La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106

La libertà muore dove il proibizionismo nasce

 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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Questi manifesti nazisti della campagna tedesca (1937-1944) antifumo, antialcol e per il controllo dell'alimentazione si spiegano da se.
E' meglio vedere oltre la cortina fumogena.
Il dovere di ognuno di noi è chiaro.

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Intervista con Steven Milloy, il re della scienza rottame

3 Febbraio - Tutte le bufale dei salutisti - Il direttore degli studi sulle politiche scientifiche del National Environmental Policy Institute concede un'intervista esclusiva a L'indipendente, e spiega come non bisogna credere - o perlomeno essere estremamente diffidenti - degli allarmismi su tutto (fumo passivo incluso) perché basati su tendenziosa statistica che, sebbene un attrezzo della scienza, non è scienza in se stessa, e le statistiche non costituiscono MAI prova scientifica - che è invece la balla che ci viene propinata ogni giorno. Autore del libro Scienza Senza Senso (pubblicato in italiano da Stampa Alternativa con prefazione di Antonio Martino) e di numerose altre pubblicazioni che spiegano in dettaglio per la persona comune le truffe e le distorsioni statistiche, il dott. Milloy conclude così la sua intervista a L'indipendente: "Bisogna sfidare i media. Bisogna sfidare le istituzioni statali. Bisogna sfidarle sia nella legislazione, sia nei tribunali. La scienza rottame deve essere esposta al ridicolo che si merita. Ciò a sua volta smaschererà i ficcanaso statali ed anche quello che veramente vogliono gli 'attivisti': comandarci a bacchetta su come condurre le nostre vite." Parole sante!


3 Febbraio - Nuove segnalazioni per la città di Milano - Un altro ristorante a Milano e un avvertimento su uno già nella lista. Continuate a segnalarci ristoranti, bar, pub ed altri locali che sono amici dei fumatori, e a confermare con visite la reale esistenza di locali per fumatori.  Scrivete a:

fumapure@forcesitaly.org

QUOD ERAT DEMONSTRANDUM

La Repubblica: Mazzette in ospedale e dossier su Sirchia
Corriere della Sera: Azienda USA di farmaci: soldi a Sirchia

2 Febbraio - Proprio ieri sera (ma in data odierna) avevamo pubblicato l'editoriale di Gian Turci qui sotto a destra. Esso concerne la vergognosa influenza di certe multinazionali farmaceutiche nella propaganda antifumo a scopo di vendita di placebo di cessazione da fumo. Avremmo dovuto aggiungere le industrie periferiche. Ieri non avevamo idea delle notizie che sarebbero emerse oggi. Naturalmente c'è chi "cade dalle nuvole" - come cade dalle nuvole circa le truffe metodologiche e falsa rappresentazione dell'evidenza citate anche nella colonna di sinistra sotto.

La cosa triste è che questi scandali e investigazioni sulle connivenze e finiscono sempre per essere insabbiate, almeno dal punto di vista delle notizie al pubblico. E' più facile dire che le cose sporche le fanno le multinazionali del tabacco, smascherate grazie all'esposizione di documenti interni da parte dei paladini della salute. Ma si ignora che troppi "paladini" anche di alto rango e sedicenti "luminari" hanno le mani sporche con certe multinazionali del farmaco, che controllano anche le pubblicazioni scientifiche. Sono anni che ripetiamo che gli antifumo sono coinvolti coi farmaceutici e che hanno una motivazione ben chiara e che non ha nulla a che vedere con la salute per truffare i popoli col fumo. Ne abbiamo anche fornito abbondanti prove. Ma si fa finta di niente perché bisogna dare addosso alle sigarette e ai fumatori, come da agenda internazionale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, partner ufficiale dei colossi farmaceutici. E' più facile dire che "il fumo uccide" e che il fumatore è un assassino, così lui corre in farmacia a soddisfare le agende economiche delle connivenze mentre, come un babbeo, ha vergogna di fumare in pubblico ed implora un sottoscala.

Quante volte bisogna mettere la faccia nel letame per ammettere che puzza? Svegliamoci!


THE EVIDENCE

2 Febbraio -
La lunga lista degli errori metodologici della scienza rottame sul fumo passivo -
Per fortuna, la nozione che gli studi sul fumo passivo sono spazzatura statistica (e per di più le istituzioni sanitarie ci danno falsa rappresentazione di tale spazzatura) si sta diffondendo rapidamente. Molti però ci hanno chiesto un elenco completo delle ragioni di tale affermazione in modo che siano accessibili alla persona comune. Ecco la lista all'interno.

