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LA STORIA IN BREVE |
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Il caso comincia con una storia diventata purtroppo
di routine, oggigiorno, grazie alla Truffa del Secolo, con tutti gli
ingredienti classici e salienti. Dopo aver contratto il cancro
polmonare, fumatore fa causa a produttore di sigarette, e afferma di
essere stato sedotto a fumare dalla pubblicità. Afferma anche che
non era al corrente dei rischi quando cominciò a fumare. Dopo
oltre un decennio, durante il quale il fumatore decede, finalmente
il caso approda in un tribunale scozzese nel 2003. Con un innovativo
atto di raro coraggio contro l'ortodossia mafiosa della "salute
pubblica" e della superstizione odierna, la Imperial Tobacco
britannica decide di non piegarsi a novanta gradi come il resto
dell'industria e di combattere la truffa sanitaria in tribunale su
base scientifica - un approccio che FORCES ha sempre e
veementemente sostenuto dalla sua creazione 10 anni fa: solo
l'esposizione della truffa scientifica di base su fumo attivo e
passivo può demolire il castello di credi e di menzogne antifumo.
Vogliamo sperare - forse illuderci? - di avere avuto un'influenza.
Dopo un
meticolosissimo esame di tutta l'evidenza scientifica e statistica
disponibile oggi, la Corte respinge la richiesta di danni e decide a favore
della Imperial Tobacco e contro Margaret
McTear, la vedova di Alfred McTear che, all'età di 48 anni, morì nel
1993 di cancro polmonare. In una sentenza di 800 pagine pietre
miliari giurisprudenziali sono saldamente stabilite:
- Si respinge la nozione che
McTear non era a conoscenza dei rischi del fumo, usando un
razionale
identico a quello della Sezione XIII Civile del Tribunale di Roma.
- Si respinge la nozione di dipendenza, cioè la finzione che
McTear era così dipendente dalla nicotina da non poter smettere di
fumare.
- Si respinge la favola che la
pubblicità alle sigarette fu responsabile per la decisione di McTear di
cominciare a fumare.
- Si respinge la nozione che
esiste prova scientifica che il fumo provoca il cancro.
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Finalmente la verità emerge
2 Giugno - Non esiste un nesso scientifico tra fumo attivo e cancro
polmonare. Anzi, la preponderanza dell'evidenza scientifica sembra più
china all'improbabilità. Questa è la conclusione della storica sentenza di un tribunale scozzese
su una causa di cancro al polmone contro i produttori di sigarette, emessa il
31 Maggio scorso, giornata della truffa mondiale contro il fumo. Il
risarcimento di 500.000 sterline quindi è andato in fumo.
E' vero che
si può imbavagliare la verità e soffocarla, e purtroppo lo si può fare per
dei secoli, come successe con il sapere nel medio evo. Ma non la si può
uccidere e, alla fine, essa spunta fuori. Allora l'unica cosa che si può fare
è soffocare l'informazione e/o dire il falso. Lo abbiamo visto con
la
decisione della XIII sezione del Tribunale di Roma, IGNORATA DA TUTTI I
MEDIA TRANNE CHE FORCES. Lo vediamo adesso di nuovo con i
media nostrani, che ignorano l'importante notizia perché contraria alla truffa
istituzionale antifumo. Chi l'ha riportata (con qualche trafiletto nascosto
all'interno) l'ha rappresentata così: "Tribunale nega compensazione per
cancro" - come se il tribunale ingiusto e cattivo (eh, si, forse venduto alle
multinazionali )
avesse negato un diritto scontato - un diritto peraltro basato unicamente su
ipotesi non provate dalla scienza e che una autentica mafia
"sanitaria" al potere istituzionale cerca in tutti i modi di far passare per
realtà indiscutibile sulla quale basare l'estinzione del fumo. L'abbiamo detto sempre e adesso lo ripetiamo
con gusto: SONO DEI TRUFFATORI. Basta
con le statistiche e i morti da computer: provate scientificamente UNA
MORTE invece di citare numeri senza senso.
