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Lista ristoranti che rispettano il diritto di fumare - Ecco
un elenco provvisorio dei ristoranti a Roma e a Milano dove si potrà
fumare, iniziato da Panorama. Esso diventerà parte della nostra
sezione, che apriremo al più presto possibile e che terremo
costantemente aggiornata col vostro aiuto! Abbiamo aperto
allo scopo una casella speciale a cui inviare le segnalazioni sui
locali che rispettano il diritto:
fumapure@forcesitaly.org.
Ricordate:
VIETATO FUMARE = VIETATO
ENTRARE
... Ormai è questione di PRINCIPIO |
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COSA DICONO DI NOI
6 Gennaio -
Gli Estremini di Severgnini – E così noi siamo
estremini, secondo il Corrierone. Beh, lo prendiamo certo come
complimento e ringraziamo Beppe: se difendere la libertà
e la verità significa essere estremisti forse non lo
siamo abbastanza, visto che l’unica cosa che conta sono i
risultati. E’ anche vero che siamo lividi, talvolta: lividi di
vedere l’incompetenza fatta stampa, i pappagalli trasformati
in giornalisti, i falsi scientifici diventare leggi e i
fanatici diventare ministri. Crediamo anche che chi non è
livido per i tempi che corrono abbia bisogno di una revisione
psichiatrica. Chi vediamo in un reparto di pneumologia? Gente
con problemi alle vie respiratorie. E in un reparto di
oncologia? Gente col cancro. Severgnini scopre l’acqua calda
ma non dimostra un collegamento perché lui - come "i medici
che si battono da anni” - non può dimostrare scientificamente
che uno solo dei ricoverati si sia ammalato per il
fumo. Sono anni che invitiamo chiunque a dimostrarlo, ma
chissà perché fanno tutti i sordi; meglio non sentirci da
quell’orecchio (e fare il comodo atto di fede che non richiede
cervello) specialmente quando non ti piace il fumo. Però
essere sordi non prova che la musica non esiste, ma solo che si
è menomati (pardon, “svantaggiati”).
Poi Peppino
parla di “respirare il fumo degli altri” – nuovo sound bite
degli antifumo nostrani, volto a far apparire il fumo passivo
come una sorta di composto micidiale emergente da un bugliolo
di fattucchiera. Respirare i germi del suo raffreddore o il
suo scappamento umano o meccanico invece va benissimo; ma
forse lui, consono ai suoi argomenti, si reca al lavoro
cavalcando una scopa senza mai prendere l’influenza. A
proposito, perché Sirchia non propone una legge che vieta a
chi ha l'influenza e il raffreddore di presentarsi al lavoro
per la tutela della salute altrui? Almeno in quel caso la
causa-effetto è dimostrata.
Poi c’è l’Anarcone,
che "sente un brivido" a difendere la libertà
dell’autodeterminazione - un concetto che chi copula con la
mediocrità per sbarcare il lunario può avere difficoltà a
capire, bisogna riconoscerlo. Faremo l'abitudine all’aria
senza fumo e con batteri (non diciamo “proibizionismo” se no
siamo anarconi)? E' meglio di no, perché significherebbe
abituarsi alla frode, che sta solo bene risolta davanti ai
tribunali e non con la rassegnazione pubblica. Deridere
l’opposizione senza indirizzarne i contenziosi è sempre stata l’arma
spuntata dell’impotente e il vizio dell’incompetente; e dopo
tutto, il Corrierone deve ben dar voce anche al minimo
denominatore comune. Infine Severgnini dimentica una cosa: che
spesso in Italia Estremini e Anarconi finiscono per inghippare
le leggi ingiuste - un emendamento dopo l'altro -
rosicchiandone le basi.
E' proprio un
peccato che la scelta sia passata di moda, altrimenti si
potrebbe dire questo, sul fumo e su tutto il resto: meglio
essere anarconi che comportarsi da coglioni.
6 Gennaio -
Sono divertiti ma NON
VENGONO - L'Istituto di Tabaccologia/LegaTumori
scansa l'invito di FORCES ancora una volta. Come? Con
illazioni e tante parole, ma evitando la sostanza.
Scorrere al punto 3 del collegamento per leggere la loro
posizione.
