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Aggiornamenti 8-16 Novembre 2005
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Ecco TUTTI gli studi scientifici sul fumo passivo in originale e scaricabili: NESSUNO dice che c'è pericolo. Perché lo Stato continua a dire il falso?

E QUESTA LA CHIAMANO "SCIENZA" - I questionari della truffa epidemiologica
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La truffa del fumo passivo - Corso rapido per principianti

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Boicotta i treni, causa danno!

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Il portale-forum che apprezza la bellezza della donna che fuma

 LA POSTA DI FORCES

16 Novembre - Che cos’è la dipendenza? - Il lettore Nicola ci pone una domanda interessante e di grande attualità. L’assuefazione o dipendenza è una parola sulla bocca di tutti, e sempre e solo di connotazione negativa; ne sanno qualcosa i fumatori! Tutti però sembrano fermarsi all’impatto emozionale della parola, senza veramente chiedersi che cosa sia la dipendenza. E’ forse qualcosa di cui non si può fare a meno e che non è essenziale? Se così fosse, la buona cucina e il sesso casuale affiancherebbero bene l’eroina, per esempio. La realtà che traspare dalla risposta del nostro Comitato Scientifico al lettore è che la dipendenza, sempre presentata come realtà scientifica e sociale, è estremamente vaga se non impossibile da definire. Essa è quasi sempre una questione di opinioni, mentre l’uso (o meglio, il vasto abuso) del termine ha certo la funzione di pilotaggio emozionale dell’opinione pubblica per creare culture “anti” qualcosa, come è evidente con le truffe sul fumo. E se proprio ci si vuole esprimere in termini di “dipendenze”, ne esistono di quelle veramente buone, come quella dalla buona tavola o da tabacco di ottima marca!


PROPAGANDA E ODIO SOCIALE

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16 Novembre - Associazioni medico-salutiste: quando si fa schifo per vivere, non ci si può fermare certo al fumo - Dopo che le disgustose immagini canadesi su cadaveri e cervelli sezionati sono arrivate a essere esposte nel museo di New York (vedi sotto) perché non provarci anche col fast food? Ecco che la British Heart Foundation lancia una campagna anti-fast food con immagini  rivoltanti di hamburger, hot dog e polpette di pollo che sembrano budella piene di sterco, con vicino contenitori di patatine del tipico colore rosso della MacDonald's. La campagna, rivolta a bambini di 10-12 anni, ha addirittura premi per chi vota l'immagine più schifosa. Nel frattempo, dalla Nuova Zelanda ci vogliono far credere che mangiare gli hamburger causi l'asma. Ecco che succede quando la truffa si accoppia al grottesco. Ed ecco la vera faccia del salutismo. Con tali immagini, esso illustra se stesso meglio che con qualsiasi truffa epidemiologica: queste sono le "autorità" a cui si crede. Però c'è chi parla di "pubblicità occulta" delle sigarette rivolta ai minori. Dopo aver visto queste immagini, le immagini antifumo canadesi e quelle dell'Unione Europea, come si possono rispettare escrementi del genere - specialmente quando ti pontificano da istituzioni sanitarie (inclusi i ministeri) dicendoti di smettere di fumare?

Una componente che manca sempre dalle campagne antifumo e antigrasso è l'appello per rendere sigarette e fast food illegali nonostante che ci si dica ogni giorno che uccidono. Perché? Ci sono due ragioni: la prima e che non è vero, e la seconda è che, in caso di de-legalizzazione, questi parassiti-truffatori non intascherebbero milioni di Euro pubblici e farmaceutici per le loro stomachevoli campagne.


PROPAGANDA E VITTIME

16 Novembre - I risultati dell’odio e dell’intolleranza “per la tua salute”: il mondo di Sirchia sta diventando realtà? – Commedia: “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller. Il copione impone una scena con sigaretta. Donna chiaramente fragile di mente e stuprata dalla propaganda antifumo più della media impone l’interruzione della commedia per violazione della legge Sirchia. Lo spettacolo si ferma, la scena è rifatta senza la sigaretta. Povero Arthur Miller, vittima delle truffe dei ministeri della “salute” e di altri mascalzoni che reggono ad essi il moccolo. La cosa più assurda di questa incredibile storia è che hanno tutti accontentato l'isterica invece di cacciarla fuori pedate.

