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Aggiornamento 23 Novembre 2004

Il caffè fa bene alla linea - Il mondo della scienza conferma: il caffè (sia normale che decaffeinato), se assunto nella abituali dosi di consumo (fino a 5 tazzine di espresso al giorno), fa bene alla linea.
La nera bevanda è infatti classificata come “no nutritive dietary component”: detto in termini più chiari, la classica tazzina, senza aggiunta di latte o zucchero, non supera le due calorie e ci fornisce un apporto consistente di potassio, nonché di alcune vitamine importanti, quali ad esempio, la niacina. Questa notizia assume una rilevanza ancor maggiore a fronte del grido d’allarme lanciato ultimamente dal Ministero della Salute sulle cattive abitudini alimentari della popolazione italiana, come pure della campagna di sensibilizzazione promossa dall’ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), con l’ormai celebre progetto “Obesity Day”. Studi recenti hanno inoltre dimostrato che il caffè protegge le lipoproteine a bassa densità (LDL) dall’ossidazione, prevenendo, dunque, una reazione che è alla base del processo di arteriosclerosi. Gli esperti convengono poi sul fatto che il verde chicco può avere riflessi assai positivi sul controllo del peso corporeo, sia in presenza di un regime normocalorico, che di uno ipocalorico, accelerando il metabolismo basale. Esso aumenta infatti la termogenesi e, di conseguenza, favorisce la dispersione dell’energia introdotta tramite i cibi. Va infine ricordato che la caffeina ha effetti anche sulla glicolisi, rendendo molto veloce il processo di riutilizzo ai fini dell’attività fisica. - (Fonte: italiasalute.it)
 
INFO

Un po’ di chimica - Il principale componente del caffè è la caffeina, una trimetilxantina derivata dalla purina, come la teofillina e la teobromina, con le quali ha in comune azioni farmacologiche. Laxantina è invece una diossipurina strutturalmente analoga all’acido urico. Il contenuto di caffeina varia a seconda del metodo di preparazione. Con gli apparecchi domestici il volume del liquido aumenta aggirandosi sui 35-50 ml e la quantità di caffeina si aggira fra i 56,4-121 mg. Nel caffè espresso del bar, invece, la quantità di caffeina si aggira fra i 55.1-110,6 mg. La trigonellina segue un andamento diverso, spostandosi da 20-49 mg a 17-40 mg. - (da Eurocoffee n.10 – 03)
 

NEWS sul caffé

Clamoroso: "il caffé ha effetti nocivi sul lavoro di gruppo, soprattutto negli uomini" - Uno studio sponsorizzato dall'Economic and Social Research Council, l'organo che si occupa di monitorare le abitudini dei lavoratori, la qualità della loro vita e il loro rendimento sul lavoro, ha valutato gli effetti della caffeina nei confronti dello stress. Condotto dal prof. Peter Rogers e dal dott. Lindsay dell'Università di Bristol, lo studio ha dimostrato che l'assunzione di caffeina (soprattutto da parte dei maschi), lungi dall'attenuare la sensazione di oppressione tipica dello stress, può addirittura peggiorarla senza migliorare la prestazione lavorativa. Che il caffé aumenti l'eccitabilità, il battito cardiaco e l'ansia, è cosa nota. Al contempo ne sono noti gli effetti positivi: il caffé è anti-astenico, migliora la prontezza dei riflessi e la capacità di socializzare. Il gruppo di ricercatori di Bristol ha quindi cercato di chiarire se la caffeina apporti più benefici che effetti nocivi sul posto di lavoro. Risultato: gli effetti della caffeina sono decisamente nocivi soprattutto nei maschi, specie se il lavoro - stressante - che stanno svolgendo è di gruppo. La caffeina aiuta le prestazioni mentali solitarie, ad esempio la risoluzione di problemi aritmetici, ma peggiora la capacità di interagire produttivamente con i colleghi. Inoltre rende l'espressione del viso tesa e il suono della voce poco suadente.
Credete che vi stiamo prendendo in giro? No, è tutto vero, ci sono studi sponsorizzati e finanziati che producono simili conclusioni. Tutto drammaticamente vero. Insomma questi "scienziati" avrebbero appurato che in gruppo per migliorare la produttività il caffè andrebbe abolito, mentre se vorrete risolvere con maggior profitto le vostre parole crociate in solitario una bella tazza di caffé fa al caso vostro.

23 Novembre - Leggende metropolitane sul caffè e sui suoi effetti - Il caffè fa male, anzi no fa bene alla linea. Macché, accresce lo stress, non fa bene al lavoro di gruppo, ma tuttavia permette una crescita del livello di attenzione, aiuta a risolvere i problemi logici.

Quante volte vi siete imbattuti in titoli del genere? Negli ultimi anni si sono moltiplicati studi e analisi di esperti e nutrizionisti sulle qualità della bevanda più famosa nel mondo, eppure sono così contradditori tra loro e non fanno altro che confermare i dubbi sull’autenticità e la fondatezza dei risultati ai quali giungono.  Si tratta evidentemente di studi lacunosi, parziali, che hanno una valenza pressoché insignificante.

