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The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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Maledetti ciccioni parassiti sociali
Porci bevitori siete i prossimi
Incensatori e profumatori assassini, ecco il vostro turno
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
Aggiornamento 4 Ottobre 2004
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MALEDETTI CICCIONI PARASSITI SOCIALI

4 Ottobre - La marcia del nazionalsalutismo - Dopo aver strizzato tutto il denaro dall'industria del tabacco e dai suoi clienti, la follia salutista americana ha preso di mira la ricca industria alimentare, che rappresenta una nuova fonte di tasse, estorsioni, repressione, odio e miliardi per la "salute pubblica" e gli avvocati ed attivisti che degnamente la rappresentano. Passiamo in rassegna i più recenti eventi del "progresso" sociale che, pure in Italia, è auspicato  con la "dieta di Stato", i "bollini blu", le patenti a punti e,  senza bisogno di dirlo, le campagne antifumo. Tutti i collegamenti sotto sono a siti in lingua inglese.

"Facciamo causa, causa, e poi ancora causa."

Come sinistro precursore delle "campagne di sterminio tramite azione legale" (parole loro), il Public Health Advocacy Institute (PHAI) si è recentemente riunito nel secondo meeting annuale dedicato, appunto, a fare causa ai produttori di cibo americani fino all'eliminazione, e a dare inizio al processo di nazionalizzazione di fatto che è ora in corso per l'industria del tabacco. Dopo la loro prima conferenza, che intendeva "incoraggiare e sostenere le cause legali contro l'industria alimentare", l'allora amministratore delegato della PHAI Ben Kelley mandò una lettera agli otto più grandi produttori di cibo ed ai ristoranti, intimando che si prendessero la responsabilità di far dimagrire gli americani. Se i produttori non avessero forzato tutti a mettersi a dieta, ammoniva la lettera, gli avvocati si sarebbero messi in azione.

…e facciamo causa ai genitori e pure ai loro medici…

John BanzhafCome se fare causa contro i ristoranti e i produttori di cibo non fosse abbastanza, il sedicente leader di movimento, avvocato John "Sue the Bastards" Banzhaf ha idee ancora più brillanti, come per esempio fare causa ai medici che non "avvertono adeguatamente" i pazienti sui pericoli dell'obesità.  Va da se che Banzhaff stabilisce unilateralmente il metro di tale avvertimento. Egli anche insiste di fare causa ai genitori dei bambini obesi, affermando che tutti gli avvocati "dovrebbero far causa ai genitori che tengono una televisione nella camera dei loro bambini." Banzhaff è chiamato Sue the bastards per via della targa personalizzata della sua auto: SUE, che significa "fai causa".

... vietiamo le bibite nelle scuole...

Nella lotta allo zucchero, definito "il nuovo tabacco" dall'Organizzazione Mondiale della Sanità", i politici di New York, Philadelphia, Texas, California ed altri stati hanno eliminato le bibite dalle scuole. Una simile mossa è prevista in Europa. Ma nella foga dell'orgia politica i bastardi (questa volta senza targa) hanno vietato anche le bibite dietetiche -- quelle garantite a zero calorie. Però nelle scuole è ancora permesso vendere succhi di frutta, che spesso contengono più calorie delle bibite. Forse è il caso di chiedere la giustizia dell'idiota ed esigere che anche i succhi di frutta siano eliminati?

La rimozione delle bibite nelle scuole è basata su un'affermazione senza alcun fondamento scientifico per cui le bibite - incluse quelle dietetiche - "causano" l'obesità. La scienza rottame è alla base del salutismo, ed ora esso ha acquistato un potere tale che "basta dirlo per vietarlo" - senza nemmeno il bisogno di produrre farse di prova. Si da il caso, infatti, che un recente studio dall'università di Harvard afferma di aver scoperto l'opposto anche se si tratta sempre e comunque di scienza rottame.

... imponiamo ai ristoranti locazioni antiobesità...

