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La
scorrettezza politica dell'onestà intellettuale
L'angolo
di Alberto Mingardi
NAZISMO
E SALUTISMO
– 31 Gennaio - "C’è chi sussurra che ormai la legge è fatta, e ci tocca obbedire. No. Le leggi ingiuste non si obbediscono: si combattono. E anche se scavare la trincea costa, se immaginare un gesto di solidarietà paradossale come una spipazzata, un tiro di sigaretta, è forse troppo per uomini senza fantasia, la mia impressione è che "ci tocca". Persino ai non-fumatori professionisti, o fumatori timidi, come chi scrive. Meglio sacrificare i nostri polmoni che la nostra libertà. Ai fumatori incalliti si richiede lo sforzo contrario: coltivare il rispetto, inventarsi un galateo anarchico per sopravvivere a qualsiasi legge."
L'angolo
di Carlo Stagnaro
SOUTH
PARK. CANADA, AMMAINA BANDIERA PER I FUMATORI
– 31 Gennaio - "La
bandiera è un marchio internazionale del governo canadese. Essa è usata
per identificare le istituzione federali ed è protetta dalla Legge sui
marchi". Parola di Jan Ovens, funzionaria del ministero del Tesoro
canadese. Quando Pat Hagen, responsabile per il Canada dell’associazione
Forces, ha sentito queste parole, le si sono rizzati i capelli in testa.
Tutti, proprio tutti, uno dopo l’altro. Ma come, si è detta, questo
stato mi rapina, mi opprime, mi prende in giro e per giunta mi ruba l’identità
nazionale dicendo che è "cosa sua"? Ci colleghiamo con Ideazione.
Ambiente
ed Automobili
SMOG,
L'EMERGENZA CHE NON C'È -
31 Gennaio - Abbiamo sempre detto che il proibizionismo, l’isterismo
e la scienza rottame non si applicano solo al fumo. Ecco un articolo di
Franco Ramella, pubblicato il 28 Gennaio in prima pagina dal Il Sole 24
Ore che chiaramente mette in luce le false ipotesi e le ottuse
politiche sull’automobile ed inquinamento, nonché la distorsione della
realtà per agende politiche e "sanitarie" che non hanno nulla a
che vedere con la scienza. L’appello all’isteria collettiva per
forzare cambi nella cultura e nelle abitudini dei cittadini, e
giustificare così divieti e regolamentazioni tramite costanti
"allarmi" sanitari è diventata l’ottusa soluzione per
problemi artificiali, creati da coloro che hanno da guadagnarci su a spese
del benessere e della libertà collettiva. Quando poi l’allarme
svanisce, la struttura parassita di repressione e controllo resta.
Déjà
Vue
USA:
GLI STATI DICHIARANO GUERRA ALLE SIGARETTE
– 31 Gennaio - "Praticamente ogni legislatura [nazionale] sta
considerando le migliori misure per vietare di fumare", riporta
il Chicago Tribune, che continua affermando che solo due stati su 45 non
hanno ancora la legislazione antifumo, mentre gli altri 43 sono "più
avanzati" nella loro sacrosanta crociata per sbarazzare la società
dal fumo. Niente di nuovo sotto il sole. Ma non c’è qualcosa che non va
in questo conto?… Gli stati americani non sono forse 50? Non nel 1901,
quando l’articolo fu scritto. L’odio contro il tabacco non è nuovo,
né è l’odio provato contro i suoi nemici. Nel 1918, nella stessa
nazione americana, cinque "professionisti antifumo" furono
giustiziati per alto tradimento dello Stato, e le loro attività
"salutiste" erano tra i principali capi d’accusa. Tra il 1937
ed il 1944 i nazisti ci provarono ancora; poi, durante il processo di
Norimberga, i sopravvissuti furono condannati a dure pene tra le nuvole di
fumo dell’aula del tribunale. La storia continua a ripetersi; speriamo
che, anche questa volta, giustizia sia resa.
LE
SCRITTE DEI TEMPI
31 Gennaio - La nuova atmosfera di repressione e di propaganda
antifumo non è stata presa con rassegnazione e senso di colpa da tutti i
fumatori, come queste foto di scritte murali chiaramente dimostrano.
Segnalazioni di scritte murarie ci sono arrivate da diverse città d’Italia.