Non crediamo che
l'Istituto di Tabaccologia/Lega Tumori siano poi tanto
divertiti o annoiati; forse non sono ancora seriamente
preoccupati perché la nostra dimensione - sebbene cresca
rapidamente - non ha ancora raggiunto la massa critica
politica. Si osservino le mezze verità tipiche di questa
gente: è vero che la letteratura scientifica ha prodotto una
grande mole di ricerche, ma tali ricerche dicono che il
fumo passivo non è dannoso - meglio ancora, non dicono nulla!
Perché non pubblicano sul loro sito
la lista completa di tutti gli studi sul fumo passivo - come
facciamo noi - il cui significato è comprensibile a tutti?
La ragione è lampante. Scienziati anonimi?... Non nascondetevi
dietro un dito, cari ragazzi: 2 + 2 fa quattro, firmato o no.
La verità è che avete paura di farci la figura di quello che
siete, cioè di chi da falsa rappresentazione
dell'evidenza al pubblico sapendo di farlo. Ecco la >vera<
ragione cui non accettate il dibattito pubblico sulla
statistica.
Una parola di ammonimento,
che vi diamo veramente per l'ultima volta: non cercate di
confonderci con le multinazionali del tabacco nello stesso
modo in cui confondete fumo attivo e passivo - ora o
mai. Se avete nomi di politici da fare,
fateli; se avete nomi di
nostri membri che hanno preso denaro dall'industria (magari!)
pubblicateli e dimostratelo,
perché delle affermazioni tendenziose voi siete
indiscutibilmente i gran maestri. Altrimenti,
smettetela di fare illazioni e venite a discutere
la
frode del fumo passivo davanti al pubblico; perché se
continuerete con le illazioni, la prossima comunicazione che
riceverete da FORCES sarà attraverso la Procura della
Repubblica. Speriamo di essere stati chiari. |
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Riproduciamo l'articolo di Gian Turci apparso
ieri 5 Gennaio su
L'Indipendente, che spiega in parole estremamente semplici
e brevi come si arriva a truffare il pubblico con i "pericoli"
del fumo passivo.
6 Gennaio -
Fumo passivo: oltre la bufala -
"Il ministro Sirchia dice che fumo passivo è un
contaminante, quindi va vietato in pubblico perché fa male:
questa è la base del nuovo proibizionismo. Su che si basa
questa affermazione? Su studi. Domanda: esiste uno tra i
lettori di questo giornale che si sia preso la briga di
leggerne almeno uno? Probabilmente no, perché si fa fede sugli
esperti e sui ministri tecnici. Ma cosa dicono questi studi?
Nulla." - (continua
all'interno)
SCIENZA ROTTAME
6 Gennaio -
Il fumo passivo ritarda il cervello dei
bambini! -
Con tutto il rumore sul divieto, era da un po' che non
parlavamo di scienza rottame. Ecco uno "studio" tipico della
"scienza" su cui governi e stampa basano leggi e affermazioni.
I bambini esposti al fumo passivo non ottengono buoni voti -
implicando misteriose connessioni tra le "sostanze tossiche"
del fumo passivo e l'attività cerebrale; il fumatore Einstein
in primo luogo sarebbe in disaccordo. In realtà tale
correlazione statistica vale come quella di affermare che la
maggioranza delle persone intelligenti è causata dagli occhi
marroni, che è il colore predominante degli occhi. In breve,
non esiste plausibilità biologica.
Questo "studio" è un tipico attrezzo di propaganda
messo al servizio dei fanatici e degli incompetenti antifumo,
il cui eterno compito è dare questo sterco statistico in pasto al
pubblico per convincerlo che il fumatore uccide e quindi
razionalizzare la campagna di odio contro di esso. Riportata
tra le
notizie dalla BBC
,
tale sterco è poi propinato agli italiani anche se,
vista la stupidità della "correlazione", è fatto finora con
una certa cautela.
C'è da notare (proprio come FORCES ha previsto da anni) che
questi sono gli antefatti per una futura
regolamentazione/legge volta alla rimozione forzata della
patria potestà ai genitori che fumano, uno dei tanti scopi
della tattica terrorista della canaglia antifumo.
Sappiamo già che il fumo passivo è una truffa e che ci
stanno dicendo il falso: ciò che ora è necessario è di creare una
forza politica trasversale per ottenere voce sufficiente a
portare questa truffa istituzionale alle orecchie delle masse,
oltre che nei tribunali. Perché non possiamo permetterci che
la delinquenza diventi cultura, indipendentemente da come la
pensiamo sul fumo.
