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LA POSTA DI
FORCES
16
Novembre
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Che cos’è la
dipendenza?
- Il lettore Nicola ci pone una domanda interessante e di grande
attualità. L’assuefazione o dipendenza è una parola sulla bocca di
tutti, e sempre e solo di connotazione negativa; ne sanno qualcosa i
fumatori! Tutti però sembrano fermarsi all’impatto emozionale della
parola, senza veramente chiedersi che cosa sia la dipendenza. E’ forse
qualcosa di cui non si può fare a meno e che non è essenziale? Se così
fosse, la buona cucina e il sesso casuale affiancherebbero bene
l’eroina, per esempio. La realtà che traspare dalla risposta del nostro
Comitato Scientifico al lettore è che la dipendenza, sempre presentata
come realtà scientifica e sociale, è estremamente vaga se non
impossibile da definire. Essa è quasi sempre una questione di opinioni,
mentre l’uso (o meglio, il vasto abuso) del termine ha certo la funzione
di pilotaggio emozionale dell’opinione pubblica per creare culture
“anti” qualcosa, come è evidente con le truffe sul fumo. E se proprio ci
si vuole esprimere in termini di “dipendenze”, ne esistono di quelle
veramente buone, come quella dalla buona tavola o da tabacco di ottima
marca!
PROPAGANDA E ODIO SOCIALE
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16
Novembre
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Associazioni medico-salutiste: quando si fa schifo per vivere, non ci si
può fermare certo al fumo
- Dopo che le disgustose immagini canadesi su cadaveri e cervelli
sezionati sono arrivate a essere esposte nel museo di New York (vedi
sotto) perché non provarci anche col fast food? Ecco che la British
Heart Foundation lancia una
campagna anti-fast food con immagini rivoltanti di hamburger,
hot dog e polpette di pollo che sembrano budella piene di sterco, con
vicino contenitori di patatine del tipico colore rosso della MacDonald's.
La campagna, rivolta a bambini di 10-12 anni, ha addirittura
premi per chi vota l'immagine più schifosa. Nel frattempo, dalla
Nuova Zelanda ci vogliono far credere che mangiare gli
hamburger causi l'asma.
Ecco che succede quando
la truffa si accoppia al grottesco. Ed ecco la vera faccia del
salutismo. Con tali immagini, esso illustra se stesso meglio che con
qualsiasi truffa epidemiologica: queste sono le "autorità" a cui si
crede. Però c'è chi parla di "pubblicità occulta" delle sigarette
rivolta ai minori. Dopo aver visto queste immagini, le immagini antifumo
canadesi
e quelle dell'Unione
Europea, come si possono rispettare escrementi del genere -
specialmente quando ti pontificano da istituzioni sanitarie (inclusi i
ministeri) dicendoti di smettere di
fumare?
Una componente che manca sempre dalle
campagne antifumo e antigrasso è l'appello per rendere sigarette e fast
food illegali nonostante che ci si dica ogni giorno che uccidono.
Perché? Ci sono due ragioni: la prima e che non è vero, e la seconda è
che, in caso di de-legalizzazione, questi parassiti-truffatori non
intascherebbero milioni di Euro pubblici e farmaceutici per le loro
stomachevoli campagne.
PROPAGANDA E
VITTIME
16
Novembre
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I risultati dell’odio e dell’intolleranza “per la tua salute”: il mondo
di Sirchia sta diventando realtà?
