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SCIENZA, MITI E MENZOGNE
6 Aprile -
Sigarette meno rischiose? Una realtà, non un'illusione - Per la nostra
nuova
rubrica siamo lieti di presentare questo breve rapporto, leggibile per tutti,
che consideriamo estremamente importante per il consumatore che fuma. Esiste il
modo di avere un'indicazione di quale sia una sigaretta migliore al di la del
gusto personale? Esistono sigarette più sicure di altre? Come distinguerle?
Il rapporto spiega al consumatore che fuma come avere
un'indicazione sulla sicurezza delle sigarette usando i dati stampati sui
pacchetti. In merito a questi dati, il mito delle sigarette "Light" che fanno
male come le "Regular" è falso , e rimane intuitivo che sigarette leggere
siano più sicure di quelle forti. D'altro canto è anche vero che una sigaretta
che renda 1/10 della nicotina non ridurrebbe il rischio del 90% come si potrebbe
pensare, ma solo il 15-20%. L’ovvia ragione è che un fumatore fumerebbe molto
più aggressivamente una sigaretta assai più leggera della solita per mantenere
l’originaria dose di nicotina. E’ chiaro, inoltre, che non può essere realistico
chiedere che un fumatore passi di punto in bianco da una “Regular” a una
sigaretta con pochissima nicotina. Passare a sigarette più sicure deve
indubbiamente essere un processo graduale.
Il rapporto analizza inizialmente il perché e il come si fuma,
come base necessaria a capire perché il rapporto catrame-nicotina
del fumo di sigarette diverse possa darci l’indicazione più affidabile sul loro
relativo grado di sicurezza o rischio. L’uso di questo rapporto costituirà il
metodo più pratico ed efficiente per chi sia motivato a una graduale transizione
a sigarette più sicure. Come si vedrà, queste nozioni non sono semplicemente
un’opinione, ma rispecchiano e sono avvallate e corroborate dall’Istituto di
Medicina dell’Accademia Nazionale delle Scienze, la suprema autorità medica
degli Stati Uniti.
Vale la pena di
osservare che nessuna unione consumatori ha il coraggio di difendere i
diritti e proteggere la salute dei fumatori esigendo un prodotto migliore (nonostante
che i fumatori siano una delle più grandi masse di
consumatori nel mondo), ma solo quello di gracchiare senza fine lo stupido
slogan che “il fumo uccide”. L'ipocrisia delle unioni consumatori è superata
solo dalla loro mancanza di coraggio e dai loro asservimenti ai
ministeri della "salute" e alla correttezza politica.
Da canto loro, le "autorità sanitarie" italiane (che ripetono slogan come
dischi rotti), mentre che affermano di "tutelare la salute pubblica", rifiutano
ostinatamente di fornire indicazioni utili ai fumatori su come discernere il
grado di sicurezza delle sigarette, perché smettere di fumare è l'unico modo per
essere "sicuri" (di che?...).Intanto la gente continua a fumare
nell'ignoranza: tolleranza zero, intelletto zero. "Scegliere di uccidere
i fumatori per riuscire ad eliminare l’uso del tabacco è moralmente ripugnante
nell’ambito di una politica di salute pubblica, specialmente quando l’Istituto
di Medicina USA indica senza mezzi termini che un rimedio è a portata di mano,"
afferma il rapporto del nostro Comitato Scientifico internazionale, costretto a
restare anonimo per la vergognosa intimidazione professionale dell'establishment
antifumo agli scienziati dissidenti.
Ma la
logica del Comitato è schiacciante: mentre affermano che il fumo è una
calamità mondiale, le "autorità sanitarie" italiane e internazionali
tacciono informazione essenziale alla riduzione di tale "calamità", perché
il fumo va eliminato. Fanatismo prima della
ragione è uno dei principi del salutismo. Infine i produttori di
sigarette, che vivono nel terrore e nell'asservimento politico, si guardano bene
dal fornire tale informazione per il giustificato timore di "ammissione di
colpa" da parte di un regime isterico che, paradossalmente, previene lo sviluppo di
una sigaretta più sicura mentre grida che il fumo uccide. La stupidità di tutto
ciò
non ha confini - tanto chi ne fa le spese sono solo i soliti fumatori, carne da
cannone del 21° secolo.
