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DISINFORMAZIONE E
TOTALITARISMO
COME FA
MALE IL FUMO! MA LA CATTIVA INFORMAZIONE PRODUCE ANCHE PIÙ DANNI
– 9
Aprile - “I
teleutenti amanti del cinema al momento sono salvi: quando l'attore di turno si
accende una sigaretta, sullo schermo non compaiono messaggi educativi come
sarebbe piaciuto al ministro della Salute Girolamo Sirchia.
[…] Ma la campagna antifumo di Girolamo Sirchia quanti danni fa alla corretta
informazione?” Interessante domanda de
Il Riformista, a cui azzardiamo una
risposta in termini di percentuale di rischio, come va tanto di moda oggi. Il
100% è troppo poco?
ANCORA FACCI QUESTA
VOLTA SUL FUMO: VI ORDINIAMO DI STARE TUTTI IN SALUTE (e dunque, niente
sigarette, niente yogurt, niente hot dog, niente reggiseno…)
-
9 Aprile - Interessante articolo pubblicato su Il Domenicale, che
passiamo ai nostri lettori. La filosofia della “tolleranza zero” su ciò che “fa
male” – stabilito unilateralmente e indiscutibilmente dalla scienza rottame - si sta espandendo come un cancro, e
sta formando metastasi ovunque nel mondo. Che fare? Esiste solo una soluzione: tolleranza zero per l’intolleranza e la disonestà
dei truffatori salutisti pubblici e privati, e risanamento alla radice della
salute pubblica dall’infezione delle multinazionali farmaceutiche e
dall’intossicazione dell’allarmismo; obbligare legalmente la “salute
pubblica” ad agire solo in presenza di evidenza biologica, o comunque
dimostrabile con metodo scientifico, e non sulla base di statistiche rottame
di dubbia etica per agende di controllo sociale. Altrimenti si fanno solo
discorsi e polemiche che non cambiano nulla. Per parafrasare Sirchia,
"...Bisogna creare una cultura antitruffa, che non tolleri la scienza
rottame e il paternalismo istituzionale di coloro che sono pagati dal
pubblico per comportarsi come il pubblico vuole, non per modificare il
comportamento del pubblico con sanzioni e truffe statistiche” – e ciò è
la differenza tra democrazia e libertà, e totalitarismo e prevaricazione. (continua
all'interno)
RETORICA
E REALTA'
ECCO LA VERA RAGIONE DEL DIVIETO A NEW YORK CITY (e dovunque)
– 9 Aprile
- Quando affermiamo che gli antifumo sono dei venduti all’industria
farmaceutica e alle sue politiche commerciali, i fascisti bianchi si arrabbiano
moltissimo, perché abbiamo colpito nel vivo. Vero è anche che c’è
chi crede sul serio a questa “nobile” menzogna – ma anch’egli espleta una
funzione sociale: i babbei esistono, infatti, per facilitare gli scopi dei più
furbi. Però, dopo tutti quei miliardi investiti in scienza rottame e falsa
informazione sul fumo, le multinazionali farmaceutiche vogliono vedere
risultati commerciali (vendita di prodotti di cessazione e di
antidepressivi), e quindi comandano alle “autorità” sanitarie antifumo di calare
la maschera e di espletare la loro vera funzione, che è quella di
promuovere i loro prodotti.
Non può
esistere un caso più lampante di quello di New York City dove, dopo l’inizio del
divieto totale il 1° Aprile scorso, il dipartimento della “salute” si è subito
messo in moto per regalare, a scopo promozionale, prodotti di cessazione
ai primi 35.000 fumatori newyorkesi fessi abbastanza da credere alla propaganda
antifumo, agganciandoli così ai prodotti di “cessazione” farmaceutici e facendo
proseliti. Naturalmente l’offerta speciale è limitata e, dopo che ci si abitua
alla nicotina farmaceutica o ad antidepressivi come la pillola antifumo (ammesso
che si sopravviva), bisognerà pagare salato per il resto della
“terapia”, alimentando parassiti come centri antifumo per molti, molti anni a
venire, e fumando qua e là negli intervalli. Che affarone! Ma dopo l’insulto,
ecco anche la presa per i fondelli: “Sappiamo che smettere di fumare è
difficile”, dice il commissario della salute Thomas Frieden,
“la nicotina è una droga che crea assuefazione. [Ma] sappiamo
[anche] che certe cose [cerotti alla nicotina, N.d.R.] possano rendere
più facile smettere di fumare”. Che poi si tratti dell’identica nicotina
usata nelle sigarette nessuno lo dice, naturalmente; quindi, la medesima droga,
che dà assuefazione quando venduta da Big Pharma non la dà più ma anzi
ottiene l'effetto contrario -- parola delle "autorità" della "salute pubblica"!
