DENUNCIAMO
LA TRUFFA ANTIFUMO
FORCES Italia continua a
denunciare le truffe salutiste antifumo al parlamento ed ai media italiani. Durante la prima parte della sua denuncia,
FORCES Italia ha evidenziato indiscutibili realtà che vanno contro londata di
linciaggio al fumo lanciato da Veronesi e dai media sulla base di frodi scientifiche e
statistiche. La maggioranza dei media e del parlamento ha preferito ignorare la denuncia
di FORCES. La ragione non è difficile da immaginare. Chi truffa o diventa un accessorio
alla truffa, intenzionalmente o meno, preferisce tacere però adesso non può più
affermare di non sapere.
La collaudata tattica del cartello antifumo internazionale - buttare
cioè largomento sullemozionale per eludere lanalisi razionale che
espone il suo meccanismo fraudolento - sarà opposta da FORCES con tutti i mezzi
possibili.
Purtroppo, i mezzi del nostro gruppo sono assai limitati quando
comparati con gli enormi mezzi del meccanismo salutista farmaceutico e statale, e le fila
professionali, informatiche e politiche che essi possono tirare. FORCES è finora
lunico gruppo che attacca la truffa salutista antifumo alle sue radici.
Nondimeno, non saremo silenti. Come sempre, FORCES sfida i salutisti
a provare le loro asserzioni scientificamente. Come sempre, e per ovvie ragioni, la sua
sfida non sarà raccolta. Fare click
qui per in esempio.
IL MESSAGGIO DI ACCOMPAGNAMENTO AL PARLAMENTO
E AI MEDIA
8 Settembre 2000
Gentili Onorevoli,
ora che il consiglio dei Ministri ha approvato allunanimità il
disegno di legge proibizionista del ministro Veronesi, è ancora più imperativo che voi
siate informati sulle metodologie truffaldine usate non solo per creare i pericoli
inesistenti del fumo passivo, ma anche su quelle usate per fabbricare limpressionate
numero di morti "causate" dalluso del tabacco morti semplicemente
inesistenti perché assolutamente non quantificabili.
Il documento allegato è stato scritto da analisti matematici e
statistici americani totalmente indipendenti, ed è stato tradotto in italiano per
renderlo agibile a tutti. Esso dimostra in dettaglio, ma in modo accessibile alla persona
qualunque, la truffa statistica usata per gonfiare sia i pericoli del fumo passivo, sia il
tasso di mortalità dei fumatori - da un numero non quantificabile alle impressionanti
cifre che sentiamo riportate in America e nel mondo.
Ci rendiamo conto che molti di voi credano che "limitare" il
fumo sia doveroso da parte dello stato, e che ciò metta lItalia in linea con Paesi
falsamente percepiti come "più avanzati". Mentre il nostro disaccordo su questo
punto non è loggetto di questo messaggio, vorremmo evidenziare che il primo dovere
di un governo è di non fondare leggi su truffe e falsificazioni scientifiche come quelle
alla base della campagna antifumo truffe che sono ampiamente dimostrate e
dimostrabili.
Come cittadini, stiamo espletando il nostro diritto e il nostro dovere:
rendiamo note e dimostriamo alla Camera, con ampi e solidi fatti che siano verificati e
verificabili, le truffe antifumo che sono alla base dellintransigente proposta di
legge di Veronesi. In un precedente messaggio abbiamo già dichiarato che i nostri ampi
archivi, nonché i nostri esperti e scienziati, sono a vostra disposizione. A
tuttoggi, ci risulta essere stati ufficialmente ignorati dallampia maggioranza
dei rappresentanti alla Camera. Crediamo che ignorare cittadini che denuncino una frode di
questa magnitudine non sia parte del processo costituzionale.
Essendo lItalia un Paese democratico, come elettori e
contribuenti crediamo sia dovere dei rappresentanti del popolo, una volta informati, di
ascoltare coloro che vogliono far chiara luce sulle menzogne della propaganda antifumo
prima di approvare una legge che, sebbene appaia politicamente corretta, in sostanza
emargini il 40 percento della popolazione adulta di questo Paese, riducendola a
cittadinanza di seconda categoria.
Di nuovo, siamo a vostra disposizione per qualsiasi testimonianza e
chiarimento.
Cordiali saluti
Gian L. Turci
FORCES sezione italiana
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Prefazione di FORCES
Questanalisi, stilata da Robert Levy e Rosalid Marimont espone,
con linguaggio chiaramente intelligibile dalla persona non specializzata, uno dei più
gravi problemi sociali dei nostri tempi: lintenzionale distorsione di dati e
informazione scientifica, dove la scienza non è usata per determinare la certezza di una
situazione reale, ma come strumento per imporre e giustificare politiche che altrimenti
sarebbero considerate oppressive e intrusive.
E chiaro che le scelte individuali, che spesso sono garantite o
dalla cultura o dalla legge, hanno sempre meno spazio nel contemporaneo disegno
devoluzione sociale, dove stato e istituzioni si sentono in diritto e in dovere di
"influenzare" le scelte dellindividuo con propaganda e disinformazione
ribattezzate come "educazione" o "progresso". Il fine quindi
giustifica i mezzi, e la fiducia nella regolamentazione repressiva e nella tassazione come
metodi di controllo è quasi illimitata, mentre apatia e separazioni sociali sono, di
fatto, incoraggiate da un sistema che rende chiara allindividuo la sua mancanza di
significato rispetto a ciò che è percepibile come "interesse comune", o
"maggioranza" anche quando ciò concerne il suo stile di vita.