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ASSURDI ANTIFUMO 6 Gennaio -
Come accogliereste la notizia che la Philip Morris ha condotto un'indagine tra i cittadini e che
l'indagine ha dimostrato che l'80% è contrario al divieto?
Domanda retorica, perché ovviamente tutti penserebbero che
l'indagine è di parte e non affidabile. Ma l'Istituto
Superiore della Sanità fa proprio questo:
"...un'indagine su scala nazionale per valutare l'efficacia
dell'applicazione delle nuove norme. Il protocollo
di indagine è stato messo a punto
dal ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di sanità
(Iss)". Cosa pensiamo che i
risultati faranno vedere - forse che sia un fallimento? Come
minimo, farà vedere che una vasta maggioranza di cittadini è
favorevole e che non ci sono danni economici ai gestori,
possiamo scommetterci la casa contro un bottone.
Ma questo non è nemmeno il
punto più importante. Il punto più importante lo vediamo invece nella
sintesi del protocollo. "Esiste
attualmente sufficiente evidenza scientifica sugli effetti
nocivi del fumo passivo sulla salute e, in particolare,
sull’esistenza di una associazione tra esposizione a fumo
passivo e rischio di cancro del polmone e di malattie
cardiovascolari e respiratorie (es. cardiopatie, asma,
bronchite cronica", afferma l'ISS.
Questa è la solita informazione
falsa e tendenziosa sul fumo passivo, che promuove
il falso ideologico che il
fumatore "avveleni" gli altri col proprio fumo; rappresenta
non-prove epidemiologiche e statistiche come fossero prove
scientifiche, in aperto tradimento della fede del
cittadino nelle istituzioni sanitarie.
Cliccando qui qualunque lettore può verificare immediatamente
il corrente stato dell'evidenza e rendersi conto che:
a) L'evidenza
"scientifica" non esiste. Si tratta solo di statistica,
e la statistica non è scienza.
b) La qualità dell'evidenza statistica è spazzatura
basata su interviste; per vedere brevemente come questi
"studi" sono condotti,
clicca qui.
c) Anche se non fosse spazzatura, l'evidenza statistica non
fa assolutamente vedere che il fumo passivo causi una sola
malattia o morte, o che comunque sia una credibile fonte di
pericolo.
Si spinge inoltre il
concetto che il divieto di fumo nei luoghi pubblici diminuisce
il fumo attivo, e per effetto si portano avanti affermazioni
di mortalità, cancro e malattie cardiovascolari non
dimostrabili scientificamente. Viene dunque creato un
polentone per confondere la percezione del lettore e
suscitarne le emozioni, con l'arte fine del prestidigitatore -
una tecnica usata ampiamente dalla propaganda antifumo.
Non facciamoci incantare! In realtà non c'è
alcuna credibile evidenza scientifica o statistica che i
divieti riducano il consumo delle
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sigarette, che è
rimasto costante in tutti i Paesi in cui il divieto è stato
implementato.
Nel
collegamento sopra
sono elencati >>tutti<< gli studi finora
condotti sul fumo passivo riguardo al cancro polmonare e
malattie cardiovascolari (a meno che non siate interessati a
quelli su fumo passivo e calvizie o carie dei bambini!), le loro conclusioni ed il loro
significato - il tutto in modo perfettamente accessibile alla
persona non specializzata. Questo è un servizio e
un'informazione che media e specialmente Ministero della
"salute" dovrebbe avere il dovere fornire al pubblico, ma
ciò non succede perché contrario all'agenda di
ingegneria sociale: è meglio e più sicuro fare eco al paternalismo
autoritario.
Rendetevi conto, cari
salutisti, che
abbiamo smesso di avere gli anelli al naso. Non chiediamo all'ISS
e al Ministero della "salute" se hanno vergogna, perché
ovviamente la sfrontatezza a loro non manca, recentemente;
ma un minimo di decenza
sufficiente almeno per ricordarsi che stanno dando questo tipo
di informazione a cittadini che pagano il loro stipendio
dovrebbero averla, no?... |
UN APPELLO AI LETTORI DI
FORCES
5 Gennaio -
La lettrice e collaboratrice Maria Luisa Sponga lancia
questo appello ai lettori di FORCES - un appello che
sosteniamo senza condizioni.