"Antifumo nazisti", "antifumo bastardi", "fumo
passivo frode di stato" sono tra le scritte più
"pulite" che ci sono state segnalate. Mentre non è certo una
bella cosa imbrattare i muri cittadini, certamente queste scritte hanno
assai più significato sociale che "W la Juve" (o qualsiasi
altra squadra) o "Fabio ti amo". Una cosa è sicura: la
repressione salutista non porta certo armonia sociale, ma solo
discriminazioni, risentimenti, e animi violenti; e in Italia siamo solo
agli inizi! A pensarci bene, era molto meglio quando si fumava
dappertutto, si mangiava e beveva senza colpa, non si mettevano caschi e cinture,
ed eravamo innocenti abbastanza da imbrattare i muri con il nome della
nostra squadra di calcio preferita: almeno quello era sano entusiasmo.
Repressione
informatica salutista
ROGER
SCRUTON: ANCORA UN'ALTRA VITTIMA DELLA DITTATURA ANTIFUMO
– 31 Gennaio -
Roger Scruton, noto filosofo, accademico e
giornalista inglese è stato "cestinato" dal Financial Times
perché consulente dell’industria del tabacco, e perché si era permesso
di scrivere articoli in difesa dei fumatori. La notizia è stata riportata
da diversi giornali, naturalmente "filtrata" in modo tale da
fare apparire che Scruton fosse parte di un "complotto dell’industria"
per diffondere il fumo. In realtà, Scruton non ha mai fatto segreto delle
sue attività come consulente dell’industria, né l’astensione da tale
attività è mai stato un requisito per scrivere per il Financial Times.
Ma oggi affermare che i fumatori hanno dei diritti o, ancor peggio,
denunciare le truffe politiche, scientifiche e statistiche dietro la cosca
antifumo è qualcosa di ormai assolutamente proibito dai media, che sono
servi non solo del politically correct ma, ancora più importante, dei
budget pubblicitari delle case farmaceutiche che finanziano
gli attivisti antifumo – per il nostro bene, naturalmente. Fumiamoci
su, e buttiamo la cicca nel loro cortile di paglia secca.
Politicamente
scorrettissimo
ALLA
FACCIA DELLA PROPAGANDA
–
31 Gennaio – Gli ambienti finanziari
si aspettano che le cifre del quarto trimestre del 2001 concernenti la
Philip Morris saranno eccellenti. Gli affari non sono mai andati così
bene, ed i profitti sono abbondanti. Forse è per via delle altre
industrie controllate dalla PM, o forse perché i "cattivi"
stanno "rovinando" il Terzo Mondo? No: gli affari vanno a gonfie
vele specialmente grazie ad una "strong domestic performance",
ovvero il mercato interno degli Stati Uniti. Ma come mai, se tutti
i media e le campagne antifumo ci dicono che praticamente tutti in
America stanno "vedendo la luce" e smettendo di fumare? Come è
mai possibile, con una campagna "sanitaria" al vetriolo, e tasse
che spesso portano il costo di un pacchetto a 10.000 lire? Le risposte
sono tanto semplici quanto politicamente tabù: primo, più si mente
alla gente sul fumo e più la gente fuma, proprio sul muso dei
prezzolati farmaceutici e dei burocrati di carriera; secondo, alla
gente piace fumare, e la gioia di accendere vale di più dei pochi
anni (statistici) extra che l’austera vita salutista ci promette. Si
vive una volta sola: tanto vale vivere come ci piace.
Scienza
politicamente scorretta
Fumo
passivo nella sezione non fumatori dei ristoranti
–
31 Gennaio – Questo studio dimostra,
con precise misurazioni elettroniche (nessuna statistica e attribuzione!)
come con un minimo di ventilazione sia possibile ottenere aria più pulita
nella sezione fumatori che nella sezione non fumo. (È necessario Adobe
Acrobat). Per ulteriori informazioni sull'efficienza della
ventilazione premi
qui.
La
dipendenza dalla nicotina: un esame critico dei concetti basilari e dell’evidenza
empirica
–
31 Gennaio – Un trattato del Prof.
Atrens, che esamina in dettaglio la disinformazione sulla dipendenza della
nicotina, e demolisce il mito. (È necessario Adobe
Acrobat). Per ulteriori informazioni scientifiche sul mito della
dipendenza dalla nicotina, premi
qui.
