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LE NEWS
Aggiornamento 27 Maggio 2004

12 anni di Gulag per chiunque nasca in Italia - Quando si dice che niente, se non un trauma imprevisto, può cambiare un trend, lo prova quest’ultima legge ‘progressista’ voluta da un governo che teoricamente sarebbe sorto per dare all’Italia un pizzico di deregulation. Insomma la Moratti, con quella sua aria da brava ‘schwester’ svizzera, ha voluto dare al popolo italiano un saggio progressismo intrusivo nel nome della libertà all’essere obbligati. Dell’ossimoro non si scusa perché probabilmente non sa cos’è. Eppure la vicinanza del ministro Martino avrebbe dovuto convincerla non dico a leggere l’ultimo libro di testimonianza liberale scritto da quest’ultimo, ma almeno a farsi spiegare qualcosa sui significati meno reconditi della parola libertà.

Insomma da oggi è un diritto obbligatorio passare dodici anni della propria vita da minore in quel gulag di stato che è la scuola. Quale sia la finalità ultima della scuola in Italia è facile dirlo: produrre manzi. Ma questa è solo un questione di merito e, almeno in linea di principio, prima di questa legge progressista, si poteva evitare di essere perseguitati e ricercati come ‘renitenti allo studio’ dai miliziani dell’Arma. D’altra parte bisogna anche dire che alla più parte delle mamme, che da noi comandano tutto, non dispiaceva affatto, allora come ora, avere un bel manzotto che scorazzava per casa e tutto festante muggiva le sue ‘problematiche’ da licenzioso castratello in cerca della virga perduta.

Quello che è inquietante, in questa faccenda, è che tutti, ma proprio tutti, sono prigionieri del linguaggio del ‘progresso’. La cosa è, per tutti, un progresso ed essendo un progresso non può essere che un bene. Semmai gli efferati di sinistra si lamentano che c’è si progresso, ma non così tanto come il popolo incamminato verso il gulag dell’istruzione avrebbe avuto il meritato diritto di avere. In che cosa consista questo progresso è facile vederlo, perché il progresso, come dice la parola stessa, non è che un aumento di qualcosa che già c’è. Dunque cosa c’era già ieri che oggi è aumentato? Il numero di anni di costrizione che il giovane italico è costretto a sorbirsi per divenire cittadino a pieno titolo. Più in generale, è progredito il livello di quella che è la cosiddetta e famigerata ’socializzazione’ dei giovani rispetto alle scelte personali e famigliari. Più di ieri, oggi l’apparato esecutivo dello stato, la macchina amministrativa, sottrae ambiti decisionali ai singoli soggetti e, nella fattispecie, alle famiglie, per imporre agli imberbi la propria idea di come va usato il tempo di ciascuno, quali sono i valori che obbligatoriamente devono essere affermati per il bene della collettività. In questo caso, è d’obbligo passare almeno 6 ore al giorno per sei giorni alla settimana in compagnia per lo più di donne in età oscillante fra l’incombente menopausa e quella del rinsecchimento definitivo delle ovaie, il cui orizzonte mentale coglie e propugna l’ineffabile potenza epifanica del verso “m’illumino d’immenso”; le costringe a commuoversi fino alle lacrime quando sulla scena un teatrante repubblichino rutila ingiurie contro gli ingiusti del mondo; e le fa sorridere compiaciute di tanto sottile acume quando, insieme ad Eco, devono convenire che la “struttura è assente”. E già, a scuola si è presenti o assenti, ma da domani essere assenti è reato.

Polemarco - Samizadt

Le zuccheriere nei bar. Verso l'aumento garantito del prezzo della tazzina e del cappuccino. Gli unici che ci guadagneranno saranno commercianti e stato - Lo scorso 21 aprile abbiamo lanciato un appello ad una maggiore mobilitazione da parte delle categorie interessate e un invito al legislatore perché rivedesse la nuova normativa, entrata in vigore abbastanza in sordina dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 28 febbraio, che stabilisce la vendita e la somministrazione dello zucchero solo se preconfezionato. Avevamo ricordato che, non rilevando alcun allarme zuccheriere, auspicando un maggior controllo e applicazione della normativa igienica esistente li' dove fosse violata, ci si poteva comportare come in passato era stato fatto per un'altra normativa: l'obbligo di vendere acqua minerale solo in bottiglie preconfezionate, approvata in attuazione di una direttiva Ue, ma bloccata dal ministero della Salute perché ritenuta sconveniente e dannosa per il nostro mercato, rispetto agli ipotetici vantaggi sanitari.