La crociata antifumo, pesantemente finanziata dallindustria
farmaceutica, è oggigiorno lesempio più lampante di scienza prostituita al
marketing e alla politica, ma certamente non il solo. Spesso, quando un nuovo prodotto
farmaceutico diventa disponibile, esso è preceduto da "studi", finanziati dalla
stessa industria, che talvolta scoprono addirittura nuove "malattie", usando
quindi la scienza come strumento di marketing. Esempi di questo tipo sono documentabili a
centinaia. Ma lantifumo va oltre, e crea divisioni sociali facendo sentire i non
fumatori minacciati e i fumatori emarginati, entra nelle nostre tasche tramite
laumento della tassazione del tabacco per compensare "costi sanitari"
artificiosi; crea un nuovo substrato burocratico per gestire campagne e servizi basati su
inesistenti minacce sanitarie che costano a tutti, non fumatori compresi, migliaia di
miliardi. Istituzionalizza infine il concetto che la sanità non abbia bisogno della
legittimità scientifica derivante da basi conformanti al vero rigore di scienza per
imporre scelte sociali con la forza della legge e delle sanzioni.
In conclusione, la frode salutista contro il fumo, passivo o meno, e la
sconfitta della medicina nella sua guerra contro il cancro, per esempio, non sono una
coincidenza. Mentre si riconosce ufficialmente che la genesi del cancro è ignota, si
continua ad attribuire causalità al fumo, quando però sono tutti concordi
nellaffermare che per lo sviluppo di una malattia neoplastica ci sia bisogno del
concorso di una miriade daltri fattori, di cui il fumo potrebbe forse essere solo
uno.
E doveroso dunque chiedersi per quanto si voglia permettere che
la costosissima farsa pseudoscientifica e politica antifumo continui con le sue assurde
contraddizioni.
IL DOCUMENTO CONTIENE:
- Le origini della guerra al fumo.
- Come la scienza onesta è rimpiazzata dalla "scienza rottame" per raggiungere
lo scopo
- Il modo in cui lOMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) insabbia i suoi stessi
studi quando non dimostrano che Il fumo passivo causa il cancro
- Un estratto della condanna per frode scientifica della corte federale americana
(presieduta dal giudice William L. Osteen) dello studio dellEPA (Environmental
Protection Agency) su cui si basa quasi tutta la propaganda antifumo per la proibizione
del fumo in pubblico.
- Descrizione accessibile alla persona comune circa i procedimenti matematici utilizzati
dalla "scienza rottame" per la fabbricazione delle enormi cifre concernenti le
"morti da tabagismo". La propaganda, per raggiungere i suoi scopi, trasforma la
matematica da scienza ad opinione, e in una farsa al servizio della frode.
- La valanga di paure salutiste che sono travestite da scienza.
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MENZOGNE, DANNATE MENZOGNE, & I
400.000 MORTI DA TABAGISMO
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Di Robert A. Levy e Rosalind B. Marimont
LA VERITA E STATA UNA VITTIMA PRECOCE
nella battaglia contro il tabacco. La Grande Menzogna, ripetuta fino alla nausea nei
circoli antifumo, è che il fumo causi 400.000 morti premature ogni anno negli Stati
Uniti.(1) Questo
dogma è la principale giustificazione per tutte le restrizioni e regolamentazioni contro
il tabacco, per non parlare di azioni legali in dozzine di stati per il recupero delle
spese sanitarie, azioni legali collettive da parte di 75-80 fondi sanitari, simili azioni
da parte di 35 mutue Blue Cross; 24 azioni legali collettive da parte di fumatori che non
sono ancora ammalati, 60 da parte di fumatori che si presuppongono malati per tabagismo,
500 cause per danni da fumo passivo, e contenziosi legali pertinenti alla salute da parte
di dodici città e contee unesplosione di sentenze mai vista prima in questo
Paese, o nel mondo.
La guerra al fumo partì con un seme di verità - vale a dire, le
sigarette rappresentano un alto fattore di rischio [statistico] per il cancro polmonare
ma quel seme è diventato un mostro di dolo e davidità, che ha eroso la
credibilità del governo e ha sovvertito lo spirito della legge. La "scienza
rottame" ha rimpiazzato la scienza onesta, e i barrage propagandistici hanno
sostituito i fatti. I nostri giudici e legislatori, in così disperato bisogno
danalisi spassionata, sono invece investiti da una valanga di statistiche che sono
tendenziose, inadeguatamente documentate, e non verificate nemmeno con la più rudimentale
nozione dobiettività. Nel frattempo, gli americani sono indottrinati da
"professionisti" salutisti, votati ad imporre a tutti noi le loro scelte di
vita, mentre lintero Paese subisce un lavaggio di cervello da politici desiderosi di
scucire le profonde tasche di unindustria [diventata] "antisociale".
Lo scopo di questanalisi è di demolire la radice di tutte le
menzogne sul tabacco: il fumo causa 400.000 morti lanno. Per preparare lo sfondo,
analizziamo due delle molte esagerazioni, disinformazioni, e totali fandonie che fin
dallinizio hanno dominato il dibattito sul tabacco.
PENSIERO DI TERZA CLASSE SUL FUMO DI "SECONDA MANO"
"Il fumo passivo causa il cancro, non lasciatevi convincere del contrario", dice
il titolo di un comunicato stampa dellOrganizzazione Mondiale della Sanità. Il
comunicato apre con la nota che lOMS è stata accusata di avere soppresso il suo
stesso studio perché "[esso] non è riuscito a provare scientificamente
lesistenza di unassociazione tra fumo passivo
ed un numero di malattie,
in particolare, cancro polmonare". Ciò è falso, insiste lOMS. I fumatori non
sono i soli a soffrire le conseguenze della loro abitudine; anche il fumo passivo può
essere fatale. |
Il comunicato continua riportando che i ricercatori dellOMS hanno
trovato "un incremento stimato nellordine del 16 percento di rischio di cancro
polmonare nei coniugi non fumatori sposati a fumatori. Per lesposizione sul lavoro,
lo stimato incremento di rischio è del 17 percento".