LA POSTA DI
FORCES
 6
Aprile -
...Ma quanti ne crepano? - Lettore anonimo scrive al nostro presidente
con interessanti domande sul numero dei morti "da fumo", sigarette fumate, e
così via, e poi conclude con una domanda a cui non si può dare risposta:
"Insomma, su cento che fumano, quanti crepano?", riflettendo la
comune confusione ed il bisogno di oggi di avere numeri
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IRLANDA E CONTROLLO DELL'INFORMAZIONE
6 Aprile -
A
un anno dal divieto gli incassi sono ancora dimezzati
-
Quando leggete che il divieto di fumo non causa danni, non credeteci mai perché
gli antifumo mentono sempre - per natura e per necessità. Il divieto di fumo in
Irlanda continua a devastare pub e ristoranti dopo un anno dalla sua
implementazione. Ireland-On-Line, noto lacchè delle politiche
del farma-ministero della "salute" locale, ammorbidisce la notizia come può, ma
la sostanza non cambia: 45% di calo di vendite!
Vietato
fumare, vietato entrare!
E' interessante vedere il modo usato per minimizzare l'impatto della notizia. Vale la pena di osservare
la pagina per un attimo perché ci rende edotti sulle tecniche più o meno
subliminali usate per condizionare il pubblico - e quella usata da IOL è uno standard
internazionale spesso adottato anche in Italia. Prima di tutto si afferma che il
28% del calo di vendite è dovuto ai prezzi alti (quindi non al divieto), ma
altre fonti dimostrano che l'aumento dei prezzi nei pub è stato di solo del 2%
in un anno, e che null'altro è cambiato; quindi questa è una notizia falsa.
Secondo, si corre ad affermare in fondo all'articolo che un altro sondaggio
d'opinione
(commissionato da chi, se non dalla stessa cricca che ha promulgato il
divieto?) "dimostra" che ben il 98% della gente ha "scoperto" che i posti
di lavoro sono più "salutari" da quando c'è il divieto - un divieto
che si afferma è per "tutelare la salute dei lavoratori" dai pericoli del fumo
passivo (che non esistono; ma non le avete già sentite queste parole da qualche
parte?...
).
E' interessante notare che di questi sondaggi d'opinione si rendano noti solo
i risultati, ma non come sono formulate esattamente le domande - un punto
chiave. Ogni professionista può confermare che come è formulata la domanda
detta la risposta.
Il titolo stesso dell'articolo è volto a sviare l'attenzione del lettore dalla
verità impostando il tono: "Gli alti prezzi sono di detrimento ai pub più
che il divieto di fumo". Rassicurati, lettore: il sacrosanto
divieto funziona e ti "protegge". La rovina dei locali è colpa dell'inflazione
(che non c'è), non della
truffa del fumo
passivo. Infine, sotto l'articolo ci sono i collegamenti
ad altri articoli simili, tutti volti a convincere il lettore che "il fumo fa
male" (e che bisogna smettere). Leggiamoli: "Professore afferma che il fumo
ucciderà la metà dei nuovi fumatori" [leggi: chi non fuma non muore], e "La
salute dei lavoratori dei bar sta migliorando, dice l'OTC". [L'OTC è
l'Office of Tobacco Control - gli stessi del sondaggio d'opinione]. Ma la
differenza sulla salute derivante dall'esposizione a un nonnulla come il fumo
passivo durante un anno è incommensurabile se esiste del tutto; essa, infatti
richiederebbe molti anni per una misurazione seria - che è impossibile perché
la sostenuta esposizione al fumo passivo non si può misurare.
