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JOHN LUIK
12
Febbraio 2005 -
Lo spaventapasseri
grasso
–
Raccomandiamo la lettura di questo articolo del Dr. John Luik,
ricercatore e
collaboratore di FORCES International, che mette in rilievo ancora un'altra
truffa statistica della "salute pubblica". Ancora una volta una delle più
grosse istituzioni è stata presa con le mani nel sacco a falsificare dati –
falsificazione prontamente rinominata “errore” - in modo simile a quello in cui
la Environmental Protection Agency fu
acchiappata a
falsificare i dati sul fumo passivo. La “epidemia” dell’obesità è dunque una
truffa statistica proprio come quella del fumo. Il Dr. Luik ci spiega come hanno
fatto questa volta, e mette in luce l’assurda incongruenza tra morti virtuali
sputati fuori da computer e dati reali.
Ancora
una volta i “modelli statistici” basati su ipotesi ed agende di
multinazionali farmaceutiche sostituiscono ragione, integrità professionale e
scienza. Lo stesso, ci si può contare, succederà per
l’alcol – anzi sta già succedendo. Nell’aggiornamento del 9
scorso abbiamo riportato di un altro studio che afferma che
l’alcol "causa tanti morti e malattie quanto il fumo". La
realtà è che, in tutti e tre i casi, esiste una sinistra miscela di
incompetenza, isterismo e scorrettezza professionale che troppo spesso si cela
sotto credibili cappe di medici, ministri e “salute pubblica” in
generale. Arrivata al potere politico, questa aberrazione sta deviando miliardi
e miliardi verso programmi volti ad arginare epidemie e costi sociali che non
esistono, e per rispondere ad allarmi che non hanno riscontro nella
realtà, ma su cui profittano tutti tranne le vittime.
Quelli
di noi che hanno più esperienza nella lotta a questo banditismo istituzionale
riconosceranno nell’analisi del Dr. Luik l'identico “pattern” usato per
l’antifumo – fin nei minimi dettagli di retorica e falsificazione dell'evidenza. Infine
l'articolo ribadisce nuovamente che, quando a confronto di prove
indisputabili sulla loro scienza rottame e falsificazioni, i salutisti ignorano
il tutto e implicano che loro non devono rendere conto al pubblico. Ciò fatto, evitano accuratamente il confronto scientifico e ribadiscono i loro
slogan del menga. Ecco perché è necessario denunciarli alle autorità
giudiziarie (come spesso succede in America). Ciò per una semplice ragione: le
corti non possono essere ignorate, e costì questi mascalzoni sono costretti
a rispondere della loro condotta - perdendo infatti le cause nove volte su dieci.
Dunque
un
allarme da lanciare c’è, eccome. E' quello che ancora nessuno vuole sentire: le
istituzioni della “salute pubblica” sono marce e corrotte fino al midollo,
e possono essere risanate solo tramite una presa di coscienza popolare.
L'ANGOLO DEL MEDICO -
Dott. Elio F. Gagliano
12
Febbraio 2005 -
Riflessioni
sulla campagna antifumo - Il medico di FORCES ci
presenta oggi con una serie di riflessioni sulla campagna antifumo, le sue
conseguenze, i falsi e i veri - e gli obiettivi che mancherà a causa del
proibizionismo. Il proibizionismo offre opportunità di marketing e di guadagno
non solo per le case farmaceutiche, spiega Gagliano, ma anche per le linee aeree
(che risparmiano carburante e peggiorano l'aria col divieto di fumo) e le case
petrolifere (che nei "mali" del fumo vedono una conveniente distrazione
dell'opinione pubblica). Persino i produttori di materiali da costruzione che
producono radon (che il ministero della "salute" preferisce ignorare)
traggono un vantaggio indiretto dall'antifumo. Ma sembra proprio che tutto
ciò non conti: l'importate è ossessionare tutti col fumo che "uccide" - anche se una decina di sigarette al giorno non fanno male a nessuno.
CONTRIBUTI DEI LETTORI
12
Febbraio 2005 -
Riflessioni di una non "non-fumatrice" non pentita
- Interessante e realista contributo della lettrice Maria Luisa Sponga, che
descrive la situazione sociale a un mese dall'entrata in vigore di una
legge basata sulla falsa rappresentazione dell'evidenza statistica. Ne raccomandiamo la lettura perché
il breve articolo copre un po' tutto - inclusa la patologica
ossessione degli antifumo con i milioni di cartelli vietato fumare. Un
giorno, che si spera vicino, questi cartelli dovranno diventare il carburante
di grandi
falò nelle strade per celebrare la "seconda liberazione". Nel frattempo, bisogna
tenere duro, proprio come ci dice Maria Luisa; i salutisti
non devono averla vinta!