– Commedia: “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller. Il copione impone
una scena con sigaretta. Donna chiaramente fragile di mente e stuprata
dalla propaganda antifumo più della media impone l’interruzione della
commedia per violazione della legge Sirchia. Lo spettacolo si ferma, la
scena è rifatta senza la sigaretta. Povero Arthur Miller, vittima delle
truffe dei ministeri della “salute” e di altri mascalzoni che reggono ad
essi il moccolo. La cosa più assurda di questa incredibile storia è che
hanno tutti accontentato l'isterica invece di cacciarla fuori pedate. |
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Se leggi l’inglese, questa è lettura raccomandata
16
Novembre
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Priorità capovolte: i diritti di proprietà nella battaglia delle organizzazioni
per i diritti dei fumatori
– In questo breve paper di
posizione, il gruppo FORCES internazionale analizza la storia e le
contraddizioni che hanno piagato da sempre le associazioni per i diritti dei
fumatori, e spiega perché FORCES non è un'associazione di questo tipo. Gli
Smokers’ Rights Groups (SRG) non sono mai stati credibili per via di una serie
di non sequitur logici che cominciano con la loro stessa definizione (non
esistono i diritti di fumare, bere o mangiare ciò che si vuole in nessuna
costituzione o carta dei diritti, purtroppo), procedono con grossolane
incoerenze come “Fumare fa male, ma…” (…ma come si può difendere ciò che
“uccide”?) e quasi scusandosi di esistere, e insistono a presentare icone come
Humphrey Bogart, Marlene Dietrich e così via – tutta gente stra-morta (qualcuno
anche di cancro polmonare!) e che comunque implica che il fumo appartiene al
passato.
La più
recente carta (buona come il due di picche) giocata da queste associazioni è
quella dei diritti di proprietà, ovvero affermare che solo il proprietario (di
casa, ufficio o locale) ha il diritto di stabilire se si fuma o no – previo
avviso sulla porta d’entrata. Perché due di picche? Innanzitutto perché siamo
tutti d’accordo che la sanità abbia il diritto di chiudere un bar con una fogna
aperta che contamina cibo e bevande
anche se
ha il cartello "fogna aperta" sulla porta. Ciò
a protezione del pubblico.
Su questa base, allora è giusto che si chiuda anche un bar che permette di
fumare. Inoltre, con i diritti di proprietà si implica anche che il proprietario
possa licenziare ciccioni, fumatori, bevitori e qualsiasi altro impiegato che il
proprietario, a suo giudizio esclusivo, giudichi avere uno stile di vita
privato che costa all’impresa e/o al sistema sociale. Questo ragionamento
libertario ci potrebbe anche trovare d’accordo, se non che (se non si fa
qualcosa di serio per opporle ) grazie alle truffe della “salute pubblica” tutti
finiranno per credere che il fumo (grasso, ecc.) “costa” alla società, e quindi
ecco che i ciccioni o i fumatori devono essere licenziati o non assunti e che le
cure mutualistiche per cui hanno pagato le tasse verranno loro negate. E
infatti, come dimostra il paper, le SGR cominciano ad essere d'accordo con
tali prevaricazioni!
Ancora
una volta le associazioni per i diritti dei fumatori gettano le basi del
successo dei loro nemici evitando accuratamente di usare l’unica arma che le
farebbe prevalere: smascherare le truffe scientifiche e istituzionali sul fumo.
Venduti alla prona industria del tabacco? Cecità? Stupidità incallita? Forse
tutto – ma una cosa è certa: le azioni delle autorità sanitarie sarebbero lecite
ed etiche se ciò che si dice del fumo fosse vero, ma vero non è.
Queste associazioni si sono sempre rifiutate categoricamente di sfidare le
autorità sanitarie sulle truffe epidemiologiche e sulla falsa rappresentazione
dell’evidenza su fumo attivo e passivo che è alla base di campagne e
divieti, e che indica anche un’enorme perversione istituzionale, morale e
politica che ben trascende la libertà di accendersi una sigaretta dove si vuole.
Siccome
FORCES dimostra
chiaramente la corruzione istituzionale con la scienza stessa, queste
associazioni hanno sempre tenuto il nostro gruppo a “distanza di sicurezza” nel
patetico tentativo di diventare accettabili all’opinione pubblica – che però
percepisce a livello più o meno conscio la stupida incoerenza e dualismo delle
SRG. D’altro canto, essendo il fumo il tema dominante e comune di FORCES e delle
SRG (tema attorno a cui emozioni sono costantemente istigate dalla feccia
antifumo) comprensibilmente il pubblico ha pensato che anche FORCES sia una SRG.
