La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale
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The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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Poveri caffeinomani ora vi curiamo
Porci bevitori siete i prossimi
Incensatori e profumatori assassini, ecco il vostro turno
Non si può tutelare la salute dei cittadini da un pericolo che non esiste. Il fumo passivo è una truffa  facilmente dimostrabile a chiunque. Una legge basata su tale truffa deve essere annullata, e i suoi fautori puniti.
Aggiornamento 27 Maggio 2004
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LA POSTA DI FORCES

27 Maggio - Fumatori: CHI  ha interesse a perseguitarli? - Contrariamente alla nostra consuetudine, pubblichiamo per prima la lettera di un lettore che non ha avuto il tempo di esplorare il nostro enorme sito, e che ci pone una domanda base che molti lettori con poca familiarità col tema del salutismo si fanno spesso. Ci chiede: "Sono un fumatore e quindi non mi dispiace affatto quello che scrivete. Ma vorrei capire perché viene attaccato così ferocemente il tabacco. CHI ha interesse a farlo?" La redazione risponde con un compendio delle ragioni e delle dinamiche politiche, economiche e psico-sociali che sono dietro alla grande truffa del secolo.


ETICA ANTIFUMO

27 Maggio - Vuoi un cuore nuovo?... Smetti di fumare - o muori!  - Se ancora ci fosse bisogno di capire dove va a parare la nuova "salute pubblica", ecco uno splendido esempio dalla Pennsylvania: “La prima persona negli Stati Uniti ad ottenere una pompa cardiaca rivoluzionaria sviluppata all’Hershey Medical Center ha ora ottenuto quello di cui aveva bisogno da molto tempo: un trapianto cardiaco – ma dopo aver provato ai medici che aveva smesso di fumare, hanno detto gli ufficiali sanitari. Gayle Snider, 36 anni, ha ricevuto il cuore di un uomo di 24 anni che morì a Philadelphia … Snider afferma di non aver fumato dal giorno prima di ottenere la pompa sperimentale il 14 Maggio del 2003, ma i medici non l’hanno creduto sulla parola, e hanno voluto vedere i campioni delle urine per sei mesi per assicurarsi che non fumasse più.”

Indipendentemente dalle considerazioni sul se o come il fumo avesse potuto influire sul cuore trapiantato, il punto fondamentale è che la mafia medica locale ha usato il ricatto sanitario sulla vita del paziente per forzarlo a comportarsi come imposto - pena la sua vita. Essi infatti si sarebbero rifiutati di trapiantare il cuore nel corpo di Gayle -- e lo avrebbero lasciato morire -- se lui non avesse smesso di fumare.

Benvenuti nel mondo "senza fumo", dove è il sanitario che stabilisce come vivi e se vivi. Va da sé che, in un mondo retto, medici che si permettessero di fare un ricatto del genere dovrebbero essere subito sbattuti in galera per tentato omicidio e radiati dall'ordine, vista la turpitudine del reato. Invece, questo articolo riporta il fatto come se si trattasse di una cosa normalissima. Lo stesso ricatto si può fare a chiunque si voglia controllare: a chi beve, a chi è grasso, a chi si fa spinelli, a chi ha una storia di eccesso di velocità... tutti, infatti, possono essere un rischio stabilito arbitrariamente da un'oligarchia che non è mai stata nemmeno eletta, e che tanto meno ha il diritto di sindacare sulla nostra vita. Il Ricatti del genere sono veramente roba da mascalzoni, perché tutti prima o poi devono attraversare il varco della malattia - e loro li aspettano come avvoltoi; e quindi dobbiamo vivere nel terrore del loro potere e delle loro punizioni perché, se viviamo in un modo non conforme a i dogmi delle loro fedi ci metteranno in ginocchio ricattandoci con la nostra stessa vita.

Non vale dunque la pena di usare la forza per ottenere leggi che, senza compromessi, tolgano a questi meccanici glorificati l'illusione di essere il Padreterno che sceglie chi vive e chi muore? Per vaste informazioni scientifiche concernenti la falsa rappresentazione degli effetti del fumo sul cuore, clicca qui.