BIG PHARMA E BIG
TOBACCO: DUE METRI, DUE MISURE
12
Febbraio 2005 -
La Pfizer
nasconde studi
- L'odio contro le multinazionali del tabacco si basa
principalmente sull'asserzione che esse
avrebbero nascosto documenti che "dimostrano" che il
fumo provoca il cancro. Questa è anche la posizione dei ministeri della
"salute", incluso il nostro. Sirchia ha recentemente ribadito ciò in
un'intervista -
la stessa in cui mentiva sul finanziamento degli studi sul fumo
passivo. Anche ipotizzando che l'accusa alle multinazionali sia basata sul
vero,
sarebbe interessante chiedersi cosa ci si aspettava che questi produttori
facessero. Forse dire a tutti che il fumo "provocava" il cancro sulla
sola base di
associazioni statistiche? Smettere la produzione? Andare in fallimento - e
mandare in fallimento tutti gli azionisti? Forse mettere sul lastrico milioni di
lavoratori in tutto il mondo?... Domande scomode, cui gli
antifumo si guardano bene dal rispondere, visto che accusare e demonizzare rende bene ed è
più facile che risolvere un problema. E poi la loro risposta ce la possiamo immaginare: "Meglio 10
milioni di persone sul lastrico che 5 milioni di morti virtuali!" -
anche se non se ne può provare nemmeno uno.
Ci giunge però notizia che la Pfizer, grande produttrice di
placebo di cessazione del fumo, ha tenuto nascosto studi che indicavano che il noto antidolorifico Celebex
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LA BATTAGLIA PER LA
LIBERTA' E CONTRO LA TRUFFA EPIDEMIOLOGICA
12
Febbraio 2005 - Mentre
in Italia si brancola nell'oscurantismo antifumo
(e presto antialcol e anticibo), dagli Stati Uniti continuano ad arrivare
buone notizie. Dopo la schiacciante vittoria delle multinazionali del tabacco
Venerdì scorso, siamo lieti di riportare nuove vittorie della libertà e della verità scientifica. Quanto riportiamo
oggi è importante per
chi pensa che, una volta che una legge entra in vigore, "non c'è più
niente da fare". Naturalmente, i mass-media - sempre ignorando
truffe
statistiche e
falsa rappresentazione dell'evidenza - fanno enormi sforzi per convincerci che tutti i fumatori
italiani sono "d'accordo" con la legge antifumo, e che
si comportano da buone pecore
obbedendo alla sopraffazione.
Le vittorie negli Stati Uniti - nei quali da anni va avanti la
grande battaglia tra le forze della truffa e quelle della
verità - dimostrano che le leggi si fanno ma che anche si disfano, e
quanto importante sia la volontà (certe volte di pochi determinati cittadini) di
cambiare le cose. Le masse grigie ci sono sempre state - e quelle non fanno mai
la differenza. Chi la fa sono i pochi. Non ascoltiamo i complici dello Stato
Terapeutico, che portano sempre le masse grigie come esempio da seguire:
concentriamoci invece a fare anche noi, come in America, la differenza; perché
la lobotomia culturale non è mai stata uno strumento di progresso, ma solo
quello preferito da tiranni e truffatori.
12
Febbraio 2005 - Stato di Washington: no al divieto
di fumo
- "Sono così felice! Abbiamo vinto,
abbiamo vinto!!" grida esultante tra i tavoli Janis Johnson, proprietaria del
ristorante Pegasus, dove tuttI possono di nuovo fumare legalmente e in libertà - e dove chi vuole
l'aria "pulita" può accomodarsi fuori per una buona boccata di idrocarburi. La
Corte Suprema dello Stato di Washington ha appena confermato la decisione di una corte
inferiore sull'illegalità del divieto di fumo della contea di Pierce, che avrà
ripercussioni legali nell'intero stato. Questa vittoria è dovuta in buona parte
all'instancabile lavoro di
Norman Kjono,
avvocato e
attivista di FORCES
a Seattle. Kjono ormai da anni sta educando politici, giornalisti e avvocati sulla
truffa epidemiologica
del fumo passivo e sulla prostituzione delle autorità "sanitarie" agli interessi
di certe multinazionali farmaceutiche come la Johnson & Johnson. Inoltre, Kjono e il suo gruppo locale hanno
lottato senza tregua per stimolare la consapevolezza sulla potenza politica ed
economica dei fumatori, insegnando loro come usarla per ottenere tangibili
risultati invece di correre a smettere di fumare o nascondersi nei sottoscala
della vergogna.