"Non c'è ragione per cui non possiamo, attraverso leggi urbanistiche, regolare la locazione e densità dei ristoranti fast-food nelle città, i loro orari e la loro clientela", scrivono gli attivisti anticibo Tom Farley e Deborah Cohen. I due non sono i soli a richiedere la ghettizzazione dei ristoranti e dei loro clienti come sta succedendo per il fumo. L'attivista Kelly "Big Brother" Brownell (foto) della Yale University è anche un forte proponente dell'idea. Dopo l'apertura di un negozio di brioches a Scituate, Massachusetts, l'attivista della public television americana Mark Fenton, che si autodefinisce una "autorità nella salute pubblica" si è messo in azione proponendo misure legali per vietare l'apertura di ristoranti fast-food. Questa volta le forze anti-bastardo hanno vinto con 140 voti a favore e 90 contrari. E' andata bene per poco, visto che 2/3 + 1 dei voti sono necessari per passare una proposta legge in quello stato. E un voto è facile da guadagnare con la propaganda. Sarà per la prossima volta.

...nascondiamo le caramelle sotto i banconi...

Nel continuo sforzo per demonizzare i cibi il Center for Science in the Public Interest (CSPI) ha cominciato a definire la vendita di cibi grassi e dolci "traffico di porno-cibo". Ma l'avvocato del  Public Health Institute Edward Bolen è già andato oltre, essendo convinto che le barre di cioccolato, la gomma da masticare e i Tic Tac dovrebbero essere trattati allo stesso modo di Playboy e di Penthouse. Bolen dice che "Mettere cibi che hanno deficienza nutrizionale sul banco di vendita equivale a mettere giornalini porno dove i bambini possono vederli". Ma come fa un cibo ipercalorico ad avere "deficienza nutrizionale"?... Roba da fumo passivo!

... vietiamo ai bambini di scambiarsi le merendine a scuola...

"Fino a notifica del contrario, cibi usati in occasione di compleanni o altre ricorrenze nell'ambito della scuola dovranno essere esclusivamente di carattere nutrizionale ed essere il più possibile senza zucchero … Si prega di non esprimere disappunto quando i dolci [che avete dato i vostri bambini] non saranno permessi dall'insegnante, che fa solo rispettare la nuova legge del Dipartimento dell'Agricoltura". Ciò è l'estratto di una lettera mandata ai genitori dei bambini di una scuola elementare del Texas.

La lettera è conseguenza di un editto nazionalsalutista di Susan Comb, commissaria del dipartimento di agricoltura del Texas, che si autodefinisce la "zarina del cibo". La Comb ha unilateralmente vietato centinaia di cibi nelle scuole del Texas, e i suoi diktat vietano anche ai bambini di scambiarsi le merendine. "Fermi", gracchia sempre la Combs, "State lontani dal junk food!"

...mentre si istituiscono gli "Zar nazionali del cibo".

Ma la pazzia di Susan Comb non è che la punta dell'iceberg. Nel 1998, un gruppo organizzato nientemeno che dalla National Academy of Sciences, che riceve sostanziali finanziamenti farmaceutici, propose una lunga litania di regolamenti del cibo, e l'istituzione di uno "zar del cibo" nazionale con funzione centralizzatrice delle politiche repressive. Un tiranno simile è già operativo in Scozia.

Speriamo che questo nuovo Lord of the Food non segua i sogni di Michael Jacobson, direttore del summenzionato CSPI, secondo cui si dovrebbe ridurre l' "esposizione" dei bambini alla pubblicità del cibo, mentre auspica un "ritorno alla dieta dei servi del 18° secolo, costituita da una libbra di pane, una patata, ed un paio di carote al giorno".  Se le cose continuano sulla strada aperta dalle truffe antifumo, la sua speranza è vana, visto che siamo già tornati ai secoli bui, all'Inquisizione e ai "messaggi occulti" - parola di Sirchia!

Falliamo con la tassa sul cibo dei poveri in Canada...

