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LE NEWS

Aggiornamento 4 Ottobre 2002

Duro colpo alla scienza rottame e agli squali legali salutisti - Giudice USA: "Il cellulare non provoca il tumore" - Respinto uno studio che provava il contrario. E ora rischia di fallire la causa da 800 milioni di dollari intentata da un neurologo americano contro i giganti della telefonia, tra cui la Motorola. Non c'è la certezza che le emissioni dei cellulari provochino tumori al cervello. Lo ha dichiarato un giudice americano, respingendo uno studio in tal senso allegato come prova in una causa contro i giganti della telefonia, tra cui la Motorola.

L'azione legale, del valore di 800 milioni di dollari, è stata intentata dal neurologo Christopher Newman, che attribuisce il suo tumore al cervello, comparso dietro l'orecchio destro, all'uso continuo del cellulare. Ora, con questa decisione del tribunale, la causa rischia di fallire.
Il giudice Catherine Blake ha infatti ritenuto non provato il rapporto di causa effetto tra l'utilizzo dell'apparecchio e l'insorgere del male, e ha affermato che lo studio presentato da Newman e realizzato da un ricercatore svedese non è riconosciuto dalla generalità della comunità scientifica.
"I tumori del tipo diagnosticato al dottor Newman - ha scritto il giudice nella sua motivazione - esistono da almeno 100 anni, e la maggior parte di essi sono dovuti a cause sconosciute. Ci sono state variazioni, ma non un incremento significativo nell'incidenza di questi tumori da quando è aumentato l'uso dei cellulari tra la popolazione americana ". Le compagnie di telefonia mobile hanno tirato un sospiro di sollievo: dopo questa decisione del giudice, il caso è praticamente chiuso.

Il 6% dei ragazzi fa uso di sostanze dopanti - (ANSA) Il 5,7% di giovani in età scolare ha assunto o assume con abitudine sostanze per aumentare le performance sportive. Lo sostiene Francesco Tancredi presidente della Società italiana di Pediatria. Il fenomeno era già stato registrato negli USA, dove la percentuale di chi fa uso di sostanze dopanti per ottenere migliori prestazioni sportive tra i ragazzi in età di college è tra il 15 e il 20%.

 

 Sotto esame la sostanza che rende cancerogene le patatine (dal quotidiano napoletano City) - E' una reazione chimica a produrre una sostanza cancerogena contenuta nelle patatine fritte. Il sospetto è che l'aspargina, un aminoacido naturale, quando viene cotta ad alte temperature con certi tipi di zuccheri come il glucosio, porti alla formazione di una sostanza dannosa come l'acrylamide. Questa sostanza viene solitamente usata per produrre plastica. Può causare il cancro negli animali, ma non è dimostrato che abbia lo stesso effetto sull'uomo. La U.S. food and drug administration (FDA), l'agenzia che si occupa del controllo di farmaci e di cibo, sta studiando l'acrylamide per poter stabilire un livello massimo della sostanza nei cibi. Il governo canadese ha invece chiesto ai produttori di ridurre drasticamente o eliminare l'acrylamide. La FDA ha però precisato che l'acrylamide, per ora, è solo sospettata di essere una sostanza cancerogena. Per il momento l'attenzione è rivolta principalmente alle patatine fritte, ma sono molti i cibi, tra cui i cereali da prima colazione e alcuni tipi di pane, che contengono l'acrylamide.

 

Alimenti antitumorali e tumorali & scienza rottame - (ADUC) - Il limonene, composto chimico presente naturalmente nella frutta e nei legumi, ha una azione protettrice contro il tumore del colon ma stimola tumori al fegato. La vitamina A ha una funzione epitelio protettrice ma puo' danneggiare il fegato e il feto di una donna incinta. Il legame che unisce le qualita' degli alimenti nella lotta alle malattie e' piuttosto labile. Da una parte alcuni prodotti fanno bene dall'altro possono avere controindicazioni e gli studi scientifici in merito non sono sempre scientificamente provati. Si afferma che i broccoli riducono il rischio dei tumori ai polmoni, che la carne favorisce quello dell'esofago e che l'aglio preserva dal cancro del colon: tutte affermazioni che devono trovare certezza scientifica. Intanto le industrie farmaceutiche si sono gettate sul mercato e producono estratti vegetali che vanno a ruba.
Per quanto ci riguarda non possiamo che ribadire quanto affermato dal tossicologo francese Maurice Rabache: variare l'alimentazione il piu' possibile e non seguire le mode alimentari o dietetiche (spesso interessate).