Stiamo ancora aspettando un riscontro da parte del ministero. Mentre per le categorie interessate rileviamo che in questi giorni le associazioni specifiche stanno inviando ai loro aderenti delle circolari in cui ricordano il provvedimento, e, di conseguenza, stanno facendo le prime timide rimostranze.
Intanto nei bar stanno scomparendo le zuccheriere e comparendo le bustine di zucchero, piu' copiose di prima e più evidenti per la loro unicità (bustine di vari dolcificanti erano già presenti sui banconi accanto alle zuccheriere). Se si domanda ad un commerciante qualche impressione, si sente subito parlar male del provvedimento (ovviamente attuato solo per la minaccia della sanzione che va da 2 a 6 mila euro), e partono le lamentele per l'aumento dei costi. Che e' vero. A cui noi aggiungiamo anche lo spreco di zucchero: il rito del caffè e del cappuccino al bar e' talmente radicato che, componente essenziale delle abitudini di ognuno, la dolcificazione della bevanda dal punto di vista quantitativo e' estremamente soggettiva: un cucchiaino e mezzo o un colpo intero e un colpetto del dispensatore chiuso, per esempio, non possono essere lo stesso quantitativo di zucchero di due bustine, per cui la mezza bustina che avanza finisce nella spazzatura e non rimane nella zuccheriera. Considerata la quantità media di ogni bar nella vendita di caffè e cappuccini, lo zucchero che finisce nel secchio della spazzatura non e' poco.
Ma quanto reggerà questa situazione con il caffè, ad un costo medio di 80 centesimi? Pochissimo. Quando i commercianti cominceranno a verificare i primi conti, non potranno non rendersi conto dell'aumento dei loro costi. E siccome sono pur sempre bottegai, se per esempio l'aggravio a tazzina sarà di un paio di centesimi, qualcuno dubita che l'italico sport dell'arrotondamento non li tenterà, portando l'aumento per il consumatore ad minimo di cinque centesimi?

Se un risultato questa legge voleva averlo, e' stato quello di far aumentare i costi per il consumatore e far buttare via più materia prima. Certo, in una società e in un contesto economico dove ad ogni angolo si parla di mercato (vero o finto che sia), di ambiente, riciclaggio rifiuti, sperpero delle materie prime, contenimento dei costi, ci pare proprio un bel risultato. Gli unici due che ci guadagnano sono i commercianti e lo Stato: i primi perché guadagnano più di prima sullo stesso prodotto avendo aumentano il prezzo in modo maggiore rispetto al loro aumento dei costi, il secondo (lo Stato) perché per un prezzo al dettaglio maggiore, visto che le entrate fiscali sono a percentuale, non può che registrare un maggiore introito fiscale.

E non facciamoci ingannare dall'apparente irrisorietà degli aumenti, perché - repetita iuvant - stiamo parlando di un prodotto a livelli stratosferici di consumo.
Commento della
www.aduc.it