Con i "ciccioni che costano alla società più dei fumatori" (sarebbe sempre interessante sapere perché chi fuma e chi mangia paga le tasse) non si può evitare che i mangiatori non siano tassati. E, con un'idiozia che va di pari passo ad ignoranza e disonestà, ecco che i nazionalsalutisti canadesi propongono una tassa dell'otto percento sui pranzi che costano meno di quattro dollari. Per fortuna la proposta è fallita, perché ciò avrebbe colpito proprio i meno abbienti. Ma ciò non fa certo desistere i crociati, che sanno  che, se si continua a fare pressione, il proibizionismo arriva.

... ma proponiamo l'età di 18 anni per le caramelle in Nuova Zelanda.

Bisogna sempre tener presente che il comando globale del nazionalsalutismo è situato a Ginevra all'Organizzazione Mondiale della Sanità. Ciò significa mantenere una visione globale, e non considerare gli assalti alla libertà e all'integrità scientifica come casi locali. Ecco infatti che il ministero della "salute" neozelandese propone una legge che estende la già vigente limitazione di età per l'acquisto del tabacco e dell'alcol a bibite, hamburger, torte, caramelle e cioccolato. L'idea è stata subito ripresa in America, dove già si discute di rendere tanto illegale per i genitori mandare i bambini a comprare caramelle e cioccolato quanto lo è per acquistare sigarette e alcol. Sirchia, che aspetti? Hai già rispolverato la legge fascista sull'età minima per l'acquisto delle sigarette; non puoi certo trascurare questo esempio per avanzare l'agenda della "salute pubblica", no?...

Terminiamo (per ora) con la conclusione logica

"Dobbiamo andare oltre alla responsabilità personale". Così Margo Wooltan della summenzionata CSPI riassume la filosofia nazionalsalutista per ciò  che è: un pacciugo tra immaturità emozionale e intellettuale, ignoranza, arroganza, delinquenza e paternalismo. Alla Wooltan fanno eco molti: il crociato anti-bibite Harold Goldstein, che ci dice che "La libera scelta è un'illusione". Da canto suo l'ambientalista Skip Spitzer del Pesticide Action Network sostiene che "l'idea della responsabilità personale è solo un costrutto culturale" (forse è per questo che Sirchia ci dice che dobbiamo cambiare la cultura).

John Banzhaff (sopra), già arricchitosi con le truffe antifumo, con più onestà dice ciò che tutti i nazionalsalutisti del mondo, dai ministri della "salute" alle massaie, pensano veramente ma non osano ancora dire per non far vedere troppo presto chi sono davvero: "Tutti 'sti discorsi sul cibo e la responsabilità personale sono merda."

... Così credevate che ci si fermasse alle sigarette, eh?...


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Gli articoli della settimana

4 Ottobre - OCCASIONE ECCEZIONALE FINCHE' DURA LO STOCK

Stanchi di essere spennati dallo Stato che tartassa le sigarette 5 o 6 volte il loro valore? Stanchi di vedere che multinazionali come la Philip Morris trattano i loro clienti come fossero spazzatura dando ragione alla scienza rottame dei ministeri della "salute" e pure alla truffa del fumo passivo? Cominciate a farvi le vostre sigarette a meno di un quarto del costo per fumarvele dove è vietato! Acquistandovi i rollatori, e poi compratevi le cartine. Ecco delle occasioni eccezionali - finché durano!

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ALLA FACCIA DELLA CARITA'

4 Ottobre - L'industria della paura e della repressione è una macchina da soldi - Nel mondo abbondano le non-profit esentasse, che si presentano al pubblico come disinteressate in tutto se non nei loro nobili e caritatevoli fini. E ci sono sempre milioni di babbei che ci credono. Le più potenti non-profit sono negli Stati Uniti e costì le più potenti di tutte sono nell'industria della "salute pubblica". Infatti, sono le più grandi macchine promotrici di scienza rottame e di repressioni e tassazioni. La loro spazzatura scientifica ha ripercussioni in tutto il mondo, Italia inclusa.

In caso ci fosse bisogno di dirlo, i più grandi sponsor di queste vere e proprie industrie sono le multinazionali farmaceutiche, seguite dalle donazioni spesso di povera gente che crede di fare del bene al prossimo. Tra le non profit esistono, in America almeno, anche gli ospedali. Quanto guadagnano i boss di queste industrie? Diamo una rapida occhiata ai dati più recenti. La Associated press ci dice che la media annuale dei salari dei presidenti di queste "non profit" nel 2003 è stata di $291,356.

