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“Ecco a Te Salute Pubblica, Dio
Supremo in cielo e in terra, il nostro sacrificio del tabacco. Possa
la tua grandezza concedere con sguardo benigno il fumo di marijuana e
di cocaina, e l'uso di altre droghe essenziali alla vita dei tuoi
servi imperfetti. Sia fatta la Tua epidemiologica volontà.” |
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4 Dicembre
[21:00 GMT]
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Numerose sono state le reazioni dei lettori alla
provocazione dell'ADUC circa la de-legalizzazione del tabacco.
L'associazione consumatori ADUC, cavalcando le truffe epidemiologiche
circolate dagli antifumo sul tabacco, cerca di spingere la
legalizzazione della marijuana e di altre droghe a spese di quest'ultimo.
Il ragionamento, in breve, è questo: visto che il tabacco "uccide"
80.000 persone in Italia, allora legalizziamo la marijuana che non
uccide nessuno oppure de-legalizziamo il tabacco.
L'uso selettivo della scienza rottame epidemiologica da parte della
"salute pubblica" e degli "antiproibizionisti" è spiegato sotto e non
ci ripetiamo qui. Ovviamente gli "antiproibizionisti" stanno
offrendo un baratto di proibizione, dimostrando una tale deriva e
perdita di bussola ideologica da fare accapponare la pelle. Se questa
fosse solo un'idea di un'associazione locale sarebbe discutibile ma
non preoccupante. Invece si tratta di qualcosa più o meno proposto in
diverse nazioni e basato ancora una volta sulla falsa rappresentazione
dell'evidenza in entrambi i casi. Riproduciamo sotto, integralmente,
una selezione delle lettere
mandate alla ADUC o a noi o a entrambi.
Una
proposta coraggiosa - Personalmente considero coraggiosa e di una
coerenza estrema la proposta dell'ADUC. Come si può continuare a
vendere liberamente un veleno così potente che uccide anche chi ne
inala quantità infinitesimali? Ovvio che mi riferisco al prodotto
della combustione del tabacco. Come può l'Unione Europea continuare a
finanziare i coltivatori di tabacco per la produzione di un veleno
così letale?
Io sto dalla parte dell'ADUC. Lo Stato non può continuare a lucrare
sul veleno che condurrà all'estinzione della specie umana, animali
domestici compresi. Meglio lasciare la produzione e la vendita di
questa innominabile sostanza (è statisticamente dimostrato che
nominandola troppo se ne potrebbe diventare dipendenti) in mano ad
organizzazioni clandestine.
Chi vuole farsi del male lo faccia, ma attraverso canali di vendita
illegali. Che bello che sarà il mondo senza tabacco: ospedali vuoti,
posti di lavoro mai abbandonati (né per pause sigaretta, né per
malattie tabacco correlate). Con l'aiuto della cannabis saranno tutti
allegri, in una società perennemente attiva e gaudiosa. Non più
assenze in Parlamento al momento delle votazioni delle leggi. Non più
liti e scontri fra politici, ma pacche sulle spalle e tra un tiro e
l'altro potranno votare la finanziaria. Dove recuperare i soldi persi
con le tasse sul tabacco? Ovvio, chi supera tot centimetri di giro
vita dovrà versare alle casse dello Stato una cifra direttamente
proporzionale ai centimetri in eccesso. Uno sbuffo di fumo affettuoso
a tutti.
-- Mariassunta Cappelli
State
perdendo credibilità - Spett. ADUC, in più occasioni, specialmente
per decisioni di una certa importanza, ho tenuto conto del vs. parere,
anche se, lo confesso, non metterei la mano sul fuoco nel ritenere che
i vs. consigli e punti di vista siano sempre dettati dalla missione di
fare sempre e comunque il bene del consumatore.
Questa volta, però, leggendo la stravagante proposta di legge a
proposito di marijuana e tabacco, m’è venuto il sospetto che Pietro
Yates Moretti sia un infiltrato che tenta di boicottare la vs.