L'essenza della sentenza
Il
9 Ottobre 2003 avevamo riportato con compiacimento che la Imperial Tobacco
britannica
sembrava aver sviluppato un po' di testicoli, e che avrebbe sfidato alla base
in tribunale il dogma-truffa sulla certezza che il fumo provoca il cancro
usando una causa, appunto, di cancro polmonare, e fornivamo i chiari argomenti
scientifici (parola chiave: > scientifici <,
non scienza rottame epidemiologica e multifattoriale) a supporto della
nostra posizione, che è sempre stata che il nesso statistico su fumo-cancro
non costituisce assolutamente prova scientifica, e non dovrebbe essere creduto come vero
finché non è dimostrato con la scienza, non importa quali arroganti balle
siano vomitate dalle autorità
per implementare la Truffa del Secolo.
Il caso scelto è tipico: fumatore muore di cancro al polmone,
parte causa per risarcimento danni. Ma ciò che non è tipica è la potenza
di questa sentenza. Essa, finalmente e senza mezze misure, esamina per oltre
un anno tutta l'evidenza scientifica disponibile (senza
omissioni di comodo) e tutte le opinioni e documentazione di
entrambe le parti che sono state poste su un piano di parità
legale, politica e morale - come dovrebbe accadere quando non si fanno i
processi stile Inquisizione che piacciono agli antifumo. La sentenza parla
chiaro: il "nesso causale" fumo-cancro è solo statistico, e
come tale non può indicare causalità. Ma ciò è solo l'inizio: calibri
come Sir Richard Doll (padre ufficiale di questa branca di parascienza
antifumo) sono
chiamati sul banco dei testimoni e inchiodati da avvocati epidemiologicamente
preparati finché non ammettono - a denti stretti e nonostante che si
permettano di arguire con gli inquirenti al punto da essere severamente
richiamati all'ordine dalla Corte - che l'epidemiologia non
può stabilire causalità. Gli "esperti" sono anche confrontati con studi condotti a rigor
di scienza su animali per decine di anni - studi ed esperimenti che non
sono stati in grado né di provocare cancri nelle cavie, né di dimostrare in
alcun modo un vero nesso causale tra fumo e cancro.
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CLICCA
QUI PER ACCEDERE ALLA SENTENZA

Stiamo lavorando alacremente alla traduzione delle parti
salienti di questa eccezionale sentenza che, in un totale di circa 800 pagine,
demolisce la Grande Truffa del Secolo sul Fumo. In questi giorni quindi
visitateci di frequente perché aggiorneremo spesso. Chi sa bene l'inglese può già leggerla: le parti salienti sono contenute nelle
sezioni
General
Causation e Individual Causation. |
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CHI ERA LA "VITTIMA" |
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Ucciso dal fumo? Smettetela di farci ridere,
ciarlatani
- Alfred McTear, l'uomo che lanciò la prima causa contro
i produttori di sigarette in Europa, è la perfetta esca per i
gangster antifumo e i loro degni avvocati.
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Alfred
McTear, la "vittima" che vittimizzava gli altri |
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McTear era un alcolista patologico che, quando
ubriaco (cioè quasi sempre) pestava la moglie, il
figlio e la figlia. Cronicamente disoccupato, la famiglia viveva
negli stenti. Il McTear aveva anche un'interessante fedina penale,
sulla quale spiccavano eventi psicotici come spargere paraffina
nella casa e darci fuoco dopo essersi assicurato che moglie e figli
fossero chiusi dentro. Un altro interessante episodio fu
l'incarceramento del McTear per 30 giorni nel 1975 per aver tentato
di truffare lo Stato cercando di ottenere sussidi di disoccupazione
per la moglie che invece lavorava. Ciò non insegnò nulla al McTear
che, come ultimo atto della sua vita e appoggiato dagli antifumo,
cercò di perpetrare l'estorsione ultima - questa volta all'industria
delle sigarette.
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Margaret McTear, la
vedova della "vittima", che non è riuscita neppure a
beneficiare dell'ultima estorsione del marito |
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Un perfetto parassita sociale, insomma: uno
strumento ed un modello che certo calza perfettamente valori morali e
architettura mentale di gran parte degli antifumo. Dopo essere stata soggetta a tale violenza,
perché la moglie ha continuato nella causa estorsionista? Beh,
provate la possibilità di intascare 500.000 sterline per la perdita
di un gingillo del genere! Ma, per sfortuna sua (e fortuna
nostra), nemmeno l'ultima truffa di McTear è andata a buon fine, ed
una volta tanto giustizia è fatta. |
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Proteggiamo la mafia!