Da notare però che al rigo immediatamente seguente veniva precisato:
"A causa delle ridotte dimensioni [dei gruppi esaminati], nessuno dei due incrementi
di rischio è statisticamente significativo". Comparate il contrasto tra
questa frase e il titolo: "Il fumo passivo causa il cancro". Se ripetuta
abbastanza, qualsiasi menzogna prova se stessa.
Lintero studio non fu messo a disposizione del pubblico per altri
sette mesi, cioè fino allOttobre del 1998, quando fu finalmente pubblicato dal Journal
of the National Cancer Institute. I media omisero ogni menzione sulla mancanza di
significato statistico, ma strombettarono invece sui rischi relativi di 1,16 e 1,17,
corrispondenti al 16 e 17 percento dincremento come se ciò avesse un [grande]
significato. Ma, persa nel media blitz dellOMS fu la regola dello stesso National
Cancer Institute: "Rischi relativi inferiori a 2 (cioè 100 percento
dincremento) sono da considerarsi piccoli
tali incrementi possono
essere dovuti al caso, tendenziosità statistica, o effetti di fattori concomitanti che in
qualche modo non sono [stati] evidenziati". Per mettere i risultati dellOMS in
relazione [con altri fattori di rischio relativo], si consideri che, per le persone che
bevono latte intero, lincremento di rischio relativo di contrarre il cancro
polmonare per è 2,4. Ciò significa che il rischio di cancro è 140 percento più
di otto volte il 17 percento del fumo passivo.
Ciò che avrebbe dovuto interessare di più gli ufficiali del governo
è la seguente conclusione dello studio dellOMS: dopo aver esaminato 650 pazienti
affetti da cancro polmonare e 1.500 adulti sani in sette diversi Paesi europei, l'OMS
concluse che "i risultati non indicano alcuna associazione tra esposizione dei
bambini al fumo passivo e rischio di cancro polmonare".
LA SCIENZA ROTTAME DELLA EPA
Un altro esempio di disinformazione antifumo è la pietra miliare rappresentata dal
rapporto del 1993 dove lEnvironmental Protection Agency dichiarò che il fumo
passivo (Environmental Tobacco Smoke ETS) è un pericoloso cancerogeno che uccide
3.000 americani lanno. Cinque anni dopo, nel 1998, il giudice federale William L.
Osteen condannò duramente lEPA per aver "selezionato con cura" i dati
[favorevoli allantifumo], escludendo gli studi che "non |
dimostravano
associazione tra ETS e cancro", mentre furono soppresse "significative porzioni
di dati trovati, e la loro relativa logica, nel tentativo di confermare la sua
predeterminata ipotesi". "Sia i dati sia le spiegazioni della EPA",
concluse la corte, "rendono chiaro il fatto che, se la EPA avesse usato gli standard
[imposti dalla] metodologia [statistica] non avrebbe potuto arrivare a produrre risultati
statisticamente significativi". Una sentenza più incriminate di così è difficile
da immaginare, ma ecco le conclusioni della corte nelle sue stesse parole.
"La EPA arrivò alle sue conclusioni prima ancora di iniziare
lo studio; escluse lindustria [del tabacco] (quindi il suo input), violando quindi
le procedure del (Radon Research) Act; modificò le procedure e le norme scientifiche per
convalidare le conclusioni [già rese pubbliche] dell'Agenzia, nonché usò
aggressivamente lautorità del [Radon Research] Act per disseminare dati che
stabilissero un piano di regolamentazione de facto che intendeva restringere i
prodotti del querelante [lindustria del tabacco] nonché influenzare lopinione
pubblica. La EPA, nel condurre la sua quantificazione dei rischi relativi all'ETS, ignorò
informazione ed arrivò ai suoi risultati con informazioni selettive; non rese pubblica
importante informazione epidemiologica; deviò dalle norme [stabilite dal] Risk
Assessment; non rivelò importanti conclusioni e relative logiche; [infine], lasciò
importanti domande senza risposta. La condotta della EPA lasciò grossi buchi nella sua
storia amministrativa [del caso]. Mentre tutto ciò era perpetrato, la EPA ha prodotto
poca evidenza, mentre dichiarava che la [stragrande] maggioranza delle sue ricerche
dimostrava che il fumo passivo causava il cancro." [Flue-Cured Tobacco Coop.
Stabilization Corp. v. United States Environmental Protection Agency, 4 F. Supp. 2d
435, 465-66 (M.D.N.C. 1998)]
Centinaia di città, stati, e contee avevano già vietato il fumo in
locali chiusi molti come reazione al rapporto EPA. La California arrivò a proibire
il fumo persino nei bar. Secondo Matthew L. Myers, direttore della "Campagna per
ragazzi non tabagizzati", "La pubblicazione della valutazione di rischio [della
EPA} ha dato unenorme spinta agli sforzi per limitare il fumo". Ora che il
rapporto è stato completamente demolito, ci si aspetterebbe che i divieti fossero
rimossi. Non contateci. Quando la scienza viene adulterata e debasata per fini politici,
è molto improbabile che i colpevoli invertano marcia solo perché sono stati smascherati.
Come reazione alla sentenza della corte federale, lamministratore della EPA,
Carol Browner, disse: "[Ora che lopinione pubblica] ha così ampiamente
accettato che il fumo passivo causi problemi molto reali in adulti e bambini, proteggere
la gente dai pericoli del fumo passivo dovrebbe essere in imperativo nazionale". Come
Alice nel paese delle meraviglie, prima viene la sentenza, dopo arriva l a prova. E
la Browner riafferma: "Noi crediamo che i pericoli per la salute
derivanti
dallinalazione del fumo passivo siano molto reali". Lasciamo [quindi] pur
perdere la scienza; è ciò che la Browner "crede" quello che conta. |
Il
lavoro di ricerca scientifica si deve appropriatamente adeguare.