Associazione. Infatti le sue osservazioni sono così ridicole da far
pena. D’altra parte, essendo la proposta di PYM pubblicata nel vs.
sito, debbo pensare che almeno buona parte della direzione ADUC abbia
perso la testa.
Come si fa, invero, a dire: “...circa il 25% del mercato del
tabacco è gestito dalle mafie” senza aspettarsi l’unica
ragionevole risposta:
“...e il 100% del mercato della marijuana da chi è gestito?”
Come si fa a dar credito ad un'affermazione del genere: "La
cannabis non ha mai provocato un decesso documentabile, mentre il
tabacco ne provoca 80 mila ogni anno solo in Italia"?
Indipendentemente dal fatto che non esiste metodo scientifico che
possa inequivocabilmente affermare che X persone siano morte a causa
del tabacco, come si potrebbe documentare una morte da cannabis visto
che ufficialmente non si sa se il morto usava o no marijuana?
Ammesso e non concesso che a causa del fumo di tabacco lo Stato ogni
anno spenda "circa 1,2 miliardi di Euro in spese sanitarie",
come la mettiamo con il fatto che lo Stato ricava qualcosa intorno ai
non-so-quanti miliardi di Euro all'anno dai "contributi" dei fumatori?
Per concludere, volete mettere la faccia di Andrea Camilleri con la
sigaretta fra le labbra, con quella di coglione svanito di un fumatore
di cannabis?
-- Dr. Elio Gagliano
Gentile Forces, Vi invio in allegato un pensiero inviato ad ADUC
in risposta all'iniziativa di una proposta di legge per dichiarare il
fumo illegale.
Conto su di una vostra presa di posizione che vorrei estesa ai massimi
livelli e possibilmente durissima verso tali posizioni stupide ed
estreme,
per non definirle nazistoidi e masochiste. Grazie per il seguito che
vorrete dare a questa mia. Con simpatia - Fulvio Cochi
Ma…
siete impazziti, come l’Italia di Prodi!!! - Va bene provocare, ma
suggerire, da parte di ADUC, da me creduta liberale et radicale,
addirittura la proibizione e la messa al bando del tabacco… supera
davvero il limite della tollerabilità politica.
Come fate a dire: “...la cannabis non ha mai
provocato un decesso documentabile, mentre il tabacco ne provoca 80
mila ogni anno solo in Italia” senza pensare di dare numeri al
lotto, non conoscete forse la differenza tra scienza e statistica,
siete anche voi irreggimentati nel conformismo della condanna
aprioristica dei fumatori? Chi vi ha fornito queste chicche, l’OMS,
ormai stella polare di ADUC?
Sorvolo sul fatto che nemmeno una delle morti
compiante da OMS sia scientificamente e direttamente attribuibile al
fumo, perché basterebbe chiedere a qualsiasi “statistico” di
classificare l’ordine di grandezza della truffa (statistica) sul fumo
perpetrata da anni e per il quale motivo non sono realmente
documentabili né morti dovute monofattorialmente alla cannabis,
né morti dovute monofattorialmente al fumo.
Ritengo estremamente pericoloso questa specie di
baratto da voi sottinteso, per il quale se la droga leggera deve
essere proibita, allora tutte le sostanze che possono provocare danni
dovrebbero unitamente a questa, per coerenza, essere vietate.
Signori, ma con l’alcool come la mettiamo,
una bella proibizione non vi dispiacerebbe quindi? Della serie… lo
Stato deve proteggere i propri (?) cittadini da se stessi, alla faccia
di tutti i movimenti liberali e libertari che propugnano inascoltati
la responsabilità individuale nelle scelte e nei comportamenti delle
persone? I costi della sanità, ma come li avete calcolati? Ve li ha
“passati” il Ministero sulla base di quelli OMS? Ah beh, allora!!!...