12
Febbraio 2005 - Stato della Virginia: no al divieto
di fumo
- Una proposta di legge stile
italiano è stata cestinata a grande maggioranza del Senato dello stato della
Virginia, sulla base che tale legge infrange i diritti dei cittadini e la
libertà di scelta degli esercenti, e che il libero mercato ha già deciso le
proporzioni tra locali fumo e non fumo. Coloro che odiano il fumo sono liberi di
andarsene nei ristoranti no smoking che, anche loro in grado di scegliere la
loro
policy liberi dalla coercizione di Stato, scelgono di proibire il fumo nella loro
proprietà. Quindi tutti sono contenti, fumatori e non; una legge civile per una
convivenza civile. Solo una minuscola parte della
popolazione non è contenta, ed è facile capire chi è: gli attivisti antifumo che, venduti alle
multinazionali farmaceutiche, temono che le vendite di prodotti di cessazione
calino, e con essi la tangente loro elargita per truffare il pubblico. Qualche
antifumo potrà
usare la solita, trita scusa che la Virginia è uno stato che produce tabacco
(anche se lo stato di Washington che non lo produce è arrivato alle stesse
conclusioni), e quindi dire che le lobby di Big Tobacco hanno "lavorato bene".
Bah, prima di tutto si tratta di un'opinione antifumo - quindi
non certo guidata da disinteresse o da logica. E poi, anche se
ciò fosse il caso,
significherebbe che sono riuscite a battere quelle farmaceutiche!
Se
proprio bisogna scegliere tra multinazionali liberticide come la Pfizer o
la Johnson & Johnson e quelle
che difendono la libera scelta degli
individui e degli esercenti come le British American o la Reynolds
Tobacco, le
seconde sono da preferire a occhi chiusi! Preoccupazioni per la "salute"?...
Beh, che
prima si riesca a dimostrare scientificamente UN MORTO da fumo attivo (o
passivo) - poi ne parleremo. Nel frattempo, nello stato di Washington e in
quello della Virginia si fuma in faccia al proibizionismo.
Ringraziamo sentitamente anche FORCES Virginia per la continua, instancabile opera di
educazione di politici, burocrati e giornalisti sulle truffe epidemiologiche sul
fumo.
12
Febbraio 2005 - Indiana: no al divieto di fumo
- In verità il titolo è esagerato
dal nostro entusiasmo per questa serie di buone notizie dall'America. In realtà si
tratta solo della città di LaPorte, il cui consiglio comunale, tra
scroscianti applausi del
pubblico, ha rifiutato di considerare
il divieto di fumo sulla
base che il governo (sia esso federale, statale o municipale) non ha né diritto
né dovere di intromettersi nelle decisioni private dei cittadini o di stabilire
la "smoking policy" nelle proprietà private come ristoranti e bar. Parole sante! A
dispetto della propaganda dei nostri media lecca-fondelli (che danno da
intendere
che "in America non si fuma
più!"
)
il cancro dello statalismo e della truffa epidemiologica sembra avere radici meno profonde in USA che non in Italia. Se proprio non possiamo fare a
meno di copiare l'America, copiamo anche le cose buone che offre, non solo le
scorie morali o ideologiche.
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aumenta il rischio di ictus ed attacchi cardiaci.
Perché allora non ci sono campagne anti-Pfizer come ci sono campagne anti-Philip Morris? Perché
Sirchia non ci dice che "esistono i documenti" sulla disonestà
dell'industria farmaceutica? Ancora domande scomode e pure retoriche - visto che le risposte
le possiamo immaginare tutti: basta leggere le notizie recenti.
PAGLIACCIATE
12
Febbraio 2005 -
Se un bugiardo mente, dice il vero?
- Il nome Bennett LeBow probabilmente non
dice nulla agli italiani. LeBow è il boss della Liggett, la più piccola delle
multinazionali del tabacco americane. Le sue sigarette più famose sono le
Chesterfield. Nel 1997, prima dell'accordo-capestro Master Settlement
Agreement firmato l'anno dopo, LeBow e la sua ditta,
ottenuta
promessa d'immunità dal venturo accordo, si trasformarono in "pentiti" e accoltellarono
alla schiena le altre multinazionali dichiarando che il fumo era una causa
"provata" di cancro polmonare. Ciò fu una concausa di rilievo della firma di un accordo che avrebbe
condannato, tra l'altro, i fumatori alla persecuzione perpetua finanziando i
loro aguzzini con i profitti della vendita delle sigarette stesse. Ora, per
ragioni concernenti la causa federale che ha recentemente
inflitto una sonora sconfitta agli antifumo, a LeBow è stato ordinato di
presentarsi in tribunale e di testimoniare sotto giuramento - e tutti conosciamo
le conseguenze di dire il falso in tali circostanze.