Kyoto è irrealizzabile senza il nucleare - Green Watch News ­ "Il protocollo di Kyoto è irrealizzabile senza energia nucleare. Il clima sarebbe più protetto con l¹energia nucleare. Lo sviluppo di centrali a carbone e il suo trasporto sono i maggiori responsabili delle emissioni di anidride carbonica". Queste le conclusioni di uno studio realizzato dall'Ufficio programmazione  circa le prospettive energetiche a lungo termine del Belgio.
Prendendo in considerazione una serie di ipotesi sui consumi di energia, l'ufficio di programmazione  del governo belga ha calcolato che le emissioni di CO2 tenderanno a crescere del 38% nel 2030 in relazione al 1990. Dominique Gusbin, uno degli autori dello studio ha spiegato al giornale La libre Belgique, che l'utilizzazione di combustibili fossili, in particolare delle centrali a carbone, per la produzione di elettricità e l'utilizzo di automezzi per il trasporto del carbone, sono i grandi responsabili delle emissioni dei gas serra.
Entro il 2030 la produzione di elettricità e di vapore sarà responsabile del 38% delle emissioni totali di CO², i trasporti del 23% e l'industria del 17%.
Se il Belgio abbandona il nucleare a partire dal 2015 come prevede la legge, secondo i calcoli dell'ufficio di programmazione l'energia elettrica sarà prodotta nel 2030 per il 37% dal carbone, dal 58% dal gas e del 5% dalle energie rinnovabili (essenzialmente biomasse e eolica).
Nel 2000 il nucleare ha fornito il 60% della produzione elettrica, 25% il gas e 3% le energie rinnovabili.
Senza nucleare sarà assolutamente impossibile per il Belgio raggiungere l'obiettivo indicato dal protocollo di Kyoto e cioè ridurre del 7,5% l'emissione di gas serra.
Secondo Willy Bosmans, patron d'Electrabel (la principale agenzia che fornisce energia elettrica in Belgio), senza nucleare il Belgio così come l'Europa svilupperanno una fortissima dipendenza dal gas importato dal medio oriente  e dalla Russia con le ovvie conseguenze politiche. A proposito delle fonte eoliche Bosmans ha affermato che si tratta di una "fonte aleatoria".

Critiche dalla Spagna contro il Protocollo di Kyoto - Green Watch News ­ Durante una conferenza organizzata dalla Fundacio Catalunya Oberta, Xavier Sala i Martin, economista dell'Università Pompeu Fabra a Barcellona e della Columbia University a New York, ha criticato il 15 aprile ciò che ha chiamato "la religione dell'ambientalismo".
Secondo Sala i Martin, che si è dimostrato anche critico nei confronti delle tesi sul cambio del clima, l'applicazione del noto Protocollo di Kyoto costerà 18 miliardi di dollari per ottenere (solo) risultati modesti. L'economista spagnolo ha spiegato che l'applicazione del protocollo di Kyoto non è una soluzione per preservare l'equilibrio ambientale del pianeta, e in particolare non limiterà il riscaldamento dell'atmosfera.
Sala i Martin ha riportato i dati forniti dalle Nazioni Unite secondo i quali il protocollo di Kyoto costerà 18 miliardi di dollari per ottenere risultati modesti. Infatti se applichiamo questo costosissimo trattato l'aumento della temperatura sarà di soli 2,49 gradi centigradi rispetto ai 2,53 gradi centigradi previsti.
In termini pratici 18 miliardi di dollari per una riduzione di 0,04 gradi centigradi di temperatura.
L'economista spagnolo ha citato una serie di studi scientifici che dimostrano come non è vero che il XX secolo è stato il più caldo nella storia del pianeta.
Inoltre i criteri utilizzati per spiegare la teoria del riscaldamento globale "sono parziali e non riflettono la verità"
Per esempio, è probabile che stiamo assistendo ad un riscaldamento dell'emisfero Nord della terra, ma è anche vero che l'emisfero Sud si sta raffreddando. Così come avviene tra le città che si stanno scaldando e le campagne che si stanno raffreddando.
Sala i Martin ha fatto riferimento alla storia del pianeta per ricordare che le oscillazioni di temperatura sono una costante. I vichinghi attraversarono l'Atlantico passando per il Nord, e questo significa che era molto più caldo di oggi. Incerto anche il ruolo svolto dall'anidride carbonica.
L'illustre studioso ha concluso criticando la lettura troppo rigida dello sviluppo sostenibile, invitando i presenti a non convertire la tesi dominante in una nuova forma di inquisizione.