E’ di questi giorni una notizia che farà perdere ai detrattori della bevanda nera un ulteriore argomento di sostegno alle proprie testi: quello secondo il quale il caffè sarebbe dannoso per il fegato, smentendo un pregiudizio diffuso ancora tra gli stessi medici. Sino ad oggi la tazzina era la prima esclusa nei casi di disturbi epatici, anche se lievi. Secondo uno studio dell’Istituto Nazionale della Nutrizione, tuttavia, non soltanto l’aromatico infuso non è dannoso in presenza di queste patologie, ma anzi esso risulta addirittura utile, se assunto in dosaggi ragionevoli (come ogni cosa, del resto), per difendere dalla cirrosi e dai calcoli alla cistifellea. 

Amleto D’Amicis, Direttore dell’Unità di documentazione e informazione nutrizionale, che ha curato il lavoro, ha affermato che nei consumatori abituali di caffè si è riscontrata una disunita attività enzimatica: “la ricerca è stata effettuata con caffeine derivate da fonti diverse, ma si è provato che quella del caffè ha questa proprietà protettrice”.

Sul Messaggero, tuttavia, si è messi in guardia dall’abuso di caffè, soprattutto per chi soffre di mal di testa ricorrenti, ansia e depressione: troppe tappe al bar potrebbero rivelarsi pericolose. Ma qual è, secondo l’autore di questa raccomandazione – Francesco di Sabato, responsabile del centro cefalee del Policlinico Umberto I di Roma – la soglia oltre la quale, in determinati soggetti a rischio, l’assunzione smodata di caffè può trasformarsi in una specie di “doping”? Più di otto tazzine al giorno! Ci verrebbe da dire “grazie tante”. Se mangio un chilo di fagioli, una insalatiera intera di verdure, una dozzina di barrette di cioccolato, molto probabilmente avrò conseguenze spiacevoli e pericolose quanto e ancor più gravose di quelle prospettate nel caso sopra citato. Ma è evidente che tutti questi studi e raccomandazioni prendono spunto da banalizzazioni di problemi che di fatto non esistono.

Gli abusi non hanno mai fatto bene a nessuno, questo è un dato di fatto. Ma allora dov’è la notizia? - Paolo Carotenuto

23 Novembre - Overdose di proibizioni - L'Opinione del 29 ottobre 2004 - Mentre ci prepariamo a un’overdose di retorica sull’Europa, che è unita e grande e buona, parliamo metaforicamente di altre overdosi su cui l’Europa continua a presentarsi impreparata. Dalla newsletter della Lega internazionale antiproibizionista, ricaviamo, in ordine sparso, i seguenti dati e fatti: secondo Joan Colom, direttore del Centro dipendenze da droga di Barcellona, su 1885 studenti dai 14 ai 18 anni, nell’ultimo mese, il 29,5% dei giovani ha fumato sigarette e il 26,8% marijuana. Secondo l’Osservatorio epidemiologico metropolitano di Bologna, in provincia i consumatori di eroina, cocaina, oppioidi o benzodiazepine sono circa 6000, mille in più rispetto all’anno scorso. Gli alcolisti sono 5.700. In Canada, quasi la metà dei tossicodipendenti spende più di 64 euro al giorno per le droghe, e compie reati per finanziare la propria dipendenza. Secondo un sondaggio di Eurobarometro per la Commissione Europea su 7.600 giovani tra 15 e 24 anni, l’80% dichiara che è facile procurarsi stupefacenti. Più divieti ci sono, più la gente sarà povera, Lao Tzu, 600 a.C.

23 Novembre - Passeggeri obesi: le compagnie aeree per l’aumento dei prezzi - Le valigie pesanti non sono le uniche cose in grado di abbassare l’altitudine degli aerei in volo costringendoli a bruciare più carburante per mantenere la quota, e quindi innalzando i costi dei voli. Un nuovo studio del governo USA rivela, infatti, che le compagnie aeree cominciano a preoccuparsi molto di più del peso dei passeggeri che vengono imbarcati sui voli. Si preannuncia un aumento delle tariffe, ma soprattutto un futuro con “tariffe a peso”. Occhio alla bilancia, dunque, prima di fare un volo… Valerio Fioravanti

23 Novembre - Meglio con il cibo che con le pillole -  di Gianna Milano - Panorama.it - I benefici degli antiossidanti vengono rimessi in discussione da una vasta ricerca: non proteggono dal cancro e talvolta... - Negli ultimi vent’anni il copione sugli antiossidanti, nome che comprende le vitamine più gettonate, la C, la E, il betacarotene (precursore della A), oltre al selenio, è stato riscritto più volte. E le conclusioni sono state talvolta a lieto fine e altre no. Un vero saliscendi. Ora una nuova indagine sembra dare un giudizio definitivo. Pubblicata su Lancet, ha preso in esame 14 studi «randomizzati» e coinvolto 170.525 persone: la conclusione cui giunge è che non solo gli integratori vitaminici non proteggono dai diversi tipi di cancro, ma sarebbero addirittura dannosi. (Clicca qui per continuare...)