Lalterazione dei risultati, lignorare levidenza,
l "aggiustare" le procedure e gli standard dell'Agenzia rivela un
comportamento che è inaccettabile persino a un novello studente di scienze. Questi
commenti critici concernono onestà, prudenza e rigore cioè lintima essenza
della scienza. (2)
CLASSIFICAZIONE DELLE MALATTIE COME "SMOKING-RELATED"
(associate al fumo)
Con un simile curriculum di distorsione, non dovrebbe essere sorprendente che i crociati
antifumo falsifichino [anche] il numero delle morti da tabagismo. Cominciamo col
considerare le malattie che sono incorrettamente classificate come
"smoking-related". Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) prepara e
distribuisce informazione sulla mortalità attribuibile al fumo, morbilità e costi
economici [dello stesso] - smoking-attributable mortality, morbidity and economic costs
(SAMMEC). Nel suo Morbidity and Mortality Weekly Report del 27 Agosto 1993, la
CDC dichiara che 418.690 americani morirono nel 1990 per varie malattie contratte, secondo
il governo, per via del fumo.
Le malattie sono catalogate come "smoking-related" se il
rischio di morte per i fumatori eccede quello dei fumatori. In gergo epidemiologico, un
rischio relativo maggiore di 1 indica una connessione tra esposizione (fumo) ed effetto
(morte). Ricordiamoci però, ancora per un momento, lo standard del National Cancer
Institute: "Rischi relativi inferiori a 2 sono da considerarsi piccoli
Tali incrementi possono essere dovuti al caso, tendenziosità statistica, o effetti di
fattori concomitanti che in qualche modo non sono [stati] evidenziati". E il Federal
Reference Manual on Scientific Evidence conferma che la soglia anche per significanza
legale è un rischio relativo di due o più. Per ogni rischio inferiore a due, i risultati
sono insufficientemente affidabili per concludere che un particolare agente (per
esempio il fumo) abbia causato una particolare malattia.
Che succederebbe se si escludessero dai dati del SAMMEC le morti
causate da quelle malattie che hanno dimostrato un rischio minore di due per fumatori o ex
fumatori? La Tavola 1 (a piè darticolo) dimostra che 163.071 morti riportate dalla
CDC erano da malattie che non dovevano essere incluse nel rapporto. A ciò, aggiungete
altri 1.362 morti da ustioni salvo che si pensi che Philip Morris sia responsabile
pure quando un fumatore si addormenta con la sigaretta accesa. Ciò rappresenta un totale
di 164.433 morti falsamente riportate [come morti da tabagismo] su 418.690. Quindi, quando
ci si limita alle morti che abbiano una relazione [statisticamente] significativa con il
fumo, il totale scende a 254.257. Di conseguenza, solamente su questa base, il SAMMEC
esagera il numero delle morti del 65 percento.
CALCOLO DELLE MORTI IN ECCESSO
Ma cè di più. Scrivendo a proposito di "Attribuzione di rischio e morti da
tabagismo" ["Risk Attribution and |
Tobacco-Related
Deaths] sullAmerican Journal of Epidemiology, I Proff. T.D. Sterling, W.L.
Rosenbaum, e J.J. Weinkam esposero unaltra esagerazione che eccede il 65
percento emergente dalluso della Cancer Prevention Survey (CPS)
dellAmerican Cancer Society come base di riferimento per computare le morti in
eccesso. Di seguito è descritto come unagenzia governativa, la Office of Technology
Assessment (OTA) calcola il numero dei morti causate dal fumo.
LOTA prima determina il tasso di mortalità per le persone che
erano parte del campione CPS e che non avevano mai fumato. Dopo di ciò, il tasso è
applicato al totale della popolazione USA per stimare il numero di americani che sarebbero
morti se nessuno avesse mai fumato. Infine, lipotetico numero di morti per coloro
che si presume non abbiano mai fumato viene sottratto dal numero reale delle morti negli
USA, e la differenza viene attribuita al fumo. Questapproccio sembrerebbe
ragionevole se unimportante condizione fosse soddisfatta: il campione CPS deve
essere approssimativamente lo stesso della popolazione americana in generale per quanto
concerne quei fattori che, escludendo il fumo, potrebbero essere associati con il tasso di
mortalità. Ma come Sterling, Rosenbaum, e Weinkam fanno notare, nulla potrebbe essere
più lontano dalla verità.
LAmerican Cancer Society basa il suo studio CPS su un milione di
volontari, uomini e donne, provenienti dalle schiere dei membri dellACS, inclusi
amici e conoscenze. Le persone che partecipano allo studio sono più ricche della media,
di razza bianca per la stragrande maggioranza, sposati, studenti delle scuole superiori, e
[tutta gente che] generalmente non ha lavori che implicano [esposizione a] rischio. Ognuna
delle caratteristiche summenzionate tende a ridurre il tasso di mortalità del campione
CPS che, come risultato, dimostra una durata media della vita che è sostanzialmente più
lunga di quella dellamericano medio.
Siccome lOTA parte con un tasso di mortalità atipicamente basso
per i non fumatori nel campione CPS e quindi applica quel tasso allintera
popolazione, la referenza usata per determinare leccesso di morti è fortemente
sottovalutata. Comparando le morti reali con tale referenza fortemente sottovalutata,
lOTA crea quindi lillusione che un gran numero di morti siano dovute al fumo.