Protocollo di Kyoto: tanti costi immediati, pochi e incerti i benefici - Green Watch News ­ Si è svolto a Roma il 22 aprile un interessante convegno sul tema "Il protocollo di Kyoto: costi e benefici per l'Italia e l'Europa".
All'evento, organizzato dall'Istituto Bruno Leoni (IBL) in collaborazione con lo European Enterprise Institute (Bruxelles) e la rivista "21mo Secolo", hanno partecipato diversi parlamentari. Christopher C. Horner dell'European Enterprise Institute, ha detto: "L'Europa non dovrebbe andare oltre con le attuali politiche climatiche. Anziché sprecare risorse per un trattato ormai morto, l'UE dovrebbe impegnarsi sulle questioni concrete e capire i fatti del mutamento climatico", "Il riscaldamento globale - ha sottolineato il maggiore Fabio Malaspina - è un tema complesso, che va affrontato con un miglioramento della qualità dei dati e un ampliamento della rete osservativa. Occorre chiarire quanto sia determinante l'attività antropica".
"Realizzare gli obiettivi di Kyoto nel 2010 potrebbe ridurre il PIL italiano dello 0,5% e causare la perdita di 50 mila posti di lavoro all'anno - ha spiegato Margo Thorning dell'International Council for Capital Formation. Gli ulteriori tagli dopo il 2010 potrebbero ridurre il PIL del 2% nel 2020 e costare quasi 200 mila posti di lavoro".
"Rigettare Kyoto è nell'interesse dell'Europa e dell'Italia - ha concluso Oscar Giannino ("Il Foglio"). C'è un'assoluta sproporzione tra i costi e i supposti benefici". "Anche alla luce della direttiva sull'emission trading - ha detto Carlo Stagnaro, direttore Ecologia di mercato dell'IBL - le azioni politiche vanno valutate con attenzione, per evitare d'imboccare la via del sottosviluppo".


Aggiornamento 16 Maggio 2004

Chi ha paura del DDT? - La malaria uccide due milioni di persone l'anno, soprattutto bambini sotto i 5 anni ed il 90% di essi in Africa. Un bambino africano su 20 muore di malaria e molti di quelli che sopravvivono hanno danni cerebrali irreversibili. Ogni anno nel mondo si ammalano di malaria tra i 300 ed i 500 milioni di persone. I dati sono quelli riportati da Tina Rosenberg sul New York Times dell'11 aprile 2004 e confermati dai maggiori esperti mondiali di malaria e dalle maggiori agenzie mondiali come l'OMS e la PAHO. La malattia colpisce soprattutto l'Africa dove ci sono il 90% dei morti. (da GreenWatchNews - continua all'interno)

Big Pharma si riorganizza: il protezionismo francese fa una vittima tedesca nella riorganizzazione di Big Pharma - La fusione Sanofi-Aventis ha portato alla creazione di un "colosso di colossi" del settore farmaceutico, ma ha anche segnato l'ennesima conferma dell'interventismo francese nell'economia e nella difesa dell'apparato industriale nazionale. A costo di incrinare rapporti consolidati in ambito internazionale, sfidando il governo tedesco in modo più che plateale. E' stata, infatti, proprio l'intervento del governo francese nella difesa della propria industria farmaceutica che ha consentito alla Sanofi di fagocitare la Aventis, dopo che il 26 gennaio scorso aveva lanciato un'opa ostile nei suoi confronti. Tutto ciò nonostante il tentativo diplomatico intrapreso dal cancelliere Schroeder che invitò il governo francese ad assumere una linea neutrale rispettando le scelte aziendali nell'ambito di una più complessa riorganizzazione dell'industria farmaceutica europea.

Ma Raffarin ha pensato bene di scegliere la strada dell'interventismo, spingendo la Sanofi a inglobare l'azienda erede della tradizione nazionale germanica nel settore chimico-farmaceutico, la Aventis, e scoraggiando la concorrente svizzera Novartis che era disposta a pagare ben più degli iniziali 47,8 miliardi di euro offerti dalla Sanofi (poi divenuti 55,3).

In Europa Big Pharma parlerà con i colori della Francia, mentre in campo politico si conferma l'ambiguo comportamento del governo francese, pronto a garantire la massima libertà per le imprese francesi all'estero ma difendendo strenuamente gli interessi nazionali all'interno. Nulla di nuovo all'orizzonte, c'è la grandeur francese da difendere. Ad ogni costo.

