La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106

ANCORA NESSUNA RISPOSTA DALLA LEGA ITALIANA CONTRO I TUMORI O DAL MINISTERO DELLA “SALUTE” AL NOSTRO INVITO DEL 29 OTTOBRE 2004 AD UN DIBATTITO SCIENTIFICO PUBBLICO CIRCA L'EVIDENZA EPIDEMIOLOGICA SUL FUMO PASSIVO ALLA BASE DELLA LEGGE ANTIFUMO. COSA C'E' DA NASCONDERE? CLICCARE SU QUESTO TESTO PER LEGGERE L’INVITO.

 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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>Aggiornamento continuo fino al 10 Gennaio 2005<
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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

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Il portale-forum che apprezza la bellezza della donna che fuma

Lista ristoranti che rispettano il diritto di fumare - Ecco un elenco provvisorio dei ristoranti a Roma e a Milano dove si potrà fumare, iniziato da Panorama. Esso diventerà parte della nostra sezione, che apriremo al più presto possibile e che terremo costantemente aggiornata col vostro aiuto! Abbiamo aperto allo scopo una casella speciale a cui inviare le segnalazioni sui locali che rispettano il diritto:  fumapure@forcesitaly.org. Ricordate:
VIETATO FUMARE = VIETATO ENTRARE
... Ormai è questione di PRINCIPIO


COSA DICONO DI NOI

6 Gennaio
-
Gli Estremini di Severgnini – E così noi siamo estremini, secondo il Corrierone. Beh, lo prendiamo certo come complimento e ringraziamo Beppe: se difendere la libertà e la verità significa  essere estremisti forse non lo siamo abbastanza, visto che l’unica cosa che conta sono i risultati. E’ anche vero che siamo lividi, talvolta: lividi di vedere l’incompetenza fatta stampa, i pappagalli trasformati in giornalisti, i falsi scientifici diventare leggi e i fanatici diventare ministri. Crediamo anche che chi non è livido per i tempi che corrono abbia bisogno di una revisione psichiatrica. Chi vediamo in un reparto di pneumologia? Gente con problemi alle vie respiratorie. E in un reparto di oncologia? Gente col cancro. Severgnini scopre l’acqua calda ma non dimostra un collegamento perché lui - come "i medici che si battono da anni” - non può dimostrare scientificamente che uno solo dei ricoverati si sia ammalato per il fumo. Sono anni che invitiamo chiunque a dimostrarlo, ma chissà perché fanno tutti i sordi; meglio non sentirci da quell’orecchio (e fare il comodo atto di fede che non richiede cervello) specialmente quando non ti piace il fumo. Però essere sordi non prova che la musica non esiste, ma solo che si è menomati (pardon, “svantaggiati”).

Poi Peppino parla di “respirare il fumo degli altri” – nuovo sound bite degli antifumo nostrani, volto a far apparire il fumo passivo come una sorta di composto micidiale emergente da un bugliolo di fattucchiera. Respirare i germi del suo raffreddore o il suo scappamento umano o meccanico invece va benissimo; ma forse lui, consono ai suoi argomenti, si reca al lavoro cavalcando una scopa senza mai prendere l’influenza. A proposito, perché Sirchia non propone una legge che vieta a chi ha l'influenza e il raffreddore di presentarsi al lavoro per la tutela della salute altrui? Almeno in quel caso la causa-effetto è dimostrata.

Poi c’è l’Anarcone, che "sente un brivido" a difendere la libertà dell’autodeterminazione - un concetto che chi copula con la mediocrità per sbarcare il lunario può avere difficoltà a capire, bisogna riconoscerlo. Faremo l'abitudine all’aria senza fumo e con batteri (non diciamo “proibizionismo” se no siamo anarconi)? E' meglio di no, perché significherebbe abituarsi alla frode, che sta solo bene risolta davanti ai tribunali e non con la rassegnazione pubblica. Deridere l’opposizione senza indirizzarne i contenziosi è sempre stata l’arma spuntata dell’impotente e il vizio dell’incompetente; e dopo tutto, il Corrierone deve ben dar voce anche al minimo denominatore comune. Infine Severgnini dimentica una cosa: che spesso in Italia Estremini e Anarconi finiscono per inghippare le leggi ingiuste - un emendamento dopo l'altro - rosicchiandone le basi.

