COMUNICATO STAMPA ADUC

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CHIUSURA LOCALI ALLE 3 CONTRO LE STRAGI DEL SABATO SERA?

COME NON AFFRONTARE UN PROBLEMA E OTTENERE IL PERFETTO CONTRARIO


Firenze, 19 Giugno 2003. Il Consiglio dei ministri ha deciso che i locali notturni dovranno chiudere al massimo entro le 3 di mattina. La motivazione e' che in questo modo si porrebbe un freno alle stragi del sabato sera. Abbiamo decisamente difficoltà a comprendere il nesso logico fra le due cose. Per quale motivo gli incidenti dopo le 3 di mattina, quando i giovani escono dalle discoteche, dovrebbero essere meno di quelli che ci potrebbero essere, per esempio, dopo le 6? Immaginiamo perché i ragazzi sarebbero meno stanchi e meno addormentati? Ma chi l'ha detto? Persone che - grossomodo- vanno a letto a mezzanotte e si alzano la mattina alle 7. Cioè persone che non frequentano le discoteche e che hanno un metabolismo corporeo che ha quasi nulla a che fare con quello di chi decide di divertirsi in discoteca. Non solo. Ma il provvedimento prevede anche il divieto della vendita di alcolici a partire dalle ore 2. E allora? Forse chi vuole bere non avrà fatto la necessaria scorta, proprio, per esempio, come avviene con le sigarette?

Questi provvedimenti forse daranno un lieve effetto all'inizio, quando le persone non avranno ancora fatto l'abitudine a questi orari e, forse, resteranno spiazzati per continuare a divertirsi durante la notte o continuare a bere fino a quando vogliono. Ma passato il primo disorientamento, ognuno si organizzerà come crede e vuole, pur con i locali chiusi.

Forse in Paesi come la Gran Bretagna, per esempio, dove le regole sono molto più rigide di quelle prospettate dal nostro Consiglio dei Ministri, il fenomeno alcolismo e incidenti del sabato sera, e' attenuato? Affatto. Anzi, e' molto più drammatico che in Italia. Questo per ricordare che il problema non e' solo di ordine pubblico, ma e' essenzialmente culturale. Con al centro una questione che nessuna norma repressiva riuscirà mai a soffocare: il desiderio dell'individuo di crearsi emozioni che lo facciano sentire meglio.

Chi ci governa dovrebbe tener conto di questo, e di conseguenza far si che ci siano i servizi, non solo i divieti che poi, proprio perché tali e assurdi nei confronti dei metodi di divertimento delle persone, rappresentano solo uno stimolo a violarli. I servizi sono quelli dei mezzi pubblici da/per i luoghi del divertimento, con frequenza e qualità da scoraggiare l'uso del mezzo privato; i controlli e la presenza di polizia urbana per il rispetto delle norme del vivere civile nei luoghi in cui sono ubicate queste discoteche, luoghi che spesso diventano la dannazione per chi ci abita vicino; sempre la polizia urbana per il rispetto del codice della strada. Bisogna modificare la prassi del controllo dell'ordine pubblico che vede una maggiore presenza durante il giorno a discapito della notte: quest'ultima non e' più solo un momento di riposo, ma anche di vita, e come tale ha bisogno della presenza di chi deve garantire l'ordine pubblico. 

Il provvedimento, se sarà approvato dal Parlamento, avrà un periodo di prova di un anno. A nostro avviso sarà un anno perso, perché non avrà minimamente sfiorato il problema. Anzi avrà solo incattivito i rapporti tra amministrati e amministratori per gli assurdi divieti e limiti alla libertà personale.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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