Paolo Carotenuto

Sirchia diffida Evra, il cerotto anticoncezionale dai vantaggi gonfiati - Qualche mese fa abbiamo parlato di un cerotto anticoncezionale, della sua presentazione entusiastica sui quotidiani e sui media italiani e sulla falsità dei vantaggi citati e degli svantaggi taciuti. Ebbene è di pochi giorni fa un intervento del ministro della salute Sirchia che ha accolto le critiche piovute dall'associazione dei consumatori Altroconsumo, volto a censurare questo comportamento e non esitando a prendere provvedimenti. In una lettera alla casa farmaceutica, il Ministero evidenzia come alcune affermazioni, riprese da alcuni quotidiani, siano inappropriate in quanto non tengono conto che il farmaco non è stato ancora sottoposto a prove cliniche che ne riconoscano una maggiore sicurezza rispetto ai contraccettivi orali combinati. In particolare, non ci sono riscontri alle affermazioni secondo le quali il farmaco determina una riduzione del rischio di trombosi venosa, risulta più sicuro, non interferisce con il metabolismo e non provoca aumento di peso e cellulite.

Il Ministero ha, infine, diffidato il produttore dal continuare questa campagna informativa, che fra l'altro viola le disposizioni che vietano di pubblicare sulla stampa i nomi dei farmaci in un contesto che ne favorisca il consumo.

Per una volta non possiamo che applaudire il messaggio che proviene dal Ministero, nella speranza che non si limiti ad essere un messaggio destinato a cadere nel vuoto.

Paolo Carotenuto

Vedi anche: Cerotto anticoncezionale: vantaggi gonfiati, svantaggi taciuti di P. Carotenuto su "Legno Storto"
 

Assurdità zuccheriera: reazioni dei lettori - Molte sono state le reazione dei lettori all'ennesima assurdità salutista europea che proibisce la zuccheriera. Ne pubblichiamo alcune:
 

  • Mandato da Fabio Magherini Lunedì, 10 May 2004, 00:34 uur.

C'è un solo modo per rispondere a certe iniziative europee:... PUTTANATE.
E continuare a fare come ci pare, dal momemto che lo fanno tutti, Francia e Germania in testa.
Forse che noi siamo i più coglioni?
Purtroppo, quando sento parlare Prodi, ho il sospetto che tutti gli altri lo pensino.
Caro Paolo, bisogna che questo Governo, per il tempo che resta della legislatura. si dia una regolata, perché di c..pardon, bischerate, ne ha fatte abbastanza (Prodi in Europa, Annunziata in RAI, tanto per dirne un paio).
Quella è gente che più la rispetti, più ti odia e si sente autorizzata a dare il peggio.
Per il momento mi fermo, anche se di cose da dire ne avrei tante.

Ciao

Fabio

  • Mandato da Maria Clara Domenica, 09 May 2004, 00:26 uur.

Ora qualcuno, dall'alto, impone che il bar non usi la zuccheriera. Domani imporrà che non si lascino le porte aperte, per evitare le correnti d'aria che potrebbero essere la causa principale del raffreddore...

E, poi, imporrà che il lunedì si mangi le zucchine, il martedì le carote, il sabato le patate... Il socialismo reale di Orwell, sotto forma di decreti a difesa della salute?

Sono inquieta. Già, inquieta perché mi rendo conto che laddove le Istituzioni non sono in grado di gestire le proprie responsabilità, per le quali sono nate e per le quali hanno migliaia di dipendenti stipendiati e di managers e di Autority e di sedi e di sovvenzioni, eccetera, laddove le Istituzioni fanno nulla, zacc, arriva il divieto. Quanto sia più facile proibire, piuttosto che far funzionare, è ormai constatato.

Sono pronta ad aderire al partito della zuccheriera...

Maria Clara

  • Mandato da Gianni Pardo Sabato, 08 May 2004, 00:24 uur.

Il partito della zuccheriera.

Vedi, caro Paolo, il fatto è che viviamo in un'epoca perfezionista, igienista, schizzinosetta, cretina.

Io, come la vedova scaltra del fu "Travaso", pregherei: Signore, fa' sì che io muoia di zuccheriera e di nient'altro. E per il resto, sono pronto a morire anche domani.