Se una truffa del genere fosse portata avanti da qualche multinazionale del
tabacco, i suoi dirigenti sarebbero già in galera, e l'impresa multata di miliardi di
dollari. Ma, siccome si tratta di multinazionali farmaceutiche (che hanno
finanziato la promozione del divieto in primo luogo), i truffatori che insultano
la scienza medica indossando camici bianchi sono a piede libero e
addirittura presentati come eroi, ovvero: truffami pure, ma fallo almeno “per
il mio bene”!
LE CONTRADDIZIONI DELLA
SCIENZA ROTTAME

OH-OH!... E ADESSO?!... FUMA PURE!
– RISCHIO DI
CANCRO?
– 9 Aprile
- Voci sempre più
insistenti provenienti da scienza rottame finanziata dai fabbricanti di prodotti
di cessazione non a base di nicotina affermano che esiste un “legame” tra
nicotina e cancro. Oh-oh!... E adesso come la mettiamo con tutti i
truffatori che spingono la nicotina farmaceutica, coadiuvati ampiamente dai
ministeri della “salute”?... Come fa la “salute pubblica” a spingere prodotti
cancerogeni!?
Questo articolo di Norman Kjono commenta sul Daily Journal di Los
Angeles la pressante evidenza, ed anche la stridente contraddizione
dalla "salute pubblica". Qualcuno potrà cercare di salvarsi in corner con
l’affermazione che il rischio di cancro da nicotina (farmaceutica) è comunque
minore di quello da fumo, ma ciò non attacca nella cultura del rischio zero e
tolleranza zero (nonché intelligenza nulla). Se la “salute pubblica” accetta che
il fumo passivo, che ha un’elevazione massima di rischio del 30% (totalmente
insignificante perché, secondo la scienza vera, l’elevazione deve superare
almeno il 200% in casi di malattie con tanti fattori solo per provare che
il rischio esiste) sia un mortale pericolo pubblico, come è
tollerabile che essa promuova prodotti con un rischio di cancro
ancora più alto??! Perché il ministero della “salute” non vieta immediatamente
ai centri antifumo e ai medici di prescrivere la nicotina farmaceutica, una
sostanza mortale “dimostrata” tale dalla stessa scienza rottame che è usata
per il fumo? Assassini!
Naturalmente,
non esiste alcuna prova che la nicotina sia cancerogena da parte della scienza
vera (che d’altronde non può dimostrare nemmeno una morte con causalità
unica da fumo attivo, né quantificare l’apporto del fumo a tale morte), ma ciò
oggi non conta nulla -- abbi fede, e ignora qualsiasi contraddizione, non
importa quanto eclatante: ciò che conta è credere, obbedire e
combattere per la sacrosanta causa della “salute”.
E allora, eccoci qua:
dopo che ci siamo venduti al diavolo mentendo sul fumo per vendere nicotina in
gomme, inalatori e cerotti, qualche disgraziato di qualche altro
girone dell’Inferno ci viene a dire che la nicotina è cancerogena perché
vuole vendere i suoi prodotti di cessazione senza nicotina! Che casino… bah,
l’abbiamo sempre detto che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Fuma pure… (e già che ci sei,
leggiti anche il
libro); dopotutto, forse è la cosa più salutare!
