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LE NEWS
Aggiornamento 18 Settembre 2004

Vuoi vivere 100 anni? Innamorati. Si muore di più di solitudine che di fumo - Da uno studio effettuato in Gran Bretagna, su un campione di circa 10.000 partecipanti, quasi tutti giovani uomini e donne di 30 e 40 anni, sono state evidenziate notevoli differenze di morbilità, identificate tra gruppi precisi di partecipanti.

Tra questi, 600 sono deceduti con modalità estranee allo studio, e sul campione rimanente, si notava che la causa di deterioramento della salute si accentuava in presenza di una vita da single. Difatti la morbilità si innalzava del 10% nei maschi e di quasi il 5 % nelle donne.

Se pensiamo che i dati epidemiologici del rischio del fumo di sigarette si stimano al 5% rispetto al soggetto non fumatore (ma in base a che?... [nota di FORCES Campania]), si può dire che si muore più di solitudine che di fumo.

Questo studio dimostra -a nostro parere- come i fattori dipendenti dallo stato emotivo/affettivo siano ben più influenti rispetto alle semplici condizioni di rischio di morbilità. D'altronde sono anni che si perseguono studi sui rapporti tra network immunitario e psiche. Ad esempio, sono moltissimi i casi di morte precoce, in soggetti che sciaguratamente avevano vissuto una personale disgrazia come la passività di una ingiustizia da errore giudiziario. Spesso questi soggetti, in poche settimane o qualche mese, si sono misteriosamente ammalati di cancro e spenti.

Gli studiosi di discipline olistiche, per cultura e formazione ritengono l'Individuo come un binomio indissolubile mente-corpo. La parola individuo assume proprio questo significato. Mente e corpo sono un tutt'uno, e in tal modo vanno considerati.

Vediamo quindi il rapporto tra morbilità e dipendenza emotiva.

Un fumatore accanito con una vita emotivamente serena, rischierà decisamente meno di un soggetto non fumatore emotivamente infelice.

Si e' provato provato a dare una spiegazione scientifica alle risultanze dello studio britannico. Si e' creduto che il tutto dipendesse dal tipo di vita del single, con uno stile molto più attivo. Ad esempio il solo fatto di andar a letto tardi, bere di più, avere ritmi più stressanti perché focalizzati sul lavoro, e avere maggiori problemi perché non divisi con un partner, potevano essere la chiave per una spiegazione scientifica di una maggior morbilità.

Olisticamente, non possiamo che restare perplessi. Mente e corpo, sono indissolubili. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha recentemente sancito che si e' in salute quando esiste un equilibrio tra mente e corpo. Chiaramente, colui il quale si ritrova nella situazione di single può mascherare inadeguatezze profonde, che difficilmente verrebbero in superficie da sole. Tali situazioni, sono sempre più frequenti anche tra coppie unite nel matrimonio. Più di rado per quelle non unite da vincoli matrimoniali.

Il ricorso al professionista olista, allo psicologo, può, in certi casi, determinare delle scoperte interiori che nella maggioranza delle volte comportano una rivoluzione della propria esistenza.
Non v'e' dubbio che l'emotività e l'affettività siano le chiavi di maggior successo per una salute fisica e della persona.

Tuttavia e' necessario imparare ad amare se stessi, prima di amare gli altri. Rimaniamo certi che le situazioni di maggior morbilita e/o mortalità nei single dipendono solo minimamente per lo stile di vita. La parte di notevole rilevanza e' determinata dai probabili disagi dell'emotività e dell'affettività. Questi due basilari aspetti dell'interiore umano, non trovano più nutrimento, in una società distratta, in corsa alla ricerca di altro.
www.aduc.it


Aggiornamento 5 Settembre 2004

Iran: vetrine vietate per lingerie e animali impuri. Proibiti anche i manichini femminili «nudi». Gli uomini non potranno più vendere biancheria intima da donna - TEHERAN - In Iran la biancheria intima femminile non potrà più essere esposta nelle vetrine dei negozi e gli animali giudicati «impuri» dalla morale islamica (in pratica, i cani) non potranno più essere acquistati. Lo ha deciso la polizia iraniana. Sarà inoltre vietato anche esporre manichini femminili «nudi o con le forme troppo evidenti». I divieti sono contenuti nel nuovo manuale distribuiti alla polizia iraniana, e resi noti dall'agenzia di stampa studentesca iraniana Isna. Agli uomini sarà inoltre proibito vendere lingerie femminile sotto il rischio di vedersi chiudere il negozio. La polizia vieterà di vendere o esporre cani, maiali e scimmie, animali che le regole coraniche considerano impuri.
Tra le altre regole: un istruttore uomo di scuola guida non può insegnare a guidare a una donna se questa non è accompagnata in vettura da un parente stretto.



ABBRONZARSI CAUSA DIPENDENZA (Da Corriere.it del 24/07/2004) - WAKE FOREST (CAROLINA DEL NORD) - L'abbronzatura una forma di «droga»? Quante volte abbiamo pensato a qualche nostro amico fanatico della tintarella come ad un «drogato» in attesa fremente della dose successiva?

Ora c'è una ricerca pubblicata dal Journal of the American Academy of Dermathology che sembra dare una qualche credibilità scientifica a questi pensieri un pò maligni.

L'INDAGINE - Un gruppo di scienziati della Wake Forest University ha sottoposto 16 persone tra i 16 ed i 35 anni ad un curioso esperimento: ognuno dei volontari ha fatto dapprima una seduta su un normale lettino per l'abbronzatura artificiale, successivamente è stato sottoposto ad un'altra sessione su un apparecchio che però non rilasciava raggi ultravioletti. Naturalmente non gli era stato comunicato quale dei due fosse quello funzionante.

I RISULTATI - Su 16 volontari, 12 hanno deciso di ritornare per le sedute dei giorni successivi. Il 95%, lasciato libero di scegliere quale macchina utilizzare, ha poi deciso per quella che effettivamente usava raggi ultravioletti. Quando gli scienziati hanno interrogato le loro «cavie» sul perchè avessero scelto proprio quella macchina si sono sentiti rispondere che dopo la seduta avevano provato una sensazione di benessere.

CONCLUSIONI - I ricercatori americani ritengono che la pelle sottoposta ai raggi ultravioletti rilasci nel sangue endorfine che sarebbero responsabili della sensazione di benessere provata dai volontari. A lungo andare questo potrebbe provocare negli amanti dell'abbronzatura una forma di dipendenza più o meno blanda. Il prof. Steve Feldman, capo del team che ha condotto l'indagine, è stato ancora più categorico: «Noi crediamo che i raggi ultravioletti abbiano un effetto sull'umore delle persone che vi si sottopongono abitualmente».

RISCHI - Questa dipendenza potrebbe in parte spiegare come mai molta gente sceglie di rimanere ore sotto i raggi del sole nelle ore più calde nonostante siano noti i rischi per la salute.