State facendo il gioco di forzare la mano,
facendo leva sulla emotività dell’assunto per cui il fumo fa
sempre male, e se si accetta una cosa che fa male allora tutte
le altre devono essere, per coerenza accettate, o tutto o niente
insomma. E’ un pensiero che porta lontano e… ci siamo sempre più
vicini.
Ora a parte la figuraccia che state facendo, si
tratta di un gioco pericoloso, si corre il rischio di
essere ascoltati e magari anche esauditi, ma nella direzione opposta
alle intenzioni che, credo, siano ancora quelle di perorare la
liberalizzazione delle droghe (leggere), unitamente alla libertà di
fumarsi in pace anche una bella sigaretta e un arcibuon sigaro. Ma
poi, non vi viene in mente che anche il fumo di cannabis, sovente
miscelato al tabacco, contenga i prodotti di combustione che voi
accreditate essere mortiferi ad 80 mila l’anno, accodandovi in questo
alla più mistificante correttezza politica, quella sul fumo, mai
comparsa in società di tipo occidentale?
Nell’esempio sulle giornate perse, invece di
difendere i fumatori, vi scagliate contro, dalla parte dei vituperati
padroni, con le loro demagogiche proposte: prima una legge
discriminante ed intensamente illiberale, che allontana e marginalizza
i fumatori, poi quando questi, per non “avvelenare” gli altri, sono
costretti ad allontanarsi dalla loro scrivania, ecco che il censore
immancabilmente tuona (sono cose già viste nella “moderna” america),
trovando sempre nuovi accoliti, sempre perbenisti, benpensanti che
sanno far di conto per calcolare le “perdite” della società.
Volete sostenere gli antiproibizionisti, o volete
vi si ricordi come “divietisti”, siete un’associazione di consumatori
di stile liberal-radicale o volete confondervi coi Codacons? Grazie
per l’attenzione che avrete voluto dedicarmi, ricambiando la mia.
-- Fulvio Cochi
PS: suggerisco una chiarificante lettura
sull’argomento-capro espiatorio fumo…
http://www.forcesitaly.org/italy/evidenza/index.htm
La
marijuana vi ha bruciato il cervello - ..Bravi, tutti a fumare
canne, cosi tra 5 anni saremo tutti sballati di cervello... ma vi
rendete conto di quello che scrivete? O la cannabis vi ha già bruciato
il cervello? Eravate felici quando la Livia Turco ha presentato la sua
proposta di legge sulla cannabis...VERO?... La cannabis per uso in
medicina... ok... ma farne il fumo del domani no, meglio il tabacco.
E voi sareste un'associazione per la tutela dei
consumatori?... In California potreste avere successo, dato che quel
delinquente di Stanton Glantz sta vivendo anni di gloria con la sua
crociata antifumo. Sapete
chi è Glantz? Un criminale che
falsificò il suo curriculum spacciandosi per professore di chissà
cosa... Era solamente un
ingegnere meccanico! In America, si sa, chi più truffa è più ben
visto e Glantz ha truffato l'opinione pubblica di tutta la terra con
la sue bugie e false pubblicazioni sulle ricerche sul cancro,
attribuendo tutte le malattie di questo mondo alla pianta di tabacco
(vecchia storia) gli indiani vennero sterminati perché fumavano
tabacco (calumet della pace). Volete forse sterminare i nuovi indiani?
Stààààààà minkiaaaaaaa...
Cari signori, smettete di scrivere cazzate; e se
non siete più capaci di ragionare con la vostra testa, cambiate
nazione, andate in Iraq, li c'è meno fumo di tabacco, ma altro fumo
che vi riempirà i bronchi. Mò accendo 'na bella sigaretta, una
birrozza e 'na pagnotta con mezzo kilo di carne di cavallo... alla
faccia di tutti i proibizionisti.