Il ministro della “salute” afferma che “il fumo è indifendibile”. Si sbaglia: il fumo è perfettamente difendibile perché tutti gli allarmi sul fumo passivo non hanno basi scientifiche e quelli sul fumo attivo sono enormi esagerazioni e basati ampiamente su fattori non misurabili. Ma mettiamo per un momento da parte il fumo attivo e parliamo del fumo passivo, sui “pericoli” del quale si basa la “legge a tutela dei non fumatori” – una tutela che non ha ragione di esistere perché i pericoli del fumo passivo non sono mai stati dimostrati né statisticamente, né scientificamente. Invece,  truffare il pubblico e la rappresentazione falsamente l’evidenza sono veramente indifendibili e, nel caso del fumo passivo, esse sono anche facilmente dimostrabili.

La retorica e la posizione di Sirchia è quindi l’unica cosa indifendibile rispetto alla inconfutabile realtà dei fatti. Ignorare chi denuncia l’imbroglio o ricorrere alla calunnia/diffamazione diretta o indiretta dei denuncianti si rivelerà uno sforzo inutile perché - anche se oggi sembra difficile da credere - la verità è invincibile.

EDITORIALE - Gian Turci

2 Febbraio - Schizofrenia di Stato - Questa settimana il nostro presidente Gian Turci scrive su due differenti argomenti nello stesso articolo. Il primo concerne le conflittuali dichiarazioni di due alte cariche dello Stato, una delle quali chiede agli italiani di consumare meno farmaci e l'altra di consumarne di più. Si esplora anche il fenomeno che le politiche sanitarie permettono ai tre giganti farmaceutici di vendere dei placebo indisturbati mentre si trascurano altre case della stessa industria. Il fenomeno poi si combina alla fortuita coincidenza che gli stessi apparentemente favoriti giganti che producono i placebo di cessazione da fumo (ed a cui sono permesse incessanti campagne pubblicitarie) sono proprio gli stessi che sono anche partner ufficiali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. La coincidenza diventa ancora più fortuita quando si osserva che la stessa politica è adottata da sempre più governi.

La parte finale dell'articolo invece consiste in un invito al Ministro della Salute. Visto che in un'intervista al Corriere della Sera egli si dichiara disposto a dibattere l'argomento fumo, il nostro presidente lo invita ufficialmente ad un dibattito pubblico concernente la base scientifica delle sue affermazioni sul fumo passivo. Non che ci aspettiamo veramente una risposta, visto che oggi è il 1114° giorno che ne aspettiamo una ad una nostra richiesta ufficiale sullo stesso argomento. E' meglio ignorare le "scacchiere [di] associazioni strane e le serie di personaggi" e fare i bulli con chi ha le mani legate dietro la schiena ed un tappo in bocca - come le multinazionali del tabacco, legalmente obbligate a tacere per essere state forzate a firmare il famigerato MSA nel '98, come spiega il nostro presidente.


LA POSTA DI FORCES

2 Febbraio - Libertà di fumare negata da una legge proibizionista! Vergogna! - Non lasciatevi ingannare dal titolo perché questa è una lunga (e professionale) lettera scritta da un ingannevole antifumo al nostro presidente. In essa, vediamo il completo menù di lamenti dall'asmatico di turno che fa finta dapprima di essere dalla nostra parte per poi colpire con la solita colpa e accuse. Il presidente risponde che anche lui è un allergico con una lunga lettera con finale a sorpresa, nella quale spiega in prima persona cosa significa avere una vera allergia, ma anche cosa significhi essere dei veri adulti senza soffrire di recessione fetale.


ANNUNCIO DI UTILITA' SOCIALE

2 Febbraio - Manifestazione di protesta a Padova contro il caro pedaggio dell'autostrada e contro le ingiustizie subite dalla categoria degli automobilisti - In questi tempi di isterismi e punizioni, di caccia alle streghe e di additamento di "pericoli pubblici", la categoria degli automobilisti è sempre stata un bersaglio colpito a ripetizione. Essi, come i fumatori, sono vittime di ministri maniaci e sono chiamati assassini, inquinatori, untori, invasori, e così via - con tanto di cartelloni intimidatori dappertutto, segno di una mentalità medievale e totalitaria. Nel frattempo pagano, pagano, pagano - in cambio di divieti, multe, restrizioni, disprezzo; e ciò che non è vietato è obbligatorio. Anche qui è tempo di fare qualcosa, di lottare, di ribellarsi e di cambiare con la forza ciò che è ormai inutile tentare di cambiare con la ragione.