Gianni

  • Mandato da Anna Bono Sabato, 08 May 2004, 00:20 uur.

dunque si presume che persone alle quali si affida la scelta tra diverse fonti di energia (vedi referendum sul nucleare) e alle quali il sistema democratico parlamentare riconosce la capacità e la facoltà di decidere chi amministra e governa vadano tutelate nel momento in cui entrano in un bar...a salvaguardia della loro salute?

Che poi, la stessa bustina di zucchero può essere stata toccata da 100 dita sporche e infette prima di arrivare al nostro tavolino... e dove lo mettiamo l'ulteriore consumo di carta per bustine, a scapito delle foreste amazzoniche???

E si ricicla la carta delle bustine di zucchero o va gettata nei rifiuti organici? nel comune dove abito io va nell'organico e quindi altro spreco........... danni e condanne...si incomincia così e, nel nome del bene comune, si arriva a Pol Pot!

Anna Bono  

  • Mandato da Giovanni Maria Venerdì, 07 May 2004, 21:10 uur.

La diabolica alleanza

Siccome non c'è due senza tre, Carotenuto e Giacalone non saranno soli nella loro battaglia. Spero non abbiate dimenticato che c'è un certo lupastro che tiene in gran dispitto sia i sirchiaponidi sia i mastriccioni, tanto che anela azzannarli entrambi ogni fiata che se ne presenti l'occasione. Nondimeno, se i primi ci saranno alleati nella congiuntura della zuccheriera, potremo far ripiegare i secondi in rovinosa rotta.

Ezechiele Lupo

  • Mandato da anonimo Venerdì, 07 May 2004, 10:23 uur.

Le cose importanti

Conforta sapere che l'Unione Europea, nel corso di una crisi internazionale quale quella che viviamo da più di due anni, abbia l'olimpica spensieratezza di preoccuparsi delle zuccheriere, o della lunghezza delle banane o, addirittura, della modalità di cottura della pizza (l'ultima cosa buona che ci resta a Napoli: razzisti!). Allo stesso tempo si capisce, ora, la ragione dell'esclusione dall'agenda politica di temi banali quali la creazione di una difesa comune, o, ancor prima, di una politica estera omogenea e coerente. Del resto, con gli Stati Uniti sembra essersi operata un'intelligente divisione dei compiti: a loro abbiamo lasciato (abbandonandoli) "l'unilateralismo assoluto" nel cercare di risolvere la crisi di cui sopra (quella internazionale), noi, gli Europei, abbiamo solennemente abbracciato l'unilateralismo salutista, giurando di risolvere la (grave) crisi igienica causata da zuccheriere, forni a legna e quant'altro.

Complimenti!

Antonio Nobile

Cellulite: le creme sono efficaci? - Tempo di spiaggia e presentarsi sull'arenile con le cosce cellulitiche e' il terrore di molte signore. Che fare? Il mercato ci offre una serie di creme dagli effetti..... miracolosi. Funzionano le creme anticellulitiche? Tempo fa sul mensile dell'Istituto francese del consumo, 60 Millions de Consommateur, e' stata presentata un'indagine che ha testato 10 famose creme su 220 donne, eta' fra 18 e 50 anni, per un periodo di 4 settimane. Ovviamente su un gruppo e' stata provata una normalissima crema (test di confronto placebo). Le signore sono state seguite da esperti che hanno valutato gli effetti dei massaggi, con creme anticellulite e con quella placebo. I risultati sono stati positivi, sia per le creme anticellulite che con quella placebo, il che significa che piu' che le creme sono i massaggi che possono ridurre i fastidiosi inestetismi della cellulite.
Non poteva che essere diversamente perche' i cosmetici, proprio per loro definizione, agiscono solo sullo strato superficiale della pelle, che' altrimenti sarebbero dei farmaci e la cellulite e' un fenomeno che coinvolge lo strato interno e profondo della pelle. Insomma basta massaggiare regolarmente la parte interessata per avere qualche effetto. Il che non puo' che essere benefico per il portafoglio, non alleggerito da improbabili creme.... miracolose.


Aggiornamento 7 Maggio 2004

L'Unione Europea trova un nuovo nemico: la zuccheriera!  - Non c’è limite al ridicolo: la scure dell’UE si sposta sulle zuccheriere!