Quella stessa illusione pervade le statistiche pubblicate dal Surgeon
General degli Stati Uniti, il quale nel suo rapporto del 1989, stimò che 335.600 morti
furono causate dal fumo. Quando Sterling, Rosenbaum e Weinkam ricalcolarono le cifre
pubblicate dal Surgeon General rimpiazzando il campione CPS distorto con un campione di
referenza più rappresentativo derivante sondaggi a grande scala condotti dal National
Center for Health Statistics, trovarono che il numero dei morti riferiti al fumo era sceso
a 203.200. Ne consegue che il rapporto del Surgeon General aveva esagerato il numero dei
morti in misura eccedente il 65 percento semplicemente selezionando lo standard
comparativo sbagliato.
Sterling e gli altri autori riportarono che non solo il
tasso di morte è notevolmente più basso per il |
campione
CPS di quanto lo sia per gli interi Stati Uniti ma anche, incredibilmente, che
persino i fumatori nel campione CPS hanno un tasso di morte più basso della media
nazionale per sia fumatori, sia non fumatori.
Come risultato, se lOTA avesse usato il tasso di mortalità CPS
per fumatori, avesse applicato quel tasso alla popolazione totale, e avesse quindi
sottratto il numero di morti reali di tutti gli americani, lOTA avrebbe scoperto che
il fumo salverebbe 277.621 vite ogni anno. Naturalmente gli autori ammoniscono che
il loro calcolo è assurdo, e che non è un miracolo medico. "Quelle vite sarebbero
[realmente] risparmiate solo se la popolazione americana morisse con il tasso di morte dei
fumatori nel campione CPS, composto da persone con un buon tenore di vita".
Tristemente, il tasso di morte degli americani è considerevolmente
più alto di quello rappresentato dal campione CPS. Quasi altrettanto inquietante è il
fatto che ricercatori come Sterling, Rosenbaum e Weinkam identificarono questa situazione
statistica molti anni fa; tantè, il governo insiste nel pubblicare dati su morti da
tabagismo che sa essere fortemente gonfiati. (3)
IL CONTROLLO DELLE VARIABILI CONCOMITANTI
Anche se le morti reali fossero state comparate a un appropriato campione di referenza per
i non fumatori, leccesso di morti non potrebbe essere attribuito solo al fumo. Non
si può ipotizzare che la sola differenza tra fumatori e non fumatori sia il fumo. I due
gruppi sono differenti in molti altri aspetti, alcuni dei quali hanno influenza sulla loro
inclinazione a contrarre malattie che sono state identificate come relative al fumo. Per
esempio, il tasso di alcolizzati è più alto tra i fumatori, i fumatori in media fanno
meno esercizio fisico, mangiano meno verdure, hanno più probabilità di essere esposti a
cancerogeni sul lavoro e sono più poveri dei non fumatori. (4) Ognuno di questi fattori può essere
una "causa" di morte dalle cosiddette malattie di tabagismo, e ognuno di questi
fattori deve essere [quindi] statisticamente controllato se limpatto di un singolo
fattore, come il fumo, debba essere determinato in modo affidabile.
Sterling, Rosenbaum e Weinkam scoprirono che compensando i loro calcoli
solamente per due differenze nello stile di vita tra fumatori e non fumatori
entrate economiche e consumo di alcool ebbe come effetto unulteriore
riduzione delle cifre di mortalità del Surgeon General: da 203.200 a 150.000. Ciò
significa che leffetto della combinazione di uno standard di comparazione adeguato
con controlli [statistici] per entrate economiche ed alcool fu quello di abbassare le già
ridotte stime del Surgeon General del 55 percento cioè da 335.600 a 150.000. Ne
consegue che le stime originali del Surgeon General erano esagerate di un inquietante 124
percento, e questo senza [aver tenuto in considerazione altre] importanti variabili come
occupazione, esercizio fisico, e abitudini alimentari.
Che [succederebbe] se i fumatori facessero tanto esercizio fisico e si nutrissero con
diete alimentari sane mentre i non fumatori non facessero esercizio e |
mangiassero
tanto "fast food"? Naturalmente, esistono fumatori e non fumatori che soddisfano
questo criterio. Il Dott. William E. Wecker, un consulente statistico che ha testimoniato
per lindustria del tabacco, esaminò il database CPS e trovò migliaia di fumatori
con relativamente bassi fattori di rischio e migliaia di non fumatori con alti fattori di
rischio. Comparando i tassi di mortalità dei due gruppi, il Dott. Wecker scoprì che
"i fumatori erano più sani, spesso con un fattore di tre volte, che i non
fumatori". E chiaro che gli altri fattori [concomitanti] di rischio sono
importanti, e che ogni studio che gli ignori è totalmente senza valore.
Nondimeno, se sei un fumatore obeso, hai una lunga storia di presenza
di colesterolo nella tua famiglia, soffri di diabete e di problemi cardiovascolari,
nonché insisti a non fare esercizio - e quindi muori di un attacco cardiaco, il governo
attribuisce la tua morte esclusivamente al fumo. Se questa procedura fosse
applicata ad altri fattori causali identificati nello studio CPS essa produrrebbe un
numero di morti "attribuite" oltre di due volte più grande delle morti reali
negli Stati Uniti, secondo il Dott. Wecker. Per esempio, gli stessi calcoli da cui
risultano le 400.000 morti da tabagismo, fanno anche risultare che 504.000 persone muoiono
ogni anno perché fanno poco o nessun esercizio. Usando unidentica formula, si può
far risultare che le cattive abitudini alimentari causino 649.000 morti "in
eccesso" ogni anno. Ciò rappresenta quasi 1,6 milioni di morti per sole tre cause
senza considerare alcoolismo, incidenti, povertà, ecc. su [un totale di]
2,3 milioni di morti nel 1995 per tutte le cause esistenti. E si va avanti così
[con] morti fantomatiche generate da computer, non con morti reali senza usare né
alcun accettato metodo statistico, né buon senso, e neppure [alcun riferimento] al numero
reale delle persone che muoiono ogni anno.