Sotto pressione LeBow, dopo aver dichiarato
dichiarato di credere ancora che il fumo "crea dipendenza e fa male", ha aggiunto:
"Ho cambiato moltissimo la mia opinione negli ultimi quattro o cinque anni.
[C'è] un sacco di questi studi scientifici, [ma] non penso che abbiano
procurato prove sufficienti a dimostrare alcunché". Ovviamente questa
banderuola annusa un cambio nella direzione del vento politico e adegua subito la sua
posizione. Questo stimola la domanda classica: se un bugiardo mente, dice il
vero? Il fatto che non esistono prove sufficienti a dimostrare una causalità
scientifica tra fumo e cancro polmonare sussiste senza bisogno delle
dichiarazioni di un pagliaccio come lui. Infatti, viene proprio alla mente un altro
detto classico: se mi fai fesso una volta, vergogna a te; se mi fai fesso due
volte, vergogna a me! |
SERVIZIO
SPECIALE
…E QUESTA LA CHIAMANO
“SCIENZA”
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9 Febbraio -
Nuovi aggiornamenti
lista studi - I
nostri ricercatori stanno lavorando sodo per portarvi tutti i dati che
dimostrano le affermazioni false e/o tendenziose del Ministro della Salute
circa il finanziamento degli studi sul fumo passivo e la loro validità
scientifica. Abbiamo appena aggiornato la lista degli studi sulle malattie
cardiovascolari. Sebbene la lista sia ancora incompleta, essa sarà
continuamente aggiornata non appena i dati diventano disponibili e fino al
suo completamento. Continuate a visitarci! |
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9
Febbraio - Bisogna
credere che il fumo uccide. Bisogna credere che anche il fumo passivo uccide.
QUESTO è l’imperativo assoluto, indiscutibile, totale. Costi quel che costi, e
qualsiasi mezzo va bene: truffa e raggiro, intimidazione e paura – persino
silenziare la scienza e i giornali scientifici. Persino ammonire, intimidire o silenziare giornalisti
e direttori di giornali che danno voce a coloro che denunciano la Grande
Truffa perpetrata dai vertici della “salute pubblica” mondiale e dai
ministeri della sanità, diventati arene di interessi particolari.
Bisogna dire che la
“scienza” dice che il fumo uccide – che il fumo passivo anche uccide. E non bisogna
MAI accettare dibattiti con chi può dimostrare che non è vero. In anteprima
assoluta, FORCES Italiana pubblica un documento importante. Questo è un documento che,
più di qualunque altro, dimostra l’incredibile presa in giro dell’intero mondo
praticata dall’establishment farmaceutico-antifumo. Si tratta del questionario
usato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro/Organizzazione
Mondiale della Sanità per fabbricare “studi” sul fumo passivo. Esso è alla
base del famoso Multicenter Case–Control Study of
Exposure to Environmental Tobacco Smoke and Lung Cancer in Europe del 1998
che, peraltro, diede esito negativo sulla pericolosità del fumo passivo. Tale documento rappresenta il modello
(forse anche il migliore) sul quale TUTTI gli studi che fabbricano rischio e
morti statistiche sono basati.
Questo
documento è comprensibile a chiunque perché NON È SCIENZA, ma solo domande su
vaghi ricordi, poi convertiti in numeri con intimidatorie formule matematiche
che non è necessario comprendere, perché i dati immessi in esse sono comunque
non-quantificabile spazzatura statistica. Leggetelo voi stessi – ma prima
leggete l’antefatto e le osservazioni contestuali per meglio capire l'incompetenza
e la mancanza di etica professionale delle “autorità sanitarie” al
vertice mondiale quando dicono che i fumatori "avvelenano" gli altri. Più di ogni altra
discussione su scienza, libertà o economia questo documento dovrebbe aprirci gli
occhi, perché si spiega da se – e ci dice tutto su quello che Sirchia e i suoi
colleghi definiscono “scienza” o "luminari" - e sull’irresponsabilità di quei media che sostengono
il divieto “a tutela della salute dei non fumatori”. Poi pensate che la stessa metodologia è usata per la produzione di un grande numero di altre “paure” sanitarie che
sottraggono MILIARDI al pubblico con obblighi, divieti, inutili leggi e
regolamenti.