Radiazioni
da procedure mediche nella patogenesi del cancro e delle malattie
cardiache
–
31 Gennaio – Enorme studio condotto dal
Prof. Gofman, famoso scienziato dalle referenze impeccabili, che analizza
le cause del cancro polmonare e delle malattie cardiache. Sebbene Gofman
consideri il fumo un contribuente del cancro polmonare, egli lo giudica un
co-fattore insufficiente, in se stesso, a causare il cancro. Più dannose
del fumo sono le radiazioni usate nella medicina che, secondo lo
studio, sono state ampiamente co-responsabili nel 1993 per il 63% delle
morti da malattie cardiache negli uomini e per il 78% nelle donne. Nel
1988, le radiazioni sono state un importante co-fatttore nelle morti da
cancro per il 74% negli uomini ed il 50% nelle donne. Nonostante le sue
formidabili referenze, i media e l’establishment medico non parlano
quasi mai del Prof. Gofman. Chiaramente, ai governi, ai salutisti e all’industria
farmaceutica non piace ciò che Gofman ha da dire, e oggi meno che mai,
perché bisogna far credere al popolo che il cancro sia tutta colpa del
fumo. Per ulteriori informazioni scientifiche sulle possibili concause del
cancro polmonare, premi
qui.
Uccidiamoli
per il loro bene
MORIRE DI ZYBAN?
– 24 Gennaio - Finalmente anche qualche associazione di consumatori italiani comincia a vedere i pericoli dello Zyban -
la pillola che ti fa smettere di fumare, in un modo o
nell'altro. "Il farmaco antifumo Zyban, da quando e' comparso su produzione della Glaxo Wellcome, si e' tirato dietro una serie infinita di proteste e allarmi, dagli Usa al Canada, dalla Germania alla Gran Bretagna e alla Spagna, fino alla Francia dove e' stato bollato come "deludente". Negli altri casi si tratta di morti piu' o meno legate all'uso di questo farmaco. La certezza c'e', per esempio, in Germania, dove lo scorso 11 settembre l'Agenzia tedesca del farmaco (Bfarm) ha confermato la notizia diffusa dalla tv pubblica Zdf, ossia la morte di quattro persone che l'avevano
assunto", afferma la ADUC in un comunicato stampa, e gira la domanda al ministero della
salute (che provvede persino una linea verde per la promozione dei farmaci
antifumo). Noi non siamo troppo ottimisti.
INGHILTERRA:
IN UN SOLO ANNO, TRIPLICANO I MORTI CHE CREDEVANO DI "SALVARSI LA
VITA"
– 24 Gennaio - Mentre i governi incrementano le
rabbiose campagne disinformative antifumo, i propagandisti vanno in giro
con i prodotti farmaceutici di cessazione in tasca, e usano media e scuole
per convincere giovani e adulti fumatori che sono "dipendenti",
e che moriranno di malattie da tabagismo (non provabili), e che la loro
unica "salvezza" è l'uso di prodotti farmaceutici. Nel
frattempo, tali prodotti non solo sono inefficati, ma continuano a causare
morti che non sono virtuali, ma reali. Mentre si aizza il popolo contro le
multinazionali del tabacco e i loro "profitti sulla morte", si
distrae l'attenzione dalle multinazionali farmaceutiche, che alimentano le
campagne contro il fumo, traendo enormi profitti dall'isterismo
collettivo.
I fatti sullo Zyban
(Verificare
i dati qui - Francese - e qui
- Inglese)
- Canada (Maggio 2001):
2 milioni di prescrizioni, 1.127 rapporti di effetti collaterali, di
cui 682 considerati seri, e 19 morti.
- Inghilterra
(aggiornato): 419.000 "clenti", 6,975
rapporti di effetti collaterali, di cui 57
decessi (rispetto ai 18 dell'anno precedente),
e 168 rapporti di convulsioni.
- Germania: 4 morti.
- Australia (Agosto
2001): 150.000 "clienti", 1.215 rapporti di effetti
collaterali, di cui 18 decessi.
- Nuova Zelanda (Agosto
2001): 23.000 prescrizioni, 218 rapporti di effetti collaterali.
- Stati Uniti: 5
milioni di prescrizioni, 549 rapporti di effetti collaterali, di cui 19
morti (dal Novembre del 1997 al Maggio 1999 - Nota: I dati
americani sono incerti per la mancanza di un sistema mutualistico di
stato; inoltre, neanche le informazioni private sono più disponibili
dal 1999).
Ma l'industria
farmaceutica continua a negare ogni collegamento diretto (e le metodologie
usate sono più affidabili di quelle usate per le "attribuzioni"
di malattie e morti al fumo), mentre i "professionisti antifumo"
continuano impunemente a convincere i fumatori che sono tossicomani con
complicità di media e benedizione di stato, e con il non troppo implicito
messaggio che il tabagismo (malattia che non esiste), e'
"curabile" con "terapie" farmacologiche. E il
ministero della salute italiano tace: del fumo non si parla se non male.