COMPENSAZIONE PER ETA DI MORTE
Come prossimo ed ultimo punto, ora passiamo allesame di un diverso tipo di frode
una frode che si riferisce non al numero di morti da tabagismo [quindi non alla
presunta "causa"], ma alla distorta percezione che quelle morti siano in qualche
modo associate con gente giovane o ragazzi. Per gli scopi di questanalisi prenderemo
in esame [come vere] le assurde statistiche pubblicate dalla CDC [Centers for Disease
Control] rappresentanti una media annuale tra il 1990 e il 1994 di 427.743 morti
attribuite al tabacco. E questo problema così serio come appare?
A primo acchito, sembrerebbe che 400.000 morti lanno rappresentino un problema
estremamente serio. Ma supponiamo che tutte quelle persone siano morte alletà di 99
anni. In un caso del genere la gravità del problema sarebbe mitigata dal fatto che i
deceduti sarebbero comunque morti presto per altre cause. Quanto detto non è lontano
dalla verità: mentre [in realtà] il tabacco non uccide la gente ad unetà media di
99 anni, esso "uccide" a unetà media di circa 72 anni assai più
vicina ai 99 che allinfanzia, o anche alla gioventù. Invero, secondo uno studio
RAND del 1999, il fumo "riduce la durata della vita di una persona che abbia 20 anni
di 4,3 anni" certo non cosa da poco, ma non lorrore che talvolta è
pubblicizzato. |
Si
consideri la Tavola 2, che dimostra il numero di morti e letà di morte per varie
cause di decesso. Le tre categorie "no smoking" totalizzano quasi 97.000 morti
probabilmente non molto differenti dal numero delle morti dei fumatori, se esse
fossero correttamente calcolate ma letà media alla morte è solo di 39
anni. Quando messa a confronto con unaspettativa di vita per i fumatori di 72
anni, ognuna di quelle morti "no smoking" porta via quei 33 anni di
vita che sono tra i nostri anni più produttivi, sia dal punto di vista economico, sia
perché quegli anni concernono il periodo della vita in cui i figli sono allevati.
Questa è forse la ragione per cui il progetto "Closing the
Gap" [far ponte sullo spazio, distanza] del Carter Center alluniversità di
Emory ha esaminato gli "anni di vita potenziale persi" [Years of Potential Life
Lost YPLL] per certe malattie selezionate, allo scopo di identificare quelle cause
di morte che causano le più grandi ripercussioni e conseguenze. I risultati del progetto
furono riportati da R.W. Amler e da D.L. Eddins nel loro "Cross Sectional Analysis:
Precursors of Premature Deaths in the United States", pubblicato nel 1987 dallAmerican
Journal of Preventive Medicine. Prima di tutto, gli autori determinarono il numero
annuale di morti diviso per gruppi detà per ogni malattia. Dopo moltiplicarono, in
ogni gruppo di età, il numero delle morti per il numero medio di anni rimasti fino alla
tipica età di pensionamento, in altre parole 65 anni. Infine computarono il valore del
YPLL sommando i prodotti per ogni malattia di ogni gruppo detà.
Quindi, se si considerasse che il fumo uccide diciamo 50.000 persone a
partire dalletà di 60 fino a 64 anni, ciò risulterebbe in un totale 150.000 anni
di vita persa in quel gruppo di età cioè 50.000 vite moltiplicato una media dei
tre anni che restano per raggiungere letà pensionabile di 65 anni. Il valore YPLL
per il fumo sarebbe laccumulazione degli anni persi per tutti i gruppi detà
fino ai 65 anni.
Amler ed Eddins identificarono nove principali precursori di morti che
potevano essere prevenute. Misurato con il metro di YPLL, il tabacco era a circa metà
strada nella lista, classificandosi quarto di nove in termini di anni persi, cioè non il
"number one killer in America" come gli allarmisti indicano. La Tavola 3 fa
vedere le quattro più distruttive cause di morte basate sulle statistiche YPLL del 1980.
Si continui a tenere presente che i dati riguardo al numero dei morti per il tabacco da
cui partono i calcoli YPLL sono quelli di cui si è già parlato, e che sono stati enormemente
gonfiati per tutte le ragioni già discusse.
Secondo Amler ed Eddins, anche sotto il punto di vista del trattamento
medico misurato in giorni di degenza in ospedale i danni non derivanti
dallalcool hanno un peso del 58 percento più grande del tabacco, e le malattie
relative allalimentazione rappresentano anchesse un peso più grande del
tabacco.
Unaltra statistica che, più accuratamente, riflette le ripercussioni del fumo
sulla salute è la distribuzione delletà delle 427.743 morti che la CDC |
erroneamente
attribuisce al tabacco. Senza dubbio, la maggioranza dei lettori sarà sorpresa
nellapprendere che eccetto per vittime di ustioni e malattie
dellinfanzia il tabacco non uccide una singola persona sotto letà
di 35 anni.
Per ogni anno tra il 1990 e il 1994, come esibito in Tavola 4, solo
1910 morti da tabagismo meno dello 0,5 percento del totale erano persone
sotto letà di 35 anni. Di queste, 319 erano vittime di ustioni e il resto erano
neonati i cui genitori fumavano. Ma [siccome] la relazione tra fumo dei genitori e
malattie dellinfanzia dimostra un rischio relativo di meno di due, essa è quindi
statisticamente non significativa. A meno che più seria evidenza sia prodotta,
quelle morti non dovrebbero essere associate al fumo. Daltra parte, il National
Center for Health Statistics riporta che più di 21.000 persone sotto letà di 35
anni morirono in incidenti stradali in 1992, più di 11.000 persone morirono per suicidio,
e quasi 17.000 persone morirono per omicidio. Oltre metà di quelle morti erano collegate
con abuso di alcool e di droghe. Già ciò dovrebbe mettere i morti da tabagismo in
diversa luce.