Guerra senza frontiere a tutte le zuccheriere -- Davide Giacalone ha auspicato la nascita del Partito della zuccheriera, vietata per legge nel nostro Paese con il decreto legislativo n.51/2004 dello scorso 20 febbraio, che ha recepito la direttiva Ce n.2001/11, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 28 febbraio. La norma prevede il divieto dell'uso delle zuccheriere nei bar, e il conseguente obbligo di usare bustine monodose: "lo zucchero di fabbrica, lo zucchero bianco, può essere posto in vendita o somministrato solo se preconfezionato".

 

Per i trasgressori sono previste multe da 2 mila a 6 mila euro.

 

Le associazioni di categoria si sono ribellate probabilmente nel modo più sbagliato possibile, ritenendo che non si tratta di una vera e propria vendita ma di semplice offerta che gli esercenti donano al consumatore, senza imporgli alcun onere. Francamente questa difesa lascia il tempo che trova e non affronta il problema alla base: il divieto è imposto per ragioni igienico-sanitarie. La nostra preoccupazione non è tanto per le difficoltà economiche cui sarebbero costretti ristoratori e baristi, che molto probabilmente finirebbero per ricadere sul consumatore, ma per l'ennesimo divieto figlio di una logica burocratica e invasiva proveniente dalla Comunità europea. Questo è un attacco all'intelligenza, all'idea di società che si vuole imporre a colpi di direttive. Piccole cose che condizionano le nostre libertà, che ci privano anche di occasioni di consumo e di scelta (qualcuno ricorderà la strenua lotta, per fortuna naufragata, che l'UE ha intrapreso tempo addietro contro la pizza cotta nel forno a legna. Si disse che non rispettava i parametri igienici, prospettando un consumo di sole pizze cotte nei forni elettrici, consegnandoci così un prodotto del tutto banalizzato e svuotato della sua essenza).

 

Qualcuno potrà eccepire che effettivamente ci sono bar che presentano zuccheriere in condizioni pietose e noi non possiamo far finta di non vederlo. Ma ci sono già norme che colpiscono chi non rispetta le norme di condotta igienica, con sonore multe che dovrebbero essere comminate dagli organi preposti al controllo. Far rispettare le norme già esistenti sembra a nostro avviso il passaggio più logico da compiere, anziché cimentarsi nell'imposizione di nuovi ridicoli divieti. L'associazione dei consumatori Aduc si appella, per questo, al buonsenso ed alla logica invitando il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, a riproporre il medesimo comportamento che il nostro Paese ha assunto allorquando ci fu richiesto di adeguarci ad un'altra direttiva comunitaria che impediva la vendita nei bar dell'acqua nei bicchieri. Si disse che si potevano vendere solo bottiglie integre. Allora si prese atto che quella norma comunitaria non andava bene per il nostro Paese, per le nostre abitudini ed era inutile per la salvaguardia igienica. L'auspicio è che anche in questo caso si intervenga allo stesso modo. Altrimenti non ci resterà che fondare, con Giacalone, il partito della zuccheriera... -- Paolo Carotenuto

 

Il Partito della Zuccheriera -- Mandato da Davide Giacalone Mercoledì, 28 aprile 2004, 09:58 uur. Si ha un bel dire che l'europeismo è un nobile sentimento, mentre immondo è chi vi si oppone.  Ma la tentazione è forte.  Insomma, per capirci, avete mai preso un caffè al bar?

 

E' un rito, una pausa rilassante, a dispetto della caffeina.  La tazzina vi è offerta ben calda, il liquido scuro e denso attende d'essere zuccherato.


Ci son quelli che lo bevono amaro.  Nulla da eccepire, ma lo zucchero, secondo me, ci vuole.  E qui, ciascuno, ha la propria misura, il proprio modo di valutare il numero di granelli da far sciogliere.  Ecco, tutto questo, adesso, è fuorilegge.


 

Anche la zuccheriera da bar sparisce grazie alla paranoia e alla prepotenza della "salute pubblica", che non si fermerà mai di regolare anche le più piccole azioni della nostra vita - finché non sarà fermata con la forza.