MORTI DA TABAGISMO:
LA STRAGE CONTINUA
CHI SMETTE DI FUMARE CAMPA CENT’ANNI
– 9 Aprile
- L’instancabile
propaganda antifumo sta salvando vite. Questo almeno è il caso di Herb Hamrol di
San Francisco che, da quando ha smesso di fumare quattro anni fa, ha senz’altro
migliorato la sua vita dopo essere stato vittima dell’industria delle sigarette
per circa ottantadue anni. Herb ha compiuto 100 anni pochi giorni fa, e ci sono
volute quattro torte di compleanno per contenere tutte le candeline. Herb va
ancora a lavorare nel suo piccolo supermercato tutti i giorni. Sebbene egli
dovrebbe essere già stramorto a causa del tabacco (da cui però forse si è
salvato in tempo), purtroppo si giocherà comunque l’immortalità perché si fa
ancora un bicchiere di whisky una volta ogni tanto. L’Uomo non imparerà mai:
essendogli stata offerta la vita eterna a patto di assenza di “vizi”, egli non
può resistere alla tentazione, e finisce per morire sempre per colpa di
qualcosa. Ma, per fortuna, ora c’è la “salute pubblica”; riuscirà Sirchia dove
hanno fallito tutti i papi? Si dovrebbe sempre ascoltare lo stato perché
esso vuole sempre e solo il nostro bene, e ci offre anche dei buoni
affari: se ci si comporta come dice lui e si vive senza ciò che fa male, dopo un
breve tirocinio di soli 65 anni si va già in pensione, e poi ci si gode
l’eternità “non facendo un ca...” -- e a spese dell’INPS! Ma perché siamo così
stupidi da rifiutare opportunità del genere?! Per ulteriori informazioni
sull'ecatombe causata dal tabacco, clicca qui.
IL TEOREMA DELL'ASSURDO,
parte seconda
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I VERI TABAGISTI
Gli stati dell'unione americana che
ricevono i proventi più alti dal
Master Settlement Agreement
al Gennaio 2003. Le cifre sottoelencate non includono
le normali tasse sul tabacco!
| Stato |
Somma (in milioni di dollari) |
| California
|
$3.032,76
|
| New York
|
3.032,31
|
| Pennsylvania
|
1.366,09
|
| Ohio
|
1.204,43
|
| Illinois
|
1.112,81
|
| Michigan
|
1.034,02
|
| Massachusetts
|
959,66
|
| New Jersey
|
926,89
|
| Tennessee
|
588,90
|
| Georgia
|
586,84
| |
I NEMICI DI BIG TOBACCO SONO
TOSSICODIPENDENTI DAL SUO DENARO
- 9 Aprile
2003 -
Il 2 Aprile scorso
avevamo
riportato la decisione di un tribunale dell’Illinois di multare la Philip Morris
per 12 miliardi di dollari sul nonsenso delle sigarette “Light” (“Mild”) o
normali. Avevamo anche riportato che ironicamente sono proprio gli antifumo che
ora, vedendo la materializzazione dei loro sogni (la distruzione dell’industria
del tabacco) diventare troppo reale, cercano di salvare la Philip Morris dalla
bancarotta per poter continuare a succhiarle il sangue.
Questa interessantissima
analisi del Wall Street Journal mette in rilievo la dipendenza dello stato dal
denaro dei fumatori e da quell’industria che perseguita così tanto. La tabella a
fianco dà un’idea della potenza economica dei fumatori nei principali stati
d’America. Che importa a noi italiani? Dovrebbe importarci moltissimo, perché,
in una proporzione quasi esatta, essa rappresenta la stessa importanza dei
fumatori in Italia – qualcosa veramente da ponderare quando si è messi alla
porta dappertutto, specialmente perché basterebbe fare ciò che lo stato
ipocritamente chiede per mandarlo in bancarotta. Purtroppo, la consapevolezza di
tale potenza è ancora embrionale, perché i fumatori, come altri gruppi bersaglio
nel passato, hanno difficoltà ad identificarsi come gruppo, ed usare così la
loro immensa potenza economica contro i loro aguzzini. Tale realtà è
perfettamente chiara nelle alte sfere del salutismo internazionale e nostrano, e
la strategia mediatica e propagandista è volta ad assicurarsi che tale
consapevolezza non si sviluppi mai, assicurando lavoro ai parassiti salutisti
mentre si svuotano le tasche dei gruppi bersaglio sputando loro in faccia “per
il loro bene”. Il nostro lavoro è, ovviamente, di portare la consapevolezza alla
superficie.