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Cari amici fumatori,
eccoci alla vigilia
del 10 Gennaio 2005, data che per legge modificherà le
nostre abitudini e i piccoli e innocenti (sì,
innocenti) piaceri della vita, come tenere la
tazzina del caffé con una mano e la sigaretta con
l’altra.
Ho fatto un’indagine
in bar e ristoranti che sono solita frequentare a Milano
e non ce n’è uno, nemmeno uno, che abbia
attrezzato un’area per fumatori: qualcuno si è
giustificato dicendo che i costi sono troppo elevati,
qualcun altro mi ha risposto: ”Per ora no, poi
vedremo.”
Vedremo che cosa?
Se il numero di clienti persi costituirà un danno
maggiore rispetto al costo della sala fumatori, forse
qualcuno, tra quelli che hanno comunque lo spazio
sufficiente, rivedrà le proprie posizioni. Se invece
continueremo ad entrare nei bar e ristoranti e usciremo
a fumare al freddo, chi mai si prenderà la briga di
pensare che non siamo cittadini di serie B?
Non ce l’ho con i
gestori, sono anch’essi vittime di questa legge, però ho
notato una certa arroganza in alcuni che ho
interpellato, mi sono anche sentita dire: “Ma chi
gliel’ha detto che perderemo clienti? Possono fumare sui
tavolini all’aperto”. Al freddo, ovvio, vuoi fumare,
devi fare qualche sacrificio. Ma visto che il fumo “dà
fastidio”, ci troveremmo presto a discutere col vicino
di tavolo, perché il vento tira dalla sua parte e,
poverino, potremmo ucciderlo.
Io non darò i
miei soldi a chi non ha pensato a me,
a costo di rinunciare al caffé del mattino o alla pizza
con gli amici, per due motivi:
1) Sono stanca
di sentirmi “cornuta e mazziata”;
2) Se in tanti faremo così, forse i ristoratori ci
prenderanno in considerazione.
Se invece
accetteremo ancora passivamente questo ennesimo sopruso
senza arrecare nessun tipo di danno, come abbiamo
passivamente accettato che togliessero le carrozze
fumatori dai treni, lanceremo il messaggio che di noi si
può fare quello che si vuole e daremo briglia sciolta
alle perverse fantasie degli arroganti, che vorrebbero
vietare il fumo in macchina perché "distrae dalla
guida", o negli stadi perché può disturbare il vicino
mentre lancia i petardi in campo.
Invito quindi tutti
i fumatori , che comunque a qualcosa devono rinunciare,
a rinunciare del tutto e a disertare bar e ristoranti,
almeno per un po’, in modo che siamo noi a poter dire:
“Per ora no, poi vedremo.”
Nel frattempo
continuerò le mie ricerche nella speranza di trovare
qualche locale attrezzato per fumatori, e appena lo
troverò ne darò tempestivamente notizia a FORCES per la
pubblicazione sul sito. Se qualcuno sa fornirmi
indicazioni in proposito, può scrivere a FORCES o al mio
indirizzo e-mail:
miaposta20@yahoo.it
Suggerirei di fare
altrettanto nelle altre città, in modo da avere un
quadro almeno approssimativo della situazione e, nel
caso si trovasse qualche locale, dire al proprietario di
pubblicizzare in tutti i modi la cosa e, se
possibile, aiutarci a compilare un elenco dei bar o
ristoranti in cui esiste una sala fumatori.
Ciao a tutti - Maria
Luisa Sponga |
VIETATO FUMARE = VIETATO
ENTRARE
... Ormai è questione di PRINCIPIO
Possiamo solo aggiungere che FORCES
Italiana farà pubblicità gratuita, in un'apposita sezione, a tutti i locali che rispetteranno
il diritto dei loro clienti di fumare. Parliamoci chiaro
come sempre: anche se per ora troppi fumatori sono ancora
colpevolizzati dal falso ideologico sul fumo, sono
sempre fumatori, e gradiscono fumare al ristorante e
al bar. Una potenziale clientela di oltre 14 milioni di
persone
non fa schifo a nessuno, e può provvedere incassi favolosi che
possono coprire ampiamente le spese imposte da questa legge
basata su una falsa rappresentazione dell'evidenza statistica.
