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LE NEWS
Aggiornamenti 25 Novembre - 15 Dicembre 2003
SCIENZA
O DELIRIO SALUTISTA? COME FORMAGGIO E CARNE POSSONO CREARE DIPENDENZA!
-- Le ricerche scientifiche sulle dipendenze e su ciò che fa male all'uomo
si susseguono, sovrappongono e contraddicono in maniera piuttosto clamorosa,
ma non senza ingenerare confusione e in certi casi sconcerto. Una delle
ultime ricerche, pubblicata in Italia su una rivista specializzata del
settore delle industrie alimentari (Industrie alimentari, XLII ottobre),
dimostra che formaggio e carne dovrebbero essere aggiunti alla lista degli
alimenti che danno dipendenza, come il caffè, il cioccolato e lo zucchero.
Infatti, alcuni alimenti rilasciano durante la digestione componenti
narcotici simili a morfina.
Il nutrizionista, dott. Neal Barnard, ha affermato che la composizione
biologica di alcuni alimenti ha portato alcune persone ad essere dipendenti
contro la propria volontà. Per Barnard "non si tratta di ingordigia,
mancanza di volontà o gusti personali a tener legati alcuni di noi a certi
alimenti. Esiste una ragione biologica per la quale molti di noi sentono di
non poter vivere senza la propria dose quotidiana di carne, zucchero o
formaggio".
Il dott. David Cameron-Smith dell'Università Deakin di Melbourne (Australia)
ha affermato che le dipendenze alimentari sono più comunemente legate
all'alimentazione emozionale che non alla composizione biologica degli
alimenti e le persone sovrappeso o obese corrono maggiormente il rischio
della dipendenza".
Il nuovo "nemico" da combattere per il mondo scientifico si chiama
"nutrizione emozionale" e da queste prime indagini sembra proprio che ne
vedremo delle belle. Perché se è vero che il dott. Barnard ha scoperto le
proprietà che creano dipendenza dal formaggio quando i ricercatori hanno
svelato che le persone orientate ad una dieta vegetariana avevano difficoltà
nell'abbandonare il formaggio più di ogni altro alimento, il dott.
Cameron-Smith ha posto l'accento sulla necessità di controllare i desideri
alimentari "rei" di creare dipendenza da certi alimenti fondando la stessa
su una risposta emozionale. E per gli scienziati gustarsi una tavoletta di
cioccolato o una mousse di formaggio per il piacere di soddisfare un
"desiderio" è qualcosa di veramente inaccettabile.
Andando di questo passo, scopriremo tutti di essere "drogati" da qualcosa e
forse allora ci renderemo conto quanto sia importante convivere con
l'essenza della propria natura ponendo fine a questa assurda lotta contro le
"dipendenze" reali o presunte tali. --
Paolo Carotenuto per
Forces Campania
CLAMOROSO!!!!
FARE SESSO DUE VOLTE LA SETTIMANA PREVIENE RAFFREDDORE E INFLUENZA --
Ma attenzione: chi lo fa più di due volte a settimana produce la stessa
bassa quantità di Iga dei meno attivi e l’effetto "terapeutico" si annulla.
-- Incredibile scoperta dall'America! Uno studio americano rivela: far
sesso un paio di volte alla settimana previene il raffreddore. Ma
attenzione: non più di due, altrimenti l'effetto terapeutico si annulla.
Fare all'amore - si legge sul sito di informazione news2000.libero.it
-svilupperebbe un anticorpo che fortifìca il sistema immunitario e allontana
tutti i sintomi del raffreddore.
La scoperta viene da un team di
ricercatori della Wilkers University, in Pennsylvania, secondo i quali una
sana e costante attività sessuale porta un sostanziale aumento nella
produzione di immunoglohulina A (Iga), la prima difesa dell'organismo contro
l'influenza e soprattutto il raffreddore, un disturbo che colpisce il 90 per
cento della popolazione italiana.
