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LE NEWS Aggiornamento 14 Febbraio 2003 SPINELLO DI GRUPPO, SI DALLA CASSAZIONE (Televideo 7 Febbraio 2003)
Firenze ha tenuto a battesimo l’ennesima burocrazia parassitaria sotto il nome rassicurante istituzionale di Commissione sul Cibo, diretta dalla scienziata indiana politicamente correttissima Vandana Shiva, nota per il suo impegno (che altri definirebbero civile) profuso a 360 gradi di disinformazione scientifica, di terrorismo contro gli OGM e di paura da istigare nei confronti dell’opinione pubblica, privo di qualsiasi fondamento logico ed empirico; insomma, in due parole: junk science o scienza rottame, per usare un’espressione cara all’analista americano Milloy. Inoltre va ricordato che la stessa studiosa indiana si sia in passato segnalata come strenua sostenitrice dei diritti civili dei popoli oppressi dalla politica colonialista e repressiva condotta cinicamente dalle temibili multinazionali del biotec. Niente di nuovo dunque dal fronte terzomondista, e dall’oscurantismo spacciato per scienza. La commissione, inoltre, ha stilato una delirante dichiarazione sui cosiddetti diritti globali sul cibo, un manifesto che indica in soli dieci punti standard di qualità del cibo e un’equa (ma per chi, forse per la Shiva?) distribuzione dello stesso. Nel programma della commissione è compresa anche una forsennata campagna internazionale contro ogni forma di manipolazione genetica sui prodotti vegetali, per evitare che le popolazioni africane e/o asiatiche denutrite possano provvedere senza inutili paternalismi al proprio sostentamento alimentare quotidiano. La notizia, purtroppo, si commenta da se. QUANDO IL MERCATO E’ FUORILEGGE (Media video 28 Gennaio 2003) - Free shop della droga a Palermo. Sette arresti, pusher in case ed auto.
Aggiornamento 6 Febbraio CURIOSITA’ - 6 Febbraio 2003 - Quando il Sud è più secessionista e liberista del Nord (Tratto dal quotidiano Ausonia, giornalista Francesco Monanino). LA PADANIA? VIENE DOPO LA COCA-COLA; La singolare iniziativa di un imprenditore irpino. Lo sapevate che prima ancora della dichiarazione d’indipendenza della Padaria, era stata proclamata la nascita della repubblica indipendente di Coca-Cola? Quella che potrebbe sembrare una battuta scherzosa è realtà. Artefice di quello che voleva essere soltanto una provocazione per promuovere la propria attività commerciale, è Giuseppe Lo Pilato, che mai avrebbe immaginato tanto scalpore. Una vicenda che parte del 1994, quando Lo Pilato, di professione operatore agrituristico a Mirabella - Clano (provincia di Avellino) manda una missiva all’ex capo dello stato Oscar Luigi Scalfaro, in cui dichiara l’indipendenza dallo stato italiano della sua proprietà. Le ragioni di tale gesto sono da trovarsi nella vessatorietà notoria dello stato italiano, pronto e rapace come non mai quando si tratta di riscuotere e di limitare la libertà dei propri cittadini, ed assente in maniera vergognosa quando poi si tratta di riconoscere e fornire loro diritti e servizi irrinunciabili. “Lo stato italiano non mi da nulla? Ed io non pago più le tasse”, questa la perentoria risposta di Lo Pilato sul perché della nascita di quello che doveva essere il più piccolo stato del mondo: 2.000 metri quadrati di territorio, 4 abitanti, ovvero la sua famiglia e un cameriere marocchino, ospite straniero, con il bando di ogni forma di violenza. Una questione salita ben presto agli onori della cronaca, come testimoniano i numerosi articoli di giornale che Lo Pilato custodisce gelosamente e ci fa passare in rassegna, ed anche la partecipazione alla trasmissione “I fatti vostri” di Rai Due (…) Tanto temuta fu questa iniziativa che in quei lontani giorni, Lo Pilato si trovò fuori del portone di casa molte volanti dei carabinieri che addirittura volevano ritirargli la licenza. Il comune di Mirabella – Clano gli rifiutò dei finanziamenti, e la propria famiglia subì altre pressioni di vario genere, allo scopo di farlo desistere. Vai poi a spiegare che quella voleva solo e soltanto essere una piccola provocazione, senza connotazioni politiche, in cui l’utilizzo del nome Caca-Cola serviva soltanto per dare un carattere di internazionalità al proprio locale, dove fra l’altro è possibile gustare ottime pietanze, ma purtroppo per lui, quelli erano gli anni della Santa Inquisizione. Se infatti osavi soltanto parlare di federalismo e di lottare per rivendicare i diritti che ti spettano, immediatamente scattano dei meccanismi che ti intimoriscono. Sei trattato alla stregua dei peggiori criminali, proprio perché se sei meridionale e ti ribelli ad una situazione insostenibile, questo stato di matrice savoiarda e di ispirazione giacobina tende a sopprimere ogni aspirazione di dignità. “Meglio una vera repubblica fondata sulle bollicine, che una falsa fondata sul lavoro”, con questa battuta Lo Pilato chiude quest’insolito album dei ricordi, con una piccola nota di amarezza. Articolo segnalato da Andrea Casiere. |