C'è da
chiedersi con quale coscienza le forze politiche continuino a voltarsi
dall'altra parte quando si smaschera questa "scienza" truffaldina e le costose
politiche che essa stimola, e con quale faccia marcia tali forze chiamino il divieto
di fumo "progresso". Dovrebbero tutti vergognarsi – dal Ministro della
Salute, ai "luminari medici" all’ultimo scagnozzo di redazione – ma se lo
facessero, beh, allora ci sarebbe un VERO senso morale, ed il salutismo non
esisterebbe in primo luogo.
ACCEDI AL
DOCUMENTO,
scaricane una copia e distribuiscilo ai tuoi conoscenti e
amici, educandoli su quale è la vera "scienza" dietro la "tutela della salute
dei non fumatori". Perché la "salute pubblica" non ha né diritto né dovere di
prendere il mondo per il naso! |
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PORCI BEVITORI SIETE I PROSSIMI
9 Febbraio -
L'alcol "fa male quanto
il fumo"
- Come da
copione OMS internazionale, continua la marcia contro l'alcol: il mercato dei
bevitori rappresenta un enorme potenziale per gli antidepressivi e per una
miriade di altre "terapie" per ridurre o smettere il consumo. Il condizionamento
antialcol nelle scuole - assieme all'antifumo e all'antigrasso - è un ottimo
strumento per creare una nuova generazione di cloni culturali e intellettuali,
che avranno la missione di rendere asociale ogni gioia e ricreazione che sia
diventata il bersaglio di Big Ph... ehm, scusate, della "salute pubblica".
Nel processo di condizionamento (e come per il fumo) la produzione di scienza
rottame statistica è essenziale per non passare da proibizionisti (anzi, per
affermare che bere "è un diritto" e che la libertà dall'alcol - non era dal fumo? - è
vera libertà) ed affermare pure che si procede solamente su basi "scientifiche" - per
cambiare la cultura (in cosa?...).
Ecco che arriva questo studio dall'Università di
Stoccolma - uno studio che è tutto un programma: prima di tutto, l'alcol è tanto
dannoso quanto il tabacco, e "causa" lo stesso numero di morti e di malattie.
Scendiamo nelle specifiche indimostrabili: parliamo del 4% del costo sociale
globale, comparato con il 4,1% del tabacco.
Poi gli autori dello studio rottame diventano politici e, sulla base della loro
stessa spazzatura statistica, criticano la decisione inglese di permettere
l'accesso all'alcol 24 ore al giorno - in pieno rispetto delle libertà civili -
basandosi sulla stessa teoria bacata (che qui, guarda un po', è rinominata
"evidenza") del fumo: limitarne l'accesso significa limitarne il consumo -
un'idiozia dimostrata tale ad oltranza dal fallimento della guerra alla
droga.
Si passa quindi alla formula
dell'estorsione fiscale, e i prestidigitatori statistici, trasformandosi in
Nostradamus, affermano che il 10% di incremento in
tasse produrrebbe una caduta del 7% delle morti da cirrosi epatica negli uomini
e del 8,3% nelle donne. Notare la precisione decimale di questi imbecilli;
probabilmente qualcuno si è dimenticato di abilitare la funzione di
arrotondamento automatico prima di premere il tasto "Invia"! Non possono mancare gli
incitamenti ai governi (in particolare quello britannico) di "fare qualcosa per
la salute pubblica". A questi medici bisognerebbe urlare nelle orecchie che
il
loro lavoro è di rappezzare la gente, non di istigare politiche - altrimenti
presto saranno i meccanici a scrivere il codice della strada! Alternativamente,
che la smettano di far finta di fare i medici nascondendosi dietro
pseudo-scienza ed abbiano il coraggio di diventare dei politici, accollandosi i relativi
rischi.
Infine, uno studio rottame non farebbe paura se non si
usassero i grandi spauracchi - ovvero le attribuzioni di cancro e altre
malattie all'alcol. L'alcol "causa" il cancro della bocca, del fegato e del
seno; ictus e malattie cardiovascolari - oltre, naturalmente, alla cirrosi
epatica.
