I SOLDI DELLO STATO CONTRO LA DROGA, O PER GARANTIRE LA CONTINUITA' DELL'ATTUALE MERCATO? Firenze, 31 marzo 2003. Si e' conclusa sabato scorso, nella piazza del Duomo di Siracusa, la campagna nazionale "O ci sei o ci fai. Io voglio esserci". Si tratta della campagna nazionale di informazione e prevenzione sull'uso di droga indetta dalla presidenza del Consiglio e dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dopo mesi che cantanti, ballerini, attori, personaggi dello spettacolo, alternandosi a politici locali che condividevano la campagna, hanno solcato le piazza d'Italia, grazie all'organizzazione di diverse comunità di recupero tossicodipendenti (San Patrignano in testa). Sul merito e' bene ricordare solo un particolare, la cui trascuratezza, da parte della campagna, inficia sanitariamente tutto il resto. Come si fa a dire ad un tossicodipendente che il problema della sua "scimmia" se lo può levare solo con un atto di volontà, grazie ad una sorta di pacca sulla spalla che lo slogan invita a dare? Al di l'a della volontà (che comunque non e' secondaria), il tossicodipendente e' un malato o no? Se lo e', va trattato così a tutti gli effetti, non con una pacca sulla spalla e via: qualcuno vada a dirlo a chi e' colpito da una crisi d'astinenza e che, per comprarsi la dose, non trova di meglio che rapinare la prima persona che passa o il primo negozio che incontra. Bene: questa campagna ha ignorato questa dato realistico sanitario. Ma veniamo all'informazione e alla prevenzione. Se c'e' qualcuno che crede che dopo questi concerti e queste comparizioni nelle piazze d'Italia di politici e gestori di comunità tipo San Patrignano che hanno apostrofato a mo' di delinquenti i consumatori di spinelli, ci sia qualche consumatore che si sia fatto convincere a smettere; o ci sia qualche ragazzo che ha avuto un flash ed ha visto una prospettiva diversa della propria "turpe" vita dove, nei cessi delle scuole, c'e' sempre uno studente che gli offre un tiro al proprio spinello . bene: si facci avanti. Non solo. Ma se c'e' qualcuno che crede che il narcotraffico (quello della malavita organizzata) si sia spaventato per queste iniziative dello Stato e abbia rimesso in discussione tutto il suo business, alzi la mano anche lui. Non vediamo mani alzate. E come potremmo vederle … Perche' crediamo che tutta la campagna del Governo in materia sia servita solo a far sentire piu' buone alcune persone (quei pochi che lo fanno in buona fede), ad arricchirne altre in termini economici, a far vedere al resto d'Europa e del mondo che anche l'Italia e' in linea con le inutili, dannose, pericolose e stupide campagne che contribuiscono a far ricche le mafie, non-informare i consumatori e condannare a morte i tossicodipendenti: dalla Thailandia (2000 morti da quando alcuni mesi fa e' partita una guerra alla droga a tolleranza zero) agli Usa dove i consumi continuano alle stelle, dall'Afghanistan dove le produzioni di oppio continuano ad essere il top di tutto il mondo a Olanda, Israele, Vietnam e Myanmar dove le produzioni di metamfetamine stanno mantenendo in vita mafie e disperati. E pensare che c'e' anche chi, al Governo, vuole modificare le attuale leggi punizioniste per renderle più restrittive di quanto già non lo siano. e far guadagnare altre comunità, altri cantanti e attori e le solite mafie. Per fortuna che siamo in Europa, dove Svizzera, Belgio, Spagna, Olanda sono dei punti di riferimento legislativo per una transizione alla non-demonizzazione del fenomeno. Perché questa presenza, in qualche modo, ci può essere di garanzia che, prima o poi, la questione dovrà essere affrontata a livello comunitario .. e ne vedremo delle belle ... dopo le spaccature per la guerra in Iraq. Vincenzo Donvito, presidente Aduc L'Aduc edita un "Notiziario Droghe - quotidiano" al seguente indirizzo Internet: http://droghe.aduc.it |