Secondo i ricercatori, ciò
sarebbe dovuto al fatto che gli individui sessualmente attivi sono esposti a
un maggior numero di germi e, per reazione, il loro sistema immunitario
produce percentuali più elevate dell'antigene incaricato di proteggere
l'organismo delle malattie di raffreddamento.
Ma non pensate di usare questa
forma di prevenzione tutte le notti - avvertono i ricercatori Carl Charneski
e Francis Brennan - la cattiva notizia è che chi lo fa più di due volte a
settimana produce la stessa bassa quantità di Iga dei meno attivi.
I ricercatori hanno messo sotto
analsi 111 studenti (44 uomini e 67 donne) e, dopo averli classificati
secondo le loro abitudini sessuali ne hanno misurato il sistema immunitario.
“Abbiamo una concentrazione di Iga circa di un terzo maggiore nel gruppo con
attività sessuale classificata come frequente”, spiega Carnetski, “rispetto
a tutte le altre categorie, anche a quella dei pin attivi”. Ogni commento è
puramente ininfluente --
Paolo Carotenuto per
Forces Campania
Aggiornamento 25 Novembre 2003
QUANDO
GLI SMOKE-FREE HOSPITALS SONO IMMORALI - 25 Novembre -- Un
anziano fumatore incallito, semiparalizzato da un ictus e con forti dolori
alle gambe per l'ostruzione delle arterie, avrebbe bisogno di un ricovero,
anche per aggiustare il trattamento analgesico. E' al lumicino: eppure
quando sente che in ospedale non potrà fumare, rifiuta di muoversi da casa
per non rinunciare «all'ultimo piacere che mi rimane». Anche in Italia si
sta diffondendo il movimento degli ospedali senza fumo, ma per fortuna non
mancano anche chi si oppone agli "smoke free hospitals". Un medico di base
inglese scrive al British Medical Journal per sostenere che una proibizione
indiscriminata può essere, in casi particolari, immorale in quanto
imporrebbe un sacrificio anche a chi non può trarne alcun vantaggio (è il
caso di un malato terminale) costringendolo ad una scelta crudele:
rinunciare alla sigaretta o addirittura rinunciare alle cure. In poche
parole, che fine fa il diritto all'assistenza e l'obiettivo ad alleviare il
più possibile le sofferenze dei malati foss'anche consentendogli di fumarsi
una sigaretta?
In sostanza si pensa di risolvere i problemi con le proibizioni quando in
realtà si dovrebbe favorire un cambiamento che sia soprattutto culturale ma
che comunque rispetti la libertà del singolo di compiere tutti quegli atti
che possano contribuire a farlo stare meglio quanto meno da un punto di
vista psicologico.
Commenti di Paolo Carotenuto (Il
Legno Storto)
LA
TV TI FA INGRASSARE PIU' DELLE MERENDINE - 25 Novembre --
La tv, più che le merendine, mette a rischio obesità i bambini italiani, che
passano troppe ore davanti al video e che invece, se fanno sport, possono
tollerare anche le brioches industriali. E' quanto emerge dal convegno di
Assisi sull'obesità promosso dall'Adi (Associazione italiana dietetica e
nutrizione clinica). Le merendine industriali non sono bombe caloriche - ha
sottolineato il nutrizionista Paolo Pallini - ma alimenti che possono essere
inseriti in quantità corretta nell'alimentazione dei bambini, specie se il
loro stile di vita comprende anche una sana attività fisica. Pallini ha
ricordato anche che per merendine si intendono solo i prodotti da forno
monoporzione industriali italiani, a base di pan di spagna, pasta frolla, o
pasta brioche, semplici o farciti.
Quindi attenzione: da oggi ad essere perseguita sarà la televisione. Siamo
curiosi di conoscere quali saranno le sicure contromosse di stampo
proibizionista per contrastare l'obesità dilagante. Arriveremo forse alla
vendita di televisori con timer automatici di spegnimento dopo un certo
numero di minuti in cui restano accesi? Con i venti che spirano c'è da
aspettarsi di tutto.
Commenti di Paolo Carotenuto (Il
Legno Storto)
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