Ecco, in una semplice pagina, che la notizia di un prevenibile disastro
economico causato dalla disonestà e dalla prepotenza delle autorità
sanitarie viene messa sotto il livello di allarme per minimizzare la reazione
del lettore e fargli accettare una politica irresponsabile di distruzione
economica e culturale in nome di un beneficio per la salute pubblica che non
esiste - ma che certo aiuta gli interessi delle case farmaceutiche che fanno
prodotti di cessazione e antidepressivi. L'analisi dell'articolo è fatta non per
essere cavillosi, ma attenti; perché è
così che siamo condizionati anche nel nostro Paese, in conformità al piano
farmaceutico internazionale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
VIETATO FUMARE VIETATO ENTRARE:
I locali che rispettano il diritto
6
Aprile -
Nuove
segnalazioni -
Si moltiplicano le segnalazioni e le verifiche dei lettori ai locali che
rispettano il diritto di fumare. Una vera "rivoluzione di
informazioni" questa settimana, grazie all'attivissima
collaborazione del socio Paolo Gaiba, nuovo curatore della lista,
con un gran numero di
nuove città e locali, ed anche l'eliminazione di false segnalazioni
da giornali e riviste che - proprio come fanno sui "mali" del fumo -
non si preoccupano di verificare la veridicità della fonte! Per
ulteriori segnalazioni, scrivete a:
fumapure@forcesitaly.org
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precisi su fenomeni che è
impossibile quantificare - come se fossimo dei computer che non possono
funzionare senza un input numerologico. Il nostro presidente fornisce ancora una
volta un'estesa risposta spiegando le ragioni per cui le quantificazioni di
questo tipo sono impossibili, nonché gli sbagli fondamentali della "scienza" e
filosofia antifumo.
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LA TRUFFA DEL FUMO
PASSIVO 6 Aprile -
Fallisce in Inghilterra un altro tentativo di stabilire un precedente legale sul
fumo passivo
- Il 18
Marzo scorso, in Italia, falliva un tentativo di stabilire il precedente
legale europeo che "dimostrava" che il fumo passivo fa male (uccide) col
caso Monica Crema. Nel frattempo in Inghilterra un altro caso era portato avanti
per ottenere una condanna. Come sappiamo, oggi la scienza è prodotta con fandonie
e decisa dai media e nei tribunali, scavalcando lo scomodo lavoro di cavillosa
ricerca e il laborioso processo del dibattito scientifico, che fa "perdere
tempo" e rischia di non dare i risultati politici desiderati. Perché, infatti,
cercare prove scientifiche quando "si sa già" che il fumo passivo "fa male"
perché "da fastidio"?
Michelle Muir, 44 anni non fumatrice, lavorava in
un pub dove si fuma. Sviluppò polipi alle corde vocali e fece causa al
proprietario per danni, a suo dire indotti da fumo. I polipi alle corde vocali
non sono certo mortali, e la richiesta di compenso era di poche centinaia di
sterline; ma il caso era volto a stabilire un precedente nei tribunali che il fumo passivo "fa
male"e a creare l'"effetto domino". Davanti alla
perizia che stabiliva che i polipi vengono a causa dell'eccessivo uso della
voce, i legali della donna - notoriamente agitata e assai vocale - hanno
ribattuto che se la voce fosse stata usata in un ambiente senza fumo non avrebbe
causato i polipi. Non ha funzionato con la corte. Siccome oggi le statistiche
sono la nuova Bibbia, la difesa ne ha procurata una interessante: il 90% dei
polipi alle corde vocali vengono nei non fumatori! Una ragione di più per
fumare? Beh, mettiamola così: dopo la sentenza che proscioglieva il pub, alla
donna è stato consigliato di rilassarsi nel locale con una birra e una bella
sigaretta - e in silenzio, questa volta!
LO STATO MAMMA
6 Aprile -
Stai cercando l'anima gemella? Ti proteggiamo noi!
- La ricerca dell'anima gemella deve essere più "sicura": ci deve essere lo
zampino dello Stato - specialmente se ti rivolgi ad un'agenzia matrimoniale! Una
proposta di legge è stata presentata nel Michigan per rendere obbligatorio che le
agenzia matrimoniali che fanno servizio sull'Internet investighino la fedina
penale della gente che pubblicano. "Esistono pericoli nell'Internet, bisogna
fare qualcosa", dicono i proponenti della legge. Si, qualcosa bisogna farla
sul serio: crescere e smetterla di ciucciare dalla tetta dello Stato - dalla culla
alla tomba.