E’ giunta l’ora che le distanze da questa gente cominciamo a prenderle noi.
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 Finché
si obbedirà a idioti e a malati di testa - e con tanto di imbarazzo e
sensi di colpa! – essi continueranno a comandarci, a diventare ministri
e a fare pure le leggi - ed è inutile poi guaire come cani
bastonati o odiare in silenzio. Cambiare le cose vuol dire intraprendere azioni positive
contro i bulletti della "salute pubblica", siano essi santoni medici,
ministri o donnicciole frustrate che si sentono spalleggiate da leggi
basate sulla truffa e che fanno paura a intere compagnie teatrali. Da notare poi la
tendenziosità dell'altro organo ufficiale della propaganda antifumo
italiana: il Corriere della Sera. Una persona diventa "il
pubblico"! Idiozia? Non del tutto, il Corrierone sa benissimo che la
maggior parte della gente legge solo il titolo degli articoli. Bisogna ben far vedere che gli italiani hanno accettato la cultura
antifumo, no? Altrimenti continuano a fumare e corrono il rischio di ammalarsi del cancro-da-fumo che non si può dimostrare! |
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PROPAGANDA &
DISTORSIONE
8
Novembre
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Si continua a sviare la percezione pubblica
– Abbiamo letto ieri sull’organo salutista italiano La Repubblica la
reazione degli antifumo internazionali alle dichiarazioni della British
American Tobacco a Londra sulla possibile produzione della “sigaretta
sicura”. Fedele alla missione abolizionista, La Repubblica e i suoi
scribacchini distorcono e inclinano l’informazione con le solite frasi
standard come “vittime del tabacco”, “retromarcia della Bat”, retorica
di santoni antifumo che non possono provare niente, e così via.
Particolarmente interessante e degna di riflessione è la frase di
apertura dell’articolo: “Una sigaretta sicura per la salute? Per ora è
fantascienza”. Bisogna ammettere che questo mezzo di propaganda ha (una
volta tanto) perfettamente ragione; una sigaretta sicura non può
esistere – come non può esistere un cibo “sicuro”, un’auto
“sicura” o un bicchier d’acqua “sicuro”. È solo questione di
quantità ed uso – ma questo fondamentale concetto non è MAI
messo in evidenza specialmente quando si parla di fumo, perché bisogna
inchiodare nella testa della gente la distorta nozione che “il fumo fa
male”, come da copione delle gang sanitarie internazionali, dei loro
partner farmaceutici, e dei burattini politici che fanno loro eco.
Tale nozione non ha
senso perché tutto fa male in eccesso, e nulla fa male in
assoluto – una regola fondamentale della tossicologia che è però
ignorata nel modo più totale perché altrimenti cadrebbe tutto
l’imbroglio sia sul fumo che su mille altri “allarmi”. È solo ed
esclusivamente questione di dose. Fare tutto con moderazione è il
grande segreto della relativa sicurezza. Un mondo o un prodotto “sicuro”
(ovvero a rischio zero) non può esistere – ma siccome questa
sarebbe l’unica “garanzia” accettabile dagli abolizionisti del fumo (che
comunque non vorrebbero anche se esistesse perché vanificherebbe le loro
campagne e quindi i loro incassi), la Bat ha fatto benissimo a precisare
la sua posizione, vista l’idiozia dei tempi che corrono. Come per tutto,
un prodotto con minor rischio è sempre benvenuto: ma c’è un’enorme
differenza tra riduzione di rischio e rischio zero (“sicuro”), che non
può mai esistere non importa di che si parli. Né ci si illuda che non
fare una cosa significhi essere più al sicuro che farla, visto che ciò
vuol dire rinunciare ai benefici di quella cosa ed essere quindi
a rischio di qualcos'altro. Di sicure, infatti, ci sono solo tre
cose: la morte, le tasse, e le truffe epidemiologiche salutiste, che
sono sempre spacciate con grande zelo e allarmismo da stampa dozzinale
di massa come, appunto, La Repubblica. |
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