DENUNCIAMO LA TRUFFA ANTIFUMO

22 Agosto 2000

FORCES ha in corso una campagna epistolare di denuncia delle frodi scientifiche, statistiche e politiche dell'anti-tabacco e dell’OMS alla stampa, radio, televisioni ed altri media italiani. Il dettagliato documento mette in luce ciò che i media italiani non hanno finora riportato, ed ha allegato un documento di 32 pagine, completo di note contestuali a piè pagina, che inequivocabilmente documenta la collusione degli antifumo americani con le multinazionali farmaceutiche usando numero di concessione, nomi, date, ammontare, istituzioni e circostanze. Fare click qui per vedere il documento in formato .pdf.

Con l’informazione medica ed i ministeri della sanità di molti Paesi praticamente nella tasca di Big Pharmaceuticals, la connessione politica internazionale è visibile a tutti. Se i media italiani ora scelgono di ignorare l’informazione che FORCES ha mandato e che continuerà a mandare, ciò sarà chiara evidenza di collusione ideologica e politica con il cartello internazionale antifumo, caso comune in altri Paesi, dove lo scopo dei media è quello di riportare tutto ciò che, vero o falso, ritrae il tabacco e i suoi consumatori in un’immagine negativa. Proteste, dissensi e scienza che non sostiene la propaganda antifumo sistematicamente sono taciute sia creare l’impressione del consenso universale, sia per prevenire qualsiasi potenziale rivolta dei fumatori perché si sentono isolati.

La lista di coloro cui il documento è stato mandato precede la lettera. Questa lista sarà aggiornata ogni qualvolta il documento sarà spedito ad nuove persone o entità.

Fare click qui per leggere un simile documento che, completo d’allegato, è stato mandato agli oltre 560 parlamentari italiani. Il Ministro della Sanità Veronesi ha già annunciato che si riunirà con il Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni per discutere la proibizione pubblica del fumo, principalmente basata sulle frodi scientifiche e statistiche concernenti i "pericoli" del fumo passivo. Ci aspettiamo che il Consiglio dei Ministri accetterà di procedere, non solo perché ciò è necessario per la "correttezza politica", ma anche perché è l’unico modo di soddisfare Big Pharmaceuticals e le sue marionette all’OMS. Il cartello farmaceutico è, infatti, impaziente di vedere l’inizio dell’intimidazione propagandistica dei fumatori e della proibizione, poiché spera che ciò incrementerà la vendita dei suoi prodotti di cessazione in diversi ordini di grandezza.

Se, dopo il messaggio di FORCES, l’Italia prenderà la strada della proibizione, il parlamento italiano e i media non saranno più in grado di affermare che erano ignoranti circa la più grande truffa scientifica e piano planetaario di controllo sociale del secolo. FORCES Italia intende sostenere l’intensa campagna di denuncia appena iniziata indefinitamente.

LISTA DEI MEDIA CUI QUESTO MESSAGGIO E' STATO FINORA MANDATO

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AGENZIA DI STAMPA ASCA
AG. INFORMAZ. PARLAMENTARE
AG. GIORNALISTICA ITALIANA
AG. GIORNALISTICA REGIONALE
AG. NAZIONALE STAMPA
AG. GIORNALI ASSOCIATI
TELEPRESS

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LETTERA AL DIRETTORE

21 Agosto 2000

Gentile Direttore,

La recente affermazione del Ministro della Sanità Umberto Veronesi: "Il fumo passivo provoca il cancro, non c’è dubbio" è semplicemente falsa. Seguendo la riuscita formula delle sue ben finanziate controparti americane, il Sig. Veronesi sta cercando di far passare legislazione repressiva sulle basi di infondate paure salutiste.

Ci meravigliamo che un giornale come il vostro non parli anche delle distorsioni, delle manipolazioni delle multinazionali farmaceutiche, e della corruzione esistenti dietro il divieto di fumo proposto da Veronesi.