EVENTI QUA E LA
SABATO
12 APRILE a BRESCIA alle ore 15.00 presso l’Hotel Industria Via Orzinuovi 58
- tel. 030 - 3531431 - DIRITTO CAMERALE: perché questo balzello, che serve
solo a mantenere la Camera di Commercio? UN’ISTITUZIONE CONTRO LA LIBERTA’
D’IMPRESA (quali servizi e vantaggi per le piccole aziende)? Interverranno:
Giuseppe Quarto, Presidente Club “L’Imprenditore”, Dino Pasian, Presidente Life
Federale, Daniele Quaglia, Presidente Life Treviso, Carlo Lottieri, docente di
Filosofia del Diritto all’Università di Siena, Carlo Stagnaro, vice-direttore di
“Enclave – Rivista libertaria” Alberto Mingardi, editorialista di “Libero”,
Cesare Galli, docente di Diritto Industriale all’Università di Parma, Alessandro
Cé, capogruppo alla Camera dei Deputati della Lega Nord. - VI ASPETTIAMO
NUMEROSI - Per informazioni 35.282794
IRAQ
BOTTINO DI GUERRA: SIGARETTE
– 4 Aprile
- Alla faccia
della propaganda antifumo, i Marines che combattono in Iraq fumano...
come degli arabi.
Di cosa si
lamentano? Non
ci sono abbastanza sigarette! “Il tabacco ti aiuta a combattere
la noia, e ti aiuta a rilassarti ed anche a stare sveglio durante le
lunghe notti di paura” dicono le truppe. “Fumare ti mantiene
la salute mentale” afferma il caporale Brandon Phelps, di 20
anni. Nonostante l'assurda e, come mostrano le parole appena citate,
autolesionista politica “smoke-free” adottata
dall’esercito USA dal 2002, la realtà è ben diversa dalla teoria, ed
anche dalla scienza rottame dei ministeri della “salute”. È sempre
stato chiaro che il ruolo del tabacco nell’esercito è tanto
essenziale quanto le munizioni -- e quando
mancano le
"bionde", esse diventano un bottino di guerra più ambito di
qualsiasi altro bene. La lontananza dai campi di rifornimento è la
causa principale della carenza. La sezione americana di FORCES e i
suoi affiliati sono attivissimi nel
raccogliere stecche di sigarette dai lettori, e mandarle alle truppe
del fronte, ottenendo dai militari sentiti ringraziamenti.
L'iniziativa riscuote un grande successo.
Smoke away,
Marines! Ancora una volta i fumatori sono in prima linea,
sebbene raramente i media facciano vedere che chi fuma ha fegato
abbastanza da affrontare bombe e proiettili -- purtroppo anche per
difendere chi ha fatto uno
sporco mestiere della loro persecuzione; bisogna essere politically correct,
perbacco! Lo sanno tutti che solo i cattivi fumano; i buoni e
gli eroi non fumano mai -- oppure corrono in farmacia a
comprare la pillola antifumo, perché hanno capito la malvagità del
loro comportamento...
Ma diteci, cari
ciarlatani: e quando vi risvegliate dal karma, che vi
succede?... |
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Il caporale Santiago
Ventura di Huston, Texas, del 3° battaglione, 4° reggimento dei
Marines esibisce con orgoglio un pacchetto di sigarette iracheno che
ha confiscato ad un prigioniero di guerra vicino a
Diwaniyah, nell’Iraq
centrale. Le sigarette sono un ambito bottino per via della scarsità
dovuta alla lontananza dai campi di rifornimento. |
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LE PRIME SCELTE DEGLI IRACHENI LIBERATI: VIA LE BARBE E FUORI LE
SIGARETTE
– 4 Aprile - ‘Come vi permettete di chiamarci infedeli? Se
dici “non c’è nessun dio se non Dio, e Maometto è il suo profeta”
sei un musulmano’, dice Osman Wahab che, a 65 anni si fuma la
prima sigaretta da tre anni a questa parte. Nel villaggio di Biyara, tra le
montagne al confine con la frontiera iraniana nel nord Iraq, durante
il weekend gli uomini erano indaffarati a radersi le barbe e a
fumare – mostrando così le loro scelte da uomini liberi […]
Almeno 700 militanti dell’Ansar avevano stabilito restrizioni di
tipo talebano in circa 30 villaggi, costringendo gli abitanti ad una
stretta interpretazione dell’islamismo, aliena alla tradizione più
moderata praticata dalla maggioranza dei Curdi. “Sono al Qaeda”,
dice il comandante Ghafur Darwish mentre
prende il sole dopo che i suoi soldati hanno ripreso il controllo di
Bivara; “Ansar usava l’islamismo come cortina fumogena; in
realtà, sono terroristi”.