ISTERISMO E SCIENZA ROTTAME
6 Aprile - Ci stiamo avvicinando all'estate, e la rituale risma di
stupidaggini e allarmi "sanitari" sull'esposizione al sole comincia a emergere. Quest'anno abbiamo addirittura due gruppi di ciarlatani che
si contraddicono. I primi sono più noti: si tratta dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità che, mentre milioni di persone muoiono davvero per fame e malaria, si
preoccupa di sparare le solite cifre-rottame: 66.000 morti all'anno (prematuri,
si capisce) a causa dell'esposizione agli ultravioletti, e 132.000 casi
di melanoma. Con una tale epidemia, ci sembra logico che bisogna invocare
l'intervento dello Stato anche sulla tintarella che, secondo l'OMS, dovrebbe
essere vietata ai minori di 16 anni... ma dai, già che ci siamo proibiamola ai
minori di 18! Regolamenti sempre più stretti, tasse, sorveglianza, sanzioni e
paranoia sono il ticket dell'immortalità.
D'altro canto ci arrivano allarmi per la ragione opposta: "Specialisti di
cancro in tutto il mondo stanno riconsiderando il consiglio di coprirsi sotto il
sole... la preoccupazione che stare all'ombra faccia male continua a
crescere..." Il resto dell'articolo (se sottoscrivete per una sterlina) vi dice
l'opposto di quanto dice l'OMS.
A quale ciarlatano credere? A nessuno, perché basta un po' di buon senso per
capire che la moderazione è il grande segreto: per il fumo come per il
sole.
WASHINGTON STATE
6 Aprile -
Sigarette a metà prezzo? Ugh!
- Come avevamo previsto, dopo la sonora sconfitta nello stato
americano di Washington riportata nell'aggiornamento
scorso, gli antifumo sono già all'attacco da un altro angolo
classico: la tassazione "terapeutica" delle sigarette,
proponendo un ulteriore aumento di $6,00 della già alta tassa di
$14,25 alla stecca. A ciò fortunatamente stanno rispondendo in modo
adeguato le tribù indiane che, nazioni sovrane, hanno
ultimato modernissime fabbriche di produzione di sigarette che
trattano tabacco prodotto sui loro territori. Il prezzo? Solo $15,99
(€12,33) alla stecca - un risparmio di oltre il 50% sul prezzo
corrente, e di oltre il 60% se gli antifumo riusciranno a far
passare la nuova tassa.
Con un prezzo del genere fumare torna ad essere
un piacere a buon mercato oltre che innocente, ed indebolisce
ulteriormente la posizione delle forze antifumo. Evviva gli indiani!
Il costo di un pacchetto di sigarette - incluso il guadagno del
tabaccaio, del produttore e le spese di distribuzione è, al massimo, di
€0,80. Tutto il resto è profitto di Stato.
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IPSE DIXIT: LA CITAZIONE
DELLA SETTIMANA
“Assistiamo ad un preoccupante andamento della medicina
accademica. Esso equipara le statistiche alla scienza, e la
sofisticazione di procedure quantitative all’eccellenza nella
ricerca. Il corollario di questo andamento è la ricerca delle
risposte a problemi medici tramite expertise nella
manipolazione matematica e nella tecnologia dell’informazione
piuttosto che con la comprensione delle malattie e delle loro
cause.
La
principale colpevole di questa situazione è l’epidemiologia,
perché l’illecito statistico si verifica tipicamente quando
complesse tecniche sono combinate con grandi quantità di dati.
Il misticismo della matematica mescolata con le sbalorditive
complicazioni di grossi numeri crea un cocktail potenzialmente
[molto pericoloso]… La scienza si occupa di cause, ma
la statistica si occupa di correlazioni.