Il gruppo AUA (Associazione Utenti Auto) sta cercando di fare qualcosa con una manifestazione che si terrà a Padova Sabato prossimo. Scarica qui il volantino. Se sei in zona, partecipa. Perché - come per il divieto di fumo - lamentarsi ma essere indifferenti e rassegnati non serve a nulla: per spezzare la schiena dei prepotenti ci vuole l'azione.


EDITORIALE

31 Gennaio - Siamo d’accordo: la vera battaglia è nella testa della gente – Siamo collegati a questo articolo che parla dei Codacons e delle loro ultime attività concernenti l’indottrinamento degli “Smokebusters”, gente che dovrebbe andare in giro a riportare alle autorità i fumatori che fumano dove è vietato (cioè dappertutto se non in strada) e, nello stesso tempo, disturbarli e convincerli a smettere di fumare tramite intimidazione ed informazione falsa.

E’ interessante che, nonostante l’evidente estremismo, il Ministro della “salute” che continua ad insistere che non intende perseguitare i fumatori non rilasci un comunicato di condanna per l'attività di gente che crede nell’intimidazione. Ciò, per l’osservatore attento, dovrebbe essere molto significativo sulle vere intenzioni del Ministero.

Ad ogni modo, c'è una parte dell’articolo dove non possiamo che essere d’accordo con i Codacons, ed è la frase che lo chiude: la vera battaglia è nella testa della gente. Infatti, esistono due fronti sui quali bisogna combattere. Il primo è quello dell’escalation; oggi si è arrivati al punto che è spesso inutile cercare di arguire a favore di moderazione e di buon senso. Quando infatti si arriva al punto che una pubblicazione accetta di riportare senza critica l’istituzione di squadre come gli “Smokebusters”, è chiaro che le campagne di odio ed intolleranza hanno portato almeno una parte della società ad un livello simile a quello a cui fu portata la società tedesca 70 anni fa.

La risposta a questa forma di terrorismo deve essere energica e decisa – per esempio con la costituzione di addestrati “Antismokebusters” che, armati di codice e di avvocati da una parte e di informazione dall’altra, attivamente neutralizzino l'azione di questa gente. Bisogna trarre poco conforto dal fatto che la prima giornata nazionale degli “acchiappa-fumatori” sia stata un fallimento, perché ci proveranno tante volte quanto necessario per avere successo. Ciò che invece deve motivarci  è l’aggettivo “auspicabile” usato dall’articolista - motivarci cioè per ottenere il risultato opposto.

Dall’altra parte è necessaria una forte campagna educativa per entrare nella testa della gente, e far capire le inversioni morali, etiche e metodologiche usate contro il fumo di cui spesso si fanno foriere le più alte autorità dello Stato.

Sorprendentemente bisogna far capire alla gente una realtà elementare: chi porta avanti una truffa è un criminale, e se l'inghippo viene dalle alte sfere ciò significa solo che abbiamo un serio problema istituzionale che deve essere sradicato costi quel che costi. Bisogna far capire alla gente che una frode spacciata come una missione per il bene del prossimo è sempre una frode; chi la implementa è dunque un delinquente. Non è un concetto ostico, ma  è comprensibile che sia difficile da accettare.

E’ incontrovertibile che i pericoli del fumo passivo siano una falsa rappresentazione dell’evidenza da parte dell’establishment antifumo. Questo messaggio deve essere costantemente e capillarmente portato avanti non solo dalla nostra organizzazione, ma anche e specialmente da chi ci legge e ci segue. Si tratta di un'importante funzione, perché su questa truffa si basa il senso di colpa del fumatore disinformato, indotto a non reagire quando il suo diritto di fumare viene represso. L’informazione sulla truffa lo indurrà a non sottostare al sopruso e a diventare attivo.