Se leggi l’inglese, questa è lettura raccomandata

16 Novembre - Priorità capovolte: i diritti di proprietà nella battaglia delle organizzazioni per i diritti dei fumatori – In questo breve paper di posizione, il gruppo FORCES internazionale analizza la storia e le contraddizioni che hanno piagato da sempre le associazioni per i diritti dei fumatori, e spiega perché FORCES non è un'associazione di questo tipo. Gli Smokers’ Rights Groups (SRG) non sono mai stati credibili per via di una serie di non sequitur logici che cominciano con la loro stessa definizione (non esistono i diritti di fumare, bere o mangiare ciò che si vuole in nessuna costituzione o carta dei diritti, purtroppo), procedono con grossolane incoerenze come “Fumare fa male, ma…” (…ma come si può difendere ciò che “uccide”?) e quasi scusandosi di esistere, e insistono a presentare icone come Humphrey Bogart, Marlene Dietrich e così via – tutta gente stra-morta (qualcuno anche di cancro polmonare!) e che comunque implica che il fumo appartiene al passato.

La più recente carta (buona come il due di picche) giocata da queste associazioni è quella dei diritti di proprietà, ovvero affermare che solo il proprietario (di casa, ufficio o locale) ha il diritto di stabilire se si fuma o no – previo avviso sulla porta d’entrata. Perché due di picche? Innanzitutto perché siamo tutti d’accordo che la sanità abbia il diritto di chiudere un bar con una fogna aperta che contamina cibo e bevande anche se ha il cartello "fogna aperta" sulla porta. Ciò a protezione del pubblico. Su questa base, allora è giusto che si chiuda anche un bar che permette di fumare. Inoltre, con i diritti di proprietà si implica anche che il proprietario possa licenziare ciccioni, fumatori, bevitori e qualsiasi altro impiegato che il proprietario, a suo giudizio esclusivo, giudichi avere uno stile di vita privato che costa all’impresa e/o al sistema sociale. Questo ragionamento libertario ci potrebbe anche trovare d’accordo, se non che (se non si fa qualcosa di serio per opporle ) grazie alle truffe della “salute pubblica” tutti finiranno per credere che il fumo (grasso, ecc.) “costa” alla società, e quindi ecco che i ciccioni o i fumatori devono essere licenziati o non assunti e che le cure mutualistiche per cui hanno pagato le tasse verranno loro negate. E infatti, come dimostra il paper, le SGR cominciano ad essere d'accordo con tali prevaricazioni!

Ancora una volta le associazioni per i diritti dei fumatori gettano le basi del successo dei loro nemici evitando accuratamente di usare l’unica arma che le farebbe prevalere: smascherare le truffe scientifiche e istituzionali sul fumo. Venduti alla prona industria del tabacco? Cecità? Stupidità incallita? Forse tutto – ma una cosa è certa: le azioni delle autorità sanitarie sarebbero lecite ed etiche se ciò che si dice del fumo fosse vero, ma vero non è. Queste associazioni si sono sempre rifiutate categoricamente di sfidare le autorità sanitarie sulle truffe epidemiologiche e sulla falsa rappresentazione dell’evidenza su fumo attivo e passivo che è alla base di campagne e divieti, e che indica anche un’enorme perversione istituzionale, morale e politica che ben trascende la libertà di accendersi una sigaretta dove si vuole.

Siccome FORCES dimostra chiaramente la corruzione istituzionale con la scienza stessa, queste associazioni hanno sempre tenuto il nostro gruppo a “distanza di sicurezza” nel patetico tentativo di diventare accettabili all’opinione pubblica – che però percepisce a livello più o meno conscio la stupida incoerenza e dualismo delle SRG. D’altro canto, essendo il fumo il tema dominante e comune di FORCES e delle SRG  (tema attorno a cui emozioni sono costantemente istigate dalla feccia antifumo) comprensibilmente il pubblico ha pensato che anche FORCES sia una SRG. E’ giunta l’ora che le distanze da questa gente cominciamo a prenderle noi.