Nessun
dubbio che ciò sia vero, caro Ghafur; ma non t’illudere, anche noi
occidentali abbiamo i nostri talebani – ma questi si nascondono più
intelligentemente dietro statistiche fasulle e i loro barricaderi
indossano spesso camici bianchi, mentre talvolta occupano persino ministeri e,
come Saddam, ci impongono comportamenti “per il nostro bene” (che ci
piaccia o meno) e ci puniscono se non ci conformiamo. Goditi la tua
sigaretta e la tua libertà -- prima che qualche regime fantoccio e
filo-occidentale installi un ministro della “salute” che -- per il
tuo bene s’intende -- ti vieterà di fumare come da copione
farmaceutico. |
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Due soldati Curdi si
rilassano con un gioco. La prima scelta degli uomini nei territori
liberati è stata di radersi le barbe e di accendere sigarette, speso
proibite da regimi locali d'ispirazione talebana. |
GHETTIZZAZIONE
LA
GHETIZZAZIONE SI ESTENDE AI TRENI
- 4 Aprile - Continua la politica di ghettizzazione da parte dei fascisti antifumo.
Sui treni del trasporto regionale sarà vietato categoricamente fumare
pena, ci risulta, ammende astronomiche ma non ancora chiare. Il divieto interesserà ben 752
convogli in tutti Italia, che trasportano circa 85 milioni di passeggeri
l’anno in media, a partire dal 14 di Aprile, mese degli scherzi di
cattivo gusto.
Il provvedimento è
presentato a Roma dall’amministratore delegato di Trenitalia, Roberto
Renon, e dal direttore politically correct della divisione trasposto
regionale dell’Azienda Giancarlo Schifano, con la partecipazione
attivissima del ministro della "salute" Sirchia, ben lieto,
naturalmente, di apprendere che il provvedimento restrittivo sul fumo
(cioè contro il fumatori) sia passato, mentre continua ad insultare
l’intelligenza dei fumatori italiani con la storia del fumo passivo, e a
prenderli per i fondelli affermando di rispettare il loro diritto di
fumare. La puzza nauseabonda (simile all’orina) che esiste spesso nei
vagoni ferroviari non sarà ora nemmeno più mascherata dal piacevole
aroma del tabacco, grazie alle politiche salutiste di Trenitalia.
Heil, è “per il nostro bene”…
Tempo di tornare
all’auto
- È arrivato il tempo, per i fumatori italiani, di mettere il treno da
parte in favore dell’auto. Per chi si preoccupa del costo del
carburante, la trasformazione dell’auto all’uso di carburanti gassosi
come il GPL può essere una seria alternativa. Vediamo i vantaggi che
l’auto trasformata a gas offre ai fumatori:
 |
-
Il motore dura
di più, e necessita di minore manutenzione.
-
Il costo del
carburante è metà della benzina per il GPL, ed ancora
meno per il metano.
-
In molte
regioni esistono incentivi economici per la conversione a gas
che permettono l’abbattimento del costo della trasformazione.
-
Non si è
limitati a restrizioni di fasce orarie per l’uso dell’auto in
città se essa non è catalizzata.
-
Non si è
legati ad orari come per i treni. Ci si muove quando si vuole.
-
Si ostacolano
le politiche antifumo,
boicottando e danneggiando le ferrovie che ghettizzano i fumatori.
-
Si è padroni
del proprio territorio:
non solo fumi quando e quanto vuoi, ma se qualcuno ti secca perché
accendi, puoi rapidamente accostarti al marciapiede e cacciarlo
fuori lasciandolo a piedi, magari sotto la pioggia… Non
è quello che ci si aspetta dai fumatori oggigiorno se vogliono
esercitare il loro diritto?... E poi, non è male che un assaggio
della medicina vada anche al dottore che ce la prescrive… anzi,
è per il suo bene!

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SCIENZA
ROTTAME ANTIFUMO
IN
SOLI SEI MESI DI DIVIETO SI DIMEZZANO GLI ATTACCHI CARDIACI!