E' proprio un peccato che la scelta sia passata di moda, altrimenti si potrebbe dire questo, sul fumo e su tutto il resto: meglio essere anarconi che comportarsi da coglioni.

6 Gennaio - Sono divertiti ma NON VENGONO - L'Istituto di Tabaccologia/LegaTumori scansa l'invito di FORCES ancora una volta. Come? Con illazioni e tante parole, ma evitando la sostanza. Scorrere al punto 3 del collegamento per leggere la loro posizione.

Non crediamo che l'Istituto di Tabaccologia/Lega Tumori siano poi tanto divertiti o annoiati; forse non sono ancora seriamente preoccupati perché la nostra dimensione - sebbene cresca rapidamente - non ha ancora raggiunto la massa critica politica. Si osservino le mezze verità tipiche di questa gente: è vero che la letteratura scientifica ha prodotto una grande mole di ricerche, ma tali ricerche dicono che il fumo passivo non è dannoso - meglio ancora, non dicono nulla! Perché non pubblicano sul loro sito la lista completa di tutti gli studi sul fumo passivo - come facciamo noi - il cui significato è comprensibile a tutti? La ragione è lampante. Scienziati anonimi?... Non nascondetevi dietro un dito, cari ragazzi: 2 + 2 fa quattro, firmato o no. La verità è che avete paura di farci la figura di quello che siete, cioè di chi da falsa rappresentazione dell'evidenza al pubblico sapendo di farlo. Ecco la >vera< ragione cui non accettate il dibattito pubblico sulla statistica.

Una parola di ammonimento, che vi diamo veramente per l'ultima volta: non cercate di confonderci con le multinazionali del tabacco nello stesso modo in cui confondete fumo attivo e passivo - ora o mai. Se avete nomi di politici da fare, fateli; se avete nomi di nostri membri che hanno preso denaro dall'industria (magari!) pubblicateli e dimostratelo, perché delle affermazioni tendenziose voi siete indiscutibilmente i gran maestri. Altrimenti, smettetela di fare illazioni e venite a discutere la frode del fumo passivo davanti al pubblico; perché se continuerete con le illazioni, la prossima comunicazione che riceverete da FORCES sarà attraverso la Procura della Repubblica. Speriamo di essere stati chiari.


CLICCA SUL LOGO PER VISITARE IL SITO DE L'INDIPENDENTE
Riproduciamo l'articolo di Gian Turci apparso ieri 5 Gennaio su L'Indipendente, che spiega in parole estremamente semplici e brevi come si arriva a truffare il pubblico con i "pericoli" del fumo passivo.

6 Gennaio - Fumo passivo: oltre la bufala - "Il ministro Sirchia dice che fumo passivo è un contaminante, quindi va vietato in pubblico perché fa male: questa è la base del nuovo proibizionismo. Su che si basa questa affermazione? Su studi. Domanda: esiste uno tra i lettori di questo giornale che si sia preso la briga di leggerne almeno uno? Probabilmente no, perché si fa fede sugli esperti e sui ministri tecnici. Ma cosa dicono questi studi? Nulla." - (continua all'interno)


SCIENZA ROTTAME

6 Gennaio - Il fumo passivo ritarda il cervello dei bambini! - Con tutto il rumore sul divieto, era da un po' che non parlavamo di scienza rottame. Ecco uno "studio" tipico della "scienza" su cui governi e stampa basano leggi e affermazioni. I bambini esposti al fumo passivo non ottengono buoni voti - implicando misteriose connessioni tra le "sostanze tossiche" del fumo passivo e l'attività cerebrale; il fumatore Einstein in primo luogo sarebbe in disaccordo. In realtà tale correlazione statistica vale come quella di affermare che la maggioranza delle persone intelligenti è causata dagli occhi marroni, che è il colore predominante degli occhi. In breve, non esiste plausibilità biologica.

Questo "studio" è un tipico attrezzo di propaganda messo al servizio dei fanatici e degli incompetenti antifumo, il cui eterno  compito è dare questo sterco statistico in pasto al pubblico per convincerlo che il fumatore uccide e quindi razionalizzare la campagna di odio contro di esso. Riportata tra le notizie dalla BBC , tale sterco è poi propinato agli italiani anche se, vista la stupidità della "correlazione", è fatto finora con una certa cautela.