Finché si obbedirà a idioti e a malati di testa - e con tanto di imbarazzo e sensi di colpa! – essi continueranno a comandarci, a diventare ministri e a fare pure le leggi - ed è inutile poi guaire come cani bastonati o odiare in silenzio. Cambiare le cose vuol dire intraprendere azioni positive contro i bulletti della "salute pubblica", siano essi santoni medici, ministri o donnicciole frustrate che si sentono spalleggiate da leggi basate sulla truffa e che fanno paura a intere compagnie teatrali. Da notare poi la tendenziosità dell'altro organo ufficiale della propaganda antifumo italiana: il Corriere della Sera. Una persona diventa "il pubblico"! Idiozia? Non del tutto, il Corrierone sa benissimo che la maggior parte della gente legge solo il titolo degli articoli. Bisogna ben far vedere che gli italiani hanno accettato la cultura antifumo, no? Altrimenti continuano a fumare e corrono il rischio di ammalarsi del cancro-da-fumo che non si può dimostrare!

PROPAGANDA & DISTORSIONE

8 Novembre
- Si continua a sviare la percezione pubblica – Abbiamo letto ieri sull’organo salutista italiano La Repubblica la reazione degli antifumo internazionali alle dichiarazioni della British American Tobacco a Londra sulla possibile produzione della “sigaretta sicura”. Fedele alla missione abolizionista, La Repubblica e i suoi scribacchini distorcono e inclinano l’informazione con le solite frasi standard come “vittime del tabacco”, “retromarcia della Bat”, retorica di santoni antifumo che non possono provare niente, e così via. Particolarmente interessante e degna di riflessione è la frase di apertura dell’articolo: “Una sigaretta sicura per la salute? Per ora è fantascienza”. Bisogna ammettere che questo mezzo di propaganda ha (una volta tanto) perfettamente ragione; una sigaretta sicura non può esisterecome non può esistere un cibo “sicuro”, un’auto “sicura” o un bicchier d’acqua “sicuro”. È solo questione di quantità ed uso – ma questo fondamentale concetto non è MAI messo in evidenza specialmente quando si parla di fumo, perché bisogna inchiodare nella testa della gente la distorta nozione che “il fumo fa male”, come da copione delle gang sanitarie internazionali, dei loro partner farmaceutici, e dei burattini politici che fanno loro eco.

Tale nozione non ha senso perché tutto fa male in eccesso, e nulla fa male in assoluto – una regola fondamentale della tossicologia che è però ignorata nel modo più totale perché altrimenti cadrebbe tutto l’imbroglio sia sul fumo che su mille altri “allarmi”. È solo ed esclusivamente questione di dose. Fare tutto con moderazione è il grande segreto della relativa sicurezza. Un mondo o un prodotto “sicuro” (ovvero a rischio zero) non può esistere – ma siccome questa sarebbe l’unica “garanzia” accettabile dagli abolizionisti del fumo (che comunque non vorrebbero anche se esistesse perché vanificherebbe le loro campagne e quindi i loro incassi), la Bat ha fatto benissimo a precisare la sua posizione, vista l’idiozia dei tempi che corrono. Come per tutto, un prodotto con minor rischio è sempre benvenuto: ma c’è un’enorme differenza tra riduzione di rischio e rischio zero (“sicuro”), che non può mai esistere non importa di che si parli. Né ci si illuda che non fare una cosa significhi essere più al sicuro che farla, visto che ciò vuol dire rinunciare ai benefici di quella cosa ed essere quindi a rischio di qualcos'altro. Di sicure, infatti,  ci sono solo tre cose: la morte, le tasse, e le truffe epidemiologiche salutiste, che sono sempre spacciate con grande zelo e allarmismo da stampa dozzinale di massa come, appunto, La Repubblica.


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