Gli italiani hanno recepito una norma dell'Unione Europea, secondo la quale sono illegali le zuccheriere, e possono essere utilizzate solo le bustine preconfezionate. Ora, a parte il fatto che in questo modo si prende male la misura; che così facendo si butta via lo zucchero (chi versa mezza bustina getta il resto, ovviamente); che pretendere, in questo modo, di salvaguardare l'igiene è da beoti.  A parte tutto questo, si vuol sapere: ma che cavolo c'entra l'Europa con le zuccheriere? Davvero esiste un legislatore europeo così sfaccendato e desideroso di farsi odiare da dedicare il suo tempo a cose sì amene? E con questo atto di ribellione, gentili lettori, fondo il Partito della Zuccheriera. -- Davide Giacalone -- giac@rmnet.it

 

Nota di Paolo Carotenuto - Lavorando in una azienda di torrefazione del caffè di Napoli sono anche a conoscenza del fatto che le bustine di zucchero ci costano 17 centesimi in più degli astucci di zucchero. Mi chiedo l'aumento di costi per le caffetterie ed i bar da chi saranno realmente sostenuti: dagli stessi esercenti o dai consumatori, con un nuovo aumento della classica "tazzulella di caffé"?

Vino: combatte l'Alzheimer - Tre bicchieri di vino al giorno diminuiscono del 45% il rischio Alzheimer nelle persone anziane. La notizia e' pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society di questo mese. Lo studio e' stato condotto per 4 anni da ricercatori della Columbia University di New York (USA), che hanno preso in considerazione 980 persone dai 65 anni in su, le quali all'inizio della ricerca non presentavano segni della malattia. Nel mondo sono circa 20 milioni le persone che soffrono di Alzheimer e diminuirne la meta' nei prossimi anni, con tre buoni bicchieri di vino, non puo' che far piacere, oltre ad essere una opportunita' per i Paesi produttori della bevanda di Bacco. Insomma se qualcuno beve per dimenticare ora si puo' bere per ricordare, soprattutto in eta' avanzata. Un ulteriore studio della Howard University Hospital di Washington, condotto su un campione di 3.072 persone, comprese tra 45 e 74 anni di eta', ha rilevato che un uso misurato di vino limita la degenerazione maculare dell'occhio. Non ci rimane che brindare. Moderatamente! Notizia tratta dal sito www.aduc.it

 

McDonald's: un panino senza... pane - Sposando la tendenza nutrizionista (moda) incline a ridurre i carboidrati (low-carb), McDonald's ha messo a punto un panino senza... pane. Si tratta di "panini" con polpetta (hamburger) di carne di manzo o pollo, dove il pane e' sostituito da una foglia di lattuga. Anche la catena Wendy's International ha sposato per la linea "nutrizionista" e proporra' patate al forno invece di quelle fritte. Nei ristoranti invece e' stata lanciata la moda dei piatti leggeri (light) con il calcolo in calorie dei singoli piatti. Parliamo di moda perché non crediamo che il consumatore ingrassi al ristorante, giacché non tutti i giorni li frequenta, mentre sarebbe opportuno rivedere la dieta fatta dentro le mura domestiche. Ne scopriremmo delle belle: per esempio quante merendine sono propinate ai bambini? (sia ben chiaro, noi difendiamo il sano consumo di merendine, mantenendo fede all'ormai nostro noto appello "Nessuno tocchi il tegolino"). Quanto pane, quante patatine vengono mangiate a casa? Forse qualcuno si renderà conto dell'assurdità delle politiche fatte di divieti di consumo, incentivando un consumo più responsabile e sano degli alimenti, senza tuttavia demonizzare consumi alternativi. Se qualcuno vorrà farsi un hot dog con ketchup e mostarda dovrà sempre essere libero di farlo. Così come la demonizzazione di alcune catene di fast food non è certo una campagna responsabile e dignitosa. Anzi, è deleteria solo per la loro stabilità e per chi ci lavora. La diffusione di una cultura alimentare è ancora lontana dal divenire, ma si deve iniziare e lo si deve fare dalle scuole. I destinatari del messaggio? Figli, ma anche genitori.-- Paolo Carotenuto