C'è da notare (proprio come FORCES ha previsto da anni) che questi sono gli antefatti per una futura regolamentazione/legge volta alla rimozione forzata della patria potestà ai genitori che fumano, uno dei tanti scopi della tattica terrorista della canaglia antifumo. Sappiamo già che il fumo passivo è una truffa e che ci stanno dicendo il falso: ciò che ora è necessario è di creare una forza politica trasversale per ottenere voce sufficiente a portare questa truffa istituzionale alle orecchie delle masse, oltre che nei tribunali. Perché non possiamo permetterci che la delinquenza diventi cultura, indipendentemente da come la pensiamo sul fumo.


ASSURDI ANTIFUMO

6 Gennaio - Come accogliereste la notizia che la Philip Morris ha condotto un'indagine tra i cittadini e che l'indagine ha dimostrato che l'80% è contrario al divieto? Domanda retorica, perché ovviamente tutti penserebbero che l'indagine è di parte e non affidabile. Ma l'Istituto Superiore della Sanità fa proprio questo: "...un'indagine su scala nazionale per valutare l'efficacia dell'applicazione delle nuove norme. Il protocollo di indagine è stato messo a punto dal ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di sanità (Iss)". Cosa pensiamo che i risultati faranno vedere - forse che sia un fallimento? Come minimo, farà vedere che una vasta maggioranza di cittadini è favorevole e che non ci sono danni economici ai gestori, possiamo scommetterci la casa contro un bottone.

Ma questo non è nemmeno il punto più importante. Il punto più importante lo vediamo invece nella sintesi del protocollo. "Esiste attualmente sufficiente evidenza scientifica sugli effetti nocivi del fumo passivo sulla salute e, in particolare, sull’esistenza di una associazione tra esposizione a fumo passivo e rischio di cancro del polmone e di malattie cardiovascolari e respiratorie (es. cardiopatie, asma, bronchite cronica", afferma l'ISS.

Questa è la solita informazione falsa e tendenziosa sul fumo passivo,  che promuove il falso ideologico che il fumatore "avveleni" gli altri col proprio fumo; rappresenta non-prove epidemiologiche e statistiche come fossero prove scientifiche, in aperto tradimento della fede del cittadino nelle istituzioni sanitarie. Cliccando qui qualunque lettore può verificare immediatamente il corrente stato dell'evidenza e rendersi conto che:

a) L'evidenza "scientifica" non esiste. Si tratta solo di statistica, e la statistica non è scienza.
b) La qualità dell'evidenza statistica è spazzatura basata su interviste; per vedere brevemente come questi "studi" sono condotti, clicca qui.
c) Anche se non fosse spazzatura, l'evidenza statistica non fa assolutamente vedere che il fumo passivo causi una sola malattia o morte, o che comunque sia una credibile fonte di pericolo.

Si spinge inoltre il concetto che il divieto di fumo nei luoghi pubblici diminuisce il fumo attivo, e per effetto si portano avanti affermazioni di mortalità, cancro e malattie cardiovascolari non dimostrabili scientificamente. Viene dunque creato un polentone per confondere la percezione del lettore e suscitarne le emozioni, con l'arte fine del prestidigitatore - una tecnica usata ampiamente dalla propaganda antifumo. Non facciamoci incantare! In realtà non c'è alcuna credibile evidenza scientifica o statistica che i divieti riducano il consumo delle

sigarette, che è rimasto costante in tutti i Paesi in cui il divieto è stato implementato.

Nel collegamento sopra sono elencati >>tutti<< gli studi finora condotti sul fumo passivo riguardo al cancro polmonare e malattie cardiovascolari (a meno che non siate interessati a quelli su fumo passivo e calvizie o carie dei bambini!), le loro conclusioni ed il loro significato - il tutto in modo perfettamente accessibile alla persona non specializzata. Questo è un servizio e un'informazione che media e specialmente Ministero della "salute" dovrebbe avere il dovere fornire al pubblico, ma ciò non succede perché contrario all'agenda di ingegneria sociale: è meglio e più sicuro fare eco al paternalismo autoritario.