LA BUONA
NOVELLA... ESPLOSIVA
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"Vediamo una
minaccia", dice Christopher Patti, avvocato
dell'università della California, con espressione
preoccupata. La sua preoccupazione è ben motivata: l'analisi
al microscopio da parte delle multinazionali del tabacco di 50
anni di documenti sul fumo potrebbe scardinare la Truffa del
Secolo, e costare a molti attivisti e "luminari"
antifumo anni di galera e distruzione di carriere. |
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Politicamente
scorrettissimo: Le vittorie
delle multinazionali del tabacco
PAURA
IN CALIFORNIA
– 23 Gennaio - Forse alcuni ricorderanno che, qualche anno
fa, la congrega antifumo americana riuscì a forzare legalmente l’industria
del tabacco a consegnare camion pieni di documenti sulle attività dell’industria
degli ultimi decenni. Assolutamente nulla di illegale fu scoperto
dopo un’analisi letteralmente microscopica; l'unica documentazione
"scottante" fu che l’industria aveva cercato di
difendersi dalla scienza rottame assumendo scienziati per contestare le
truffe scientifiche, e che un’industria perfettamente legale aveva piani
per assicurare la sua sopravvivenza economica tramite marketing. Lo
"scandalo" di tali attività è ancora oggi abbondantemente
sfruttato dall’establishment antifumo internazionale. Una delle
principali produttrici di scienza rottame (e non solo antifumo) è l’Università
della California, autrice di numerosissimi e "autorevoli
studi" sulle conseguenze sanitarie del fumo attivo e passivo. L’università,
abbondantemente finanziata dall’industria farmaceutica, è tra i
"motori" dei divieti di fumare in tutto il mondo.
Ma ecco la buona notizia: l’industria del
tabacco sta forzando legalmente l’università a consegnare camion pieni
di documenti concernenti l’attività antifumo e i dati degli
"studi" contro il fumo degli ultimi 50 anni! Tremino dunque
i truffatori antifumo. Negli ultimi sette anni FORCES
International ha meticolosamente documentato le attività, spesso criminali, dei
salutisti antifumo: gli studi falsi ed alterati; i database segreti cui è
vietato l’accesso al pubblico; le vergognose affermazioni di accademici,
medici, scienziati e ricercatori "indipendenti", ma letteralmente
sui libri paga delle multinazionali farmaceutiche e dello stato. Ora,
finalmente, ci può essere la possibilità di vedere come e quando quegli
studi sono stati falsificati o manipolati. "Questa è una seria
violazione della libertà accademica e dei diritti della nostra
facoltà", piangono gli antifumo, ritratti
dai media come vittime di intimidazione da parte dei grandi
"cattivi", mentre offrono una disperata resistenza. Ma perché mai, c’è da chiedersi?
Perché lottano? Non sono forse veri i loro "studi" e quindi,
che hanno da temere? Domande retoriche, naturalmente, perché la realtà
è politicamente molto scorretta: se si riesce ad entrare nelle
fortezze degli antifumo, infatti, è molto probabile che si scoprano prove
di truffe sufficienti per secoli di galera. Sebbene non abbiamo nulla a che fare con l’industria del tabacco, non
possiamo quindi che applaudire a quest'iniziativa. Se l’industria avrà
successo, infatti, sappiamo già che ne vedremo delle belle e chissà,
forse potremmo anche assistere all’inizio della fine della più grande
truffa della storia umana. Speriamo bene. Va da se che i grandi media
italiani sono stati ben lungi dal pubblicare questa notizia.
Il disgustoso
CONFERENZA:
COME "VINCERE" UN VERDETTO CONTRO L'INDUSTRIA DEL TABACCO
– 23 Gennaio -
Siete avvocati? Volete andare ad una
conferenza che vi insegni come "vincere" enormi somme con cause contro l’industria
del tabacco? Allora cliccate sul collegamento. Tra il 26 e il 28 aprile,
infatti, si terrà una conferenza su questo tema a Boston. Durante
l'incontro, i trucchi legali per essere buoni parassiti sociali e
dissanguare i fumatori saranno insegnati da esperti truffatori che si sono
arricchiti avvalendosi dei raggiri scientifici sul fumo. Grazie alle cause
legali negli USA, infatti, il prezzo delle sigarette è aumentato
enormemente e, come sempre, i fumatori finanziano i loro aguzzini. Chi
partecipa alla conferenza? Ma avvocati e l’industria farmaceutica,
naturalmente, che è la principale
finanziatrice della disinformazione sul fumo per vendere
i suoi prodotti di cessazione.
La
posta di FORCES

LA
LIBERTA' E IL PIACERE DELLA CONTESA - 21 Gennaio -
Lettore scrive a supporto della nostra posizione, e ci manda copia di
lettera spedita a Tiscali che, ovviamente, non ha risposto - come tutti
coloro che disinformano sul fumo.
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