Nella gara tra i più alti salari d'America vediamo:  Harold Varmus, presidente del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York e Floyd D. Loop, amministratore delegato della Cleveland Clinic Foundation, entrambi con uno stipendio di  $1.7 milioni nel 2003; Herbert Pardes, amministratore delegato del New York-Presbyterian Hospital, $1,3 milioni; Peter G. Traber, presidente del Baylor College of Medicine, $1,2 milioni. All'anima delle "istituzioni caritatevoli", come sono anche chiamate.

Ma i casi più schifosi sono quelli delle associazioni contro il cancro, come la American Cancer Society che, mentre si presenta al pubblico come disperatamente bisognosa di fondi per "aiutare chi muore", ha una riserva finanziaria di oltre un miliardo di dollari e un budget di 380 milioni di dollari all'anno. L'organizzazione possiede (ufficialmente) oltre 750 milioni di dollari in sole proprietà immobiliari. Nel suo Board of Directors figurano i più potenti personaggi dell'industria farmaceutica e chimica e di altre varie industrie che hanno interesse dirottare le cause legali sul cancro in direzioni opposte alle loro attività. E' interessante, infatti, che nel BOD della ACS non esistano membri che sono parte dell'industria del tabacco, di quella alimentare e di quella degli alcolici - tutti bersagli dell'industria della paura - mentre la Boeing, i cui aerei usano uranio impoverito nelle ali con fatturazioni che si aggirano sui $30 miliardi, è ben rappresentata da Alan Gevertzen, che è anche il chairman della corportion.

Non illudiamoci che le leghe contro i tumori di altri Paesi siano meno lucrative o meno pilotate. Anche se il loro giro d'affari è in proporzione all'economia dei Paesi in cui operano, certo gli interessi in gioco e gli stipendi dei boss non sono da morti di fame.

Tutto ciò dovrebbe farci pensare la prossima volta che sentiamo dire che il fumo, l'alcol e i MacDonald "uccidono" e ci crediamo perché lo dicono "non-profit che si prendono cura dei malati". A lanciare gli "allarmi" e a gabbare il popolo con la scienza rottame se ne fa di "profit" - eccome. Fumiamoci su...


STUPIDITA' E PATERNALISMO DI STATO

4 Ottobre - La magia dei numeri falsi arriva anche sulle autostrade - Mentre ritornavo da Roma dopo aver partecipato ad una conferenza che metteva in luce, tra l'altro, come uno Stato profondamente immorale abbia preso la pericolosa strada di fare leggi secondo  paure indotte invece che fatti scientifici e bisogni reali, il mio viaggio in autostrada fu accompagnato dalla solita, innumerevole sfilza di cartelloni luminosi pieni di paternalismo e intimidazione, mentre ci sfrecciavo sotto a oltre 170 Km/h. Considerando che molti di essi ci dicono che eccedere i limiti di velocità è un crimine, pensavo di essere in ottima compagnia con un vasto numero di "criminali" che marciava alla mia stessa velocità e che spesso mi sorpassava.

Durante il tragitto mi venne da pensare che, siccome le campagne SS (Salute e Sicurezza) sono basate su truffe spesso concernenti la mortalità, potrebbe darsi il caso che siamo truffati anche dalla propaganda stradale? Cominciai a fare attenzione ai cartelloni. Uno sulla Roma-Firenze diceva: "Un morto su due è dovuto all'eccesso di velocità". Presi nota, e mi dissi che ciò significa che su 100 morti sulle strade, 50 sono dovuti alla velocità. "Naturalmente", mi dissi "bisogna creare l'equazione emozionale velocità = morte, come si è costruita quella del fumo, zuccheri, alcol ecc. = morte". Mi chiesi anche di che cosa morirà la gente quando tutte le cause di morte saranno "prevenute" da questi ciarlatani. Imboccata la Firenze-Lucca, un altro cartello diceva: "Due morti su cinque sono dovuti a distrazione". Ciò significa 4 morti su dieci, o 40 su 100. Notai come fu cambiata la base della percentuale (da due a cinque) per confondere le idee e accedere direttamente all'emozione.