Rendetevi conto, cari salutisti, che abbiamo smesso di avere gli anelli al naso. Non chiediamo all'ISS e al Ministero della "salute" se hanno vergogna, perché ovviamente la sfrontatezza a loro non  manca, recentemente; ma un minimo di decenza sufficiente almeno per ricordarsi che stanno dando questo tipo di informazione a cittadini che pagano il loro stipendio dovrebbero averla, no?...


UN APPELLO AI LETTORI DI FORCES

5 Gennaio - La lettrice e collaboratrice Maria Luisa Sponga lancia questo appello ai lettori di FORCES - un appello che sosteniamo senza condizioni.

Cari amici fumatori,

eccoci alla vigilia del 10 Gennaio 2005, data che per legge modificherà le nostre abitudini e i piccoli e innocenti (sì, innocenti) piaceri della vita, come tenere la tazzina del caffé con una mano e la sigaretta con l’altra.

Ho fatto un’indagine in bar e ristoranti che sono solita frequentare a Milano e non ce n’è uno, nemmeno uno, che abbia attrezzato un’area per fumatori: qualcuno si è giustificato dicendo che i costi sono troppo elevati, qualcun altro mi ha risposto: ”Per ora no, poi vedremo.”

Vedremo che cosa? Se il numero di clienti persi costituirà un danno maggiore rispetto al costo della sala fumatori, forse qualcuno, tra quelli che hanno comunque lo spazio sufficiente, rivedrà le proprie posizioni. Se invece continueremo ad entrare nei bar e ristoranti e usciremo a fumare al freddo, chi mai si prenderà la briga di pensare che non siamo cittadini di serie B?

Non ce l’ho con i gestori, sono anch’essi vittime di questa legge, però ho notato una certa arroganza in alcuni che ho interpellato, mi sono anche sentita dire: “Ma chi gliel’ha detto che perderemo clienti? Possono fumare sui tavolini all’aperto”. Al freddo, ovvio, vuoi fumare, devi fare qualche sacrificio. Ma visto che il fumo “dà fastidio”, ci troveremmo presto a discutere col vicino di tavolo, perché il vento tira dalla sua parte e, poverino, potremmo ucciderlo.

Io non darò i miei soldi a chi non ha pensato a me, a costo di rinunciare al caffé del mattino o alla pizza con gli amici, per due motivi:

1)  Sono stanca di sentirmi “cornuta e mazziata”;
2)  Se in tanti faremo così, forse i ristoratori ci prenderanno in considerazione.

Se invece accetteremo ancora passivamente questo ennesimo sopruso senza arrecare nessun tipo di danno, come abbiamo passivamente accettato che togliessero le carrozze fumatori dai treni, lanceremo il messaggio che di noi si può fare quello che si vuole e daremo briglia sciolta alle perverse fantasie degli arroganti, che vorrebbero vietare il fumo in macchina perché "distrae dalla guida", o negli stadi perché può disturbare il vicino mentre lancia i petardi in campo.

Invito quindi tutti i fumatori , che comunque a qualcosa devono rinunciare, a rinunciare del tutto e a disertare bar e ristoranti, almeno per un po’, in modo che siamo noi a poter dire: “Per ora no, poi vedremo.”

Nel frattempo continuerò le mie ricerche nella speranza di trovare qualche locale attrezzato per fumatori, e appena lo troverò ne darò tempestivamente notizia a FORCES per la pubblicazione sul sito. Se qualcuno sa fornirmi indicazioni in proposito, può scrivere a FORCES o al mio indirizzo e-mail:
miaposta20@yahoo.it

Suggerirei di fare altrettanto nelle altre città, in modo da avere un quadro almeno approssimativo della situazione e, nel caso si trovasse qualche locale, dire al proprietario di pubblicizzare in tutti i modi  la cosa e, se possibile, aiutarci a compilare un elenco dei bar o ristoranti in cui esiste una sala fumatori.

Ciao a tutti - Maria Luisa Sponga

VIETATO FUMARE = VIETATO ENTRARE
... Ormai è questione di PRINCIPIO

Possiamo solo aggiungere che FORCES Italiana farà pubblicità gratuita, in un'apposita sezione, a tutti i locali che rispetteranno il diritto dei loro clienti di fumare. Parliamoci chiaro come sempre: anche se per ora troppi fumatori sono ancora colpevolizzati dal falso ideologico sul fumo, sono sempre fumatori, e gradiscono fumare al ristorante e al bar. Una potenziale clientela di oltre 14 milioni di persone non fa schifo a nessuno, e può provvedere incassi favolosi che possono coprire ampiamente le spese imposte da questa legge basata su una falsa rappresentazione dell'evidenza statistica. Infatti, lasciate ai poveracci che non hanno lo spazio o che hanno il cervello lavato il privilegio di perdere clienti e di diventare centri d'assembramento di creduloni che credono d'aver trovato, nelle parole di Sirchia, l'elisir di lunga vita.