Vale la pena di un'ultima considerazione: visto che il tabacco è la
prima causa prevenibile di morte, l'obesità ha superato (o sta superando) il
tabacco, e l'alcol ha quasi raggiunto il tabacco (e quindi l'obesità), chi è il
primo della lista della paura? Qui è proprio il caso di dire che le tre agende -
tutte fatte con lo stampino della truffa epidemiologica - sono in concorrenza
tra loro per il primo posto! Dietro tutto ciò c'è una ragione: la "epidemia" statistica che ubriaca di più la gente si becca il
malloppo di soldi pubblici più obeso e celebra con un bel sigaro alla faccia dei
fessi! E se il programma farmaceutico dell'OMS avraà
successo e la gente non "morirà" più di fumo, alcol e cibo, di che cosa
morirà?... Beh, finché crederemo a ministri della "salute",
"luminari" statistici e all'OMS e continueremo a permettere agli attivisti
di incassare fondi pubblici, le vie della scienza rottame -
come quelle del Signore - saranno infinite. Infatti si può anche trasporre il
concetto ed affermare che la scienza rottame è il Signore, e il ministro della "salute" il
suo Papa. Scusate il tono blasfemo, ma ovviamente non siamo gli unici a
bestemmiare. |
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VIETATO PARLARNE: LE VITTORIE DELLE MULTINAZIONALI DEL TABACCO
9 Febbraio -
Vittoria storica
delle multinazionali del tabacco
- I grossi mass-media italiani, lo si sa, sono
asserviti alle agende antifumo ministeriali; fortunatamente però la stampa internazionale ha dato
ampio rilievo alla schiacciante vittoria delle multinazionali del tabacco negli
Stati Uniti Venerdì scorso. Il Columbia District della Corte d'Appello
statunitense ha respinto la parte essenziale dell'ennesimo tentativo di
estorsione di Stato alle multinazionali del tabacco accusandole di
creare un racket. Il sogno di impossessarsi di 280 miliardi di dollari è svanito
con un colpo di martello giuridico.
Il tentativo di estorsione
iniziò sotto l’amministrazione Clinton nel 1999, ed è già costato ai
contribuenti americani 139 milioni di dollari di istruttoria. Esso fu continuato
dall’amministrazione Bush anche se con riluttanza, perché i più grandi esperti
giuristi americani avevano già ritenuto il caso non vincibile. Pressioni per la
continuazione della causa furono esercitate dalle potentissime gang farma-salutiste, che volevano ottenere un secondo ed ancora più grande
Master Settlement Agreement. Tale nuovo accordo avrebbe completato processo di asservimento
delle multinazionali allo Stato (nazionalizzazione di fatto), e spianato la
strada alla loro estinzione. Inoltre avrebbe assicurato che i fumatori
finanziassero, tramite aumenti dei costi delle sigarette, la solita produzione
di truffe statistiche, gonfiando le tasche di racket come le varie leghe
antifumo e anticancro, a cui solitamente sono dati gli adiposi fondi per continua
propaganda e persecuzione del fumatore. Fa piacere vedere che, almeno una volta,
questi squali sono rimasti a bocca asciutta.
La causa – anche se
menomata della parte più dannosa - continua, sebbene lo stesso Wall Street Journal
(al cui articolo siamo collegati) dice che dovrebbe essere abbandonata.
Una cosa questa vittoria l’ha ottenuta per il beneficio
di tutti: è servita a stabilire – se ancora ci fossero dei dubbi – il
legame tra i colossi farmaceutici e le gang antifumo in tutto il
mondo. L'opposizione all’appello di Big Tobacco che ha causato questa enorme sconfitta per gli
antifumo è stata finanziata dai più grossi
produttori di farmaci di cessazione: la Pharmacia
Corporation e la Pfizer, Inc. La Pharmacia è ora una sussidiaria della Pfizer,
produttrice e spacciatrice della nicotina Nicotrol per smettere di fumare. La
Pharmacia, a sua volta, produce la gomma alla nicotina Nicorette ed i cerottoni
NicoDerm CQ per la GlaxoSmithKline. Questi sono tutti nomi ben conosciuti anche nel
nostro Paese – specialmente di questi ultimi tempi - grazie a ripetuti scandali
e ad un divieto di fumo fatto ad hoc per servire i loro interessi.
Dopo questa vittoria nei tribunali americani, la già traballante facciata della
“salute pubblica” di Stato - disinteressata, obiettiva e sincera - è finalmente crollata per
sempre negli USA e nel mondo. Il re è nudo: si tratta di una guerra tra Big Pharma che tira le fila dei ministeri della “salute”
nel mondo (inclusa l'Organizzazione
Mondiale della Sanità) e Big Tabacco, che conduce politiche ambigue perché
ha paura a difendere i suoi migliori ed unici clienti smascherando
le frodi
epidemiologiche sul fumo. Dopo questo caso legale, gli antifumo sono ora bollati per sempre come dei
venduti
a Big Pharma. Per noi di FORCES ciò non è certo una sorpresa!
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AGGIORNAMENTO FORCES
CAMPANIA
9 Febbraio -
Il rosario
della salute - "Leggo sull’inserto «Salute» del «Corriere della Sera» del 23.1.2055
che nel 2002 la rivista British Medical Journal «pubblicò uno studio
secondo il quale il rosario (quello canonico, in latino) recitato ogni giorno
regolarizza il battito cardiaco e la pressione nelle persone che soffrono di
scompenso cardiaco cronico»"....