La radice
della maggioranza degli illeciti statistici è l’abbandono
della neutralità matematica e l’introduzione di ipotesi di
causalità che non hanno basi scientifiche nell’analisi. Ciò
equivale a praticare scienza tramite prestidigitazione: la
velocità delle statistiche è tale da ingannare la mente…
L’analisi statistica si è espanda oltre il suo limite di
attività legittima.”
Da: Statistical
Malpractice, Journal of the Royal College of Physicians in
London, Marzo-Aprile 1996, pp. 112-114. B.G.
Charlton, MD, Università di Newcastle upon Tyne |
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L'ANGOLO
DEL MEDICO - Dott. Elio Gagliano
6
Aprile -
Fumo e motilità intestinale - "...Chiedo scusa per
l'ineleganza dell'argomento, ma gradirei il parere del medico. Ho
recentemente discusso con alcuni amici del potere "lassativo" della
sigaretta, si è formato subito uno schieramento tra coloro che
lodavano le proprietà lassative della sigaretta e tra quelli che
sostenevano non esserci nessuna relazione, anzi....Chiedo a lei se
il fumo può veramente interferire con la motilità intestinale."
6
Aprile -
Fumo e denti
bianchi - "... Cosa posso fare per rendere i miei denti più bianchi ,
prima di ricorrere a uno sbiancamento del dentista? Per evitare che
ingialliscano ancora devo necessariamente smettere di fumare? Come dovrei curare
i miei denti x nn farli ingiallire?"
6
Aprile -
Fumo di
sigari - Fino ad un paio di anni fa, ero
un fumatore di pipa e sigari: due/tre fumate al giorno (mezzo
toscano o una pipa dopo mangiato) me le gustavo davvero. Ho letto il
suo articolo "Fumarne 8 o fumarne 30 e' la stessa cosa?" e mi
piacerebbe sapere se esistono dati relativi ai fumatori di sigari /
pipe. In particolare: mezzo toscano al giorno dopo pranzo
rappresenta un fattore di rischio?
Il dottore
di FORCES risponde.
FARMACEUTICI
6 Aprile -
Parte la struttura governativa per il
marketing culturale degli antidepressivi - Soltanto
20 giorni fa il Ministro della "salute" dichiarava che la
depressione è "l'epidemia del terzo millenio" - affiancata,
naturalmente, a decine di altre epidemie statistiche che conosciamo
tutti. Il cittadino
è diventato per definizione un malato che deve dimostrarsi sano
fisicamente e moralmente rinunciando ad ogni piacere se non a quelli
inventati dalle "autorità" sanitarie.
Mentre si cerca di
creare la cultura dell'antifumo, si lavora sodo per creare anche
quella dell'antidepressivo - e con 9 miliardi di Euro in più deviati
da altre priorità nazionali, è solo logico che le strutture
sanitarie italiane si adoperino per creare condizioni ideali a una diffusione farmaceutica ancora più
sostanziale.
Già il Ministro ha dichiarato che il 10% della
popolazione è affetta da depressione, e i bersagli più
ambiti sono i bambini. Con grande disgusto, l'industria del tabacco
è sempre stata accusata di bersagliare i giovani per
"assicurarsi clienti dalla giovane età". I tandem ministeri
"salute"-industria farmaceutica invece prendono la
scorciatoia bersagliando direttamente i bambini e
assicurandone la dipendenza sin dalla più tenera età. Da buoni
moralisti immorali si crea la cultura dell'antidepressivo
rispondendo a gettone ai
bisogni economici di Big Pharma ai vertici ministeriali e si
agita il pupazzo di Big Tobacco. Il
9 Marzo scorso avevamo riportato che il Ritalin non solo è
tornato alla ribalta, ma è stato anche "declassato" da stupefacente
a psicofarmaco per renderlo più accessibile ai bambini. Ampliare e stabilizzare il
mercato farmaceutico a livello culturale sembra essere uno
dei mandati del nostro Ministero della "salute".