IL TABACCHINO - Tommaso Rea

5 Gennaio - Certo che ne hanno di coraggio!!! - Il Tabacchino di FORCES apre il 2005 con un articolo sulla pubblicazione "Smoking" sulle solite assurdità ed argomenti senza senso, questa volta pubblicate addirittura su "Libero".


LA POSTA DI FORCES

5 Gennaio - Qualche collegamento ci sarà, purtroppo... - Fumatore di sigari compiaciuto dell'esistenza del nostro sito scrive al nostro presidente esprimendo il suo disgusto per la campagna antifumo corrente, ma anche afferma che, in qualche modo, ci "deve essere" qualche collegamento tra fumo e cancro. Gian Turci risponde spiegando come tale collegamento è creato, e cosa significhi in realtà la correlazione statistica di cui leggiamo dappertutto. Raccomandiamo la lettura a tutti perché non solo mette in prospettiva la Truffa del Secolo, ma anche ci fornisce un nuovo modo per stabilire a priori il livello di sicurezza delle sigarette (un argomento che sarà estesamente sviluppato sul nostro sito). Questa informazione non è mai resa disponibile né dalle "associazioni consumatori" (si fa per dire), né dal Ministero della "salute", troppo indaffarato a promuovere falsi ideologici per occuparsi della vera salute dei cittadini.


FILIPPO FACCI

5 Gennaio - La fobia prende forma - Riproduciamo un articolo di Filippo Facci pubblicato da Il Foglio il 31 Dicembre scorso. Il lungo articolo è pieno di informazioni interessanti, ma principalmente mette il luce le atrocità dell'antifumo, che è diventato - letteralmente - la versione contemporanea della caccia alle streghe in tutto e per tutto: dall'emarginazione sociale al sospetto dell'ignoto, dal terrore di pozioni velenose all'immolazione delle vittime - di nuovo letteralmente. Nella sua esplorazione del ritorno al Medio Evo, l'articolo di Facci mette assieme anche la montagna di balle che ci viene vomitata addosso da media e ministri sulla mortalità da fumo, le cui cifre inventate sono dappertutto fuorché sul non misurabile vero.

Il tutto è stimolato da una classe di "esperti" tanto corrotta quanto falsa e spinto da agende farmaceutiche; avallato da politici ignoranti ed amplificato da media tanto venduti quanto incompetenti, che vivono creando paure e alimentando odio e separazioni intanto che danno la massima risonanza ad ogni pezzo di scienza rottame, sia o non sia esso concernente il fumo. E' pazzesco; ma ancora più pazzesco è che finiamo per crederci. E il risultato? La gente fuma di più, anche quando crede che il rischio del fumo sia decine di volte di più di quello che potrebbe essere - proprio perché media e ministeri irresponsabili non permettono a nessuno mai di dimenticarsi. Passino i media di basso livello (cioè quelli di massa, purtroppo), che hanno fatto un business dell'informazione sensazionalista che ha poco a che vedere col vero in primo luogo; ma che ci si mettano anche medici e ministeri dovrebbe darci un'idea del collasso morale e istituzionale che stiamo attraversando, e che certamente non ci porterà nulla di buono.


MALEDUCATI E ANTIFUMO

5 Gennaio - Si tratta di buon costume, non di salute: che i cafoni tacciano, dunque! - In questo interessante comunicato dell'Associazione ADUC viene riportato che il dott. Giuseppe Parisi, consulente dell'associazione, afferma: "Non ho mai creduto che la sigaretta fosse motivo di cancro, e non e' stato mai dimostrato. A supportare invece questa correlazione, soltanto sterili interpretazioni statistiche, che chiaramente non possono essere tenute in considerazione in quanto non rispettano i criteri della Medicina Scientifica... Con il sistema della metodologia scientifica, il teorema fumo=cancro, crollerebbe immediatamente". Ben detto. Infatti non si tratta di scienza, si tratta di un credo imposto con la forza della propaganda da chi è effettivamente ignorante (come tutti) sulle cause del cancro. Ciò nonostante non applaudiamo al Parisi perché, a dispetto di ciò che afferma, è soddisfatto per la legge nazionalsocialista che parte il 10 Gennaio. La ragione apportata a sostegno è: "difesa...del buon costume  e della buona educazione"!!