-- Archimede
Povera Inghilterra: Divietismo da una parte e
antiproibizionismo dall'altra
4
Dicembre
[21:00 GMT]
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Un altro duro colpo alla vacillante libertà degli inglesi
- Continua la marcia dei divieti nazionali a preludio del
proibizionismo mondiale sul tabacco. In Inghilterra il divieto di fumo
sarà totale a partire dal prossimo Luglio: un'altra vittoria per le
frodi sanitarie e un'altra bruciante sconfitta per la libertà. Non
mancano poi le illusioni demenziali, tipiche dei ministri della
"salute pubblica" contemporanei: "Le vite di migliaia di persone
saranno salvate e la salute di altre migliaia sarà più protetta".
Falso, naturalmente, in entrambi i casi: Le "vite salvate" (fumatori
attivi) non lo saranno per due ragioni: a) nessuno ha dimostrato
scientificamente un cancro da fumo, b) il numero dei fumatori aumenta
dovunque ci sia il divieto. Le "altre migliaia" (fumatori passivi) a
cui ci si riferisce non saranno salvate affatto perché non sono mai
state in pericolo, visto che
i pericoli del fumo passivo sono una truffa che i ministeri della
"salute" hanno deciso di implementare in sincrono, sullo stile della
malavita organizzata. Il breve ma denso comunicato ANSA contiene anche
una tripletta di messaggi subliminali: "Coloro che non riusciranno
a fare a meno di sigarette e sigari dovranno indulgere al loro vizio
per strada." Il "non riusciranno" implica le leggenda
metropolitana della tossicodipendenza da nicotina; "vizio"
dimostra il disprezzo per l'abitudine da parte di chi disprezzo e
null'altro merita; "strada" implica l'emarginazione sociale in
atto: un buon cittadino non fuma, come del resto non fumava un
buon nazista. Esiste solo una risposta - breve, chiara e universale -
a questo tipo di messaggio: i fumatori in strada ci sono forzati da
una gang di delinquenti, a giudicare dal comportamento dei quali le
madri fumavano in strada più per mestiere che per piacere. Come in
tutte le nazioni vittime del divietismo, anche in Inghilterra si
profila all'orizzonte un enorme danno socio-economico.
4
Dicembre
[21:00 GMT]
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Legalizziamo l'eroina
- Mentre in Italia si offre lo scambio del proibizionismo della
marijuana con quello del tabacco, in Inghilterra le cose si fanno più
"seriamente" e si propone la legalizzazione dell'eroina. "La
proibizione non funziona, non ha mai funzionato. La LEAP (lega della
polizia contro la proibizione) chiede la fine del proibizionismo così
come c'e' stata per l'alcol negli anni 30. Quando terminò quella
legge, Al Capone fu messo fuori gioco. Possiamo fare lo stesso con i
signori delle droghe e con i terroristi, i quali guadagnano più di 500
miliardi l'anno di Usd con i loro traffici', ha dichiarato Cole, che
ha lavorato per 26 anni nel Dipartimento di polizia del New Jersey."
[Sic] *
Ottimi argomenti, non si può che essere d'accordo... ma si è
scoperto, in tutto il mondo, che gli antiproibizionisti sono dei
divietisti - ovvero, avendo visto che la proibizione legale non
funziona, la vogliono sostituire con i divieti e i regolamenti a
oltranza delle cose che non piacciono a loro, ottenendo una
proibizione di fatto che però, sperano, non stimolerà la
delinquenza. Ciò che si è troppo ottusi per capire è che il problema
di risentimento sociale di base non nasce tanto dallo status
legale di una sostanza - qualunque essa sia - ma dal soffocamento
della libertà di usarla. Renderla quindi difficile o impossibile
da usare (o addirittura scambiare le proibizioni -- per esempio
de-legalizzare il tabacco e legalizzare le droghe) crea la stessa
tipologia di problema sociale che crea il proibizionismo, perché
cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia. L'unica
soluzione quindi è essere antiproibizionisti e
antidivietisti.
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