Sul sito di
Farmanetwork leggiamo un
comunicato stampa del Ministero dove si annuncia un "Incontro
interministeriale per Piano strategico di contrasto della
depressione". Vediamo i calibri coinvolti: "Hanno partecipato alla riunione il Ministro
della Salute, Girolamo Sirchia, il Ministro delle Comunicazioni,
Maurizio Gasparri, il Ministro per gli Affari regionali, Enrico La
Loggia, e rappresentanti delle Regioni, del mondo della scuola,
dell'università, delle società scientifiche di psichiatria,
pediatria, neuropsichiatria dell'infanzia e gerontologia, dei medici
di medicina generale e del volontariato."
I ministri "giusti"
e tutte le infrastrutture sono state chiamate all'ordine e stanno
preparandosi all'azione - complete di giustificazione allarmista
prefabbricata con appropriate parole chiave per premere i
bottoni emozionali di massa: "La depressione è una patologia in
preoccupante crescita che rischia di trasformarsi in una vera e
propria epidemia." Parole
trite ma ben studiate che, purtroppo, funzionano sempre. Come per fumo, alcol
e obesità, lo Stato stabilirà chi è depresso e ha
bisogno di "terapia" - farmacologica,
si capisce. Le considerazioni sul perché la depressione sia
più comune oggi non sono nemmeno sfiorate. Questo è comprensibile, perché le
vere ragioni risalirebbero alle basi di cui è vietato parlare. Ragioni come proibizionismo,
paternalismo e assillanti
campagne salutiste, collasso di valori morali, politici e
della scuola; regolamenti e leggi soffocanti che abbattono
l'economia, l'iniziativa e la spontaneità; prezzi alle stelle; corruzione endemica e
tasse da ladri. Tutto ciò porta alla
caduta della speranza e della motivazione nel cittadino, che poi si trasforma
in depressione, indifferenza e senso di impotenza e
rassegnazione - proprio ciò che è necessario per imporre di
tutto!
Meno incontri farma-interministeriali e più libertà e speranza
sarebbero tutto ciò che serve. 6 Aprile -
Inghilterra: presa di coscienza
- "Una malattia per ogni pillola": questo il titolo dell'articolo
del Guardian, che ci dice: "Il potere multimiliardario
dell'industria farmaceutica ha trasformato questo Paese in una
società farmacizzata, che crede in pillole per ogni malattia.
... I
parlamentari hanno visto evidenza di multinazionali che inventano
malattie per vendere terapie - malattie che sono comportamenti
normali - da lieve depressione a scarsa spinta sessuale - e
rinominano i comportamenti in modo che diventino malattie che
presumono la necessità di medicine... Lord Warner, il ministro
responsabile per le medicine, ha ammesso di 'avere preoccupazioni...
perché, come società, definiamo malattie cose che sono parte
integrante della condizione umana.' "
Ne sanno qualcosa i fumatori - e presto anche i grassi e i bevitori.
Si compari questo articolo con quello sopra per valutare il
comportamento dei ministeri britannici con quelli italiani, e si
potrà avere un'intuitiva visione dell'infiltrazione delle lobby
farmaceutiche nelle due nazioni. Non è un caso che in Italia ci sia
il divieto di fumo e in Inghilterra no - perlomeno non ancora. Ma
prima ancora di essere i governi a capire chi è corrotto nei ministeri e nelle istituzioni,
devono esserlo i cittadini.
BEPPE GRILLO, POLENTA E SMOG
6 Aprile -
Chi è sul libro paga? - Nel suo blog
l'instancabile Beppe Grillo ritorna sulla storia della polenta e
dello smog mettendo in evidenza chi paga per cosa, mentre attacca
anche le case farmaceutiche. Quello che però attrae di più la nostra
attenzione è “Veronesi: di smog non si muore” (Il Giorno).
Potremmo anche essere d'accordo. Potremmo
essere d'accordo pure sul fatto che esistono indicazioni statistiche che associano
il cibo al cancro assai più pesantemente di
Veronesi - e da più vecchia data, come avevamo messo in evidenza
nell'aggiornamento
del 18 Marzo scorso. Ma una cosa Veronesi deve spiegarci. Lui ha sempre
detto che di fumo passivo si muore, e che "contiene sostanze cancerogene, non c'è
dubbio"; il fumo passivo è stato frequentemente | | |