò?) la
ammonì che "ulteriore esposizione al profumo potrebbe condurla alla morte".
Ecco i risultati di credere a truffe come quella del fumo passivo: la
creazione di una mentalità disonesta che usa isterismo sulla salute per
predare su vittime.
La buona notizia è che la Weber sta benissimo e
che non vede l'ora di depositare il bottino in banca; quella cattiva è che ciò
che riportiamo diventerà l'ennesima ispirazione dei Codacons. |