Giornata mondiale dell'Alzheimer? - (ADUC, 1 Ottobre) Oggi e' la giornata mondiale dell'Alzheimer, la nona da quando e' stato deciso di istituire questo momento di riflessione collettiva e di occasione di confronto e informazione. Si tratta della malattia piu' frequente tra quelle 18 milioni di persone che nel mondo sono afflitte da demenza senile. Una sorta di "malattia invisibile", che, le famiglie di chi ne e' colpito, gestiscono con estrema discrezione e, soprattutto, con poche speranze.
A livello di grande informazione (quella specifica scientifica e' un altro discorso) ogni tanto si legge qualcosa, ma sempre sporadica e senza che se ne approfondiscano veramente i problemi, ne' le prospettive aperte in questo campo dalla ricerca biomedica. A questo, giornate come quella di oggi dovrebbero servire. Appunto "dovrebbero". Perche', anche in questa occasione, se escludiamo qualche striminzita informazione che va proprio cercata, oggi l'informazione in materia e' assente. Probabilmente anche perche' il grande dibattito sull'argomento e' di quelli scomodi, che mettono in discussione i principi secolari su cui e' fondata la cultura (anche della scienza accademica) dominante. Quella cultura che, nelle prossime settimane, con l'approvazione in Parlamento della legge sulla procreazione assistita, dovrebbe mettere la sua pesante ipoteca per impedire i possibili rimedi in materia. Perche' questa legge stabilisce anche il divieto della clonazione umana terapeutica, cosi' come la ricerca sugli di embrioni (che potrebbero in futuro servire anche a rigenerare le cellule lesionate dei malati di Alzheimer), bollata dal nostro ministro della Salute come il prologo alla legittimazione della soppressione degli anziani.
Noi non la pensiamo come il prof. Girolamo Sirchia, non tanto sulla sacralita' della vita, ma sul fatto che, per esempio, avendo a disposizione una quantita' enorme di embrioni gia' prodotti e destinati alla spazzatura, non si possa concedere niente alla ricerca in questo senso.
Sapere e conoscere per decidere, non e' un aspetto secondario per un approccio razionale alla ricerca scientifica ed al suo rapporto con la societa'. Ma e' la base su cui l'essere umano ha fondato tutte le sue innovazioni: sempre osteggiate all'inizio dalle culture dominanti anche in campo scientifico. Ma che, davanti ai risultati, spesso sono state riconosciute e accettate anche da coloro che all'inizio erano piu' ostili.
Noi cogliamo l'occasione di questa giornata mondiale dell'Alzheimer per riproporre il dibattito e confronto anche e soprattutto a livello divulgativo. Perche' ognuno possa sapere cosa viene fatto e cosa non viene fatto e osteggiato.
Lo facciamo anche ricordando una nostra specifica iniziativa "Cellule staminali, notiziario quattordicinale" edito a questo indirizzo Internet http://staminali.aduc.it
E' il nostro contributo perche' ognuno sappia, ad esempio, su cosa sta per legiferare il nostro Parlamento: non solo sul diritto alla salute riproduttiva ma sulla speranza dei malati di Alzheimer e di tutti coloro che sono colpiti da malattie cui la rigenerazione cellulare potrebbe apportare un beneficio. Risultati di improbabile conquista nel nostro Paese grazie ai tortuosi percorsi imposti alla ricerca dal divieto di usare la clonazione umana terapeutica e le cellule embrionali.
NOTA DI FORCES: è politicamente scorrettissimo far notare che la stragrande maggioranza dei malati di Alzheimer e Parkinson sono non fumatori. Un gran numero di ricerche, condotte con l'identica metodologia della scienza rottame su cancro e fumo attivo e passivo, ha indicato una connessione diretta tra il fumo e l'assenza di queste malattie. Questa è un'importante informazione per il pubblico, che è tenuta nascosta perché è vietato dire alcunché di positivo sul fumo - anche quando potrebbe salvare la vita delle persone. Clicca qui per ulteriore documentazione scientifica sui benefici del fumo di tabacco.