Le reazioni degli antifumo
e dei loro complici dei media sono facilmente immaginabili. Il primo tentativo è già stato fatto e sarà
continuato: ignorare la storica sentenza o sotto-riportarla in modo
tendenzioso come nell'esempio citato sopra. E' possibile che ciò funzioni;
però la stampa britannica in particolare ed anglosassone in generale è già
esplosa con la notizia. Clicca
qui,
qui, e
qui per esempi.
Se non si riuscirà a contenere
l'informazione nella servile e rassegnata Italia, la prossima fase logica e
necessaria sarà una grande sfilata
pubblica di "autorità" mediche - le solite che ci propinano la fede
del "è indiscutibile che il fumo provochi il cancro" con grande
omertà sul vero, per mantenere redditizio potere e la superstizione popolare
che ora potrebbero essere potenzialmente in
pericolo. Contiamo sul loro zelo: se la gente si rendesse conto di come è
stata truffata, ciò significherebbe un disastro politico ed etico senza
precedenti per questa
mafia, e tale da far sembrare Tangentopoli una fesseria - e tutti i siciliani
sanno bene quanto sia difficile sradicare la mafia!
Perché si evita sempre di mettere i Don antifumo alle
strette?
In questo scenario va da se che ben pochi (forse
nessuno) dei giornalisti
oserebbero sfidare pubblicamente questi mafiosi con
domande come:
- "Lei può provare scientificamente una
sola morte da fumo?"
- "E' scientificamente - non statisticamente -
dimostrato che il fumo provoca il cancro quando l'origine del cancro è ignota
- si o no?"
- "In qualsiasi caso di cancro a sua scelta,
lei è in grado di separare con affidabilità i co-fattori,
identificarli, quantificarli
e/o stabilire con ragionevole certezza la loro percentuale di contributo al cancro
in modo che la causalità sia scientificamente credibile?"
- "Negli
studi sul fumo attivo/passivo, lei è in grado di specificare il loro margine di
errore?"
QUESTE sono le domande scientifiche a
cui uno scienziato vero deve rispondere con un si o un no, e poi
dimostrarlo con l'appropriata documentazione (come si fa dappertitto con la
scienza vera) - e >QUESTE<
sono le domande
a cui gli antifumo rifiutano sistematicamente di rispondere. La ragione
del rifiuto è chiara: sanno benissimo che l'unica risposta possibile è "no", e quindi "il
fumo provoca il cancro" sarebbe degradato da scienza a credo personale,
svelando la truffa percettiva che ci hanno propinato per anni!
- Perché
assolutamente nessun giornalista ha mai posto queste domande chiave e si limita a
permettere a questi ciarlatani d'alto bordo di enunciare da podi
mediatici (MAI in presenza di opposizione,
si capisce) la verità rivelata e indiscutibile?
- Perché, nei rari
casi in cui si permette un'opposizione (simbolica) nelle
trasmissioni dei mass-media, i conduttori sembrano avere il
compito di cercare di farla passare come una curiosità triviale,
corrotta, lunatica e viziosa?
- Perché i media non
permettono o incoraggiano un dibattito pubblico su base
scientifica? Forse pensano che gli ascoltatori siano tutti scemi
abbastanza da non comprendere? A chi si vuole proteggere il
deretano?
- Se gli antifumo non hanno nulla da
temere e sono così certi della loro "scienza", perché
rifiutano proprio quel dibattito pubblico che potrebbe
rapidamente mettere fine ad ogni opposizione?
Invece si permette che gli "atti di fede"
di questi santoni siano presentati come fatti
scientifici a conduttori che fanno cenno di si con la testa senza capire
nulla - in segno di rispetto per delle "autorità" che li stanno truffando assieme
al
pubblico che ascolta! ...Ma voi ce lo vedete un Bruno Vespa fare
domande come quelle sopra a un padrino della "salute pubblica"? Noi proprio no
ma,naturalmente, speriamo di aver torto!
Ecco perché abbiamo sempre predicato che questi furfanti siano portati in
tribunale: perché davanti a una corte loro non possono rifiutarsi di apparire
o di rispondere (proprio come è successo al santone Doll), e non possono
aggirare le domande chiave. E la verità, finalmente, viene fuori. Il caso della Scozia
fa senz'altro testo.
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