Il Ministro della Sanità sta cercando di far passare la sua legislazione proibizionista a velocità supersonica, come se fosse la cosa più importante nell'agenda della salute. Di fronte ai drammatici problemi della sanità in Italia, in cui esistono abissali carenze d’assistenza specialmente nel campo oncologico, le prese di posizione del ministro, se non in conflitto d’interesse professionale, appaiono quantomeno inopportune. Ciò diventa ancora più assurdo se si considera che campagne così radicali contro il fumo, passivo o meno, non sono avallate da alcunché di certo e di scientifico.

Dopo quasi mezzo secolo di intensive ricerche, le istituzioni mediche sono essenzialmente impotenti nel curare il cancro ed altre malattie. Il fumo è stato usato come un elemento chiave nel divergere l'attenzione pubblica da questa persistente disfatta, sulla base di dati dubbiosi e inconsistenti. E’ ora di focalizzarsi su cure e prevenzioni che funzionino invece di sprecare tempo e risorse dietro questioni insulse e insensate, crociate che rievocano i momenti più neri dell'Inquisizione, e che sono vendute al pubblico come giustificate nel nome della scienza. Gli Italiani non hanno gli anelli al naso, e non sono disposti a seguire imposizioni e costrizioni assurde e quindi inutili per il singolo e per la società.

L’iniziativa Veronesi di proibizione è basata, infatti, su enormi distorsioni scientifiche che il Ministero della Sanità non rivela. Tra esse, la più grande è quella sul fumo passivo. Non esistono prove che dimostrino che il fumo passivo sia nocivo, nonostante la propaganda dell’OMS di cui Veronesi è chiaramente sostenitore.

Gli Italiani stanno per cadere vittime della stessa situazione esistente in altri Paesi, primo tra i quali gli Stati Uniti. La vostra pubblicazione sembra riportare solo quanto affermato dalla campagna salutista. Esiste materiale tale da far scoppiare un grosso scandalo, o perlomeno da sollevare serie domande sull’integrità professionale di molti di coloro che sono coinvolti nell’antifumo, ma forse voi non siete ben informati.

Si prega di notare i seguenti punti, che possiamo pienamente documentare, e che ancora aspettiamo di vedere menzionati dai media italiani:

  • Nel 1998, una corte federale americana, presieduta dal giudice William Osteen, stabilì che l’Environmental Protection Agency usò ampia disonestà nella sua compilazione meta-analitica degli studi sul fumo passivo, il che condusse alla classificazione dello stesso come cancerogeno della classe A. Osteen dichiaro' scientificamente invalido, nullo, e illegale il rapporto dell’EPA, e ordinò la rimozione del fumo passivo da questa categoria. Per completa documentazione su questa sentenza che è stata tanto potenzialmente devastante quanto ignorata dai media, vedere www.forces.org/evidence/epafraud/etsfrau.htm. La documentazione include il testo della sentenza originale.
  • Ancora nel 1998, il più grande studio mai condotto sul fumo passivo (Multicenter Case-Control Study of Exposure to Environmental Tobacco Smoke and Lung Cancer in Europe), finanziato dall’OMS stessa, rivelò l’assenza del pericolo di cancro – e addirittura un effetto protettivo – dal fumo passivo. L’OMS cercò di insabbiare lo studio, ma la stampa britannica lo scoprì e lo espose. Dopo la prima reazione del pubblico questo studio non fu mai più menzionato né dai crociati antifumo, né dai media per ovvie ragioni: dimostrava ancora una volta la frode scientifica e politica esistente dietro l’anti-tabacco. Per completa documentazione su questo studio, vedere www.forces.org/evidence/ets-whop/index.htm. Per ottenere direttamente una copia completa originale dello studio che include il suo semplice estratto, digitare http://207.102.150.158/2/12/1440.pdf.
  • Ancora nello stesso anno, il più grande studio del mondo sulle malattie cardiovascolari (MONICA), anche finanziato dall’OMS, dimostrò la totale assenza di connessione tra fumo, primario questa volta, e malattie cardiache. Ancora una volta, l’OMS e gli antifumo "dimenticarono" di menzionare tale studio dopo la sua pubblicazione. L’OMS negò la sua stessa evidenza affermando che "altri studi" "dimostravano" differentemente. Per documentazione, digitare www.forces.org/evidence/files/cardio.htm. Di nuovo, MONICA fu completamente "dimenticato".
  • Nel 1996 una corte federale australiana, presieduta dal giudice J. Finn, emise una sentenza contro l’Australian National Health & Medical Research Council per avere intenzionalmente soppresso evidenza scientifica che non dimostrava la nocività del fumo passivo. La corte affermò che il Medical Research Council "disinformò il pubblico". Ci risulta che l’OMS continui ad usare quell’evidenza a sostegno della sua propaganda. Inoltre, una delle persone chiave menzionata nella sentenza della corte e coinvolta nella manipolazione dei dati, Mr. Simon Chapman, ci risulta che sia a tutt’oggi un consulente dell’OMS. Per completa documentazione su questa sentenza, incluso il testo della sentenza stessa, digitare www.forces.org/evidence/ets-whop/files/finn.htm.
  • Di tutti gli studi sul fumo passivo (circa 100) NESSUNO ha potuto provare un serio pericolo, e solo una piccola minoranza ha dimostrato un’elevazione di rischio che sia statisticamente significativa, mentre altri addirittura hanno dimostrato un decremento di rischio. Per documentazione sugli studi, digitare www.forces.org/evidence/evid/story.htm. L’affermazione: "Il fumo passivo provoca il cancro, non c’è dubbio" gioca quindi sull’ignoranza dei media e del pubblico circa la natura e le enormi limitazioni dell’epidemiologia multifattoriale, la scienza alla base di tutte le paure salutiste.
  • Il movimento antifumo è pesantemente finanziato dalle multinazionali farmaceutiche, che sono anche partner ufficiali dell’OMS. Esse hanno anche enorme influenza sui più grandi giornali medici ufficiali. Mentre queste enormi multinazionali vedono nella propaganda antifumo un’immensa possibilità di marketing dei loro prodotti di cessazione, conflitti d’interesse insorgono in relazione alla loro pressione per includere questi prodotti nei programmi mutualistici dei vari Paesi. La Johnson & Johnson, per esempio, ha elargito migliaia di miliardi ad università, stampa, televisione e forze politiche negli USA e nel mondo per spingere la campagna antifumo che implica, per definizione, l’uso dei loro prodotti. Tali elargizioni sono state attuate tramite la loro organizzazione non-profit, la Robert Wood Johnson Foudation, di cui la Johnson & Johnson ha interessi maggioritari. La RWJF dovrebbe essere un ente morale, ma essa si comporta invece come il braccio pubblicitario della J&J, sollevando ovvii problemi etici, per non dire dei problemi legali e fiscali. La J&J è riuscita a piazzare i suoi operativi nel consiglio direttivo di media molto influenti in America e nel mondo, come per esempio il Washington Post, un prominente sostenitore della crociata antifumo, uno dei membri di consiglio del qual è James E. Burke, che è anche membro del consiglio della RWJF, nonché ex-presidente del consiglio direttivo della J&J stessa tra il 1976 e il 1989.

Le recenti imputazioni di "infiltrazione" che l’OMS accusa le multinazionali del tabacco di aver fatto nel passato sono invero ciò che le multinazionali farmaceutiche hanno fatto e - oggi più che mai - stanno facendo ovunque.

