CENSURA E SEQUESTRI IN INTERNET: CONTINUANO IMPERTERRITI INTERVENGANO I MINISTERI DELLA GIUSTIZIA E DELLE COMUNICAZIONI Firenze, 9 Dicembre 2002. Questa volta e' toccato ad un sito di chiacchere mondane su questo o su quell'altro, www.gossipnews.it: al posto della sua Home Page c'e' una scritta della Polizia Postale che avvisa che il sito e' sotto sequestro penale grazie ad un provvedimento del Gip di Imperia. Le motivazioni del sequestro non si conoscono, ma in Internet circola la voce che sia per la denuncia di una showgirl che sarebbe stata diffamata da quanto scritto su questo sito. Comunque a noi le motivazioni, ufficiali o ufficiose che siano, poco importano. Perche' non ne facciamo una questione di contenuti ma di metodo e di forma, che, in democrazia, sono la sostanza del tutto. Per capire l'assurdita' (civica, logica e giuridica) di sequestrare un intero sito per un eventuale reato che vi sarebbe contenuto, facciamo un esempio: se durante una trasmissione della Rai un conduttore dicesse qualcosa che fosse ritenuto calunnioso da chi ne e' coinvolto, ci sarebbe un magistrato che farebbe oscurare la Rai (e di denunce in merito la Rai sicuramente ne prende quotidianamente .)? Ci pare un'ipotesi molto improbabile. E allora, perche' deve succedere per un sito come Gossipnews o per tutti quelli che in passato sono state vittime di simili provvedimenti? Un peso e due misure? Qualcuno potra' sostenere che l'oscuramento e' dovuto alla necessita' di impedire la reiterazione del presunto reato. Ma, a parte che il reato e' presunto e non tale, perche' non intervenire solo sullo specifico presunto delittuoso? Mettiamo che la showgirl presunta diffamata si chiamasse Maria Bianchi e il sito incolpato si chiamasse a sua volta www.mariabianchi.it, cioe' tutto dedicato alla sua presunta diffamazione: visto che i reati d' opinione per i nostri codici esistono, un minimo di costrutto giuridico ci sarebbe per intervenire su tutto il sito. Ma quest'ultimo si chiama, nella fattispecie, www.gossipnews.it e solo in un articolo c'era la presunta diffamazione di Maria Bianchi. Oppure il magistrato crede che fra tutte le righe di qualunque articolo del sito gossipnews si manifestasse e perdurasse la diffamazione di Maria Bianchi? Diciamo che sarebbe una presunzione bizzarra e fantasiosa. Il fatto e' che con provvedimenti del genere non si fa altro che, col conforto della legge, buttare discredito sulle potenzialita' di liberta' e democrazia di Internet. Scoraggiandone l'uso creativo e dialettico, stimolandone invece solo l'aspetto vetrina. Questa non e' la prima volta che succede, e probabilmente non sara' l' ultima.
Anche noi viviamo con una certa apprensione: per questo o quell' altro che
si sente trattato male da cio' che scriviamo o riportiamo sul nostro
portale, talvolta riceviamo delle denunce, e un magistrato potrebbe
benissimo fare lo stesso anche nei nostri confronti (per riferirci all'
esempio di prima: non siamo la Rai ..). Quindi crediamo che ci vorrebbe un
intervento da parte del ministero delle Comunicazioni e di quello della
Giustizia. Non per sconfinare nei poteri autonomi dei magistrati che
emettono i provvedimenti di sequestro, ma quantomeno per dare una
indicazione di metodo rispetto ad un mezzo -Internet- che quando i nostri
codici sono stati concepiti, non si sapeva neanche che un giorno avrebbe
potuto esistere. |