Analogamente, bisogna diffondere il messaggio che anche ciò che si dice sul fumo attivo è un'esagerazione, ed anche ciò è facilmente dimostrabile. Una delle azioni importanti è continuamente sfidare gli antifumo (siano essi figure pubbliche o qualsiasi babbeo che ti recita di smettere) a dimostrare scientificamente le sue affermazioni - non solo citando il santone antifumo di turno ma la scienza di base. Questo è il punto debole degli antifumo su cui bisogna battere, perché la loro potenza e i loro frequenti farmaceutici diventano inutili. Non è un caso che, quando invitati a dibattiti pubblici, essi declinino sempre; sanno benissimo che la loro truffa sarebbe smascherata.

Due sono i fronti di lotta quindi:

  • Alzare la posta e chiamare i bluff  per arginare la soppressione degli stili di vita che danno gioia e piacere.

  • Sistematica educazione per far capire che la “scienza” dietro cui si mascherano le campagne salutiste o non esiste, o è scienza rottame che non vale la carta su cui è scritta e che viene falsamente rappresentata come scienza vera da autorevoli mascalzoni che rifiutano sistematicamente ogni confronto scientifico.

La vera battaglia è nella testa della gente, parole sante! Mettiamoci al lavoro, dunque!



CONTRIBUTI DEI LETTORI

31 Gennaio - Dobbiamo crescere rapidamente ed essere uniti - Il lettore Agostino, di cui avevamo pubblicato la lettera nella posta, ci manda questo bell'articolo che pubblichiamo senza commenti perché non ne ha bisogno. Il messaggio è completo.


MALEDETTI CICCIONI PARASSITI SOCIALI

31 Gennaio - I lavoratori sovrappeso potrebbero perdere l'impiego - Il 26 scorso avevamo riportato che una ditta del Michigan aveva licenziato i lavoratori che fumavano a casa loro perché si erano giustamente rifiutati di orinare nella provetta per vedere se fumavano o no. Oggi aggiungiamo che tale abuso ha scatenato negli USA una notevole reazione contraria e sta aprendo gli occhi di molti sui veri fini del nazionalsalutismo. L'articolo a cui siamo collegati apre un nuovo capitolo di un futuro tanto prossimo quanto reale, e che fa sembrare Orwell un ottimista. Il titolo già dice tutto: gli impiegati soprappeso potrebbero perdere il lavoro.

Leggendo l'articolo ci si rende anche conto dell'opportunistica perversione della nozione di scelta spinta da questa mentalità capovolta. Il boss della ditta che ha licenziato i fumatori afferma: "Se non vuoi sottoporti al test, te ne puoi andare. Io non sto controllando le loro vite; loro hanno una scelta: quella di lavorare qui o no";   dopo l'insulto ecco la beffa. Anche in Italia i fumatori sono "liberi" di fumare nei bar; i gestori, da canto loro, sono "liberi" di lasciarli fumare: basta che i primi paghino la multa e i secondi accettino di farsi chiudere il locale! E chi l'ha detto che non esiste più scelta - giusto, Sirchia?... Forse la ciance che sentiamo dalla propaganda antifumo potrebbero essere più tollerabili se non insultasse pure l'intelligenza della gente.

Ma torniamo all'articolo. Ora il boss di quella ditta sta attaccando i lavoratori ciccioni, imponendo loro di partecipare a classi condotte da un "esperto" sull'alimentazione. Perché non licenzia anche loro? Perché, in quello stato americano, i ciccioni sono stati lungimiranti abbastanza, ed hanno ottenuto che una legge che li proteggesse dal licenziamento perché ciccioni! Si è arrivati al punto che leggi devono essere implementate a tutela del diritto di fumare e di mangiare. Se una legge simile fosse stata fatta anche per i fumatori italiani non ci sarebbe ora bisogno di combattere divieti... ma ciò non cambia che la situazione sta diventando allucinante. Ovviamente, non ci si rende ancora pienamente conto dell'insanità mentale in nome della "salute". Ragazzi, svegliamoci e liberiamoci degli incantatori di serpenti.


SCIENZA ROTTAME E TRUFFA SU FUMO PASSIVO

31 Gennaio - Attenzione all'ultimo pezzo di scienza rottame sul fumo passivo! - Se non l'avete ancora sentito, lo sentirete presto: ecco nuovissima scienza rottame sul fumo passivo: lo studio (Environmental tobacco smoke and risk of respiratory cancer and chronic obstructive pulmonary disease in former smokers and never smokers in the EPIC prospective study), pubblicato tre giorni fa dal British Medical Journal, che sarà senz'altro rappresentato come ennesima prova sulla nocività del fumo passivo.