Infatti, lasciate ai poveracci che non hanno lo spazio
o che hanno il cervello lavato il privilegio di perdere clienti e di
diventare centri d'assembramento di creduloni che credono d'aver trovato, nelle
parole di Sirchia, l'elisir di lunga vita. |
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IL TABACCHINO - Tommaso Rea
5 Gennaio -
Certo che ne hanno di coraggio!!! - Il Tabacchino di FORCES
apre il 2005 con un articolo sulla pubblicazione "Smoking"
sulle solite assurdità ed argomenti senza senso, questa volta
pubblicate addirittura su "Libero".
LA POSTA DI FORCES
5
Gennaio -
Qualche collegamento ci sarà, purtroppo... - Fumatore
di sigari compiaciuto dell'esistenza del nostro sito scrive al
nostro presidente esprimendo il suo disgusto per la campagna
antifumo corrente, ma anche afferma che, in qualche modo,
ci "deve essere" qualche collegamento tra fumo e cancro. Gian Turci risponde spiegando come tale collegamento è
creato, e cosa significhi in realtà la correlazione
statistica di cui leggiamo dappertutto. Raccomandiamo la lettura
a tutti perché non solo mette in
prospettiva la Truffa del Secolo, ma anche ci fornisce un
nuovo modo per stabilire a priori il livello di sicurezza
delle sigarette (un argomento che sarà estesamente
sviluppato sul nostro sito). Questa informazione non è mai
resa
disponibile né dalle "associazioni consumatori" (si
fa per dire), né dal Ministero della "salute", troppo
indaffarato a promuovere falsi ideologici per occuparsi della
vera salute dei cittadini.
FILIPPO
FACCI
5 Gennaio -
La fobia
prende forma - Riproduciamo un articolo di Filippo Facci
pubblicato da Il Foglio il 31 Dicembre scorso. Il lungo
articolo è pieno di informazioni interessanti, ma
principalmente mette il luce le atrocità dell'antifumo, che è
diventato - letteralmente - la versione contemporanea della caccia
alle streghe in tutto e per tutto: dall'emarginazione sociale
al sospetto dell'ignoto, dal terrore di pozioni velenose all'immolazione delle vittime - di
nuovo letteralmente. Nella sua esplorazione del ritorno al
Medio Evo, l'articolo di Facci mette assieme anche
la montagna di balle che ci viene vomitata addosso da media e
ministri sulla mortalità da fumo, le cui cifre inventate sono
dappertutto fuorché sul non misurabile vero.
Il tutto è stimolato da una classe
di "esperti" tanto corrotta quanto falsa e spinto da agende
farmaceutiche; avallato da politici ignoranti ed amplificato
da media tanto venduti quanto incompetenti, che vivono creando
paure e alimentando odio e separazioni intanto che danno la
massima risonanza ad ogni pezzo di scienza rottame, sia o non
sia esso concernente il fumo. E' pazzesco; ma ancora più
pazzesco è che finiamo per crederci. E il risultato? La
gente fuma di più, anche quando crede che il rischio del fumo
sia decine di volte di più di quello che potrebbe essere - proprio perché
media e ministeri irresponsabili non permettono a nessuno mai
di dimenticarsi. Passino i media di basso livello (cioè quelli
di massa, purtroppo), che hanno fatto un business
dell'informazione sensazionalista che ha poco a che vedere col
vero in primo luogo; ma che ci si mettano anche
medici e ministeri dovrebbe darci un'idea del collasso morale
e istituzionale che stiamo attraversando, e che certamente non
ci porterà nulla di buono.
MALEDUCATI E ANTIFUMO
5 Gennaio -
Si tratta di buon costume, non di salute:
che i cafoni tacciano, dunque! - In questo
interessante comunicato dell'Associazione ADUC viene
riportato che il dott. Giuseppe Parisi, consulente
dell'associazione, afferma: "Non ho mai creduto che la
sigaretta fosse motivo di cancro, e non e' stato mai
dimostrato. A supportare invece questa correlazione,
soltanto sterili interpretazioni statistiche, che
chiaramente non possono essere tenute in considerazione in
quanto non rispettano i criteri della Medicina
Scientifica... Con il sistema della metodologia scientifica,
il teorema fumo=cancro, crollerebbe immediatamente". Ben
detto. Infatti non si tratta di scienza, si tratta di un
credo imposto con la forza della propaganda da chi è
effettivamente ignorante (come tutti) sulle cause del
cancro. Ciò nonostante non applaudiamo al Parisi perché, a
dispetto di ciò che afferma, è soddisfatto per la legge
nazionalsocialista che parte il 10 Gennaio. La ragione apportata a sostegno è:
"difesa...del buon costume e della buona educazione"!!