"All'anima", pensai, "siamo già a 90 morti su 100!" Sul raccordo tra Lucca e la Genova-Livorno ne notai un altro, che diceva: "Un morto su cinque è dovuto a colpi di sonno". Ciò significa 2 morti su 10, o 20 morti su 100.

Allora, facciamo le somme dei "morti" di solo tre dell'infinito numero di possibili cause di un incidente: 50 per velocità + 40 per distrazione + 20 per colpi di sonno. Ciò significa che questi tre elementi da soli "causano" il 110% delle morti sulle strade! Si può facilmente supporre che, se aggiungessimo tutte le altre cause, sorpasseremmo il 200%? Perché no? Se si crede ai morti da tabagismo, perché spaccare il capello e non credere a questi? " 'Ecco  il gioco delle 3 tavolette anche con gli incidenti", pensai. "Ma credono veramente che la gente sia tutta stupida? Ha mai visto il pubblico i documenti statistici degli incidenti, la metodologia usata per il computo, e così via? Sono mai stati questi documenti pubblicati in modo che la persona qualunque li possa esaminare? Certo che no! E non c'è nessuna delle associazioni di automobilisti e/o consumatori che vada ad investigare quello che ci dicono - ma che non ci fanno vedere...? Ma quante FORCES dovrebbero esserci, una per ogni attività statale?" Assorto in questi pensieri non mi resi conto che avevo oltrepassato i 200. Rallentai a 180.

E' ovvio che il metodo stabilito con le prestidigitazioni statistiche dei "morti da fumo" è ora adottato anche per truffare il cittadino in una miriade di altri campi.

Una volta i numeri erano usati per quantificare esattamente forze e realtà; oggi, invece, i numeri sono usati senza basi morali per evocare emozioni e paure con cui si pilota il popolo, e si punisce chi non si comporta come se ci credesse -- tutto in nome del "bene", si capisce. Quello che avevo sentito alla conferenza era proprio vero.

Quale fiducia si può dare ad un sistema del genere? La propaganda stradale ci dice chiaramente che chi non si comporta secondo i  crismi del nuovo codice stradale è un criminale. Ma allora, come definiamo i coloro che ci truffano  e ci confondono con numeri tanto falsi quanto assurdi, venendo meno al loro dovere di dirci il vero? Perché non li mettiamo in galera con la stessa naturalezza con cui loro ci alleggeriscono il portafoglio con le multe? Se fossero persone per bene che agiscono "per il nostro bene", che bisogno avrebbero di ricorrere ai trucchetti  statistici? Forse una ragione di base c'è: le pistole nelle fondine ce l'hanno solo loro. Però, all'anima della libertà che non vale più un cacchio!  -- GT


CONTRIBUTI DEI LETTORI

4 Ottobre - Storia di uno scandalo - parte seconda - La lettrice Sponga ci invia la seconda parte del suo interessante articolo, la cui prima parte fu pubblicata la settimana scorsa.


VIOLENZA E ABUSI CONTRO I FUMATORI

4 Ottobre - Germoglia il seme della violenza antifumo - I nazionalsalutisti di Las Vegas, in uno stile che conferma sempre più la loro relazione ideologica con i predecessori nazisti, il 27 Settembre scorso hanno organizzato un rally giovanile contro i fumatori nelle piazze centrali della città. La manifestazione è stata organizzata dai paramedici del distretto locale. Per essere ancora più fedeli al modello della Hitler-Jugend, la gioventù hitleriana, il rally ha portato in piazza 2.500 adolescenti, che sono stati istigati all'odio contro il fumo,