Buon costume?... Eccoci ad una delle tante facce nascoste dell'antifumo: prepotenza dietro scienza rottame accoppiata a cortezza di vedute. La cortezza di vedute è l'ovvia mancanza di sezioni fumo e non fumo fattibili - non con una legge stilata da azzeccagarbugli antifumo per il loro comodo di indurre il gestore a "scegliere" il no smoking (o spendere decine di migliaia di euro). Sulla prepotenza abbiamo da dire questo: quando vigevano veramente il buon costume e la buona educazione, solo i villani non mettevano il posacenere davanti ai fumatori - e stiamo parlando di pochi anni fa, non del 19° secolo! Analogamente, il fumatore educato offriva sempre agli altri le sigarette con il famoso gesto della sigaretta estesa dal pacchetto. Stava a chi la sigaretta era offerta accettare o rifiutare - ma nessuno si permetteva di essere cafone abbastanza da proibire il fumo - non fosse altro, per il fondato timore di fare una brutta figura. Ora che villani e prepotenti (per natura più rumorosi delle persone educate) hanno fatto chiasso, si permettono di dare del maleducato a chi fuma e anche di cacciarlo fuori - con tanto di legge ad hoc!

Non si può permettere che leggi diventino le armi di prepotenti e di maleducati - e bisogna fare tutto il possibile e l'impossibile per distruggerle quando diventano tali. Il "viva Sirchia" non deve attecchire. Se l'educazione deve essere imposta per legge, perché non abbiamo leggi antipeto? C'è gente che li molla dappertutto: li troviamo

GIAN TURCI

5 Gennaio -
I ragionamenti DEL MENGA - Sulla scia del Tabacchino di FORCES (a fianco), che ci segnala il brillante articolo su "Libero” di Davide Giacalone, direttore della rivista “Smoking” e definito “leader dei tabagisti” (mamma mia) non posso trattenermi dallo scrivere poche righe di commento. Innanzitutto con piacere riconosco il titolo di “leader” al sig. Giacalone, perché la parola “tabagista” sa tanto di “drogato”, e se Giacalone vuole fare il boss dei tossici e dei loro fornitori tabaccai, s’accomodi pure; io preferisco cercare di rappresentare i fumatori e sostenere le rivendite di tabacchi.

In secondo luogo, non ho potuto fare a meno di scrollare il capo con compassione leggendo l’articolo. Allora, siamo ancora al discorso che la pipa profuma e la sigaretta puzza – con l’implicazione che la pipa non dovrebbe “disturbare” nessuno; Mmmhh… non mi risulta che nel Sudafrica dei tempi andati i negri che fumavano la pipa erano considerati più “di classe” di quelli che fumavano sigarette: erano tutti uguali sotto l’oppressione dell’Apartheid; chi l'ha detto che l'oppressione non è giusta?... Se non mi sbaglio, tale distinzione non si applicava nemmeno nel ghetto di Varsavia -- eppure i nazisti sono stati gli inventori dell’antifumo! Continuando a leggere l'articolo, si raggiunge l'apoteosi quando si legge della solita “tolleranza e cortesia”: eh, sì, nei “luoghi pubblici” non si fumava già da prima – almeno per le persone “educate” come il Giacalone -- perché qualcun altro stava ancora mangiando… implicando che il fumatore è un “maleducato” quando fuma! Ergo, egli è il leader dei tabagisti tossici - ma solo di quelli "educati" che non fumano (e aspettano che qualche "maleducato" cominci a fumare prima di accendere); quindi va benissimo che ci sia il divieto perché i fumatori “ragionevoli” già non fumavamo prima, giusto?...