Quanto riportato sopra è solo una breve immagine di ciò che chiamiamo "la storia dietro la storia" sulla "guerra santa" contro il tabacco. Per darvi solo un esempio, trovate in allegato documento in formato PDF in italiano, tradotto dall’originale inglese, che in 32 pagine di solidi dati dimostra dettagliatamente, e spesso per numero ufficiale di concessione, quanto, chi, dove, come e perché questa forma d’influenza è usata. L’unica aggiunta alla versione inglese sono le note a piè di pagina, scritte a beneficio del lettore italiano per mettere in contesto l’informazione. Di nuovo, questo è solo uno delle centinaia di documenti che possiamo mettere a vostra disposizione.

Se questo problema concernesse solo l’America, non saremmo qui a scriverle, ma è ora chiaro che anche in Italia la stessa disinformazione è usata.

FORCES è ora attiva da cinque anni in diverse nazioni, e con duro e non pagato lavoro ha accumulato una montagna di solida evidenza a sostegno delle sue posizioni. Quest’evidenza è disponibile a tutti coloro che vogliano farne uso.

Non siamo finanziati dall’industria del tabacco, e le nostre sole entrate provengono da membri in tutto il mondo. Tra noi sono scienziati, analisti, statistici, medici, ricercatori e persone comuni. Non abbiamo affiliazioni politiche, e siamo disposti a lavorare con chiunque voglia usare la nostra documentazione e/o testimonianza. Non richiediamo crediti ufficiali salvo che gli interessati non vogliano concederli. Siamo però disposti ad esporre pubblicamente quest’enorme truffa scientifica e politica tramite qualunque voce ci sia concessa.

Il nostro obiettivo è di mettere in chiaro quali siano i veri rischi del fumo, come controparte alle esagerazioni propagandistiche e ovviamente interessate delle organizzazioni salutiste a ogni livello. Lo scopo è di informare i fumatori con dati di fatto, direttamente verificabili, in modo che possano fare delle razionali scelte personali. Quindi FORCES vuole difendere la libertà d’azione personale che è il fondamento di ogni società libera e democratica. Il nostro gruppo si batterà con tutta energia per smascherare le interessate fandonie dirette contro i fumatori.

FORCES ha sedi in molti stati americani e in Inghilterra, Canada, Nuova Zelanda e Olanda. La sede italiana, condotta da un medico, ha solo recentemente iniziato la sua attività. Abbiamo siti Internet in lingua inglese (www.forces.org - dove risiede un enorme archivio di documentazione: www.forces.org/evidence/index.htm) e altre lingue. Il sito italiano è al seguente indirizzo: www.forcesitaly.org. Abbiamo inoltre accesso a notevoli quantità di materiale addizionale che non è contenuto nei nostri archivi Internet. Possiamo infine procurare esperti internazionali a sostegno in un contesto legale.

Signori, l’unico nostro interesse è che questa valanga di menzogne e di isterismo sia fermata prima che causi i devastanti danni che ha causato altrove. Si tenga in mente che lo stesso approccio usato per l’antifumo è ora usato in America contro cibi, bevande, e persino contro i profumi. Come sempre, abbiamo prove alla mano per sostenere queste sorprendenti affermazioni. Non crediamo nell’utopia di uno stato perfettamente onesto, ma pensiamo che quanto sta succedendo vada oltre il limite di sicurezza per una società libera e democratica, e che crei un pericolosissimo precedente contro di cui siamo convinti di dover lottare.

Il fatto che molti media, una volta messi al corrente della situazione, scelgano di ignorare la chiara corruzione scientifica e politica dell'anti-tabacco perché va contro al folklore popolare, e la dimettano perché non sensazionalista ma "pedissequamente scientifica" dimostra un'attitudine tanto irresponsabile quanto disgustosa. Siamo però fiduciosi che, nel caso dei media italiani, questo argomento meriti la focalizzazione della vostra attenzione, e restiamo a vostra disposizione per ulteriori informazioni.

Cordiali saluti.

Gian L. Turci

FORCES sezione italiana