Buon costume?...
Eccoci ad una delle tante facce nascoste dell'antifumo:
prepotenza dietro scienza rottame accoppiata a cortezza
di vedute. La cortezza di vedute è l'ovvia mancanza di sezioni
fumo e non fumo fattibili - non con una legge stilata
da azzeccagarbugli antifumo per il loro comodo di
indurre il gestore a "scegliere" il no smoking (o
spendere
decine di migliaia di euro). Sulla prepotenza abbiamo da dire
questo: quando vigevano veramente il buon costume e la buona
educazione, solo i villani non mettevano il
posacenere davanti ai fumatori - e stiamo parlando di pochi
anni fa, non del 19° secolo! Analogamente, il fumatore educato
offriva sempre agli altri le sigarette con il famoso gesto
della sigaretta estesa dal pacchetto. Stava a chi la sigaretta
era offerta accettare o rifiutare - ma nessuno si
permetteva di essere cafone abbastanza da proibire il
fumo - non fosse altro, per il fondato timore di fare una
brutta figura. Ora che villani e prepotenti (per natura più rumorosi delle persone educate) hanno fatto
chiasso, si permettono di dare del maleducato a chi fuma e
anche di cacciarlo fuori - con tanto di legge ad hoc!
Non si può permettere che leggi diventino le armi di
prepotenti e di maleducati - e bisogna fare tutto il
possibile e l'impossibile per distruggerle quando diventano
tali. Il "viva Sirchia" non deve attecchire. Se
l'educazione deve essere imposta per legge, perché non abbiamo
leggi antipeto? C'è gente che li molla dappertutto:
li troviamo |
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GIAN TURCI
5
Gennaio -
I ragionamenti DEL MENGA
- Sulla scia del Tabacchino di FORCES (a fianco), che ci segnala
il
brillante articolo su "Libero” di Davide Giacalone, direttore
della rivista “Smoking” e definito “leader dei tabagisti”
(mamma mia) non posso trattenermi dallo scrivere poche righe
di commento. Innanzitutto con piacere riconosco il titolo di
“leader” al sig. Giacalone, perché la parola “tabagista” sa
tanto di “drogato”, e se Giacalone vuole fare il boss dei
tossici e dei loro fornitori tabaccai, s’accomodi pure; io
preferisco cercare di rappresentare i fumatori e sostenere le rivendite
di tabacchi.
In secondo
luogo, non ho potuto fare a meno di scrollare il capo con
compassione leggendo l’articolo. Allora, siamo ancora al
discorso che la pipa profuma e la sigaretta puzza – con
l’implicazione che la pipa non dovrebbe “disturbare” nessuno;
Mmmhh… non mi risulta che nel Sudafrica dei tempi andati i
negri che fumavano la pipa erano considerati più “di classe” di quelli
che fumavano sigarette: erano tutti uguali sotto l’oppressione
dell’Apartheid; chi l'ha detto che l'oppressione non è
giusta?... Se non mi sbaglio, tale distinzione non si applicava
nemmeno nel ghetto di Varsavia -- eppure i nazisti sono stati
gli
inventori dell’antifumo! Continuando a leggere l'articolo,
si raggiunge l'apoteosi quando si legge della solita
“tolleranza e cortesia”: eh, sì, nei “luoghi pubblici” non si
fumava già da prima – almeno per le persone
“educate” come il Giacalone -- perché qualcun altro stava
ancora mangiando… implicando che il fumatore è un “maleducato”
quando fuma! Ergo, egli è il leader dei tabagisti tossici - ma
solo di quelli "educati" che non fumano (e aspettano che
qualche "maleducato" cominci a fumare prima di accendere); quindi va benissimo che ci sia il divieto perché
i fumatori “ragionevoli” già non fumavamo prima, giusto?...