Per divertirci un po', presentiamo anche noi nel modo in cui sarà presentato da media pappagalli:

"Uno studio basato su mezzo milione di persone ha stabilito conclusivamente la cancerogenicità del fumo passivo, con particolare enfasi su ex-fumatori, che sono specialmente  a rischio, e sui bambini, anch'essi acutamente a rischio di cancro dalle contaminazioni dei fumatori."

Che dite, ce la caviamo bene?...

Ora vediamo come stanno veramente le cose. Basta una rapida occhiata allo studio per rendersi conto che:

  • Lo studio parla di una coorte di 500.000 persone, ma in realtà i casi sono 97+20+14=131 - quindi in realtà si tratta di uno studio di dimensioni modeste. La coorte è la popolazione di base esistente nel territorio. Si potrebbe anche dire che lo studio è basato su una coorte di 6,5 miliardi di persone, che è la popolazione del mondo, perché no? E' legittimo - tanto tutto fa brodo per effetto, oggigiorno. Ma in realtà si tratta di un imbroglio che gioca sulla percezione.
  • Secondo, lo studio è del solito tipo basato su interviste col "mi ricordo che...", quindi la sua metodologia non ha alcun valore scientifico.
  • Si scopre l'acqua calda affermando che il rischio è costantemente più alto per ex-fumatori che per non fumatori perché all'effetto fumo passivo si accumula, almeno teoricamente, il presunto effetto del fumo attivo.
  • L'elevazione di rischio generale dello studio è del 30%, quindi assai al disotto del 200-300% di incremento considerato necessario dall'epidemiologia per stabilire che il fattore esaminato (fumo passivo) sia veramente responsabile dell'elevazione di rischio.
  • L'intervallo di confidenza per tutte le malattie respiratorie varia da 0,87 a 1,95 - quindi a cavallo dell'uno. Ciò significa che lo studio fa vedere che il fumo passivo fa allo stesso tempo bene e male, cioè non ha significato statistico.
  • Solo per l'area concernente i bambini l'intervallo di confidenza è interamente sopra all'uno, andando da 1,19 a 11,11. La grande variazione però indica un enorme margine di errore in aggiunta alla metodologia da "Amarcord" usata per la raccolta dati. E anche interessante notare che lo studio della OMS/IARC (Boffetta et al, 1998), nella 

stessa area dell'esposizione dei bambini al fumo passivo, ha prodotto risultati diametralmente opposti. Come la mettiamo, ragazzi?...  
  • L'esposizione (talvolta e di rado) è stata parzialmente confermata dalla misurazione fisica di cotinina. A parte il fatto che lo studio stesso dice che "La presenza di cotinina non è associata al rischio di malattie respiratorie o di cancro polmonare", c'è un tanto grosso quanto comune inghippo sulla storia della cotinina, descritto sotto.
  • Questo e numerosi altri studi coinvolgono la misurazione della cotinina come se si parlasse di una misurazione affidabile di esposizione al fumo passivo. Quello che è taciuto a scopo di inganno è che la misura della cotinina può dare un'idea dell’esposizione negli ultimi (massimo) 3-4 giorni antecedenti alla misurazione, mentre il problema è di misurare l’esposizione al fumo durante una vita intera o comunque durante moltissimi anni! Che facciamo, prendiamo campioni di urina ogni 3-4 giorni per 10-20 anni?... In sostanza, è come dire: "Vediamo cosa hai mangiato negli ultimi 3-4 giorni, e da questo dedurremo cosa hai mangiato in tutta la tua vita! Avrebbe senso?... certo che non lo avrebbe. La misurazione della cotinina quindi c’entra letteralmente come i cavoli a merenda, ed è solo un'altra dimostrazione dell'irresponsabile uso di spazzatura scientifica per creare una mentalità antifumo che giova alle agende farmaceutiche.

Qualsiasi persona che abbia una modesta comprensione scientifica capisce che i valori della coorte e della cotinina sono li solo per far colpo e imbrogliare l'ignaro. Si noti infine che l'autore è P. Veneis, un italiano che ha collaborato con la OMS/IARC, quindi dovrebbe essere credibile... figuriamoci gli altri!

Questo studio - come tutti gli studi sul fumo passivo - non sa cosa ha misurato se non  - forse - vaghi ricordi. Evidentemente si tratta dell'ennesimo studio costruito ad hoc per giustificare l'intolleranza di ex-fumatore e dei genitori di giovani fumatori - come la conclusione stessa dello studio suggerisce.


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