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LIBERTA' DI STAMPA:
ITALIA DOPO LA BOLIVIA, IL PARAGUAY, IL GHANA, L'ALBANIA...
Roma, 6 novembre 2003.
Nella classifica mondiale per la liberta' di stampa, redatta da Reporter
senza Frontiere, l'Italia si posiziona al 53mo posto su 166 Paesi esaminati.
Siamo indietro anche rispetto ai Paesi considerati di scarsa tradizione
democratica, il che dovrebbe far riflettere su certe posizioni tenacemente
radicate. Meglio di noi risultano Trinidad (5 posto),Sud Africa (21),
Giamaica (21), Uruguay (25), Benin (29), Timor (30), Albania (34), Bulgaria
(34), Nicaragua (34), Bosnia (37),Cile (37), Madagascar (46), Ghana (48) e
Bolivia (51). Siamo alla pari con Panama.
Eppure c'e' un blaterare sulla liberta' di stampa, sull'autonomia degli
operatori, sull'informazione diffusa e penetrante. Un dato serve a chiarire
il rapporto degli italiani con l'informazione: 1) il numero di quotidiani
venduti oggi e' sostanzialmente fermo agli anni '50; 2) il quotidiano piu'diffuso
e' quello sportivo. Ci sara' qualche motivo? Il fatto e' che un editore puro
non esiste e interessi diversi si intrecciano e contrappongono.
Il conflitto esiste per chiunque sia proprietario di media e svolga altre
attivita'. Che cosa fa il consumatore? Sfoglia il giornale cercando notizie
di cronaca e di sport! Le prime, seconde, terze, quarte pagine sono saltate
a pie' pari e lasciate ai potentati politici ed economici, che li utilizzano
per scambiare segnali di pace o di guerra. E allora ben ci sta il 53mo
posto!
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