Ma i
ristoranti innanzitutto non sono “luoghi pubblici”, e
quindi sta al gestore decidere se si può fumare (sì, anche
sigarette!) o no; e chi è disturbato dal fumo se ne può andare
altrove. Inoltre il fumo “di qualità” (cioè quello della pipa
che fuma il Giacalone) non è un vizio – niente affatto! Solo i
proletari fumatori di miserabili sigarette sono viziati e
compulsivi; il sofisticato fumatore di pipa come lui è invece
un eletto -- di nuovo tra i negri dell’Apartheid – sebbene agli occhi dei non fumatori
Boeri bianchi è sempre e solo un puzzolente
fumatore. Diamine, tra i miserabili queste distinzioni di
classe sono importanti!
Ma
al peggio non c'è limite: arriva la comparazione con l’incenso, che si
afferma essere cancerogeno (implicando che il fumo di pipa
forse lo è di meno, o che quello di sigaretta lo è di più?),
ma che non è proibito ancora nei locali “arabeggianti” (ci
siamo dimenticati la Chiesa cattolica) – forse implicando che
allora anche il fumo di sigaretta e di pipa – anch’essi
“cancerogeni” -- dovrebbero essere permessi, oppure si implica
che anche l’incenso deve essere vietato? Qui la cortina
fumogena si fa più densa...
Il fatto
mancato in pieno dal Giacalone, è che l’incenso
non è cancerogeno – come non lo è il fumo passivo – sia
esso di pipa, sigaro o sigaretta. O meglio, il fumo
passivo e l’incenso sono cancerogeni così: essi contengono
sostanze che, se immesse nel corpo di topolini da laboratorio
(geneticamente selezionati per contrarre immediatamente il
cancro) in dosi proporzionalmente dalle 1.000 alle
100.000 volte più alte di quelle a cui sarebbe mai
esposto un essere umano, potrebbero generare il
cancro in alcuni dei topi. Con tale truffa metodologica
si può rendere cancerogena anche l’acqua potabile: basta che
esista un'agenda politica ed economica, e il gioco è fatto.
Questa è la "scienza" degli "esperti" -- e non si può
permettere ad “esperti” del genere di diventare le basi delle
leggi dello Stato! Sto parlando troppo sopra la sua testa,
signor fumatore di pipa? Allora: la realtà è che né
epidemiologicamente e nemmeno praticamente il fumo passivo –
come l’incenso – sono stati dimostrati cancerogeni: si
tratta di una truffa, di un’attività a delinquere
passata per scienza vera e perpetrata dallo Stato e dalle
istituzioni ad esso collegate. Questa gente ci governa invece
di vedere il sole a scacchi; forse a lei - come a troppi
italiani - il senso della giustizia è sfuggito del tutto, o
forse è rassegnato ad accettare la truffa come modo di vita e
di governo. Io ancora non sono riuscito ad adattarmi, e spero
di non abituarmi mai; forse dovrei smettere di fumare, o forse
dovrei cominciare a farmi le pipe?
E’ inutile
fare vacui e fatui discorsi sulle distinzioni tra i miserabili
sudafricani, signor Giacalone. Infatti, francamente, lei fa
solo ridere fumatori e antifumo, che per una volta si trovano
d'accordo. Invece di arruffianarsi ai nuovi bulli di quartiere
e danzare attorno ad una legge basata sui summenzionati
falsi, eliminiamo l'Apartheid - perché se per essere
educati bisogna farsi fare fessi e pure essere multati, è
immensamente più dignitoso essere "maleducati" fumando
sigarette in faccia agli antifumo ed essere informati. Almeno
non si passa per sofisticati beoti che fumano pipe o sigari
invece di sigarette credendo di essere una razza a parte. Il
problema è istituzionale, ed esiste una sola soluzione:
l’abrogazione della legge antifumo basata su una truffa –
altro che “fumo di qualità” !
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negli
ascensori, negli
aerei, anche nei
ristoranti mentre
si mangia! Ci
sembra dunque
logico che lo
Stato, anche se
solo
simbolicamente,
promulghi una legge
antipetoi ed obblighi l'apposizione dell'appropriato
cartello con culetto nero soffiante, barrato dal
disco rosso del nazionalsalutismo! E poi, come
si può permettere di lasciare un vuoto legislativo del genere
per quanto concerne la salute?... All'anima, la gente potrebbe
anche imparare a regolarsi da sola! Sorridiamo? Non troppo: si
tratta di coerenza; e in questi tempi idioti e pericolosi, non
ci sarebbe da stupirsi che le ragioni del Parisi non facessero
strada anche per le flatulenze. |
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