9 Febbraio -
Polveri grosse, cervelli fini - "Intanto, alcuni
sindaci furbi – come quello di Roma – hanno spostato le centraline della
rilevazione atmosferica dai luoghi di transito delle auto ai luoghi di residenza
delle persone.".... |
SERVIZIO
SPECIALE
E' FALSO
CHE GLI STUDI SUL FUMO PASSIVO SONO MANIPOLATI DALLE MULTINAZIONALI DEL TABACCO:
ECCO LE PROVE
Introduzione (salta
l'introduzione e vai al collegamento con gli studi)
5
Febbraio - Il
Ministro Sirchia continua a fuorviare la gente sul fumo passivo.
Dopo che
abbiamo dimostrato che gli studi non provano
relazione tra fumo passivo e malattie, ora egli gioca la carta dei finanziamenti/falsificazioni
delle multinazionali del tabacco. Nella puntata de
L’Antipatico del 20 Gennaio scorso Sirchia ha dichiarato quanto segue
durante l’intervista condotta da Belpietro (clicca
qui per il testo integrale):
1) D.
...E
queste lobby, per esempio, che ci sono e che in questo momento stanno
protestando, di fumatori, secondo lei sono finanziate dalle multinazionali?
R. Assolutamente sì.
2) D.
Ecco. Le associazioni dei fumatori, come ce ne sono alcune, la accusano di avere
intrapreso una crociata sulla base di dati falsi. Il pericolo di fumo attivo
sarebbe stato immensamente esagerato.
R. Beh questi, appunto, sono i dati che le multinazionali, falsificando la
realtà, hanno e stanno tentando di continuare a iniettare nella pubblica
opinione. Le riviste scientifiche, cui io mi rivolgo meglio che non ai dati
falsificati delle multinazionali…
3) D.
Ma anche nel caso del fumo passivo?
R. Anche del fumo passivo.
4) D.
È
una delle polemiche più forti. Si sostiene che in realtà il fumo passivo non sia
così dannoso come il fumo attivo.
R. Ecco. Questi sono, appunto, i dati falsificati. I dati della letteratura
scientifica sono pubblicati sulle riviste scientifiche e tutti li possono
vedere.
5) D.
Ma in questo caso lo si sta facendo.
R. No, in questo caso non lo si sta facendo. In questo caso, ripeto, perché
forse non è chiaro, si vuole tutelare i diritti di coloro che non fumano a non
essere contaminati da un inquinante come il fumo. Quindi rispettiamo il diritto
di chi fuma a continuare a fumare ma non a prezzo della salute degli altri che
non vogliono fumare. Allora la libertà dei non fumatori va tutelata come la
libertà dei fumatori.
Sul punto
(1) - Non è vero
che tutte le “lobby” che stanno protestando sono
finanziate dalle multinazionali del tabacco. FORCES Italiana (e internazionale)
non è finanziata dalle multinazionali, né direttamente, né indirettamente. In italiano, la parola “tutte” non può
essere fraintesa. Qui risulta chiarissima la formula ormai standard di dipingere chi
prova la falsa informazione antifumo con i
colori dell'industria demonizzata per invalidarne la credibilità. Ma
- anche
alla luce di recenti eventi - è la credibilità del ministro che è alquanto
discutibile.
Oltre a ciò chiediamo
ufficialmente al Ministro della Salute di dimostrare che la nostra
organizzazione è finanziata da Big Tobacco – altrimenti
il sig. Ministro deve ritrattare la sua diffamazione. Mentre
riconfermiamo la nostra
posizione che non vedremmo nulla di male a ricevere finanziamenti da
un'industria legale, reiteriamo che nel nostro caso ciò è semplicemente falso.
Sui punti
da (2) a (4) - Anche
qui le distorsioni abbondano, e sono articolate su tre punti:
-
Indipendentemente da chi sono stati condotti,
gli studi
sul fumo passivo indicano un’elevazione di rischio insufficiente per distinguere il
fumo passivo come fattore di tale elevazione
secondo ogni regola
epidemiologica. Il Ministro è al corrente di questa realtà in quanto
medico.
-
Anche se l’elevazione di rischio fosse sufficiente a
distinguere il fumo passivo come fattore significativo di rischio, resta comunque
l’indisputabile realtà che
la metodologia – basata su
interviste di ricordi – non permette di sapere cosa si è misurato, ed è
spazzatura statistica indipendentemente da chi ha condotto gli studi, da chi li
ha finanziati, e dai risultati prodotti. Se il Ministro non è a conoscenza di
questa realtà, allora non è competente abbastanza né come medico, né come Ministro.