Ma i ristoranti innanzitutto non sono “luoghi pubblici”, e quindi sta al gestore decidere se si può fumare (sì, anche sigarette!) o no; e chi è disturbato dal fumo se ne può andare altrove. Inoltre il fumo “di qualità” (cioè quello della pipa che fuma il Giacalone) non è un vizio – niente affatto! Solo i proletari fumatori di miserabili sigarette sono viziati e compulsivi; il sofisticato fumatore di pipa come lui è invece un eletto -- di nuovo tra i negri dell’Apartheid – sebbene agli occhi dei non fumatori Boeri bianchi è sempre e solo un puzzolente fumatore. Diamine, tra i miserabili queste distinzioni di classe sono importanti!

Ma al peggio non c'è limite: arriva la comparazione con l’incenso, che si afferma essere cancerogeno (implicando che il fumo di pipa forse lo è di meno, o che quello di sigaretta lo è di più?), ma che non è proibito ancora nei locali “arabeggianti” (ci siamo dimenticati la Chiesa cattolica) – forse implicando che allora anche il fumo di sigaretta e di pipa – anch’essi “cancerogeni” -- dovrebbero essere permessi, oppure si implica che anche l’incenso deve essere vietato? Qui la cortina fumogena si fa più densa...

Il fatto mancato in pieno dal Giacalone, è che l’incenso non è cancerogeno – come non lo è il fumo passivo – sia esso di pipa, sigaro o sigaretta. O meglio, il fumo passivo e l’incenso sono cancerogeni così: essi contengono sostanze che, se immesse nel corpo di topolini da laboratorio (geneticamente selezionati per contrarre immediatamente il cancro) in dosi  proporzionalmente dalle 1.000 alle 100.000 volte più alte di quelle a cui sarebbe mai esposto un essere umano, potrebbero generare il cancro in alcuni dei topi. Con tale truffa metodologica si può rendere cancerogena anche l’acqua potabile: basta che esista un'agenda politica ed economica, e il gioco è fatto. Questa è la "scienza" degli "esperti" -- e non si può permettere ad “esperti” del genere di diventare le basi delle leggi dello Stato! Sto parlando troppo sopra la sua testa, signor fumatore di pipa? Allora: la realtà è che né epidemiologicamente e nemmeno praticamente il fumo passivo – come l’incenso – sono stati dimostrati cancerogeni: si tratta di una truffa, di un’attività a delinquere passata per scienza vera e perpetrata dallo Stato e dalle istituzioni ad esso collegate. Questa gente ci governa invece di vedere il sole a scacchi; forse a lei - come a troppi italiani - il senso della giustizia è sfuggito del tutto, o forse è rassegnato ad accettare la truffa come modo di vita e di governo. Io ancora non sono riuscito ad adattarmi, e spero di non abituarmi mai; forse dovrei smettere di fumare, o forse dovrei cominciare a farmi le pipe?

E’ inutile fare vacui e fatui discorsi sulle distinzioni tra i miserabili sudafricani, signor Giacalone. Infatti, francamente, lei fa solo ridere fumatori e antifumo, che per una volta si trovano d'accordo. Invece di arruffianarsi ai nuovi bulli di quartiere e danzare attorno ad una legge basata sui summenzionati falsi, eliminiamo l'Apartheid - perché se per essere educati bisogna farsi fare fessi e pure essere multati, è immensamente più dignitoso essere "maleducati" fumando sigarette in faccia agli antifumo ed essere informati. Almeno non si passa per sofisticati beoti che fumano pipe o sigari invece di sigarette credendo di essere una razza a parte. Il problema è istituzionale, ed esiste una sola soluzione: l’abrogazione della legge antifumo basata su una truffa – altro che “fumo di qualità” !


negli ascensori, negli aerei, anche nei ristoranti mentre si mangia! Ci sembra dunque logico che lo Stato, anche se solo simbolicamente, promulghi una legge antipetoi ed obblighi l'apposizione dell'appropriato cartello con culetto nero soffiante, barrato dal disco rosso del nazionalsalutismo! E poi, come si può permettere di lasciare un vuoto legislativo del genere per quanto concerne la salute?... All'anima, la gente potrebbe anche imparare a regolarsi da sola! Sorridiamo? Non troppo: si tratta di coerenza; e in questi tempi idioti e pericolosi, non ci sarebbe da stupirsi che le ragioni del Parisi non facessero strada anche per le flatulenze.
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