FORZE ANTIFUMO SCONFITTE A WASHINGTON

27 Maggio - Vittoria: la capitale degli USA non farà la fine di New York - I salutisti hanno subito un'importante sconfitta nella capitale statunitense, dove si potrà tranquillamente continuare a fumare nei bar e nei ristoranti come bisogna fare nelle società civili. Il divieto totale fu proposto nel Marzo scorso dalle solite gang dell'Associazione Nazionale contro il Cancro e dalla Tobacco-Free Kids, gruppi che ricevono ampi fondi dalla Johnson & Johnson, ed avrebbe dovuto diventare una delle scelte del voto durante le elezioni del prossimo Novembre. Ma la Restaurant Association of Metropolitan Washington non ha perso tempo e ha fatto subito causa. Lo splendido risultato è riassunto in una sentenza di 13 pagine emessa dalla Corte Superiore di Washington, che ha deciso che la Proposta 66 (il divieto) è "invalida" e "inappropriata", ed ha ordinato al Board of Elections and Ethics di rimuoverla.

"Il nostro gruppo non è pro-fumo" dice trionfante Andrew J. Kline, consulente generale dell'associazione che rappresenta circa 500 ristoranti della zona, "ma crediamo che la decisione di fumare o no dovrebbe essere dei clienti e dei padroni degli esercizi". Ben detto!

 Accendiamo un sigaro per celebrare e... pssst!... guardate che ad essere pro-fumo non c'è proprio nulla di male -- anzi, bisogna diventare fumatori proprio per fumare in faccia agli antifumo e alle loro truffe. Il caso di Washington è l'ennesima prova di quanto facilmente il proibizionismo possa essere sconfitto. Basta trovare un po' di coraggio e volontà, ed è subito sera per la sedicente "salute pubblica".


PORCI BEVITORI SIETE I PROSSIMI

27 Maggio - Neoprohibition.com: Proibizionismo, una goccia alla volta - Segnaliamo con piacere ai nostri lettori questo sito, che documenta il coinvolgimento della multinazionale farmaceutica Johnson & Johnson nella campagna antialcol usando la stessa tattica adottata contro il fumo: pagare attivisti e lobbisti per esercitare pressioni sul governo per far ritornare il proibizionismo - poco alla volta. Questo gruppo lavora in associazione con ConsumerFreedom.com, l'equivalente di FORCES per l'alimentazione, e con la American Beverage Institute.

"Penso che sia l'ora di bermi una birra", disse il presidente Roosevelt dopo aver firmato la fine del 18° Emendamento che terminava 14 lunghi anni di proibizionismo. Il proibizionismo è ora parte della storia, ma un movimento più subdolo e più sottile ha preso il suo posto, entrando dalla "porta di dietro" della società per togliere legittimità all'alcol. Questo movimento è sinistramente simile a quello che risultò nel Proibizionismo. Come quello dell'inizio del 20° secolo, esso è bene organizzato, sempre convinto di aver ragione e arrogante, ed ha orecchie simpatizzanti nei media. E considerando che quasi tutti i suoi partecipanti sono finanziati dalla Robert Wood Johnson Foundation [gruppo filantropico di copertura della Johnson & Johnson] esso parte su basi finanziariamente ancora più solide del suo antenato. La RWJF, negli ultimi cinque anni, ha già contribuito oltre 250 milioni di dollari alle organizzazioni anti-alcol, che hanno usato il denaro per finanziare "studi", seminari, campagne sui media, e programmi locali per attaccare il consumo di alcol in molti modi. E questi assegni da svariati milioni di dollari hanno finanziato un esercito di attivisti, gruppi "popolari", e istituti di "ricerca" che parlano tutti all'unisono - e tutti con lo scopo di ridurre anche il consumo responsabile di alcol."

Il gruppo continua nella sua denuncia riportando che persino il comitato della prestigiosa National Academy of Science è stato infiltrato da attivisti pagati dalla RWJF. Come riportammo l'anno scorso, 9 su 12 "esperti" della NAS hanno interessi nella RWJF. Le ripercussioni cominciano a sentirsi anche in Italia con propaganda, posti di blocco, assurdi abbassamenti del limite minimo di alcol dal codice della strada e campagne mediatiche e "sanitarie" già in atto al costo di milioni di euro dei contribuenti. Esattamente come è successo per il tabacco. Sebbene non tutta l'industria farmaceutica abbia adottato questa vergognosa politica, molti dei grandi conglomerati ne fanno parte. E le gli obiettivi sono gli stessi: vilificazione dell'industria, divieti di pubblicità, demonizzazione del bevitore, super-tassazione del prodotto, "educazione" nelle scuole, paternalismo e scienza rottame a fiumi. Chi sostiene il diritto di bere sarà ritratto dai media come un idiota -- specialmente se contesta le statistiche fasulle -- e i media lo useranno solo come contrappunto per far vedere quanto gli antialcol sono eroi; poi sarà rapidamente liquidato come venduto all' "industria del male". Da canto suo l'industria reciterà il solito "mea culpa", proprio come fa oggi la Philip Morris.