Ma la rivelazione più grande di tutte è che quasi 255.000 morti da
tabagismo quasi 60 percento del totale si verificò ad o oltre i
70 anni detà. Più di 192.000 morti quasi il 45 percento del
totale si verificarono ad o oltre i 75 anni. E circa 72.000 morti
quasi il 17 percento del totale si verificarono ad o oltre gli 85 anni.
Ciononostante, la sanità pubblica, conscia di questa realtà, continua a definire "premature"
le morti dei fumatori, come se non esistesse limite al calcolo [della vita].
La vasta sovraestimazione dei pericoli del fumo ha avuto risultati
disastrosi per la salute dei giovani. I comportamenti a rischio non esistono in un vuoto.
La gente compara incertezze, e gestisce il suo tempo, sforzo e denaro secondo la
percezione della severità del rischio. Ogni anno labuso di alcool e stupefacenti
uccide decine di migliaia di persone sotto letà di 35 anni. Ciononostante, secondo
un sondaggio del 1995 da parte del U.S. Department of Health and Human Services, gli
studenti delle scuole superiori pensavano che fumare un pacchetto di sigarette al giorno
fosse più pericoloso che bere quattro o cinque bevande alcoliche oppure prendere
barbiturici. Inoltre, la CDC riporta che il numero di donne incinta che bevono
frequentemente è quadruplicato tra il 1991 e il 1995 nonostante il fatto che la
sindrome di alcoolismo fetale sia la più grande prevedibile causa di ritardo mentale, e
che si verifichi in una nascita su mille.
Può forse qualcuno ancora dubitare che la propaganda antifumo della
Casa Bianca e dellestablishment sanitario abbia indotto gli americani a illudersi
che il tabacco sia un vero pericolo per i nostri bambini? In verità, lalcool e gli
stupefacenti sono un rischio immensamente più grande, e i bigotti antifumo sono
immensamente colpevoli di questo errore di percezione [di massa].
|
CONCLUSIONE
La vera realtà senza fronzoli è che i bambini non muoiono da malattie da tabagismo [una
volta che tale realtà è] correttamente determinata. Se fumano pesantemente quando sono
minorenni, essi forse potrebbero morire di cancro polmonare nella loro tarda età,
cinquanta o sessantanni dopo, nellipotesi che a quei tempi il cancro sia
ancora incurabile.
Nel frattempo, non aspettatevi coerenza, e neanche buon senso, dalle
autorità sanitarie. Lalcoolismo contribuisce al crimine, alla violenza,
allabuso coniugale, e allabuso minorile. Bambini muoiono a migliaia in
incidenti, suicidii e omicidii, ma lo stato dichiara guerra all nicotina, che non è un
intossicante, non ha alcuna connessione causale con comportamento criminale, e pone un
pericolo minimo per giovani e membri della famiglia.
La campagna contro le sigarette non è completamente disonesta.
Dopotutto, un pizzico di verità rende la torta della menzogna più digeribile.
Levidenza dimostra invero che le sigarette incrementano sostanzialmente il rischio
statistico di cancro polmonare, bronchite ed enfisema. Però in comparazione a queste
malattie, la relazione tra il fumo e altre patologie non è neanche vagamente chiara -
mentre la valanga di paure salutiste che sono travestite da scienza ci lascia senza fiato.
Non solo il tabacco è assai meno pernicioso di quello che si vuol far credere agli
americani, ma il suo effetto distruttivo è amplificato in ogni modo [concepibile] dal
contabile statistico, il quale conta malattie che non dovrebbero essere contate, che usa
il campione [statistico] sbagliato come standard di comparazione, e che trascura la
filtrazione di ovvie variabili concomitanti.
Per essere franchi, non cè evidenza credibile che 400.000
morti lanno o neanche un numero vagamente vicino - siano causate dal
tabacco. Tantomeno, tale numero non è stato compensato per gli effetti positivi
del fumo meno obesità, coliti, depressioni, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson
e, per alcune donne, minore incidenza di cancro della mammella. I veri danni del fumo non
sono né noti, né conoscibili con precisione.
Quegli statistici che hanno un senso di responsabilità sono
daccordo che è impossibile attribuire una causa a una singola variabile, come il
tabacco, quando esistono fattori causali multipli che sono correlati lun
laltro. I danni delle sigarette sono assai minori di quello che ci vogliono
far credere.
Ma, più importante di tutto, il governo dovrebbe smettere di mentire e smettere
di fingere che le morti dal tabagismo siano nulla più che un artefatto statistico.