- 4 Aprile -
Ecco uno splendido esempio della disonestà delle “autorità” sanitarie
quando si parla di fumo. (Qualche lettore ci chiede perché
continuiamo a riportare notizie da oltreoceano. La ragione è semplice: i
modelli di disonestà della “salute pubblica” nostrana sono, purtroppo
tutti copiati dal nord America!). Una piccola, insignificante città
del Montana (Helena) vieta il fumo nei locali pubblici sei mesi fa. Ne
segue il solito collasso economico perché i fumatori, diligentemente,
non portano i loro soldi dove non si può fumare.
Ora si sta respingendo la legge fascista
in modo che si possa
tornare giustamente a fumare in locali “pubblici” come bar, ristoranti e
casinò per evitare bancarotte a catena. Ma ecco che, d’improvviso,
spunta l’ennesima truffa della “salute pubblica”; uno “studio” condotto
da “dottori” locali (con l'aiuto di gang antifumo di portata nazionale
capeggiate dall'operatore farmaceutico
Stanton Glantz, chiamato a esempio dal nostro ministro della "salute") afferma
che, in soli sei mesi di divieto, il numero degli attacchi cardiaci è
diminuito di oltre il 50%!
Ogni
professionista con un minimo di rispetto di sé e del prossimo può confermare
che gli effetti della rimozione del fumo passivo (ammesso e non concesso
che ve ne siano) non sono visibili dopo solo sei mesi, e che le
condizioni fisiche per un attacco cardiaco richiedono assai più tempo
sia per materializzarsi, sia per essere eliminate. Sebbene questo
ennesimo pezzo di scienza rottame non cambierà certo le decisioni della
piccola città, ancora una volta esso conferma l’abuso della “scienza”
come attrezzo politico da parte di truffatori più o meno farmaceutici
che, invece di essere in messi galera, dettano persino legge con tanto
di cariche pubbliche. Quando ci decideremo a smetterla di farci
prendere per il naso, e di tollerare la truffa come mezzo per
raggiungere un fine politico?
AGGIORNAMENTO
FORCES CAMPANIA
STUPIDITÀ:
UNA MALATTIA DA CURARE CON L’INGEGNERIA GENETICA
(da: Mediavideo, riportata il 1 Marzo 2003) - 4 Aprile - La stupidità è una
malattia e va curata (N.d.R.: a tutti i costi). - “Non è
causata né da bassi livelli di istruzione, né dall’assenza di stimoli
nell’infanzia: si nasconde nel profilo genetico dell’uomo. Si può
sconfiggere, rimuovendo il gene responsabile. Ad auspicare l’uso
dell’ingegneria genetica per la creazione di una razza umana
dove tutti sono intelligenti è nientemeno che James
Watson, lo scienziato che assieme al collega Francis Crick, 50
anni fa’ scoprì il DNA.”
Come in tutte le
notizie, c’è un aspetto sinistro e uno spiritoso. Quello sinistro è di
chiara ispirazione eugenetica; quello spiritoso (ma non del tutto)
stimola una considerazione: quando il gene della stupidità sarà
rimosso, potremo senz’altro contare sulla fine delle campagne
antifumo e ambientaliste!...
Elementare,
Watson!
--
Presto, dov’è la siringa?!
(Clicca qui per accedere direttamente alla pagina delle news,
con molte altre notizie!)
IL TEOREMA DELL'ASSURDO
LA
PHILIP MORRIS A RISCHIO FALLIMENTO (ma stanno arrivando gli antifumo a
salvarla...) - 2
Aprile -
La
multinazionale americana comincia a sentire il grave peso di una
devastante politica perdente e distruttiva verso se stessa e verso i suoi
clienti, dei quali permette e addirittura sostiene la
demonizzazione e la persecuzione. Per anni la PM ha implementato una
scellerata politica di cedimento e di ammissione di “colpe”, arretrando
in ogni occasione e cedendo di fronte alle più assurde truffe scientifiche e alle
pretese delle gang antifumo internazionali. La teoria folle (sebbene non
ufficiale) di questa enorme ditta è che...
(continua
all'interno)
COMUNICATI ADUC

RISTORANTI
RISERVATI AI FUMATORI? PERCHE' NO?