-
Questo è il punto più grave: i dati degli studi – tutti gli
studi – non sono falsificati. E sia chiaro che i dati sono TUTTI pubblicati da riviste
scientifiche; invece sembra che Sirchia lasci intendere che >lui<
è quello che legge le riviste scientifiche e gli altri no. Caro Sig. Ministro,
le riviste scientifiche le leggiamo anche noi e sappiamo benissimo come leggere
i dati - e possiamo provare che quello che dice lei non è vero!
Ripetiamo: indipendentemente da risultati e finanziamenti, gli studi non
dimostrano statisticamente, epidemiologicamente, o biologicamente che il fumo passivo
nuoccia alla salute del non fumatore. E' semplicemente impossibile stabilirlo. Per
dimostrare conclusivamente che le insinuazioni di Sirchia non sono vere,
pubblichiamo la lista COMPLETA di TUTTI gli studi su fumo passivo e malattie - e
per la prima volta rendiamo disponibili e scaricabili TUTTI
gli studi in PDF per chiunque voglia verificare ciò che
riportiamo.
Nella lista figurano:
| i) |
Il titolo dello studio |
| ii) |
Gli autori |
| iii) |
La rivista scientifica che
l’ha pubblicato |
| iv) |
La data di pubblicazione |
| v) |
Chi l’ha finanziato |
| vi) |
L’elevazione di rischio media
dello studio |
Mentre i nostri scienziati stanno elaborando la lista degli
studi sulle malattie cardiovascolari che sarà aggiornata man mano che gli studi
sono ottenuti, pubblichiamo subito quella completa concernente fumo passivo e
cancro polmonare.
Sul punto (5)
- Basato su
quanto sopra (e parlando di "chiarificazioni"), sia dunque ben chiaro
ciò che è
logico: che non si può
tutelare chi non fuma da un pericolo di cui non è dimostrata
l'esistenza. Ne segue che la legge antifumo nella sua presente forma è
una scusa per non rispettare di fatto i diritti dei fumatori e degli
esercenti, e per
avanzare agende internazionali di ingegneria sociale che sono
indegne di una nazione che si voglia chiamare libera e democratica.
Conclusioni - Invece
di ricorrere a calunnie e di fuorviare i cittadini, il
ministro Sirchia farebbe bene a dire al popolo QUALI sono gli studi
pubblicati sulle riviste scientifiche a cui si riferisce (e che si suppone
dimostrino l’esistenza di un rischio
credibile) e QUALI sono gli quelli che non sono basati su "interviste Amarcord" – visto che li abbiamo
tutti in lista; il Ministro dovrebbe anche spiegarci con quale
coraggio tali studi rottame possono essere chiamati scienza. Infine, Sirchia dovrebbe anche darci i nomi delle organizzazioni finanziate dalle multinazionali del tabacco,
invece di evitare astutamente le specifiche, come tutti i diffamatori. Altrimenti il signor
Ministro dovrebbe fare l’unica cosa onorevole che gli resta: tacere e
rassegnare le dimissioni, perché perseverando nel difendere l'indifendibile
egli
insulta la scienza vera e diventa un
imbarazzo per il Governo.
Lista
completa (2005) scaricabile degli studi sul fumo passivo, inclusi autori,
pubblicazione, rischio medio e finanziamenti. Dove sono quelli
pagati/"falsificati" dalle multinazionali, signor Ministro?... La smetta di
prendere gli italiani per i fondelli!
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Febbraio - FORCES Italiana quasi triplica le visite
- In Dicembre e in Gennaio il nostro sito
ha quasi triplicato
le visite ricevute. Ringraziamo sentitamente tutti i lettori vecchi e nuovi
per l'attenzione e l'assiduità dimostrata. I nostri costi di gestione sito e
consumo di banda, purtroppo, sono saliti in proporzione, ed invitiamo tutti ad
essere generosi con
donazioni e membership, perché - contrariamente alle implicazioni di alcuni
- non abbiamo "corporate sponsorship" stile multinazionali del tabacco, e
ricordiamo che il nostro lavoro è volontario e non pagato. Esso è frutto
dell'assiduità e del sacrificio di scienziati, medici, giornalisti, attivisti e
persone qualunque che si battono non solo per la libertà personale, ma anche per
l'onestà istituzionale - che di questi tempi sembra afflitta "truffite
statistico-epidemiologica acuta", aggravata da paternalismo terminale, e
quindi non gode
affatto di buona salute. Aiutateci e tenere viva una fiaccola di integrità e di
educazione pubblica con una vostra generosa oblazione. E di nuovo, grazie
infinite per il vostro interesse. |
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