Lunificante essenza della scienza è che la verità è il suo [primo] scopo. Quando
quellobiettivo cede alla politica, e inquina la scienza allo scopo di portare avanti
fini predeterminati, siamo tutti a rischio. Tristemente, ciò è esattamente ciò che è
successo quando le nostre autorità sanitarie hanno falsificato le prove per promuovere la
loro crociata antifumo. |
Tavola 1
| Categoria di malattia |
Rischio relativo |
Numero di morti da fumo |
| |
|
|
| Cancro del pancreas |
1,1-1,8 |
2.931* |
| Cancro cervicale |
1,9 |
647* |
| Cancro della vescica |
1,9 |
2.348* |
| Cancro renale, altre malattie
urinarie |
1,2-1,4 |
353 |
| Ipertensione |
1,2-1,9 |
5.450 |
| Ischemia miocardica (età 35-64) |
1,4-1,8 |
15.535* |
| Ischemia miocardica (età 65+) |
1,3-1,6 |
64.789 |
| Altre malattie cardiache |
1,2-1,9 |
35.314 |
| Malattie cerebro vascolari (età
35-64) |
1,4 |
2.681* |
| Malattie cerebro vascolari (età
65+) |
1,0-1,9 |
14.610 |
| Arteriosclerosi |
1,3 |
1.267* |
| Aneurisma aortico |
1,3 |
448* |
| Altre malattie arteriose |
1,3 |
372* |
| Polmoniti e influenza |
1,4-1,6 |
10.552* |
| Altre malattie respiratorie |
1,4-1,6 |
1.063* |
| Malattie dellinfanzia |
1,5-1,8 |
1.711 |
| |
|
---------- |
| Totale parziale |
|
160.071 |
| Fumo passivo |
1,2 |
3.000 |
| TOTALE |
|
163.071 |
* Il numero di morti per questa categoria ipotizza che le
morti della popolazione siano distribuite tra fumatori e non fumatori nella stesso
proporzione usata nel Cancer Prevention Survey CPS-II fornita dalla American Cancer
Society.
Tavola 2
| Causa di morte |
Numero di morti per anno |
Età mediana alla morte |
| |
|
|
| Attribuite al fumo |
427.743 |
72 |
| Incidenti automobilistici |
40.982 |
39 |
| Suicidii |
30.484 |
45 |
| Omicidii |
25.488 |
32 |
Dati dal Centers for Disease Control and Prevention
Tavola 3
| Causa |
Morti |
YPLL |
| |
|
|
| Alcoolismo |
99.247 |
1.795.458 |
| Deficienze in cure mediche
primarie* |
132.593 |
1.771.133 |
| Incidenti (senza quelli relativi
allalcool) |
64.169 |
1.755.720 |
| Tabagismo |
338.022 |
1.497.161 |
*Inadeguato accesso a strutture sanitarie, visite e
interventi preventivi.
Tavola
4 - Mortalità attribuibile al tabacco per cause e età
di morte in USA
Media annuale 1990-1994
| Età alla morte |
Malattie pediatriche |
Vittime di ustioni |
Tutte le altre malattie |
Totale |
| |
|
|
|
|
| Sotto 1 |
1.591 |
19 |
0 |
1.610 |
| 1-34 |
0 |
300 |
0 |
300 |
| 35-49 |
0 |
221 |
21.773 |
21.994 |
| 50-69 |
0 |
286 |
148.936 |
149.222 |
| 70-74 |
0 |
96 |
62.154 |
62.250 |
| 75-84 |
0 |
133 |
120.537 |
120.670 |
| 85+ |
0 |
45 |
71.652 |
71.697 |
| |
|
|
|
|
| Totali |
1.591 |
1.100 |
425.052 |
427.743 |
Dati: comunicazioni tra i vari Centers for Disease Control
and Prevention.
__________________________________
Robert Levy è docente associato in studi costituzionali al Cato Institute e professore
al Georgetown University Law Center, dove insegna "Statistiche per avvocati".
Rosalind Marimont è una ricercatrice laureata in scienze matematiche, ora in pensione
dopo una carriera di 37 anni con National Institute of Standards and Technology (ex Bureau
of Standards), e con LIstituto Nazionale di Sanità (National Institute of Health).
Rosalind Marimont è membro del gruppo internazionale FORCES.
Questo trattato è tradotto dalloriginale inglese "Lies, Damned Lies, &
400,000 Smoking-Related Deaths, pubblicato dal periodico economico-scientifico Regulation,
volume 21, Novembre 4, 1998. Traduzione di Gian Luigi Turci.
__________________________________
Note e commenti contestuali
Le parole o frasi tra parentesi quadre non sono presenti nel testo
originale, e sono state aggiunte del traduttore per completare o chiarire il senso della
frase in lingua italiana.
Il testo originale inglese è disponibile in formato PDF al seguente indirizzo
Internet: www.cato.org/pubs/regulation/regv21n4/lies.pdf.
- 90.000 morti in Italia.
- Per una progressiva, dettagliatissima analisi del Prof. John Luik sulla metodologia
fraudolenta usata dalla EPA, vedere
www.forcesitaly.org/italy/evidenza/luik-it/luik.htm. Il testo è in italiano.
Rosenbaum, Weinkam, e specialmente Sterling, pagarono un duro scotto per aver
evidenziato questa distorsione statistica. Prontamente accusato di essere stato corrotto
dallindustria del tabacco, il prof. Sterling, brillante ricercatore con lunga e
distinta carriera, si trovò improvvisamente chiusi tutti gli sbocchi professionali, e fu
costretto a ritirarsi dalla professione. Egli fu anche loggetto di protratto e
intenso linciaggio morale da parte della stampa. La soppressione dogni verità,
incluse quelle matematiche, che sia in disaccordo con la propaganda contro il fumo,
nonché il linciaggio dellopposizione, sono un imperativo del salutismo. Quando non
ancora il pensione, molti degli scienziati che contribuiscono dati e analisi a FORCES
impongono al nostro gruppo di non pubblicare i loro nomi per timore dintimidazioni e
rappresaglie che distruggerebbero la loro carriera.
Negli USA, per via dellincessante propaganda salutista e per conformarsi alla
correttezza politica, nelle ultime due decadi le classi sociali più alte hanno fortemente
ridotto luso delle sigarette, lasciando il godimento di questo bene alle classi più
povere, che sono quindi assai più esposte a rischi ambientali e lavorativi rischi
intenzionalmente ignorati dalle statistiche antifumo.
|