- 2 Aprile -
Apprezziamo
sinceramente lo spirito di questo comunicato – sebbene l'agenda non sia
quella di rispettare le libertà di tutti, ma di "punire" chi è messo
all'indice dalle campagne di "sensibilizzazione" -- leggi: diffondere
disinformazione scientifica a scopi farmaceutici e di ingegneria
sociale con propaganda affinché sia "dato per acquisito dai più che il
fumo faccia male alla salute", fatto forse vero ma la cui
quantificazione è impossibile. Bah, che importa, ciò che conta è
credere, obbedire e combattere – anche se è per questa ragione che
appelli alla civiltà come questo dell'ADUC devono cadere in
orecchie sorde.

I SOLDI DELLO STATO CONTRO LA DROGA, O PER GARANTIRE LA CONTINUITA'
DELL'ATTUALE MERCATO? -
2 Aprile - Un
interessante punto dell’ADUC sulle droghe. Possiamo solo aggiungere
questo: all'eroinomane si dà la pacca sulla spalla, implicando che la
dipendenza non esiste quando c'è abbastanza volontà per sconfiggerla. Invece al fumatore di sigarette si dice che è un drogato, si
allude a terapie coatte, si spingono prodotti di
cessazione farmaceutici a spron battuto e si dice che devono essere
passati dalla mutua, mentre il fumo passivo e attivo della marijuana è
OK (addirittura terapeutico?) ma quello del tabacco "uccide a contatto"
e riempie di cancri. Tutto ciò è ovviamente e pateticamente illogico. Ma
se la logica fosse applicata alla politica avremmo uno stato onesto,
mentre se fosse applicata alla scienza, allora non ci sarebbe la scienza
rottame e si vivrebbe assai più in pace e in libertà.
COMINCIA IL
PROIBIZIONISMO A NEW YORK
– 2 Aprile - Pesce d’Aprile puzzolente per i newyorkesi. Dal primo del mese è
cominciato il divieto di fumo nei locali pubblici, con qualche
estensione anche a quello sull’alcol. Il divieto si estende anche ai
club privati (alla faccia del rispetto per la proprietà privata), e a
certi luoghi all’aperto come parchi (alla faccia dei dichiarati
pericoli del fumo passivo, e dei tubi di scappamento di sette milioni di
veicoli). La vastità di tali misure (echeggiate ai telegiornali nostrani
e pure dall’ahinoi ministro della “salute” Sirchia) indica anche ai meno
intelligenti che il dito dell’argomento “salute pubblica” sta diventando
sempre più sottile, mentre dietro di esso compare sempre più chiaramente
la sinistra immagine del puritanesimo e del proibizionismo, preparando
lo stesso scenario del Primo Proibizionismo. Anche se la truffa del fumo
passivo non fosse tale, infatti, perché proibire il fumo all’aperto, se
non per ragioni moraliste?
Ma, a correzione dell’implicazione della
notizia da parte dei media, il provvedimento fascista è limitato alla
città di New York, e non si estende alla nazione (come invece
abbiamo sentito nei notiziari, che affermavano che “negli Stati
Uniti…”), se non in qualche contea della California. Addirittura,
essendo gli USA una federazione, non esiste un divieto nazionale; ma,
naturalmente, bisogna preparare l’opinione pubblica italiana ad
accettare il divieto nazionale in arrivo l’anno prossimo, facendo vedere
che anche nei “Paesi più avanzati” il fascismo salutista è cosa buona e
giusta, mentre fumare (dopo che si pagano miliardi allo stato) è
immorale e “assassino”. D’altra parte, importare tutto dall’estero è
sempre stata una conseguenza del complesso d’inferiorità culturale
italiano – sia che si tratti di buone idee, o di spazzatura. Il lato
positivo è che una forte resistenza si sta sviluppando nella Grande
Mela, volta allo smantellamento del divieto e delle agende farmaceutiche
che lo finanziano; ma questo, naturalmente, i media nostrani non lo
riportano.
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COPPA SCIENZA ROTTAME
>>> … E IL VINCITORE 2002 È… <<<
2 Aprile -
Anche se con un po’ di ritardo, il
Comitato Scientifico internazionale di FORCES, composto da nove
membri, ha scelto il vincitore della Coppa Scienza Rottame 2002. La
vincitrice del triste premio è ancora una un’entità americana – ed
anche di alto lignaggio: nientemeno che il Massachusets Institute
of Technology! Lo “studio” vincente è...
(clicca qui!) |
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