alla "tolleranza zero" e alla violenza fisica contro i fumatori per "autodifesa" con appropriate arringhe da parte di esponenti della "salute pubblica". Gli esaltanti discorsi contro i fumatori (è il caso di dire che il naso adunco è stato sostituito dalla sigaretta) dei Reichsjugendführer intervenuti hanno però trascinato i giovani un po' troppo, e la riunione antisemit... ehm, antisigaretta è degenerata in una rissa colossale, che è andata fuori controllo e ha sopraffatto i 30 agenti preposti alla sicurezza. L'incidente è stato riportato dalla stampa nazionalsalutista come un "problema tecnico" relativo all'insufficienza del numero degli addetti alla sicurezza, e nessuna menzione è stata fatta sulla saggezza di istigare una vera e propria violenza pseudo-razziale nella gioventù. Il che ci fa capire che altri rally di odio antifumatore saranno organizzati - ma con "security" adeguata, questa volta.

Non pensiamo sia necessario elaborare ulteriormente sul fatto.

Nelle immagini, alcuni manifesti delle propaganda antifumo nazista. La similitudine è più che semplice coincidenza.
LETTURA CORRELATA - TERZO REICH: IL SALUTISMO AL POTERE

4 Ottobre - Salem, la caccia alle streghe continua: teen-ager sospesa da scuola perché "sapeva di fumo" - Cariton Bates, padre di Amanda Bates, è furioso perché sua figlia è stata sospesa dalla scuola. Perché? Aveva rubato o assaltato qualcuno? No: il suo "crimine" è di profumare di sigaretta. Rivoltasi all'insegnate perché non si sentiva bene allo stomaco, essa è stata invece presa per la camicia e annusata. Sapendo di fumo, non solo si è tenuta il mal di stomaco, ma si è beccata anche cinque giorni di sospensione perché in violazione del regolamento della scuola che non solo vieta ai giovani di fumare, ma anche di essere in possesso di qualsiasi oggetto relativo al fumo come, per esempio, accendini. C'è solo un dettaglio: Amanda non fuma. Ma basta essere vicino a un fumatore, oggigiorno, per essere puniti. In tal modo, le carogne che dirigono certe scuole usano intimidazione per indurre nei giovani che non fumano la paura di socializzare con quelli che fumano temendo punizioni come quella di Amanda. Il reporter di questo articolo, che vuol mettere il padre in "buona luce", si premura di precisare che l'uomo "non condona il fumo giovanile". Perbacco!... Non c'è proprio nulla da condonare - specialmente quando questi fanatici della "salute pubblica" non possono dimostrare scientificamente nemmeno una morte o malattia causata dal fumo.


LA POSTA DI FORCES - Due letture raccomandate

4 Ottobre - Una precisazione sulle sigarette fatte a mano - Il lettore Renato scrive al nostro presidente con un'informazione e testimonianza che conferma che alte dosi di nicotina nelle sigarette riducono il fumo mentre mantengono la stessa soddisfazione. Gian Turci risponde spiegando il meccanismo della sigaretta sicura, ed il perché i mascalzoni della "salute pubblica" e certi complici dell'industria del tabacco in armonia con certe multinazionali farmaceutiche, vanno per il proibizionismo assoluto mentre non vogliono che la gente fumi un prodotto più sicuro. E' sempre la vecchia storia: denaro e potere. E le "associazioni consumatori"?... Come già detto oggi, meglio arruffianarsi agli antifumo che muovere un dito per ottenere un prodotto che può essere quattro volte più sicuro -- immediatamente. Meglio morti che fumatori - parola del nazionalsalutismo.

4 Ottobre - Una domanda seria - Un'altra lettera al presidente, questa volta concernente la sorpresa di aver trovato un'associazione che "difende" i fumatori. La lettera è stata scritta da un fumatore che ammette di cercare di smettere per paura ma che, dopo aver letto il nostro sito, si sente ora disorientato. Il nostro  presidente risponde spiegando come lo smantellamento di un dogma causi disorientamento, e conclude: "Non si senta male per questo: come si dice che accade quando si smette di fumare, il disorientamento può essere il primo sintomo positivo dell'uscita dal condizionamento mentale... Infatti, mi congratulo sinceramente con lei: un idiota non ha mai questo tipo di dubbi, e non è mai disorientato; tutto quello che deve fare è credere agli 'esperti' antifumo che si fanno belli in televisione."

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