Il proibizionismo americano fu eliminato dalla violenza delle sue conseguenze. I proibizionisti di oggi cercano di ottenere il loro scopo senza tali conseguenze - ma la storia è destinata a ripetersi.


ISTERISMO SALUTISTA

27 Maggio - California: vietate le sale di abbronzatura - Continuando sulla strada della paranoia collettiva, le sale d'abbronzatura saranno vietate in California. Perché il divieto? Le ragioni sono sempre le stesse: "salute pubblica" e scienza rottame. "Le sale d'abbronzatura sono parzialmente responsabili per oltre 1 milione di cancri della pelle all'anno negli Stati Uniti e di 4.700 morti all'anno per il melanoma", dice l'articolo.

Va da se che il melanoma ha tante cause (tra le molte: raggi X, storico familiare, abbondanza di nei, lentiggini, eccessiva esposizione al sole e si, anche sale d'abbronzatura) e che non è possibile attribuire alle sale un qualsiasi numero di questi cancri - ma qui si parla di scienza vera. Con la scienza rottame, invece, si può "attribuire" tutto a tutto -- proprio come si fa con il fumo. Ma si, nel dubbio, proibisci. E se poi si tratta di un falso

allarme? Va beh, intanto stava all'accusato provare la sua innocenza!  Una logica da Inquisizione che è comodissima ovunque, ma che è difficile da spiegare ai 160.000 lavoratori nelle sale d'abbronzatura americane, come sono anche difficili da rimpiazzare i cinque miliardi di dollari che tali sale contribuiscono all'economia. Ma cosa importano l'economia e la scelta personale? L'importante è la salute - vera o presunta.

AGGIORNAMENTO FORCES CAMPANIA

27 Maggio - Le zuccheriere nei bar. Verso l'aumento garantito del prezzo della tazzina e del cappuccino. Gli unici che ci guadagneranno saranno commercianti e stato - "Lo scorso 21 aprile abbiamo lanciato un appello ad una maggiore mobilitazione da parte delle categorie interessate e un invito al legislatore perché rivedesse la nuova normativa, entrata in vigore abbastanza in sordina dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 28 febbraio, che stabilisce la vendita e la somministrazione dello zucchero solo se preconfezionato. Avevamo ricordato che, non rilevando alcun allarme zuccheriere, auspicando un maggior controllo e applicazione della normativa igienica esistente lì dove fosse violata, ci si poteva comportare come in passato era stato fatto per un'altra normativa: l'obbligo di vendere acqua minerale solo in bottiglie preconfezionate, approvata in attuazione di una direttiva Ue, ma bloccata dal ministero della Salute perché ritenuta sconveniente e dannosa per il nostro mercato, rispetto agli ipotetici vantaggi sanitari. Stiamo ancora aspettando un riscontro da parte del ministero."

Aspetta e spera, cara ADUC! Anche noi stiamo aspettando un riscontro dal ministro alla nostra lettera in cui chiedevamo al ministro su quale base scientifica vietava il fumo nei locali pubblici; lo stiamo aspettando da oltre due anni. Tipici eredi delle monarchie assolute che costellavano l'Italia, i ministri della "salute" in Italia non rendono conto del loro operato ai cittadini - da cui non sono stati nemmeno eletti. Il loro lavoro è pontificare dall'alto dei loro scranni la loro indiscutibile "saggezza" con un dialogo unidirezionale. Con loro non si discute: si crede, si obbedisce e si combatte contro i nemici della salute pubblica! Chiaro?...

Altre notizie all'interno: Kyoto è irrealizzabile senza il nucleare - Critiche dalla Spagna contro il Protocollo di Kyoto - Protocollo di Kyoto: tanti costi immediati, pochi e incerti i benefici


MORTE ALLE SS

27 Maggio - Internet, 1500 euro di multa per chi non deposita sito in biblioteca - Ecco l'ennesimo tentativo di controllo (tramite "regolamentazione", il nuovo eufemismo totalitario) dell'informazione, combinato a suprema idiozia burocratica e parassitaria: la legge 106/2004, secondo la quale OGNI sito internet dovrà "inviarne il contenuto alle due biblioteche centrali di Firenze e di Roma, altrimenti rischierà una multa fino a 1500 euro". Come si sono ridefiniti i concetti di salute, libertà, verità, malattia e responsabilità per adattarli a programmi di repressione sanitaria e ambientalista, così la nuova censura non è più censura, ma "stampa responsabile", "educazione", "sicurezza nazionale" e "cambio culturale".

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